Casella di testo:

Harry Potter: I Doni della Morte.

Frasa

              

Casella di testo:

              

 

Un bambino per sviluppare correttamente la propria individualità e facoltà intrinseche, abbisogna di persone che siano empatiche ed amorevoli; di individui che sappiano comprendere il fanciullo intimamente, sapendo cogliere i suoi disagi, ansie e timori. E per realizzare tutto questo, occorre mettersi nei panni di colui che si vuole aiutare. Evento esposto nel romanzo, dagli amici di Harry Potter che prendono le sue sembianze fisiche.

 

        

Casella di testo:

        

Harry Potter: I Doni della Morte.

 

Harry Potter viene a sapere che Silente ha avuto dei problemi familiari non indifferenti. Aberforth, il fratello di Silente, non è un grande amante dei libri, preferisce risolvere le dispute con un duello piuttosto che con una discussione pacata. Kendra, la madre di Silente, muore e poco tempo dopo si spegne anche la sorella Ariana: Aberforth effigia la persona che pur essendo buona, non riesce a placare il proprio versante collerico ed iroso. Questo evento ci ricorda che tutti noi esseri umani, possediamo dei difetti e vizi più imponenti di altri. Ad esempio c’è chi cade più facilmente in peccati di gola, chi di lussuria, chi d’ira, chi di invidia, chi di orgoglio e così via. Per raggiungere un equilibrio tra i nostri impulsi viziosi e gli insegnamenti che Dio ci ha affidato, vale a dire essere temperanti, pazienti, umili e virtuosi, occorre la buona volontà, la preghiera e il ricorso ai Sacramenti. In questo modo con il passare del tempo, si riuscirà a diminuire e mitigare le proprie intemperanze. Al contrario, se non prestiamo attenzione ai nostri vizi e tendenze peccaminose, ecco che rischiamo di far morire la nostra anima per sempre; evento raffigurato nel racconto, dalla morte della madre e sorella di Aberforth. Lettera ai Colossesi cap. 3 vers. 5-9: “Mortificate dunque le vostre membra terrene, cioè la fornicazione, l'impurità, la libidine, la prava concupiscenza e l'avarizia che è un'idolatria; per le quali cose piomba l'ira di Dio sui figliuoli della incredulità; in quelle anche voi camminaste una volta quando in mezzo a quei visi vivevate. Ma ora buttate via anche voi tutte codeste cose: ira, animosità, malizia, bestemmia, turpiloquio che possa uscire dalla vostra bocca”.

             

Pietro Lombardo: “Per loro vale essere vincitori nella comunicazione, e un modo per arrivare a questo scopo è quello di diminuire l’altro. Più gli altri sono scarsi, più io sono bravo. È un modello di critico ad oltranza. Dietro questo atteggiamento c’è in realtà un forte senso di impotenza psicologica, ed un senso forte di aggressività latente e rabbia, che trova in qualche modo sfogo attraverso la continua critica”. Aberforth è l’individuo che non sa reagire alle frustrazioni della vita in maniera equilibrata ed ottimale, proprio perché nel corso del tempo, ha accumulato dell’aggressività senza poter controllarla. Difatti molti genitori, non prestano attenzione ai sentimenti dei loro figli. In parole povere, l’attenzione di molti educatori verte soprattutto sui risultati scolastici, sul vestiario e sulle attività sportive dei loro discendenti, e trascurano di chiedere ai loro figli che emozioni e reazioni hanno avuto nelle frustrazioni quotidiane; ad esempio nel rapporto con i compagni di scuola o con gli insegnanti. Sovente si vive insieme senza realmente conoscersi. Si nutre il corpo e si sfama il versante razionale con un’assordante cultura, ma si priva il proprio figlio del “nutrimento” dell’anima: l’ascolto. Ecco che allora nel giovane germoglia l’ansia, l’insicurezza, le negatività, i pensieri divengono ossessivi, e con il passare del tempo si accresce la rabbia. La quale se non viene incanalata ed elaborata, può sfociare in atti vandalici, esplosioni di ira, in diatribe dirompenti e via dicendo.

 

Harry Potter intravede in uno specchio, gli occhi azzurri di Silente: Harry che scorge improvvisamente in uno specchio gli occhi azzurri di Silente, simboleggia la persona che seguendo i dieci comandamenti, le preghiere e le virtù, sa perfettamente che Dio (Silente) gli è accanto a confortarlo ed aiutarlo in ogni situazione della vita. A questo riguardo, dobbiamo tener presente che uno degli attributi del carattere santo di Dio, è l’Onnipresenza. In sostanza, il Signore è presente ovunque in qualsiasi luogo. Ma soprattutto il Signore è vicino a coloro che lo amano e che seguono i suoi insegnamenti. Per cui anche nelle prove più difficoltose, nella sofferenza, nelle tribolazioni della vita e in qualsiasi altra avversità, occorre ricordare che Gesù è sempre al nostro fianco, pronto a prestarci aiuto e sostenerci.

Harry è l’adolescente che, prima di affrontare una dura prova, ha bisogno di specchiarsi, di ritrovare forza e sicurezza nel genitore introiettato (Silente). Difatti ognuno di noi nel corso della propria infanzia ed adolescenza, inconsapevolmente memorizza gli atteggiamenti ed opinioni dei propri genitori o figure di riferimento, nel “magazzino” della propria memoria inconscia. Questo processo mentale, è necessario per aiutare il giovane ad affrontare le difficoltà e tribolazioni della vita. Pietro Lombardo: “Tutti i bambini hanno bisogno di sentirsi amati in maniera incondizionata, per lo meno all’inizio della relazione. Senza questa benevolenza affettiva, il bambino non può specchiarsi positivamente, e dunque non può capire chiaramente chi è. Tutti, prima di diventare una persona che ha un’identità propria, abbiamo avuto bisogno di volti in cui rispecchiarci, in cui riflettere delle parti di noi stessi”.

 

                

 

Gli amici di Harry Potter per salvarlo da Voldemort, mediante il polisucco, prendono le sembianze di Harry. In tutto sono sette: Gli amici di Harry Potter che prendono le sue sembianze, sono un’allegoria di tutti coloro che per aiutare un’anima a salvarsi, prendono su di sé la loro Croce con amore e speranza. Difatti per salvare l’intero genere umano, Gesù ha portato una pesantissima Croce, e quanti lo amano in verità, agiscono come il maestro. Per cui, quando siamo sottoposti a sofferenze e patimenti, cerchiamo di offrirli a Gesù e Maria, per la salvezza delle anime. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 4 Febbraio 2008: “Dio è continuamente offeso dalla superbia umana, dalla grande indifferenza, dalla incredulità; riparate, riparate offrendo preghiere, sacrifici e, con l’adorazione, pregate per chi non prega, sacrificatevi per i poveri peccatori che si rotolano nel fango e non supplicano il Perdono”. Al contempo, i sette Harry Potter, simboleggiano le tre virtù teologali (Fede, Speranza e Carità) unite alle virtù cardinali (Fortezza, Temperanza, Giustizia e Prudenza), le quali sono essenziali per fronteggiare il nostro eterno nemico: Satana, che nel racconto viene visualizzato dalla figura raccapricciante di Voldemort.

