Casella di testo:

Il Brutto Anatroccolo.

Frasa

 

Le persone che seguono e tallonano i vizi, è logico che incominciano a perseguitare coloro (Brutto Anatroccolo), che non si conformano ai loro pensieri ed azioni. Il vizio che ci viene presentato in questo passo della favola, è proprio l’ira che possiede l’anatra bellicosa. È altresì importante aggiungere, che i vizi si radicano in un cuore che non fa nulla per toglierli e che vive costantemente in peccato e nella disobbedienza ai dieci comandamenti. Insomma, la troppa attenzione ai propri desideri egoistici e l’attaccamento smisurato ai beni temporali, rende gli individui irosi di fronte a quanti seguono con umiltà e carità, l’Eterno Amore: Gesù…

 

Il Brutto Anatroccolo.

 

C’era una volta un’anatra che covava le sue uova annoiandosi, poiché nessuno le faceva mai visita. Le sue compagne preferivano nuotare nei canali vicini, piuttosto che covare uova sotto una grande foglia: La fiaba di Hans Christian Andersen, pone l’accento sugli eventi che riguardano l’esperienza di essere un genitore. L’anatra che cova le uova con noia, ci evidenzia il fatto che in quest’epoca scristianizzata e che gozzoviglia nei piaceri mondani, mettere al mondo un figlio significa perdere il tempo dedicato ai divertimenti ed agli svaghi. Questo lo possiamo considerare quando la fiaba ci descrive le compagne dell’anatra, le quali piuttosto che covare le loro uova, preferiscono dilettarsi a nuotare nei canali adiacenti. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 16 Agosto 2008: “Beato colui che non spreca il suo tempo in vanità e follie, ma lo considera prezioso per la salvezza della sua anima e di quella altrui”. A questo riguardo, possiamo comprendere che un genitore che possiede scarse componenti altruistiche e amorose verso i propri discendenti, ecco che rischia di sviluppare il proprio egoismo e amor proprio. Ed è probabile che il bimbo crescendo, si renda sempre più conto di essere una sorta di intralcio per la madre, la quale desidera ardentemente soddisfare le proprie aspirazioni lavorative, sociali, oppure viaggiare, fare sport e via dicendo. A questo punto le sensazioni che sorgeranno nella mente dei discendenti, saranno colme di negatività sia verso se stessi che verso i genitori. Verso se stessi si proverà vergogna e sensi di colpa, per essere stati un intralcio ai piani di emancipazione e realizzazione personale del genitore; al contempo verso gli educatori si proverà una intima rabbia e rancore, per essere stati trattati come esseri indesiderati e sgraditi.

Un’ultima considerazione di ordine spirituale, è quando la fiaba ci dichiara che le anatre solitamente quando covano lo fanno sotto una grande foglia. La grande foglia è una metafora che ci conduce alla Sapienza Divina. Ed ecco che le anatre che si rifiutano di covare sotto la grande foglia, effigiano le persone che si rifiutano di seguire ed assaporare i doni che provengono dallo Spirito Santo. E come ormai sappiamo, senza l’aiuto e sostegno dello Spirito Santo, i genitori divengono freddi, scostanti, poco amorevoli.

Tra le altre cose, è interessante appuntare che mamma anatra, che si annoia perché non riceve la visita di altre anatre, è un’allegoria di quanti seguono e tallonano le compagnie e gioie terrene, aspettandosi di ricevere pace e serenità da queste fallaci entità. Ed ecco che una madre che invece di pregare e prendere i Sacramenti, si diletta in attività prettamente terrene, percepirà intimamente prima o poi una sensazione di vuoto, solitudine ed indolenza. Perché tutto ciò? Semplice… il vuoto interiore che si viene a creare, è l’anima della persona che mediante questa sgradevole sensazione, avvisa il proprio Io che si sente sola e priva di linfa vitale, poiché non viene nutrita dall’amore di Dio. In altre parole, la nostra anima è un’essenza incorporea che abbisogna di un nutrimento spirituale, e non di vanità e follie terrene.

 

 

Nel versante analitico, la mamma anatra che cova le uova con noia e fastidio, rappresenta un genitore che ha messo al mondo i figli non per amore o reale convinzione. E come risultato questa insoddisfazione interiore, provocherà nei discendenti una inconsapevole sensazione di non essere stati veramente accolti e amati dai propri educatori. Pietro Lombardo “La Stima di Sé” pag. 141: “È probabile che, ad un livello molto ancestrale, abbiamo registrato un’esperienza di soffocamento nell’utero materno, associata alla sensazione di non sentirsi accolti o desiderati”.

