Casella di testo:

Spiderman 3

Frasa

 

Flint (l’Uomo Sabbia) è la persona che a causa dei molteplici peccati compiuti, diviene un essere scisso da se stesso e dalla propria anima. E quando si recide la propria anima ci si annulla, proprio come accade a Flint che a causa di un esperimento di fisica particellare, si scompone in tanti piccoli granelli di sabbia. Tuttavia ecco che se la persona comincia a ricordarsi di possedere un’anima (collanina della figlia), torna a ricomporsi e divenire un essere umano completo e non più scisso. Evento effigiato nel lungometraggio, da Flint che proprio dopo aver preso in mano la collanina della figlia, torna a recuperare il suo reale aspetto fisico.

 

 

Peter Parker a scuola e nella vita, gli va tutto bene; Peter vede la sua fidanzata Mary Jane a teatro. Mentre guardano insieme le stelle cadenti, una sostanza aliena si posa sul motorino di Peter: Opera scritta dalla Divina Sapienza del 24 Febbraio 2007: “…ti ho parlato dello squallore di una notte senza stelle, se tutti i Miei strumenti d’Amore fossero tolti dal mondo, la terra sarebbe proprio come una notte senza stelle”. In questo passo il lungometraggio ci vuole esprimere un concetto di fondamentale importanza: quando tutto nella nostra vita scorre liscio come l’olio, occorre porre sempre attenzione a ciò che avviene nel nostro ambito spirituale; poiché rischiamo di dimenticare di nutrire la nostra anima. La quale rimane sul “palcoscenico” della nostra mente, senza che nessuno le dia del “cibo” spirituale che proviene dalla preghiera e dai Sacramenti. Questo evento nel film lo si nota da Mary Jane che racconta a Peter, che sul palco non si sentiva a suo agio. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 27 Ottobre 2007: “Quando tutto va bene, infatti, gli uomini Mi dimenticano facilmente, si perdono dietro le attrattive del mondo, non pensano, non riflettono, appunto perché tutto va bene, ma quando sentono tremare la terra sotto i piedi, essi rivolgono a Me il loro pensiero, cercano le Mie Ali ed implorano il Mio Aiuto”. Invero, ciò che viene risaltato in questo periodo storico secolarizzato, è solo ed esclusivamente il nostro benessere fisico. E tutto l’interesse viene riposto sul lavoro che va bene, sul sesso, denaro, prestazioni fisiche, potere e divertimenti d’ogni genere; ma si dimentica la nostra anima (Mary Jane), la quale se viene soggiogata dai beni temporali e dai piaceri mondani… proprio come una stella cadente, scivola nel baratro della perdita della Fede. In poche parole, non basta avere cognizione di possedere un’anima, se poi non la si alimenta con la preghiera, i sacramenti e le opere colme di virtù. Sarebbe proprio come andare a vedere a teatro una persona che diciamo di voler bene, per poi non capirla e amarla mediante le azioni e condotte quotidiane. Ed ogni vero cristiano è come una stella che brilla nel firmamento della Terra; ma se dimentica di nutrire la propria Fede, comincerà a perdere la luce dello Spirito Santo, fino a precipitare nel fango dei piaceri mondani. Esattamente come le stelle cadenti che Peter e Mary Jane, osservano insieme. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 23 Febbraio 2007: “Figli amati, entrate nel Cuore di Gesù, entrate nel Suo Cuore Meraviglioso e sarete voi stessi Luce anche per gli altri; figli, la luna splende perché è illuminata dal sole, ma il sole che è una stella, non ha bisogno di ricevere luce, ma la dà. Figli, con la preghiera e la frequenza dei Sacramenti, divenite tutti stelle che splendono nel mondo con la Luce di Dio e danno Luce agli altri. L’Altissimo desidera che la terra venga illuminata in modo speciale, in questo tempo, affinché nessuno si perda”. E la sostanza aliena che si appiccica al motorino di Peter, simboleggia proprio il cristiano che avendo perso la Fede e non seguendo le virtù, non rimane una stella illuminata dalla luce dello Spirito Santo, ma stramazza nella melma del peccato.

Nel versante analitico, questo primo evento del film ci ricorda che anche se sembra che tutto nella nostra vita scorre liscio come l’olio, si possono inavvertitamente creare dei sentimenti negativi (simbionte alieno) che provengono da frustrazioni e patimenti personali; i quali inavvertitamente intaccano la nostra psiche e la nostra reale identità. Ad esempio alcuni eventi traumatici vissuti nella fanciullezza, possono essere stati rimossi con l’intento di evitare sofferenze al proprio Io. Successivamente crescendo ci si ritrova con problemi d’ansia, alcolismo, droga, anoressia e bulimia. La persona rimane attonita e strabiliata, nel capacitarsi come mai si sono evolute queste anomalie psichiche. La risposta la possiamo ritrovare andando a ritroso nel tempo, e riportando alla nostra coscienza i momenti dove siamo stati disprezzati, umiliati, non ascoltati o criticati senza motivo. In poche parole, necessita riportare a galla le vecchie ferite rimaste nella memoria latente, e cercare di recuperare i sentimenti ad esse connesse. Tutto ciò nel lungometraggio lo si percepisce da Peter e Mary Jane che scorgono delle stelle cadenti, senza rendersi conto che quelle stelle altro non sono che parti della propria reale personalità, la quale precipita e si inabissa nell’inconscio. Tutto ciò avviene allorquando la vera personalità, non viene sostenuta e avvalorata nel proprio habitat familiare, da comportamenti accoglienti e amorevoli. E il simbionte alieno che si accolla di nascosto sul motorino di Peter, effigia proprio la costruzione iniziale di un “Falso Sé”, che trae la sua origine proprio dai primi patimenti e deprivazioni vissuti nella tenera età.

 

 

Flint va a trovare di nascosto la figlia di nome Penny, che è malata. La moglie lo caccia via, poiché è un ladro ricercato dalla polizia. Penny dona al padre una collanina con la sua foto; Flint dice alla figlia che la farà guarire e che si procurerà i soldi. Dopodiché conferma alla moglie che lui non è cattivo, ma che ha avuto solo sfortuna: Flint (l’Uomo Sabbia) illustra la persona che inconsapevolmente sa che la sua anima (figlia Penny) è malata, proprio perché è costretta a seguire un Io egoista assetato di denaro e piaceri mondani. La moglie di Flint è un'immagine figurata di una coscienza che cerca ancora di far comprendere al proprio Io, che se continua di questo passo, perderà la propria anima (Penny) per sempre. Tutti coloro che sono nel peccato mortale o veniale, percepiscono inconsapevolmente i segnali di aiuto che derivano dalla loro anima, la quale soffre solitaria nei meandri dell’inconscio. Ed alcuni per placare e sedare questi richiami amorevoli della propria coscienza ed anima, credono con il denaro non solo di rintronare la voce della coscienza, ma anche di realizzare la propria guarigione interiore. Ma in realtà avviene proprio il contrario. Non sono certo l’egoismo e la superbia a risanare e lenire le ferite della nostra anima, ma solo una vita onesta, virtuosa, e colma di speranza in Dio e nell’amore per il prossimo. Infine, la collanina che la figlia regala a Flint, simboleggia il meraviglioso dono che Dio fa ad ogni essere umano: il ricordarsi in ogni occasione ed evenienza della vita, che si possiede un’anima da condurre con amore in Cielo.

