Casella di testo:

Star Tre Deep Space Nine Nascite The Begotten

Frasa

 

 

 

 

 

 

Il dottor Mora è un’allegoria di un Io protervo ed altero, che durante il corso della vita non ha mai prestato attenzione alla sua anima e al suo versante spirituale (Odo). E le orribili sensazioni e sofferenze sperimentate da Odo nei laboratori del dottor Mora, sono le medesime sofferenze patite da un’anima nel sottostare ai voleri e bramosie di un Io egotista e superbo. Certamente… anche se il nostro Io non se ne accorge in maniera evidente e plateale, l’anima dei razionalisti e dei viziosi geme e patisce lacerata dalle ferite inflitte dal proprio Ego.,,

 

 

           

 

Casella di testo:

 

           

 

 

Il dottore dice a Odo che i suoi dolori alla schiena derivano dal fatto che è troppo rigido, deve imparare a rilassarsi, poiché adesso non è più un “Cambiante”. Improvvisamente Quark dona a Odo un cambiante neonato, che purtroppo risulta malato: Il telefilm della serie “Star Trek - Deep Space Nine” intitolato “Nascite” (The Begotten), ci suggerisce come sia difficile per una persona razionale (Odo) ritrovare la propria spiritualità. Difatti sovente le persone che rimangono ancorate a pensieri troppo rigidi e razionali, hanno permesso al proprio versante spirituale di ammalarsi. A questo riguardo il cambiante neonato che risulta malato, raffigura il versante spirituale di una persona troppo razionale. Malattia causata dalla mancanza dell’acqua vitale, che proviene dallo Spirito Santo.

Pietro Lombardo: “Ci sono persone che non vogliono essere sensibili, perché la sensibilità fa soffrire. Queste persone tendono a dire: da oggi non soffro più, mi procuro delle rigide e resistenti corazze”. Odo è la persona cha a causa delle sofferenze e patimenti sperimentati nell’infanzia, è divenuto rigido, inflessibile ed apparentemente “alieno” verso le altre persone. Questa rigidità è dovuta al fatto che il bambino che non è stato amato nel proprio habitat familiare, comincia a creare e formare delle difese psichiche con l’intento di alleviare il dolore che proviene dal sapere di non essere stato rispettato e capito dai propri familiari. Tutto ciò nel telefilm lo ravvisiamo da Odo che è stato sin da piccolo, allontanato dalla sua popolazione di Cambianti. Mentre la sua rigidità mentale, la si può considerare dal suo “severo e rigido” lavoro di capo della sicurezza, e dall’aver in passato lavorato con i crudeli Cardassiani. Il tutto ci dimostra come a volte le persone che hanno vissuto in ambienti familiari privi di amore, possono divenire distaccati e privi di empatia verso il prossimo; ed altresì a livello affettivo, si sono distaccati dal proprio “Vero Sé”. Pietro Lombardo: “Se per diventare invulnerabili ci chiudiamo nei nostri rigidi sistemi di difesa, corriamo il rischio di rinunciare all’amore (Odo che per anni non ha rivelato il suo amore a Kira), all’amicizia, al ricevere aiuto e consolazione. La guarigione avviene sempre tramite un incontro, una relazione. Nessuno può pensare di poter curarsi dal solo. È importante capire che quelle stesse ferite che hanno creato quei meccanismi di difesa così rigidi possono diventare la nostra più meravigliosa risorsa e profumato dono per gli altri. Ecco il principio della trasformazione: il male che diventa bene, la ferita che si rinnova in guarigione. È meraviglioso!”.

 

Il capitano Sisko domanda a Odo, come mai i Fondatori inviano nel cosmo queste creature indifese; Odo risponde …per verificare se le specie incontrate costituiscono una minaccia. Il modo migliore per valutare una razza, è vedere come tratta gli indifesi: La nostra esistenza terrena è un banco di prova, per saggiare la nostra libera volontà e il nostro amore o odio per Dio. Insomma, esattamente come è avvenuto agli Angeli che hanno dovuto fare una scelta ben precisa, vale a dire se rimanere con Dio o separarsene per sempre, così avviene per tutta l’Umanità. In poche parole, ogni azione o pensiero che compiamo nella nostra vita terrena, in un modo o in un altro permette alle persone di scegliere se vivere in eterno con il Signore o in eterno con Satana. A noi la scelta.

