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Star Trek Voyager: Un Sogno da Ricordare Remember

Frasa

 

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Il modo migliore per allontanare e distanziare coloro che danno fastidio, è quello di calunniarli mediante menzogne intrise di paura e timore. Questo evento lo possiamo comprendere al meglio osservando come hanno agito e come agiscono ancora, i plutocrati e tiranni dei vari Paesi e Nazioni. Se rammentiamo con sincera capacità critica, ci sono stati alcuni tiranni che per giustificare i loro delitti e crudeltà, hanno fatto credere alle loro popolazioni che esistevano razze superiori e più pure delle altre; oppure che alcune religioni erano in contrasto con direttive sociali e morali considerate da loro legittime. Il tutto per escludere, perseguitare ed eliminare tutto ciò che si contrapponeva alle loro decisioni inique e menzognere. E milioni di persone, purtroppo, hanno rincorso e tallonato questi folli e crudeli despoti dell’orrore. Perché è avvenuto tutto ciò? Perché una Nazione scristianizzata e avvinghiata alla secolarizzazione ed al relativismo, perde di vista la bussola dell’amore; e diventa cinica e priva di “pietas” verso coloro che sono diversi o che contrastano le loro fallaci convinzioni

 

 

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L’equipaggio della Voyager sopraggiunge sul pianeta Enara. B’Elanna Torres sogna di essere una ragazza enariana di nome Korenna. In sostanza B’Elanna sogna di essere con il suo ragazzo Dathan. Gli enariani hanno dei poteri telepatici, possono condividere le esperienze vissute mediante un legame telepatico: L’episodio di Star Trek Voyager intitolato “Un Sogno da Ricordare” (titolo originale “Remember”), pone l’accento su come a volte la persona non credente, inconsciamente (B’Elanna Torres che sogna di essere con Dathan) desideri possedere il meraviglioso dono della Fede. Mentre Dathan che ha il dono della telepatia, raffigura il versante spirituale di un individuo che sprona mediante consigli, suggerimenti e ispirazioni, il proprio versante razionale a mutare rotta e rivolgersi a Dio.

 

Nel versante analitico, B’Elanna che sogna di essere un’altra ragazza, è un emblema della persona che non esprime la propria identità liberamente, e quindi cerca inconsapevolmente un modo per manifestare i propri reali sentimenti; il tutto mediante messaggi in codice provenienti dai sogni. Non a caso i messaggi onirici, per mezzo di metafore e immagini mentali, sovente sono un’espressione della vera identità di una persona, che cercano un modo per fuoriuscire ed esprimersi. In questo caso B’Elanna è la persona repressa che non riesce nel mondo reale, ad esprimere al meglio la propria individualità, proprio perché ha vissuto in un ambiente familiare frustrante ed avvilente.

 