Nel versante analitico, Flint rappresenta l’ombra della persona. Quel versante colmo di rabbia, frustrazioni, insicurezze e sofferenze patite nel passato, che rimangono relegati nell’inconscio. Quel versante che proprio perché rimane come un “ladro” nascosto nel proprio profondo, si fa poi fatica a sanarlo. Questi traumi possono ad esempio essere avvenuti nella prima infanzia, quando ancora non si possedevano le capacità psichiche per affrontare determinate frustrazioni o ingiustizie. In altre parole, sovente il ricordo dei traumi vissuti nella fanciullezza non riescono ad essere trattenuti nella coscienza, perché troppo dolorosi o perché non li si comprende nella loro interezza e pienezza; ecco che allora intervengono i “meccanismi di difesa”, come ad esempio la Rimozione. Il tutto per evitare angosce troppo dilanianti per la salvaguardia dell’apparato psichico dell’Io. Pietro Lombardo: “La parte oscura della nostra essenza si nasconde come un ladro (Uomo Sabbia) per non essere scoperta, e ci costringe a fuggire in continuazione da una relazione veramente intima ed avvolgente”. Naturalmente questi eventi traumatici non risolti, con il passare del tempo non scompaiono, ma all’opposto si ampliano ed altresì si associano ed uniscono ad altri eventi dolorosi repressi. Ecco che il “Vero Sé” dell’individuo comincia ad ammalarsi, proprio come la figlia di Flint. E al contempo la bimba che dona al padre la collanina con la sua immagine, simboleggia il “Vero Sé” che continuamente ricorda al proprio Io, di non perdere la speranza che un giorno le cose miglioreranno. Quando? Nel preciso momento in cui si saranno trovate le forze e conoscenze adeguate, per superare i patimenti e traumi sperimentati nella fanciullezza.

 

      

 

Zia May enuncia a Peter che un uomo con la sua ragazza e futura moglie, deve essere comprensivo, e pensare a sua moglie più che a se stesso. Infine, la zia dona a Peter l'anello di fidanzamento che zio Ben gli aveva donato in passato: Zia May è una metafora di coloro che sono dei veri credenti, e che cercano di consigliare quanti al momento sono distaccati dalla Fede e da Dio. Il consiglio migliore da donare a coloro che sono lontani dal Signore, è proprio quello di rammentare che occorre prestare attenzione alla propria anima (Mary Jane), ed essere meno egoisti. Mentre l’anello che zia May dona a Peter, è come abbiamo già visto nell’articolo del “Signore degli Anelli”, un emblema della Fede; la quale tiene congiunta la nostra anima alle virtù, una delle quali è senz’altro la carità e misericordia verso il prossimo. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 31 Ottobre 2007: “Abbiate il cuore colmo d’amore per le anime sia per quelle che devono ancora terminare il cammino terreno sia per quelle che devono terminare la purificazione, siate ricchi di carità e misericordia. Beati coloro che praticano la carità perché avranno il premio più grande, beati i misericordiosi perché troveranno Misericordia”.

 

Zia May è l’immagine figurata di un genitore amorevole e comprensivo, che aiuta il proprio discendete a sviluppare la propria individualità, effigiata nel film dall’anello che la zia dona a Peter. Difatti il comportamento empatico di zia May, è il medesimo atteggiamento che dovrebbero avere tutti i genitori. Atteggiamento che consiste nell’aiutare i propri figli a cercare di sviluppare non solo le conoscenze riguardanti gli studi scolastici o le condotte personali, ma è necessario insegnare a capire che è molto rilevante anche sviluppare e avere un buon rapporto con la propria essenza interiore, con le proprie risorse e sentimenti; insomma… con la propria psiche più profonda, simboleggiata nel lungometraggio da Mary Jane. Se tutto ciò non verrà compiuto, si avranno dei figli colmi e traboccanti di nozioni scolastiche… ma privi di sentimenti, e che altresì risulteranno scissi e non sapranno dare ascolto alle parole ed espressioni più profonde di loro stessi. Ecco che le persone che sembrano prive di sentimenti e disponibilità verso il prossimo, prima di tutto non sanno dialogare e comunicare con se stessi. Ovvero, non hanno dato ascolto alla propria psiche, ed alle sue legittime esigenze di comprensione, affetto, amore ed ascolto.

 

 

Flint scappa dalla polizia e finisce in un centro dove fanno dei test di fisica particellare, e diviene di sabbia. Alla fine Flint ritrova la sua forma fisica di uomo, solamente dopo aver recuperato la collanina della figlia. Diviene così l’Uomo Sabbia: Flint è la persona che a causa dei molteplici peccati compiuti, diviene un essere scisso da se stesso e dalla propria anima. E quando si recide la propria anima ci si annulla, proprio come accade a Flint che a causa di un esperimento di fisica particellare, si scompone in tanti piccoli granelli di sabbia. Tuttavia ecco che se la persona comincia a ricordarsi di possedere un’anima (collanina della figlia), torna a ricomporsi e divenire un essere umano completo e non più scisso. Evento effigiato nel lungometraggio, da Flint che proprio dopo aver preso in mano la collanina della figlia, torna a recuperare il suo reale aspetto fisico. Si può anche aggiungere che il riconoscere di avere un’anima, avviene dopo che si è sperimentata la meravigliosa virtù dell’umiltà; la quale nel film ci viene ritratta da Flint che diviene di sabbia. E non è forse un atto di umiltà, il ricordarsi che siamo stati creati da Dio dopo che ha preso un po’ di terra? Ed ancora… non siamo tutti noi destinati a divenire polvere? Questi concetti non ci devono mortificare o deprimere, ma ci devono spronare ad elevare la mente verso ciò che veramente è importante in noi… il nostro vero e reale tesoro che possediamo: l’anima.

 

Flint che diventa di sabbia, è la persona che avendo trascurato di ascoltare la parte più vera e profonda di se stessa (il proprio “Vero Sé”), si ritrova scissa e “scollata” da se stessa. Ecco che da questo triste e sconsolante evento, germoglia e si forma una seconda personalità fittizia e colma di ragionamenti raziocinanti, scollegati dalla propria realtà più intima. Invero, si eleva ed innalza un “Falso Sé” (Uomo Sabbia).

 

Peter viene attaccato dall’amico Harry Osborn. Infine Harry perde la memoria a breve termine, e diventa nuovamente amico di Peter: Anche in questo frangente narrativo, possiamo riscontrare come la battaglia furiosa tra Peter ed Harry, altro non è che un’allegoria del terribile conflitto interiore tra il versante razionale legato ai piaceri mondani (Harry), e il versante spirituale (Peter) che cerca in tutti i modi di ritrovare la propria Fede e amore verso Dio. Al contempo, Harry che perde la memoria a breve termine, raffigura la momentanea vittoria del versante spirituale sul versante istintuale. Perché momentanea? Proprio perché tutta la nostra vita terrena è una lotta tra il bene e il male, tra la Fede e la razionalità, tra la speranza …e la disperazione.

Mary Jane fa fatica ad aprire la porta dell’appartamento di Peter. Dopodiché Mary Jane proferisce a Peter che le recensioni del suo spettacolo sono orrende; poi asserisce che quelle parole… è come se le avesse scritte suo padre. Peter non ascolta minimamente quello che Mary Jane esprime: Mary Jane che fa fatica ad aprire la porta dell’appartamento di Peter, ci dimostra come a volte un’anima faccia fatica ad aprire la porta del nostro cuore. Questo avviene quando si ha la mente (radio di Peter sintonizzata sulla polizia) “sintonizzata” su altre frequenze, colme di orgoglio ed egoismo. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 29 Ottobre 2007: “…chi si lascia sommergere dalle attrattive della terra, del mondo, non trova mai tempo per Me. Certo che Io, Io, Gesù, parlo al cuore dei peccatori, non cesso mai di parlare perché si ravvedano, ma essi, presi dal mondo, sono ebbri di mondo, non pensano alle cose del Cielo tanto sono presi da quelle della terra”. Insomma, Mary Jane è un’anima che cerca di esprimere al proprio Io, come a volte si sente esclusa e non apprezzata. Non a caso, Mary Jane che viene mandata via dal suo spettacolo teatrale, è proprio un’anima che viene distanziata dal proprio Io. E quando si allontana la propria anima, dal palcoscenico della propria vita? Tutte le volte che si rimane “sintonizzati” sui beni temporali, sulla vanagloria, oppure quando si è troppo attaccati al denaro, al sesso, al potere ed ai vizi multiformi. In questo modo l’Io della persona, scosta e serra la “porta” del cuore, alla propria anima e a Dio. S. Giovanni cap. 10 vers. 9-10: “Io sono la porta. Chi entrerà per me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascoli. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere. Io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano più abbondantemente”.

