Casella di testo:

Twilight New Moon.

Frasa

In definitiva, questi individui colmi di razionalismo (Volturi), accettano le cosemorte” come essenziali, e al contempo non rispettano la vita del prossimo. Tutto ciò ci conduce all’egoismo e alla superbia della mente. Ci si crede i dignitari della verità e della giustizia, mentre altro non si è che persone meschine con una mente gretta e spietata. L’amore è una luce che fuoriesce dal cuore e irradia il prossimo, mentre oggigiorno ci sono individui (Volturi) che sono divenuti candele stanche che divorano il prossimo… per illuminare se stessi

Twilight: New Moon.

 

Bella ha paura di invecchiare, mentre il suo ragazzo vampiro Edward rimane sempre giovane. Infine, Bella per paura di incanutire o di ammalarsi, chiede a Edward di trasformarla in un vampiro: Il timore di invecchiare che possiede Bella, è la medesima paura della morte che afferra tutti coloro che sono immersi nel razionalismo e che non hanno il meraviglioso dono della Fede. È bene tener presente che quando non si possiede la Fede, si diviene automaticamente degli idolatri; in sostanza si cominciano a venerare la scienza, il corpo, il prossimo, i plutocrati, le gioie terrene, i piaceri effimeri, i vizi, i beni temporali, i falsi guru e via dicendo. In questo caso, il lungometraggio ci pone dinanzi all’idolatria del corpo, e quindi della giovinezza. A questo punto ecco che quanti idolatrano se stessi, cominciano a provare ansia e angoscia nel vedere il proprio corpo sfiorire, ammalarsi e infine morire. Si ricorre così alla chirurgia estetica, ai massaggi, alla scienza. Ma essendo la vecchiaia un’essenza fatalmente inevitabile, ecco che prima o poi l’angoscia divampa in un cuore, fino a far crollare la persona in una depressione o inquietudine persistente. Sostanzialmente, quando si perde la Fede, la mente degli individui si volge ad idoli multiformi, con il rischio di sprofondare nel dolore, nella solitudine, nei problemi psicosomatici, nelle false credenze; e in alcuni casi si inizia a seguire il male, l’ingiustizia, le eresie dalle molteplici e allettanti sfumature. In altri termini, Bella rappresenta tutti coloro che immersi nei vizi e nei piaceri effimeri, rifiutano di seguire Gesù e i dieci comandamenti; il tutto per soddisfare le proprie passioni e desideri egoistici. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 3 Marzo 2004: “Vi sono, poi, quelli che non credono al Mio Ritorno, operano come vogliono e fanno spesso la loro volontà e non la Mia, accolgono la loro volontà e non accettano la Mia, si sono creati una logica personale secondo la quale è Bene ciò che è male ed è male quello che è Bene, fanno così perché desiderano soddisfare le loro passioni e ripetono a sé stessi: …Questo è lecito, questo è lecito. - Anche quello che è in Mio abominio è lecito secondo loro. Vedi, sposa cara, come questi stolti si sono costruiti un vitello d'oro e lo adorano, esso è un idolo e tace sempre, approva quello che fanno perché non ha bocca per parlare né occhi che vedono. Amata, questi si faranno sorprendere impreparati perché sono i nuovi idolatri, quelli di questo tempo”.

Oltre al resto, Bella che vuole divenire un vampiro… ma solo perché ha timore di invecchiare, ci rammenta che non si può divenire dei veri credenti solo perché si ha paura del giudizio divino o della morte. Essere dei veri credenti significa impegnarsi nell’amare Dio, se stessi e il prossimo. L’unico timore, deve essere quello di offendere Dio con il peccato.

 

 

Anche le nostre intime paure e timori, possono divenire una forza psichica, che ci spinge a compiere determinate scelte. Ad esempio, la paura di rimanere soli, può spingere alcuni individui a scegliere partner sbagliati; …la paura dell’abbandono, può far divenire alcuni genitori molto asfissianti con i loro figli; …la paura di invecchiare, può far scegliere partner molto giovani; …la paura di essere traditi, può far divenire prepotenti; …il timore di essere derisi, può far apostatare; …il timore di soffrire, può innescare meccanismi difensivi molto potenti… e così via. Ecco che la paura, se non viene affrontata e risolta, può condizionare le nostre azioni, eventi e scelte quotidiane.

 

 

Edward dice che a volte invidia chi si può suicidare, perché lui non può morire: Nella nostra epoca storica, ci sono molti giovani che ricercano il suicidio come un’ancora di salvezza dalla disperazione, senso d’abbandono, vuoto esistenziale, angosce. Tutte essenze negative che sgorgano da una società che ha perso i veri valori spirituali. Non si comprende la vita come un dono meraviglioso e con un valore inestimabile, questo perché i falsi valori come il denaro, il possesso dei beni, il sesso, l’avarizia e l’egoismo… imperano e vengono presentati dal mondo come essenze d’estrema rilevanza. Anime sensibili e portate all’introspezione, percepiscono nel profondo che questi valori effimeri e decadenti, non riempiono il cuore di felicità e pace; …ecco che allora ci si rivolge alla morte come ad una soluzione ai problemi sopra esposti. Se osserviamo i bambini piccoli, possiamo scorgere in loro un sorriso spontaneo, il loro viso innocente e bisognoso d’affetto e amore; in altri termini… sin dalla nascita un individuo è portato a volgere i propri pensieri ed emozioni verso la gioia, serenità e pacificazione. Ma ecco che crescendo il bambino s’incupisce, sviluppa un senso di freddezza, apatia, isolamento, inquietudine. Essenze e sentimenti, che scaturiscono da un cattivo rapporto con la realtà circostante. Se i genitori sono interessati al piccolo bambino esclusivamente per vestirlo, nutrirlo… e poi dimenticano di sviluppare in loro la Fede, ecco che il bambino si sentirà sin da piccolo disgregato da se stesso, dalla realtà delle cose, dal prossimo. I familiari sono i depositari della crescita psichica e spirituale dei loro discendenti, ed è loro dovere cercare di accrescere nel fanciullo l’amore per Dio e per il prossimo, per la verità, per la vera sapienza. Il genitore è il primo messaggero dell’amore di Dio per il figlio, e deve testimoniare come Dio sia buono, misericordioso, giusto, affettuoso, equilibrato, equanime, prudente, empatico. Se questo avviene, ecco che i figli crescendo comprenderanno di avere una missione nella vita, e di non essere solo un puntino nell’universo infinito; …comprenderanno altresì che esiste un padre-madre celeste che l’attende a compimento della prova terrena, e nel dolore e sofferenza troveranno forza nei Sacramenti e nella preghiera… e quindi nel soccorso a Dio. Ma senza Fede, senza preghiera e Sacramenti, ecco che le persone perdono la bussola della verità, e cominciano a vivere la loro esistenza come burattini che devono compiere lavori, studi e mansioni, solo per mandare avanti un’economia o per rendere felici gli altri. In breve, gli individui senza fede sono più portati al suicidio, perché percepiscono di non essere veramente amati da nessuno. Ci si sente delle scatole vuote… programmate da altre scatole vuote, con il fine di aumentare della carta straccia chiamata denaro. Ecco come mai il vuoto esistenziale, riempie il cuore del disperato e futuro suicida. Edward, che come sappiamo è un vampiro e quindi non ha sangue, effigia proprio l’ateo che non ha nel corpo spirituale il “sangue” di Cristo, che proviene e deriva dalla preghiera, dai sacramenti e dalle buone azioni. In conclusione… dissanguati dalla società opulenta che agogna denaro e beni materiali, la persona si sente moribonda, senza scopo, senza amore… e a questo punto è inevitabile seguire il canto acido e carezzevole della “sirena” chiamata… morte.

 

 

A volte si cerca il suicidio perché si provano emozioni dolorose o insopportabili, perché ci si sente inutili, non ci si sente amati, si sperimenta molta solitudine, si è incompresi nel proprio habitat familiare, si è traditi dal partner… e via dicendo. Ma a volte si dimentica che tutte queste esperienze dolorose, vengono vissute da milioni di persone nel mondo… e allora perché alcuni cercano il suicidio? Molte possono essere le risposte… ma tra le tante, possiamo considerarne una molto importante: …la frammentazione interiore. Se una persona è interiormente scissa e non coesa, in sostanza se non ha sviluppato una struttura psichica forte, dinamica ed equilibrata, può cadere vittima di sentimenti autodistruttivi. Oltre a ciò, le persone che sono state costrette a dipendere sempre dai genitori, e che quindi non hanno sviluppato un Io forte e sicuro nelle proprie qualità, possono, nelle molteplici difficoltà della vita, rimanere vittima di pensieri suicidi. Lo stesso vale per chi è stato sempre deriso, svalutato, incompreso, ripetutamente e ingiustamente picchiato, violato fisicamente o psicologicamente nel proprio habitat familiare; crescendo queste persone possono compiere atti autodistruttivi. Necessita allora rafforzare la percezione che si ha di se stessi, compiere atti positivi che fortifichino l’autostima, e soprattutto… cominciare a volersi bene.

 

 

Edward enuncia che i Volturi non hanno rispetto per la vita umana, ma hanno venerazione per le arti e le scienze. Soprattutto i Volturi hanno devozione per la legge, e sono in grado di uccidere i vampiri: Maria Valtorta “Quadernetti” pag. 231: “L’istinto naturale che spinge le anime ad adorare un Dio, a cercarlo, a servirlo è prova dell’esistenza, natura e origine dell’anima. Nessuna felicità umana sazia veramente il cuore. Nessuna scienza umana sazia veramente l’intelletto. Cuore e intelletto cercano, insoddisfatti, sentendo che quanto hanno è imperfetto. E questo pungolo a cercare viene dall’anima che tende al suo Bene Supremo e Infinito, né si appaga di ciò che è limitato nel tempo e nella potenza e che con facilità delude“. I Volturi simboleggiano tutti quelli che approvano come naturale e normale, la cultura della morte, che consiste nell’accettare l’aborto e l’eutanasia; e nel contempo ammirano e idolatrano la scienza e si dilettano nel visitare musei. Benedetto XVI “Spe Salvi” pag. 51: “Con una tale attesa si chiede troppo alla scienza; questa specie di speranza è fallace. La scienza può contribuire molto all’umanizzazione del mondo e dell’umanità. Essa però può anche distruggere l’uomo e il mondo, se non viene orientata da forze che si trovano al di fuori di essa“. In definitiva, questi individui colmi di razionalismo (Volturi), accettano le cose “morte” come essenziali, e al contempo non rispettano la vita del prossimo. Tutto ciò ci conduce all’egoismo e alla superbia della mente. Ci si crede i dignitari della verità e della giustizia, mentre altro non si è che persone meschine con una mente gretta e spietata. L’amore è una luce che fuoriesce dal cuore e irradia il prossimo, mentre oggigiorno ci sono individui (Volturi) che sono divenuti candele stanche che divorano il prossimo… per illuminare se stessi. Come sanguisughe alla ricerca di sangue, si ricercano i godimenti fisici per allettare i sensi egoistici, e facendo questo si rigetta ciò che porta ad amare e capire il prossimo. E cosa sono i malati terminali, per coloro che non hanno cuore? …delle nullità da eliminare. Cosa sono i feti indifesi, per i senza cuore? …delle cellule amorfe da scartare. Occorre aggiungere altro? San Giovanni della Croce “La Notte Oscura” pag. 56: “Molti di questi principianti desidererebbero che Dio volesse ciò che loro vogliono, e li rattrista volere ciò che Dio vuole, poiché rifiutano di adeguare la propria volontà a quella di Dio. Di conseguenza accade spesso che quando una cosa non soddisfa il proprio volere e il proprio gusto, pensano che non sia voluta da Dio; credono invece, quando si sentono soddisfatti, che anche Dio lo sia“.

