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Harry Potter: I Doni della
Morte.
Frasa
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Un
bambino per sviluppare correttamente
la propria individualità
e facoltà intrinseche,
abbisogna di persone che siano
empatiche ed amorevoli;
di individui che sappiano
comprendere il fanciullo
intimamente, sapendo cogliere i suoi disagi,
ansie e timori. E per realizzare
tutto questo, occorre mettersi nei panni di colui che
si vuole aiutare. Evento esposto nel romanzo,
dagli amici di Harry
Potter che prendono
le sue sembianze
fisiche.
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Harry Potter: I Doni della Morte.
Harry Potter viene a sapere
che Silente ha avuto dei problemi familiari non indifferenti. Aberforth, il
fratello di Silente, non è un grande amante dei libri, preferisce risolvere
le dispute con un duello piuttosto che con una discussione pacata.
Kendra, la madre di Silente, muore e poco tempo dopo si
spegne anche la sorella Ariana: Aberforth effigia la persona che pur essendo buona,
non riesce a placare il proprio versante collerico ed iroso. Questo evento ci
ricorda che tutti noi esseri umani, possediamo dei difetti e vizi più
imponenti di altri. Ad esempio c’è chi cade più facilmente in peccati di
gola, chi di lussuria, chi d’ira, chi di invidia,
chi di orgoglio e così via. Per raggiungere un
equilibrio tra i nostri impulsi viziosi e gli insegnamenti che Dio ci ha
affidato, vale a dire essere temperanti, pazienti, umili e virtuosi, occorre
la buona volontà, la preghiera e il ricorso ai Sacramenti. In questo modo con il
passare del tempo, si riuscirà a diminuire e mitigare le proprie
intemperanze. Al contrario, se non prestiamo attenzione ai nostri vizi e
tendenze peccaminose, ecco che rischiamo di far morire la nostra anima per
sempre; evento raffigurato nel racconto, dalla morte della madre e sorella di Aberforth. Lettera
ai Colossesi cap. 3 vers. 5-9:
“Mortificate dunque le vostre membra terrene, cioè la fornicazione, l'impurità, la libidine, la prava concupiscenza e
l'avarizia che è un'idolatria; per le quali cose piomba l'ira di Dio sui
figliuoli della incredulità; in quelle anche voi camminaste una volta quando
in mezzo a quei visi vivevate. Ma ora buttate via
anche voi tutte codeste cose: ira, animosità, malizia, bestemmia, turpiloquio che possa uscire
dalla vostra bocca”.
Pietro Lombardo: “Per loro vale essere vincitori nella comunicazione, e un modo per
arrivare a questo scopo è quello di diminuire l’altro. Più gli altri sono scarsi, più io sono bravo. È un modello di critico ad oltranza. Dietro questo atteggiamento
c’è in realtà un forte senso di impotenza psicologica, ed un senso forte di aggressività
latente e rabbia, che trova in qualche modo sfogo attraverso la continua
critica”. Aberforth è l’individuo
che non sa reagire alle frustrazioni della vita in maniera equilibrata ed ottimale, proprio
perché nel corso del tempo, ha accumulato dell’aggressività senza poter controllarla. Difatti molti genitori, non
prestano attenzione ai sentimenti dei loro figli. In parole povere,
l’attenzione di molti educatori verte soprattutto sui risultati scolastici,
sul vestiario e sulle attività sportive dei loro discendenti, e trascurano di
chiedere ai
loro figli che emozioni e reazioni hanno avuto nelle frustrazioni quotidiane;
ad esempio nel rapporto con i compagni di scuola o con gli insegnanti.
Sovente si vive insieme senza realmente conoscersi. Si nutre il corpo e si
sfama il versante razionale con un’assordante cultura, ma si priva il proprio figlio del “nutrimento” dell’anima: l’ascolto. Ecco che allora nel giovane germoglia l’ansia,
l’insicurezza, le negatività, i pensieri divengono ossessivi, e con il passare del
tempo si accresce la rabbia. La quale se non viene
incanalata ed elaborata, può sfociare in atti vandalici, esplosioni di ira, in
diatribe dirompenti e via dicendo.
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Harry Potter intravede in uno specchio, gli
occhi azzurri di Silente: Harry che scorge improvvisamente in uno specchio gli
occhi azzurri di Silente, simboleggia la persona che seguendo i dieci
comandamenti, le preghiere e le virtù, sa perfettamente che Dio (Silente) gli è
accanto a confortarlo ed aiutarlo in ogni situazione della vita. A questo
riguardo, dobbiamo tener presente che uno degli attributi del carattere santo di Dio, è l’Onnipresenza. In sostanza, il Signore è presente ovunque in
qualsiasi luogo. Ma soprattutto il Signore è vicino
a coloro che lo amano e che seguono i suoi insegnamenti. Per cui anche nelle prove più
difficoltose, nella sofferenza, nelle tribolazioni della vita e in qualsiasi
altra avversità, occorre ricordare che Gesù è sempre al nostro fianco,
pronto a prestarci aiuto e sostenerci.

Harry è
l’adolescente che, prima di affrontare una dura prova, ha bisogno di specchiarsi, di
ritrovare forza e sicurezza nel genitore
introiettato (Silente). Difatti ognuno di noi nel corso della
propria infanzia ed
adolescenza, inconsapevolmente memorizza gli atteggiamenti ed opinioni dei
propri genitori o figure di riferimento, nel “magazzino” della
propria memoria inconscia. Questo processo mentale, è necessario per aiutare
il giovane ad affrontare le difficoltà e tribolazioni della vita. Pietro Lombardo: “Tutti i bambini hanno bisogno di sentirsi amati in maniera
incondizionata, per lo meno all’inizio della relazione. Senza questa
benevolenza affettiva, il bambino non può specchiarsi positivamente, e dunque non può capire chiaramente chi
è. Tutti, prima di diventare una persona che ha un’identità propria, abbiamo
avuto bisogno di volti in cui rispecchiarci, in cui riflettere delle parti di noi stessi”.
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Gli amici di Harry Potter per salvarlo da Voldemort,
mediante il polisucco, prendono le sembianze di Harry. In tutto sono sette: Gli amici
di Harry Potter che prendono le sue sembianze, sono un’allegoria di tutti coloro che per aiutare un’anima a salvarsi, prendono su di
sé la loro Croce con amore e speranza. Difatti per salvare l’intero
genere umano, Gesù ha portato una pesantissima Croce, e quanti lo amano
in verità, agiscono come il maestro. Per cui, quando siamo sottoposti a
sofferenze e patimenti, cerchiamo di offrirli a Gesù
e Maria, per la salvezza delle anime. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 4
Febbraio 2008: “Dio è continuamente offeso dalla superbia umana, dalla grande
indifferenza, dalla incredulità; riparate, riparate offrendo preghiere, sacrifici e, con l’adorazione, pregate per
chi non prega, sacrificatevi per i poveri peccatori che si rotolano nel fango
e non supplicano il Perdono”. Al contempo,
i sette Harry Potter, simboleggiano le tre virtù teologali (Fede, Speranza e Carità) unite alle virtù cardinali
(Fortezza, Temperanza, Giustizia e Prudenza), le quali sono essenziali per
fronteggiare il nostro eterno nemico: Satana, che nel racconto viene visualizzato dalla figura raccapricciante di Voldemort.