Pietro Lombardo: “Da neonati siamo deboli e indifesi, abbiamo bisogno di dipendenza dalle nostre figure originali (i Cambianti Fondatori). Abbiamo bisogno che ci prendano in braccio, che ci tocchino, che ci nutrano, ci vestano, che si occupino del nostro corpo e della nostra salute, abbiamo bisogno di identificarci con queste figure e di separarci da esse”. Anche in questo contesto narrativo viene messa in evidenza una delle ragioni del perché Odo sia divenuto rigido; il tutto deriva dal fatto che è stato sin dalla tenera età, allontanato dal proprio nucleo familiare (i Cambianti Fondatori). In poche parole, sin dalla nascita un bambino abbisogna di essere amato, protetto, compreso, e di affidarsi alle cure amorevoli dei propri genitori. Al contrario, i fanciulli che non sono ben accolti o che crescono senza le cure materne e paterne, rischiano di divenire freddi, distaccati, ed altresì fanno fatica ad intrecciare rapporti affettivi e sociali con il prossimo. Questo nel telefilm lo possiamo notare dal comportamento distaccato che ha Odo con le altre persone, e dalla fatica che ha dovuto compiere nell’esporre a Kira i suoi reali sentimenti affettivi. Pietro Lombardo: “Se la richiesta d’amore non viene soddisfatta, il bambino diventa diffidente e si chiude in se stesso, evitando ogni tipo di relazione. Inoltre svilupperà il senso di colpa, perché i bambini si colpevolizzano di tutto, pensando che il suo bisogno non è buono perché non viene soddisfatto. Nel caso di una mancanza assoluta di amore o di abbandono, il bambino può raggiungere uno stato cronico di afflizione. A volte i bambini non amati o abbandonati, possono cascare in uno stato psicofisico tremendo ”.

 

Odo parla con il Cambiante neonato, ed asserisce che lui in passato ha vissuto parecchi mesi in un laboratorio; analizzato ed esaminato da uno scienziato chiamato Mora, il quale era ignaro del fatto che lui era una forma di vita. Odo inoltre asserisce che Mora non gli parlava mai, e che non sapeva cosa era o che cosa doveva fare; Odo si sentiva perduto e solo; poi continua dicendo che non farà gli stessi errori compiuti verso di lui: Il dottor Mora è un’allegoria di un Io protervo ed altero, che durante il corso della vita non ha mai prestato attenzione alla sua anima e al suo versante spirituale (Odo). E le orribili sensazioni e sofferenze sperimentate da Odo nei laboratori del dottor Mora, sono le medesime sofferenze patite da un’anima nel sottostare ai voleri e bramosie di un Io egotista e superbo. Certamente… anche se il nostro Io non se ne accorge in maniera evidente e plateale, l’anima dei razionalisti e dei viziosi geme e patisce lacerata dalle ferite inflitte dal proprio Ego. Questo avviene perché la nostra anima ha nel proprio intimo il desiderio di amare Dio e di tornare da Lui. Nel telefilm questo evento lo constatiamo dal desiderio di Odo di tornare nel pianeta dei Fondatori, ed unirsi a loro. Oltre al resto, Odo che asserisce che non sapeva cosa fosse e cosa doveva fare, ci evidenzia come le persone che non hanno la Fede e l’amore verso Gesù, rimangono confuse e non sanno quale sia il loro scopo sulla Terra, e non comprendono come mai sono vivi; ed altresì proprio come Odo, si sentono perduti e soli. Questo perché privi della luce che proviene dallo Spirito Santo, avvertono un vuoto interiore che sovente viene comunemente chiamato: desolazione o disperazione.

