Casella di testo:

Amanda Lear

Frasa

Il desiderio di divenire una Sfinge, narrato da Amanda Lear... raffigura quello che porta con se, l’essere o divenire famosi. In sostanza si diventa come idoli (sfinge), dove le folle armeggiano l’arma dell’autografo, per tappezzare la propria personalità di quelle qualità intrinseche, che il personaggio famoso possiede

 

Amanda Lear: Diamanti a Colazione.

 

Abbiamo affrontato i messaggi di luce che provengono dai fumetti, dai film, dai racconti epici, e come dimenticare una delle arti più conosciute? La musica. Certo, nella musica sovente poco o per nulla, vengono fatte risaltare le parole e i testi; la musica è la vera padrona che sosta nella mente, confinando in secondo piano il testo della canzone. Ma come non riflettere su un punto fondamentale, mentre mentalmente canticchiamo un motivo musicale, le parole lo portano alla mente con estrema naturalezza e facilità. Parole che sovente, si fissano nella nostra memoria a lungo termine. Tuttavia per parecchi autori, i testi delle canzoni sono solo un pretesto per presentare una musica più o meno carina, ma per fortuna non è sempre così. Ci sono canzoni le cui parole, esprimono concetti che ci conducono a riflettere su questioni di estrema importanza; come il cammino spirituale e morale di ognuno di noi. Amanda Lear. Ecco come un’artista spesso collegata a motivetti allegri e da discoteca, possa in alcune circostanze, essere un’autrice che colloca la sua attenzione, su problematiche di ordine psicologico ed esistenziale.

 

Ma prima di addentrarci nei meandri della metafora, è bene ricordare che Amanda è stata la musa ispiratrice di alcuni musicisti rock, come ad esempio i Rolling Stones; i quali gli hanno dedicato una canzone (“Miss Amanda Jones”), all’epoca in cui era legata affettivamente a Brian Jones.

 

E come trascurare una delle copertine più affascinanti, del gruppo dei “Roxy Music”? Dove si nota Amanda con una pantera nera al guinzaglio, mentre sinuosa passeggia in una oscura cittadina.

Persino David Bowie, l’ha voluta in uno show televisivo. Ma tutte queste esperienze con alcuni guru della musica rock, non hanno fatto altro che ricordare ad Amanda, che non è solo una fotografia da ammirare, ma che è una persona con un’anima assetata di conoscere... crescere... e amare. Concetti espressi nel suo primo album “I Am a Photograph”, dove Amanda esprime per iscritto, come dietro un’immagine sorridente, si cela una persona che anela ad essere capita e compresa.

 

      

Come non scorgere in tutto questo, un aspetto spesso trattato nei nostri articoli? Rimanere insieme con una persona solo per il suo aspetto attraente, significa non prestare interesse alla sua essenza interiore. E quando ci si accorge che la persona che abbiamo al fianco, inizia ad amare, soffrire o piangere, cosa avviene? Ci risvegliamo da un sogno illusorio, senza più sapere come comportarci. Ed è in questa situazione di apatia, che sorgono domande del tipo: “Ma perché mai, ti lamenti? Che cosa vuoi ancora da me? Non ti basta sapere che sono presente?”. Già, la presenza corporea, viene considerata l’essenza fondamentale del tutto... una realtà opprimente e recalcitrante che non permette all’essenza interiore di esprimersi, e di iniziare a costruire un vero rapporto affettivo. Rapporto basato non esclusivamente su una sagoma che deambula, ma su una realtà morale e spirituale.

 

         

Ma ora diamo uno sguardo ad uno dei brani dell’album “Never Trust a Pretty Face”, precisamente al testo di “The Sphinx”:

Vorrei essere una silenziosa ed eterna sfinge... non voglio alcun passato... desidero solo cose che non possono durare... non posso nemmeno piangere... sebbene Dio sappia quanto ci provi... una sfinge non può piangere... una sfinge non muore mai...

 

Il desiderio di divenire una Sfinge, narrato da Amanda Lear... raffigura quello che porta con se, l’essere o divenire famosi. In sostanza si diventa come idoli (sfinge), dove le folle armeggiano l’arma dell’autografo, per tappezzare la propria personalità di quelle qualità intrinseche, che il personaggio famoso possiede.

 

 

Ecco cosa si aspetta il mondo edonista da un artista... lo si percepisce ed avverte, come una sorta di idolo che ha il compito di far ridere, sognare... ed altresì che sia in grado di far dimenticare i propri problemi. Un essere filiforme che non deve mai errare, e a cui bisogna abbeverarsi come esseri assetati che strisciano nel deserto. Già, deserto... allegoria della nostra povertà interiore.