 

I Volturi effigiano tutti i genitori che non hanno rispetto ed empatia per i loro figli, mentre con noncuranza portano devozione e amano le arti e le scienze. Ad esempio, possiamo costatare come tristemente alcuni educatori s’interessano di come i figli vanno a scuola, ma poi con durezza di cuore… respingono le richieste d’affetto, conforto, vicinanza morale e spirituale dei loro stessi discendenti. Purtroppo è così… alcuni educatori (Volturi) sono esigenti con i figli riguardo la scuola, il vestiario, lo sport, la conoscenza delle arti mondane… ma si disinteressano totalmente della loro crescita psicologica e morale. Ecco che in questo modo i figli crescendo, rischiano di diventare apatici, immorali, severi con il prossimo e troppo indulgenti con se stessi, reazionari, aggressivi, prepotenti, persecutori, agnostici, volgari, depravati, privi di moralità. L’esteriorità è quello che conta, come l’apparire al prossimo con una maschera di cera… per poi nell’intimità compiere misfatti, menzogne e depravazioni a volontà. In fin dei conti, il lungometraggio ci indica come alcune persone, a causa dei loro familiari iniqui, possono sopprimere la loro spiritualità, la loro coscienza e la loro reale personalità.

Edward dice che l’unica che può ferirlo e fargli del male è proprio lei… Bella: La lacerazione maggiore per una persona, è quando la propria spiritualità (Bella) non segue Gesù, le virtù o i dieci comandamenti. Basta osservare la nostra epoca storica, per comprendere appieno questo concetto. Da dove deriva la degradazione sociale attuale, la depravazione collettiva, gli omicidi, furti, violenze, asti, le guerre, gli aborti e le fornicazioni? Dall’allontanamento della religione dai cuori, dalle scuole, dai mezzi d’informazione, dalle famiglie. Il lungometraggio ce lo illustra apertamente: …se allontaniamo da noi il nostro versante spirituale, se non cominciamo a pregare, a mettere in pratica le virtù, a seguire i dieci comandamenti… è inevitabile che la nostra società opulenta, sprofondi nelle aberrazioni e nelle dissolutezze. I dieci comandamenti non sono delle imposizioni date da Dio all’umanità, ma sono dei consigli sul come dirigere le proprie passionalità ed egoismi, verso l’equilibrio, l’amore, la giustizia, la vera libertà.

Se il proprio “Vero Sé” (Bella) viene lesionato, è logico che l’intera personalità (Edward) viene scissa, debilitata e frantumata. E, come ripetuto innumerevoli volte, è proprio da un Sé scisso, che derivano molteplici problematiche e sofferenze all’intera individualità. Occorre e necessita recuperare i ricordi penosi del passato, per poi rielaborarli; infine cercare di perdonare quanti hanno fatto soffrire, per poi proseguire il cammino della vita… con serenità.

Jasper è un vampiro che controlla l'umore delle persone; non appena scorge il sangue di Bella, cerca di vampirizzarla… ma viene fermato da Edward e dai suoi familiari: Jasper raffigura l’istinto sessuale di un individuo, che è privo di morale e quindi non sa essere temperante e misurato. Molti uomini e donne del nostro tempo storico, si comportano come Jasper… e hanno l’idea fissa che il sesso sia un gioco da compiere quando e come si vuole, senza conseguenze di nessun tipo. Vogliamo sapere qual è il risultato del sesso facile? Matrimoni falliti, figli desolati, amicizie perdute, aborti, omicidi, vendette, litigi tra parenti e conoscenti …e via dicendo. Il sesso non è un gioco frivolo da fare con chiunque; il sesso è un modo pensato dal Signore per procreare e far nascere nuove vite. Naturalmente il tutto mediante un atto di vero amore, unione e donazione di se stessi alla persona amata. Se la sessualità viene estrapolata fuori da questo contesto, ecco che inizia il disordine sopra esposto. Occorre aggiungere che il sesso sfrenato, il sesso fuori del matrimonio, le fornicazioni, adulteri, autoerotismo, atti di omosessualità, oltre ad essere peccati mortali e quindi per essere perdonati necessita confessarsi, paralizzano e offuscano l’intelletto, allontanano lo Spirito Santo da tutti coloro che compiono questi atti. E come ormai sappiamo, sprovvisti dello Spirito Santo, si rimane privi delle sue luci sapienziali e del discernimento. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 6 Settembre 2010: “…l’arte terribile del nemico accende sempre false luci, crea sempre nuovi idoli, falsi ed ingannatori, ma l’uomo che è forte in Me riesce a distinguere: dono a lui il discernimento. Ecco, sposa amata, ecco quanto è importante essere aperti a Me: attraverso la Mia Luce l’uomo comprende la verità e sa discernere, distinguere e fa le giuste scelte!”. Oltretutto i rapporti sessuali fuori del matrimonio, rendono gli individui dei bruti, incrementando gli istinti primordiali e attenuano e annullano le forze psichiche e spirituali della persona. Proprio come Jesper, che nel film non riesce a trattenersi dal succhiare il sangue di Bella, così gli schiavi del sesso divengono depravati, pedofili, sadici, insensibili alle esigenze del prossimo, dei violentatori, traditori e infine agognano ottenere ciò che bramano a qualunque costo, proprio perché aumenta in loro l’appetito sfrenato dell’egoismo e della superbia. Il sesto comandamento parla chiaro: …non commettere atti impuri. Difatti se si compaiono atti sessuali al di fuori del matrimonio, si compie un peccato mortale che può condurre la persona all’Inferno. Quindi occorre e necessita pentirsi e confessarsi, per tornare amici di Dio e in Grazia. I dieci comandamenti, come detto altre volte, non sono delle imposizioni dure e restrittive, ma sono dei consigli che Dio ha donato all’essere umano, per seguire la strada della verità, dell’amore… e così raggiungere il Paradiso.

Ci sono genitori e familiari che hanno un brutto carattere, sempre pronto ad esplodere ed a ferire il prossimo. Persone intimamente fragili che in ogni frase, azione e sguardo, percepiscono un nemico o qualcuno che li vuole ferire. E per questo motivo attaccano e feriscono a loro volta, esattamente come agisce Jasper. Insomma, a volte sono proprio i ricordi penosi rimossi, che fanno percepire dei nemici… laddove non ci sono.

Carlisle, un amico vampiro di Bella, mentre cura la ferita di Bella, afferma che riesce a resistere al sangue, poiché si è allenato da molti anni: Opera scritta dalla Divina Sapienza del 26 Febbraio 2006: “Egli ha preparato per ogni uomo un posto speciale di Felicità e di Pace, ma, per raggiungerlo occorre volerlo, impegnarsi a fondo. Pensate, figli amati, ad uno sportivo che vuole vincere una gara, egli deve allenarsi a fondo, deve impegnare le sue forze, se nulla fa nulla ottiene, non basta incominciare ad impegnarsi, occorre proseguire fino alla fine. Figli cari, siate perseveranti e, dopo la fatica, ecco la grande gioia e la vittoria”. Carlisle è la persona che sa controllare i propri istinti e passionalità, proprio perché si è impegnato a volerlo fare, il tutto mediante l’aiuto della preghiera e dei Sacramenti. E difatti Carlisle non solo riesce a vincere le proprie pulsioni e passioni, ma è in grado di aiutare anche il prossimo. Carlisle è la persona empatica che essendo consapevole della propria fragilità, è in grado di percepire anche quella del prossimo; e in questo modo riesce a comprendere e consigliare quanti gli chiedono aiuto. Questo è un esempio del vero cristiano, che non giudica i comportamenti del prossimo, ma cerca di aiutare chi si trova nel disagio psichico, fisico o spirituale.

Carlisle ci suggerisce che per diventare virtuosi ci vuole costanza, tempo, pazienza, perseveranza, e tanta umiltà. La lotta terribile contro le proprie passioni, non si vince in un giorno… ma ci vuole diverso tempo, a volte anni. E, in ogni caso, mai abbassare la guardia, poiché la tendenza che abbiamo noi esseri umani, è quella di cedere alle voluttà, passioni e ai vizi. Il sapere di essere deboli e miseri, non è un atto di viltà, ma un atto coraggioso del vero credente, che sa che in ogni momento può cadere nel peccato; e proprio per questo motivo rimane vigile e costante nella preghiera e nei Sacramenti.

Alice Miller “Riprendersi la Vita” pag. 10: “Non è però possibile aiutare realmente una persona ferita a guarire, se ci si rifiuta di vedere le sue ferite“. Carlisle illustra la persona che oltre ad essere empatica nei riguardi del prossimo, sa vedere e percepire le proprie ferite interiori, e quindi sa comprendere meglio le lesioni e lacerazioni psichiche degli altri. Sovente, coloro che hanno sofferto molto nella loro vita, sanno essere più comprensivi e sanno percepire con maggior chiarezza le sofferenze e patimenti del prossimo. In definitiva, questi individui hanno sviluppato non solo un sesto senso per capire quando uno soffre, ma hanno sviluppato una sensibilità e apertura mentale verso i patimenti del prossimo.

Oltre al resto, Carlisle simboleggia quanti riescono a controllare le loro forti pulsioni ed emozioni, perché nel corso del tempo si sono esercitati a non soccombere ad esse. Ad esempio, se una persona sa di essere precipitosa nel parlare, imprudente, troppo reattiva o impaziente, deve imparare con l’esperienza, la buona volontà e con il passare del tempo, a controllare queste forti emozioni. In altri termini, non esiste solo una ricerca interiore da compiere e ultimare, ma occorre altresì impegnarsi con le proprie risorse intellettive e volontà.

Bella comprende che Edward non la vuole trasformare in un vampiro, poiché ha paura che Bella si danni, perdendo l’anima: Molti pensano che divenire cristiani sia indice di debolezza o di sottomissione ingiusta, a dei principi culturali appartenenti al passato. Si crede erroneamente che la religione e i dieci comandamenti siano un modo coercitivo e repressivo, che limita la libertà individuale. Ma la verità è proprio l’opposto. La religione cristiana e i dieci comandamenti, sono delle indicazioni per comprendere cosa sia giusto o cosa non lo sia. Ad esempio, il terzo comandamento ci dice di santificare le feste… e non è forse un bene, lodare e ringraziare Dio di averci creato? Ed è altresì giusto e corretto non idolatrare cose, persone o piaceri effimeri, come ci viene suggerito dal primo comandamento. Questo non è un limite alla nostra autonomia, ma è una verità che ci rende liberi dalla schiavitù del peccato. Allo stesso modo gli altri comandamenti… ad esempio rispettare i genitori ed aiutarli nelle loro necessità quando sono anziani; …il non rubare ci ricorda che il rispetto per gli altri si compie anche non privandoli dei loro beni; …evitare di tradire il proprio coniuge, è un atto d’amore e fedeltà alla persona che abbiano giurato di proteggere e rispettare; …non mentire ci porta a condividere con gli altri la nostra realtà, con semplicità e umiltà; …non uccidere è un atto d’amore che si esplica mediante il rispetto del prossimo, evitando di adirarsi troppo o di portare invidia nei riguardi di quanti hanno qualcosa più di noi; …andare alla messa la domenica, è semplicemente un modo per esprimere gratitudine a chi ci ha creati e ci ha donato un mondo colmo di meraviglie. Tutto questo ci pare un limite? Forse l’unico limite ce lo imponiamo noi stessi, non riflettendo abbastanza sull’amore che Dio ha per tutto il genere umano. In verità siamo noi stessi che delimitiamo e adombriamo la nostra libertà… portando a termine atti abominevoli, che solo i dementi e i bruti completano.

Non è sempre facile riappacificarsi con se stessi, e fare tregua con il versante più profondo della propria personalità. Sovente le persone che sin dalla tenera età hanno dovuto discostarsi dal proprio “Vero Sé”, con il passare del tempo lo temono e lo allontanano volontariamente. La sordida maschera del “Falso Sé”, pur se colma di menzogne, rimane un’ancora di salvezza a cui ci si aggrappa con tutte le proprie forze. Non a caso, il “Falso ” o personalità fittizia, è stato innalzato per proteggersi dagli attacchi esterni o per accontentare i familiari. Questa funzione protettiva innalzata nell’infanzia, diviene una bussola distorta ed alterata, e un bastone a cui aggrapparsi nelle difficoltà. Per ritrovare la propria reale identità e sicurezza in essa, necessita far fronte a queste paure inconsce. Può aiutare la consapevolezza che il “Vero Sé” anche se appare un’incognita, in verità è la propria vera essenza interiore, che cerca di portare luce, pace, ottimismo ed equilibrio, laddove esiste solo un’ombra divoratrice e devastatrice.