Alice Miller “Le Vie della Vita” pag. 58: “Voi invece, anziché parlare con me, avete tentato di imporre la vostra volontà anche al mio corpo. Il mio organismo segnalava con il mal di pancia, un disagio psichico. Si esprimeva con chiarezza, ma era un linguaggio che non vi raggiungeva”. Odo che sin da piccolo era considerato un oggetto e non una forma di vita, mette in risalto un aspetto importante: i genitori nell’educare i figli devono tener presente che non bisogna solo dare degli ordini ai figli come fossero oggetti da muovere a piacimento, ma occorre spiegare un evento od una determinata situazione con amorevolezza. Naturalmente le spiegazioni devono essere fatte in maniera tale che possano essere recepite dal bimbo, mediante parole semplici e attraverso concetti non troppo complicati. Se invece si cerca di imporre la propria volontà ai figli senza dare delle spiegazioni amorevoli e veritiere, ecco che il bambino con il passare del tempo, perderà la fiducia nel genitore, e comincerà a somatizzare il disagio vissuto mediante un linguaggio non verbale, il quale viene riprodotto mediante malesseri fisici e psichici. Invero, schiaffi e punizioni corporali dati dai genitori solo per sfogare un senso di inadeguatezza, rabbia o altro, non servono che a creare ed accrescere le problematiche esistenziali e psicologiche dei propri discendenti. Alice Miller“Le Vie della Vita” pag. 68: “Quante volte ancora oggi si sente dire –Le sberle mi hanno fatto bene, le avevo meritate- eccetera… Da simili convinzioni trapela l’antica paura dei propri genitori, la paura infantile (paura che ha ancora oggi Odo, nei riguardi del dottor Mora) che si è conservata inalterata nell’adulto. In questi casi le opinioni e i comportamenti dei genitori sono approvati, sottratti ad ogni contestazione, idealizzati. Con il risultato che le crudeltà sono inconsapevolmente riprodotte e riversate sui propri figli”.

Pietro Lombardo: “Quando una famiglia troppo presto delega le sue funzioni affettive ad altre figure, genera un senso di abbandono e di rifiuto che sfocia nel precocismo. Il bambino impara rapidamente a contare sulle proprie forze, a emanciparsi perché comprende che i suoi genitori hanno troppo da fare e non hanno il tempo per stare con lui, anche perché lavorano per lui -non è vero; il più delle volte chi lavora lo fa solo ed unicamente per se stesso”. Odo che si sente solo ed abbandonato, ci illustra con limpidezza i sentimenti che avverte e prova un adulto, che sin dall’infanzia non è stato considerato e stimato dai propri genitori. Ecco che alcuni educatori credendosi i dignitari di ogni verità ed autorità, impongono ai figli le loro idee e concetti senza mai chiedere il parere dei loro figli. In breve, prendono decisioni sulle scelte dei discendenti, senza domandargli se un evento o situazione è di loro gradimento. I discendenti in questo contesto, vengono considerati dei pacchi postali e non degli esseri umani che hanno dei diritti e non solo dei doveri. Questi figli crescendo riproveranno inconsapevolmente o meno, la stessa sensazione di disagio sperimentata nell’infanzia ogniqualvolta si troveranno ad interagire col prossimo, oppure ogniqualvolta dovranno prendere delle decisioni. Pietro Lombardo: “Quando una parte di questi bisogni vengono umiliati, non rispettati il legame fondamentale con la nostra figura originaria si rompe. Il ponte della comunicazione necessario per crescere, per diventare la persona che siamo, si rompe e dunque sentiamo di non avere più nessuno da cui dipendere. Questo è uno dei più grandi drammi della mistificazione, è un senso di abbandono che provoca la convinzione che non esiste nessuno da cui abbiamo il diritto di dipendere, e ci porta verso l’isolamento, l’autismo, il “Falso Io” che ci serve da muro per tenere gli altri lontani da noi”.