Il padre di Korenna non vuole che la figlia frequenti Dathan. Korenna è costretta a vedere il suo ragazzo di nascosto. Il padre di Korenna dichiara in una conferenza, che il suo popolo è agli albori delle esplorazioni interstellari; e lui è fiero di farne parte. Gli enariani stanno per dar vita ad un'era di espansione e colonizzazione; ma alcuni di loro si oppongono al progresso: Maria Valtorta “Lezioni sull’Epistola di Paolo ai romani” pag. 76: “Oh! Miseri! A quanti di loro questa conoscenza fu condanna! Condanna perché la conoscenza non fu in essi ragione di umiltà ma di superbia. Si giudicarono giustificati, senza bisogno di circoncidere lo spirito, solo perché la circoncisione era sulla loro carne. Pensarono di avere il trionfo per rapina, per diritto prepotente. No. Il Cielo, per TUTTI è conquista. Dura. Lunga. Certa solo a coloro che perseverarono nella buona volontà sino al termine dell’esistenza”. Il padre di Korenna effigia un Io protervo e altezzoso, che non vuole che la propria anima (Korenna), si arricchisca di spiritualità. E Korenna che incontra il suo ragazzo di nascosto, è un’anima che inconsciamente cerca di avvicinarsi a Gesù. Questo evento narrativo ci evidenzia il fatto di come in realtà in ognuno di noi ci sia una guerra interiore, dove si trovano in conflitto due versanti opposti: il versante spirituale che si contrappone a quello razionale. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 3 Gennaio 2007: “Molte conquiste hanno fatto gli uomini in questo tempo, credono che tutto sia opera della propria intelligenza, ma non sanno che dietro ad ogni conquista, dietro ad ogni scoperta ci sono Io, Io, Dio, Che opero con la Mia Sapienza, con la Mia Tenerezza; amata sposa, la superbia acceca e confonde”. Ed ecco che il padre di Korenna è un’immagine figurata della persona razionale che si crede artefice e autore di se stessa, e che altresì rifiuta di credere che ci sia un Dio creatore dell’uomo e dell’Universo. Tutto ciò lo possiamo riscontrare nella nostra epoca contemporanea, dove scienziati, plutocrati, ricconi, sapientoni e via dicendo, si persuadono che sia stato l’uomo a creare Dio, e non viceversa. Maria Valtorta “Lezioni sull’Epistola di Paolo ai romani” pag. 90: “Coloro che negano l’anima e la sua immortalità –immortalità perché creazione, infusione, parte di Dio eterno- e dicono che l’uomo ha l’intelletto, il genio, la libertà e volontà e capacità di rapire il Creato le sue forze e i suoi segreti solo perché è –l’uomo-, ossia la creatura che si è evoluta al grado perfetto, e non per l’anima, sono simili a cocciuti che pretendessero che una perfetta opera di artista –scultore o pittore- abbia vita e vista solo perché è stata modellata o dipinta con una realtà perfetta”. Insomma, ci si crede degli dèi, che decidono arbitrariamente le sorti del mondo e di se stessi. E tutti coloro che non tallonano queste direttive raziocinanti e secolari, sono automaticamente considerati dei dementi. Esattamente come agisce il padre di Korenna, il quale cerca di perseguitare e calunniare il ragazzo della figlia. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 14 Dicembre 2006: “Figli amati, vedete come la scienza medica ha fatto molti progressi in questo campo, grandi progressi; vi sono medicine molto efficaci per il dolore che lo attenuano rendendo più serena la vita del malato. Chiedetevi questo: forse che la scienza medica, con le sue grandi scoperte ed invenzioni, forse che non è guidata da Dio, il Medico Perfetto e pietoso?”.

         

Il padre di Korenna che impedisce alla figlia di incontrare il suo ragazzo, raffigura il genitore autoritario che vuole impedire al proprio discendente di avere rapporti con la propria essenza più profonda: il proprio “Vero Sé”. Le motivazioni che spesso questi genitori additano come realtà esistenziali, sono del tipo… se non fai o ti comporti come dico io, non riuscirai nella vita a realizzarti e rimarrai ritardato- Insomma, a volte ci sono educatori che non riescono a scindere i figli da se stessi, e cercano in tutti i modi di plasmare e modificare i pensieri e atteggiamenti dei discendenti; il tutto non per donare amore… ma solo per abietto egoismo. Uno dei risultati di queste coercizioni mentali, consiste che i figli crescendo possono percepire la realtà in maniera distorta e deformata. Insomma, l’amore reale e concreto che un genitore dona al figlio, equivale al rispetto della personalità e individualità del discendente; altrimenti non si tratta di vero amore, ma di un modo come un altro per imporre la propria volontà. Invero, tutto ciò altro non è che una forma di potere …mimetizzato da comprensione ed amore. Questi eventi desolanti possono essere anche alla base di problematiche di tipo psicotico, dove i figli crescendo divengono persone che vivono in un mondo irreale; proprio come fa B’Elanna la quale vive la sua vita attraverso una serie interminabile di sogni. Margaret Mahler “Le Psicosi Infantili” pag. 70: “In altre parole, Harry era fino ad un certo punto consapevole del fatto che questa sostituzione del mondo oggettuale umano con le creature da lui create, era dovuta all’essergli venuto a mancare il rapporto d’amore primario”.