 

            

 

Gli amici di Harry che prendono le sue sembianze per proteggerlo da Voldemort, simboleggiano i familiari, amici e conoscenti di un fanciullo, che per aiutarlo a crescere e svilupparsi con equilibrio, cercano di entrare in sintonia con i suoi sentimenti e problematiche interiori. In poche parole, un bambino per sviluppare correttamente la propria individualità e facoltà intrinseche, abbisogna di persone che siano empatiche ed amorevoli; di individui che sappiano comprendere il fanciullo intimamente, sapendo cogliere i suoi disagi, ansie e timori. E per realizzare tutto questo, occorre mettersi nei panni di colui che si vuole aiutare. Evento esposto nel romanzo, dagli amici di Harry Potter che prendono le sue sembianze fisiche.

 

Silente ha dato una missione ad Harry Potter, e cioè distruggere gli Horcrux. Difatti Voldemort ha diviso l’anima mettendola in diversi Horcrux. Hermione enuncia che dividere la propria anima, rende instabili: Quando una persona si attacca ai beni materiali idolatrandoli, ecco che la propria anima si separa ed allontana dall’amore per Dio; e per questo motivo diviene instabile. A questo riguardo gli Horcrux, che sono degli oggetti su cui Voldemort ha infuso parte della sua anima per sopravvivere oltre la morte, altro non rappresentano che i beni materiali a cui un individuo ha deposto tutte le sue speranze. Non scordiamo che il primo comandamento asserisce che solo Dio va amato sopra qualunque altra cosa o persona, e quindi coloro che idolatrano gli “Horcrux” chiamati denaro, i beni materiali, la scienza, l’oro, i possedimenti, il sesso, il potere, i vestiti od oggetti vari, ecco che subitamente divengono dei nemici di Dio. E come possiamo osservare dalle nostre esperienze quotidiane, quanti vivono esclusivamente per i beni temporali ed i vizi, divengono avari, astiosi, egoisti, prepotenti, insensibili, menzogneri. E nei casi più gravi, diventano ladri ed assassini. Il racconto narrativo ci suggerisce che per sperimentare una vera felicità interiore e stabilità esistenziale, occorre utilizzare i beni temporali come strumenti per vivere la propria esistenza terrena con più agio e comfort, ma senza per questo idolatrarli. Piuttosto occorre pensare che la vita terrena altro non è che un banco di prova, per saggiare la nostra buona volontà e l’amore che proviamo per Dio e per il prossimo. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 5 Ottobre 2005: “Figli amati e tanto cari al Mio Cuore, le cose del Cielo sono stabili e durature. Se l’uomo sceglie la terra (Horcrux) diviene schiavo della sua instabilità, se sceglie il Cielo si prepara ad un infinito di Felicità con Dio (Silente)”.

 

                  

 

Silente in questo ambito narrativo, è la figura di un genitore amorevole e previdente che suggerisce al proprio figlio (Harry), che per sviluppare ed accrescere la propria identità, deve superare i pensieri negativi ed esperienze traumatiche (Horcrux), sperimentate nell’infanzia; mediante una ricerca interiore che faccia luce sui patimenti passati, per poi sanare le parti ferite dell’Io. Robin Norwood: “Ricordare e rivivere le esperienze di quel periodo tremendo, richiese tutto il suo coraggio e la sua perseveranza. Ma finalmente, Jerry riuscì a rimettere insieme tutti i frammenti del suo corpo fisico, emozionale e mentale devastato tanto tempo prima dalle violenze dello zio e rimasto bloccato; come anestetizzato, da allora. Dovette cioè rimembrare e reincorporare quelle parti del suo Io e della sua esperienza, che aveva seppellito per allontanarle da sé”. Ogni essere umano sperimenta nella propria esistenza dei fatti dolorosi e traumatici (Horcrux), e se un individuo rimane troppo congiunto ed avvinghiato ad essi, può divenire instabile ed ansioso. Difatti se questi eventi traumatici rimangono isolati e troppo impregnati di negatività o non vengono risolti, possono procurare problematiche psicologiche come stati di ansia, conflitti interiori, psicosi, rabbia, fobie. Occorre allora afferrare la “spada” (spada di Grifondoro) della verità e conoscenza, e con l’aiuto di un genitore benevolo, si possono rielaborare le esperienze negative del passato (Horcrux). Alice Miller: “Soltanto dopo che Anita è riuscita a vivere le proprie emozioni accanto a Susan, soltanto dopo che ha scoperto in sé la paura (Horcrux) precoce suscitata in lei da una madre chiusa a ogni emozione, è riuscita a liberarsene”.

 

       

 

Silente lascia a Ron il Deluminatore, che ha il potere di risucchiare la luce da un luogo e di riportarvela. Ad Hermione Silente dona un libro di favole. Infine Silente regala ad Harry Potter un boccino, che si usa per le partite di Quidditch, e la spada di Grifondoro: “Diario” di santa Faustina Kowalska pag. 612: “Ci sono nella vita degli attimi e dei momenti di conoscenza interiori, cioè di illuminazioni inviate da Dio, durante le quali l’anima viene istruita su cose che non ha letto in alcun libro, né le sono state insegnate da alcun uomo. Sono i momenti delle conoscenze interiori che Iddio stesso elargisce all’anima. Si tratta di grandi misteri”. Cosa dona Dio (Silente), a tutti coloro che lo amano in verità e giustizia? Dona la luce sapienziale che serve per districarsi nella vita di tutti i giorni. Luce che ci viene illustrata nel racconto, dal Deluminatore. E la Fede non è forse quella meravigliosa luce, che rischiara le menti ottenebrate dal razionalismo?

Il libro di favole è un’allegoria del Libro per eccellenza: la Bibbia. Dove si può trovare la parola di Dio, che indica l’itinerario da seguire per raggiungere il Cielo e ottenere la perfezione spirituale. Mentre il boccino che racchiude la pietra che fa resuscitare i morti, simboleggia la virtù della Fede; la quale fa resuscitare i “morti” spirituali, facendoli divenire anime viventi nella Grazia di Dio. Ed infine la spada di Grifondoro, è un’allegoria della spada della verità, la quale recide e spezza le menzogne proferite dal mondo edonista, e frantuma altresì l’eresia multiforme.