 

 

Infine nascono gli anatroccoli dalle loro uova, tranne l’ultimo uovo che rimane chiuso. L’anatra torna a covare l’uovo, nonostante un’amica le dica di smettere di farlo. Quando l’uovo si schiude la madre lo nota grosso e grasso, molto diverso dagli altri anatroccoli. Il piccolo anatroccolo non viene ben accolto dalla comunità, che non lo accetta, dichiarando che è un Brutto Anatroccolo: In questa realtà storica scristianizzata, il sacrificio compiuto per aiutare il prossimo viene considerato un atto di poco valore. Ecco il motivo dell’insorgere di azioni colme di aggressività, rancore, rabbia, invidia e altro ancora. Non si riesce a comprendere che l’amore verso il prossimo, richiede inevitabilmente dei sacrifici, piccoli o grandi che siano. Gesù non è stato forse il primo ad insegnarci che il sacrificarsi per amore, è una grande e meravigliosa realtà? E Maria Santissima non ci ha forse ripetuto infinite volte, che occorre pregare e sacrificarsi per salvare le anime? Nella favola la madre del brutto anatroccolo, è la persona che si sacrifica per aiutare il prossimo, nonostante le ripetute male parole espresse dai suoi concittadini.

L’anatroccolo appena nato che non viene ben accolto né dalla madre né dalla comunità in cui vive, ci ricorda che tutti coloro che non seguono o si conformano ai modelli preesistenti di una società secolarizzata e edonista, vengono derisi, sbeffeggiati, presi in giro, criticati. Ecco spiegato uno dei motivi del perché non si vedono più i giovani andare alla Messa o a Confessarsi. La preghiera e i Sacramenti sono considerati nell’opinione comune, delle essenze provenienti da un passato lontano, e chi le segue viene accusato di essere fuori moda o di essere una persona strana… insomma diviene un “Brutto Anatroccolo”. Addirittura persino alcuni Sacerdoti tolgono la tonaca e si “mascherano” da avvocati, per timore di essere derisi. Mentre al contrario in tutte le altre attività, non si fa altro che pavoneggiarsi facendo scorgere la propria uniforme. Ad esempio i panettieri, gli chef, poliziotti, magistrati, gli operai edili, carabinieri e altre categorie di lavoratori, vanno tutti fieri di far vedere la loro divisa. Insomma… tutti tranne i preti… L’importanza di testimoniare ciò che siamo, è alquanto necessaria in questi tempi oscuri, dove il cristiano (Brutto Anatroccolo) viene perseguitato con sottigliezza. Ricordiamoci che se ci vergogniamo di Gesù, egli si vergognerà di noi quando saremo di fronte a Dio Padre.

L’amica di mamma anatra che le suggerisce di non covare l’uovo, ci pone l’attenzione su un tema di estrema importanza e attualità: l’aborto. Cosa ci ripetono con arroganza, i sapientoni del nostro tempo? Che se si scopre di avere un feto che non è normale… occorre ucciderlo. Che se un figlio è di intralcio ai desideri della madre… occorre farlo morire. Ormai l’omicidio premeditato chiamato comunemente ed erroneamente “aborto terapeutico”, è divenuto un’essenza da compiere senza alcun rimorso di coscienza. Dimenticando uno dei dieci comandamenti che ci dice: NON UCCIDERE. Ormai l’opinione comune, avvallata con estrema forza e tracotanza dagli scienziati, è che il feto non è un essere umano. Ma la verità è ben diversa. Il feto possiede un’anima, immessa ed introdotta nel feto da Dio stesso, nel momento del concepimento. E chi uccide un feto, uccide un essere umano. Distrugge la libertà di una persona di decidere del proprio futuro, delle proprie scelte soggettive, annienta i piani di Dio su di lui, ed altresì impedisce alla persona di realizzarsi.

 

 

L’ultimo uovo che fa fatica a schiudersi, è un emblema di quei figli che proprio grazie alla loro sensibilità, rimangono psicologicamente “chiusi” di fronte ad un genitore che non è in grado di accoglierli con vero amore e affettuosità. Non a caso, alcuni studiosi sono dell’idea che a volte i bimbi autistici o alcune forme di timidezza esasperate, si formano proprio come un sistema difensivo, per non provare dolore nel sapere di non essere realmente amati. In breve, il bimbo crea una sorta di mondo immaginario interiore, dove vive con apparente serenità, tutte le esperienze gratificanti che non ha potuto sperimentare nel mondo oggettuale e reale.

Pietro Lombardo “Il Ponte” pag. 101: “È tipico di quei genitori che considerano sbagliato tutto ciò che non è perfetto al cento per cento, in quanto esigono, dai propri figli, livelli di attività molto elevata, senza essere sufficientemente oggettivi nel considerare quali siano le fatiche reali del compito. Questo stile educativo è sostenuto dalla convinzione di dover riuscire bene in tutte le cose, e che il valore di un bambino, come quello dei suoi genitori, dipende dai buoni risultati”. La madre anatra che scorge il suo piccolo diverso dagli altri anatroccoli, è un emblema di quei genitori che non riescono ad accettare e ad amare i propri discendenti, allorché non corrispondono ai loro modelli interiorizzati. Per alcuni educatori i figli non sono delle persone uniche, irripetibili e con una loro soggettività, ma sono esseri da plasmare, modificare o ritoccare a loro piacimento. Insomma, per alcuni educatori i figli altro non sono che plastilina da modellare, il tutto per formare esseri esattamente conformati al loro modo di percepire la realtà. In questo contesto, ecco che i figli non riusciranno ad evolvere le loro reali capacità e potenzialità intrinseche, oltre al fatto che rischiano di divenire persone confuse, asociali, colme di rabbia, nevrotiche, depresse e via dicendo. Esattamente come il Brutto Anatroccolo, non riusciranno altresì a relazionare con il prossimo in maniera equilibrata e serena; e così rischiano di formare un “Falso Sé” o una doppia personalità. Per finire, la poca stima che hanno verso se stessi, li può condurre a compiere errori di valutazione sia nel campo lavorativo che in quello affettivo; il tutto si traduce nel compiere lavori non consoni alle proprie facoltà, o sposare la persona sbagliata. John Welwood “Amore Perfetto, Relazioni Imperfette” pag. 21: “Alcuni genitori sembrano abbastanza amorevoli tuttavia, in maniera nascosta o inconsapevole, dispensano il proprio amore sotto forma di controllo o di manipolazione. Oppure non riescono a essere in sintonia con il bambino in quanto persona diversa da loro, un individuo separato con le sue ragioni. Certi bambini possono sentirsi amati per alcune qualità, ma non per quello che sono veramente. Dovendo compiacere i genitori e andarci d’accordo, finiscono per considerare l’amore come qualcosa che è al di fuori di loro e che si deve guadagnare vivendo secondo certi modelli”.