 

E al fianco di una Sfinge cosa si trova? La famosa Piramide... nel cui interno, come mummie avvolte dalle bende del razionalismo, siamo depositati nel sarcofago del collettivismo. E circondati da cibi avariati e da cariatidi assonnate, riflettiamo su quello che ci circonda... che altro non è che un’enorme piramide di menzogne. Piramide che non ci permette di far filtrare il sole della verità, nei nostri cuori.

 

E i tesori che albergano al nostro fianco? Certamente non ci faranno risvegliare, dal torpore spirituale in cui ci troviamo.

Il dualismo che abbraccia il nostro essere, viene così visualizzato da una gigantesca e solitaria sfinge... Una sfinge che rimane ancorata alla terra, mediante il suo corpo bestiale... e che nel proprio intimo, anela al volo dello spirito... volo raffigurato dalle sue portentose ali.

 

 

Una sfinge che chiede al nostro “IOcosciente... cosa vuoi essere? Un essere bestiale, oppure un essere con un’anima? Ecco il famoso quesito a cui non si vuole rispondere, se non con assonnati cenni del capo... esistere come creature ancorate alla terra, o aspirare alle vette del cielo? Diavolo o angelo?

 

...nessun passato... 

 

è chiaro che il personaggio famoso, per divenire un vero idolo in pasto alle folle, non deve mostrare di possedere un passato semplice e bonario; ma deve mostrarsi con un “curriculum vitae” colmo di fatti sconvolgenti e singolari. Ed ecco che si riveste l’idolo, di ciò che alla folla interessa maggiormente...  l’idolo deve essere sicuro di se... sempre truccato a puntino, vestito con abiti mozzafiato, definizioni all’ordine del giorno, con un passato da dimenticare, frasi sempre nuove e ricche di scalpore.

 

...desidero solo cose che non possono durare...

 

Vestiti, cotillon, gioielli, macchine, sesso... non sono tutte essenze, che durano il tempo di uno starnuto? Ecco che l’idolo “sfingesi imparenta con l’ossessivo tormentone, che la società corpulenta desidera con tutte e sue forze. Basta osservare tutti gli idoli che l’umana società del consumismo ha innalzato fino ad oggi, per poter osservare con discernimento come la fastosità ed il pseudo nonnulla, siano elargiti con tracotante voluttà.

 

...non posso nemmeno piangere...

 

E chi vuole vedere un idolo che piange e soffre? Ecco che la persona idolatrata, diviene un simbolo di allegria e baldoria... E guai a mostrare il proprio lato sensibile! La società non ama scorgere la cosiddetta “debolezza”, nei suoi eroi. E Amanda Lear ci ricorda, che gli applausi a volte riempiono un vuoto, che la stessa folla ha creato. Proprio così... esiste una sorta di connubio letale, tra il divo e i suoi fans; connubio che porta a fagocitare la persona idolatrata, per divenire come lei... E così... prima si forgia l’idolo, e poi lo si divora e distrugge. Difatti sappiamo tutti bene, che la metafora del divorare, equivale a impossessarsi intimamente di ciò che si ha appena ingurgitato. E finito un idolo... che cosa avviene? Molto semplice, se ne crea un altro. Si sa come vanno le cose... la fame fagocitante, aumenta...

 

...sebbene Dio sappia quanto ci provi... 

 

ìEcco che finalmente l’anima cerca ristoro da tutto questo orrore, e chiama il proprio “” a fare qualcosa... ma cosa? Chiamare Dio. L’Unico in grado di soccorrere la persona idolatrata, a fuoriuscire dalla sua penosa condizione di vittima sacrificale.

...una sfingenon muore mai..

 

Quante volte osserviamo idoli del cinema, della TV o della musica, che sono in realtà defunti... ma che per noi non lo sono? Ecco che il divenire famosi, offre una falsa sensazione di immortalità. Ma certo! Tutti si ricorderanno sempre di te, delle cose che hai cantato, scritto, recitato... perciò... perché compiangersi? Le folle conosceranno le tue opere... ma nulla sapranno dei tuoi sentimenti... delle tue paure... solitudini... sofferenze... sconfitte... amarezze... di coloro che ti hanno tradito... saranno tutte entità sepolte nei meandri di un cuore trafitto dall’indifferenza di una folla, costantemente alla ricerca del superfluo.