 

Improvvisamente B’Elanna scorge Dathan morto bruciato. B’Elanna comincia a pensare che il sogno che ha fatto, sia un legame telepatico con un enariano a bordo della Voyager: Korenna che sogna il suo ragazzo che muore bruciato, è l’anima di una persona che percepisce chiaramente che se il suo Io protervo ed egoista continua ad inseguire la via dell’iniquità e dei vizi, sicuramente sarà condannata eternamente all’Inferno. Naturalmente qualcuno si chiederà… come fa una persona a sapere e credere a queste verità bibliche, se razionalmente non ci crede per nulla? La risposta è semplice… poiché siamo stati tutti creati da Dio, è logico che la nostra memoria inconscia, che rimane collegata all’anima, sappia esattamente com’è la realtà dei fatti. In breve, anche se un Io superbo e vanaglorioso continua ad asserire che Dio non esiste e che i vizi sono entità che non arrecano alcun danno, l’anima sa bene che tutto ciò non corrisponde alla verità.

 

 

B’Elanna che sogna Dathan che muore bruciato, è la persona che scorge il proprio “Vero Sé” perire nei meandri del nulla, a causa di un genitore inflessibile ed autoritario. Difatti il padre di Korenna che impedisce alla figlia di incontrare Dathan, è un’immagine figurata di un genitore che agogna avere un figlio che segua le sue disposizioni, senza prendere in considerazione che un discendente possiede una propria individualità, che anche se va indirizzata, non va certo segregata in norme troppo coercitive o repressive. Al contrario, B’Elanna che grazie ad una enariana riesce a ritrovare la sua realtà interiore, ci fa comprendere come a volte si può aiutare a riscoprire e rinvenire le proprie problematiche interiori irrisolte, grazie all’aiuto di altre persone che riescono a condividere le proprie esperienze penose mediante un sentimento empatico. Invero, per ritrovare la propria verità interiore, a volte è necessario accostarsi a qualcuno che sappia condividere con noi le nostre solitudini, sofferenze e patimenti. Esperienze dolorose che servono ed aiutano a comprendere che le tribolazioni vissute, possono essere riproposte e riformulate con una nuova visuale. Il tutto con la finalità di ritrovare il proprio “Vero Sé”, il quale per così tanto tempo è stato relegato nello “scantinato” dell’inconscio.

 

Il padre dice alla figlia Korenna che i reazionari verranno trasferiti, perché sono contrari allo sviluppo tecnologico. Korenna afferma …se è cosi che vogliono vivere, perché non assecondarli?: Il padre di Korenna ci illustra come agiscono le persone colme di superbia e vanagloria. In poche parole, coloro che si credono migliori degli altri, coloro che pensano di essere mentalmente e culturalmente superiori al prossimo, diventano dei ciechi spirituali che inevitabilmente cominciano a considerare coloro che sono diversi da loro, come esseri inferiori da eliminare od allontanare. Maria Valtorta “L’Evangelo come mi è stato Rivelato” volume settimo pag. 1690: “Un pensiero privo della luce dello spirito sarà sempre con lacune e tenebre, non potrà mai darsi ragione di verità che, per chi è scisso da Dio avendo perduta la regalità dell’anima, sono più incomprensibili di misteri. Sarà cieco il pensiero dell’uomo, ebete sarà, se mancherà del punto base, della leva indispensabile per comprendere, per alzarsi lasciando la Terra e lanciandosi all’alto, incontro all’Intelligenza, alla Potenza, alla Divinità in una parola”. Questo processo mentale colmo di presunzione, impassibile e glaciale, avviene proprio perché il superbo è un mentitore, e scruta ciò che lo circonda senza alcun discernimento critico. A comprendere meglio questo evento, ci viene in soccorso il Magnificat di Maria Santissima, il quale proferisce… “Dio ha innalzato gli umili, e ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore”. In realtà i pieni di sé, si credono i depositari della verità e della giustizia; proprio perché hanno rifiutato la verità evangelica che asserisce con discernimento che siamo tutti fratelli e sorelle in Cristo. E se Dio ha elargito doni in abbondanza ad alcuni piuttosto che ad altri, non lo ha fatto perché uno è superiore o migliore dell’altro, ma bensì perché chi ha avuto più donativi li elargisca con amore al proprio fratello. Ma alcune persone, proprio come hanno fatto in precedenza alcuni angeli ribelli divenuti demoni, sono certi, malgrado la realtà sia ben diversa, di possedere doni meravigliosi solo ed esclusivamente perché sono migliori del prossimo. Mons. Dott. Achille Gorrino “La Vita Interiore” pag. 206: “La superbia nelle anime spirituali è ancor più pericolosa che nei mondani, poiché riesce a tramutare in veleno ciò che deve essere nutrimento di vita eletta. Essa poi acceca lo spirito e travia nei giudizi anche più semplici ed elementari”.

