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Spiderman 3 Frasa |
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Peter Parker a scuola e nella vita, gli va tutto bene; Peter vede
la sua fidanzata Mary Jane a teatro. Mentre guardano insieme le stelle cadenti,
una sostanza aliena si posa sul motorino di Peter: Opera scritta dalla Divina Sapienza
del 24 Febbraio 2007: “…ti ho parlato dello squallore di una notte senza stelle, se tutti
i Miei strumenti d’Amore fossero tolti dal mondo, la terra sarebbe proprio
come una notte senza stelle”. In questo passo il lungometraggio ci vuole
esprimere un concetto di fondamentale importanza: quando tutto nella nostra
vita scorre liscio come l’olio, occorre porre sempre attenzione a ciò che
avviene nel nostro ambito spirituale; poiché rischiamo di dimenticare di
nutrire la nostra anima. La quale rimane sul “palcoscenico”
della nostra mente, senza che nessuno le dia del “cibo” spirituale che
proviene dalla preghiera e dai Sacramenti. Questo evento nel film lo si nota
da Mary Jane che racconta a Peter, che sul palco non si sentiva a suo agio.
Opera scritta dalla Divina Sapienza del 27 Ottobre 2007: “Quando tutto va bene, infatti,
gli uomini Mi dimenticano
facilmente, si perdono dietro le attrattive del mondo, non pensano, non
riflettono, appunto perché tutto va bene, ma quando sentono tremare la terra
sotto i piedi, essi rivolgono a Me il loro pensiero, cercano le Mie Ali ed
implorano il Mio Aiuto”. Invero, ciò che viene risaltato in questo periodo
storico secolarizzato, è solo ed esclusivamente il nostro benessere fisico. E
tutto l’interesse viene riposto sul lavoro che va bene, sul sesso, denaro,
prestazioni fisiche, potere e divertimenti d’ogni genere; ma si dimentica la
nostra anima (Mary Jane), la quale se viene soggiogata dai beni temporali e
dai piaceri mondani… proprio come una stella cadente, scivola nel baratro
della perdita della Fede. In poche parole, non basta avere cognizione di
possedere un’anima, se poi non la si alimenta con la preghiera, i sacramenti
e le opere colme di virtù. Sarebbe proprio come andare a vedere a teatro una
persona che diciamo di voler bene, per poi non capirla e amarla mediante le
azioni e condotte quotidiane. Ed ogni vero cristiano è come una stella che brilla nel firmamento
della Terra; ma se dimentica di nutrire la propria Fede, comincerà a perdere
la luce dello Spirito Santo, fino a precipitare nel fango dei piaceri
mondani. Esattamente come le stelle cadenti che Peter e Mary Jane, osservano
insieme. Opera scritta dalla Divina
Sapienza del 23 Febbraio 2007: “Figli
amati, entrate nel Cuore di Gesù, entrate nel Suo Cuore Meraviglioso e sarete
voi stessi Luce anche per gli altri; figli, la luna splende perché è
illuminata dal sole, ma il sole che è una stella, non ha bisogno di ricevere
luce, ma la dà. Figli, con la preghiera e la frequenza dei Sacramenti,
divenite tutti stelle che splendono nel mondo con la Luce di Dio e danno
Luce agli altri. L’Altissimo desidera che la terra venga illuminata in modo
speciale, in questo tempo, affinché nessuno si perda”. E la sostanza aliena
che si appiccica al motorino di Peter, simboleggia proprio il cristiano che avendo perso la
Fede e non seguendo le virtù, non rimane una stella illuminata dalla luce
dello Spirito Santo, ma stramazza nella melma del peccato.
Nel versante analitico, questo primo evento del film ci ricorda che anche se
sembra che tutto nella nostra vita scorre liscio come l’olio, si possono
inavvertitamente creare dei sentimenti negativi (simbionte alieno) che
provengono da frustrazioni e patimenti personali; i quali inavvertitamente
intaccano la nostra psiche e la nostra reale identità. Ad esempio alcuni
eventi traumatici vissuti nella fanciullezza, possono essere stati rimossi con
l’intento di evitare sofferenze al proprio Io. Successivamente crescendo ci
si ritrova con problemi d’ansia, alcolismo, droga, anoressia e bulimia. La
persona rimane attonita e strabiliata, nel capacitarsi come mai si sono
evolute queste anomalie psichiche. La risposta la possiamo ritrovare andando
a ritroso nel tempo, e riportando alla nostra coscienza i momenti dove siamo
stati disprezzati, umiliati, non ascoltati o criticati senza motivo. In poche
parole, necessita riportare a galla le vecchie ferite rimaste
nella memoria latente, e cercare di recuperare i sentimenti ad esse connesse.