 

Mary Jane che fa fatica ad aprire la porta dell’appartamento di Peter, descrive altresì la persona che non riesce a farsi capire e comprendere dal prossimo, perché è tutto concentrato su se stesso e sulle proprie problematiche psicologiche ed esistenziali. Quante volte è capitato di esprimere dei sentimenti a persone a noi care, e scorgere tristemente che non siamo capiti? Peter è la persona che è psicologicamente chiusa in se stessa, arrovellata dai propri problemi psichici ed esistenziali non risolti. E come possiamo aprire la “porta” del nostro cuore al prossimo, se quella medesima porta rimane chiusa anche a noi stessi? Difatti, sovente le persone che hanno subìto privazioni affettive, non sono riuscite a sviluppare quel rapporto empatico verso il prossimo, che è essenziale in una relazione affettiva. Proviamo ad immaginare un bambino che non è stato amato; crescendo come potrà donare agli altri, ciò che non ha mai ricevuto? Per riappropriarsi del sentimento empatico rivolto verso il prossimo, occorre lavorare su se stessi e rimarginare le ferite del proprio cuore. Pietro Lombardo: “La mente, il cuore, lo spirito sono come un paracadute… funzionano bene solo quando sono aperti! La prima cosa che dobbiamo fare nella vita è aprirci. Se rimaniamo chiusi in un cuore ferito, nei pensieri ossessivi o nello spirito triste, non possiamo ricevere qualcosa di nuovo”.

Mary Jane che si trova come stordita di fronte alle orribili recensioni del suo spettacolo, effigia l’individuo che di fronte alle critiche e agli ostacoli della vita, si sente come confuso, perso, solo, smarrito. Sentimenti che se li analizziamo, derivano da un rigurgito e riflusso del proprio passato. Non a caso, quando Mary Jane asserisce che le recensioni le pare le abbia scritte suo padre, ci sottolinea che ogniqualvolta relazioniamo con il prossimo, gli antichi fantasmi del passato non risolti, vengono a galla. Come riferito altre volte, esiste una memoria a lungo termine situata nel nostro inconscio, la quale ha registrato e catalogato sin dalla tenera età, tutti i discorsi e insegnamenti pronunciati dai nostri familiari. Queste teorie, discorsi e apprendimenti, rimangono nella nostra memoria per tutta la vita, ed altresì divengono una sorta di punto d’appoggio o fondamento psichico, dal quale diparte tutta la costruzione della propria futura personalità. Da quanto appena espresso, possiamo considerare che se le parole e consigli dei nostri genitori erano costruttivi e colmi di fiducia nelle nostre facoltà, ecco che la formazione della personalità diviene sempre più sicura e organica. Al contrario, se i nostri genitori ci hanno continuamente criticato, ci hanno dato poca fiducia e rispetto, ecco che la personalità futura del discendente sarà senza dubbio portata a divenire insicura, fragile, ansiosa e sfiduciata. Il risultato è altresì che ogniqualvolta qualcuno ci darà un parere contrario al nostro, sentiremo come un riverbero delle parole colme di astio e svilimento, dei nostri genitori introiettati. E le emozioni di impotenza e rabbia sperimentate nell’infanzia, le si proveranno e sperimenteranno al presente. Invero, esiste nel nostro intimo una sorta di radar o filtro percettivo, che ci fa osservare il mondo e la realtà esterna, in maniera soggettiva e non oggettiva. Pietro Lombardo “Il Ponte” pag. 48: “L’atteggiamento empatico permette di sentire l’ira, la paura, l’odio, lo sconforto o il turbamento dell’altro, senza il distorcimento di filtri proiettivi, nell’oggettiva trasparenza di ciò che è. La rivelazione altrui non viene inquinata da facili giudizi, da errate interpretazioni o da intransigenti condanne”.

 

Eddie Brock è un fotografo freelance che vuole un lavoro fisso al giornale di Jameson, il quale dice ad Eddie e a Peter, che chi gli porterà le foto di Spiderman colto sul fatto di un crimine, otterrà un impiego fisso: Jameson è una metafora di un Ego vanaglorioso e borioso che agogna con tutte le sue forze, ottenebrare il proprio lato spirituale (Spiderman); e per questo motivo cerca scuse e giustificazioni per screditare ai propri occhi e agli occhi del prossimo, tutto ciò che conduce alla spiritualità. Questo evento lo possiamo individuare ampiamente in tutti coloro che colmi di superbia e razionalismo, non fanno altro che considerare e rammentare gli errori, che alcuni sacerdoti o credenti hanno compiuto nel corso dei secoli. Il tutto per convincere se stessi ed il prossimo, che Dio non esiste. La verità dei fatti è questa: la Chiesa non può fallire perché sostenuta da Gesù e dallo Spirito Santo; ma possono errare i suoi ministri e credenti, per il semplice fatto che siamo esseri umani e quindi siamo soggetti a cadute, malintesi ed errori. Proprio per questo motivo gli ultimi due Pontefici, hanno chiesto scusa per gli errori compiuti nel passato, da credenti e sacerdoti.

 

                            

 

Eddie Brock è un “Falso Sé” che cerca in tutti i modi di spodestare il “Vero Sé”, sotto la sferza e sollecitazione di ragionamenti e pensieri introiettati nell’infanzia, dalle proprie figure genitoriali (Jameson). In breve, come abbiamo espresso precedentemente, solitamente un “Falso Sé” o meglio una personalità fittizia e non reale, viene alla luce allorquando la vera personalità del discendente, non è stata accolta od apprezzata dai propri educatori. E crescendo il figlio rischia di divenire una persona che segue e tallona gli insegnamenti dei propri familiari, senza però quel tocco di veridicità che proviene dal proprio intimo; ma solo eseguendo degli ordini… proprio come fa un militare di fronte al proprio comandante.

 

A Spiderman gli donano le chiavi della città, per aver salvato Gwen, la figlia del capitano della polizia. Peter si inorgoglisce nello scorgere che tutti lo osannano: Teresa d’Avila “Il Castello Interiore” pag. 191: “L’anima deve procurare di rendere maggiori servigi al Signore, che a tal fine l’aiuta in tanti modi. Da ciò viene che essa non si stimi, per questi favori, più degli altri e che ritenga di essere, fra tutte le creature della terra, quella che serve meno Dio, sembrandole di esservi obbligata più di qualsiasi altra: pertanto ogni mancanza che commette la trafigge nell’intimo, e ben giustamente”. Spiderman che si inorgoglisce di fronte all’esultanza della folla, ci rammenta che anche coloro che sono servi di Dio e della Chiesa, non devono gloriarsi, compiacersi od autocelebrarsi dei doni ricevuti. Perché ogni donativo o talento che si possiede, non serve per promulgarsi dèi, ma per servire al prossimo e a Dio. Invero, il dono di divenire sacerdoti, di aiutare i poveri, di possedere talenti non comuni, di ricevere visioni da Dio, il sapere di essere tanto amati dal Signore e via dicendo, possono indurre la persona a credersi meritevole di questi donativi e di conseguenza inorgoglirsi. E quando ci si insuperbisce si perde la luce interiore che proviene dallo Spirito Santo, e si può commettere l’errore di ascoltare e seguire realtà non consone al Vangelo e alla verità. Tutto questo il lungometraggio ce lo propone con discernimento, da Spiderman che colmo di vanagloria, si dimentica di Mary Jane e bacia con noncuranza Gwen; il tutto sotto la spinta della folla delirante. E non è forse proprio ciò che avviene in questa società opulenta? Quanti di noi sotto la sferza di un popolo scristianizzato, “bacia” con spavalderia il razionalismo, le eresie, il sesso sfrenato, il denaro, i piaceri mondani o la falsa scienza che i sapientoni prospettano? E poi ci compiangiamo se la nostra anima (Mary Jane), si sente trascurata e tradita? Benedetto XVI “Deus Caritas Est” pag. 80: “Chi è in condizione di aiutare, riconosce che proprio in questo modo viene aiutato anche lui; non è suo merito né titolo di vanto il fatto di poter aiutare. Questo compito è Grazia - …egli riconosce infatti di agire non in base ad una superiorità o maggior efficienza personale, ma perché il Signore glie ne fa dono”.