Gli amici di Harry che prendono le sue sembianze per proteggerlo da
Voldemort, simboleggiano i familiari, amici e conoscenti di un fanciullo, che per aiutarlo a crescere e svilupparsi con
equilibrio, cercano di entrare in sintonia con i suoi sentimenti e problematiche interiori. In
poche parole, un bambino per sviluppare correttamente la propria
individualità e facoltà intrinseche, abbisogna di persone che siano empatiche ed amorevoli; di individui che sappiano comprendere il
fanciullo intimamente, sapendo cogliere i suoi disagi, ansie e timori. E per
realizzare tutto questo, occorre mettersi nei panni di colui che si vuole aiutare. Evento esposto nel romanzo,
dagli amici di Harry Potter che prendono le sue sembianze fisiche.
Silente ha dato una missione ad Harry
Potter, e cioè distruggere gli Horcrux. Difatti Voldemort ha diviso l’anima
mettendola in diversi Horcrux. Hermione enuncia che dividere la
propria anima, rende instabili: Quando una persona si attacca ai beni materiali
idolatrandoli, ecco che la propria anima si separa ed allontana dall’amore
per Dio; e per questo motivo diviene instabile. A questo riguardo gli
Horcrux, che sono degli oggetti su cui Voldemort ha infuso parte della sua
anima per sopravvivere oltre la morte, altro non rappresentano che i beni
materiali a cui un individuo ha deposto tutte le sue speranze. Non scordiamo
che il primo comandamento asserisce che solo Dio va amato
sopra qualunque altra cosa o persona, e quindi coloro che idolatrano gli “Horcrux”
chiamati denaro, i beni materiali, la scienza, l’oro, i possedimenti, il
sesso, il potere, i vestiti od oggetti vari, ecco che subitamente divengono
dei nemici di Dio. E come possiamo osservare dalle
nostre esperienze quotidiane, quanti vivono esclusivamente per i beni temporali ed i vizi, divengono avari, astiosi, egoisti,
prepotenti, insensibili, menzogneri. E nei casi più
gravi, diventano ladri ed assassini. Il racconto narrativo ci suggerisce che
per sperimentare una vera felicità interiore e stabilità
esistenziale, occorre utilizzare i beni temporali come strumenti per
vivere la propria esistenza terrena con più agio e comfort, ma senza per
questo idolatrarli. Piuttosto occorre pensare che la vita terrena altro non è che un banco di prova, per saggiare la nostra buona volontà e
l’amore che proviamo per Dio e per il prossimo. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 5 Ottobre 2005: “Figli amati e tanto cari
al Mio Cuore, le cose del Cielo sono stabili e durature. Se l’uomo
sceglie la terra (Horcrux) diviene schiavo
della sua instabilità, se sceglie il Cielo si prepara ad un infinito di
Felicità con Dio (Silente)”.

 Silente in questo ambito narrativo, è la figura di un genitore
amorevole e previdente che suggerisce al proprio figlio (Harry), che per
sviluppare ed accrescere la propria identità, deve superare i pensieri negativi ed esperienze
traumatiche (Horcrux), sperimentate nell’infanzia; mediante una ricerca
interiore che faccia luce sui patimenti passati, per poi sanare le parti
ferite dell’Io. Robin
Norwood: “Ricordare e rivivere le esperienze di quel
periodo tremendo, richiese tutto il suo coraggio e la sua perseveranza. Ma
finalmente, Jerry riuscì a rimettere insieme tutti i frammenti del
suo corpo fisico, emozionale e mentale devastato tanto
tempo prima dalle violenze dello zio e rimasto bloccato; come
anestetizzato, da allora. Dovette cioè rimembrare e
reincorporare quelle parti del suo Io e della sua esperienza, che aveva seppellito per allontanarle da sé”. Ogni
essere umano sperimenta nella propria esistenza dei fatti dolorosi e
traumatici (Horcrux), e se un individuo rimane troppo congiunto ed
avvinghiato ad essi, può divenire instabile ed
ansioso. Difatti se questi eventi traumatici rimangono isolati e troppo
impregnati di negatività o
non vengono risolti, possono procurare problematiche
psicologiche come stati di ansia, conflitti interiori, psicosi, rabbia,
fobie. Occorre allora afferrare la “spada” (spada di
Grifondoro) della verità e conoscenza, e con l’aiuto di un genitore
benevolo, si possono rielaborare le esperienze negative del passato
(Horcrux). Alice
Miller:
“Soltanto dopo che Anita è riuscita a vivere le proprie emozioni accanto a Susan, soltanto dopo
che ha scoperto in sé la paura (Horcrux) precoce
suscitata in lei da una madre chiusa a ogni
emozione, è riuscita a liberarsene”.
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Silente lascia a Ron il Deluminatore,
che ha il potere di risucchiare la luce da un luogo
e di riportarvela. Ad Hermione Silente dona un libro di favole. Infine Silente regala ad
Harry Potter un boccino,
che si usa per le partite di Quidditch, e la spada di
Grifondoro: “Diario” di santa Faustina Kowalska pag. 612: “Ci sono nella vita
degli attimi e dei momenti di conoscenza interiori, cioè di illuminazioni inviate da Dio, durante le quali
l’anima viene istruita su cose che non ha letto in alcun libro, né le sono
state insegnate da alcun uomo. Sono i momenti delle conoscenze interiori che
Iddio stesso elargisce all’anima. Si tratta di grandi misteri”. Cosa dona Dio
(Silente), a tutti coloro che lo amano in verità e
giustizia? Dona la luce sapienziale che serve per districarsi nella
vita di tutti i giorni. Luce che ci viene illustrata
nel racconto, dal Deluminatore. E la Fede non è forse quella meravigliosa
luce, che rischiara le menti ottenebrate dal razionalismo?
Il libro di favole è un’allegoria del
Libro per eccellenza: la Bibbia. Dove si può trovare la parola di Dio, che indica l’itinerario da
seguire per raggiungere il Cielo e ottenere la perfezione spirituale. Mentre il boccino che
racchiude la pietra che fa resuscitare
i morti, simboleggia la virtù della Fede;
la quale fa resuscitare i “morti”
spirituali, facendoli divenire anime viventi
nella Grazia di Dio. Ed infine la spada di Grifondoro, è un’allegoria
della spada della verità, la quale recide e spezza le menzogne
proferite dal mondo edonista, e frantuma altresì l’eresia multiforme.