Tutto ciò nel lungometraggio lo si percepisce da Peter e Mary Jane che
scorgono delle stelle cadenti, senza rendersi conto che quelle stelle altro
non sono che parti della propria reale personalità, la quale precipita e si
inabissa nell’inconscio. Tutto ciò avviene allorquando la vera personalità,
non viene sostenuta e avvalorata nel proprio habitat familiare, da
comportamenti accoglienti e amorevoli. E il simbionte alieno che si accolla
di nascosto sul motorino di Peter, effigia proprio la costruzione iniziale di
un “Falso Sé”, che trae la sua origine proprio dai primi patimenti
e deprivazioni vissuti nella tenera età. |
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Flint va a
trovare di nascosto la figlia di nome Penny, che è malata. La moglie lo caccia via,
poiché è un ladro ricercato dalla polizia. Penny dona al padre una collanina con la
sua foto; Flint dice alla figlia che la farà guarire e che si procurerà i
soldi. Dopodiché conferma alla moglie che lui non è cattivo, ma che ha avuto
solo sfortuna: Flint (l’Uomo Sabbia) illustra la persona che inconsapevolmente sa che la
sua anima (figlia Penny) è malata, proprio perché è costretta a seguire un Io
egoista assetato di denaro e piaceri mondani. La moglie di Flint è
un'immagine figurata di una coscienza che cerca ancora di far comprendere al proprio Io, che
se continua di questo passo, perderà la propria anima (Penny) per sempre.
Tutti coloro che sono nel peccato mortale o veniale, percepiscono
inconsapevolmente i segnali di aiuto che derivano dalla loro anima, la quale
soffre solitaria nei meandri dell’inconscio. Ed alcuni per placare e sedare questi
richiami amorevoli della propria coscienza ed anima, credono con il denaro
non solo di rintronare la voce della coscienza, ma anche di realizzare la
propria guarigione interiore. Ma in realtà avviene proprio il contrario. Non
sono certo l’egoismo e la superbia a risanare e lenire le ferite della nostra
anima, ma solo una vita onesta, virtuosa, e colma di speranza in Dio e nell’amore per il
prossimo. Infine, la collanina che la figlia regala a Flint, simboleggia il
meraviglioso dono che Dio fa ad ogni essere umano: il ricordarsi in ogni
occasione ed evenienza della vita, che si possiede un’anima da condurre con
amore in Cielo.
Nel versante analitico, Flint rappresenta l’ombra della
persona. Quel versante colmo di rabbia, frustrazioni, insicurezze e
sofferenze patite nel passato, che rimangono relegati nell’inconscio. Quel
versante che proprio perché rimane come un “ladro” nascosto nel proprio
profondo, si fa poi fatica a sanarlo. Questi traumi possono ad esempio essere
avvenuti nella prima infanzia, quando ancora non si possedevano le capacità
psichiche per affrontare determinate frustrazioni o ingiustizie. In altre
parole, sovente il ricordo dei traumi vissuti nella fanciullezza non riescono
ad essere trattenuti nella coscienza, perché troppo dolorosi o perché non li
si comprende nella loro interezza e pienezza; ecco che allora intervengono i
“meccanismi di difesa”, come ad esempio la Rimozione. Il tutto per evitare
angosce troppo dilanianti per la salvaguardia dell’apparato psichico dell’Io.
Pietro Lombardo: “La parte oscura della nostra essenza si nasconde come un ladro (Uomo
Sabbia) per non essere scoperta, e ci costringe a fuggire in continuazione da
una relazione veramente intima ed avvolgente”. Naturalmente questi eventi traumatici non risolti, con il passare
del tempo non scompaiono, ma all’opposto si ampliano ed altresì si associano
ed uniscono ad altri eventi dolorosi repressi. Ecco che il “Vero Sé”
dell’individuo comincia ad ammalarsi, proprio come la figlia di Flint. E al
contempo la bimba che dona al padre la collanina con la sua immagine, simboleggia
il “Vero Sé” che continuamente ricorda al
proprio Io, di non perdere la speranza che un giorno le cose miglioreranno.