 

Odo, parlando col piccolo Cambiante, dichiara che può trasformarsi in qualunque cosa egli desidera, perché è un Cambiante. Inaspettatamente sopraggiunge il dottor Mora; Odo avverte ancora del risentimento verso di lui, per come lo ha trattato in passato: Odo è la persona che comincia ad avvertire il bisogno di ritrovare la propria spiritualità, e comprende che con i doni che Dio gli ha elargito, ha la facoltà e libertà di compiere grandi opere ed imprese (mutare forma a piacimento). Ma tutto ciò non toglie che sovente rimane anche a livello inconscio, una rabbia e un rancore verso il proprio stesso Io (dottor Mora), che per tanto tempo non ha permesso alla propria anima di sperimentare un contatto amorevole con Gesù.

 

Difatti a volte capita che ci sia una guerra interiore tra le bramosie del proprio Ego, e i desideri che scaturiscono dalla propria anima. Invero, quando queste due forze non concordano tra loro, comincia una sorta di battaglia interiore. Ecco spiegato uno dei motivi che portano alcuni individui a cambiare repentinamente il proprio umore, o a fare scelte discordanti senza un apparente motivo razionale. E che dire di quella spossatezza e livore, che improvvisamente avvertono alcune persone? Questo conflitto interiore finirà solo alla fine della vita terrena, dove un versante dovrà per forza vincere sull’altro.  Pietro Lombardo “Affettività” pag. 74: “…uno dei più comuni motivi di collera infantile è rappresentato dalla frustrazione e dal desiderio di cure e di affetto, e che l’angoscia riflette di solito insicurezza rispetto alla continuità della disponibilità dei genitori stessi. Complementare al rispetto del genitore per i desideri di attaccamento del bambino, è il rispetto per il suo desiderio di esplorare e di estendere gradualmente i suoi rapporti sia con i coetanei che con altri adulti”. La collera che ancora sperimenta Odo quando intravede il dottor Mora, è la medesima collera e rabbia sperimentata dalla persona verso coloro che non lo hanno amato nell’infanzia. Ed è logico supporre che questo risentimento, che sovente rimane a livello latente, possa venire traslato su figure sostitutive, come il proprio capo ufficio, i figli, gli insegnanti, i vicini di casa, sacerdoti, politici e via dicendo. Oltre al resto, gli individui che nella loro infanzia non sono stati ben accolti ed amati nel loro ambito familiare, possono produrre comportamenti antisociali. Ecco spiegate le violenze nei campi di calcio, le molestie verso i compagni di scuola, gli atteggiamenti altezzosi e asociali che sembrano inspiegabili. Donald Winnicott “La Famiglia e lo Sviluppo dell’Individuo” pag. 116: “Anche una deprivazione di modeste proporzioni, se avviene in un momento difficile, può produrre un effetto duraturo, avendo sottoposto ad eccessiva tensione le difese disponibili. Dietro la tendenza antisociale c’è sempre una qualche sanità seguita da una interruzione, dopo la quale le cose non furono mai più come prima. Il bimbo antisociale cerca, in un modo o in un altro, violentemente o in maniera gentile, che il mondo riconosca il suo debito… ovvero che il mondo ricomponga la struttura che è stata infranta. Alla radice quindi della tendenza antisociale c’'è la deprivazione”.

 

Odo con amore e pazienza fa provare al piccolo Cambiante sfere e forme diverse, per aiutarlo a mutare forma. Il dottor Mora ribadisce ad Odo, che lo ha sottoposto a trattamenti molto invasivi, perché era sotto pressione dai Cardassiani. Odo risponde che il dottor Mora faceva tutto ciò, poiché gli piaceva vederlo soffrire: Odo è la persona che sa che per ritrovare la “forma” giusta verso la Fede, occorre pazienza e tempo. Odo non a caso, esattamente come il piccolo cambiante, in passato faceva fatica a mutare forma. Propriamente come le persone che hanno avuto dei genitori (dottor Mora) troppo “invasivi”, razionali e privi di Fede, hanno la tendenza a sostare “immutabili” nei vizi e nelle eresie che il mondo propone come assolute verità. “Diario” di santa Faustina Kowalska pag. 798: “Ho conosciuto che nella pazienza è nascosta la potenza più grande. Vedo che la pazienza conduce sempre alla vittoria, benché non subito, ma tale vittoria arriva dopo anni. La pazienza va insieme alla mitezza”.