 

 

Il padre di Korenna dichiara che trasferiscono i reazionari, cosi possono vivere come desiderano. Inoltre sostiene che è pericoloso avere contatti con loro, perché possono diffondere un'epidemia: Il modo migliore per allontanare e distanziare coloro che danno fastidio, è quello di calunniarli mediante menzogne intrise di paura e timore. Questo evento lo possiamo comprendere al meglio osservando come hanno agito e come agiscono ancora, i plutocrati e tiranni dei vari Paesi e Nazioni. Se rammentiamo con sincera capacità critica, ci sono stati alcuni tiranni che per giustificare i loro delitti e crudeltà, hanno fatto credere alle loro popolazioni che esistevano razze superiori e più pure delle altre; oppure che alcune religioni erano in contrasto con direttive sociali e morali considerate da loro legittime. Il tutto per escludere, perseguitare ed eliminare tutto ciò che si contrapponeva alle loro decisioni inique e menzognere. E milioni di persone, purtroppo, hanno rincorso e tallonato questi folli e crudeli despoti dell’orrore. Perché è avvenuto tutto ciò? Perché una Nazione scristianizzata e avvinghiata alla secolarizzazione ed al relativismo, perde di vista la bussola dell’amore; e diventa cinica e priva di “pietas” verso coloro che sono diversi o che contrastano le loro fallaci convinzioni.

Alice Miller “Picchiare un bambino equivale sempre ad abusare di lui: le conseguenze sono gravi e spesso si protraggono per tutta la vita. Il corpo infantile conserva dentro di sé l’esperienza della violenza subita; violenza che l’individuo adulto rivolgerà poi contro altri individui o contro interi popoli. Ma avviene anche che il bambino picchiato la rivolga contro se stesso, sprofondando nella depressione, cercando aiuto nella droga, ammalandosi gravemente, trovando scampo solo nel suicidio o nella morte precoce”. Il padre di Korenna effigia un genitore dispotico, che obbliga la propria figlia ad agire e pensare come egli agogna. E naturalmente per avvalorare i suoi ragionamenti iniqui, li imbottisce di menzogne e calunnie nei riguardi di coloro che la pensano in altra maniera. Questo evento ci ripropone una tematica fondamentale: …a volte ci sono educatori che scorgono i propri discendenti non come persone uniche con una personalità ed individualità irripetibile, ma li percepiscono come un’estensione di se stessi. E quindi utilizzano con i figli lo stesso trattamento psichico che adoperano verso la propria interiorità. In poche parole, questi educatori arroganti e presuntuosi, cercano di limitare i progressi e le disposizioni soggettive dei figli, mediante atteggiamenti e pensieri colmi di razionalismo e repressione. L’intento chiaramente è quello di impedire che i figli sviluppano una loro personalità e soggettività, che in altro modo andrebbe a cozzare con gli interressi egoistici degli educatori. Ecco che un genitore che ha un figlio che possiede doti artistiche, cerca in tutti i modi mediante dolciastri avvertimenti e lamentele, di far diventare il figlio un avvocato. In sostanza, sotto un’apparente e persuadente bramosia di vedere il figlio con un lavoro sicuro, il genitore tende a spezzare ed annichilire la volontà, la personalità e la soggettività del discendente. Da quanto appena espresso, ecco che il figlio si troverà a fare delle scelte di vita e lavorative, errate e non conformi ai suoi desideri e talenti. Ed altresì, se il figlio seguirà le direttive erronee proponete dal genitore protervo, ecco che vivrà una vita scissa, frustrata e colma di rabbia. Oppure il discendente crescendo imparerà che chi detiene il potere è una persona giusta e benevola, e che il potere è un’arma da utilizzare contro gli altri. Tutti concetti illusori e fallaci che il figlio ha assimilato sin da piccolo, nel proprio habitat familiare. Alice Miller “Le Vie della Vita” pag. 207: “Alla fin fine ciò che ha imparato si riduce alla constatazione che il più forte, ha il diritto di usare arbitrariamente il potere di cui dispone. Un bambino allevato con la violenza ha paura di fare nuove esperienze, perché ai suoi occhi c’è ovunque in agguato il pericolo d’essere improvvisamente e imprevedibilmente punito per un presunto errore”.