 

 

Mary Jane conferma a Harry Osborn che l'hanno licenziata; lui confessa che alle superiori aveva scritto un’opera teatrale per lei. Nel frattempo Spiderman bacia Gwen Stacy sul palco; nel vedere questo Mary Jane rimane male e se ne va via: In questo ambito narrativo ci viene visualizzato uno dei motivi del perché a volte coloro che avevano la virtù della Fede, con il tempo l’hanno smarrita. In definitiva, Spiderman che bacia Gwen sul palco, è il versante spirituale che si arrende al peccato, sotto la spinta del mondo edonista (folla delirante del film) e delle proprie passioni. In questo modo si allontana la propria anima (Mary Jane), la quale si trova costretta a capitolare di fronte ad un Io (Harry) divenuto dimentico (Harry che ha perso la memoria) di ciò che è realmente: un figlio di Dio. Harry che non ricorda niente del suo passato, è proprio un’immagine figurata di un Io che avendo perso di vista la giusta direzione da seguire, rimane coinvolto in sentimenti ambivalenti verso la propria parte interiore più vera: l’anima. E per questo motivo che alcune persone sostengono con arroganza, che l’anima altro non è che un'essenza illusoria ed inesistente; creata solo per essere celebrata sui falsi palcoscenici di alcune scadenti opere teatrali. Non ci crediamo? Proviamo allora a chiedere ai razionalisti, cos’è per loro l’anima. E molti di loro risponderanno che l’anima è una credenza per quanti amano vaneggiare nei “palcoscenici” della fantasia. Ed ecco che Harry che ha scritto un’opera teatrale per Mary Jane, effigia proprio i razionalisti e gaudenti, i quali dimentichi della loro reale dignità di esseri umani con un’anima, relegano ed allontanano la loro stessa anima, nei meandri dell’inconscio.

 

Mary Jane chiede a Peter: …quando hai baciato Gwen… chi la stava baciando, Peter o Spiderman? Poi aggiunge: …perché lo hai fatto? Sapevi come mi sarei sentita - Peter risponde a Mary Jane, che lui sa esattamente come lei si sente. Infine Peter raccoglie l'anello dal fondo del bicchiere, colmo di champagne: Naturalmente quando si prediligono i beni temporali e i piaceri passionali alla propria anima, quest’ultima si sente incompresa e abbandonata; proprio i medesimi sentimenti che avverte Mary Jane nei confronti di Peter. E così facendo, la meravigliosa virtù della Fede, proprio come l’anello di fidanzamento di Peter, si inabissa nel fondo del “bicchiere” del peccato. Oltre al resto, Peter che asserisce di capire come si sente Mary Jane, è il medesimo incongruo atteggiamento che hanno le persone che piombano nel peccato, le quali sono assolutamente convinte che quello che compiono è giusto, solo perché lo hanno deciso loro; dimenticando che la verità non proviene dall’essere umano, ma da Dio. Noi possiamo solo aderire alla verità o rifiutarla, ma mai crearla. Questo lo possiamo solo comprendere se accettiamo umilmente il fatto che noi esseri umani non riusciamo ad essere oggettivi e realisti di fronte alla verità, poiché tendiamo, consapevolmente o meno, a mutarla e modificarla a seconda delle nostre esigenze e credenze personali. Esattamente come fanno i plutocrati e dittatori di tutti i tempi, i quali in maniera arbitraria mutano le leggi a seconda dei loro piaceri personali ed esigenze egoistiche; nella stessa maniera facciamo tutti noi esseri umani. Invero, a volte capita che modifichiamo regole, norme e principi, solo perché ci portano maggiori vantaggi personali, o ci permettono di compiere piaceri illeciti senza rimorsi della coscienza. Ma naturalmente in questo modo, non solo neghiamo la verità, ma nei casi più estremi allontaniamo e rischiamo di uccidere la nostra anima; la quale all’inizio ci ricorderà che la stiamo tradendo, per poi venire soffocata e annichilita sotto le “macerie” dei nostri peccati.

Oltre al resto, Peter che bacia Gwen è la persona che pur dando di se stessa un’immagine forte e rassicurante, in realtà nel proprio intimo non lo è affatto. A volte può capitare che i tradimenti e le scappatelle, hanno come radice proprio un sentimento d’inferiorità e di inadeguatezza. Pietro Lombardo: “La vergogna porta gradualmente ad una mancanza di stima di sé. Il ritirarsi in se stessi ci impedisce di utilizzare le nostre strategie - legge dell’avvitamento - e la persona si nasconde sempre più nel suo sentirsi inferiore”. E nel rapporto fisico con un altro partner, si cerca di riempire questa sensazione inconscia di vuoto o fragilità interiore. Si tende fondamentalmente di piacere agli altri, poiché non ci si piace od accetta per quello che si è. A questo punto il rapporto sessuale promiscuo, diviene una sorta di “pillola mentale” per riempire un vuoto interiore; ma naturalmente in realtà è solo un palliativo, visto che il problema non viene risolto nelle sue fondamenta. Mentre Peter che non comprende Mary Jane, è la persona che essendo troppo concentrata su se stessa, non riesce a percepire i bisogni dell’altro. Si pensa sempre che il proprio partner sia un farmaco per curare le nostre ferite, ma così facendo ci si mette nella posizione di esigere, reclamare e pretendere, senza mai concedere nulla. In un rapporto affettivo sereno ed equilibrato, occorre che entrambi i fidanzati o coniugi si mettono nella posizione di donare all’altro amore, comprensione, ascolto, rispetto. Se mancano queste caratteristiche fondamentali, è chiaro che nel corso del tempo nasceranno all’interno della coppia, dei problemi e fratture. Pietro Lombardo: “La prima caratteristica si chiama EMPATIA; significa comprendere l’altro come egli stesso si comprende. Richiede una grande capacità di ascolto dell’altro, entrare in ascolto col suo essere profondo che va al di là delle apparenze, delle parole, degli atteggiamenti, dei comportamenti per comprendere cosa si muove nell’altro. Scoprire come lui stesso si percepisce. Questa caratteristica è importante perché, a volte, degli altri ci facciamo un’immagine sulla base dei nostri bisogni e quindi proiettiamo caratteristiche, proprietà, aggettivi, capacità che non appartengono alla realtà dell’altro, ma sono una nostra proiezione”.

 

Peter e zia May scoprono che il vero assassino dello zio Ben, è Flint Marko, l’Uomo Sabbia. Peter dice a Mary Jane che non ha bisogno del suo aiuto; lei ribadisce che tutti a volte hanno bisogno di aiuto: Il vero assassino dell’immagine di Dio (zio Ben) nel proprio cuore, altri non è che il nostro versante materiale (Uomo Sabbia). Questa consapevolezza, proviene dal “poliziotto” chiamato “coscienza”. Al contempo Peter che rifiuta l’aiuto di Mary Jane, è un’allegoria del rifiuto che un Ego pieno di sé e sommerso dall’egoismo, compie di fronte alle verità che l’anima gli propone. In parole povere, l’anima cerca in tutti i modi di rammentare al proprio Io, del rischio che corre se continua a seguire la via del materialismo e dell’edonismo. Ma se un Io si percepisce forte e potente, rinnega la verità dei fatti… e cioè che noi esseri umani, a causa della ferita proveniente dal peccato originale, siamo tutti deboli, fragili e tendiamo più verso al peccato che verso le virtù. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 2 Novembre 2007: “Tu ami l’umiltà e chiedi all’uomo di essere umile, di riconoscere la sua fragilità per ricorrere alla Tua Forza, vuoi che l’uomo si umilii per innalzarlo, nelle Tue adorabili Mani prendi le piccole viole e Te le stringi al Cuore per farle vivere nel Tuo sublimissimo Amore”. Insomma, un vero atto di umiltà e verità, è quello di ammettere di avere bisogno dell’aiuto e sostegno di Dio; diversamente non facciamo altro che mentire a noi stessi, al prossimo e a Dio. Maria Valtorta “Lezioni sull’Epistola di Paolo ai romani” pag. 123: “Solo Gesù, Uomo-Dio, poté comprendere i peccatori pur non avendo peccato. Per ogni altro maestro è un doloroso bene l’avere, nel poco o nel tanto, ceduto al demonio, al mondo, alla carne, perché nella conoscenza della forza, delle tentazioni e della debolezza propria, acquista la sapienza per essere maestro e medico ai discepoli e ai fratelli peccatori”.