Il dottor Mora ci ricorda un Io troppo assoggettato ai vizi e concupiscenze (Cardassiani), i quali come tiranni hanno preso l’anima (Odo) della persona e l’hanno oppressa senza alcuna pietà. E mentre l’anima vittima di un Io individualista ed altero, piange desolata nei meandri dell’inconscio… cosa enuncia il mondo con brio ed insolenza? Che essere mentitori è un bene, che essere lussuriosi è un atto di libertà dai tabù, che rubare e ingannare serve per essere potenti e ricchi. Ecco che tutte queste essenze, proprio come arroganti Cardassiani, imprigionano l’anima della persona in una dorata …prigione.

             

 

Nel versante analitico, Odo che con amore e pazienza fa di tutto per aiutare il piccolo cambiante a sviluppare le sue facoltà, ci dimostra in modo inequivocabile come si comporta un genitore amorevole verso il proprio figlio. In sostanza, un genitore equilibrato e benigno cerca con pazienza e rispetto, dei modi non invasivi per aiutare il discendente a crescere ed ampliare i suoi orizzonti conoscitivi. Questo imprinting iniziale positivo, verrà immagazzinato nella memoria a lungo termine del figlio, il quale crescendo imparerà non solo a sviluppare la stima verso se stesso, ma altresì riuscirà a fidarsi e a rispettare il prossimo.

 

Il capitano Sisko fa delle pressioni ad Odo poiché parli con il piccolo cambiante. Infine Odo accetta la collaborazione del dottor Mora; il piccolo cambiante comincia a muoversi e a fare progressi: Per compiere progressi nell’ambito spirituale, occorre metterci la buona volontà. Difatti a volte capita che persone credenti compiono viaggi in santuari lontanissimi e pregano con fervore, ma non si sforzano di cambiare le loro cattive inclinazioni. Gesù è venuto a mostrarci con atti e non solo con le parole, come deve comportarsi un vero cristiano. Occorre essere umili, prudenti, misericordiosi, pazienti, avere fede, perdonare, essere temperanti nel mangiare e negli appetiti riguardanti il sesso. Per compiere tutte queste opere virtuose, occorre sicuramente l’aiuto di Dio, ma altresì è necessaria la buona volontà della persona. Al contrario, se non si esercitano le virtù ecco che pregare ed accostarsi ai Sacramenti, diventano atti superficiali e colmi di ipocrisia. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 29 Febbraio 2004: “Potrei fare da solo ogni cosa come feci nella Creazione allorché creai Cielo e terra ed ogni cosa, ma amo avere la cooperazione umana, perciò chiamo in ogni tempo degli uomini di buona volontà”. 

         

Il piccolo cambiante che comincia a fare progressi ed a mutare forma, ci dimostra come le potenzialità dei bambini si evolvano e incrementino, proprio quando i genitori li sostengono con la loro amorevolezza ed attenzioni. Difatti secondo il dottor Mora, il piccolo cambiante ha fatto molti progressi confrontati a quando era piccolo Odo. Invero, come espresso da Odo, lui stesso faceva molta più fatica a mutare forma proprio perché provava timore verso il dottor Mora; esattamente come si comporta un figlio di fronte ad un genitore troppo coercitivo ed esigente. Non a caso molti studiosi sono concordi nel dimostrare come i figli di genitori troppo rigorosi e poco amorevoli, fanno fatica a compiere progressi di crescita e addirittura a volte corrono il rischio di ritardare il personale sviluppo cognitivo e psichico. Margaret Mahler “Le Psicosi Infantili” pag. 60: “Ho ripetutamente asserito che nel bambino la disponibilità della madre o di un sostituto della madre, a causa della dipendenza emotiva del bambino, facilita l’evolversi ottimale delle potenzialità innate”.