 

               

 

B’Elanna scopre che i sogni che compie, altro non sono che i reali ricordi di un’anziana musicista enariana di nome Jora Mirell. La donna riferisce a B’Elanna che è lei Korenna, e poi gli conferma che gli ha affidato i suoi ricordi, perché non neghi la verità del suo popolo; poiché tutto il suo popolo l'ha sempre nascosta. Infine Jora Mirell viene trovata morta: 1a Corinti cap. 13 vers. 4-6: “L'amore è longanime, è benigno; l'amore non ha invidia; non agisce invano; non si gonfia; non è ambizioso; non è egoista, non s'irrita, non pensa il male; non si compiace dell'ingiustizia, ma gode della verità”. B’Elanna è la persona che avverte amore e pietà per il suo prossimo, e proprio per questo motivo si preoccupa di Jora Mirell, del suo stato di salute fisica e delle sue problematiche interiori. Ma per giungere a questo atteggiamento di disponibilità verso i bisogni degli altri, occorre possedere un cuore umile e generoso, ed altresì unito ai fuochi d’amore che provengono dallo Spirito Santo. Al contempo, Jora Mirell che espone a B’Elanna tutte le colpe compiute nel passato, effigia l’individuo che confessa le proprie mancanze nel sacramento della Confessione; e per questo motivo viene perdonata dal Signore per i peccati compiuti. Meravigliosa esperienza sperimentata da tutti coloro che hanno vissuto il Sacramento della confessione; persone che cominciano ad avvertire nel proprio intimo, la splendida sensazione di essersi liberati da un peso insopportabile. Non a caso, nel sacramento penitenziale, Gesù lava via le nostre colpe mediante i suoi meriti acquisiti sulla Croce del Golgota. Maria Valtorta “L’Evangelo come mi è stato Rivelato” volume settimo pag. 1691: “Ecco allora l’uomo peccatore, vizioso, sozzo, delinquente, ladro, corrotto, corruttore, omicida, sacrilego, adultero, sotto il lavacro del pentimento, rinascere spiritualmente, distruggere la polpa corrotta del vecchio uomo, disperdere l’Io mentale ancor più corrotto quasi che la volontà di redimersi sia un acido che attacca e distrugge l’involucro malsano dove si cela un tesoro, e messo a nudo il proprio spirito, purificandolo, risanandolo, rivestirlo di un nuovo pensiero, di una nuova veste pura, buona, fanciulla. Oh! Una veste che può accostarsi a Dio, che può coprire degnamente l’anima ricreata…”. E la morte corporale di Jora Mirell, è un emblema della “morte” della vecchia persona peccatrice, che nel preciso momento in cui confessa i propri peccati, perde la sordida “veste” del peccato per assumere una nuova “veste”: quella della Grazia. S. Giovanni cap. 8 vers. 31-32: “…e Gesù prese a dire ai Giudei che avevano creduto in lui: Se rimarrete nella mia parola, sarete veramente miei discepoli, conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”.