Silente è la
raffigurazione di un buon genitore,
che elargisce ai propri discendenti dei donativi che li aiutano a maturare
con serenità. Il deluminatore è un’allegoria della “luce” della
conoscenza dei pericoli da evitare; ed altresì il deluminatore illustra gli
ammonimenti e consigli colmi di verità che un genitore insegna ai propri
figli, per sapersi districare nel
groviglio convulso delle esperienze della vita. Il libro di favole
esprime la creatività che non deve mai mancare ad un figlio, la quale gli
permette di sviluppare la propria inventiva e immaginazione; essenze
fondamentali per coloro che possiedono doti
artistiche. Il boccino che contiene la pietra
della resurrezione
è un emblema della forza interiore che deve sviluppare il discendente, per
poter “risorgere” alle molteplici delusioni e patimenti sperimentati
nel corso della vita. Per finire, la spada di Grifondoro esprime la parola
utilizzata con destrezza e capacità di espressione,
che va dichiarata senza titubanze e falsa timidezza, per contrastare le
menzogne e sregolatezze proferite dal prossimo. Invero,
la persona assertiva lo diviene quando ha avuto un genitore (Silente) che
lo ha aiutato ad esprimere le proprie opinioni, con semplicità e verità.
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Harry
Potter scopre che la spada può distruggere gli
Horcrux. Inoltre, Harry viene a sapere che in passato Silente ha fatto
amicizia con un mago perfido di nome Grindelwald; e per un breve periodo era concorde con l’amico sul
fatto di far sì che i maghi predominassero sui babbani. Ma poco dopo i
due litigarono, e Silente lo sconfisse in un duello: Quando si tiene in mano
la spada della verità, ecco che i beni temporali perdono il
loro fascino ingannatore ed ammaliatore. Non a caso, senza il possesso delle verità evangeliche,
l’essere umano come può distinguere il vero dal falso? Dopo il peccato originale l’intera umanità ha perso la Grazia di Dio, e
con essa la Sapienza che proviene dallo Spirito
Santo. E
senza discernimento, l’essere
umano si chiude in se stesso e nelle proprie idee soggettive, idolatrando
oggetti, persone, eventi, animali o pianeti. Non è un caso che in molte
popolazioni, si divinizzano esseri inanimati, teorie, persone od animali.
Mentre chi segue le verità evangeliche, i dieci comandamenti e le virtù, viene pervaso e permeato della luce che
proviene dallo Spirito Santo, che fa comprendere la verità.
Silente che in passato ha seguito gli insegnamenti negativi
di Grindelwald, è la persona che nonostante un passato colmo di peccati ed
errori, ha compreso che una delle cose più importanti nella vita, non
consiste nel prevalere sul prossimo (Babbani), ma che occorre amare il prossimo. Insomma,
Silente effigia proprio la persona che per un breve periodo della vita, ha
ceduto all’orgoglio credendosi superiore al prossimo, solo perché ha avuto dei doni
più rilevanti di altri. Esattamente come i maghi hanno dei doni
magici, che i babbani non hanno. Gesù ci ha insegnato che chi possiede dei donativi più
rilevanti di altre persone, li possiede non per
autocelebrarsi o per credersi superiore al prossimo, ma per aiutare il
prossimo. In breve, ogni dono che una persona possiede non è un premio, ma
una responsabilità. Alla fine della vita terrena, dovremo rendere conto a
Dio di come abbiamo utilizzato i donativi che ci ha elargito. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 23 Febbraio 2008: “Chi usa male i Miei Doni dovrà rendere conto a Me di tutto, ti dico che, se
non si pente immediatamente, dovrà pagare il suo enorme debito fino
all’ultimo spicciolo, senza sconto alcuno”.
 