E l’anima? Abbandonata ed ignorata, salperà verso l’orizzonte del fato. E per finire, le masse volteggeranno intorno all’idolo, con sgargianti sorrisi da iena ridens... aspettando l’inevitabile caduta, per poi dileguarsi verso altri lidi, verso altri orizzonti di immorale povertà intellettiva. E l’idolo...? L’idolo rimarrà attorniato dal deserto dei cuori delle folle ormai satolle, e alla ricerca di fallaci vanità... in breve... l’idolo resterà con il proprio cuore, grondante di lacrime... ed in perenne attesa... esattamente come una sfinge che rimane statica sotto l’arido sole, della tanto agognata fama... Tutto questo naturalmente, se non si avrà l’accortezza di tornare da Colui che ci ama davvero... Gesù.

Ma ora diamo uno sguardo ai testi scritti da Amanda Lear, nel suo Album più conosciuto: “Sweet Revenge”. Amanda Lear all’apertura dell’album, scrive: Questo album è la storia di una ragazza che ha venduto l’anima al diavolo. Una ragazza solitaria, disincantata dalla società in cui vive... non ha amici, fino al giorno in cui lei ascolta la tentazione offerta dal diavolo; il quale le promette qualunque cosa ella desideri (Follow Me). Il suo primo desiderio è la ricchezza (Gold) e poi desidera divenire famosa. E dopo essere andata dalla madre per chiedergli un aiuto (Mother, look what they've done to me) la ragazza scappa via (Run Baby Run) e si ritira nella solitudine e nei ricordi. La ragazza finisce per rinunciare ai suoi bisogni egoistici, dopodiché offre il suo amore ad un uomo (Follow Me, reprise) che veramente l’ama. Questa è la sua “dolce vendetta”, sulla proposta del diavolo...”.

 

Follow Me: seguimi... sono la notte... sono il tuo destino... seguimi... dammi la tua anima, ti donerò la vita, e tutte le cose che vuoi ottenere... seguimi...  

 

Le parole di Amanda Lear sono talmente chiare e concise, che non resta che aggiungere ben poco. Anche se non lo vogliamo ammettere, nel momento in cui finalizziamo la nostra esistenza su cose o oggetti prettamente materiali, inevitabilmente perdiamo l’anima... ma in che senso? Nel senso che incominciamo a non percepire più chiaramente, le esigenze e i richiami che provengono dal nostro essere profondo. In parole povere, quando bramiamo e focalizziamo tutte le nostre azioni nel desiderio continuo di possedere i beni terreni, ecco che annebbiamo la nostra anima; e con il tempo non riusciamo più ad avvertire il bisogno che ha l’anima di nutrimento spirituale e di amore.

 

Basta osservare i tiranni e autocrati di ogni secolo, per comprendere con estrema veridicità questo concetto... i loro occhi sono ferrei e senza pietà... bramano ed agognano in continuazione, nonostante possiedano molteplici case, automobili, vestiti e quant’altro. Questa insoddisfazione perenne, è il risultato di una errata concezione dell’essere umano, visto e considerato solo come un enorme “armadio mobile” da rimpinzare. Quello che ne consegue, è che l’avidità e l’avarizia iniziano a prendere il possesso di un cuore, e tutto viene poi rivolto su questo binario. Le persone che si incontrano, vengono percepite unicamente come degli esseri da spolpare... diminuirà il rapporto empatico non solo verso le persone, ma anche verso gli animali e la creazione.

 

Ecco come mai ci sono persone che desiderano osservare lotte tra animali... ed altresì esistono individui che non si fanno scrupoli nel produrre cibi transgenici. Certo... ecco sopraggiungere gli scienziati corrotti dal denaro, che per giustificare i loro ignobili atti, asseriscono che tutto quello che fanno... è finalizzato per saziare le popolazioni povere... ma guarda caso... omettono di dire che ci sono milioni di tonnellate di pomodori e verdure, che vengono gettate via per non far crollare i prezzi... ecco che si torna al vecchio discorso del denaro... bisogna aggiungere altro?

 

seguimi... ti darò le ali, ti renderò famosa... seguimi... sono la chiave dei tuoi problemi... seguimi... avrai una nuova identità... seguimi... per un secondo di vanità, desidero cambiare il tuo destino... seguimi..

 

Per un secondo di vanità... e la nostra vita, paragonata all’eternità... non dura il tempo di un secondo? La fama e il guadagno, ci vengono mostrati come dei miraggi da seguire con freddezza e determinazione. È vero... si diviene celebri e ci si getta in pasto alle folle fameliche... ma poi come un lampo improvviso, in un cielo oscurato dal vuoto... tutto si eclissa... e rimane solo la sensazione di aver venduto una parte di se stessi... a chi? Al nulla.