 

Pietro Lombardo: “…si arriva alla convinzione di non avere bisogno di essere aiutati, di poter contare unicamente sulle proprie risorse intellettive o sulla propria forza di volontà. Questo atteggiamento di negazione porta ad essere ipercontrollati, ad attuare un sistema di ipervigilanza mentale, che può diventare controllo ossessivo - spesso a livello inconscio - sulla vita degli altri. Chi non sa riconoscere le proprie ferite farà di tutto per tenerle lontane, per evitare di essere toccato nella sua parte più sensibile e dunque, in diverse modalità, tenterà di porre ad una certa distanza ogni evento rievocatore di situazioni analoghe”. Peter che pur avendone bisogno rifiuta l’aiuto di Mary Jane, è l’individuo che crede di poter badare a se stesso e che altresì non riconosce le proprie ferite inconsce. Quando un fanciullo dai propri familiari non è mai stato ascoltato, capito o compreso nelle sue necessità emotive, crescendo avrà sviluppato una sorta di barriera mentale, contro tutti coloro che cercano di aiutarlo a risolvere le proprie ferite interiori e problematiche psicologiche. Questo proprio perché la persona ha imparato sin dalla tenera età, a non fidarsi ed a non confidare del prossimo; ma esclusivamente a sostenersi sulle proprie forze. Pietro Lombardo: “Quando una persona non si accetta pensa che tutti gli altri non la accettino, ossia proietta il meccanismo sugli altri”. In sostanza, si pensa di non essere abbastanza degni di ricevere aiuto e sostegno dagli altri, oppure si percepisce una strana sensazione di fragilità che procura disagio, e fa avvertire la persona ancora gracile e debilitata come ai tempi dell’infanzia. Sentimenti che sono vissuti come negativi, perché in passato sono stati disprezzati dalle figure genitoriali. Ad esempio, molti educatori quando scorgono il figlio maschio piangere, solitamente gli suggeriscono di comportarsi da “essere ragionevole”, e che gli uomini non piangono e via discorrendo. Crescendo il giovane percepirà e avvertirà i propri sentimenti interiori, come un’espressione di debolezza e impotenza personale, che rischiano di condurlo a rinchiudersi in un mutismo mentale. Pietro Lombardo: “NON SOPPORTIMAO DI FARCI AIUTARE E NON SAPPIAMO CHIEDERE AIUTO perché dentro di noi c’è questa sensazione che non ci meritiamo di essere salvati, guariti, aiutati. È così importante trovare qualcuno che ci ascolti, la confessione… dobbiamo parlare con vergogna della nostra vergogna è il primo passo per liberarci dalla vergogna stessa”.

 

Peter colmo di rabbia, si trova nel letto pensando a colui che ha ucciso lo zio Ben. Improvvisamente il simbionte alieno ricopre il corpo di Peter, divenendo un costume nero. Il professore di scienze proferisce a Peter, che il simbionte ha bisogno di un ospite per sopravvivere; e che può essere difficile staccarsene: Opera scritta dalla Divina Sapienza del 15 Ottobre 2004: “Sapessi, sposa amata, cosa trovo nei cuori al momento della Chiamata! Trovo aridità, freddezza, sentimenti di odio, desideri di vendetta, fiumi di malizia, sai la fine di queste anime: la disperazione e le tenebre sono per loro che non Mi hanno ascoltato, che hanno respinto la Mia Misericordia. Pensi che siano poche quelle che, ogni giorno, trovo in tali condizioni? No, ti dico, sono la maggioranza dei chiamati”. Il sentimento di rabbia e collera che sperimenta Peter, lo conduce inevitabilmente verso sentimenti di vendetta. Questo accade quando non seguiamo gli insegnamenti che provengono da Gesù, il quale ha detto di perdonare settanta volte sette; cioè sempre. Non a caso, se non si perdona coloro che ci hanno inflitto delle sofferenze, ecco che la rabbia, proprio come un simbionte alieno, inizia a foderare la nostra mente con i suoi venefici effetti colmi di risentimento e di rappresaglia. E i giudizi e decisioni che provengono da pensieri colmi di collera ed ira, producono atti e opere colme di vendetta. Ecco che i fatti della cronaca nera sono saturi di omicidi e atti vandalici, che sovente hanno origine proprio da questi sentimenti negativi non controllati e non mitigati dal perdono. E con il passare del tempo è sempre più difficile distaccarsi da questi pensieri negativi, proprio come fa il simbionte alieno su Peter. Possiamo così asserire con certezza, che più si rimane ancorati a pensieri di rabbia e vendetta verso il prossimo, più aumenterà l’intensità di questa collera che, con il passare del tempo, può sfociare in un vero e proprio odio e animosità verso coloro che hanno fatto soffrire. E nei casi estremi può condurre la persona a commettere omicidi, calunnie o ritorsioni. Lettera Efesini cap. 4 vers. 31-32: “Ogni acrimonia e animosità e ira e clamore e maldicenza, sia sbandita da voi insieme con ogni malizia. Siate benigni gli uni verso gli altri, misericordiosi, donandovi a vicenda così come Dio in Cristo donò a noi”.

 

 

Asha Phillips “I No che Aiutano a Crescere” pag. 80: “Un dato allarmante emerso dalla ricerca è che un trauma infantile genera un comportamento violento, non solo nell’infanzia e nell’adolescenza, ma anche nella vita adulta”. Peter che colmo di rabbia viene avvolto dal simbionte alieno, è un’allegoria della persona che non avendo risolto le proprie problematiche psicologiche ed esistenziali, si lascia condurre dalla rabbia repressa divenendo una persona aggressiva e asociale. In definitiva, il risentimento provato per coloro che hanno fatto soffrire l’individuo nell’infanzia, viene traslato su altre persone. Pietro Lombardo “Affettività” pag. 71: “Per Bowlby gli effetti di una privazione totale sono illustrati – da uno studio condotto in un riformatorio inglese su centodue delinquenti recidivi in età tra i quindici e i diciotto anni, che mostrò chiaramente come le insicurezze che derivano da un rapporto insoddisfacente nella prima infanzia, predispongono il bambino a ulteriori pressioni in modo antisociale”.