 

 

Un’anatra bellicosa asserisce che il Brutto Anatroccolo è diverso da loro, e che lei non sopporta che si fuoriesca dalle tradizioni. La madre difende il piccolo: Opera scritta dalla Divina Sapienza del 21 Aprile 2004: “…certo il mondo non ti accoglierà, non ha accolto neppure Me, non ti amerà, non ha amato neppure Me, Io, Io, Gesù, ho vinto il mondo, tu con Me lo vincerai”. Le persone che seguono e tallonano i vizi, è logico che incominciano a perseguitare coloro (Brutto Anatroccolo), che non si conformano ai loro pensieri ed azioni. Il vizio che ci viene presentato in questo passo della favola, è proprio l’ira che possiede l’anatra bellicosa. È altresì importante aggiungere, che i vizi si radicano in un cuore che non fa nulla per toglierli e che vive costantemente in peccato e nella disobbedienza ai dieci comandamenti. Insomma, la troppa attenzione ai propri desideri egoistici e l’attaccamento smisurato ai beni temporali, rende gli individui irosi di fronte a quanti seguono con umiltà e carità, l’Eterno Amore: Gesù. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 19 Maggio 2004: “Tanto sono intenti gli uomini a mettere insieme beni temporali che non pensano affatto a quelli spirituali, quante volte hai ripetuto di non ammassare ricchezza e beni di ogni genere sulla terra perché la patria vera è il Cielo, ma gli uomini non sentono, non capiscono, non vedono lo scorrere del tempo che è inesorabile, sono sordi alla Tua Parola e ciechi alla Tua Luce”.

 

                        

 

Donald Winnicott “La Famiglia e lo Sviluppo dell’Individuo” pag. 27: “Se le cure materne non sono rispondenti, il bimbo diviene un insieme di reazioni alle sollecitazioni e la sua vera personalità non riesce a formarsi, o si forma nascosta dietro una falsa personalità che accondiscende e in genere si sottrae, agli urti del mondo”. L’anatra bellicosa è l’emblema di una madre che non accetta ed accoglie con amorevolezza il proprio figlio, poiché non corrisponde alle sue aspettative. Il Brutto Anatroccolo è un fanciullo che vedendosi respinto dalle figure genitoriali, cerca di sagomare una nuova personalità; con l’intento di essere accettato da loro. Ma così facendo si forma una personalità insicura, travagliata, non conforme alle potenzialità del soggetto. Le conseguenze di questa falsa personalità, conducono l’individuo ad essere in un perenne stato di alienazione personale, dove le scelte ed azioni compiute, divengono delle vere e proprie torture. Senza contare che la rabbia repressa che proviene dal sapere di non essere mai stati accettati come si è in realtà, la si riverserà e proietterà verso altre figure di riferimento, come coniugi, figli, datori di lavoro e via dicendo. Pietro Lombardo: “La mistificazione è un’alterazione della coscienza, nella quale una persona sente o crede che in lei ci sia qualcosa di sbagliato e dunque non si comporta più in modo libero, spontaneo, ma inizia a creare un “Falso Io”, delle sovrastrutture da camaleonte, per cercare di venire accettata secondo quelle che ritiene essere le aspettative degli adulti che si occupano della sua educazione”.