 

 

Silente è la raffigurazione di un buon genitore, che elargisce ai propri discendenti dei donativi che li aiutano a maturare con serenità. Il deluminatore è un’allegoria della “luce” della conoscenza dei pericoli da evitare; ed altresì il deluminatore illustra gli ammonimenti e consigli colmi di verità che un genitore insegna ai propri figli, per sapersi districare nel groviglio convulso delle esperienze della vita. Il libro di favole esprime la creatività che non deve mai mancare ad un figlio, la quale gli permette di sviluppare la propria inventiva e immaginazione; essenze fondamentali per coloro che possiedono doti artistiche. Il boccino che contiene la pietra della resurrezione è un emblema della forza interiore che deve sviluppare il discendente, per poter “risorgere” alle molteplici delusioni e patimenti sperimentati nel corso della vita. Per finire, la spada di Grifondoro esprime la parola utilizzata con destrezza e capacità di espressione, che va dichiarata senza titubanze e falsa timidezza, per contrastare le menzogne e sregolatezze proferite dal prossimo. Invero, la persona assertiva lo diviene quando ha avuto un genitore (Silente) che lo ha aiutato ad esprimere le proprie opinioni, con semplicità e verità.

 

 

Harry Potter scopre che la spada può distruggere gli Horcrux. Inoltre, Harry viene a sapere che in passato Silente ha fatto amicizia con un mago perfido di nome Grindelwald; e per un breve periodo era concorde con l’amico sul fatto di far sì che i maghi predominassero sui babbani. Ma poco dopo i due litigarono, e Silente lo sconfisse in un duello: Quando si tiene in mano la spada della verità, ecco che i beni temporali perdono il loro fascino ingannatore ed ammaliatore. Non a caso, senza il possesso delle verità evangeliche, l’essere umano come può distinguere il vero dal falso? Dopo il peccato originale l’intera umanità ha perso la Grazia di Dio, e con essa la Sapienza che proviene dallo Spirito Santo. E senza discernimento, l’essere umano si chiude in se stesso e nelle proprie idee soggettive, idolatrando oggetti, persone, eventi, animali o pianeti. Non è un caso che in molte popolazioni, si divinizzano esseri inanimati, teorie, persone od animali. Mentre chi segue le verità evangeliche, i dieci comandamenti e le virtù, viene pervaso e permeato della luce che proviene dallo Spirito Santo, che fa comprendere la verità.

Silente che in passato ha seguito gli insegnamenti negativi di Grindelwald, è la persona che nonostante un passato colmo di peccati ed errori, ha compreso che una delle cose più importanti nella vita, non consiste nel prevalere sul prossimo (Babbani), ma che occorre amare il prossimo. Insomma, Silente effigia proprio la persona che per un breve periodo della vita, ha ceduto all’orgoglio credendosi superiore al prossimo, solo perché ha avuto dei doni più rilevanti di altri. Esattamente come i maghi hanno dei doni magici, che i babbani non hanno. Gesù ci ha insegnato che chi possiede dei donativi più rilevanti di altre persone, li possiede non per autocelebrarsi o per credersi superiore al prossimo, ma per aiutare il prossimo. In breve, ogni dono che una persona possiede non è un premio, ma una responsabilità. Alla fine della vita terrena, dovremo rendere conto a Dio di come abbiamo utilizzato i donativi che ci ha elargito. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 23 Febbraio 2008: “Chi usa male i Miei Doni dovrà rendere conto a Me di tutto, ti dico che, se non si pente immediatamente, dovrà pagare il suo enorme debito fino all’ultimo spicciolo, senza sconto alcuno”.

Pietro Lombardo: “I bambini hanno bisogno di stima di sé. È fondamentale per i bambini che la stima di sé sia costruita nel sentirsi desiderati e accettati. Ciò favorisce la fiducia di base, da cui nascerà la sicurezza di base, fattore fondamentale per tutta la nostra vita. Il bambino struttura la stima di sé se le persone adulte convalidano il suo sviluppo, e le nuove acquisizioni che lui fa su se stesso, con gli altri e con il mondo che lo circonda”. Se un discendente ha avuto un genitore che gli ha permesso di esprimere le proprie opinioni e concetti con libertà, amore ed equilibrio, ecco che crescendo il figlio riuscirà a discernere ciò che è giusto da ciò che è nocivo (Horcrux). Al contrario, tutti coloro che hanno avuto dei genitori che non li ascoltavano o che li criticavano quando esprimevano delle opinioni soggettive, ecco che crescendo queste persone rischiano di rimanere intimiditi o intimoriti dall’esprimere le proprie opinioni, emozioni o credenze; ed oltre a ciò rischiano di rimanere avvinghiati alle false congetture espresse dal prossimo. Questo perché la loro stima non si è sviluppata, e per questo motivo si sentono inferiori e non degni di esprimere con veridicità i propri convincimenti. Pietro Lombardo: “Il giudizio degli altri va ad influire sull'autostima, su quello che io penso di me. Invece di essere centrato su di me, sul mio "Vero Sé", sono influenzato da quello che gli altri pensano di me”. Per farsi breve, coloro che non hanno potuto esprimere nel proprio habitat familiare i propri punti di vista, pareri ed emozioni, rischiano di divenire persone con una bassa stima di se stessi, e sarà proprio questa poca stima verso se stessi, che può spingere questi individui a divenire assoggettati ed annichiliti dalle opinioni erronee (Horcrux) del prossimo (Voldemort). Pietro Lombardo: “Il bambino ha bisogno che venga riconosciuta la sua individualità nascente. Questa differenza non è dovuta solo ad un aspetto genetico, ma anche ad un fattore ambientale. Fin dalla nascita i bambini avrebbero bisogno di vivere in condizioni confortevoli, di essere nutriti soprattutto sul piano della conferma affettiva”.

 

                  

 

Harry Potter segue una cerva fatta di luce, e poi in un lago scorge la spada di Grifondoro. Con l’aiuto di Ron riesce a prendere la spada. Improvvisamente da un medaglione Horcrux esce una voce che prende forma e istiga Ron, asserendo che è l’eterno secondo e che la sua ragazza ama Harry. Harry dice a Ron di non ascoltare la voce insidiosa; infine Ron con la spada rompe il medaglione Horcrux: La cerva dalla forma di luce è un’immagine figurata di Maria Santissima, la quale aiuta e consiglia l’intero genere umano, a ritrovare la via della Fede e della verità (spada di Grifondoro). Il simbolo della cerva difatti, ci riconduce ad un’anima che anela a Dio. E chi più di Maria, ha avuto questa sete del Creatore? Salmo 41 vers. 2-3: “Come il cervo anela ai rivi d'acqua,così anela l'anima mia a te, o Dio. Ha sete di Dio l'anima mia, del Dio vivente”. Possiamo tutti comprendere che è proprio Maria Santissima che sovente riconduce un popolo raffreddato nella Fede, alle sue origini cristiane. E questo ci viene dimostrato dalle numerose apparizioni mariane in tutto il mondo. Invero, Maria come una cerva colma e ripiena di luce divina, ci indica l’itinerario giusto da seguire per ritornare alle virtù, alla preghiera ed ai Sacramenti. Ed è logico che quando si ha l’appoggio di Dio, si riesce a possedere la “spada” della Fede; arma necessaria per sconfiggere il male in noi e nel mondo.