Quando? Nel preciso momento in cui si saranno trovate le forze e conoscenze
adeguate, per superare i patimenti e traumi sperimentati nella fanciullezza. |
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Zia May enuncia
a Peter che un uomo con la sua ragazza e futura moglie, deve essere comprensivo, e
pensare a sua moglie più che a se
stesso. Infine, la zia dona a Peter l'anello di
fidanzamento che zio Ben gli aveva donato in passato: Zia May è una metafora
di coloro che sono dei veri credenti, e che cercano di consigliare quanti al
momento sono distaccati dalla Fede e da Dio. Il consiglio migliore da donare
a coloro che sono lontani dal Signore, è proprio quello di rammentare che
occorre prestare attenzione alla propria anima (Mary Jane), ed essere meno
egoisti. Mentre l’anello che zia May dona a Peter, è come abbiamo già visto
nell’articolo del “Signore degli Anelli”, un emblema della Fede; la quale
tiene congiunta la nostra anima alle virtù, una delle quali è senz’altro la
carità e misericordia verso il prossimo. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 31
Ottobre 2007: “Abbiate il cuore colmo d’amore per le anime sia per quelle che
devono ancora terminare il cammino terreno sia per quelle che devono
terminare la purificazione, Zia May è
l’immagine figurata di un genitore amorevole e comprensivo, che aiuta il
proprio discendete a sviluppare la propria individualità, effigiata nel film dall’anello
che la zia dona a Peter. Difatti
il comportamento empatico di zia May, è il medesimo atteggiamento che
dovrebbero avere tutti i genitori. Atteggiamento che consiste nell’aiutare i
propri figli a cercare di sviluppare non solo le conoscenze riguardanti gli
studi scolastici o le condotte personali, ma è necessario insegnare a capire
che è molto rilevante anche sviluppare e avere un buon rapporto con la
propria essenza interiore, con le proprie risorse e sentimenti; insomma… con
la propria psiche più profonda, simboleggiata nel lungometraggio da Mary Jane. Se
tutto ciò non verrà compiuto, si avranno dei figli colmi e traboccanti di
nozioni scolastiche… ma privi di sentimenti, e che altresì risulteranno
scissi e non sapranno dare ascolto alle parole ed espressioni più profonde di loro
stessi. Ecco che le persone che sembrano prive di sentimenti e disponibilità verso il prossimo, prima di tutto non sanno dialogare e
comunicare con se stessi. Ovvero, non hanno dato ascolto alla propria psiche,
ed alle sue legittime esigenze di comprensione, affetto, amore ed ascolto.
Flint scappa dalla polizia e finisce in un centro dove
fanno dei test di fisica particellare, e diviene di sabbia. Alla
fine Flint ritrova la sua forma fisica di uomo, solamente dopo aver
recuperato la collanina della figlia. Diviene così l’Uomo Sabbia:
Flint è la persona che a causa dei molteplici peccati compiuti, diviene un
essere scisso da se stesso e dalla propria anima. E quando si recide la
propria anima ci si annulla, proprio come accade a Flint che a
causa di un esperimento di fisica particellare, si scompone in tanti piccoli
granelli di sabbia. Tuttavia ecco che se la persona comincia a ricordarsi di
possedere un’anima (collanina della figlia), torna a ricomporsi e divenire un essere
umano completo e non più scisso. Evento effigiato nel lungometraggio, da
Flint che proprio dopo aver preso in mano la collanina della figlia, torna a
recuperare il suo reale aspetto fisico. Si può anche aggiungere che il
riconoscere di avere un’anima, avviene dopo che si è sperimentata la
meravigliosa virtù dell’umiltà; la quale nel film ci viene ritratta da Flint che
diviene di sabbia. E non è forse un atto di umiltà, il ricordarsi che siamo
stati creati da Dio dopo che ha preso un po’ di terra? Ed
ancora… non siamo tutti noi destinati a divenire polvere? Questi concetti non
ci devono mortificare o deprimere, ma ci devono spronare ad elevare la mente
verso ciò che veramente è importante in noi… il nostro vero e reale tesoro
che possediamo: l’anima. |
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Peter viene attaccato dall’amico Harry Osborn. Infine Harry perde la memoria a breve
termine, e diventa nuovamente amico di Peter: Anche in questo frangente
narrativo, possiamo riscontrare come la battaglia furiosa tra Peter ed Harry,
altro non è che un’allegoria del terribile conflitto interiore tra il
versante razionale legato ai piaceri mondani (Harry), e il versante spirituale
(Peter) che cerca in tutti i modi di ritrovare la propria Fede e amore verso
Dio. Al contempo, Harry che perde la memoria a breve termine, raffigura la
momentanea vittoria del versante spirituale sul versante istintuale. Perché
momentanea? Proprio perché tutta la nostra vita terrena è una lotta tra il
bene e il male, tra la Fede e la razionalità, tra la speranza …e la disperazione.