Pietro Lombardo: “I bambini hanno bisogno di stima
di sé. È fondamentale per i bambini
che la stima di sé sia costruita nel sentirsi
desiderati e accettati. Ciò favorisce la fiducia di base, da cui nascerà la sicurezza di base, fattore
fondamentale per tutta la nostra vita. Il bambino struttura
la stima di sé se le persone adulte convalidano il suo sviluppo, e le nuove acquisizioni che lui fa su
se stesso, con gli altri e con il mondo che lo circonda”. Se un
discendente ha avuto un genitore che gli ha permesso di esprimere le proprie
opinioni e concetti con libertà, amore ed equilibrio, ecco che crescendo il figlio riuscirà a
discernere ciò che è giusto da ciò che è nocivo (Horcrux). Al
contrario, tutti coloro che hanno avuto dei genitori che non li ascoltavano
o che li criticavano quando esprimevano delle opinioni soggettive, ecco
che crescendo queste persone rischiano di rimanere intimiditi o intimoriti
dall’esprimere le proprie opinioni, emozioni o credenze; ed oltre a ciò
rischiano di rimanere avvinghiati alle false congetture espresse dal
prossimo. Questo perché la loro stima non si è sviluppata, e per questo motivo si sentono
inferiori e non degni di esprimere con veridicità i propri convincimenti. Pietro Lombardo: “Il giudizio degli altri va ad influire sull'autostima,
su quello che io penso di me. Invece di essere centrato su di
me, sul mio "Vero Sé", sono influenzato da quello che gli altri pensano di
me”. Per farsi breve, coloro che non hanno potuto esprimere nel proprio habitat
familiare i propri punti di vista, pareri ed emozioni, rischiano di divenire
persone con una bassa stima di se stessi, e sarà proprio questa poca stima verso
se stessi, che può spingere questi
individui a divenire assoggettati ed annichiliti dalle opinioni erronee (Horcrux) del
prossimo (Voldemort). Pietro Lombardo: “Il bambino ha bisogno che venga riconosciuta la sua individualità
nascente. Questa differenza non è dovuta solo ad un
aspetto genetico, ma anche ad un
fattore ambientale. Fin dalla nascita i bambini avrebbero bisogno di
vivere in condizioni confortevoli, di essere nutriti
soprattutto sul piano della conferma
affettiva”.
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Harry Potter segue una cerva fatta di luce, e poi in un lago scorge la spada di
Grifondoro. Con l’aiuto di Ron riesce a
prendere la spada. Improvvisamente da un medaglione Horcrux esce una voce che prende forma e istiga Ron, asserendo
che è l’eterno secondo e che la sua ragazza ama Harry. Harry dice a Ron di
non ascoltare la voce insidiosa; infine Ron con la spada rompe il
medaglione Horcrux: La cerva dalla forma di luce è un’immagine figurata di Maria Santissima, la quale aiuta e
consiglia l’intero genere umano, a ritrovare la via della Fede e della verità
(spada di Grifondoro). Il simbolo della cerva difatti, ci
riconduce ad un’anima che anela a Dio. E chi più di Maria, ha avuto
questa sete del Creatore? Salmo 41 vers. 2-3: “Come il cervo anela ai
rivi d'acqua,così anela l'anima mia a te, o Dio. Ha sete di Dio
l'anima mia, del Dio vivente”. Possiamo tutti comprendere che è proprio Maria Santissima
che sovente riconduce un popolo raffreddato nella Fede, alle sue origini
cristiane. E questo ci viene dimostrato dalle
numerose apparizioni mariane in tutto il mondo. Invero, Maria come una cerva colma
e ripiena di luce divina, ci indica l’itinerario
giusto da seguire per ritornare alle virtù, alla preghiera ed ai Sacramenti. Ed è logico che quando si ha l’appoggio di Dio, si riesce
a possedere la “spada” della Fede; arma necessaria per sconfiggere il male
in noi e nel mondo.
La luce che forma la figura della cerva, ci
rammenta altresì che quando si possiede vero amore e vera Fede in Dio, ecco che il
Signore ci dona la sua luce sapienziale, la quale ci riempie il cuore di verità
sublimi e ci aiuta a rimanere saldi nelle virtù.
1a Timoteo cap.
6 vers. 9-10: “Ma quelli che vogliono arricchire, cadono nella tentazione
(Horcrux) e nel laccio del diavolo (Voldemort), e concepiscono molti desideri
stolti e dannosi, che sommergono gli uomini nella rovina e nella perdizione. Giacché radice di tutti i mali, è l'amor del denaro, a cui
aspirando taluni si sviarono dalla
Fede e si sono creati molti guai”. La voce insidiosa che fuoriesce dal
medaglione Horcrux, è un’allegoria della tentazione che
giunge proprio quando meno ce l’aspettiamo, e
sopratutto quando stiamo per compiere dei passi in avanti nella Fede e nella
verità. La narrazione ci evidenzia il modo migliore
per sconfiggere questa insidia del serpente infernale: afferrare con le
“mani” della buona volontà, la spada della Fede… e mediante il soccorso a Dio nella preghiera,
vedremo che la tentazione (Horcrux) sarà distrutta ed annichilita. Questo
proprio perché Gesù e Maria non ci abbandonano nella prova, ma ci ascoltano ed
assistono quando gli chiediamo assistenza con benevole
speranza ed umiltà. S. Luca cap. 22 vers.
40: “Giunto sul luogo, disse loro: Pregate per non cadere in tentazione”.
 Ron ha ritrovato Harry Potter grazie al deluminatore, la cui luce è entrata in lui e lo ha condotto da Harry: Opera
scritta dalla Divina Sapienza del 31 Gennaio 2008: “…ogni uomo può avere Luce se vuole, può anche rifiutarla. Io, Io, Gesù, sono la
Luce del mondo,chi è Mio cammina nella Luce e vivrà in eterno nella Mia Luce.
Io, Io, Gesù, sono Via e Verità, chi si apre a Me sarà nella Verità ed avrà
salvezza”. Ron che ritrova Harry grazie
alla luce proveniente dal deluminatore, ci richiama alla mente
che per ritrovare la Fede, per incrementare l’amore verso Dio, per perseverare
nelle virtù e nella preghiera, occorre chiedere sostegno a Gesù. Non a
caso, chi segue Gesù e i suoi insegnamenti, solitamente non compie grossi peccati e riesce altresì a superare le difficoltà
della vita con serenità e coraggio. Mentre coloro che rincorrono con audacia
le tenebre che offre il mondo edonista e secolarizzato,
ecco che nelle prove della vita rimangono confusi, depressi, addolorati oltre misura, fino a sfiorare la
disperazione. 1a S. Giovanni cap. 1 vers. 5: “Ora l'annunzio, che da Lui abbiamo udito e trasmettiamo a voi, è questo: che Dio è luce e in Lui
non vi sono tenebre…”.


Ron che grazie
al deluminatore riesce a trovare Harry, simboleggia il giovane che
grazie all’aiuto benevolo del proprio genitore, riesce a sviluppare e
ritrovare il proprio “Vero Sé” (Harry). Pietro Lombardo: “Quando gli esseri umani si mettono in contatto con la grande ricchezza che abita nel loro cuore, nella loro
anima, nelle loro mente e nel loro corpo, allora quest’immagine aureolata
gradualmente si sfuma per ridare luce al volto del “Vero
Sé”. Invero, la luce del deluminatore è
un’allegoria della luce introiettata sin dalla tenera età, da un figlio che ha
avuto un genitore amorevole, il quale ha saputo instillare fiducia e serenità
nel cuore del proprio discendente.
Insomma, il “Vero Sé” e la propria reale identità, si sviluppano
correttamente quando si possiedono dei genitori benevoli, disponibili ed
equilibrati, che hanno saputo donare ai figli amore, comprensione, ascolto.
Ecco che nelle difficoltà della vita, il figlio riuscirà ad affrontarle con
successo, grazie alle esperienze positive
introiettate nell’infanzia. Giovanni
Bollea “Genitori
Grandi Maestri di Felicità” pag. 23: “Un sistema che non ha bisogno di essere
insegnato e tanto meno imposto, essendo l’educazione un essenziale esempio di armonia. È così che il figlio imposta i propri rapporti
temporali di vita, interiorizzando e introiettando quelli dei genitori”.
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Hermione racconta la “Storia
dei Tre Fratelli”: …tre fratelli
raggiungono un fiume ed incontrarono la Morte, la quale
asserisce che vuole dare un premio ai tre fratelli per essere stati bravi a sfuggirle. Al
fratello maggiore che era bellicoso, diede una bacchetta più potente delle
altre; una bacchetta che lo fa vincere ai duelli. Il primo fratello viene successivamente ucciso da un mago, che gli ruba la bacchetta: 1a
San Pietro cap. 5 vers. 5-6: “Parimenti voi, o giovani, siate
soggetti ai presbiteri. Nelle vostre vicendevoli relazioni, mostratevi tutti
adorni di umiltà, perché Dio
resiste ai
superbi e dà grazia agli umili.
Umiliatevi dunque, sotto la potente mano di Dio, affinché egli vi esalti nel
tempo della visita”. Il fratello maggiore che chiede una
bacchetta che gli dia il potere,
simboleggia la persona che pone fiducia solo in se stessa, nella propria
forza e nelle proprie facoltà. Invero i
superbi, i vanagloriosi ed alteri, faticano a chiedere aiuto a Dio,
proprio perché ritengono di non averne bisogno. Ed eccoli che seguono il
potere, ed agognano acquisire posti prestigiosi e
fare scelte eclatanti per attirare il benvolere e gli applausi del prossimo.
In altre parole, le loro azioni sono colme di arroganza,
e credono di essere i padroni del mondo. Ma alla
fine capitombolano tragicamente nei meandri del nulla (il primo fratello che muore per mano
di un mago), proprio perché hanno rifiutato la vera forza che
proviene solo da Dio. E difatti, come possiamo constatare
da ciò che la Storia ci tramanda… che fine hanno fatto i boriosi plutocrati,
despoti e regnanti di tutti i tempi? Dove sono
finite le loro ideologie superbe? Dove sono finiti i
loro regni grandiosi? E che fine hanno fatto i loro
possedimenti? Come canne al vento, sono stati spazzati via dal “vento” del
Tempo; detronizzati dai loro seggi, derisi dai loro seguaci e via dicendo.
Ed il fratello maggiore che chiede il potere alla Morte, alla fine cade inesorabilmente nelle fauci
della stessa morte, che aveva voluto sfuggire.
Esattamente come tutti coloro che ebbri di
vanagloria e che agognano con bramosia i piaceri mondani, alla fine
stramazzano sotto le fauci di Satana (la Morte). Opera scritta dalla Divina Sapienza
del 6 Agosto 2007: “Se i capi dei popoli e delle nazioni barcollano e
vacillano non è perché manca il Mio Aiuto, essi sono nella più grande superbia e non chiedono a Me
l’energia per guidare bene e dare esempi edificanti, essi non attingono alla
Mia Sorgente di Acqua Purissima Che dona vita, si volgono, invece, alle acque
torbide che offre il Mio nemico, ne bevono e sono ebbri di potere, di ricchezze,
di avidità, di rapina, di lussuria; amata sposa, il Mio nemico ottiene grandi
vittorie lì dove c’è debolezza e mancanza di fede”.