La luce che forma la figura della cerva, ci rammenta altresì che quando si possiede vero amore e vera Fede in Dio, ecco che il Signore ci dona la sua luce sapienziale, la quale ci riempie il cuore di verità sublimi e ci aiuta a rimanere saldi nelle virtù.

1a Timoteo cap. 6 vers. 9-10: “Ma quelli che vogliono arricchire, cadono nella tentazione (Horcrux) e nel laccio del diavolo (Voldemort), e concepiscono molti desideri stolti e dannosi, che sommergono gli uomini nella rovina e nella perdizione. Giacché radice di tutti i mali, è l'amor del denaro, a cui aspirando taluni si sviarono dalla Fede e si sono creati molti guai”. La voce insidiosa che fuoriesce dal medaglione Horcrux, è un’allegoria della tentazione che giunge proprio quando meno ce l’aspettiamo, e sopratutto quando stiamo per compiere dei passi in avanti nella Fede e nella verità. La narrazione ci evidenzia il modo migliore per sconfiggere questa insidia del serpente infernale: afferrare con le “mani” della buona volontà, la spada della Fede… e mediante il soccorso a Dio nella preghiera, vedremo che la tentazione (Horcrux) sarà distrutta ed annichilita. Questo proprio perché Gesù e Maria non ci abbandonano nella prova, ma ci ascoltano ed assistono quando gli chiediamo assistenza con benevole speranza ed umiltà. S. Luca cap. 22 vers. 40: “Giunto sul luogo, disse loro: Pregate per non cadere in tentazione”.

 

Ron ha ritrovato Harry Potter grazie al deluminatore, la cui luce è entrata in lui e lo ha condotto da Harry: Opera scritta dalla Divina Sapienza del 31 Gennaio 2008: “…ogni uomo può avere Luce se vuole, può anche rifiutarla. Io, Io, Gesù, sono la Luce del mondo,chi è Mio cammina nella Luce e vivrà in eterno nella Mia Luce. Io, Io, Gesù, sono Via e Verità, chi si apre a Me sarà nella Verità ed avrà salvezza”. Ron che ritrova Harry grazie alla luce proveniente dal deluminatore, ci richiama alla mente che per ritrovare la Fede, per incrementare l’amore verso Dio, per perseverare nelle virtù e nella preghiera, occorre chiedere sostegno a Gesù. Non a caso, chi segue Gesù e i suoi insegnamenti, solitamente non compie grossi peccati e riesce altresì a superare le difficoltà della vita con serenità e coraggio. Mentre coloro che rincorrono con audacia le tenebre che offre il mondo edonista e secolarizzato, ecco che nelle prove della vita rimangono confusi, depressi, addolorati oltre misura, fino a sfiorare la disperazione. 1a S. Giovanni cap. 1 vers. 5: “Ora l'annunzio, che da Lui abbiamo udito e trasmettiamo a voi, è questo: che Dio è luce e in Lui non vi sono tenebre…”.

 

            

 

Ron che grazie al deluminatore riesce a trovare Harry, simboleggia il giovane che grazie all’aiuto benevolo del proprio genitore, riesce a sviluppare e ritrovare il proprio “Vero Sé” (Harry). Pietro Lombardo: “Quando gli esseri umani si mettono in contatto con la grande ricchezza che abita nel loro cuore, nella loro anima, nelle loro mente e nel loro corpo, allora quest’immagine aureolata gradualmente si sfuma per ridare luce al volto del “Vero Sé”. Invero, la luce del deluminatore è un’allegoria della luce introiettata sin dalla tenera età, da un figlio che ha avuto un genitore amorevole, il quale ha saputo instillare fiducia e serenità nel cuore del proprio discendente. Insomma, il “Vero Sé” e la propria reale identità, si sviluppano correttamente quando si possiedono dei genitori benevoli, disponibili ed equilibrati, che hanno saputo donare ai figli amore, comprensione, ascolto. Ecco che nelle difficoltà della vita, il figlio riuscirà ad affrontarle con successo, grazie alle esperienze positive introiettate nell’infanzia. Giovanni Bollea “Genitori Grandi Maestri di Felicità” pag. 23: “Un sistema che non ha bisogno di essere insegnato e tanto meno imposto, essendo l’educazione un essenziale esempio di armonia. È così che il figlio imposta i propri rapporti temporali di vita, interiorizzando e introiettando quelli dei genitori”.

 

 

Hermione racconta la “Storia dei Tre Fratelli”: …tre fratelli raggiungono un fiume ed incontrarono la Morte, la quale asserisce che vuole dare un premio ai tre fratelli per essere stati bravi a sfuggirle. Al fratello maggiore che era bellicoso, diede una bacchetta più potente delle altre; una bacchetta che lo fa vincere ai duelli. Il primo fratello viene successivamente ucciso da un mago, che gli ruba la bacchetta: 1a San Pietro cap. 5 vers. 5-6: “Parimenti voi, o giovani, siate soggetti ai presbiteri. Nelle vostre vicendevoli relazioni, mostratevi tutti adorni di umiltà, perché Dio resiste ai superbi e dà grazia agli umili. Umiliatevi dunque, sotto la potente mano di Dio, affinché egli vi esalti nel tempo della visita”. Il fratello maggiore che chiede una bacchetta che gli dia il potere, simboleggia la persona che pone fiducia solo in se stessa, nella propria forza e nelle proprie facoltà. Invero i superbi, i vanagloriosi ed alteri, faticano a chiedere aiuto a Dio, proprio perché ritengono di non averne bisogno. Ed eccoli che seguono il potere, ed agognano acquisire posti prestigiosi e fare scelte eclatanti per attirare il benvolere e gli applausi del prossimo. In altre parole, le loro azioni sono colme di arroganza, e credono di essere i padroni del mondo. Ma alla fine capitombolano tragicamente nei meandri del nulla (il primo fratello che muore per mano di un mago), proprio perché hanno rifiutato la vera forza che proviene solo da Dio. E difatti, come possiamo constatare da ciò che la Storia ci tramanda… che fine hanno fatto i boriosi plutocrati, despoti e regnanti di tutti i tempi? Dove sono finite le loro ideologie superbe? Dove sono finiti i loro regni grandiosi? E che fine hanno fatto i loro possedimenti? Come canne al vento, sono stati spazzati via dal “vento” del Tempo; detronizzati dai loro seggi, derisi dai loro seguaci e via dicendo. Ed il fratello maggiore che chiede il potere alla Morte, alla fine cade inesorabilmente nelle fauci della stessa morte, che aveva voluto sfuggire. Esattamente come tutti coloro che ebbri di vanagloria e che agognano con bramosia i piaceri mondani, alla fine stramazzano sotto le fauci di Satana (la Morte). Opera scritta dalla Divina Sapienza del 6 Agosto 2007: “Se i capi dei popoli e delle nazioni barcollano e vacillano non è perché manca il Mio Aiuto, essi sono nella più grande superbia e non chiedono a Me l’energia per guidare bene e dare esempi edificanti, essi non attingono alla Mia Sorgente di Acqua Purissima Che dona vita, si volgono, invece, alle acque torbide che offre il Mio nemico, ne bevono e sono ebbri di potere, di ricchezze, di avidità, di rapina, di lussuria; amata sposa, il Mio nemico ottiene grandi vittorie lì dove c’è debolezza e mancanza di fede”.