 

            

 

Il Brutto Anatroccolo ha la vita dura, perché viene sovente morsicato e malmenato, non solo dai suoi simili ma da tutto il pollaio. Il Brutto Anatroccolo è colmo di amarezza: Anche in questo contesto narrativo, si nota come il Brutto Anatroccolo viene morsicato e perseguitato da tutto il pollaio. Il medesimo evento avviene a tutti coloro che seguono le virtù e che non si vergognano di asserire di essere fedeli a Cristo. 2a Timoteo cap. 3 vers. 11-12: “…le persecuzioni, i patimenti, quali mi sopravvennero in Antiochia, a Iconio, a Listri; sai quali persecuzioni io ho sopportato, e da tutte mi ha liberato il Signore. E quanti vogliono vivere piamente in Cristo Gesù, saranno perseguitati”. Ma le persecuzioni che deve affrontare il vero cristiano, non provengono solo dalla società, ma giungono anche dalle tentazioni istigate da Satana; il quale se non riesce a far cadere in peccato il vero credente, cerca in tutti i modi di infastidirlo e di farlo scoraggiare ed affliggere. Esattamente come avviene al Brutto Anatroccolo, il quale ad un certo punto percepisce nel suo cuore una profonda amarezza. Occorre allora chiedere soccorso a Gesù, a Maria Santissima, al nostro Angelo Custode o ai nostri Santi protettori, i quali ci difenderanno dalle insidie del maligno. Altrimenti rischiamo di sprofondare nella depressione e nella disperazione. Teresa d’Avila “Il Castello Interiore” pag. 203: “Ricordatevi che il demonio guadagna molto e si rallegra in sommo grado, di vedere un’anima afflitta e turbata, sapendo che ciò le è di ostacolo a impegnarsi tutta nell’amore e nelle lodi di Dio”.

 

              

 

Alice Miller “La Persecuzione del Bambino” pag. 56: “Gli individui cui è stato possibile e consentito sin dal principio della loro infanzia, di reagire in maniera adeguata – ossia con ira – ai dolori, alle offese e ai rifiuti loro inflitti in modo consapevole o inconsapevole, manterranno tale capacità di presentare reazioni adeguate anche in età più adulta. Da adulti essi riusciranno a rendersi conto che qualcuno ha fatto loro dl male e a esprimere tale fatto con le parole, e difficilmente avvertiranno il bisogno di saltare alla gola del loro interlocutore”. Il Brutto Anatroccolo che non reagisce agli insulti e molestie del vicinato, è la persona che sin dalla tenera età non ha avuto modo di rispondere in maniera adeguata alle sopraffazioni, ingiurie, persecuzioni e deprivazioni affettive, causate dai propri genitori. Un bambino che non è accolto con vero amore ed accettazione dai familiari, svilupperà un certo vittimismo e sensazione interiore di meritare i rimproveri ricevuti, poiché avrà una bassa stima di sé. Proprio come il Brutto Anatroccolo percepisce di essere fuori luogo e di non essere all’altezza della situazione, nello stesso modo la persona che non è stata amata, proverà le stesse emozioni e sensazioni di disistima, quando riceverà insulti ed oltraggi da parte degli altri, i quali divengono il metro valutativo della propria stima. In questo contesto ritroviamo la persona con poca stima, che ricerca consapevolmente o meno, il giudizio del prossimo con ansia. E tutta la vita si rimane assetati di sapere cosa pensano gli altri, e si cercherà di conformarsi al parere altrui. Invero, coloro che hanno disistima di sé, per riappropriarsi di una certa dignità, cercano di conformare le proprie azioni e pensieri, a quelle degli altri; il tutto per guadagnarsi un briciolo di fiducia ed affetto… dal mondo circostante. Quell’affetto e fiducia che non sono mai stati loro donati, dalle figure genitoriali. Pietro Lombardo: “Ci sono persone che vivono con l’ansia di riferimento, è un’ipersensibilità al giudizio degli altri. Significa far riferimento e temere continuamente il giudizio negativo degli altri. L’ansia di riferimento fa spostare il baricentro del proprio valore dall’interno all’esterno, è un continuare a misurare se stessi non per il valore intrinseco, per il valore che diamo alla nostra persona; la nostra opinione si pennella sui tratti che gli altri dipingono su di noi. È una forma di eterodipendenza”.

 

 

Anche i fratellini del Brutto Anatroccolo gli augurano di essere mangiato dal gatto. E persino la madre pensa di liberarsi di lui. Un bel giorno il Brutto Anatroccolo, deicide di andarsene e giunge ad una palude dove incontra due oche maschi, che gli enunciano se vuole andare con loro ad incontrare tre ochette selvatiche, che schiamazzano in modo delizioso. Ma subitamente le due oche vengono uccise da alcuni cacciatori: Non illudiamoci… se siamo dei veri credenti saremo perseguitati, calunniati, esacerbati e derisi anche da amici e parenti. E nel profondo del loro cuore, avranno voglia di liberarsi di noi. Il tutto mediante il non farsi trovare, parlare con freddezza e cinismo, oppure cambiando discorso quando si pronunciano frasi inerenti Gesù o le virtù. Per i non credenti o falsi cristiani, la rettitudine, l’onestà e virtù realizzate dai veri credenti, sono come un tacito rimprovero; ed è quindi logico che si venga derisi ed ostacolati. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 17 Luglio 2008: “Gesù adorato, che tristezza provo nel vedere anche coloro che portano nel mondo il Tuo Nome, spesso non sono proprio accolti, spesso sono emarginati, allontanati, ritenuti degli insensati; provo dolore e pena, ma capisco bene le Tue Parole, Gesù mio, quando dici: Il servo non è di più del suo padrone, se hanno perseguitato Me, perseguiteranno anche voi”.