 

 

Cambiare identità... e non sono forse la fama e la vanagloria, che mutano il nostro “Vero Sé”? Essere dei divi, presuppone un annientamento interiore... bisogna infatti apparire come il pubblico declama a gran voce... Ed ecco che persone sensibili e timide, divengono come per incanto, dei guerrieri acerbi e forzuti... che affrontano le peripezie di una società volta allo sfasamento interiore...

 

Seguimi... Seguimi... ritorna a riecheggiare l’ululato dei mass media, che ininterrottamente continuano a proporre ai giovani, dei modelli di perfezione fisica. Modelli di vacuità e superficialità mentale, che vengono repentinamente proposti come simboli di un benessere solo esteriore.

 

Seguimi... Seguimi... E così... ecco ragazze anoressiche, avvinghiate alle immagini di tracotanti modelle, le quali da una passerella echeggiano il loro corpo strumentalizzato e finalizzato a servire il “guru” della voluttà...

 

 

Seguimi... Seguimi... che tristezza osservare quei ragazzi aitanti, i quali invece di sviluppare una interiorità... incrementano i propri muscoli... soccorsi dall’ultima novità nel campo della “pillolina” metabolizzante. E che dire del cantante rabbioso, che frantuma la propria chitarra, rendendosi forte agli occhi di coloro che privi di autostima... non sanno come liberare e gestire la propria rabbia? Vogliamo conoscere l’insegnamento che deriva da questi atti? Semplice, si apprende come esprimere la propria rabbia, senza pietà verso nessuno...

 

Seguimi... Seguimi... la frase continua a tormentare i giovani che seguono le ultime tendenze sessuali, sentendosi liberi (?) di esprimere la propria emancipazione. Il risultato, è che si giunge ad essere soggiogati e incatenati dalla famelica ed insaziabile... lussuria. La quale, come una novella maga Circe, circuisce le proprie vittime... per poi renderle dei libidinosi verri.

 

            

Invero, ecco che le persone perdono la propria vera identità interiore, credendosi solo degli oggetti in mano al prossimo... E a tal punto, la domanda più frequente è sempre la stessa: “Ma come fai a essere così sensuale? ...che vestito sensuale... che trucco sensuale... che cibo sensuale... che parole sensuali...”. Siamo diventati tutti come bambole gonfiabili, che marciano verso un destino amorfo.

 

Seguimi... Seguimi... La prima ruga... la smagliatura... il capello bianco... diventano come frecce che colpiscono le persone... le quali impaurite e atterrite da tanto “orrore”, corrono ai ripari stiracchiando il proprio corpo, come fosse una mozzarella...

Seguimi... Seguimi...

 

 

                

Gold: ...affascinante, inebriante... oro... oro... oro...

 

Il colore dell’oro, è il colore dell’assoluto... tutto si può prendere e comprare... tranne la smarrita anima, che al vedere la nuance gialla dell’oro... come una fanciulla fugge via... lontano... lontano... ma da chi? Dal proprio IOprotervo.

 

Oro... Oro... Il denaro serve per cancellare il sapore amaro del nostro Sé... che langue solitario aspettando una mano che delicatamente lo riporti al centro del cuore... ma cosa avviene? L’oro opprime... l’oro agguanta... la mente viene inebetita da quel colore...

 

Oro... Oro... come non rimanere incantati ad osservare quella leggiadra sfumatura, che ha avvinghiato a se... così tante persone? Catene sagaci, che arroventate di passione, legano gli individui che si sono persi nell’inebriante... incitante... febbricitante... Oro... Oro...

 

Oro... Oro... devo guadagnare di più... non posso vivere senza una villa di tre piani... non posso resistere al dolore della mancanza dell’oro. O dolce oro... come sei lontano da quei giorni bui... tu mi doni la luce della speranza... fai allontanare da me, i riverberi ingannevoli del passato... sei oro... oro... luccichi come una stella... la quale ormai decaduta e infranta in mille sospiri, mi richiama alla mente che sei oro... oro...

 

Oro... Oro... Ma cosa succede? Sei tu la mia luce... no... non è possibile... ora ci vedo bene... sei oro... oro... ma sei spento... anzi, sei proprio tu che hai smorzato nel mio cuore, la vera luce... quella della mia anima... oro... oro...

 

Mother, look what they’ve done to me...