 

      

 

Il primo fratello che desidera la bacchetta del potere, ci riconduce l’attenzione su coloro che hanno vissuto in un ambiente familiare privo di regole morali. Non a caso, ci sono alcuni genitori che credono che amare il proprio figlio, consista nel donare qualunque cosa egli chieda o ricerchi; oppure pensano che ai figli gli si deve dare sempre ragione. Ma così facendo si crescono dei piccoli tiranni, che da adulti possono divenire dei veri prepotenti e dispotici, che ce7rcano in tutti i modi di soddisfare le proprie pulsioni o bisogni, a scapito del prossimo. Le regole morali ed etiche non sono dei limiti, ma all’opposto delle indicazioni e segnalazioni che servono ai figli per agevolarli di fronte alle problematiche della vita. Oltre al resto, le regole morali sono l’anticamera dell’empatia verso il prossimo. La persona empatica difatti, sa comprendere le esigenze e sofferenze degli altri, pur mantenendo un sostanziale equilibrio interiore. Pietro Lombardo “Il Ponte” pag. 94: “Un educando che cresce senza regole e non conosce alcun limite, può rimanere vittima di un delirio di onnipotenza, che lo indurrà a crearsi una realtà fatta ad immagine dei suoi desideri-capricci. L’assenza di regole e di disciplina, produce personalità con un senso dell’Io ipertrofico, arrogante ed aggressivo”.

 

      

 

Al secondo fratello che era arrogante, La Morte donò un sasso che aveva la capacità di far vivere i morti. Il secondo fratello richiama dalla morte la sua fidanzata deceduta prematuramente; ma dopo aver visto che era triste e fredda… il secondo fratello si uccide: Non è forse la meravigliosa virtù della Fede, quel “sasso” che fa sussistere la propria anima? Ma ecco che la Fede (sasso) messa in mano a persone arroganti, non diviene vita per l’anima, ma al contrario …morte. Non dobbiamo scordare che la Fede senza le opere è morta, poiché come possiamo ben rammentare, anche gli Angeli ribelli avevano la fede esattamente come Giuda Iscariota. Ma in seguito proprio per la loro arroganza, sono precipitati nei meandri dell’Inferno. Il messaggio della narrazione è chiaro e veritiero: non bisogna montarsi la testa ed essere arroganti se si possiede il dono della Fede (sasso della resurrezione), poiché la Fede altro non è che un primo passo per compiere opere eque e oneste. Altrimenti se si ha la Fede ma si agisce con iniquità e malignità, si rischia di perdere la propria anima (fidanzata del secondo fratello) e di fare morire la Grazia in noi. Lettera a Tito cap. 1 vers. 15-16: “Tutto è puro per i puri; per i contaminati e gli infedeli nulla è puro, ma si è contaminata in loro anche la mente e la coscienza. Professano di saper chi è Dio, ma colle opere lo rinnegano, essendo abominevoli e ribelli e incapaci di qualsiasi opera buona”. Ecco che persone beneficate grandiosamente da Dio, possono rischiare di perdere l’anima eternamente, perché non sono stati umili e non hanno avuto carità verso il prossimo. In definitiva, per vincere la morte spirituale, occorre avere misericordia e sforzarsi di compiere opere e attività che seguono gli insegnamenti evangelici, senza per questo inorgoglirsi e credersi migliori degli altri. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 15 Novembre 2005: “Ti ho parlato della preghiera, del sentimento che la ispira, ad essa si devono unire le opere perché la fede, senza le opere è morta. Fede ed opere vengono incrementate dalla frequenza al Sacramento, Dono sublime del Mio Amore, specialmente Quelli della Riconciliazione e dell’Eucarestia”.

 

      

Chi possiede un cuore di sasso o di pietra, è propriamente la persona che ha distrutto ed ucciso il proprio “Vero ” (fidanzata del secondo fratello). Difatti il “Vero Sé” non solo può essere annichilito da figure genitoriali dittatoriali o poco amorevoli, ma può essere dissipato ed avvilito anche dall’individuo che ha indurito il proprio cuore di fronte alla verità: che ognuno di noi è un essere unico ed irripetibile, ma questo non significa che siamo superiori o migliori del prossimo. Ed ecco che se ci crediamo più importanti del nostro prossimo, il nostro “Vero Sé” perisce e svilisce, proprio come la fidanzata del secondo fratello.

 

Al terzo fratello, che era il più umile, la Morte gli dona il mantello

dell’invisibilità, il quale gli permette di andarsene senza che la Morte lo segua. Il terzo fratello visse tanti anni, e lasciò il mantello al figlio. Infine si avvicinò alla morte come ad una vecchia amica, e si avviò lieto con lei: Santa Veronica Giuliani “Vera Immagine del Crocifisso” pag. 354: “E in questo conoscimento vi sta la mano potente di un Dio che tutto può, il tutto opera, il tutto vuole e del tutto è padrone assoluto; ma non accetta niente, non gradisce niente; non sono opere da presentare a Lui, se non vi è questa vera umiltà di conoscere veramente che non siamo niente e niente possiamo, se non colla grazia sua”. Ecco che il terzo fratello che è umile, simboleggia tutti gli individui che colmi di vera modestia non avranno la morte eterna dell’anima, ma seguiranno Gesù in Paradiso. E difatti il mantello dell’invisibilità, in questo contesto narrativo, effigia proprio il non volersi far vedere, cioè il non esporsi o esibirsi all’orgoglio e alla superbia. Se ci riflettiamo, possiamo constatare che sono proprio le persone umili e modeste quelle che chiedono aiuto a Dio, che pregano, che ubbidiscono ai dieci comandamenti, che temono di ferire Gesù, che chiedono perdono a Dio nel sacramento della Riconciliazione, che accettano con luminosa rassegnazione le sofferenze della vita senza disperare. E saranno proprio loro ad accostarsi alla morte non con timore, ma con ilare felicità… sapendo che ad attenderli non ci sarà la morte eterna, ma al contrario la vita eterna con Dio. Mamma Carmela “Un Anno con Maria” pag. 105: “La speranza di vincere è la sicurezza che deriva dalla fede, aumentano la forza e la fiducia. Giustamente si dice che la speranza è l’ultima a morire, poiché anche la morte, accompagnata da questa virtù, perde il suo aspetto tragico e doloroso. Essa diventa come un commiato sereno, un arrivederci fiducioso”.