Il primo fratello che desidera la bacchetta del potere, ci riconduce l’attenzione su coloro
che hanno vissuto in un ambiente familiare privo di regole
morali. Non a caso, ci sono alcuni genitori che credono che amare il proprio
figlio, consista nel donare qualunque cosa egli chieda o ricerchi; oppure
pensano che ai figli gli si deve dare sempre ragione. Ma
così facendo si crescono dei piccoli tiranni, che da adulti possono divenire dei veri prepotenti e
dispotici, che ce7rcano in tutti i modi di soddisfare le proprie pulsioni o
bisogni, a scapito del prossimo. Le regole morali ed etiche non sono
dei limiti, ma all’opposto delle indicazioni e segnalazioni che
servono ai figli per agevolarli di fronte alle problematiche della vita.
Oltre al resto, le regole morali sono l’anticamera dell’empatia
verso il prossimo. La persona empatica difatti, sa comprendere le esigenze e
sofferenze degli altri, pur mantenendo un sostanziale equilibrio interiore. Pietro Lombardo
“Il Ponte” pag. 94: “Un educando che cresce senza regole e non conosce
alcun limite, può rimanere vittima di un delirio
di onnipotenza, che lo indurrà a crearsi una realtà fatta ad immagine
dei suoi desideri-capricci. L’assenza di regole e di disciplina, produce
personalità con un senso dell’Io ipertrofico, arrogante ed aggressivo”.
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Al secondo
fratello che era arrogante, La
Morte donò un sasso che aveva la capacità di far vivere i morti. Il
secondo fratello richiama dalla morte la sua fidanzata
deceduta prematuramente; ma dopo aver visto che era triste e
fredda… il secondo fratello si uccide:
Non è forse la meravigliosa virtù della Fede, quel “sasso” che fa sussistere la propria anima? Ma ecco che la Fede (sasso) messa in mano a persone arroganti, non
diviene vita per l’anima, ma al contrario …morte. Non dobbiamo scordare che la Fede senza le opere è
morta, poiché come possiamo ben rammentare, anche gli Angeli ribelli avevano la fede esattamente come Giuda Iscariota. Ma in seguito proprio per la loro arroganza, sono
precipitati nei meandri dell’Inferno. Il messaggio della narrazione è chiaro
e veritiero: non bisogna montarsi la testa ed essere arroganti se si
possiede il dono della Fede (sasso della resurrezione), poiché la Fede
altro non è che un primo passo per compiere opere eque e oneste.
Altrimenti se si ha la Fede ma si agisce con iniquità e
malignità, si rischia di perdere la propria anima (fidanzata del
secondo fratello) e di fare morire la Grazia in noi. Lettera a Tito cap. 1
vers. 15-16: “Tutto è puro per i puri; per i contaminati e gli infedeli nulla
è puro, ma si è contaminata in loro anche la mente e
la coscienza. Professano di saper chi è Dio, ma colle opere lo rinnegano, essendo abominevoli e ribelli e incapaci di qualsiasi
opera buona”. Ecco che persone beneficate grandiosamente da
Dio, possono rischiare di perdere l’anima eternamente, perché non sono stati umili e non hanno avuto carità verso il
prossimo. In definitiva, per vincere la morte
spirituale, occorre avere misericordia e sforzarsi di compiere opere e
attività che seguono gli insegnamenti evangelici, senza per questo inorgoglirsi e
credersi migliori degli altri. Opera
scritta dalla Divina Sapienza del 15 Novembre 2005: “Ti ho parlato della preghiera, del
sentimento che la ispira, ad essa si devono unire le
opere perché la fede, senza le
opere è morta. Fede ed
opere vengono incrementate dalla frequenza al
Sacramento, Dono sublime del Mio Amore, specialmente Quelli della Riconciliazione
e dell’Eucarestia”.

Chi possiede un cuore di sasso o di pietra, è propriamente la persona che ha
distrutto ed ucciso il proprio “Vero Sé” (fidanzata del secondo fratello). Difatti il “Vero Sé” non solo
può essere annichilito da figure genitoriali dittatoriali o poco amorevoli,
ma può essere dissipato ed avvilito anche dall’individuo che ha indurito il
proprio cuore di fronte alla verità: che ognuno di noi è un essere unico ed irripetibile, ma questo non significa che siamo superiori
o migliori del prossimo. Ed ecco che se ci crediamo
più importanti del nostro prossimo, il nostro “Vero Sé” perisce
e svilisce, proprio come la fidanzata del secondo fratello.
Al terzo fratello, che era il più umile, la Morte gli dona il mantello
dell’invisibilità, il quale gli permette di andarsene senza che la Morte
lo segua. Il terzo fratello visse tanti anni, e lasciò il mantello al figlio.
Infine si avvicinò alla morte come ad una vecchia amica, e si avviò lieto con lei: Santa Veronica Giuliani “Vera Immagine del Crocifisso” pag. 354: “E in questo conoscimento vi sta la
mano potente di un Dio che tutto può, il tutto opera, il tutto vuole e del
tutto è padrone assoluto; ma non accetta niente, non gradisce niente; non
sono opere da presentare a Lui, se non vi è questa vera umiltà di conoscere veramente che non siamo niente e niente possiamo, se non
colla grazia sua”. Ecco che il terzo fratello che è umile, simboleggia tutti gli individui che colmi di vera
modestia non avranno la morte eterna dell’anima, ma seguiranno Gesù in Paradiso. E difatti il mantello dell’invisibilità, in questo contesto narrativo, effigia proprio il non volersi far vedere, cioè il non esporsi o esibirsi all’orgoglio e
alla superbia. Se ci riflettiamo, possiamo constatare che sono proprio le persone umili e modeste
quelle che chiedono aiuto a
Dio, che pregano, che ubbidiscono ai dieci comandamenti, che temono di ferire
Gesù, che chiedono perdono a Dio nel sacramento della Riconciliazione, che
accettano con luminosa rassegnazione le sofferenze della vita senza disperare. E
saranno proprio loro ad accostarsi alla morte non con timore, ma con ilare felicità… sapendo che ad attenderli non
ci sarà la morte eterna, ma al contrario la vita eterna con Dio. Mamma Carmela “Un Anno con Maria” pag. 105:
“La speranza di vincere è la sicurezza che deriva dalla fede, aumentano la forza e la
fiducia. Giustamente si dice che la speranza è l’ultima a morire, poiché anche la morte, accompagnata da questa virtù,
perde il suo aspetto tragico e doloroso. Essa diventa come un commiato sereno, un arrivederci fiducioso”.
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Il possessore dei tre doni, diviene il padrone della morte:
Chi possiede il sasso della Fede, il mantello dell’umiltà e il bastone della giustizia, diviene possessore della vita eterna,
sconfiggendo la morte eterna dell’anima. Opera scritta dalla Divina Sapienza
del 8 Febbraio 2008: “…vedrai i potenti cadere ed i superbi essere vinti mentre gli umili (terzo fratello) saranno
vittoriosi, questo accadrà perché i superbi confidano in sé stessi e nei loro
simili mentre l’umile confida in Me, egli attinge alla Mia Fonte per avere tutto, proprio
tutto: forza, sapienza, discernimento, intelletto, viva speranza, Gioia
profonda e Pace vera. Chi è in Me è vittorioso, chi è senza di Me per sua
scelta è un vinto”.