 

 

Edward dice a Bella che devono andarsene dal villaggio per non insospettire gli abitanti, poiché loro non invecchiano. Edward dice che solo lui e la sua famiglia devono andarsene; poi dichiara che il suo mondo non è fatto per Bella. La ragazza risponde che il suo posto è stare con Edward: Quando ci si sposa non si uniscono solo due carni e due caratteri, ma si uniscono due persone, due anime, due universi. Il cuore di un innamorato si lega indissolubilmente al cuore dell’amata, e si forma un’unica persona pur essendo due. Ci si completa vicendevolmente, i limiti di uno vengono colmati dall’altro, le sofferenze di uno vengono alleviate e sostenute dall’altro, i compiti e problemi quotidiani vengono risolti insieme, e si condividono esperienze, gioie e dolori. Ed insieme si porta al mondo un’altra vita, facendola sentire accolta, amata, ben voluta. In sostanza, l’amore della coppia si riversa sulla prole, come un fiume in piena. Questa dovrebbe essere la cornice ideale del rapporto marito-moglie; ma ecco che invece nella nostra società odierna, il matrimonio viene visualizzato come una sorta d’amicizia egoistica. Il partner ti tradisce? …mollalo subito! La moglie sta male? …che si arrangi! Il marito è un po’ scorbutico? …è meglio lasciarsi! La moglie pensa solo a fare shopping? …meglio cambiarla con un’altra! Il coniuge sta invecchiando? …è meglio trovarne uno più giovane e pimpante! E via di questo passo. Invero, la società moderna ridicolizza la vita coniugale, e la rende una bizzarra ed inusitata istituzione che non serve a nulla. Insomma, nessuno è più disposto a sopportare niente e nessuno, siamo tutti troppo intransigenti, sfiduciati, irresponsabili, e non si comprende quale sia il legame del matrimonio e dell’amore coniugale, che consiste nel confrontarsi e nel crescere insieme. Benedetto XVI “Deus Caritas Est” pag. 29: “…l’idea però che l’uomo sia in qualche modo incompleto, costituzionalmente in cammino per trovare nell’altro la parte integrante per la sua interezza, l’idea cioè che egli solo nella comunione con l’altro sesso possa diventare completo, è senz’altro presente. E così il racconto biblico si conclude con una profezia su Adamo: -per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre, e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne (Genesi cap. 2 vers. 24)”.

Edward che lascia Bella e segue la sua famiglia, ci pone dinanzi ad una triste realtà… a volte sono proprio i condizionamenti ricevuti nel proprio habitat familiare, a vincolare le scelte di alcune persone. Alcuni mariti ad esempio, cominciano a disprezzare la moglie, perché non agisce come la propria madre; …alcune mogli non riescono ad intravedere nel marito, il riflesso perfetto del loro padre; …nei figli non si riesce a cogliere la loro spontaneità con amore, perché siamo stati obbligati da piccoli ad essere poco espansivi; …si accolgono gli atteggiamenti scostanti e falsi di un politico, perché ci ricorda i nostri genitori autoritari; …si perde una vera amicizia, perché non corrisponde ai dettami canonici insegnati dai parenti; …si detesta un bravo insegnante, perché le sue opinioni sono in disaccordo con quelle di amici e conoscenti… e via dicendo. Insomma, in queste situazioni, e in molteplici altre, i condizionamenti di parenti, amici e conoscenti, rischiano di rovinare, deformare e annientare, rapporti con persone eque, giuste, oneste ed equilibrate. Il tutto perché siamo assoggettati ad una serie di pregiudizi e considerazioni erronee che non ci appartengono, ma che derivano da influenze e suggestioni esterne. In questo modo non viviamo la nostra vita in maniera indipendente, autonoma e integra, ma con una “catena psichica” che ci vincola al giudizio di chi crediamo migliore di noi, ma che in realtà sta solo manipolando la nostra mente e la nostra verità interiore.

 

Dopo alcuni mesi, Bella dice che si sente come se qualcosa le avesse scavato una voragine nel petto. Il dolore è l’unica cosa che ricorda a Bella che Edward c’era davvero. Oltre a ciò, la notte Bella fa dei terribili incubi: Il dolore di Bella è il medesimo dolore che avviene inconsciamente, quando un versante razionale si scinde e separa dal proprio versante spirituale. Essendo stati creati da Dio in maniera perfetta, con razionalità e spiritualità unite insieme, è logico che se scindiamo la nostra essenza spirituale da quella razionale, avvenga un’intima e profonda sofferenza. Afflizione che ci avverte e consiglia di riparare i “ponti” con il nostro versante spirituale, altrimenti saremo scissi interiormente dalla parte più luminosa di noi stessi. Gli incubi di Bella e il suo senso di vuoto, solitudine e tristezza, sono un emblema di tutte quelle sofferenze emotive, psichiche, fisiche e morali, che si sperimentano quando si allontana da noi la spiritualità. Ecco che gli individui che non pregano e che non ubbidiscono ai dieci comandamenti, diventano a poco a poco… glaciali, intrattabili, malinconici, idolatri, irrequieti, litigiosi, monocromatici, petulanti, impudichi e altro ancora. In altri termini, quando un versante razionale diviene il padrone assoluto di una personalità, escludendo il proprio versante spirituale, inizia una terribile e tragica caduta nel baratro dell’indifferenza, dell’egoismo, della superbia e dell’idolatria.

La voragine nel cuore di Bella, raffigura la sensazione di vuoto che si avverte quando ci si allontana da Gesù e dai suoi insegnamenti. Quando una persona vive in perenne peccato mortale, cosa avviene in realtà? L’allontanamento di Gesù e dello Spirito Santo, da se stessi. Quindi la porta del cuore rimane chiusa all’amore vero, alla verità, alla pace, alla gioia, alle luci sapienziali. E proprio per questo motivo che la persona si sente separata, gracile, smarrita, svuotata. L’anima sente e percepisce questo vuoto interiore, e cerca di avvisare l’Io di cambiare stile di vita e di tornare ad amare Gesù. John Leary nel messaggio del 13 Gennaio 2011: “Senza di Me, voi sarete incompleti perché la vostra anima cerca di trovare pace in Me”.

Il dolore e la sensazione di vuoto che sperimenta Bella per la perdita di Edward, è il medesimo intimo dolore che patiscono tutti coloro che sono scissi dal loro “Vero Sé”. Il prezzo da pagare per avere creato una personalità fittizia, è la dissociazione e divisione tra l’Io e la parte più vera di se stessi: …la propria reale identità. Si parla, si vive, si agisce, come gli educatori hanno ardentemente agognato nel passato del piccolo bambino… ma crescendo la maschera del “Falso Sé”, provoca una voragine interiore colma di vuoto e desolazione, che deriva proprio dalla scissione interna tra ciò che si è veramente… e ciò che si è stati obbligati a divenire. E gli incubi di Bella, effigiano tutte le problematiche psichiche correlate a questa scissione interna… ecco il nascere delle angosce, tormenti psichici, ansie, problemi psicosomatici, mal di testa, dolori allo stomaco, fobie, sensi di colpa immotivati e via dicendo.

Bella simboleggia altresì l’individuo che fa fatica ad abbandonare un rapporto affettivo, distruttivo e negativo. Il motivo? Il terribile vuoto interiore e sofferenza atroce, che avvampa nel petto. Quando un bambino non è stato veramente amato dai propri familiari, crescendo può cercare un sostituto dei genitori nel proprio partner. Questo sostituto diventa indispensabile per la persona che non è stata mai amata, e diviene una sorta di stampella emozionale a cui non si può rinunciare. Il partner viene così caricato di forti emozioni, diventa insomma un genitore idealizzato. Ecco la difficoltà nel distaccarsi da lui o da lei. Robin Norwood “Donne che Amano Troppo” pag. 119: “…porre fine ad una relazione che ci fa stare male, è tanto più difficile quanto più ci ricorda i nostri struggimenti infantili. Se si ama troppo, vuol dire che si sta cercando di superare le vecchie paure, le rabbie, le frustrazioni e le sofferenze dell’infanzia; e smettere significa rinunciare ad un’occasione preziosa di trovare sollievo, e di rimediare ai torti che ci sono stati fatti“.

 

Nei momenti di pericolo, Bella scorge il viso di Edward, il quale l’avvisa di evitare i rischi. Bella presa dalla rabbia, va da un motociclista e corre con lui nella cittadina notturna. Il pericolo viene utilizzato da Bella, per intravedere Edward. Insomma, Bella decide di cercare il pericolo: L’estraniamento da se stessi, inizia quando si recide il rapporto d’amore tra la creatura e il Creatore. Quando un individuo si ribella ai santi comandamenti che Dio ci ha donato, intimamente si crea una divisione interna tra il versante spirituale e quello razionale. Ci si ritrova così a compiere gesti, pensieri e azioni, colmi d’iniquità… sino a sfidare Dio e il prossimo. Alcune persone invece, rigurgitanti di rabbia per vivere con familiari scostanti, freddi ed egoisti, inconsciamente danno la colpa a Dio di questa situazione penosa… e ricercano il pericolo a tutti i costi. Ad esempio, alcune persone ritrovano nel sesso sfrenato, nella droga, nell’alcol e in azioni rischiose, una sferzata adrenalinica; la quale dona altresì una sensazione di alleviamento del dolore. Alcuni esempi? I paradisi artificiali della droga, rendono l’individuo un semidio che non teme nulla, e che abbandona le insicurezze e negatività alle proprie spalle; …gli sport violenti e pericolosi, fanno credere di essere invincibili, e l’adrenalina conduce a credersi dei semidei; …l’alcol fa dimenticare i problemi e patimenti sperimentati, e fa credere di essere invincibili. In tutti questi casi, e in molteplici altri, inconsapevolmente si ricerca la divinità… ma nei luoghi sbagliati. Molte persone deluse dai genitori, amici o compagni di lavoro, perdono la fiducia in Dio e lo cercano in posti non propriamente corretti. In questi casi, necessita prendere coscienza che le creature sono sempre più o meno limitate, e che possono sbagliare o indirizzarci su strade poco rassicuranti. Solo Dio è perfetto amore e verità. Compreso questo concetto, occorre iniziare a lasciare da parte la rabbia, e prendere in mano la sapienza divina, ed è altresì conveniente tornare a pregare e prendere i Sacramenti. In questo modo il Signore donerà al cuore di ognuno, quella pace e serenità, tanto cercate nei luoghi sbagliati.

È facile quando si è intimamente scissi, prendere delle decisioni sbagliate. Non a caso solitamente, quanti non possiedono un “Vero Sé”, cercano dei modi per dimenticare i patimenti e il vuoto interiore, mediante azioni pericolose. Ecco uno dei motivi del perché alcune persone cercano la droga, l’alcol, il sesso sfrenato, il gioco d’azzardo, lavorano senza mai fermarsi, oppure entrano in sètte e vanno dietro a scaltri guru. Il rischio e il pericolo divengono una sorta di stordimento psichico, per evitare di affrontare le proprie problematiche interiori e per sedare l’intimo dolore che scaturisce dal cuore. Robin Norwood “Donne che Amano Troppo” pag. 39: “Se avete avuto un incidente d’auto senza essere rimaste ferite in modo grave, forse il giorno dopo avrete provato un particolare senso d’euforia. Perché il vostro corpo aveva superato uno choc molto violento, e tutto a un tratto aveva messo in circolazione un’insolita quantità di adrenalina. L’adrenalina spiega l’impressione di essere su dì giri. Chi ha dei problemi di depressione, inconsciamente cerca delle situazioni stimolanti, e un incidente d’auto - o il matrimonio con un alcolista – vi rende troppo eccitate per sentirvi giù“.

Comunque sia, Bella è la persona che non riesce a gestire la propria aggressività, e quindi cerca dei modi per manifestarla. Riassumendo, alcuni individui non sapendo gestire la collera che provano intimamente, cercano delle situazioni pericolose ed estreme, per esplicarla. Asha Phillips “I No che Aiutano a Crescere” pag. 76: “ Bisogna che l’espressione della collera venga tollerata dagli altri, perché il bambino non la senta come qualcosa di insopportabile o, nella peggiore delle ipotesi, letale. Se non si possono esprimere la collera e la rabbia, diventa difficile, e a volte quasi impossibile, gestire questi sentimenti estremi. Se non ne può fare esperienza di persona, il bambino non ha modo di imparare a controllare le sue emozioni aggressive“.