 

       

 

Il possessore dei tre doni, diviene il padrone della morte: Chi possiede il sasso della Fede, il mantello dell’umiltà e il bastone della giustizia, diviene possessore della vita eterna, sconfiggendo la morte eterna dell’anima. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 8 Febbraio 2008: “…vedrai i potenti cadere ed i superbi essere vinti mentre gli umili (terzo fratello) saranno vittoriosi, questo accadrà perché i superbi confidano in sé stessi e nei loro simili mentre l’umile confida in Me, egli attinge alla Mia Fonte per avere tutto, proprio tutto: forza, sapienza, discernimento, intelletto, viva speranza, Gioia profonda e Pace vera. Chi è in Me è vittorioso, chi è senza di Me per sua scelta è un vinto”.

 

      

 

Voldemort ruba la bacchetta magica a Silente, portandogliela via dalla tomba: Coloro che desiderano il potere e che sono orgogliosi ed arroganti, hanno deciso in cuor loro di anteporre se stessi a Dio. E proprio come Voldemort ruba la bacchetta del potere a Silente, così i presuntuosi e i protervi cercano di allontanare i desideri di Dio facendo vivere e mettendo i pratica i propri. In sostanza, nel loro cuore è morto l’amore… e quindi è morto Dio. Il motivo? Essi si sostituiscono a Dio nell’approvare le essenze e vizi che li attraggono, ed allontanano le verità evangeliche che non li affascinano. Proviamo a riflettere… i medici che compiono aborti, non sostituiscono forse i loro desideri e false convinzioni, posponendoli alle leggi di amore che Dio ha riconosciuto? Ecco che si ruba la vera scienza e sapienza divine (bacchetta magica di Silente-Dio) per affermare con arroganza le proprie false verità. E questo esempio lo possiamo riscontrare nei politici corrotti, nei ladri, assassini, menzogneri, in coloro che seguono false dottrine o sètte, nei lussuriosi, irosi, invidiosi e via dicendo. Tutti questi individui cercano in ogni modo, di sostituire le verità evangeliche, avvicendandole e sostituendole con le loro aspirazioni colme di iniquità. Esattamente come Voldemort ha rubato la bacchetta magica a Silente.

 

                

Ariana la sorella di Silente, a sei anni è stata aggredita da alcuni ragazzi babbani, poiché l’avevano vista fare delle magie. Ariana da allora è rimasta sconvolta ed è impazzita, poiché non voleva usare la magia. Il padre di Ariana fu rinchiuso in prigione poiché ha aggredito i ragazzi. Ad Ariana la magia le schizzava fuori senza controllo, e per tenerla al sicuro Silente ha dovuto nasconderla: Ariana è la persona che è stata derisa e perseguitata, per il solo motivo di essere una credente in Dio (usare la magia). E possedendo un Ego altezzoso e iroso (padre di Ariana), ha deciso di reprimere i sani sentimenti di amore verso Gesù; con il risultato di divenire instabile. Difatti in questo periodo storico, dove la falsa scienza umana ha preso il posto delle verità evangeliche, è lampante che coloro che non tallonano il “pifferaio magico” del razionalismo, vengono dileggiati e disprezzati. Ma coloro che si lasciano trascinare come foglie rinsecchite dal vento, delle passioni umane e dalle eresie del popolo gaudente, rischiano di perdere il senso della realtà, e la virtù della Fede viene rinchiusa e nascosta al pubblico, per timore di venire perseguitati moralmente. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 20 Gennaio 2004: “Non vergognatevi di proclamarvi cristiani cattolici, ma siate orgogliosi di esserlo, la vostra testimonianza non sia solo a parole, ma soprattutto con la vita, guai a colui che si ferma alle parole e non dimostra con la vita la sua fede ardente, quale testimonianza è la sua? Amici, siate Luce che splende nelle tenebre del mondo, ognuno può vedere, può capire, può seguire se vuole”. Il padre di Ariana che viene rinchiuso in prigione, è un'immagine figurata di un Io che si autolesiona nel preciso momento in cui rifiuta di rivelare di essere un credente. In questo contesto, l’Io della persona viene reciso dalla fonte della sua stessa forza interiore che è l’anima (Ariana), la quale sentendosi tradita dal suo Io vizioso e refrattario al combattimento spirituale, diviene debilitata e si ribella al proprio Io. Ma non è tutto… poiché coloro che si vergognano di dimostrare di essere cristiani, al momento del giudizio particolare saranno puniti per la loro poca Fede e per aver rigettato la verità e Dio. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 13 Marzo 2004: “Gesù ha preparato, come già vi ho detto, splendide sorprese per chi Lo ama e Lo testimonia con coraggio, ma a quelli che di Lui si vergognano ripeterà le Sue Parole: Come tu ti sei vergognato di Me, anche Io Mi vergognerò di te quando sarò davanti al Padre Mio, come tu hai fatto, anch’Io farò.

 

 

Ariana è la persona che viene criticata e giudicata negativamente dal prossimo, riguardo il suo modo di comportarsi e per il suo carattere. Ed è logico osservare che in questi casi, la persona vittima di critiche feroci, può ad un certo punto inibire e annichilire la propria reale personalità. Questo evento può accadere anche in ambienti familiari, dove non si riescono ad accettare i discendenti nella loro reale individualità e soggettività. Ecco che allora il figlio si sente costretto a nascondere e mistificare il proprio “Vero Sé”, creando e formando un “Falso Sé” che si conforma e modella sui desideri ed aspettative degli adulti. Pietro Lombardo: “Il senso di colpa nasce dall’idea che noi dovremmo essere perfetti. In che senso essere perfetti? Perfetti nell’accontentare le richieste, i bisogni, le aspettative degli adulti che ci accompagnano nel corso della nostra crescita. Questo senso di colpa nasce dal problema dell’amore condizionato, che dice: -Io ti voglio bene a condizione che tu faccia, dica, ti comporti, secondo le mie aspettative”. In questo caso, oltre che ad aver creato una falsa personalità, l’enorme stress causato dagli eventi appena narrati, può far sorgere nei figli alcune malattie psicosomatiche o delle dipendenze da droghe o alcol. Robin Norwood “Donne che Amano Troppo” pag. 237: “Possono manifestarsi alcune delle malattie connesse a periodi prolungati di stress. Oltre a un’eventuale dipendenza dal cibo, all’alcol o da altre droghe, come abbiamo già osservato, sono riscontrabili problemi digestivi e ulcere, malattie della pelle, allergie, pressione alta, tic nervosi, insonnia, stitichezza o diarrea…”.