Opera scritta dalla Divina Sapienza del 16 Agosto 2004: “Pensa al lussurioso, costui ripete che è libero di fare ciò che vuole, proprio perché non ha deciso di desistere dal suo peccato. Così avviene anche del superbo che vuole procedere da solo senza riconoscere la Mia Autorità, giunge a dire che Io non esisto, anche se tutta la Creazione parla di Me, dice e ripete questo fino al punto di convincere sé stesso e cercare di farlo con gli altri. Amata sposa, l’uomo, pieno di malizia inoculata dal Mio nemico, può fare le peggiori cose e ritenersi non colpevole, egli vuole stabilire da solo ciò che è giusto e ciò che ingiusto, il suo metro è questo: è giusto ciò che gli piace, è ingiusto tutto ciò che non gli piace”. Le due oche maschi che suggeriscono al Brutto Anatroccolo di andare con loro ad incontrare delle ochette selvatiche, è un’allegoria dei lussuriosi che spingono e suggeriscono al loro prossimo di assaporare i piaceri della carne, senza badare alla sublime virtù della purezza. E la favola ci espone con estrema lucidità quello che avviene ai lussuriosi… la morte eterna dell’anima; illustrata dal cacciatore che uccide le due oche maschi. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 25 Agosto 2004: “…aprirò sulla terra squarci che mostreranno gli orrori dell’inferno, capiscano tutti che i ribelli, gli indocili, gli avari, i lussuriosi, gli omosessuali, gli adulteri, tutti costoro, si avviano verso il luogo di eterna disperazione. Nessuno si faccia illusione, nessuno si lasci ingannare: nessun ladro, nessun avaro, o lussurioso, o sodomita, adultero e ladro, nessuno di queste categorie entrerà nel Regno Mio d’Amore, il suo posto resterà vuoto, il suo fiore appassirà”.

 

 

Robin Norwood “Donne che Amano Troppo” pag. 36: “Se i nostri genitori non riuscivano a trovarci degne del loro amore e della loro attenzione, come possiamo credere di valere come persone? …viviamo sentendoci perennemente in colpa e con il timore che le nostre mancanze vengano scoperte. Ci diamo continuamente da fare per cercare di dimostrare di essere buone, perché non crediamo di esserlo”. Il Brutto Anatroccolo è la persona che sapendo di non poter ricevere comprensione ed amore nel proprio habitat familiare, cerca di recuperare un po’ di attenzione e affetto da parte del prossimo (due oche maschi). Studiosa Carolina nel libro “Tutto o Niente” pag. 194: “Se vivi per la tua immagine, ne diventi schiavo e diventi lo schiavo di tutto quello che la riguarda e di tutti quelli a cui è rivolta. Renditi conto che non sei tu: è un’immagine! L’unica cosa di cui non ti deve importare mai, è quello che gli altri pensano o dicono di te. Sii indipendente dall’opinione altrui, altrimenti vivrai sempre con la paura del giudizio”. Ecco come nascono alcune compagnie e bande che compiono azioni illecite e colme di rabbia, sia negli Stadi che nei vicoli cittadini. Per non parlare degli stordimenti con droghe e alcol, che servono alla persona per far tacere quell’intimo spasimo che si avverte ogni giorno. Difatti è bene non scordare che la ferita inflitta al “Vero Sé” della persona, quando sa di non essere stata amata dai propri familiari, continua inconsciamente a provocare afflizione e dolore. L’unico modo per alleviare questa ferita interiore, consiste nel recuperare memoria delle esperienze negative sperimentate, e trasformare le deprivazioni affettive ed i patimenti vissuti, in un qualcosa di produttivo. Ad esempio alcune persone che hanno sofferto molto nella loro infanzia, sono riuscite e perdonare i loro familiari ed a porgere aiuto verso quanti si trovano nella loro stessa situazione. Hanno saputo rispondere all’odio con l’arma più potente che esista: l’amore. Pietro Lombardo: “Il modo migliore per superare e trasformare questi nostri vissuti interni è proprio quello di attraversarli. Affrontandoli scopriremo che in verità ciò di cui avevamo terrore, o ciò per cui provavamo molta angoscia è un materiale che ci dà sofferenza, ci procura tristezza, nausea ma che non ci uccide ed è una cosa che siamo in grado di affrontare”.

 

 