Bella decide di prendere una moto, e per aggiustarla si fa aiutare dal suo amico Jacob. Bella afferma che quando sta con Jacob, la voragine del cuore per un pò… viene alleviata: A volte per colmare un vuoto esistenziale e spirituale, si cerca ristoro negli affetti terreni, nel cibo, nelle amicizie, nella famiglia o nel posto di lavoro. Tutte essenze meravigliose, ma che possono solo colmare parzialmente il proprio vuoto interiore. Essendo, tutti noi esseri umani stati creati da Dio, è logico che la nostra anima si può sentire in pace solo con chi l’ha creata e amata. Naturalmente la nostra anima parla al nostro Io, mediante sensazioni di gioia interiore o di disagio interiore; sta al nostro versante razionale, saper distinguere e discernere ciò che la nostra anima proferisce. La sete di Dio è una sete inestinguibile, è un fuoco che divora la nostra essenza di creature, desiderose di congiungersi eternamente al Padre celeste. Nessuna gioia terrena, può veramente colmare questa mistica sete. Non ci crediamo? Proviamo allora a visualizzare gli pseudo potenti della terra, i ricconi, i personaggi famosi e celebri, insomma tutti coloro che vengono ammirati e acclamati dall’intero genere umano. Cosa scorgiamo in realtà? I potenti sono sempre ansiosi di portare a casa potere e fama in maniera insaziabile… è forse questa la vera pace interiore? I ricconi sono sempre affannati a rimpinguare i loro forzieri, a comprare macchine nuove, vestiti, cibi prelibati, donne voluttuose… ma se hanno la pace interiore, come mai sono sempre così agitati e ansiosi di perdere ciò che hanno, trafelati a farsi vedere pimpanti anche nei disagi, e hanno altresì paura di invecchiare? John Leary nel messaggio del 6 Novembre 2010: “Popolo Mio, ci sono molte persone nella vostra società dove la loro avidità per il denaro, potere, e possesso, li hanno fatti diventare adoratori del denaro invece di adorare Me“. I personaggi celebri spesso li vediamo traditi e vilipesi dai loro partner, timorosi di perdere il loro successo sociale, preoccupati della bellezza che sfugge via, a volte li intravediamo suicidarsi, drogarsi, riempirsi d’anfetamine e allucinogeni vari… è questa la vera pace che possiedono? Invero, in questi, e in numerosissimi altri casi, come possiamo costatare… nessun essere umano su questa terra ha la vera pace, se non quando trova la vera fede in Dio. E difatti, basta osservare i veri credenti, veri sacerdoti, i santi, profeti e martiri di tutti i tempi, nonostante le loro numerose difficoltà, sofferenze, amarezze, persecuzioni e calunnie, sono sempre stati nella pace e nella letizia. La vera serenità e gioia in Dio. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 10 Agosto 2010: “Ho anche compreso che il cuore resta gioioso, se accoglie la Volontà Divina com’è, cioè Perfetta”.

A volte capita che per superare un dolore inconscio, ci si aggrappa al proprio versante istintuale (Jacob); questo evento può lenire momentaneamente il vuoto interiore, ma naturalmente è solo un palliativo momentaneo. In definitiva, è solo una fuga dalla propria realtà interiore.

Alcuni amici di Jacob si tuffano da un’alta scogliera. Jacob dice che gettarsi dalla scogliera fa paura, ma che dona una carica notevole: Certamente che gettarsi a capofitto nelle depravazioni, nel peccato e nei vizi multiformi, dona una carica adrenalinica notevole; ma tutto questo ha come conseguenza il rischio di perdere la propria anima eternamente. Ricordiamo cosa diceva Satana a Gesù nel deserto? …buttati giù, tanto verranno gli angeli a prenderti- Ecco cosa avviene nel nostro periodo storico scristianizzato, secolarizzato e razionalista… compi tutto il male che vuoi, tanto l’inferno non esiste e nemmeno la giustizia divina. Si irridono i comandamenti donati da Dio a Mosè, si scherniscono le verità rivelate dai profeti di tutti i tempi… e le terribili conseguenze, le possiamo osservare dal decadimento morale di quest’epoca oscurantista.

Propriamente come accennato precedentemente, Bella è la persona che per dimenticare e allontanare le proprie angosce psichiche, si getta a capofitto in situazioni pericolose e rischiose. Uno degli esempi più chiari lo possiamo osservare dal comportamento di alcuni giovani che agiscono con violenza, disprezzanti del pericolo, che rubano, provocano diatribe allo stadio, si uniscono a bande violente. Sovente questi atteggiamenti colmi di aggressività, sono un modo per scaricare la rabbia e frustrazione inconscia, accumulata nell’infanzia. Se per anni un bambino è stato costretto a subire umiliazioni, percosse e incomprensioni, nel proprio habitat familiare, crescendo può scaricare la propria collera attraverso atteggiamenti colmi d’inciviltà e prepotenza. Pietro Lombardo: “La rabbia dunque, da questo punto di vista, è l’energia e la forza che proviene dall’interno, è il tentativo di proteggerci e di difenderci. Quando vi è una reazione di rabbia, noi stiamo cercando di ribellarci ad un sopruso, e stiamo cercando di creare uno spazio di difesa alla nostra intimità“.

 

 

Nel villaggio dilaga la paura, per delle persone trovate uccise nel bosco. Alcuni pensano siano stati degli orsi: Quando il male dilaga e si espande in maniera esponenziale, come in questo periodo storico, è naturale che la paura e il timore facciano breccia in un cuore. Ma il vero credente deve rammentarsi che la vera paura non è nel morire… ma piuttosto nel peccare. La morte, se si rimane in Grazia, altro non è che un congiungimento con Dio, mentre il peccato ci separa da Dio e ci conduce alla dannazione eterna. Comunque sia, anche nelle difficoltà quotidiane e nelle molteplici sofferenze della vita, necessita chiedere allo Spirito Santo il dono della Fortezza. Padre Livio Fanzaga “I Doni dello Spirito Santo” pag. 47: “Anche le persone che soffrono moralmente, devono chiedere questo dono della Fortezza allo Spirito Santo, per sopportare le loro prove, la morte di persone care o altri dolori morali. Allo stesso modo, per superare tanti patimenti fisici, si devono invocare dallo Spirito Santo coraggio e fortezza“.

Quando si compiono atti colmi di abominio e crudeltà, la persona diventa come una bestia feroce, che altro non fa che sbranare il prossimo, se stesso e Dio. Ecco che gli orsi del film, simboleggiano proprio tutti coloro che rinunciando alla loro spiritualità, divengono come bestie colme di istinti violenti. Oltretutto la figura dell’orso, ci ricorda che se rifiutiamo di seguire i dieci comandamenti e le virtù, diveniamo esseri privi di vera forza spirituale e psichica, e inoltre anche l’apparato mentale che ci fa diversi dagli animali viene compromesso, fino a farci divenire delle vere belve… voraci di piaceri carnali e prive di anima.

La rabbia (orso) che prova un bambino non va soffocata totalmente, ma va trovato un modo per gestirla senza castrazioni mentali distruttive. Ad esempio, si può scaricare e sfogare la propria rabbia, tramite lo sport, il gioco (che come sappiamo ha una funzione catartica), il disegno, ma soprattutto parlando con i genitori dei disagi e patimenti subìti. Il dialogo tra il bambino e i genitori, è molto importante ed è fondamentale anche per sgravare le tensioni quotidiane. Al contrario, se gli educatori minacciano il fanciullo troppo severamente, perché ha espresso un’opinione contraria alla loro volontà, e non spiegano al bimbo come rispondere alle frustrazioni e a come gestirle… ecco che crescendo il bambino, coverà la propria rabbia senza poterla esprimere con equilibrio, fino a divenire, nei casi estremi, una persona dispotica, collerica, inesorabile, intollerante, instabile.

 

 

Jacob dice a Bella che gli piace, ma lei risponde… ti prego non rovinare tutto. Bella proferisce a Jacob che lei non è una macchina che può riparare, e che lei non funzionerà mai bene: Jacob è un versante istintuale che cerca di conquistare l’Io individuale, proprio quando viene a mancare il versante spirituale (Edward). Ecco spiegato uno dei motivi del perché oggigiorno, molteplici persone stanno diventando sempre più bestiali ed istintive: …manca una vera e profonda conoscenza del Vangelo, dei dieci comandamenti, delle virtù. Siamo tutti affaccendati ad acquistare l’ultimo telefonino multifunzioni, e ci si scorda di andare a Messa la Domenica. In questo modo, ecco che diamo libero accesso agli istinti, i quali prendono il posto lasciato vuoto… da tutto ciò che riguarda la spiritualità.

Bella che ribadisce a Jacob che non è una macchina, ci fa comprendere come gli istinti e i piaceri mondani, rendono gli individui come “congegni” che per funzionare bene abbisognano di determinati piaceri; ma in realtà non è così. Ci si dimentica di sottolineare che il sesso senza amore, rispetto, fedeltà, amicizia, fiducia, ascolto, ma soprattutto senza l’aiuto di Dio… diviene esclusivamente un atto egoistico. In definitiva, si usa la persona come fosse una macchina, per poter raggiungere un piacere fisico o una soddisfazione sessuale. Mentre come ormai sappiamo, il coniuge e il nostro prossimo, non sono oggetti creati per soddisfare i nostri piaceri egoistici e lussuriosi; le persone sono esseri con un’anima, una storia personale, una missione importantissima. È proprio mediante la preghiera e i Sacramenti, che le relazioni coniugali riescono a superare le difficoltà e sofferenze della vita. Lo Spirito Santo infonde calma, pace, armonia, fedeltà, perdono, forza di andare avanti, fede, speranza, amore vero. E senza queste qualità soprannaturali… la famiglia è destinata a separarsi, frantumarsi, esecrarsi.

Bella è l’individuo che comprende che solo mediante lo sfogo degli istinti non può continuare a vivere, e soprattutto non può essere veramente se stesso. Per essere effettivamente bilanciati e avere una soggettività ottimale, necessita ritrovare e ricomporre il proprio “Vero Sé”, il quale si è smarrito durante la crescita psichica. Quando si vive la propria esistenza con una maschera, prima o poi ci si sente scissi, irritabili, scostanti, ossessionati da un qualcosa di impercettibile, ci si sente altresì scollati da se stessi, come se si stesse vivendo la vita di un altro… e non la propria. Rincorrere con affanno gli istinti, è solo una fuga dalle proprie problematiche non risolte; è necessario allora ritrovare la propria identità… smarrita per strada.

Jacob dice a Bella di allontanarsi da lui, loro non possono più rimanere amici. Jacob enuncia che lui non va bene per lei, e che in passato è stato un bravo ragazzo… ma che ora non lo è più. Dopodiché Jacob dice a Bella di andarsene altrimenti si farà del male: Non bisogna avere timore del proprio versante istintuale, poiché è parte integrante del nostro essere. Necessita solo integrarlo in maniera ottimale ed equilibrata, con il versante spirituale. Bella è la persona che, privata del versante spirituale (Edward), non riesce a gestire i propri istinti, passioni e desideri. Mentre, come possiamo tutti sperimentare, le persone armoniche e bilanciate, riescono a gestire le proprie pulsioni in maniera equilibrata e senza temere di perdere il controllo riguardo agli istinti che possiedono. Un esempio calzante è la figura di Sant’Agostino, il quale prima di trovare la Fede, viveva nelle passionalità. Ma dopo aver trovato la Fede e l’amore per Gesù e Maria santissima, è riuscito a domare e educare le sue passioni.

Nel versante analitico, la persona (Jacob) che vive separata dal proprio sé, in verità fa del male a se stessa e di riflesso anche al prossimo. In definitiva, quanti vivono con un “Falso” reprimono le loro caratteristiche, peculiarità, soggettività, e di conseguenza i veri sentimenti sono relegati e rimossi nell’inconscio; in questo modo la persona non riesce ad esprimerli con idoneità e pacatezza. Il risultato di tutto ciò, dimostra che è possibile divenire insensibili alle sofferenze altrui, incostanti, caparbi, freddi, calcolatori. Ecco che dopo aver ferito se stessi, si comincia a ferire il prossimo.