Mary Jane fa
fatica ad aprire la porta dell’appartamento di Peter. Dopodiché Mary Jane
proferisce a Peter che le recensioni del suo spettacolo sono orrende; poi
asserisce che quelle parole… è come se le avesse scritte suo padre. Peter
non ascolta minimamente quello che Mary Jane esprime: Mary Jane che fa fatica
ad aprire la porta dell’appartamento di Peter, ci dimostra come a volte
un’anima faccia fatica ad aprire la porta del nostro cuore. Questo
avviene quando si ha la mente (radio di Peter sintonizzata sulla polizia)
“sintonizzata” su altre frequenze, colme di orgoglio ed egoismo. Opera
scritta dalla Divina Sapienza del 29 Ottobre 2007: “…chi si lascia sommergere dalle attrattive della terra, del mondo, non trova mai tempo per Me. Certo che Io,
Io, Gesù, parlo al cuore dei peccatori, non cesso mai di parlare perché si
ravvedano, ma essi, presi dal mondo, sono ebbri di mondo, non pensano alle
cose del Cielo tanto sono presi da quelle della terra”. Insomma, Mary Jane è
un’anima che cerca di esprimere al proprio Io, come a volte si sente esclusa e non
apprezzata. Non a caso, Mary Jane che viene mandata via dal suo spettacolo
teatrale, è proprio un’anima che viene distanziata dal proprio Io. E quando
si allontana la propria anima, dal palcoscenico della propria vita? Tutte le
volte che si rimane “sintonizzati” sui beni temporali, sulla vanagloria, oppure quando
si è troppo attaccati al denaro, al sesso, al potere ed ai vizi multiformi.
In questo modo l’Io della persona, scosta e serra la “porta” del
cuore, alla propria anima e a Dio. S.
Giovanni cap. 10 vers. 9-10: “Io sono
la porta. Chi entrerà per me, sarà salvo; entrerà e uscirà e
troverà pascoli. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e
distruggere. Io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano più
abbondantemente”.
Mary Jane che si trova come stordita di fronte alle
orribili recensioni del suo spettacolo, effigia l’individuo che di fronte
alle critiche e agli ostacoli della vita, si sente come confuso, perso, solo,
smarrito. Sentimenti che se li analizziamo, derivano da un rigurgito e
riflusso del proprio passato. Non a caso, quando Mary Jane asserisce che le
recensioni le pare le abbia scritte suo
padre, ci sottolinea che ogniqualvolta
relazioniamo con il prossimo, gli antichi
fantasmi del passato non risolti,
vengono a galla. Come riferito altre volte, esiste una memoria a lungo
termine situata nel nostro inconscio, la quale ha registrato e catalogato sin dalla tenera
età, tutti i discorsi e insegnamenti pronunciati dai nostri familiari. Queste
teorie, discorsi e apprendimenti, rimangono nella nostra memoria per tutta la
vita, ed altresì divengono una sorta di punto d’appoggio o fondamento
psichico, dal quale diparte tutta la costruzione della propria futura personalità. Da quanto appena espresso, possiamo considerare che
se le parole e consigli dei nostri genitori erano costruttivi e colmi di
fiducia nelle nostre facoltà, ecco che la formazione della personalità
diviene sempre più sicura e organica. Al contrario, se i nostri genitori ci
hanno continuamente criticato, ci hanno dato poca fiducia e rispetto, ecco
che la personalità futura del discendente sarà senza dubbio portata a
divenire insicura, fragile, ansiosa e sfiduciata. Il risultato è altresì
che ogniqualvolta qualcuno ci darà un parere contrario al nostro, sentiremo
come un riverbero delle parole colme di astio e svilimento, dei nostri
genitori introiettati. E le emozioni di impotenza e rabbia sperimentate
nell’infanzia, le si proveranno e sperimenteranno al presente. Invero, esiste
nel nostro intimo una sorta di radar o filtro percettivo, che ci fa osservare il mondo e la realtà
esterna, in maniera soggettiva e non oggettiva. Pietro Lombardo “Il Ponte” pag. 48:
“L’atteggiamento empatico permette di sentire l’ira, la paura, l’odio, lo
sconforto o il turbamento dell’altro, senza il distorcimento di filtri
proiettivi,
nell’oggettiva trasparenza di ciò che è. La rivelazione altrui non viene
inquinata da facili giudizi, da errate interpretazioni o da intransigenti
condanne”. |
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Eddie Brock è un “Falso
Sé” che cerca in tutti i modi di
spodestare il “Vero Sé”, sotto la sferza e sollecitazione di ragionamenti e
pensieri introiettati nell’infanzia, dalle proprie figure genitoriali (Jameson). In
breve, come abbiamo espresso precedentemente, solitamente un “Falso Sé” o
meglio una personalità fittizia e non reale, viene alla luce allorquando la
vera personalità del discendente, non è stata accolta od
apprezzata dai propri educatori. E crescendo il figlio rischia di divenire
una persona che segue e tallona gli insegnamenti dei propri familiari, senza però quel tocco di veridicità che proviene dal
proprio intimo; ma solo eseguendo degli ordini… proprio come fa un militare
di fronte al proprio comandante.