Il Brutto Anatroccolo entra in una casetta diroccata, dove vive una vecchietta con un gatto e una gallina. Il gatto e la gallina trattano male il Brutto Anatroccolo, dicendogli che se non sa fare quello che fanno loro… deve stare zitto; e che deve ascoltarli poiché loro sono importanti. Inoltre aggiungono che il Brutto Anatroccolo sbaglia a desiderare l’acqua dello stagno, e che è fortunato ad essere lì con loro: La casetta diroccata è un simbolo che ci riconduce ad una famiglia diroccata… vale a dire un ambiente familiare non accogliente e freddo. Non a caso, un habitat familiare dove vige troppa severità, rigidità mentale e poco amore, rischia di sagomare dei discendenti colmi di insicurezze, psicosi, fobie, nevrosi. Nel prosieguo della favola, ci viene infatti narrato che il gatto e la gallina zittiscono il Brutto Anatroccolo quando non fa quello che loro gli comandano. E non è forse questo uno degli atteggiamenti che hanno alcuni educatori, nei riguardi dei loro figli? Con parole aspre o con sguardi taglienti, alcuni genitori fanno capire ai discendenti che solo loro sono perfetti e giusti; non permettendo ai pensieri e concetti dei fanciulli, di esprimersi con spontaneità e libertà. I figli vanno ascoltati; dopodiché si cerca di ragionare con semplicità, cercando di comprendere con pazienza e temperanza le problematiche da affrontare. Educare non deve essere un atto di prepotenza sui più deboli. Altrimenti si rischia di impoverire le qualità empatiche e le potenzialità dei figli. Senza contare che i fanciulli rischiano di chiudersi in se stessi, e di non sviluppare una caratteristica molto importante per la crescita individuale, che consiste nel saper ascoltare il prossimo; essenza fondamentale allorquando dovranno relazionare con il coniuge, i figli, gli amici o i compagni di lavoro. In poche parole, prestare attenzione ed ascoltare i propri figli, è un atto di amore che incoraggia la loro crescita psichica e morale. Carl Rogers “Un Modo di Essere” pag. 26: “Così, apprezzare o amare ed essere apprezzato o amato, è sperimentato come qualcosa che favorisce la crescita. Una persona che sia amata perché apprezzata, in modo non possessivo, fiorisce a matura la propria individualità specifica. Chi ama in modo non possessivo, è arricchito a sua volta”.

Il gatto e la gallina che cercano di non far andare il Brutto Anatroccolo nell’acqua dello stagno, sono un emblema di quei genitori che non desiderano che i figli si abbeverino all’acqua della Grazia. Invero, l’acqua simboleggia i doni provenienti dallo Spirito Santo, i quali possono essere accolti mediante la preghiera, il ricorso ai Sacramenti e seguendo le virtù. Ma purtroppo la favola ci ricorda che alcuni educatori idolatrando se stessi, non permettono ai discendenti di lodare e amare Dio. Questo evento avviene sovente in maniera inconscia; in altre parole… alcune figure genitoriali (il gatto e la gallina) essendo colmi di vanagloria e superbia, si innalzano al di sopra di Dio, credendosi i creatori dei loro figli; dimenticando che i figli sono un dono di Dio. È in questo contesto che possiamo comprendere il disagio, invidia e rabbia che avvertono i genitori idoli di se stessi, allorquando scorgono i loro discendenti (Brutto Anatroccolo) che amano Gesù (acqua dello stagno).

 

 

Bruno Bettelheim “Il Mondo Incantato” pag. 157: “Per esempio, nei sogni come nelle fantasie e nell’immaginazione dei bambini, una casa, come il luogo dove abitiamo, può simboleggiare il corpo, di norma quello della madre”. Come saggiamente ci suggerisce Bettelheim, la casa simboleggia la madre. A questo riguardo, il Brutto Anatroccolo che entra a vivere in una casa diroccata, è il fanciullo che percepisce di aver vissuto la propria infanzia con un genitore intimamente lacerato, tormentato e dilaniato. Invero, quando un educatore non ha risolto le proprie problematiche psicologiche ed esistenziali, inevitabilmente proietterà tutto ciò sui discendenti. A volte può capitare che un genitore viva la realtà in maniera distorta ed alterata, e di conseguenza percepisce il bimbo non per quello che è realmente. La conseguenza di questo anomalo comportamento è semplice… i disagi, sentimenti, domande ed azioni dei figli vengono vissuti come entità negative, distorte, amorali, di rifiuto e via di seguito. I discendenti di fronte a questo riflesso distorto delle loro percezioni e sentimenti, saranno costretti a sviluppare una personalità ed interiorità non congrue alle loro capacità personali. Oltre al resto, rimarranno confusi e disorientati di fronte alle problematiche della vita. Pietro Lombardo: “La mistificazione è un modo in cui, attraverso un processo di negazione, vengono invalidate le percezioni, le emozioni, i sentimenti, i pensieri di una persona. Al bambino viene negata la possibilità di essere in contatto con la realtà del proprio mondo interno”.

Il gatto e la gallina che asseriscono al Brutto Anatroccolo che deve stare zitto se non sa fare quello che loro fanno, raffigurano i due genitori che non sanno capire e comprendere le esigenze dei figli (Brutto Anatroccolo), poiché non hanno sviluppato empatia e amore verso il prossimo. Non a caso, se un genitore è troppo incentrato su se stesso o se crede di non errare mai, recapiterà ai discendenti un messaggio chiaro… io sono superiore a te, e quindi devi ubbidire sempre e comunque a ciò che dico e faccio. Al contrario, un educatore empatico e amorevole, prima di dare giudizi temerari o troppo severi, sa ascoltare le richieste del discendente e sa valutare con calma e serenità, quale risposta donare al figlio. Ad esempio il Brutto Anatroccolo che desidera andare nell’acqua dello stagno, è un’allegoria del fanciullo che desidera esplorare le proprie risorse interne, la propria creatività, il proprio “Vero Sé”, il quale come acqua zampillante, fuoriesce e preme all’Io del fanciullo per potersi esprimere liberamente e con amore. Questo sentimento di formazione psichica deve essere accolto benevolmente dal genitore, poiché si deve comprendere che ogni bambino è un seme prezioso che contiene già in se stesso, tutto ciò che serve per divenire una pianta robusta e vivace. Ma occorre che il genitore sappia apprezzare le qualità intrinseche dei bambini. Altrimenti, proprio come il gatto e la gallina della favola, si rischia di reprimere e soffocare la reale personalità dei discendenti.