 

 

Pietro Lombardo: “In una relazione matura esiste il conflitto, il litigio, la diversità di opinioni e di idee, esiste il rispetto della diversità, la conoscenza dell’altro, il permettergli di essere quello che è. All’inizio la diversità non si vede, non si nota, non c’è, si riconoscono solo le affinità che eleggono una persona, rispetto a tutte le altre, con cui iniziare un viaggio insieme”. Jora Mirell è altresì una raffigurazione del “Vero Sé” di una persona, che cerca in tutti i modi di avvertire il proprio Io, che se continua a negare la propria reale individualità, sicuramente finirà con il soffrirne. Non a caso molte delle malattie psicosomatiche, derivano proprio da questo diniego della propria verità interiore, e dal non ascoltare la propria identità. Reale identità che nel meandri dell’inconscio, cerca in tutti i modi di esprimere e manifestare se stessa. Per farsi breve, anche se nel proprio habitat familiare non siamo stati amati, accolti o accettati per quello che realmente siamo, occorre al più presto ritrovare la propria reale soggettività; altrimenti le conseguenze di questa negazione e rimozione di quello che si è realmente, provocherà disagi, ansie, depressioni, malattie psicosomatiche e via dicendo. Ovviamente per procedere nella ricerca interiore, occorre incontrare persone empatiche che sanno capire ed ascoltare le nostre problematiche intrinseche. Pietro Lombardo: “La persona matura è sempre una persona autorevole e diventa empatica, cioè diventa sempre più capace di entrare nel mondo degli altri, sempre più capace di tollerare le diversità”.

 

 

Dathan chiede a Korenna di scappare con lui, ma lei risponde che non può abbandonare la sua carriera e la sua famiglia. Dathan gli riferisce che non si è saputo più nulla, di tutti i reazionari che sono stati trasferiti. Dathan è sicuro che vengono tutti uccisi: Korenna è la persona che non vuole ascoltare i richiami della propria coscienza, la quale gli serba ricordo che la vita terrena non è solo un modo per fare carriera ed accumulare denaro. La vita è un banco di prova per dimostrare al Signore se sappiamo amare il nostro prossimo e Dio. Naturalmente i doni che abbiamo ricevuto servono finanche per la collettività, ma questo non significa far divenire i talenti che si possiedono delle divinità. Il messaggio che il telefilm ci vuole rammentare, è che il lavoro e la famiglia sono essenze legittime e permesse dal Signore, ma non dobbiamo idolatrarle, anteponendole all’amore verso Dio. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 23 Marzo 2006: “Figli, ogni giorno sforzatevi di salire un gradino della vostra scala, non vi sia un solo giorno di inerzia perché ciò che perdete, amati, non lo potete mai più recuperare. Vedete come gli uomini si impegnano a fondo per la carriera, per lo sport, per avere un posto importante e lucroso? Non badano ai sacrifici, ma raccolgono tutte le loro forze per raggiungere questo scopo. Perché, figli amati, vi impegnate così poco per raggiungere il Cielo?”. Dathan che avvisa Korenna che i reazionari sono stati tutti uccisi, è un emblema della coscienza individuale che avverte il versante razionale, che se si seguono le direttive inique del mondo edonista e relativista, inevitabilmente si precipiterà nei meandri dell’Inferno.

 

      

 