Pietro Lombardo “Crescere per Educare” pag. 87: “L’educazione ha inizio quando negli ambiti educativi fondamentali, famiglia, scuola, chiesa, meglio se tutti e tre, emerge una figura educatrice autorevole, vale a dire un genitore, un insegnante o un responsabile ecclesiale, capace di essere per l’educando come la mediazione rispetto al mondo da affrontare. Più specificatamente una persona si può dire autorevole dal punto di vista educativo quando incarna con doti di maturità, coerenza e fascino la tradizione in cui viene a nascere”. Il piccolo cambiante che comincia a fare progressi solo quando Odo si unisce al dottor Mora, è un’allegoria del fatto che anche l’amorevolezza deve essere congiunta ad una certa autorevolezza; la quale non ha nulla a che vedere con la severità o l’inflessibilità. Non a caso, Odo che si è evoluto molto più lentamente del piccolo cambiante, dimostra come a volte il processo di evoluzione psichica di un neonato si possa bloccare o rallentare, allorquando i genitori sono troppo invasivi, inflessibili o intransigenti. In questi casi si può avere nel fanciullo una sorta di regressione od un blocco nello sviluppo psichico. Pietro Lombardo: “Le regressioni croniche segnano il momento in cui il processo di sviluppo mentale di una persona si è bloccato. Nella regressione manca una logica razionale che permetta di risolvere l’interazione con le figure originarie. Questo avviene anche a livello somatico; è stato dimostrato che per riuscire a resistere ad un’esperienza invasiva, per cercare di farsi forza davanti ad un’esperienza di dolore, il bambino irrigidisce il corpo, stringendo i muscoli e trattenendo il fiato”.

 

      

 

Dopo i progressi del piccolo cambiante, Odo e il dottor Mora sono contenti e divengono amici. Mora enuncia ad Odo che il suo procedimento è migliore di quello che ha fatto lui in passato. Dopodiché afferma che Odo ha creato una connessione col piccolo cambiante, cosa che lui non è mai riuscito a fare con Odo, poiché Odo temeva il dottore. Forse anche il carattere un po’ duro di Odo, dipende da questo: Odo che aiuta il piccolo cambiante a sviluppare le sue facoltà, effigia il vero credente che aiuta il prossimo a ritrovare la Fede e le virtù mediante l’amore, la preghiera, il sacrificio e la comprensione. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 3 Maggio 2007: “Dio è Amore, non accade nulla che Egli non voglia o permetta, non temete se Lo servite col cuore ardente e grande fedeltà, accadrà ciò che sapete sopportare e non accadrà ciò che vi porterebbe allo sconforto. Il futuro di coloro che servono Dio, Che Lo servono con tutto il loro amore, sarà sereno perché Dio è Amore, è soltanto Amore”.

Margaret Mahler “Le Psicosi Infantili” pag. 88: “La difesa autistica è costituita in primo luogo di reazioni alla paura del contatto umano, di una corazzatura contro un tale contatto. Si manifesta con comportamenti di esclusione dell’oggetto umano reale…”. Proprio come ci viene evidenziato dal telefilm, se un fanciullo vive in un ambiente familiare ostile, castrante e troppo rigido, il discendente può sviluppare nel proprio intimo non una sensazione di fiducia verso il prossimo, ma piuttosto un sentimento di timore e paura. Emozioni negative che possono creare delle corazzature psichiche in grado di delimitare la crescita psichica del fanciullo; con il conseguente rischio di divenire persone colme di insicurezze, ansie, fobie e via dicendo. Tutto ciò ci porta a concludere che un fanciullo necessita di un ambiente familiare accogliente, e con figure genitoriali in grado di procurare fiducia e serenità. In questo modo l’identità del discendente, potrà svilupparsi e crescere con equilibrio ed armonia. Esattamente come il piccolo cambiante del telefilm, il quale proprio grazie ai modi amabili di Odo, è riuscito a far progressi in maniera ottimale. Pietro Lombardo “Crescere per Educare” pag. 33: “Un bambino affida al proprio padre le sue speranze di felicità e di realizzazione della sua identità; c’è un affidamento totale nel dare la mano a quella del proprio genitore, a cui si domanda un’infusione di sicurezza e di protezione”.