            

Il Brutto Anatroccolo si dirige allo stagno, e osserva incuriosito degli splendidi uccelli che volano. Nel freddo dell’inverno il Brutto Anatroccolo rimane rinchiuso nel ghiaccio, ma viene salvato da un contadino che lo porta al caldo: Il Brutto Anatroccolo che nello stagno rimane affascinato dai meravigliosi volatili che spiccano il volo, ci evidenzia il fatto di come coloro che sono privi della meravigliosa virtù della Fede, rimangano a bocca aperta di fronte ai voli spirituali dei veri credenti. Proviamo a fare un esempio… non si rimane incantati ad osservare le prodezze dei Santi, martiri e profeti? I quali proprio di fronte alle sofferenze, persecuzioni, calunnie e molteplici lotte della vita, sono rimasti fedeli a Gesù e Maria Santissima. Invero, nonostante le incomprensioni, i conflitti ed i molteplici patimenti, non hanno perso la speranza in Dio; ma al contrario sono divenuti sempre più vigorosi nel procedere spediti nel cammino di Fede. La loro meravigliosa e possente forza interiore, aiutata a sostenuta da Dio, li ha fatti volare nelle altezze della spiritualità. Al contrario, tutti coloro che hanno voluto rimanere saldi sulle loro misere forze, sono prima o poi crollati miseramente. Dove sono finiti difatti i potenti della Terra del passato? Dove sono finite le loro imponenti armate? E i loro possedimenti e i loro forzieri? Nel nulla. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 11 Agosto 2008: “…coloro che credevano nello loro superbia, credevano di volare già, vedranno, si accorgeranno che ali non hanno, si accorgeranno di esserne proprio privi; ecco, costoro, Dolce Amore, alla Tua Chiamata, che faranno? Quanto grande sarà la loro delusione nel vedere coloro che hanno ali forti e robuste, volare, volare sempre più in alto, alzeranno gli occhi al Cielo e vedranno questo stormo di anime felici entrare nella Tua Luce fulgida”.

Al contempo il Brutto Anatroccolo che rimane rinchiuso nel ghiaccio e che successivamente viene salvato da un contadino, raffigura il peccatore e ribelle ai comandamenti di Dio, che ad un certo punto viene condotto fuori dal “ghiaccio” del peccato e viene immerso nel fuoco d’amore che proviene dallo Spirito Santo. Questo meraviglioso evento come ormai ben sappiamo, avviene nel Sacramento della Confessione; dove Gesù perdona i nostri peccati mediante il fuoco che scaturisce dal suo Cuore.

 

 

Il Brutto Anatroccolo che osserva il meraviglioso volo dei cigni, è la persona che scruta con un intimo ed intenso desiderio, tutti coloro che volano sulle ali del “Vero ”. Difatti chi non è riuscito a sviluppare la propria reale personalità, si accorge prima o poi, di coloro che hanno una identità disponibile, reale, aperta alla vita con ali spiegate. E si fa il paragone con loro. Ad esempio, si vorrebbe esprimere sempre le proprie opinioni con sincerità e libertà d’animo; mentre invece si deve pensare a cosa rispondere per far piacere agli altri. I brutti anatroccoli nel nostro mondo odierno, sono tanti; si devono vestire come la moda impone, devono parlare con frasi accuratamente studiate, proporre divertimenti comuni e piacevoli ai loro conoscenti, vivere come tutti, conformarsi a tutto ciò che li circonda. Questi atteggiamenti conformisti, reprimono il proprio modo di essere, la propria creatività e personalità. Ed è a questo punto che vedendo e scrutando coloro che sono veramente liberi di esprimere il proprio “Vero Sé” con naturalezza e serenità, si prova intimamente un po’ di tristezza per non riuscire ad essere se stessi.

Il Brutto Anatroccolo che rimane impigliato nel ghiaccio, è la persona mistificata che non riesce a fuoriuscire dalla prigione mentale del proprio Falso Sé. Il contadino che salva il Brutto Anatroccolo portandolo al caldo, è un’immagine figurata di una persona benevola ed amorevole, che fa comprendere a colui che è mistificato, che con il tempo deve ritrovare se stesso. Questo contadino può essere un bravo psicologo, un amico empatico, un parente, un sacerdote o un compagno di lavoro. Queste persone colme di amorevolezza e comprensione, con le loro parole benevoli ed empatiche, con il passare del tempo fanno sciogliere il ghiaccio che ricopriva il “Vero Sé”, e liberano la persona dalle proprie inquietudini, negatività, e false credenze riguardanti se stesse. Pietro Lombardo: “Il nostro “Vero Sé” è come una pianta che si nutre dei raggi del sole e dell’acqua. Quando non viene alimentato a dovere diventa come una pianta avvizzita, le foglie perdono la linfa vitale e diventano giallastre, trasformandosi in un cactus spinoso. Provate ad abbracciare un cactus! Provate a vivere con un cactus o uscire a cena con lui e sperimentare il senso dell’aridità, della freddezza o della spigolosità”.