Pietro Lombardo “Crescere per Educare” pag. 69: “…nei rapporti interpersonali molti dei contrasti odierni, vanno attribuiti al nostro passato, al fatto che vi è una ripetizione emotiva di precedenti conflitti irrisolti con i propri genitori. Occorre far pace con i nostri genitori interiori che sono i messaggi, i risentimenti e i conflitti accumulati nel nostro passato”. Korenna che non riesce a credere a ciò che il suo ragazzo gli riferisce, è un'immagine figurata della persona che avendo introiettato falsi preconcetti, non riesce a recepire e comprendere la realtà per quello che realmente è. Purtroppo a volte si rimane assoggettati a pensieri erronei introiettati nell’infanzia; convinzioni colme di menzogne che impediscono alla persona di possedere il senso critico necessario, per comprendere la realtà per quello che è veramente. Ecco spiegato uno dei motivi del perché numerosi popoli di tutti i tempi, di fronte a massacri, ingiustizie, torture, guerre fratricide e altro ancora, non sono riusciti a comprendere che gli atti criminosi e maligni compiuti dai plutocrati e tiranni, erano atti colmi di iniquità. Avendo vissuto sin nella tenera età con genitori iniqui e privi di pietà, queste persone hanno smarrito l’uso del discernimento e della misericordia. Il telefilm a questo punto ci suggerisce di affrontare le problematiche che ci legano a schemi comportamentali ingiusti e menzogneri, abbracciando l’amore vero che consiste nell’accettare che altre persone la pensino diversamente da noi. Occorre comprendere il punto di vista dell’altro nella sua interezza e complessità, senza deformare la verità. In poche parole, a volte sin dall’infanzia ci formiamo mappe mentali distorte e non conformi alla verità dei fatti; comprendere questo limite, può essere un primo passo per superare questa carenza interiore. Pietro Lombardo: “Le persone non sanno mettersi nel punto di vista dell'altro. Il messaggio non è quello presente nella nostra testa, il messaggio è unicamente quello recepito dal ricevente. Come l’altro riceve il contenuto del messaggio. Per cercare di comunicare con un’altra persona, occorre conoscere la mappa dell’altro. Insomma, la mappa che utilizzo è adatta?”.

 

Il padre di Korenna, afferma che i reazionari vogliono far regredire tutto il popolo degli enariani. Poi aggiunge che Dathan non la ama, poiché è con un’altra ragazza. Infine Korenna fa arrestare Dathan: Il padre di Korenna che afferma che i reazionari vogliono farli regredire, ci illustra i pensieri colmi di menzogna e relativismo che possiedono alcuni individui. Difatti se ci riflettiamo, sovente si sente dire dai razionalisti che il cristianesimo è un concetto valido solo per vecchietti ed anziane zitelle. Ed ancora, sempre con arroganza e presunzione, dichiarano che credere in Dio impedisce agli individui di migliorare e sviluppare le conoscenze scientifiche e via discorrendo. Il tutto viene esposto e dichiarato per permettere alla cosiddetta “scienza umana”, di praticare aborti, fare esperimenti sugli embrioni, permettere l’eutanasia, creare cibi transgenici e via dicendo. Tutte essenze considerate utili al progresso dell’umanità; mentre in realtà l’uomo diventa il carnefice di se stesso e del prossimo. Un popolo o nazione che uccide i propri figli per sviluppare una presunta “scienza”, è un popolo destinato ad autodistruggersi. L’uomo diviene padrone della vita e della giustizia, relegando Dio e i suoi comandamenti nel “ripostiglio” della vera conoscenza e della verità. Ed è proprio in questo desolante contesto sociale, che si autorizzano morti selettive per creare una “super razza”, colma di odio e priva di amore.

 

                

 

Per recapitare un messaggio ai reazionari, per proteggere gli ideali dalla loro influenza distruttiva… uccidono Dathan. Korenna dice a dei bambini che i reazionari sono stati respinti perché sono stati vittime di epidemie, distruggendosi da soli: Quando l’amore e la carità in un popolo o in un individuo vengono a mancare, ecco che tutti coloro che non la pensano allo stesso modo o che sono considerati “diversi”, vengono allontanati e nei casi più gravi, sterminati. Eventi descritti dal telefilm, ne sono avvenuti parecchi nella storia dell’umanità. Lo sterminio degli ebrei, le persecuzioni dei cristiani, la rivoluzione francese, l’uccisione di quanti non erano d’accordo con i despoti di tutti i tempi e via dicendo. In tutti questi casi e in molti altri, il punto in comune rimane sempre il medesimo: si vuole eliminare quanti si ribellano alle false leggi di un tiranno o di una società scristianizzata e avvolta nel razionalismo. Anche le ideologie considerate imparziali ed eque, come quelle del comunismo e del fascismo, a cosa hanno portato? Intere nazioni hanno cominciato a massacrare milioni di persone in guerre cruente, esecuzioni di massa, campi di concentramento e Gulag. Riassumendo, la realtà rimane sempre la stessa, senza amore… esiste solo odio, distruzione e morte. Benedetto XVI “Deus Caritas Est” pag. 62: “L’amore – caritas – sarà sempre necessario, anche nella società più giusta. Non c’è nessun ordinamento statale giusto che possa rendere superfluo il servizio dell’amore. Chi vuole sbarazzarsi dell’amore si dispone a sbarazzarsi dell’uomo in quanto uomo”.