 

Peter enuncia a zia May che Spiderman ha ucciso l’Uomo Sabbia. Zia May risponde che non spetta a noi decidere, se una persona si merita di morire o vivere. Poi dichiara che lo zio Ben non vorrebbe che si vivesse con la vendetta nel cuore, poiché è come un veleno che ti può sopraffare e può trasformarci in un qualcosa di brutto: Lettera ai romani cap. 12 vers. 18-19: “Se possibile per quant'è da voi, abbiate pace con tutti gli uomini; non vendicandovi da voi stessi, o diletti, ma date luogo all'ira divina, perché sta scritto: A me la vendetta, io darò la retribuzione - dice il Signore”. La vendetta è come un veleno, che ti ricopre la mente e l’anima con i suoi fetori. E non solo, poiché se si rimane sprofondati nei sentimenti colmi di odio e rivalsa, ecco che si schiude la porta del proprio cuore a Satana (simbionte alieno), il re dell’odio e della vendetta. Il quale comincerà ad ispirare alla persona, sentimenti colmi di ostilità ed animosità verso il prossimo. Difatti il dragone infernale, se trova spazio in un cuore colmo di rabbia e odio, ne diviene il padrone impossessandosi della mente e dei pensieri del suo ospite, esattamente come agisce il simbionte alieno nel film. E naturalmente più sarà la rabbia e l’odio avvertiti nel proprio cuore verso il prossimo, più Satana prenderà possesso della mente dell’individuo. Questo evento lo possiamo appuntare da Eddie Brock il quale, dopo essere divenuto il nuovo ospite del simbionte alieno, è diventato molto più mostruoso di quando il simbionte era con Peter. Riassumendo, se adoperiamo amore, comprensione e perdono, ci ricopriamo della “veste” della Grazia che proviene dal Signore (costume di Spiderman, rosso e blu); al contrario se rimaniamo invischiati nell’odio, nella rabbia e nei sentimenti di vendetta, ecco che ci rivestiamo della “veste” sudicia ed atroce di Satana (simbionte alieno). Opera scritta dalla Divina Sapienza del 13 Aprile 2007: “Dalle notizie che trapelano ogni giorno capisco che nel cuore di molti si è insediato proprio il Tuo nemico (simbionte alieno), lì dove c’è grande discordia, forte ribellione, disprezzo della vita, odio, vendetta, ecco, lì si è insediato il nemico Tuo ed opera attraverso i suoi schiavi (Eddie Brock)”.

 

Mary Jane va a trovare Harry, ed infine si baciano. Harry guardandosi allo specchio comincia a ricordare tutto e parla col padre Norman Osborn, il quale gli dice di vendicarlo e di far soffrire Peter. Infine Harry obbliga Mary Jane a lasciare Peter. E quando Peter dona l’anello a Mary Jane, lei dichiara che ama un altro: Harry in questo ambito, effigia l’ombra della persona, che ha deciso di vendicarsi e di seguire l’odio piuttosto che l’amore e il perdono. Il padre di Harry simboleggia la figura di Satana, il quale percependo che la persona fa fatica a perdonare, istiga ulteriormente il versante istintuale dell’individuo (Harry), affinché compia gesti deplorevoli e deprecabili. Non omettiamo infatti di ricordare che ovunque si compie un gesto peccaminoso e contrario all’amore, c’è sempre in penombra l’artiglio di Satana (Norman Osborn); il quale cerca di cogliere il momento giusto per instillare odio, vendetta, rancore, sfiducia, negatività, ansia, rabbia e via dicendo. Lo specchio visualizzato nella pellicola, raffigura il divario che esiste tra il versante consapevole e quello inconscio. Satana ispira e suggerisce i suoi terribili suggerimenti, facendoci credere che vengano solo dalla nostra mente e che lui non c’entri nulla. Per questo motivo molte persone non credono all’esistenza del demonio, e sogghignano a queste asserzioni con sfrontatezza. Ma l’astuta serpe diviene più forte nel cuore di quanti non credono in lui, proprio perché non credendo che esista un nemico da abbattere, non si utilizzano i mezzi messi a disposizione da Dio per sconfiggerlo. Le armi per sbaragliare Satana sono la preghiera, i Sacramenti, le virtù. Mentre Mary Jane che rifiuta l’anello di Peter, è l’anima sconvolta dalle scelte compiute dall’Io della persona, che si lascia sprofondare nella memoria inconscia, abbandonando il versante razionale alle sue false e crudeli credenze idolatriche. In questo passo del film, possiamo notare come si perdi la Fede (anello), allorquando si seguono direttive colme di malevolenza e peccato.

Harry è la persona che non si è riuscita a staccare emotivamente dal proprio genitore dispotico introiettato, il quale proprio come se fosse vivo e presente, gli dichiara di compiere ed agire in maniera totalitaria ed egoistica. In questo contesto, ecco che l’individuo perde la capacità di agire e pensare con la propria testa, e segue inconsapevolmente le direttive egoistiche e autoritarie suggerite dal genitore introiettato nell’infanzia. Pietro Lombardo “La Stima di Sé” pag. 119: “Il bambino inizia molto presto a specchiarsi nella vita intrapsichica del genitore; ciò che avverte scorrere nel genitore, le emozioni, i pensieri, le fantasie del genitore, sono cose che esistono anche dentro di lui”. Un’altra delle tristi conseguenze derivanti dal tallonare ciecamente le direttive introiettate da un genitore tirannico ed avvilente, è che la persona perde il proprio “Vero Sé” la capacità di esistere, pensare ed agire con la propria soggettività. La persona è come scissa e non coesa, e diviene uno zimbello delle idee e preconcetti memorizzati nel passato, senza alcun discernimento critico soggettivo.

 

Il nuovo fotoreporter Eddie Brock ha fatto una foto che dimostra che Spiderman ruba. Ma Peter porta le prove che dimostrano a tutti che è un falso. Eddie viene così licenziato. Peter scopre che il simbionte amplifica le caratteristiche del suo ospite, specialmente l’aggressività: Eddie Brock è sempre un’immagine figurata del versante istintuale della persona, che cerca in tutti i modi di svergognare e debilitare il versante spirituale (Spiderman). Naturalmente le calunnie sono l’unico mezzo per screditare ciò che appartiene alla verità. Difatti quanti dicono di non credere in Dio, in realtà mentono a se stessi e al prossimo. Chi può negare che ci sia un Creatore ed ideatore per ogni essere vivente, pianta, stella od universo che sia? È mai possibile che l’intero creato si sia formato da solo? Nessuno dubita che un bel quadro abbia avuto un pittore a disegnarlo. Ma molte persone pensano che l’universo e tutte le sue creature, si siano formate da sole. Non è questa forse un’enorme e incredibile menzogna? Esiste per forza un’intelligenza superiore che ha pensato, architettato e progettato il mondo con le sue leggi, i corpi con le loro regole dinamiche, il tempo, l’intelletto, i frutti con i loro gusti, sapori, colori, odori e via dicendo. Per realizzare tutto ciò e altro ancora, occorre un progetto ben preciso, e non il “caso”. Il caso non esiste, è solo una delle numerose menzogne di Satana e dei suoi schiavi, che vogliono inoculare nel cuore degli uomini che Dio non esiste. Ma al contempo ecco che se si rincorrono i dettami impartiti da Satana (simbionte alieno) nei cuori di quanti lo seguono, l’aggressività aumenta e diviene odio verso se stessi, Dio ed il prossimo. Esattamente come il simbionte aumenta l’aggressività del suo ospite; in breve, chi ospita nel suo cuore Satana (simbionte), ne diverrà lo zimbello, accrescendo i propri difetti, limiti e diminuendo l’amore, la carità ed il perdono.

 

Il simbionte alieno che amplifica l’aggressività del suo ospite, è una metafora che ci suggerisce come il “Falso Sé” sia un costrutto psichico nel quale non può mancare al suo interno un ragguardevole elemento di aggressività. Questo perché il “Falso Sé” si è formato seguendo una logica estranea alla propria reale identità, e quindi rimane, a livello inconscio, un risentimento e astio verso coloro che non hanno saputo o voluto accogliere la vera identità dell’individuo. È a questo punto che la rabbia verso quanti hanno forzato la persona a sviluppare un “Falso Sé”, viene traslata e proiettata verso altre figure di riferimento, che divengono dei sostituti dei reali persecutori del passato.