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Mary Jane conferma a Harry Osborn che l'hanno licenziata; lui confessa che alle
superiori aveva scritto un’opera teatrale per lei. Nel frattempo Spiderman
bacia Gwen Stacy sul palco; nel vedere questo Mary Jane rimane
male e se ne va via: In questo ambito narrativo ci viene visualizzato uno dei
motivi del perché a volte coloro che avevano la virtù della Fede, con il
tempo l’hanno smarrita. In definitiva, Spiderman che bacia Gwen sul palco, è il versante spirituale che
si arrende al peccato, sotto la spinta del mondo edonista (folla
delirante del film) e delle proprie passioni. In questo modo si allontana la
propria anima (Mary Jane), la quale si trova costretta a capitolare di fronte
ad un Io (Harry) divenuto dimentico (Harry che ha perso la memoria) di ciò
che è realmente: un figlio di Dio. Harry
che non ricorda niente del suo passato, è proprio un’immagine figurata di un
Io che avendo perso di vista la giusta direzione da seguire, rimane coinvolto
in sentimenti ambivalenti verso la propria parte interiore più vera: l’anima. E per questo motivo che alcune persone sostengono con
arroganza, che l’anima altro non è che un'essenza illusoria ed inesistente;
creata solo per essere celebrata sui falsi palcoscenici di alcune scadenti
opere teatrali. Non ci crediamo? Proviamo allora a chiedere ai razionalisti,
cos’è per loro l’anima. E molti di loro risponderanno che l’anima è una
credenza per quanti amano vaneggiare nei “palcoscenici” della fantasia. Ed ecco che Harry che ha scritto
un’opera teatrale per Mary Jane, effigia proprio i razionalisti e gaudenti, i
quali dimentichi della loro reale dignità di esseri umani con un’anima,
relegano ed allontanano la loro stessa anima, nei meandri dell’inconscio.
Oltre al resto, Peter che bacia Gwen è la persona
che pur dando di se stessa un’immagine forte e rassicurante, in realtà nel
proprio intimo non lo è affatto. A volte può capitare che i tradimenti e le
scappatelle, hanno come radice proprio un sentimento d’inferiorità e di
inadeguatezza. Pietro
Lombardo: “La vergogna porta gradualmente ad una mancanza di stima di sé. Il ritirarsi in se stessi ci impedisce di utilizzare
le nostre strategie - legge dell’avvitamento - e la persona si nasconde sempre più nel suo sentirsi inferiore”. E nel rapporto
fisico con un altro partner, si cerca di riempire questa sensazione inconscia
di vuoto o fragilità interiore. Si tende fondamentalmente di
piacere agli altri, poiché non ci si piace od accetta per quello che si è. A questo
punto il rapporto sessuale promiscuo, diviene una sorta di “pillola mentale”
per riempire un vuoto interiore; ma naturalmente in realtà è solo un palliativo,
visto che il problema non viene risolto nelle sue fondamenta. Mentre Peter
che non comprende Mary Jane, è la persona che essendo troppo concentrata su
se stessa, non riesce a percepire i bisogni dell’altro. Si pensa sempre che
il proprio partner sia un farmaco per curare le nostre ferite, ma così facendo ci si
mette nella posizione di esigere, reclamare e pretendere, senza mai concedere
nulla. In un rapporto affettivo sereno ed equilibrato, occorre che entrambi i
fidanzati o coniugi si mettono nella posizione di donare all’altro
amore, comprensione, ascolto, rispetto. Se mancano queste caratteristiche
fondamentali, è chiaro che nel corso del tempo nasceranno all’interno della
coppia, dei problemi e fratture. Pietro Lombardo: “La prima
caratteristica si chiama EMPATIA; significa comprendere l’altro come egli stesso si
comprende. Richiede una grande capacità di ascolto dell’altro, entrare in ascolto col suo essere profondo
che va al di là delle apparenze, delle parole, degli atteggiamenti, dei
comportamenti per comprendere cosa si muove nell’altro. Scoprire come lui
stesso si percepisce. Questa caratteristica è importante perché, a volte, degli
altri ci facciamo un’immagine sulla base dei nostri bisogni e quindi proiettiamo caratteristiche, proprietà,
aggettivi, capacità che non appartengono alla realtà dell’altro, ma sono una
nostra proiezione”. |
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Asha Phillips “I
No che Aiutano a Crescere” pag. 80: “Un dato allarmante emerso dalla ricerca
è che un trauma infantile genera un comportamento violento, non
solo nell’infanzia e nell’adolescenza, ma anche nella vita adulta”. Peter che
colmo di rabbia viene avvolto dal simbionte alieno, è un’allegoria della
persona che non avendo risolto le proprie problematiche psicologiche ed