Voldemort ruba la bacchetta magica a Silente,
portandogliela via dalla tomba: Coloro che desiderano il potere e che
sono orgogliosi ed arroganti, hanno deciso in cuor loro di anteporre se
stessi a Dio. E proprio come Voldemort ruba la bacchetta del potere a Silente, così i
presuntuosi e i protervi cercano di allontanare i desideri di Dio facendo
vivere e mettendo i pratica i propri. In sostanza,
nel loro cuore è morto l’amore… e quindi è morto Dio. Il motivo? Essi si
sostituiscono a Dio nell’approvare le essenze e vizi che li attraggono, ed
allontanano le verità evangeliche che non li affascinano. Proviamo a riflettere…
i medici che compiono aborti, non sostituiscono forse i loro
desideri e false convinzioni,
posponendoli alle leggi di amore che Dio ha
riconosciuto? Ecco che si ruba
la vera scienza e sapienza divine (bacchetta magica di Silente-Dio) per affermare con arroganza le
proprie false verità. E questo esempio lo
possiamo riscontrare nei politici corrotti, nei ladri, assassini, menzogneri,
in coloro che seguono false dottrine o sètte, nei lussuriosi, irosi,
invidiosi e via dicendo. Tutti questi individui cercano in ogni modo, di sostituire le
verità evangeliche, avvicendandole e sostituendole con le loro aspirazioni
colme di iniquità. Esattamente come Voldemort ha
rubato la bacchetta magica a Silente.

Ariana la sorella di Silente, a sei anni è stata aggredita da
alcuni ragazzi babbani, poiché l’avevano vista fare delle magie. Ariana da allora è rimasta sconvolta ed è impazzita, poiché non voleva usare la magia. Il padre di Ariana fu rinchiuso in
prigione poiché ha aggredito i ragazzi. Ad Ariana la magia le schizzava fuori
senza controllo, e per tenerla al sicuro Silente ha dovuto nasconderla: Ariana è la persona che è stata derisa e
perseguitata, per il solo motivo di essere una credente in Dio (usare la
magia). E possedendo un Ego altezzoso e iroso (padre di Ariana),
ha deciso di reprimere i sani sentimenti di amore verso Gesù; con il
risultato di divenire instabile. Difatti in questo
periodo storico, dove la falsa scienza umana ha preso il
posto delle verità evangeliche, è lampante che coloro che
non tallonano il “pifferaio magico” del razionalismo,
vengono dileggiati e disprezzati. Ma coloro che si
lasciano trascinare come foglie rinsecchite dal vento, delle passioni umane e dalle eresie del popolo gaudente,
rischiano di perdere il senso della realtà, e la
virtù della Fede viene rinchiusa e
nascosta al pubblico, per timore di venire perseguitati moralmente. Opera
scritta dalla Divina Sapienza del 20
Gennaio 2004: “Non vergognatevi di proclamarvi cristiani cattolici, ma siate orgogliosi di
esserlo, la vostra testimonianza non sia solo a parole, ma soprattutto con la
vita, guai a colui che
si ferma alle parole e non dimostra con la vita la sua fede ardente, quale
testimonianza è la sua? Amici, siate Luce che splende nelle tenebre del
mondo, ognuno può vedere, può capire, può seguire se vuole”. Il padre di Ariana che viene rinchiuso in prigione, è un'immagine figurata di un Io che si autolesiona nel preciso momento in cui rifiuta di
rivelare di essere un credente. In questo contesto,
l’Io della persona viene reciso dalla fonte
della sua stessa forza interiore che è l’anima (Ariana), la quale
sentendosi tradita dal suo Io vizioso e refrattario al
combattimento spirituale, diviene
debilitata e si ribella al proprio Io. Ma non è tutto… poiché coloro che si vergognano di dimostrare di essere cristiani,
al momento del giudizio particolare saranno puniti per la loro poca Fede e
per aver rigettato la verità e Dio. Opera
scritta dalla Divina
Sapienza del 13 Marzo 2004: “Gesù
ha preparato, come già vi ho detto, splendide sorprese per chi Lo ama e Lo testimonia con coraggio, ma a quelli che di Lui si vergognano ripeterà le Sue Parole: Come tu
ti sei vergognato di Me, anche Io
Mi vergognerò di te quando sarò davanti al Padre
Mio, come tu hai fatto, anch’Io farò”.
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Ariana è la persona che viene
criticata e giudicata negativamente dal prossimo, riguardo il suo modo di
comportarsi e per il suo carattere. Ed è logico osservare che in
questi casi, la persona vittima di critiche feroci, può ad un certo punto
inibire e annichilire la propria reale
personalità. Questo evento può
accadere anche in ambienti familiari, dove non si riescono ad accettare i
discendenti nella loro reale individualità e soggettività. Ecco che allora il
figlio si sente costretto a nascondere e mistificare il proprio “Vero Sé”,
creando e formando un “Falso Sé” che si conforma e modella sui desideri ed aspettative degli adulti. Pietro Lombardo: “Il senso di colpa nasce dall’idea che noi dovremmo essere perfetti. In che
senso essere perfetti? Perfetti nell’accontentare le richieste, i
bisogni, le aspettative degli adulti che ci
accompagnano nel corso della nostra crescita. Questo senso di colpa nasce dal
problema dell’amore condizionato, che dice: -Io ti voglio bene a condizione che
tu faccia, dica, ti comporti, secondo le mie aspettative”.
In questo caso, oltre che ad aver creato una falsa personalità, l’enorme stress causato
dagli eventi appena narrati, può far sorgere nei figli alcune malattie
psicosomatiche o delle dipendenze da droghe o alcol. Robin Norwood “Donne che Amano Troppo” pag.
237: “Possono manifestarsi alcune delle malattie connesse a periodi prolungati di stress. Oltre a
un’eventuale dipendenza dal cibo, all’alcol o da altre droghe, come abbiamo
già osservato, sono riscontrabili problemi digestivi e ulcere, malattie della
pelle, allergie, pressione alta, tic nervosi, insonnia, stitichezza o
diarrea…”.