 

B’Elanna dice a Kathryn Janeway che gli enariani hanno sterminato un popolo, per poi dargli la colpa. Per anni gli enariani non fanno altro che seppellire la verità. B’Elanna afferma alla enariana di tornare su Enara, e di cercare la verità. B’Elanna fa condividere le sue esperienze telepatiche con la ragazza, la quale rivive le conoscenze di Jora Mirell: La donna ingegnere enariana che ascolta il racconto empatico di B’Elanna, simboleggia la persona che sa ascoltare il prossimo; e che altresì vuole conoscere la verità, anche se ciò gli può procurare disagio e sofferenza. Il telefilm ci propone un concetto di essenziale importanza, è inutile negare o smentire gli errori compiuti in passato; occorre piuttosto accettare i propri limiti e difetti cercando nel futuro di non compierli più. Gli eventi drammatici e i peccati commessi nella vita, si possono superare solo affrontandoli nella verità e non occultandoli facendo finta che non sono mai esistiti. Tutto ciò anche perché le esperienze negative vissute, se vengono rielaborate e se ci si è pentiti di averle compiute, possono aiutare le generazioni future a non compierle più. Come? Creando e formando una coscienza vicina alla carità, e alla disponibilità verso il prossimo. Teresa d’Avila “Il Castello Interiore” pag. 206: “…Dio è la somma verità, e l’umiltà consiste nel procedere nella verità. È una grande verità che da parte nostra non abbiamo nulla di buono, ma solo miseria e nullità, e chi non capisce questo, cammina nella menzogna. Chi invece più lo intende, più è accetto alla somma Verità, perché cammina in essa. Piaccia a Dio, sorelle, di farci a grazia di non perdere mai la conoscenza di noi stesse!”.

 

 

Alice Miller “Il Risveglio di Eva” pag. 34: “…lo stato di salute migliora non appena la persona in esame ha la possibilità di comunicare a qualcuno le proprie esperienze dolorose, sapendo di incontrare attenzione e comprensione”. B’Elanna è la persona che ha compreso appieno che nascondere la verità, non conduce altro che alla disperazione e alla perdita della propria realtà interiore. E proprio per questo motivo, cerca di esprimere i propri sentimenti ed esperienze vissute, ad individui che possono condividere le sue paure, sofferenze, ansie. E proprio questo nuovo atteggiamento di apertura ed empatia verso l’altro e verso la verità, aiuta B’Elanna a ripristinare ciò che aveva scisso nel suo intimo. Il rapporto telepatico che unisce le due donne, rappresenta altresì il rapporto empatico che si stabilisce tra due persone che si aprono alla comprensione, alla verità ed all’ascolto. In una parola… all’amore. Pietro Lombardo: “Quando il bimbo viene preso in braccio, viene contenuto e avvolto, è come creare una -culla psicologica-, c’è una rappresentazione simbolica di quello che è il rapporto tra genitori e figli; una persona che con amore e gentilezza accoglie il bimbo con ospitalità, comprensione, empatia e compassione, porta a condividere lo stesso sentimento. L’importanza di evitare l'isolamento e curvarsi su di sé. Si diviene depressi, per cercare di elaborare un lutto. È importante nei traumi morali, fisici o psichici, costruire dei legami e condividere la propria vulnerabilità con persone che ci capiscono”.