esistenziali, si lascia condurre dalla rabbia repressa
divenendo una persona aggressiva e asociale. In definitiva, il risentimento provato per coloro che
hanno fatto soffrire l’individuo nell’infanzia, viene traslato su
altre persone. Pietro
Lombardo
“Affettività” pag. 71: “Per Bowlby gli
effetti di una privazione totale sono illustrati – da uno studio condotto in
un riformatorio inglese su centodue delinquenti recidivi in età tra i
quindici e i diciotto anni, che mostrò chiaramente come le insicurezze che
derivano da un rapporto
insoddisfacente
nella prima infanzia, predispongono il bambino a ulteriori pressioni in modo antisociale”. |
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Harry è la
persona che non si è riuscita a staccare emotivamente dal proprio genitore dispotico introiettato, il quale proprio come se fosse vivo e presente, gli
dichiara di compiere ed agire in maniera totalitaria ed egoistica. In questo
contesto, ecco che l’individuo perde la capacità di agire e pensare con la
propria testa, e segue inconsapevolmente le direttive egoistiche e
autoritarie suggerite dal genitore introiettato nell’infanzia. Pietro Lombardo
“La Stima di Sé” pag. 119: “Il bambino inizia molto presto a specchiarsi
nella vita intrapsichica del genitore; ciò che avverte scorrere nel genitore,
le emozioni, i pensieri, le fantasie del genitore, sono cose che esistono
anche dentro di lui”. Un’altra delle tristi conseguenze derivanti dal
tallonare ciecamente le direttive introiettate da un genitore tirannico ed
avvilente, è che la persona perde il proprio “Vero Sé” la
capacità di esistere, pensare ed agire con la propria soggettività. La
persona è come scissa e non coesa, e diviene uno zimbello delle idee e preconcetti
memorizzati nel passato, senza alcun discernimento critico soggettivo. |
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Peter conduce Gwen nel locale dove lavora Mary Jane, e comincia a ballare davanti
a lei. Dopodiché Peter involontariamente, colpisce Mary Jane. Mary Jane gli
chiede …ma chi sei? Peter risponde… non
lo so: In questa circostanza Peter è
un Io che ha perso di vista la sua missione principale, che è quella di
condurre con amore e verità, la propria anima alla salvezza eterna. E quando
un Io si sottomette alle concupiscenze e passioni carnali, ecco che vuole
indurre la propria anima a seguirlo con la forza (Peter che colpisce Mary
Jane). Gwen raffigura ciò che un Io assoggettato al peccato desidera: avere
un’anima che lo segue ciecamente, senza opporre resistenza alle sue
spasmodiche fami di senso.
Ed infine la frase di Peter che asserisce che non sa chi egli sia, ci
rammenta che ogniqualvolta perdiamo di vista la verità, e cioè
che siamo tutti figli di Dio e che la nostra missione sulla Terra è di
raggiungere il Paradiso, in realtà non ci si conosce veramente. Alcuni si domanderanno…
e come mai quelli che dichiarano di non credere in Dio, sono così sicuri di
sé? Semplice, hanno consapevolmente o meno, eretto delle barriere mentali colme di
razionalismo e false credenze, le quali divengono un edificio o costrutto
mentale formato di asserzioni e credenze fasulle, sulla quale poggiano tutta
la loro presunta forza. Ma questo edificio è un costrutto vuoto e
traballante, proprio perché colmo di menzogne; e le menzogne cosa sono? Il
NULLA. Maria Valtorta “I Quaderni del 1944” pag. 101:
“…saranno strappati e gettati nel nulla, ossia nel baratro dove non è Dio e
perciò dove è il Nulla, l’opposto di Dio che è Tutto”. |
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Peter comprende che il costume alieno lo ha condotto a tutto
ciò, e se lo toglie mediante il suono proveniente da alcune campane di una
Chiesa. Intanto nella stessa chiesa, il fotoreporter Eddie Brock, dichiara di volere
vendetta su Peter. Infine il costume alieno si scosta da Peter e finisce su
Eddie, il quale diviene Venom: Peter che si toglie il costume alieno solo con
l’aiuto delle campane di una Chiesa, ci ricorda che unicamente con l’aiuto di
Dio possiamo toglierci la “veste” immonda del peccato, e rivestirci con la nuova
“veste” della Grazia. Questo evento meraviglioso avviene grazie al
Sacramento della Confessione, dove il Signore per mezzo di un sacerdote, ci ridona
la Grazia perduta. E difatti Peter dopo essersi tolto il costume simbionte
alieno, si riveste con il suo costume rosso e blu; che sono proprio i colori
che simboleggiano il sangue (rosso) ed acqua (blu), versati da Gesù Cristo sulla Croce del Golgota.