Silente litiga con suo fratello e il suo amico; nello
scontro un raggio magico colpisce a morte la sorella Ariana: La battaglia furiosa tra Silente,
il fratello e il suo amico, è la medesima lotta
interiore che avviene quotidianamente
tra le forze spirituali (Silente), e quelle razionali legate alle passioni. E naturalmente se vince la razionalità, ecco che l’anima (Ariana) muore sotto una coltre di
ragionamenti raziocinanti e privi
di spiritualità.

Nel versante analitico, possiamo considerare
il fatto che, se si continua ad occultare od annichilire la propria reale identità
(Ariana), con il tempo si rischia di soffocarla per sempre (Ariana che
muore). Il nostro corpo fisico ci avverte sempre quando un versante della
nostra reale identità viene represso, il tutto
mediante segnali psicosomatici come i tic, l’ansia, i pruriti, angosce o
malattie che non si sa come si siano formate. Occorre allora decodificare e cifrare questi messaggi che il nostro inconscio ci
invia, e successivamente occorre ripristinare la propria reale identità. Alice Miller: “Con l’aiuto della terapeuta
Veronika scoprì finalmente, che il prurito insorgeva ogni volta che cercava di reprimere un sentimento e non l’abbandonava finché non era riuscita a viverlo
liberamente”.
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Harry Potter
scopre che Piton operava per Silente; e Piton ha sempre protetto Harry per l’amore che
aveva per sua madre. Ed è stato Silente a dire a
Piton di ucciderlo, poiché stava per morire per una brutta malattia: Piton è
un Io che nonostante provi del disprezzo per il proprio versante spirituale
(Harry), riesce nel corso del tempo, a salvare la propria anima proprio
grazie alle esperienze negative vissute nel corso della propria esistenza
terrena. In questo contesto narrativo, Silente è
un’allegoria di quanti con l’approssimarsi della loro dipartita dalla Terra,
comprendono l’importanza di salvare la propria anima e di non
rigettare dietro le proprie spalle gli insegnamenti evangelici. A questo
riguardo possiamo comprendere come il dono meraviglioso del TEMPO sia di estrema importanza per comprendere quali siano le
priorità essenziali di una persona: amare Dio ed il prossimo. Possiamo tutti notare come delle
volte, persone miscredenti e razionali, proprio alle soglie della morte comprendano di aver errato a non seguire i dieci comandamenti e le virtù; e
riconoscono l’importanza della propria spiritualità. In definitiva, si riscopre l’amore per la propria
anima (Ariana) trascurata nei meandri dell’inconscio per una intera vita, e sul letto di morte si avverte il
bisogno di confessarsi e di prendere i Sacramenti. Essenze vitali che
permettono alla persona, di salvare la propria anima.

 Silente dice che
la notte in cui Voldemort uccise la madre di Harry, un frammento dell’anima
di Voldemort entrò in Harry. In pratica, una parte
di Voldemort vive dentro Harry; ecco perché Harry parla il serpentese. E
fintanto che una parte di Voldemort rimane aggrappata ad
Harry, il signore oscuro non può morire: Quando si rifiuta e rigetta il
proprio versante spirituale, è come se una parte o meglio… un frammento di
Satana (Voldemort) del suo odio, invidia, superbia, egotismo e
livore, entrano a far parte della persona. E per eliminare questo versante
colmo di iniquità (frammento dell’anima di
Voldemort), occorre mediante il Sacramento della Confessione,
chiedere perdono a Dio dei peccati compiuti. Harry che parla il serpentese è
l’individuo che avendo dato accesso nel proprio cuore ai sentimenti colmi di malizia propri
del serpente infernale, anche senza comprenderlo pienamente, compie opere
inique e contrarie ai dieci comandamenti.
Harry Potter
infine viene ucciso da Voldemort, e
il boccino si apre lasciando fuoriuscire la pietra della resurrezione. Harry percepisce e parla con i suoi genitori, con
Sirius e Lupin: Harry che si lascia uccidere da Voldemort, è l’individuo che
mediante il sacramento della Confessione fa un atto di umiltà,
“uccidendo” il proprio versante legato all’orgoglio, egoismo e
superbia (frammento di Voldemort). E proprio per
questo motivo che il cuore (boccino) del pentito, si apre alla Grazia santificante che
proviene dallo Spirito Santo; e si ritrova comunanza con i propri parenti e amici
defunti, proprio perché ci si collega ed unisce al Signore. Insomma, la pietra della
resurrezione simboleggia la rinascita e “resurrezione” della
propria anima, che ritorna a
vivificarsi mediante lo Spirito Santo.
Opera scritta dalla Divina Sapienza del 1 Dicembre 2007: “…abbi sempre ben presente il
Sacrificio della Croce: in Esso c’è il grande
Dolore, ma che prepara la più grande Gioia. La Mia morte in Croce prepara la Resurrezione e
la salvezza delle anime, sia questo per te sempre il Segno più significativo. Chi soffre con Me per la salvezza delle
anime, con Me risorgerà e felice sarà per sempre”.
                
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Quando una persona si trova a disagio, nella sofferenza
o nella prova più terribile, ecco che possono venire in soccorso le
esperienze positive dei propri familiari, amici
(Sirius e Lupin) e conoscenti. Esperienze che sono state introiettate inconsciamente, nella memoria a
lungo termine. Invero, questi ricordi dei genitori interni divengono
dei modelli e figure di riferimento, che aiutano la persona a
superare le molteplici difficoltà che si incontrano
nel corso della vita. Pietro Lombardo: “Quando entriamo in contatto con i
nostri genitori, osserviamo ed incameriamo in modo preciso e fedele
tutte le loro reazioni emotive che diventano i nostri modelli di genitore interno.
Dentro di noi ci sono madre, padre, nonna, nonno, zia, zio… le figure adulte
con cui abbiamo intessuto il maggior legame
affettivo rimangono dentro di noi in modo inconsapevole”.