 

...mamma,  guarda cosa mi hanno fatto... lui mi ha dato una piccola bambola rotta... ma ha rubato la mia anima... Mamma... Perché tutta questa vergogna? Mamma... Perché tutto questo dolore? Mamma... Spiegami. Mamma... mamma! 

 

Ecco cosa dona il mondo nelle mani di tutti noi... una piccola bambola rotta... raffigurazione della propria essenza interiore spezzata, smarrita, corrotta... da cosa? ...da tutto quello che il mondo edonista, propone come modello di raffinata bellezza... Ecco che si spezza la nostra vera identità, corrosa dalle menzogne e dalle artificiose illusioni che annichiliscono l’individuo, rendendolo un giocattolo che a furia di usarlo, si rompe... ma la voce accorata dell’anima urla la parola, madre...

 

Oh madre, aiutami a capire chi sono... dove sto andando... mamma... aiutami a comprendere le ferite che lacerano il mio cuore... mamma... guarda quell’uomo... le sue mani sono appisolate sul mio corpo... le uniche carezze che esprimono una sensazione di affetto... quelle carezze che tu non mi hai mai dato... madre... i tuoi occhi alteri, si allontanano da me... e io sento un vuoto dentro che mi attanaglia... ed è allora che si incomincia a carpire le carezze... sì, proprio così... da coloro che sembrano attratti da me... no... non da me... ma dal mio corpo... mamma... guarda cosa mi hanno fatto... hanno spezzato la mia anima... hanno giocato con il mio corpo... mamma... perché non vedi, pur osservando? I tuoi occhi oltrepassano il mio essere... e non si soffermano sulla mia anima assetata di amore...

 

madre... ti vedo correre dietro le illusioni concepite dai cosiddetti potenti... ti osservo gioire di fronte a dei freddi gioielli... quel sorriso che manca nel mio cuore, e che mi ricorda il tocco glaciale di coloro che dicono di amare... ma in realtà, non amano altro che l’immagine distorta di se stessi...

 

mamma... stanno saccheggiando la mia anima... non te ne importa niente? Mamma... hai ragione sai...? ...l’anima non si vede... ma il mio cuore spezzato, mi assicura che esiste...  mamma... ormai sola... spero nella madre del cielo... colei che mi ascolta anche nel silenzio... come dici? Devo fuggire...? ...correre via?

 

Run Baby Run: Baby ...fuggi ... fuggi via, dal suo sorriso ... fuggi ...fuggi via, dalle sue menzogne ...fuggi ...fuggi via, dalle sue braccia ...fuggi ...fuggi via, più che puoi... niente più lacrime, niente più errori ...fuggi ...fuggi

 

Amanda Lear descrive con discernimento, quale sia il primo passo per allontanarsi dalle tentazioni del senso e del denaro: fuggire via. In sostanza, bisogna allontanare da sé... pensieri, cose e persone che ci spingono a vivere, imprigionati alle concupiscenze. La corsa che compie la ragazza del testo della canzone, è la corsa dell’anima che con forza e determinazione cerca una sua dimensione più reale e veritiera.

 

Follow Me, reprise: fidati di me... vieni da me... sarò il tuo amore... ti sto aspettando da tutta una vita... seguimi...

 

Esattamente... tutta una vita... ecco che Gesù con la sua ineffabile e infinita pazienza e tenerezza, ci attende per donarci il suo amore. Sovente abbiamo potuto constatare come la figura del Principe, sia una delle allegorie di Gesù. Amanda Lear pone in risalto questo aspetto, raffigurando Gesù... nell’uomo che finalmente dona pace e serenità alla ragazza (anima), in fuga... donandogli quello che in realtà stava cercando da sempre... l’amore.

 

Amanda Lear regina degli scandali... Amanda Lear regina dell’ambiguità... Amanda regina della Disco Music... sono tutti d’accordo su questo... come una regina la si incorona,  per adempire la sua carica di regnante... e mentre tutti divertiti ballano le sue canzoni, in una sala colma di ipocrite luci soffuse... pochi si accorgono che la sua corona... la sua bellissima corona... è formata da spine.

 

Frasa.

 

Per concludere, riporto il pensiero che Amanda Lear ha scritto nel retro del suo Album “Diamonds for Breakfast” che proferisce:

 

 

 “Per me... ogni lacrima, ogni frustrazione, ogni mal di testa... è un prezioso diamante che indugia nella mia mente. Esperienze positive o negative, soddisfazioni e sofferenze, sono le ricchezze delle quali vado fiera. Ho pietà di coloro che sono senza sentimenti... poiché non hanno... diamanti a colazione”.