Ma non è tutto… le persone con una falsa personalità, hanno purtroppo la tendenza a legarsi agli altri… ma non per dare amore e affetto, ma per assoggettarsi a loro come fanciulli alle dipendenze dal genitore. È così possibile comprendere come ogni evento viene vissuto in maniera sbilanciata, con turbamento e frustrazione esagerata. Altresì gli eventi sociali e familiari, vengono visualizzati attraverso un vetro soggettivo deformato e smerigliato, a tal punto da non saper riconoscere gli avvenimenti, situazioni e realtà in maniera obiettiva e compassionevole. Insomma, gli eventi della vita vengono visualizzati attraverso il filtro percettivo della propria falsa personalità… la quale è troppo dipendente, instabile e gracile. Ecco come sorgono le lamentele spropositate, le insinuazioni negative, i dialoghi colmi di astio o frasi sconnesse e prive di veridicità. Necessita allora distanziarsi da questa dipendenza dal proprio “Falso Sé”, e ritrovare la propria reale individualità e personalità, per poter vivere una vita emozionale completa, indipendente e svincolata da legami emotivi negativi che appartengono al passato. Donald Winnicott “La Famiglia e lo Sviluppo dell’Individuo” pag. 121: “…nel corso del suo sviluppo emotivo, l’individuo si muove dalla dipendenza verso l’indipendenza, e in condizioni di sanità conserva la capacità di spostarsi di qua e di là, dall’una all’altra. Questo processo non si compie facilmente e rapidamente. Si complica nell’alternarsi di sfide e di ritorni, dalla sfida alla dipendenza“.

Nel bosco Bella incontra un vampiro di nome Laurent, il quale dice che è giunto sino lì per fare un favore a Victoria, la quale vuole che uccida Bella. Il tutto perché Edward ha ucciso il compagno di Victoria: Privi di un supporto spirituale (Edward), si rimane confusi e in balia delle proprie emozioni, passioni, vizi (Laurent). Come possiamo immaginare di guidare in una strada che è priva di segnaletica, ed oltretutto immersa nella nebbia? Allo stesso modo è la vita di quanti vivacchiano senza regole spirituali, e senza fede. La Fede schiarisce la vista interiore, e allontana la “nebbia” del razionalismo; mentre i dieci comandamenti sono quelle “segnaletiche stradali”, che aiutano le persone a seguire il corretto itinerario.

Victoria e Laurent simboleggiano altresì Satana e i suoi seguaci, i quali sapendo che una persona è priva di fede e regole spirituali, cercano con arroganza di annichilire la persona (Bella), facendola capitombolare nel peccato e nell’eresia (morte di Bella).

Victoria è un’immagine figurata di coloro che hanno permesso alla loro ombra, di sovrastare l’Io. La rabbia, collera, sofferenza, solitudine e odio verso gli educatori tiranni del passato, hanno permesso a queste forze impulsive e distruttive, di controllare e governare l’intera personalità. Ecco che allora si proiettano i propri fantasmi del passato, su persone viventi nel presente. L’astio avvertito e provato per i familiari despoti del passato, viene traslato sui compagni di lavoro, sul partner, sui figli, amici e conoscenti (tutti effigiati da Bella).

È altrettanto interessante notare, che tutti coloro che agognano la vendetta e rivalsa sulle sofferenze del passato, e quindi si abbandonano alla collera e rabbia, rischiano di autodistruggersi. In breve, si cerca di punire gli altri delle proprie ferite inconsce, ma allo stesso tempo si danneggia se stessi. Questo avviene perché l’amore è costruttivo, mentre l’odio è distruttivo.

 

Bella viene salvata da alcuni enormi lupi. Bella scopre che gli enormi lupi altro non sono che Jacob e i suoi amici, i quali sono dei licantropi. Jacob dice che non è una scelta personale essere un licantropo, poiché è nato cosi… e che quindi non può cambiare: La consapevolezza di essere dei peccatori (licantropi), e quindi di possedere istinti e tendenze al male, non deve avvilire la persona, ma deve essere una forza per comprendere quanto siamo deboli e quindi chiedere aiuto a Dio. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 28 Settembre 2010: “L’umile viene innalzato da Me, Dio; il superbo viene umiliato. Capisca ogni uomo che occorre che riconosca la sua miseria non per perdersi di coraggio, non per abbattersi e lasciarsi cadere le braccia, ma per riporre in Me ogni sua speranza. Chi confida in se stesso è perduto (Victoria e Laurent), è un vinto che va di delusione in delusione; ma chi in Me confida è un vittorioso (Bella)”. Tutto questo sembra assurdo, ma la verità è proprio questa… quanti si credono invincibili e incorruttibili, sono destinati a cadere e crollare nelle voluttà e nei vizi. Perché avviene questo? Semplice, la natura umana è lesionata dal peccato originale, e quindi è tendenzialmente portata a compiere il male più che il bene. Essere consapevoli di questa debolezza e fragilità, porta l’individuo a chiedere aiuto a Dio nella preghiera e a nutrire la propria anima mediante i Sacramenti. Al contrario, quanti si sentono irreprensibili, perfetti e incorrompibili, fanno fatica a chiedere degli aiuti soprannaturali a Dio, e quindi sono destinati a precipitare nelle passionalità e nei pervertimenti.

Jacob, il quale dichiara che non può farci nulla se è un licantropo, effigia tutti coloro che vivacchiano inabissati nelle corruzioni bestiali delle passionalità, e giustificano i loro vizi dicendo che non ne possono fare a meno. Ma tutto questo non corrisponde a verità. Noi esseri umani non siamo delle macchine che incedono senza sapere dove vanno; possediamo tutti una volontà, un libero arbitrio, una libertà di scelta. Occorre naturalmente il desiderio di cambiare e di seguire la giustizia e l’equità. Allora perché ci sono persone che sono convinte che compiere atti aberranti, sia una necessità? Semplice… cercano di giustificare e legittimare i loro atti abominevoli e licenziosi, mediante la razionalità. Non scordiamo che la nostra coscienza si può indebolire, addormentare, plasmare a piacimento; …come? Mediante pensieri razionali che giustificano atti colmi d’iniquità. Ad esempio… un lussurioso asserirà con noncuranza, che tradire la propria moglie serve per salvare il suo matrimonio in crisi; …un medico abortista dirà che uccidere dei feti, è come schiacciare delle cellule morte; …un politico corrotto asserirà che compiere tutto ciò, è utile per legittimare alcune leggi eque; …un sacerdote eretico e scismatico, dichiarerà che occorre rinnovare la religione, e via dicendo. Ecco che in questi casi, e in incalcolabili altri, si utilizza la mente razionale e le conoscenze acquisite, non a servizio della verità… ma al servizio del proprio Ego smisurato colmo di superbia, egoismo e fornicazione. Ma è bene assicurare, a tutti questi predatori della verità… che Dio non si irride impunemente, e che nel Giudizio Particolare, che avviene subito dopo la morte fisica, la coscienza tornerà a stridere la verità… all’Io egotista e lussurioso.

Concludendo, dobbiamo ricordare che la figura di Jacob che diviene lupo o licantropo, raffigura tutti coloro che peccano, e così facendo divengono come animali guidati dai propri istinti. Insomma, la bestialità del licantropo simboleggia un'anima in peccato mortale, la quale non solo è scissa dalla Grazia santificante (Bella), ma è propensa a seguire gli istinti e passioni mondane, piuttosto che divenire un angelo di spiritualità e amore.

 

 

Per difendersi dai pensieri colmi di vendetta e autodistruzione, possono venire in aiuto tutte quelle risorse inconsce che una persona possiede. Risorse che sovente si sviluppano maggiormente, dopo aver vissuto patimenti e sofferenze. Molti di noi possono constatare che proprio dopo alcune avversità ed esperienze penose, si può comprendere e capire meglio il prossimo; in sostanza si diviene più empatici e comprensivi. L’indifferenza e apatia verso i problemi degli altri, vengono sostituiti da un caloroso abbraccio psichico per quanti provano tormenti di vario genere. Insomma, la sofferenza proprio come uno scalpello, scava nella mente delle persone, i tesori nascosti situati nel profondo. Tutto questo naturalmente se non ci si lascia trasportare dalla sete di vendetta, risentimento o dalla rappresaglia aggressiva. John Welwood “Amore Perfetto, Relazioni Imperfette” pag. 84: “Ciò di cui manchiamo di addolorarci, si trasforma in risentimento. Per estrarre la medicina che può curare il veleno del risentimento, dobbiamo riconoscere e accogliere questo dolore invece di sfuggirlo “.

Bruno Bettelheim “Il Mondo Incantato” pag. 217: “In effetti, questo sviluppo è realmente pieno di pericoli: l’adolescente deve abbandonare la sicurezza dell’infanzia, il che è rappresentato dallo smarrirsi nella foresta irta di pericoli; impara a fronteggiare le sue tendenze violente e le sue ansie, simboleggiate da incontri con bestie feroci o con draghi“. Jacob è la persona che riesce a salvare il proprio “Vero Sé” (Bella), grazie all’aiuto di persone amiche e che hanno capito la sua situazione interiore, colma di problematiche psichiche, emozionali e familiari. L’essere un licantropo, è indice di deformazioni psichiche interiori che fanno mutare ciò che si è realmente… in un qualcosa d’altro. Se ci riflettiamo, ogni esperienza che si sperimenta nella vita, porta inevitabilmente un mutamento e influsso sulla persona. Le amicizie, le esperienze familiari, le delusioni, sofferenze, partner affettivi, lavori, letture, scuole, libri, film, fumetti, ed ogni altra esperienza vissuta… porta con sé un bagaglio psichico, culturale ed emozionale, che entra a far parte della propria memoria ed essenza personale. Memoria che sovente non viene rammentata a livello cosciente. Difatti, non scordiamo che esiste una memoria inconscia che registra tutto ciò che noi compiamo, leggiamo, sperimentiamo; …consapevoli o meno. Ecco che Jacob riesce a vincere il perfido vampiro del “Falso Sé”, proprio nel preciso momento in cui scopre di essere un licantropo e trova amici disposti a sostenerlo ed aiutarlo… esattamente come le persone che hanno problematiche psichiche deformanti, riescono a vincere le proprie paure e sconnessioni psichiche, nel preciso momento in cui persone confidenti ed empatiche, sono disposte e condividere le loro sofferenze, angosce, valutazioni ed esperienze. Si crea in sintesi, un’empatia comune che affratella le persone a livello inconscio, e accresce inconsapevolmente la propria autostima, la quale è alla base di qualunque guarigione psichica. Alice Miller “La Persecuzione del Bambino” pag. 75: “L’idealizzazione del gruppo che diviene oggetto di investimento narcisistico, garantisce la grandiosità collettiva. Siccome ogni ideologia offre al tempo stesso un capro espiatorio al di fuori del proprio formidabile gruppo di appartenenza, è possibile continuare a spregiare e a combattere il debole bambino, da sempre disprezzato e scisso, che fa parte del proprio Sé, ma a cui non è mai stato dato diritto di esistere“.