 

    

 

Peter conduce Gwen nel locale dove lavora Mary Jane, e comincia a ballare davanti a lei. Dopodiché Peter involontariamente, colpisce Mary Jane. Mary Jane gli chiede …ma chi sei? Peter risponde… non lo so: In questa circostanza Peter è un Io che ha perso di vista la sua missione principale, che è quella di condurre con amore e verità, la propria anima alla salvezza eterna. E quando un Io si sottomette alle concupiscenze e passioni carnali, ecco che vuole indurre la propria anima a seguirlo con la forza (Peter che colpisce Mary Jane). Gwen raffigura ciò che un Io assoggettato al peccato desidera: avere un’anima che lo segue ciecamente, senza opporre resistenza alle sue spasmodiche fami di senso. Ed infine la frase di Peter che asserisce che non sa chi egli sia, ci rammenta che ogniqualvolta perdiamo di vista la verità, e cioè che siamo tutti figli di Dio e che la nostra missione sulla Terra è di raggiungere il Paradiso, in realtà non ci si conosce veramente. Alcuni si domanderanno… e come mai quelli che dichiarano di non credere in Dio, sono così sicuri di sé? Semplice, hanno consapevolmente o meno, eretto delle barriere mentali colme di razionalismo e false credenze, le quali divengono un edificio o costrutto mentale formato di asserzioni e credenze fasulle, sulla quale poggiano tutta la loro presunta forza. Ma questo edificio è un costrutto vuoto e traballante, proprio perché colmo di menzogne; e le menzogne cosa sono? Il NULLA. Maria Valtorta “I Quaderni del 1944” pag. 101: “…saranno strappati e gettati nel nulla, ossia nel baratro dove non è Dio e perciò dove è il Nulla, l’opposto di Dio che è Tutto”.

 

Peter che asserisce di non sapere chi è, effigia la persona che avendo creato un “Falso Sé” a sfavore del proprio “Vero Sé”, si sente scisso non coeso, e fa fatica a non ferire coloro che egli ama realmente (Mary Jane). Dobbiamo difatti considerare come in verità una persona che, per compiacere i propri genitori, è stata costretta nell’infanzia a creare una personalità fittizia, crescendo aumenti anche la propria insicurezza, le proprie paure, ansie e timori. Ed a tutto questo si aggiunge una dose massiccia di aggressività verso se stessi, per non essere all’altezza della situazione. Proprio così, l’aggressività non è solo rivolta verso i propri vessatori, ma anche verso se stessi per non essere riusciti a mutare la propria reale identità interiore, effigiata nel film da Mary Jane. Ed ecco che Peter che colpisce Mary Jane sotto gli occhi perplessi di Gwen, è un Io che propone un modello differente da quello che vuole essere (Gwen) alla propria reale identità (Mary Jane); ma ovviamente a livello inconscio, la reale identità non può mutare, ed ecco che si sviluppa e matura una rabbia rivolta verso il proprio versante individuale.

 

 

Peter comprende che il costume alieno lo ha condotto a tutto ciò, e se lo toglie mediante il suono proveniente da alcune campane di una Chiesa. Intanto nella stessa chiesa, il fotoreporter Eddie Brock, dichiara di volere vendetta su Peter. Infine il costume alieno si scosta da Peter e finisce su Eddie, il quale diviene Venom: Peter che si toglie il costume alieno solo con l’aiuto delle campane di una Chiesa, ci ricorda che unicamente con l’aiuto di Dio possiamo toglierci la “veste” immonda del peccato, e rivestirci con la nuova “veste” della Grazia. Questo evento meraviglioso avviene grazie al Sacramento della Confessione, dove il Signore per mezzo di un sacerdote, ci ridona la Grazia perduta. E difatti Peter dopo essersi tolto il costume simbionte alieno, si riveste con il suo costume rosso e blu; che sono proprio i colori che simboleggiano il sangue (rosso) ed acqua (blu), versati da Gesù Cristo sulla Croce del Golgota. Sangue ed acqua che sono il mezzo con cui Gesù ci permette di rivestirci non solo della Grazia santificante, ma altresì ci elargisce i doni provenienti dallo Spirito Santo; tra cui la fortezza, la sapienza, la pietà e il santo timor di Dio. Essenze necessarie per combattere i nemici della nostra anima: il peccato, il demonio e le false teorie del mondo secolarizzato. Forze negative simboleggiate nel film, dai numerosi avversari che Spiderman deve contrastare.

Eddie Brock che in Chiesa chiede a Gesù vendetta contro Peter, è un’allegoria del falso cristiano che non ha ancora compreso che Dio è amore, e che facendosi uomo ci ha insegnato a perdonare il nostro prossimo, così come egli stesso sulla Croce ha perdonato coloro che lo stavano crocifiggendo. A questo punto non ci deve sorprendere che Satana (costume alieno) penetri con facilità in questi cuori colmi di rancore e vendetta, visto e considerato che il serpente infernale è il re dell’odio. In poche parole, i sacramenti e le preghiere divengono inutili se non addirittura dannose, per tutti coloro che possiedono nel loro cuore sentimenti di odio, rancore, invidia e spirito di vendetta. Tanto da divenire strumenti in mano a Satana (simbionte alieno). Questo penoso evento, lo possiamo annotare anche nel Vangelo, precisamente quando Giuda Iscariota prende la santa Eucarestia con il cuore pieno di odio e peccato; ecco che prontamente Satana è entrato nel suo cuore, facendo divenire l'apostolo traditore, uno zimbello del serpente antico. Benedetto XVI “Spe Salvi” pag. 64: “Nella preghiera l’uomo deve imparare che cosa egli possa veramente chiedere a Dio – che cosa sia degno di Dio. Deve imparare che non può pregare contro l’altro. Deve imparare che non può chiedere le cose superficiali e comode che desidera al momento – la piccola speranza sbagliata che lo conduce lontano da Dio”. Per concludere, Eddie Brock che si trasforma nel terribile Venom, simboleggia la persona in peccato mortale che diviene simile a colui che consapevolmente o meno, segue e tallona: Satana. Non è forse il bellissimo Lucifero, divenuto l’orribile Dragone infernale? La stessa terribile metamorfosi, avviene a tutti i suoi figli adottivi. Santa Veronica Giuliani “Vera Immagine del Crocifisso” pag. 241: “Il peccato è una bruttura e deforma l’anima in modo tale, che nessuno può mai, mai pensarlo con la mente, né capirlo con l’intelletto. Con parole non se ne può dire niente. Io credo che mai più mi si leverà dalla mente la vista dell’anima in disgrazia di Dio”.

 

Peter che si toglie il costume simbionte alieno, è la persona che finalmente comprende che la sua rabbia e odio verso il prossimo, sono essenze che provengono da problematiche psicologiche non risolte, e proprio per questo riesce a liberarsene. Al contrario, Eddie Brock simboleggia l’individuo che non riesce a perdonare coloro che lo hanno fatto soffrire, e colmo di rabbia e risentimento, proietta queste emozioni negative verso coloro che al presente lo hanno ferito. Pietro Lombardo: “Se la vergogna diventa la nostra identità (costume alieno) noi ci identifichiamo in questo sentimento e noi riconosciamo in essa tutta la nostra persona. Dunque, da quel momento in poi non c’è possibilità di redenzione, di gioia, di essere amati, di essere perdonati, perché questa vergogna è sordida, striscia nei meandri dell’anima, crea una nebbia nei nostri pensieri e non ci permette più di vedere chiaro. È una vergogna che in qualche modo potremmo paragonare ad un veleno silenzioso che entra nel sangue, nel cuore nei nostri organi ovunque, si deposita e diventa parte costitutiva del nostro essere”. Difatti non scordiamo che se non perdoniamo e non superiamo le ferite inconsce provocate dai nostri familiari, con il tempo trasleremo e proietteremo questa rabbia e risentimento, verso altre persone. Ecco svelato il motivo del perché alcuni individui ad una piccola offesa, reagiscono in maniera sproporzionata all’offesa fatta, proprio perché alla rabbia attuale si congiunge la rabbia e risentimento del passato. Difatti nel nostro inconscio esiste una sorta di “magazzino” delle emozioni. E i ricordi penosi colmi di risentimento repressi, se non vengono risolti o superati mediante il perdono, rimangono nel “magazzino” dell’inconscio, fino a quando un sentimento simile o affine li fa affiorare. Alice Miller “Il Dramma del Bambino Dotato” pag. 109: “L’impegno politico può essere alimentato dalla rabbia inconscia del bambino che ha subìto abusi, del bambino prigioniero, sfruttato, compresso. Nella lotta contro avversari politici, per esempio, è possibile che tale rabbia venga in parte scaricata, senza che debba essere abbandonata l’idealizzazione della concreta persona di riferimento che si aveva nella prima infanzia. L’antica soggezione può essere allora spostata su figure di leader o su gruppi”.