Il Brutto Anatroccolo che rimane imprigionato nel ghiaccio, effigia altresì la persona che rimane intrappolata nei propri meccanismi difensivi, costruiti e edificati nell’infanzia. Avviene sovente che un fanciullo, per proteggersi dall’angoscia che si è venuta a creare dopo continue e ripetute deprivazioni affettive, è costretto a edificare meccanismi difensivi. Ad esempio può erigere e formare il meccanismo difensivo della rimozione, dello spostamento, della negazione e così via. Ma purtroppo può accadere che il fanciullo crescendo, non riesca a discostarsi da questi sistemi di difesa, e quindi rimane congelato in schemi comportamentali e mentali formati nel passato. Per svincolare questi nodi psichici, occorre recuperare memoria dei traumi del passato e comprendere come si sono formati questi meccanismi difensivi. Il tutto nella favola ci viene evidenziato dal contadino, che libera il Brutto Anatroccolo dal ghiaccio. Pietro Lombardo: “L’unico prezzo da pagare nel vivere secondo queste difese è che ci congelano nel nostro passato, e non ci permettono di andare avanti nella nostra evoluzione personale, nella nostra maturazione, nel raggiungimento della nostra autonomia, nella possibilità di esternare liberamente, pienamente tutto l’enorme bagaglio delle nostre potenzialità”.

 

                  

Giunta la Primavera il Brutto Anatroccolo estende le sue ali, e comprende che adesso hanno una forza insospettata, tanto che riesce di librarsi nell’aria. Dopodiché il Brutto Anatroccolo si avvicina a tre cigni maestosi, pensando di venire da loro ucciso. Ma mentre si specchia nell’acqua, scopre di essere divenuto anche lui un cigno. Insomma, il Brutto Anatroccolo comprende di aver trovato i suoi simili, i quali lo amano e hanno cura di lui: Il Brutto Anatroccolo che aprendo le sue ali comprende di possedere una forza che prima non aveva, è una metafora che ci suggerisce come, dopo essersi confessati e pentiti dei propri sbagli e peccati, subitamente la forza dello Spirito Santo comincia a fluire nell’anima della persona; donandogli la forza necessaria per il combattimento spirituale. E chi si trova sulle ali di Dio, di cosa può temere? Opera scritta dalla Divina Sapienza del 2 Agosto 2008: “Figli cari, cosa vi può dare turbamento? Non siete, piccoli cari, non siete sulle Ali di Gesù? Che temete? Ecco la preoccupazione da avere: restare sempre in Grazia, senza cadere nel grave peccato; questa è la vera grande sciagura: cadere nel peccato e perdere Dio”.

Infine il Brutto Anatroccolo che comprende di essere divenuto un bellissimo cigno, è la persona ravveduta e tornata in Grazia, la quale ritrova quella pace e serenità interiore che non aveva rinvenuto nei beni temporali e nei vizi. In poche parole, la fiaba ci sottolinea che la pace che cerchiamo nei beni temporali, nei bagordi, nelle persone, nel potere, nel sesso, nei godimenti mondani… è una falsa pace; la quale dopo un breve momento di gaiezza diviene disperazione, solitudine, noia, vuoto esistenziale. La vera pace proviene solo da Dio, e da una coscienza che non rimprovera l’Io della persona.

 

 

Il Brutto Anatroccolo che alle soglie della Primavera dispiega le sue ali fintanto che riesce a volare, è la persona che dopo un laborioso e lungo itinerario interiore, è riuscita a ritrovare il proprio “Vero Sé”. E quindi il volo è una raffigurazione della propria ritrovata libertà interiore e della propria reale identità, la quale adesso si può esprimere con naturalezza. John Welwood “Amore Perfetto, Relazioni Imperfette” pag. 45: “Nel gustare l’amore puro e incondizionato, sperimentiamo che è bene essere noi stessi, bene essere vivi, e questo ci induce a voler aprire le ali e andare in alto. Questo afflusso di vitalità che ci attraversa ci fa sentire felici”.

Il Brutto Anatroccolo che intuisce di essere divenuto un cigno, è altresì la persona mistificata che comprende finalmente di essere stata per tanto tempo ingannata ad essere una persona non vera. E quando si è ritrovata la propria reale identità, ecco che il prossimo (i tre cigni scorti dal Brutto Anatroccolo) non lo si percepisce più come un nemico da cui fuggire o combattere, ma come persone simili a noi, con pregi e difetti. Insomma, il Brutto Anatroccolo che si specchia nello stagno è l’individuo che finalmente si rispecchia nel proprio essere più profondo, e ci ritrova se stesso; quella parte di sé che pensava di non avere. E quando si sta bene con se stessi, ecco che l’amore che è contenuto nel proprio cuore… fluisce all’esterno, inondando con il suo calore… il prossimo.

 

Frasa.