 

 

Silente litiga con suo fratello e il suo amico; nello scontro un raggio magico colpisce a morte la sorella Ariana: La battaglia furiosa tra Silente, il fratello e il suo amico, è la medesima lotta interiore che avviene quotidianamente tra le forze spirituali (Silente), e quelle razionali legate alle passioni. E naturalmente se vince la razionalità, ecco che l’anima (Ariana) muore sotto una coltre di ragionamenti raziocinanti e privi di spiritualità.

Nel versante analitico, possiamo considerare il fatto che, se si continua ad occultare od annichilire la propria reale identità (Ariana), con il tempo si rischia di soffocarla per sempre (Ariana che muore). Il nostro corpo fisico ci avverte sempre quando un versante della nostra reale identità viene represso, il tutto mediante segnali psicosomatici come i tic, l’ansia, i pruriti, angosce o malattie che non si sa come si siano formate. Occorre allora decodificare e cifrare questi messaggi che il nostro inconscio ci invia, e successivamente occorre ripristinare la propria reale identità. Alice Miller: “Con l’aiuto della terapeuta Veronika scoprì finalmente, che il prurito insorgeva ogni volta che cercava di reprimere un sentimento e non l’abbandonava finché non era riuscita a viverlo liberamente”.

 

         

 

Harry Potter scopre che Piton operava per Silente; e Piton ha sempre protetto Harry per l’amore che aveva per sua madre. Ed è stato Silente a dire a Piton di ucciderlo, poiché stava per morire per una brutta malattia: Piton è un Io che nonostante provi del disprezzo per il proprio versante spirituale (Harry), riesce nel corso del tempo, a salvare la propria anima proprio grazie alle esperienze negative vissute nel corso della propria esistenza terrena. In questo contesto narrativo, Silente è un’allegoria di quanti con l’approssimarsi della loro dipartita dalla Terra, comprendono l’importanza di salvare la propria anima e di non rigettare dietro le proprie spalle gli insegnamenti evangelici. A questo riguardo possiamo comprendere come il dono meraviglioso del TEMPO sia di estrema importanza per comprendere quali siano le priorità essenziali di una persona: amare Dio ed il prossimo. Possiamo tutti notare come delle volte, persone miscredenti e razionali, proprio alle soglie della morte comprendano di aver errato a non seguire i dieci comandamenti e le virtù; e riconoscono l’importanza della propria spiritualità. In definitiva, si riscopre l’amore per la propria anima (Ariana) trascurata nei meandri dell’inconscio per una intera vita, e sul letto di morte si avverte il bisogno di confessarsi e di prendere i Sacramenti. Essenze vitali che permettono alla persona, di salvare la propria anima.

 

        

 

Silente dice che la notte in cui Voldemort uccise la madre di Harry, un frammento dell’anima di Voldemort entrò in Harry. In pratica, una parte di Voldemort vive dentro Harry; ecco perché Harry parla il serpentese. E fintanto che una parte di Voldemort rimane aggrappata ad Harry, il signore oscuro non può morire: Quando si rifiuta e rigetta il proprio versante spirituale, è come se una parte o meglio… un frammento di Satana (Voldemort) del suo odio, invidia, superbia, egotismo e livore, entrano a far parte della persona. E per eliminare questo versante colmo di iniquità (frammento dell’anima di Voldemort), occorre mediante il Sacramento della Confessione, chiedere perdono a Dio dei peccati compiuti. Harry che parla il serpentese è l’individuo che avendo dato accesso nel proprio cuore ai sentimenti colmi di malizia propri del serpente infernale, anche senza comprenderlo pienamente, compie opere inique e contrarie ai dieci comandamenti.

 

Harry Potter infine viene ucciso da Voldemort, e il boccino si apre lasciando fuoriuscire la pietra della resurrezione. Harry percepisce e parla con i suoi genitori, con Sirius e Lupin: Harry che si lascia uccidere da Voldemort, è l’individuo che mediante il sacramento della Confessione fa un atto di umiltà, “uccidendo” il proprio versante legato all’orgoglio, egoismo e superbia (frammento di Voldemort). E proprio per questo motivo che il cuore (boccino) del pentito, si apre alla Grazia santificante che proviene dallo Spirito Santo; e si ritrova comunanza con i propri parenti e amici defunti, proprio perché ci si collega ed unisce al Signore. Insomma, la pietra della resurrezione simboleggia la rinascita e “resurrezione” della propria anima, che ritorna a vivificarsi mediante lo Spirito Santo. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 1 Dicembre 2007: “…abbi sempre ben presente il Sacrificio della Croce: in Esso c’è il grande Dolore, ma che prepara la più grande Gioia. La Mia morte in Croce prepara la Resurrezione e la salvezza delle anime, sia questo per te sempre il Segno più significativo. Chi soffre con Me per la salvezza delle anime, con Me risorgerà e felice sarà per sempre”.

 

 

Quando una persona si trova a disagio, nella sofferenza o nella prova più terribile, ecco che possono venire in soccorso le esperienze positive dei propri familiari, amici (Sirius e Lupin) e conoscenti. Esperienze che sono state introiettate inconsciamente, nella memoria a lungo termine. Invero, questi ricordi dei genitori interni divengono dei modelli e figure di riferimento, che aiutano la persona a superare le molteplici difficoltà che si incontrano nel corso della vita. Pietro Lombardo: “Quando entriamo in contatto con i nostri genitori, osserviamo ed incameriamo in modo preciso e fedele tutte le loro reazioni emotive che diventano i nostri modelli di genitore interno. Dentro di noi ci sono madre, padre, nonna, nonno, zia, zio… le figure adulte con cui abbiamo intessuto il maggior legame affettivo rimangono dentro di noi in modo inconsapevole”.