Ma Jacob, che insieme ai suoi amici licantropi riesce ad esprimere se stesso al meglio, ci ricorda che a volte i ragazzi trovano più affetto, sincerità, amicizia e comprensione, al di fuori della loro stessa famiglia. Questo evento può avere, a seconda dei casi, dei risvolti positivi o negativi. I risvolti positivi si possono tradurre in un miglioramento della percezione che si ha di sé stessi, e quindi in una maggiore stima nelle proprie capacità. Questo evento nel lungometraggio, lo possiamo ravvisare da Jacob che insieme ai suoi amici, riesce ad allontanare il nemico di Bella. Ciò ci evidenzia come i veri amici possono compiere ed ultimare quel procedimento psichico dell’autostima, che non è pienamente riuscito nel proprio habitat familiare. La fiducia che gli amici trasfondono in ogni persona del gruppo, rimedia e ripara a quella poca fiducia che i genitori hanno avuto per i figli. Il risvolto negativo del far parte di alcune bande o gruppi, risiede nel fatto che a volte queste compagnie sono ricolme di rabbia e risentimento, che vengono traslati su altre persone, cose, avvenimenti, idee o concetti. In altri casi, i leader del gruppo divengono una sorta di sostituto del genitore, e i subalterni si sentono in dovere di seguire le loro direttive. Le conseguenze di questo evento possono essere in alcuni casi catastrofiche, perché il gruppo può credersi lecito fare omicidi, stupri, violenze fisiche o verbali… a chicchessia. Sovente gli elementi di questi gruppi, hanno avuto genitori poco rassicuranti, poco amichevoli, troppo permissivi, poco attenti ai sentimenti dei figli, avari d’amore e vere attenzioni, tirchi altresì di spiritualità. Insomma, in questi casi può accadere che i giovani si sentono attratti dal gruppo e dal loro leader. Un’attrattiva che fa divenire il leader una figura autoritaria e paterna, al quale non ci si può opporre. Il proprio sé svilito e malato, ritrova certezze, forza, vitalità, energia e sicurezza, all’interno del gruppo. Concludendo… il gruppo o banda, diviene una sorta di seconda famiglia… con regole, norme e verità proprie.

Bella si lancia dalla scogliera, ma viene salvata da Jacob: Questo episodio ci fa comprendere come sia impossibile ad una persona, vivere la propria esistenza solo con un supporto istintivo e senza un versante spirituale. Bella che cerca di morire per la lontananza di Edward, simboleggia proprio tutti coloro che vivono come se non possedessero un’anima. I piaceri mondani, il relativismo, le aberrazioni, i vizi e le passioni, non tolgono questa fame interiore d’amore per Dio. È una mistica sete inconscia, che fa desiderare Dio al di sopra di tutto. Ecco spiegate le numerose inquietudini, insoddisfazioni e insofferenze, che afferrano le menti ed i cuori di quanti vivono con dissolutezza e lontani da Dio. Tutte queste persone intimamente, si sentono vuote e frustrate, perché la loro anima anela alla fonte vera, che proviene dall’Unico che può dissetare un’anima: …Dio.

L’opera cinematografica ci fa comprendere come mai il bambino edifica un “Falso Sé”: …si erige una personalità fittizia, per salvarsi dalle aggressioni psichiche dei propri familiari. Il “Vero Sé” vilipeso, deriso, frustrato, annichilito e poco amato dai genitori, si occulta nei meandri dell’inconscio, e lascia il posto ad un’identità irreale, falsa, dissimulata. Il tutto serve per proteggersi dalle aggressioni e umiliazioni, di quanti non sanno amare l’unicità e individualità, dei propri discendenti.

 

Jacob dice che ha paura di perdere il controllo e di divenire un licantropo; ed infine teme di ferire Bella: Il timore di Jacob è ben giustificato… vivere la propria esistenza solo scommettendo sui propri istinti e passioni, conduce l’individuo a divenire un animale che pensa solo a cibarsi, accoppiarsi e godere delle prelibatezze che lo circondano. E se ci riflettiamo un attimo… non è questa la condizione umana di questo periodo storico? Chi pensa a nutrire la propria anima? Pochi… ma al contrario, ecco che tutti si satollano di cibi prelibati e sempre più raffinati, come le nostre televisioni ci continuano a proporre ossessivamente. E che dire di quanti vivono la loro vita, senza freni inibitori? Eccoli annaspanti nei sensi colmi di lussuria, come verri che bramano ruzzolare nella melma delle passioni. La virtù della fedeltà coniugale è divenuta un’eccezionalità, mentre tutti briosi si corre dietro la beltà di una gonna friccicosa. Licantropi alla ricerca del piacere perduto… tutti come bestie sbavanti di fronte al sesso sfrenato, al cibo prelibato, al denaro tintinnante odori soporiferi; …per non parlare di quanti si chinano come schiavi inebetiti di fronte alla sapienza umana, che elargisce le sue eresie colme di empietà ed iniquità. Maria Valtorta “I Quaderni dal 1945 - 1950” pag. 162: “Sì. La sapienza umana, superba e incredula, che vuole sdottrinare su tutto, e che ha perso lo spirito dei fatti e si attiene alle apparenze che vuole giustificare come non può – perché il soprannaturale sfugge ai metodi di ricerche e di giudizio naturali…“. Ed è chiaro che la nostra anima (Bella), rimane ferita da queste dissolutezze e perversioni, che il nostro Ego sfrenato (licantropo) agogna con tanta bramosia.

 

Sprovvisti del proprio “Vero Sé” e della propria identità, è naturale che sgorga dal cuore di una persona, la paura di perdere il controllo di se stessi. In questo contesto narrativo, la paura di Jacob è la medesima paura di quanti non hanno sviluppato le proprie facoltà, la propria individualità… e quindi non sanno chi veramente sono. Hanno sempre vissuto seguendo ciò che i genitori affermavano, imponevano o intimavano, e non hanno mai ascoltato ciò che veniva suggerito dal loro cuore e dalla loro reale identità. Ecco che tutti coloro che non hanno mai ascoltato ciò che realmente sono, con il passare del tempo diventano sfiduciati, inappagati, scompensati, contraddittori, insicuri, ed infine ci si crede dei “mostri licantropi”, vale a dire delle persone che non hanno una connotazione psichica delineata e bilanciata. Il bambino, per paura di punizioni corporali e per timore di perdere l’amore dei familiari, ha scelto di reprimere, annullare e frustrare se stesso e la propria reale individualità; e così da adulto… non sa più chi egli sia veramente. Fabiola de Clercq “Donne Invisibili” pag. 158: “Mentre accettiamo per anni di piegarci al desiderio dell’altro, accumuliamo rancore e frustrazioni senza esserne consapevoli, ci sentiamo disfatti e usati, perdiamo la percezione del nostro talento, del nostro valore. Tanto tempo dopo, o forse mai, ci si renderà conto che eludere i conflitti, soffocare il nostro pensiero e modo di essere, non era indispensabile, non era l’unica via per essere amati“. La totale dipendenza che il bimbo aveva per i genitori, porta con sé disagi a non finire; uno di questi è la dipendenza e soggezione nei riguardi del prossimo, e la paura di perdere se stessi (Jacob che teme di divenire un licantropo). Necessita allora che i genitori amino i loro figli per quello che realmente sono, e non modellarli a piacimento come terracotta senza anima e identità.

Jacob è la persona che nella sua infanzia ha avuto molteplici ferite affettive, e da adulto non sa controllare le forti emozioni e situazioni, come la gelosia, l’amore, l’amicizia, l’aggressività, il dolore, le ansie. Essendo stati privati da bambini del vero amore, da adulti si cerca, sovente inconsciamente, di riempire questo vuoto affettivo, mediante la ricerca di un partner perfetto e che sia in grado di elargire amore. Alice Miller: “Detto altrimenti, il bambino che ha ricevuto poco amore, che si è sentito negato ed è stato maltrattato con il pretesto dell’educazione, nell’età adulta dipenderà tanto più dai genitori o dai loro sostituti, dai quali si aspetta tutto ciò che i genitori gli hanno sottratto nel momento decisivo. Tale è la normale reazione del corpo, poiché esso sa che cosa gli manca, non potendo dimenticare le privazioni subite: …si è creato un vuoto che aspetta di essere colmato“. Ma naturalmente la persona, essendo stata ferita nella sua integrità psichica, osserverà gli eventi e situazioni della coppia in maniera distorta e con aspettative esagerate nei confronti del partner. Ad esempio, un marito può divenire estremamente geloso della moglie, ma non per evidenti comportamenti anomali della consorte, ma a causa dei vuoti affettivi interiori non risolti. A questo punto, essendo la realtà distorta sin dal suo nascere, possono avere origine problemi di coppia a causa della troppa gelosia, delle eccessive aspettative, di un attaccamento compulsivo verso il partner e via dicendo. In altri termini, quello che accade nella mente del marito, è un distacco dalla realtà corrente… a causa di un attaccamento inconscio ad esperienze traumatiche del passato. Alice Miller “Le Vie della Vita” pag. 60: “Tu hai paura delle tue paure, questa è la verità; anche delle ragioni che avresti di lamentarti. Lo posso capire, il tragico è che in questo modo, negando le tue sofferenze, tu abbia scaricato su di me la tua paura e le tue pene. Se tu fossi stato in grado di percepire la tua sofferenza, saresti stato più consapevole e avresti potuto proteggermi”. È il bambino ferito nell’inconscio, che richiede amore ai genitori… e non il marito geloso. Per risolvere questo problema, occorre riportare alla memoria le esperienze traumatiche vissute nel passato; infine necessita elaborarle e osservare la realtà dell’oggi, escludendo le delusioni e sofferenze del passato. Così facendo anche la rabbia repressa verso i genitori viene a cadere, e al suo posto rinasce un vero amore per il partner. Pietro Lombardo: “Questo bambino interiore ferito, costantemente nell’angoscia di essere ancora ferito… dovrà continuamente controllare; ne deriva una specie di frenesia del controllo che diventa una necessità, una fonte di sicurezza, un dare risposta al tremore del bambino ferito. Questo controllo può causare parecchi problemi nei rapporti interpersonali, infatti non è possibile raggiungere un livello d’intimità con un partner che non si fida. L’intimità nasce dall’accettazione reciproca della persona… per quella che è”.

Concludendo, Jacob è un Io che sa che allorquando non è se stesso, e quindi ogniqualvolta innalza un “Falso Sé”, ferisce inconsciamente il proprio “Vero Sé” (Bella). Invero, quando non ci comportiamo o agiamo come siamo veramente, provochiamo una ferita alla nostra reale identità, e altresì consegniamo forza all’identità fittizia (licantropo) innalzata nella tenera età. E le reazioni colme di aggressività del licantropo, simboleggiano le forze distruttive del “Falso Sé”, sia rivolte verso de stessi che verso il prossimo. Non a caso, la persona con una personalità fittizia, comprende di non essere se stessa al cento per cento, e quindi prova intimamente una rabbia inconscia, che può venir rivolta contro il prossimo in maniera incontrollata.

 

 

Alice, un’amica vampira di Bella, ha il dono di prevedere gli eventi mediante delle visioni. Alice ha visto Bella morire, mentre si getta da una scogliera. Jacob, mentre parla al telefono con Edward, gli dice che Bella è morta: Il nostro versante istintuale (Jacob), se non è temperato da un Io che ha la Fede, si oppone con forza alle ispirazioni che provengono dal versante spirituale (Edward). Difatti, il corpo agogna assaggiare i frutti del peccato, mentre il versante spirituale desidera tornare dal suo Creatore. Come espresso innumerevoli altre volte, esiste una sorte di guerra interiore in ogni persona; un conflitto tra il versante spirituale in opposizione a quello istintivo. Ecco spiegato il motivo dell’astio che ha Jacob, nei riguardi di Edward.

Alice tratteggia tutte quelle persone che cercano in tutti i modi, di aprire gli occhi a quanti seguono con pertinacia la via dell’edonismo e relativismo; e altresì che cerca di avvertire quanti sono nel peccato mortale, che rischiano di perdere la loro anima eternamente (buttarsi dalla scogliera). Sostanzialmente perdere la propria anima, equivale alla vera morte eterna.

 

Se non si risolvono le problematiche del passato, queste non svaniscono nel nulla… ma nella nostra mente e nella nostra memoria inconscia, rimangono vitali e dinamiche. La paura che possiede Alice nel vedere Bella morire, è la medesima paura che sperimenta un bambino quando teme che i suoi comportamenti, le sue parole o azioni, possono fargli smarrire l’amore dei genitori. In realtà sovente i genitori quando un bambino compie atti negativi, gli urlano… se non fai il bravo la mamma non ti ama più!- …queste frasi non fanno altro che aumentare il disagio e l’angoscia dei bambini, i quali si ritrovano costretti ad aumentare la paura della perdita dei genitori e del loro amore. Quando un fanciullo sbaglia qualcosa, necessita spiegargli le cause deleterie che quell’errore produce; questo è giusto ed aiuta il bimbo a comprendere che ogni evento ha delle ripercussioni positive o negative. Non bisogna però negare al fanciullo il proprio amore e affetto, altrimenti il bambino può divenire insicuro dei sentimenti d’amore che il genitore ha nei suoi riguardi. Insomma, in questa circostanza crescendo il bambino può divenire sfiduciato, emotivamente fragile e altresì la rabbia può annidarsi nel suo cuore. Il fanciullo invero può chiedersi… ma i miei genitori mi amano talmente poco, che ad un semplice sbaglio non mi amano più? - In ultima analisi, le conseguenze di questo comportamento possono a volte condurre la persona a fidarsi poco del prossimo, proprio come ci si fidava poco dell’amore dei familiari. A questo punto il condizionamento acquisito nell’infanzia: …se sbagli ti privo del mio amore- può in alcuni casi condurre la persona a tradire il coniuge perché… “non si è comportato bene”, a punire il partner con minacce o violenze, perché… “non ha fatto quel determinato gesto o azione” …a vendicarsi di quanti non agiscono in maniera che pare giusta, e via dicendo.