Sangue ed acqua che sono il mezzo con cui Gesù ci permette di rivestirci non
solo della Grazia santificante, ma altresì ci elargisce i doni provenienti
dallo Spirito Santo; tra cui la fortezza, la sapienza, la pietà e il santo
timor di Dio. Essenze necessarie per combattere i nemici della nostra anima:
il peccato, il demonio e le false teorie del mondo secolarizzato. Forze
negative simboleggiate nel film, dai numerosi avversari che Spiderman deve
contrastare. Eddie Brock che in Chiesa chiede a Gesù vendetta contro Peter, è
un’allegoria del falso cristiano che non ha ancora compreso che Dio è amore, e che
facendosi uomo ci ha insegnato a perdonare il nostro prossimo, così come egli
stesso sulla Croce ha perdonato coloro che lo stavano crocifiggendo. A questo
punto non ci deve sorprendere che Satana (costume
alieno) penetri con facilità in questi
cuori colmi di rancore e vendetta, visto e considerato che il serpente
infernale è il re dell’odio. In poche parole, i sacramenti e le preghiere divengono inutili se non addirittura
dannose, per tutti coloro che possiedono nel loro cuore sentimenti di odio,
rancore, invidia e spirito di vendetta. Tanto da divenire strumenti in mano a
Satana (simbionte alieno). Questo penoso evento, lo possiamo annotare anche
nel Vangelo, precisamente quando Giuda Iscariota prende la santa Eucarestia
con il cuore pieno di odio e peccato; ecco che prontamente Satana è entrato
nel suo cuore, facendo divenire l'apostolo traditore, uno zimbello del
serpente antico. Benedetto XVI “Spe Salvi” pag. 64: “Nella preghiera l’uomo deve imparare
che cosa egli possa veramente chiedere a Dio – che cosa sia degno di Dio.
Deve imparare che non può pregare
contro l’altro. Deve imparare che non
può chiedere le cose superficiali e comode che desidera al momento – la
piccola speranza sbagliata che lo conduce lontano da Dio”. Per concludere,
Eddie Brock che si trasforma nel terribile Venom, simboleggia la persona in peccato mortale che diviene
simile a colui che consapevolmente o meno, segue e tallona: Satana. Non è
forse il bellissimo Lucifero, divenuto l’orribile Dragone infernale? La
stessa terribile metamorfosi, avviene a tutti i suoi figli adottivi. Santa Veronica Giuliani “Vera Immagine del Crocifisso” pag. 241: “Il peccato è una
bruttura e deforma l’anima in modo tale, che nessuno può mai, mai pensarlo con la
mente, né capirlo con l’intelletto. Con parole non se ne può dire niente. Io
credo che mai più mi si leverà dalla mente la vista dell’anima in disgrazia
di Dio”.
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Peter si lava facendo la doccia, in seguito dice a zia May che ha
ferito Mary Jane. Zia May ribadisce che prima di tutto deve perdonare se
stesso: S. Matteo cap. 6 vers. 14-15: “Perché se voi perdonate agli
uomini le loro mancanze, anche a voi le perdonerà il Padre vostro celeste; ma
se non perdonate agli uomini, nemmeno il Padre vostro vi perdonerà i vostri
peccati”. Quando ci si accosta al sublime sacramento della Riconciliazione,
immediatamente il Signore perdona i nostri peccati e ci lava via le colpe, mediante
il preziosissimo sangue di Gesù. Questo sublime evento ci viene mostrato nel film, da
Peter che fa la doccia. Ma il perdono del Signore deve essere seguito dal
perdonare noi stessi, proprio come zia May suggerisce a Peter. Difatti a
volte è più facile perdonare il prossimo che se stessi. Questo può avvenire
poiché ancora non si ha compreso che siamo fragili, e portati più verso il
peccato che verso le virtù. Non dobbiamo mai dimenticare che dopo il peccato
originale, commesso dai nostri progenitori Adamo ed Eva, tutta l’umanità si è
indebolita e tendiamo tutti più al male che al bene. Non dobbiamo quindi
meravigliarci se propendiamo più verso il male che verso il bene. Tuttavia,
questa consapevolezza non ci deve esimere dal lottare con tutte le nostre
forze, dall’allontanare le tentazioni che ci spingono a compiere trasgressioni e
pervertimenti.
