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Anni
37 – Capelli color arancione – Occhi
azzurri – Alta 1,79 –
Notare
che i capelli che ha, sono una parrucca,
poiché la calotta cerebrale è
composta di circuiti cyber.
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Dyva vive a Holly-City
(la vecchia Los Angeles). È la proprietaria
di una casa di produzione cinematografica molto importante,
chiamata “Lopan
Productions”. Dove
si producono film, sceneggiati, fiction e
spot pubblicitari.
Carattere tenebroso, intelligente, assetata di
potere, vanitosa, intollerante e intransigente. Non sono i soldi che le interessano, ma il potere. Il denaro
gli serve solo per raggiungere lo
scopo che si è prefissata. Il suo sogno, è quello di diventare la proprietaria della più potente casa di
produzione dell’intero pianeta. E per raggiungere questo traguardo, sta cercando una maniera per
eliminare la concorrenza. In breve, facendo fallire le altre case di produzione. Il suo piano consiste nel causare incidenti ad
ampia portata (con morti, feriti, bancarotte ecc.), in maniera tale da poter acquistare la casa di produzione che è finita al tracollo.
Una delle sue armi migliori, è la creazione di uno steroide chiamato Moyen, che di nascosto immette nel corpo di attori, registi e produttori; capace di affaticare, spossare, far
arrabbiare o altro ancora, la persona colpita. Così facendo l’individuo che ha
assunto questo steroide, inizia a provocare ritardi, disguidi e quant’altro a tutta la produzione. Con la conseguente rottura di
contratti, ritardi e costi raddoppiati delle
pellicole in lavorazione. Naturalmente |
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Dyva ha introdotto nel suo cervello un
particolare holograph-laser, che le consente di ricreare immagini oleografiche perfette di ambienti e persone a suo comando. Queste immagini possono sopravvenire, solo
all’interno di una zona che non supera i trecento metri. In pratica se vuole può ricreare olograficamente un paesaggio marino, cittadino, futuristico e via dicendo, solo pensandolo. Ma non è tutto, poiché le immagini oleografiche sono formate da una particolare energia parallela che li
rende tangibili. Questa energia viene chiamata Erasjer. Dyva ha creato questa energia parallela grazie al suo diffidato amico studioso Vjolan.
Inoltre Dyva ha impiantato nel suo cervello, un nano-cyber-computer la cui funzione è quella di riprogrammare alla velocità della luce, oggetti e quant’altro può far parte dell’ambiente selezionato. Ad esempio se si crea un ambiente cittadino, il nano-cyber-computer da solo, provvederà a far apparire immagini tridimensionali di automobili, palazzi e quant’altro è stato memorizzato precedentemente. Questo
per consentire una veloce ed efficiente rappresentazione paesaggistica, senza perdita di dettagli e di tempo
prezioso, da parte di Dyva. È per questa ragione che Dyva ha la calotta del cervello, completamente
composta di circuiti cyber, e
quindi si trova
È importante
sottolineare, che Dyva ama soprattutto creare ambientazioni cinematografiche di film d’altri tempi.
Inoltre per sconfiggere i suoi nemici, Dyva usa anche sofisticatissimi Cybermen, che altro
non sono che androidi che spesso hanno tratti
somatici simili a grandi attori del passato. I
cybermen sono sotto il suo stretto controllo mentale, e hanno
forza, agilità, e spesso anche armi micidiali a seconda
dell’esigenza. La motivazione che la spinge a creare questi ambienti olografici, è di produrre nella vittima una sensazione di
timore e di scoraggiamento. Oltre che di rendere semi folli, i malcapitati che hanno
intralciato il suo folle piano di conquista.
Esattamente come avverrà per Weep Dymond. |
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