Edward si dirige dai Volturi con l’intento di morire, perché si sente colpevole della morte di Bella. I Volturi rifiutano la richiesta di Edward, il quale decide di rivelarsi agli umani, con l’intento di costringere i Volturi ad ucciderlo. Il tutto perché i Volturi non vogliono che i vampiri si mostrano e rivelano ai mortali: Ogniqualvolta pecchiamo o commettiamo delle disobbedienze verso i dieci comandamenti, ci si sente in colpa e, nel profondo di noi stessi, si percepisce che stiamo per compiere qualcosa di sbagliato. Questo senso di colpa è parte integrante della nostra coscienza, la quale è unita e correlata alla nostra anima. Naturalmente questo senso di colpa si può percepire in diversi modi, ad esempio come un senso di solitudine, un vuoto esistenziale, una certa rabbia senza apparente motivo, una spossatezza o tristezza interiore. Tutte queste sensazioni, sono un allarme che la nostra coscienza dona al proprio Io razionale, per avvisarlo della situazione di peccato in cui si trova.

Edward che desidera essere ucciso dai Volturi, è la persona che non riuscendo a convivere con i disagi che provengono dai propri peccati e dai conseguenti sensi di colpa, si stordisce ed eccede nei vizi per allontanare tali disagi interiori. Ecco uno dei motivi del perché gli assassini divengono sempre più feroci nei loro delitti e persecuzioni, proprio perché necessitano di rintronarsi dalle urla incessanti delle loro coscienze, che li rimproverano dei loro misfatti. Ecco come mai alcuni si gettano nella droga, nel sesso sfrenato, nei pervertimenti o aberrazioni innominabili.

 

 

Il bambino è portato fisiologicamente e psicologicamente a dipendere dai genitori, questo stato psico-fisico è naturale e normale. Il bimbo sa che la sua intera vita dipende da come viene accolto, accudito, rifocillato e amato da coloro che lo hanno messo al mondo; e quindi ha estrema fiducia in loro. Ma purtroppo non sempre i genitori sono buoni, socievoli, amorevoli ed equilibrati. Da quanto appena accennato, possiamo comprendere che un bambino che non è amato veramente dai propri familiari, crescendo può sviluppare un enorme e sgradevole senso di colpa. Il bimbo può iniziare a chiedersi… perché il papà e la mamma non mi vogliono bene? La risposta sovente è questa… non mi amano perché sono cattivo- …il bambino allora cerca di modificare la propria personalità, assecondando i desideri illeciti e deformanti dei genitori. Ecco la comparsa del “Falso Sé” o personalità fittizia. Il lungometraggio ci espone questo dramma psichico, dal desiderio di Edward di morire, e dal senso di colpa per la perdita di Bella. Proprio così… Edward è la persona che ha smarrito la propria reale identità (Bella), e colpevolizza se stesso e non i veri autori: i genitori (Volturi) poco amorevoli e castranti. Ma non è tutto, il film ci propone una triste realtà… i Volturi effigiano i genitori castranti e perversi che inconsciamente fanno capire al figlio, che se diventa se stesso o se si allontana dalle loro imposizioni mentali… ecco che morirà; vale a dire che i genitori priveranno il figlio del loro “affetto”. Anche se per una persona adulta questo concetto può essere percepito come un’inezia, per il bambino, che sa di dipendere psicologicamente e fisicamente dai genitori, è una vera tragedia.

La sensazione di morte e vuoto percepita da Edward, è la medesima sensazione che hanno tutti coloro che sanno di aver perso la propria identità, soggettività, naturalezza, spontaneità. Ci si sente svuotati del proprio “Vero Sé” (Bella), e quindi ci si sente dispersi e senza mèta, come una nave in balia delle burrascose tempeste della vita. Pietro Lombardo: “È proprio riconoscere, prendere piena consapevolezza… come ci si è sentiti poco amati, come si ha avuto questa fredda sensazione di incomprensione, far emergere la zona d’ombra. Quando ce ne rendiamo conto, già siamo sulla via della salvezza. È importante capire che dobbiamo avere la forza di riconoscere umilmente che in me c’è una ferita, una zona d’ombra. L’accettazione è un ghiaccio che comincia a sciogliersi”.

 

Bella e Alice si dirigono a Volterra, dove vivono i Volturi. Bella riesce a raggiungere Edward poco prima della sua esposizione ai cittadini di Volterra. Edward dice che non può vivere in un mondo, dove Bella non esiste: Per fermare la propria autodistruzione, necessita pentirsi dei propri peccati e confessarli ad un sacerdote. Solo così si può ritrovare quella pace e serenità, che erano state gettate nel fango della desolazione e della tristezza interiore. Naturalmente occorre umiltà e Fede in Dio, per compiere questo passo di estrema importanza.

 

 

Edward è l’individuo che non accetta di non essere se stesso, e quindi cerca in continuazione la sua reale personalità (Bella), sperduta nelle sinuosità dell’inconscio. Le parole di Edward rivolte a Bella sono chiare… non si può vivere senza il proprio “Vero Sé”. Ed è vero… come si può vivere privati della propria personalità, verità e peculiarità? Le persone scisse e frammentate, divengono fragili, destabilizzanti, nervose, intrattabili, ansiose, angosciate e inoltre con una notevole rabbia e collera che aspettano di trasbordare fuori. Al contrario, la persona con un “Vero Sé”, riesce a bilanciare la propria vita in maniera ottimale, e anche nei travagli quotidiani non ha problemi a venirne fuori con un sorriso.

                      

Aro, uno dei Volturi, ha la capacità di leggere i pensieri delle persone, mediante il contatto con loro; …ma non riesce a leggere i pensieri di Bella: Coloro (Aro) che vivono nel peccato e nei disordini morali, fanno fatica a comprendere quanti (Bella), seguono con fedeltà Dio e i suoi insegnamenti. Difatti i secolarizzati, razionalisti e gaudenti, deridono quanti sono casti, sinceri, virtuosi, fedeli a Dio, prudenti, misericordiosi e sapienti. In altri termini, i crapuloni e i licenziosi, comprendono e giustificano solo ed esclusivamente coloro che si compiacciono delle loro aberrazioni e cupidigie terrene. È per questo motivo che i veri credenti e veri sacerdoti, sono derisi, criticati, calunniati e allontanati da tutti, poiché vengono presi per dei mentecatti che vivono in un’epoca polverosa e primitiva.

 

Aro è il genitore che essendo arrogante, presuntuoso ed egoista, non riesce a comprendere i desideri, capacità e personalità dei propri discendenti (Bella). Purtroppo, come detto espressamente innumerevoli volte, esistono genitori che non mettono al mondo i figli per un vero sentimento d’amore e affetto, ma solo per seguire una dinamica sociale che impone questo “progetto”, oppure per soddisfare voglie inconsce mai realizzate, per la sete di predominio sui più deboli, per vendicarsi di torti subiti nell’infanzia, per sfogare le proprie pulsioni sessuali, per realizzare ciò che nella vita non si è riusciti a compiere… e altro ancora. In tutti questi casi, e in molteplici altri, le aspettative inconsce dei genitori, non tollerano che la vera personalità dei figli venga fuori con autenticità; questo perché rovinerebbe i piani inconsci dei genitori. Ecco che Aro che non riesce a leggere la mente di Bella, simboleggia proprio questo genere di genitori.

Aro che nondimeno sa leggere la mente degli altri, è il medesimo genitore egoista e superbo, che al di fuori del proprio figlio, vittima di manipolazioni psichiche, riesce a comprendere tutti coloro che non sono il discendente… proprio perché non rimangono vittime di manipolazioni mentali.

 

I Volturi decidono di uccidere Bella poiché sa troppo. Edward la difende, ma viene quasi ucciso da uno dei Volturi. Bella dichiara di voler morire al posto di Edward: Bella è la persona che ritrova la Fede e l’amore per Dio, e proprio per questo sa che dovrà rinunciare ai piaceri carnali disordinati. Responsabilità e sacrificio accompagnano sempre i veri seguaci di Gesù, poiché necessita andare contro i propri impulsi smodati, il mondo edonista e crapulone, Satana con le sue seduzioni e le proprie passioni sfrenate. La moderazione, la prudenza e la temperanza, sono le ancelle al servizio del vero credente e vero sacerdote. In ogni modo, Bella effigia altresì tutti coloro che offrono preghiere e sacrifici per salvare non solo la propria anima, ma anche quella del prossimo. Tutto questo è un atto di vero amore, che consiste nell’aiutare il prossimo anche se occorre compiere sacrifici e sopportare sofferenze fisiche, psichiche, spirituali o morali. Benedetto XVI “Deus Caritas Est” pag. 69: “All’anti-cultura della morte (Volturi), che si esprime per esempio nella droga, si contrappone così l’amore che non cerca se stesso, ma che, proprio nella disponibilità a perdere se stesso (Bella) per l’altro (Edward), si rivela come cultura della vita“.

I Volturi che agognano uccidere Bella, mettono in evidenza come in realtà i superbi, viziosi, razionalisti e gaudenti, desiderano distruggere la Fede nei cuori di quanti la possiedono. Perché avviene tutto questo? La risposta è semplice… i relativisti e secolarizzati desiderano continuare a compiacersi nei vizi, gozzoviglie e nei bagordi, senza che nessuno disturbi le loro coscienze assopite e annacquate dal razionalismo ed edonismo.

 

L’evento traumatico del film ci rammenta che per sopravvivere, il bambino è forzato a scegliere la morte del proprio “Vero Sé” (Bella), piuttosto che perdere le attenzioni e cure dei genitori (Volturi). Questo procedimento psichico rimane sempre a livello latente, ed è uno dei motivi del perché crescendo, il fanciullo non ricorda nulla di questa terribile guerra interiore. L’unico modo per tirar fuori la realtà di ciò che è successo nel passato, sono i meccanismi difensivi edificati per proteggere l’Io individuale, dai ricordi penosi e dai tormenti subìti nella tenera età. Ma alcuni si chiederanno… come fanno i genitori a distruggere ed annichilire il “Vero Sé” dei loro discendenti? Ci possono essere molteplici modi, ma proviamo ad elencarne alcuni. Ad esempio quando un bimbo cerca di esprimere un desiderio di indipendenza, subito la mamma lo intimorisce in maniera spropositata sui rischi e pericoli di questo modo di pensare; …facendo sentire in colpa il fanciullo quando compie scelte soggettive; …criticare aspramente gli amici e compagni di scuola del figlio, senza alcuna reale ragione; …svilendo le azioni e concetti espressi dal bambino; …non ascoltare le emozioni penose dei figli, come ad esempio la solitudine, la sofferenza, la rabbia o il disagio; …criticare e malmenare aspramente i fanciulli, quando errano nei compiti scolastici; …non accogliendo i consigli dei figli, facendoli così sentire dei deficienti e incapaci; …adulare gli altri bambini, ed allo stesso tempo criticare i propri figli di non essere come gli altri… e via dicendo. Tutti questi comportamenti appena elencati, sviliscono, degradano e sottostimano, le doti e peculiarità dei discendenti; e allo stesso tempo fanno sentire un senso di inferiorità e un senso di colpa ai figli, di non essere all’altezza delle aspettative genitoriali. Ecco che a mano a mano che il tempo passa, il “Vero Sé” (Bella) deperisce e svigorisce, fino a lasciare il posto al “Falso Sé”. Al contrario, i genitori che amano veramente i propri discendenti, cercano di dargli ascolto, e si sforzano di infondere fiducia in loro mediante un vero atto d’amore, che consiste nel comprendere le difficoltà, le angosce, sentimenti, sofferenze e quesiti che hanno i figli. In questo modo i discendenti incrementano l’autostima, e il “Vero Sé” prorompe dal bozzolo del cuore per trasformarsi in una meravigliosa farfalla… che volteggia nelle nuvole azzurre della verità, autenticità, spontaneità e del vero amore. Carl Rogers “Un Modo di Essere” pag. 120: “Nel corso degli anni, tuttavia, i risultati delle ricerche condotte, sono andati ammassandosi e hanno decisamente rafforzato la conclusione che un alto grado di empatia in una relazione, è probabilmente il fattore più potente nell’apportare trasformazioni e apprendimento“.