 

        

 

Harry parla con Silente il quale gli conferma che adesso la parte di Voldemort, che era in Harry è morta. Dopodiché Silente assicura che adesso l’anima di Harry è tutta di Harry: Quando ci pentiamo dei nostri peccati nel Sacramento sublime della Riconciliazione, il Signore non solo ci perdona le nostre colpe, ma ci ridona la Grazia. In sostanza, Dio ci ripulisce l’anima dalle brutture causate dalle colpe compiute, dopodiché elimina quel versante (frammento di Voldemort) di noi che ha aderto alle tentazioni e lusinghe proferite da Satana. Ecco che questo evento nel racconto, ci viene evidenziato da Harry che comprende che il versante di Voldemort che era in lui, è sparito. È quindi indispensabile confessare i propri peccati ad un Sacerdote, proprio come fa Harry con Silente, e non solo chiedere scusa a Dio mentalmente. Difatti alcune persone trovano inutile andare a riferire i propri peccati ad un Prete, dichiarando come scusa che Dio sa tutto, e che quindi possono chiedergli perdono solo mediante un veloce pentimento mentale. Ma se è vero che Dio essendo Onnisciente sa tutto, ciò non significa che non dobbiamo dirigerci da un Sacerdote per chiedere assoluzione per i peccati compiuti. Difatti se chiediamo scusa a Dio senza andare da un prete, la nostra anima non viene ripulita dai peccati che abbiamo fatto. Al contrario, nella Confessione il Signore ci dona la sua Grazia santificante mediante i meriti di Gesù.

Il sangue della madre di Harry è dentro anche a Voldemort, poiché per tornare in vita Voldemort ha prelevato del sangue da Harry. Silente enuncia che Harry era il settimo Horcrux: Opera scritta dalla Divina Sapienza del 6 Gennaio 2004: “Io, Io Gesù , col Sacrificio della Croce, ho pagato il forte debito contratto dall’Umanità intera per la caduta dei progenitori”. È per mezzo del sangue di Cristo che siamo redenti, e possiamo svincolarci delle insidie e tentazioni di Satana (Voldemort). Non scordiamo che Gesù si è fatto crocifiggere, per donarci il suo sangue, il quale ci ridona la vita della Grazia; oltre al resto per liberarci dagli artigli di Satana, per elargirci la forza di resistere ai vizi, al peccato ed alle concupiscenze. Esattamente come la madre di Harry si è sacrificata per dare la vita al figlio, così Gesù si è sacrificato per donarci la vita eterna. L’unica essenza che spetta all’uomo di compiere, è di aderire col proprio libero arbitrio, agli insegnamenti evangelici formulati con amore da Gesù. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 24 Febbraio 2004: “Gesù è morto per ogni uomo della terra, per l’Umanità di ogni tempo, anche di questo così significativo. Ha pagato l’esoso debito del peccato e vuole che tutti abbiano salvezza, sia coloro che l’hanno ben conosciuto, sia coloro che ardono d’amore per Lui benché nessuno ne abbia loro parlato”.

 

 

Silente dichiara che Harry è il vero padrone della morte, poiché non ha cercato di sfuggirle, ma ha accettato la morte comprendendo che ci sono cose peggiori della morte: Lettera ai romani cap. 6 vers. 9: “E se siamo morti in Cristo, abbiamo fede che rivivremo anche con lui, sapendo che Cristo risorto da morte non muore più, la morte non avrà più dominio su lui”. Harry è la persona che ha vinto la morte eterna, poiché ha seguito con umiltà ed obbedienza gli insegnamenti evangelici. Difatti Gesù ha vinto la morte mediante la sua Resurrezione, e lo stesso avverrà a coloro che sono virtuosi, che pregano, che seguono i dieci comandamenti. Insomma, Harry è la persona che non teme la morte fisica del corpo, proprio perché ha scoperto che la morte del corpo non è importante, ma è ragguardevole e rilevante ottenere la vita eterna della propria anima con Gesù. Mentre tutti coloro che seguono i vizi e le concupiscenze (primo e secondo fratello), avranno la morte eterna dell’anima, la quale dimorerà eternamente nei meandri dell’Inferno. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 29 Gennaio 2008: “…ho posto davanti all’uomo due strade: quella del Bene e quella del male; ho detto: uomo scegli, puoi avere tutto scegliendo il Bene, puoi perdere tutto scegliendo il male, opera secondo la tua libera scelta. Ecco, ogni uomo è chiamato alla scelta, ciò che vuole ha: o la vita eterna con Me, Dio, o la vita eterna senza di Me, Dio”.

 

         

 

Harry scopre che la cerva luminosa, era il Patronus di Piton. La cerva luminosa è uguale a quella della madre di Harry: Piton effigia la persona che nonostante in passato abbia commesso numerosi peccati, e per questo motivo è stato sotto il predomini di Satana (Voldemort), con il tempo si è pentito e ha cambiato stile di vita. Questo può avvenire anche grazie all’amore che si ha per Maria Santissima (cerva di luce), la quale proprio come una madre amorosa, cerca di aiutare i propri figli a tornare alla casa del Padre (Silente). Difatti, non dobbiamo tralasciare il fatto che fintanto che abbiamo la possibilità di scegliere, mediante il nostro libero arbitrio, possiamo anche mutare atteggiamento e tornare a Dio. Anche nella storia della Chiesa ci sono numerosissimi esempi di grandi peccatori, che nel corso della loro esistenza si sono pentiti delle loro colpe, e sono divenuti dei grandi santi.

 

                     

 

Voldemort muore a causa del rimbalzo della sua stessa maledizione: Tutti coloro (Voldemort) che compiono opere maligne ed inique, e perseverano in questo atteggiamento senza pentirsi, avranno la morte eterna della loro anima; la quale andrà all’Inferno per sempre. Anche se sulla Terra queste persone ridono, giocano, fanno del male senza alcun rimorso, e sembra che tutto gli vada bene… in realtà si stanno preparando, grazie alle loro opere inique, un’eternità di sofferenza e odio. Maria Valtorta “Quadernetti” pag. 196: “Il frumento entrerà nel mio granaio. Ossia i miei veri servi. Quelli che non hanno aspetto appariscente, ma sono tutta spiga buona, tutta farina da ostie. Quelli entreranno da Me, nella mia Dimora eterna. E fatti, da – ostie –, beati in eterno, vedranno quelli che li sfarinarono sotto la macina della loro autorità ingiusta gemere e gridare: …perché non riconoscemmo il Signore? Perché non accogliemmo i suoi – piccoli – in suo Nome? Perché non demmo loro quel sorso di giustizia che invocavano da noi?–. Ma ormai il giudizio sarà stato dato e ognuno avrà ciò che ha MERITATO di avere, e nulla servirà a mutarlo. Ti dico: per alcuni sarà giudizio eterno. Per altri si consumerà nei secoli e poi avranno perdono perché avranno espiato”.

 

Frasa.