 

Improvvisamente il piccolo cambiante sta morendo; Odo prende nelle sue mani il piccolo, dicendogli di non morire. All’improvviso il piccolo cambiante si integra nel corpo di Odo, dopodiché Odo diventa un falco e vola via. In sostanza Odo ha ritrovato la sua essenza di cambiante. Il dottor Mora afferma che il piccolo cambiante gli ha fatto un dono: Opera scritta dalla  Divina Sapienza del 9 Settembre 2007: “Amati figli, colui che vive immerso nel peccato, diviene come un cieco che non vede, un sordo che non sente, è come un uccello senza le ali che non può volare. Amati figli, la grande sciagura che tiene lontano Dio è proprio il peccato. Sforzatevi, figli amati, di non peccare né molto né poco, non peccate affatto e fiumi di felicità scorreranno nella vostra esistenza”.

 

 

 

Il piccolo cambiante che si integra nel corpo di Odo, è un’allegoria che ci riporta a comprendere come necessiti la “piccola” umiltà (piccolo cambiante) per poter ritrovare la meravigliosa virtù della Fede. E quando si possiede la Fede ecco che si può spiccare il volo (Odo che vola) verso le vette della santità. Mentre al contrario, i vizi e le aberrazioni ci tengono fermi e statici nel “terreno” del peccato. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 1 Settembre 2007: “Gesù adorato, dona Luce a questa generazione che non vuole vedere, non vuole capire, non vuole volare verso il Cielo come aquila dalle forti ali che può raggiungere le alte vette; questa generazione ha, in gran numero, dei ruspanti che scavano nella terra in cerca di beni dei quali non sono mai sazi. Amore Infinito, Tu parli di Cielo, Tu additi il Cielo, ma l’uomo presente continua a tenere il capo piegato sui beni della terra…”.

 

                  

 

Pietro Lombardo: “La maturità sta nella capacità di integrare gli aspetti positivi e quelli negativi, sotto la padronanza dello spirito”. Il piccolo cambiante che si integra nel corpo di Odo e gli ridona i suoi poteri di cambiante, mette in evidenza come l’identità di una persona torna ad essere completa e matura, allorquando si permette al bambino ferito che è rimasto sepolto nell’inconscio, di recuperare i ricordi, le lacerazioni e traumi vissuti nel passato. Ed ecco che questa consapevolezza ritrovata, viene integrata nella memoria razionale e permette, mediante un’analisi interiore ed il perdono, di ritrovare la serenità. Ed infine, anche le proprie risorse (potere di cambiare forma) che erano bloccate e represse, tornano ad animarsi. Bruno Bettelheim “Il Mondo Incantato” pag. 83: “…l’integrazione degli aspetti disparati della nostra personalità può essere raggiunta soltanto dopo l’eliminazione di quelli asociali, distruttivi e ingiusti, e questo non può essere ottenuto finché non abbiamo raggiunto la piena maturità…”.

Allo stesso tempo il meraviglioso volo compiuto da Odo, è un’allegoria della ritrovata libertà interiore; recuperata grazie al fatto che si sono lasciate alle proprie spalle le catene psichiche che tenevano vincolato il “Vero Sé”. Catene psichiche formate da tutti quei ricordi penosi mai comunicati e tenuti segregati nell’inconscio; catene che sono una metafora della disistima che possiede la persona mistificata, la quale solo riportando alla memoria cosciente le deprivazioni affettive sperimentate, può tranciarle e volare così nelle altezze della verità e dell’autostima. Pietro Lombardo: “Vengono bloccate le capacità che ci permettono di spaziare nella realtà con le ali della creatività, e dunque di creare qualche nuova attività, che ci permetta di superare la vergogna, l’inibizione, la disistima”.

Frasa.