Alice ferma Aro, che nel frattempo sta per uccidere Bella. Alice dice che in una delle sue visioni, Bella diventerà una di loro… un vampiro: Quando si ritrova la Fede, l’amore per Gesù e di conseguenza ci si confessa da un sacerdote, si recupera la Grazia santificante, e si torna a vivere nella vita spirituale. Il sangue di Gesù scorre nelle anime di tutti i veri credenti e veri sacerdoti… escludendo, se si rimane in Grazia, la morte eterna dell’anima. Esattamente come Edward abbisogna di sangue per vivere, così ogni essere vivente ha necessità del preziosissimo sangue di Gesù per vivere in Grazia. Dove si trova il sangue di Gesù? Nelle specie Eucaristiche, nella Confessione, quando si prega, nella sofferenza vissuta con speranza, quando si agisce con carità e amore.

 

 

Il genitore (Aro) che non ama veramente i propri discendenti (Bella), si fermerà nella persecuzione e svilimento dei figli… allorquando comprenderà che il figlio diventerà (Bella che diventerà un vampiro) e si comporterà esattamente come il genitore vuole. Questa manipolazione mentale viene scambiata per educazione, ma altro non è che una tortura psicologica che avrà delle ripercussioni negative e deleterie, sull’intera personalità dei figli. In questo caso, Alice che conferma ad Aro che Bella diventerà una vampira, simboleggia la triste sorte che avviene a quanti rinunciano al loro “Vero Sé”. In pratica, proprio come i vampiri… muoiono. Cosa muore? La vera identità. E come i vampiri per vivere succhiano il sangue del prossimo, altrettanto faranno coloro che vivono con un “Falso Sé”; …perché questo evento? Proprio perché quanti hanno annichilito il loro “Vero Sé”, per sopravvivere hanno ardentemente bisogno della stima degli altri, dell’incoraggiamento continuo del prossimo che li sproni ad agire. Essendo privi di autostima, la ricercano e bramano dal prossimo. Ecco le dipendenze emotive o psicologiche, da dove derivano. I vampiri non hanno un cuore che batte… esattamente come coloro che vivono con un “Falso Sé” non riescono ad avere empatia e vero amore per il prossimo. Questo perché cercano apprezzamenti, incitamenti, stima e forza… al loro esterno, essendo rimasti privi della loro forza vitale (sangue) che proviene dal “Vero Sé”.

 

Aro legge la mente di Alice, e gli crede. Infine Aro li lascia andare via: Quando ci si trova sotto le ali protettrici di Gesù e Maria Santissima, ecco che Satana (Aro), non ha più potere sulla persona, e le sue tentazioni cadono nel vuoto… senza attecchire in un cuore che possiede già la sapienza divina. Adesso possiamo comprendere come mai coloro che non sono veri fedeli e veri credenti, precipitano con più leggerezza nel peccato e nei vizi. Essendo debilitati e non possedendo Gesù come protettore, proprio perché lo hanno ripetutamente rifiutato, sono portati a soccombere alle concupiscenze della carne e della mente.

 

Quando si ritrova la propria identità e si sono elaborate le esperienze negative del passato, ecco che i pensieri negativi provenienti dai familiari ingiusti ed iniqui (Aro), vengono scollati dalla memoria inconscia e sono sostituiti da pensieri positivi e colmi di verità. Difatti non dobbiamo dimenticare che la nostra attuale conoscenza di noi stessi, deriva in gran parte dai feedback, o meglio da tutte quelle informazioni su noi stessi, che i genitori e familiari ci hanno fatto intendere e comprendere nella tenera età. Ad esempio, se un genitore pensa che il figlio sia stupido e un buono a nulla, il discendente, anche se è intelligente e volenteroso, imparerà a memorizzare che ogni cosa che farà sarà un insuccesso, che è fragile… fino a credere di essere veramente stupido. Ecco che l’insicurezza, la fragilità mentale, il senso di vuoto, lo smarrimento di ciò che si è veramente… faranno breccia nel cuore e nella mente del figlio. Riassumendo, i pensieri negativi introiettati nell’infanzia, che ci dicono che siamo incapaci e poco intelligenti, vanno sostituiti da pensieri positivi e costruttivi.

Edward dice a Bella che l’unico motivo perché se n’era andato, era per proteggerla e dargli un’opportunità di vivere una vita felice: Perché allontaniamo Gesù e la verità, dal nostro cuore? Semplice… perché i piaceri mondani, il sesso, il denaro, il potere, la vanagloria, il nostro Ego superbo e il nostro amor proprio, desiderano vivere senza imposizioni dettate dai dieci comandamenti. Ecco che allora non è Gesù ad abbandonarci, ma siamo noi stessi… con le nostre scelte contrarie all’amore e alla verità, a respingere Gesù.

L’unico modo che ha un Io di proteggere se stesso dagli attacchi feroci di genitori autoritari, egoisti e superbi, è quello di reprimere la propria personalità e identità, nei meandri dell’inconscio. Per fortuna crescendo, la persona può riportare a galla il proprio “Vero Sé”, e gettare via l’abito sudicio e lacero del “Falso Sé”.

Cosa spinge un fanciullo a perdere se stesso, la propria stima e identità? La paura di restare privo dell’affetto e aiuto dei genitori. È questa paura la causa principale della creazione di un “Falso Sé”, di un’identità fittizia, della creazione delle innumerevoli difese psichiche. Rimanere soli senza un sostegno dei genitori, il timore dell’abbandono e della privazione d’amore (o presunto tale), spingono il fanciullo ad avvilire se stesso, a privarsi delle proprie emozioni e sentimenti, della verità, ed infine a delegare al prossimo le proprie decisioni personali. Crescendo queste paure possono portare la persona a divenire mesta, solitaria, impacciata, depressa, angosciata, timorosa di prendere decisioni. Esiste e si forma così una prigione interna con poderose sbarre psichiche, che impediscono all’individuo di esprimere se stesso e la propria libertà interiore. Studiosa Carolina “Tutto o Niente” pag. 56: “Vediamo per esempio la paura; un sentimento di paura non è certo una manifestazione della tua libertà interiore, con la paura non riesci a manifestarti. La paura, però, non è che un pensiero creato da noi e proiettato fuori, come se fosse realtà”.

 

Bella chiede alla famiglia di Edward, se desiderano che lei diventi un vampiro. Quasi tutti i membri della famiglia di Edward, sono d’accordo: Quanti fanno parte della famiglia dei cristiani, sono ben felici che peccatori ed eretici, comincino a divenire cristiani e ad amare Gesù. Non bisogna chiudersi in se stessi ed essere egoisti e presuntuosi, ma necessita aprirsi al prossimo, cercando di donare anche a chi ci sta vicino… il meraviglioso dono della Fede. Come? Mediante le nostre opere eque, il rispetto, la preghiera, la parola di Dio, l’esempio.

 

Per ricostruire la propria identità ottimale, necessita ripercorrere a ritroso la propria storia personale, e recuperare i traumi sperimentati; dopodiché necessita visualizzarli sotto una nuova luce. La persona deve comprendere che i sensi di colpa e i meccanismi difensivi, erano necessari al bambino ferito e vilipeso; difatti il fanciullo per proteggersi dalle perfidie genitoriali, è stato costretto ad innalzare barriere difensive, a reprimere la propria identità, a divenire assoggettato ai comandi iniqui dei parenti. Mentre adesso la persona ha la possibilità di recuperare e riedificare la propria realtà interiore, mediante le conoscenze acquisite, la propria volontà, l’uso dell’intelletto e di persone veramente amichevoli ed empatiche. In questo modo si ricostruisce la memoria di quella famiglia interiore, che è venuta a mancare nell’infanzia. In altre parole, l’individuo per ritrovare la propria stima e fiducia in se stesso, deve riparare e ricostituire una famiglia intrinseca (famiglia di Edward), che adesso comprende e apprezza le proprie qualità individuali e non le reprime o vilipende. Questa famiglia psichica interiore, diventerà un basamento importante nella mente della persona, e l’aiuterà a superare le difficoltà della vita e le ripetute ricadute nei tranelli della disistima e sfiducia in se stessi. Difatti, non scordiamoci che la lotta per la propria indipendenza personale, rimane costante e ricorrente, poiché le ferite del passato possono rimarginarsi, ma quasi mai guarire completamente. Questo perché esisterà sempre un leggero ricordo o debolezza interiore, per gli eventi angosciosi e castranti sperimentati nel passato. Questo non deve demoralizzare nessuno… ma è un modo per rimanere prudenti e concentrati nel non tornare alle caduche e precarie promesse del “Falso Sé”.

 

Jacob dice che non vuole che Bella diventi un vampiro. Jacob e Edward combattono fra loro. Bella li ferma e dice che non possono combattere tra loro, senza ferire anche lei. Infine Jacob va via: Quando il versante istintuale (Jacob) guerreggia contro il versante spirituale (Edward), chi soffre veramente è l’anima (Bella) della persona. Questa dura lotta non finisce quando si recupera la Fede, ma termina solo dopo la nostra morte fisica. Necessita quindi rimanere sempre umili e prudenti. Ci si salva se rimaniamo perseveranti e fedeli ai dieci comandamenti, se le nostre opere sono eque, e se si è COERENTI con ciò che si enuncia con le parole. Invero, non tutti i credenti e sacerdoti saranno nel regno dei cieli. Ad esempio, i sacerdoti lussuriosi che non si pentono e rammaricano delle loro nefandezze, non entreranno nel regno dei cieli, e così i presunti credenti che compiono peccati mortali senza alcun ravvedimento. DIO NON SI IRRIDE impunemente… abbiamo dimenticato che il Signore è Onnisciente? Lo so… lo so… alcuni pseudo sapientoni diranno con noncuranza: …ma Dio è misericordia infinita. È vero. Ma ricordiamoci che Dio è anche… GIUSTIZIA INFINITA! Opera scritta dalla Divina Sapienza del 20 Agosto 2010: “Non si salva chi dice: Signore, Signore -; figli cari, non lasciatevi ingannare! Si salva chi fa la Volontà di Dio, chi ama la Volontà di Dio e l’accoglie nella sua vita, come il meglio che possa accadere per lui”.

Jacob è un emblema di tutti quei ricordi del passato negativi e colmi di rabbia, che ogni tanto riaffiorano nella mente di coloro che hanno vissuto un'infanzia con genitori maligni e castranti. Ricordi penosi che non possono essere cancellati, ma che devono essere trasformati mediante le nuove conoscenze che si sono acquisite. A volte i genitori castranti e iniqui, sono stati a loro volta dei figli con problematiche simili alle nostre. Questo pensiero può attenuare la rabbia che si possiede nei loro riguardi.

                

Edward dichiara che vuole sposare Bella: Quando la persona nel corso della propria vita terrena, ha continuato ad essere fedele a Gesù ed ai suoi insegnamenti, giunto il tempo del trapasso… diventerà sposa di Cristo in eterno.

Quando si ritrova la propria reale identità, è proprio come se l’Io si sposi con il proprio “Vero Sé”. La persona da scissa e frammentata che era… ritorna congiunta con le proprie risorse, potenzialità, sana volontà. Inoltre, i molteplici legami negativi del passato, vengono districati; e l’Io (Edward) ritrova la sua sposa eterna… l’anima (Bella).

 

Frasa.