Harry parla con Silente il quale gli conferma che
adesso la parte di Voldemort, che era in Harry è morta. Dopodiché
Silente assicura che adesso l’anima di Harry è tutta di Harry: Quando ci pentiamo dei
nostri peccati nel Sacramento sublime della Riconciliazione, il Signore
non solo ci perdona le nostre colpe, ma ci ridona la Grazia. In
sostanza, Dio ci ripulisce l’anima dalle brutture causate dalle colpe
compiute, dopodiché elimina quel versante (frammento di
Voldemort) di noi che ha aderto alle tentazioni e lusinghe proferite da Satana.
Ecco che questo evento nel racconto, ci viene
evidenziato da Harry che comprende che il versante di Voldemort che era in
lui, è sparito. È quindi indispensabile confessare i propri peccati ad un Sacerdote,
proprio come fa Harry con Silente, e non solo chiedere scusa a Dio
mentalmente. Difatti alcune persone trovano inutile andare a riferire i
propri peccati ad un Prete, dichiarando come scusa che Dio sa tutto, e che
quindi possono chiedergli perdono solo mediante un veloce pentimento mentale.
Ma se è vero che Dio essendo Onnisciente
sa tutto, ciò non significa che non dobbiamo dirigerci da un Sacerdote per
chiedere assoluzione per i peccati
compiuti. Difatti se chiediamo scusa a Dio senza andare da un prete,
la nostra anima non viene ripulita dai peccati che
abbiamo fatto. Al contrario, nella Confessione il Signore ci dona
la sua Grazia santificante mediante i meriti di Gesù.

Il sangue della madre di Harry è dentro anche a Voldemort, poiché per
tornare in vita Voldemort ha prelevato del sangue da Harry. Silente enuncia
che Harry era il settimo Horcrux: Opera
scritta dalla Divina Sapienza del 6 Gennaio 2004: “Io, Io Gesù , col Sacrificio della Croce, ho pagato il forte
debito contratto dall’Umanità intera per la caduta dei progenitori”. È per mezzo del sangue di Cristo
che siamo redenti, e possiamo svincolarci delle
insidie e tentazioni di Satana (Voldemort). Non scordiamo che Gesù si è fatto crocifiggere,
per donarci il suo sangue, il quale ci ridona la vita della Grazia; oltre al
resto per liberarci dagli artigli di Satana, per elargirci la forza di
resistere ai vizi, al peccato ed alle concupiscenze. Esattamente come la
madre di Harry si è sacrificata per dare la vita al figlio,
così Gesù si è sacrificato per donarci la vita
eterna. L’unica essenza che spetta
all’uomo di compiere, è di aderire col proprio libero arbitrio, agli
insegnamenti evangelici formulati con amore da Gesù. Opera
scritta dalla Divina Sapienza del 24 Febbraio 2004: “Gesù è morto
per ogni uomo della terra, per l’Umanità di ogni tempo,
anche di questo così significativo. Ha pagato l’esoso debito del peccato e vuole che tutti abbiano
salvezza, sia coloro che l’hanno ben conosciuto, sia coloro
che ardono d’amore per Lui benché nessuno ne abbia loro parlato”.
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Silente dichiara che Harry è il vero padrone
della morte, poiché non ha cercato
di sfuggirle, ma ha accettato la morte comprendendo che ci sono
cose peggiori della morte: Lettera ai
romani cap. 6 vers. 9: “E se siamo morti in Cristo,
abbiamo fede che rivivremo anche con lui, sapendo che Cristo risorto da morte non
muore più, la morte non avrà più dominio su lui”.
Harry è la persona che ha vinto la morte eterna, poiché ha seguito con umiltà
ed obbedienza gli insegnamenti evangelici. Difatti Gesù ha vinto la morte
mediante la sua Resurrezione, e lo stesso avverrà a coloro che
sono virtuosi, che pregano, che seguono i dieci comandamenti. Insomma,
Harry è la persona che non teme la morte
fisica del corpo, proprio perché ha
scoperto che la morte del corpo non è importante, ma è ragguardevole e
rilevante ottenere la vita eterna della propria anima con Gesù. Mentre tutti coloro
che seguono i vizi e le concupiscenze (primo e secondo fratello), avranno la morte eterna
dell’anima, la quale dimorerà eternamente nei meandri dell’Inferno. Opera
scritta dalla Divina Sapienza del 29 Gennaio 2008: “…ho posto davanti all’uomo due
strade: quella del Bene e quella del male; ho detto: uomo scegli,
puoi avere tutto scegliendo il Bene, puoi perdere tutto scegliendo il male,
opera secondo la tua libera scelta. Ecco, ogni uomo è chiamato alla scelta,
ciò che vuole ha: o la vita eterna con Me, Dio, o la vita eterna senza di Me, Dio”.

Harry scopre che la cerva luminosa, era il Patronus di Piton. La cerva luminosa
è uguale a quella della madre di Harry: Piton effigia la persona che nonostante in passato abbia commesso numerosi peccati, e per
questo motivo è stato sotto il predomini di Satana (Voldemort), con il tempo si è pentito e ha cambiato stile di
vita. Questo può avvenire anche grazie all’amore che si ha per Maria Santissima
(cerva di luce), la quale proprio come una madre amorosa,
cerca di aiutare i propri figli a tornare alla casa del Padre (Silente).
Difatti, non dobbiamo tralasciare il fatto che fintanto
che abbiamo la possibilità di scegliere, mediante il nostro libero arbitrio,
possiamo anche mutare atteggiamento e tornare a Dio. Anche
nella storia della Chiesa ci sono numerosissimi esempi di grandi
peccatori, che nel corso della loro esistenza si sono pentiti delle
loro colpe, e sono divenuti dei grandi santi.

Voldemort muore
a causa del rimbalzo della sua stessa maledizione: Tutti coloro (Voldemort) che compiono opere maligne
ed inique, e perseverano in questo atteggiamento senza pentirsi,
avranno la morte eterna della loro anima; la quale andrà all’Inferno per
sempre. Anche se sulla Terra queste persone ridono, giocano,
fanno del male senza alcun rimorso, e sembra che tutto gli vada bene… in
realtà si stanno preparando, grazie alle loro opere inique, un’eternità di
sofferenza e odio. Maria Valtorta “Quadernetti” pag. 196: “Il
frumento entrerà nel mio granaio. Ossia i miei veri servi. Quelli che non hanno aspetto appariscente,
ma sono tutta spiga buona, tutta farina da ostie.
Quelli entreranno da Me, nella mia Dimora eterna. E
fatti, da – ostie –, beati in eterno, vedranno quelli che li sfarinarono
sotto la macina della loro autorità ingiusta gemere e gridare: …perché non riconoscemmo il Signore? Perché
non accogliemmo i suoi – piccoli – in suo Nome? Perché non
demmo loro quel sorso di giustizia
che invocavano da noi?–. Ma ormai il giudizio sarà stato dato e ognuno avrà
ciò che ha MERITATO di avere, e nulla servirà a
mutarlo. Ti dico: per alcuni sarà giudizio eterno. Per altri si consumerà nei
secoli e poi avranno perdono perché avranno espiato”.
Frasa.

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