Zia May che suggerisce a Peter di perdonare se
stesso, ci rammenta il modo migliore per riuscire a staccarsi dal proprio
“Falso Sé”. Difatti la persona con un’identità
fittizia, oltre a fare un esame
interiore sulle proprie esperienze traumatiche, deve altresì perdonare se
stesso per aver voluto a tutti i costi trasformare la propria reale identità
(Mary Jane), sostituendola con una artificiosa (Gwen). In altre parole, la
rabbia verso il proprio “Vero Sé” deve lasciare il posto ad un amore
incondizionato, rivolto alla propria reale individualità.
Harry che si
unisce a Spiderman per sconfiggere gli antagonisti, è la persona che
finalmente fa pace con le figure genitoriali introiettate (Bernard), e
comincia ad aggregarsi con il proprio Io nello sconfiggere il “Falso Sé”
(Venom). In poche parole, per riuscire veramente a ritrovare la propria reale
identità, occorre tornare ai ricordi della propria infanzia, e recuperare
memoria dei traumi, frustrazioni ed esperienze colme di rabbia vissute
nell’ambito familiare. Dopodiché, mediante l’aiuto di persone amorevoli ed empatiche e con
il sostegno delle proprie risorse interne, si riuscirà a sconfiggere e ad
allontanare tutto ciò che si contrappone alla propria reale individualità. A
questo punto si riuscirà a convivere serenamente con il proprio “Vero Sé”, simboleggiato nel lungometraggio, da Mary Jane.
L’Uomo Sabbia proferisce a Peter che sua figlia stava morendo, e che
aveva bisogno di soldi; aveva paura, e altresì senza rendersene conto ha sparato allo zio
di Peter. Peter gli risponde che anche lui ha fatto delle cose terribili.
Infine Peter lo perdona, dopo di che l’uomo Sabbia vola via: Quando
siamo troppo incollati ai beni temporali, anche senza volerlo uccidiamo Dio
(zio Ben) nel nostro cuore. Ma la consapevolezza di avere un’anima ammalata
(figlia dell’Uomo Sabbia) non deve sconvolgere la persona, né tantomeno farla
disperare. Occorre rivalutare la virtù della speranza ed aver
altresì Fede in Dio, che egli ci perdona veramente se ci siamo pentiti.
Altresì dovremo perdonare noi stessi nel profondo del cuore, e in questo modo
tutte le negatività e i pensieri colmi di disperazione voleranno via,
come sabbia nel vento. Per concludere, il perdono verso se stessi non deve
essere lontano dal perdono per coloro che ci hanno fatto soffrire, o che sono
stati la causa volontaria o meno della perdita della nostra Fede. Il perdono
è un atto di amore intenzionale e gratuito, che occorre elargire con onestà e carità. Solo allora
le tenebre del peccato e i turbamenti dell’anima, scompariranno come polvere
spazzata via dal tiepido vento… dello Spirito
Santo. “Diario” di santa Faustina Kowalska pag. 846: “Il sentimento non è sempre in tuo potere.
Da questo riconoscerai se hai amore, se dopo aver ricevuto dispiaceri e contrarietà, non perdi la calma,
ma preghi per coloro dai quali hai
ricevuto le sofferenze e desideri per loro il bene”.
Peter si dirige nel posto di lavoro di Mary Jane, e ballano insieme:
Quando si torna ad essere vivificati dalla Grazia proveniente dal Signore,
quando si allontanano i vizi e i peccati, torna la pace nel cuore.
Serenità che proviene non solo da Dio con le sue effusioni di amore, ma che proviene anche
dalla nostra anima (Mary Jane), la quale ritrova quell’appagamento e
tranquillità che il peccato e la disobbedienza a Dio, avevano allontanato. Ed
il meraviglioso ballo compiuto da Peter e Mary Jane, è l’abbraccio che l’Io
della persona pentita ha con la sua stessa anima, un abbraccio sostenuto
dalla dolce “musica” dello Spirito
Santo.
Frasa. |
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