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N.
284 –
12 APRIL -
2998 - $ 1, 37 |
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INTERVISTA
a WEEP DYMOND!!!! |
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È
notte inoltrata... Sono ore che l’aspetto... voi vi
chiederete, ma chi... ? Forse il solito vip, o il caliginoso politico di
turno…? Bè vi sbagliate. Questa volta, il vostro advyce preferito, ha una
sorpresa per voi. L’intervista
riguarda una delle più sorprendenti e misteriose donne della fine del nostro
terzo millennio. Si tratta di Weep Dymond.
Già proprio lei... la donna dai mille misteri. Sono infatti mesi che tutta Blè
Lunième, si chiede se Weep Dymond è un nemico
pubblico o una benefattrice. La si può amare od odiare... ma nessuno può
rimanere indifferente al suo charme. E quando le speranze nel vederla
arrivare, iniziano a sfumare... eccola! Ma come potete immaginare... non
appare come le comuni donne del nostro tempo; le
quali non fanno altro che presentarsi
attraverso il laser visore. No... non lei. Un frastuono
dall’altra stanza... un rumore di vetri
rotti. I pensieri iniziano a tuonare nella mia mente... Il battito
del cuore trasale... è lei. Sì... ora ne sono certo.
Non faccio neanche in tempo a voltarmi verso la porta, che... me la trovo di
fronte. (Bellissima...
e con passi felpati si avvicina...).
Weep
Dymond: Darling...
rimani pure dove sei. Intervistatore:
S... Salve Weep Dymond.
Accomodati pure. (Non
riesco a controllarmi... la mia voce trema...). Weep
Dymond: Preferisco rimanere in piedi.
Allora iniziamo o no questa stupida intervista?
Ti ricordo che ho cose più urgenti di cui occuparmi. (Mentre
dice queste parole... con una mano getta dietro le spalle,
alcune ciocche dei suoi capelli...).
Intervistatore:
Naturalmente. Ecco... quello che si conosce
di te... è... Hmm... possiamo darci del tu...
vero?
Weep
Dymond: E me lo chiedi? Certo
che sì. (La
tensione che mi attanaglia,
stenta a diminuire... ma cerco di non
farglielo notare...).
Intervistatore:
Insomma... i nostri lettori vogliono sapere da che
parte stai. Ti abbiamo vista liberare un detenuto...
colpire un politico...
per non parlare di quando sei stata sorpresa con Dark
Hèron a rubare. E poi... come per incanto,
ti scorgiamo fiancheggiare con
impegno, cause a favore dei poveri e malati.
Accidenti... non sappiamo più chi... o cosa
sei. Vuoi darci maggiori ragguagli,
a proposito del tuo modo di agire? (Per
un attimo abbassa gli occhi... il viso pensoso...
poi... con quello sguardo penetrante,
mi osserva... e risponde...).
Weep
Dymond: La domanda che mi poni, non
è così semplice... sapere chi... o cosa si è...
La conoscenza delle motivazioni
che spingono una persona ad agire od attuare determinate scelte... non è
semplice. Nel momento in cui prendi una decisione,
indubbiamente pensi sia quella giusta.
Ma poi con il passare del tempo... ti ritrovi confusa.
Proprio perché quello che credevi giusto... come creta...
si è trasformato dalle sapienti
mani del destino. E solo allora ti accorgi... che hai sbagliato.
Ma ormai è tardi per poter porvi rimedio. O almeno...
quasi sempre. (Mentre
parla fissa intensamente le mani...
le quali... anche se coperte da guanti
di pelle nera... denotano un lieve tremolio...). Intervistatore:
Andiamo sul pratico. Perché hai liberato
un condannato a morte? |
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Qjan
è stato trovato colpevole dell’omicidio di numerosi Police
Gardh, in Hafryn.
E oltre tutto, è anche reo confesso. È questa
secondo te, un’azione motivata dall’amore per la giustizia? (Una
leonessa ferita... che con l’artiglio
della parola... è pronta ad attaccare il nemico...).
Weep
Dymond: Giustizia...
ti ricordo che Qjan ha solo ventiquattro
anni. È vissuto con una madre che si è sempre
interessata più ad accumulare diamanti,
che dare affetto al figlio. Per non parlare del padre...
un affiliato ad una delle più terribili organizzazioni criminali
del globo. E che cosa ci si aspetta da questo triste e desolante scenario?
Rispondi! Anzi... rispondete tutti voi... lettori...
a questo! Giustizia... che bella parola quando serve a straziare
una vita... già inclinata verso il vuoto. Giustizia...
per voi equivale a spezzare uno stelo
che non riesce ad alzarsi, poiché è stato spinto
verso il basso... da eventi o persone... le quali, sono esse stesse le vere colpevoli.
Ma no... il mondo ridacchia
di coloro che commettono errori... e non sanno da che parte voltarsi... Vittime
che cercano una luce nell’ombra
delle coscienze, di coloro che si credono dei “giusti”.
Ecco a cosa equivale l’imparzialità di questo popolo... sordo
ai richiami di chi soffre... nel silenzio...
di chi non sa che urlare... con la propria
solitudine. La risposta del popolo, è sempre quella che gli antichi romani
compivano di fronte alla vittima nella fossa dei
leoni... pollice verso...
equivale a morte. E non si considera... che la vera
morte, sopraggiunge nel momento in cui non si comprende
il prossimo. (Tagliente...
incisiva... ma senza perdere quel self control che la distingue. Io
incalzo...).
Intervistatore:
Da come parli del giovane, risulta che lo conosci
a fondo. È forse un tuo parente? (Volta
improvvisamente il viso verso la parete alla
sua destra... si ferma un attimo... riprende il
controllo della situazione... e risponde...).
Weep
Dymond: A questa domanda non
ribatto. Cos’altro vuoi sapere? Il tempo
stringe... (Un
bagliore alla finestra... mi alzo dalla sedia
repentinamente...).
Intervistatore:
Quello che mi chiedevo è se... ma... quelle luci... sembrerebbero della Police
gardh... (Si
sente tradita... braccata... ma non
sorpresa... forse le è successo troppo sovente,
per potersene realmente meravigliare).
Weep
Dymond: Allora è come temevo... è un’imboscata...
non è così? Rispondo
un netto NO, con sincerità... lei
intuisce che non mento... ma solo dopo che i
suoi occhi, hanno incrociato il
mio sguardo... Dopodiché non ho fatto neanche in tempo ad iniziare una frase,
che Weep Dymond è fuggita via, mediante
i suoi ormai leggendari bracciali cyber.
È inutile che mi soffermi su altri particolari. Come sempre la Police
gardh, non è riuscita a catturarla.
Almeno... per questa volta. Nessuno di loro mi ha spiegato come facessero a
sapere della venuta di Weep Dymond.
Ho urlato con alcuni di loro... mandandoli
a quel paese, ormai ben famoso e pieno di ospiti... ma
si sa come vanno le cose... Per concludere,
miei cari lettori, vi assicuro che anch’io non
saprei definire con contorni ben delineati, chi sia in realtà Weep
Dymond. Ma forse non è proprio questo,
il bello di un paesaggio? Ovunque ti volti, non vedrai mai
una fine; cosa che non avviene mai
nei pur bei dipinti, il cui contorno... li limita...
e li rende privi di quella libertà d’espressione
e di unicità, che mettono ali... all’anima
di una persona. E
per questa settimana è tutto, cari amici. Alla
prossima. Daniel Cronos |
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