Peter si lava facendo la doccia, in seguito dice a zia May che ha ferito Mary Jane. Zia May ribadisce che prima di tutto deve perdonare se stesso: S. Matteo cap. 6 vers. 14-15: “Perché se voi perdonate agli uomini le loro mancanze, anche a voi le perdonerà il Padre vostro celeste; ma se non perdonate agli uomini, nemmeno il Padre vostro vi perdonerà i vostri peccati”. Quando ci si accosta al sublime sacramento della Riconciliazione, immediatamente il Signore perdona i nostri peccati e ci lava via le colpe, mediante il preziosissimo sangue di Gesù. Questo sublime evento ci viene mostrato nel film, da Peter che fa la doccia. Ma il perdono del Signore deve essere seguito dal perdonare noi stessi, proprio come zia May suggerisce a Peter. Difatti a volte è più facile perdonare il prossimo che se stessi. Questo può avvenire poiché ancora non si ha compreso che siamo fragili, e portati più verso il peccato che verso le virtù. Non dobbiamo mai dimenticare che dopo il peccato originale, commesso dai nostri progenitori Adamo ed Eva, tutta l’umanità si è indebolita e tendiamo tutti più al male che al bene. Non dobbiamo quindi meravigliarci se propendiamo più verso il male che verso il bene. Tuttavia, questa consapevolezza non ci deve esimere dal lottare con tutte le nostre forze, dall’allontanare le tentazioni che ci spingono a compiere trasgressioni e pervertimenti.

 

 

Zia May che suggerisce a Peter di perdonare se stesso, ci rammenta il modo migliore per riuscire a staccarsi dal proprio “Falso Sé”. Difatti la persona con un’identità fittizia, oltre a fare un esame interiore sulle proprie esperienze traumatiche, deve altresì perdonare se stesso per aver voluto a tutti i costi trasformare la propria reale identità (Mary Jane), sostituendola con una artificiosa (Gwen). In altre parole, la rabbia verso il proprio “Vero Sé” deve lasciare il posto ad un amore incondizionato, rivolto alla propria reale individualità.

 

Mary Jane viene rapita da Venom e dall'Uomo Sabbia. Spiderman chiede aiuto a Harry, il quale adesso è sfigurato dopo la battaglia con Spiderman. Il cameriere Bernard dice a Harry che la notte in cui è morto suo padre, ha notato che il padre è morto con la sua stessa mano. Harry infine soccorre Spiderman, e insieme riescono a sconfiggerli. Nello scontro Harry muore: Harry sfigurato illustra il versante istintuale e legato ai piaceri temporali, che viene sconfitto quando un Io è forte e ripieno di Spirito Santo. E quando avviene questo, ecco che l’Io colmo di amore per la propria anima (Mary Jane), si unisce al proprio versante istintuale (Harry) per sconfiggere Satana, il peccato e i vizi (Uomo Sabbia e Venom). È difatti una falsità asserire che il proprio versante istintuale, è un male in se stesso. Il proprio versante istintuale è ciò che ci aiuta a vivere nel mondo oggettuale e concreto; e diviene un male solo se lo si lascia a briglie sciolte, o se lo si fa divenire padrone del proprio Io. Non scordiamo che Dio ci ha creati perfetti, ed ogni essenza da lui creata ha un fine buono. Tutto il male è giunto dopo che l’essere umano, con il proprio libero arbitrio, ha voluto portare disordine nell’ordine, mediante il peccato. Non si dice anche nel nostro comune modo di parlare …quella è una persona equilibrata e quella no? Ecco che la parola “equilibrio”, calza a pennello per definire questa situazione interiore che ogni persona dovrebbe avere: …la forza di raggiungere un sano equilibrio tra le forze spirituali e quelle istintuali.

 

 

Harry che si unisce a Spiderman per sconfiggere gli antagonisti, è la persona che finalmente fa pace con le figure genitoriali introiettate (Bernard), e comincia ad aggregarsi con il proprio Io nello sconfiggere il “Falso Sé” (Venom). In poche parole, per riuscire veramente a ritrovare la propria reale identità, occorre tornare ai ricordi della propria infanzia, e recuperare memoria dei traumi, frustrazioni ed esperienze colme di rabbia vissute nell’ambito familiare. Dopodiché, mediante l’aiuto di persone amorevoli ed empatiche e con il sostegno delle proprie risorse interne, si riuscirà a sconfiggere e ad allontanare tutto ciò che si contrappone alla propria reale individualità. A questo punto si riuscirà a convivere serenamente con il proprio “Vero Sé”, simboleggiato nel lungometraggio, da Mary Jane.

L’Uomo Sabbia proferisce a Peter che sua figlia stava morendo, e che aveva bisogno di soldi; aveva paura, e altresì senza rendersene conto ha sparato allo zio di Peter. Peter gli risponde che anche lui ha fatto delle cose terribili. Infine Peter lo perdona, dopo di che l’uomo Sabbia vola via: Quando siamo troppo incollati ai beni temporali, anche senza volerlo uccidiamo Dio (zio Ben) nel nostro cuore. Ma la consapevolezza di avere un’anima ammalata (figlia dell’Uomo Sabbia) non deve sconvolgere la persona, né tantomeno farla disperare. Occorre rivalutare la virtù della speranza ed aver altresì Fede in Dio, che egli ci perdona veramente se ci siamo pentiti. Altresì dovremo perdonare noi stessi nel profondo del cuore, e in questo modo tutte le negatività e i pensieri colmi di disperazione voleranno via, come sabbia nel vento. Per concludere, il perdono verso se stessi non deve essere lontano dal perdono per coloro che ci hanno fatto soffrire, o che sono stati la causa volontaria o meno della perdita della nostra Fede. Il perdono è un atto di amore intenzionale e gratuito, che occorre elargire con onestà e carità. Solo allora le tenebre del peccato e i turbamenti dell’anima, scompariranno come polvere spazzata via dal tiepido vento… dello Spirito Santo. “Diario” di santa Faustina Kowalska pag. 846: “Il sentimento non è sempre in tuo potere. Da questo riconoscerai se hai amore, se dopo aver ricevuto dispiaceri e contrarietà, non perdi la calma, ma preghi per coloro dai quali hai ricevuto le sofferenze e desideri per loro il bene”.

 

      

 

Peter si dirige nel posto di lavoro di Mary Jane, e ballano insieme: Quando si torna ad essere vivificati dalla Grazia proveniente dal Signore, quando si allontanano i vizi e i peccati, torna la pace nel cuore. Serenità che proviene non solo da Dio con le sue effusioni di amore, ma che proviene anche dalla nostra anima (Mary Jane), la quale ritrova quell’appagamento e tranquillità che il peccato e la disobbedienza a Dio, avevano allontanato. Ed il meraviglioso ballo compiuto da Peter e Mary Jane, è l’abbraccio che l’Io della persona pentita ha con la sua stessa anima, un abbraccio sostenuto dalla dolce “musica” dello Spirito Santo.

 

Peter che balla con Mary Jane, è un Io che ha ritrovato la gioia di convivere con la propria reale identità. La persona che sa coabitare con il versante più profondo di se stessa, capendo che non tutta la propria personalità è perfetta e coerente. Un Io pacificato dal proprio passato, colmo di patimenti e deprivazioni. Un Io ferito nel profondo, che tuttavia non si lascia trascinare nel baratro del nulla. Un Io che sa cogliere e far progredire le proprie ferite inconsce, facendole divenire delle risorse interne colme di forza ed amore. Un Io che proprio grazie alle sofferenze patite, sa comprendere meglio il prossimo. Un Io che affronta le battaglie della propria quotidianità, sapendo che nel proprio intimo più profondo, esiste una moltitudine di preziosissime esperienze che lo possono aiutare a superare con miglior facilità, le difficoltà della vita di tutti i giorni. Tutto questo lo si intravede da Spiderman, che continua la sua estenuante battaglia contro i suoi numerosi avversari.

 

Frasa.