Casella di testo:

La Bussola d’Oro golden compass

Frasa

La signora Coulter che dice a Lyra che per fermare gli effetti della Polvere, occorre togliere il Daimon dai fanciulli, è il genitore accentrato su se stesso, egoista e superbo, che sa bene che per rendere il figlio inoffensivo ed obbediente ai suoi voleri e comandi, deve distaccarsi dalla sua reale personalità (Daimon). E come giustificano a se stessi ed al prossimo, questo evento traumatico? Dichiarano con insolenza e tracotanza, che privi della loro personalità, i bambini divengono più allegri e felici. Mentre la verità è proprio il contrario…

 

 

 

 

La Bussola d’Oro.

 

In questo mondo alternativo l’anima degli abitanti, vive accanto a loro, sotto forma di animale spirito, che si chiama Daimon. Gli animali Daimon soffrono esattamente quanto soffrono i loro proprietari. Inoltre, i Daimon dei bimbi possono cambiare forma, poiché non si sono stabilizzati; mentre i Daimon degli adulti, non mutano forma: Uno dei temi principali del racconto “La Bussola d’Oro” (titolo originale: The Golden Compass) si riferisce all’anima delle persone ed al loro mutamento in determinate circostanze. Possiamo così dichiarare che i Daimon che soffrono come i loro proprietari, ci rammentano che la nostra anima si duole e patisce, ogniqualvolta pecchiamo o disubbidiamo ai dieci comandamenti. Il motivo? Semplice, l’anima soffre proprio perché essendo strettamente collegata a Dio, non sopporta che l’Io offenda Gesù tutte le volte che si pecca o si seguono i vizi. Non scordiamo che anche se il nostro versante razionale non se ne rende minimamente conto, la nostra anima (Daimon) percepisce e ascolta con estrema attenzione, i suggerimenti che provengono dallo Spirito Santo. Per cui, quando un Io vanaglorioso e assetato di piaceri mondani, compie i peccati, ecco che l’anima avverte immediatamente la dissonanza tra i desideri dell’Io e quelli di Dio; e soffre di conseguenza. Questa dissonanza tra il versante razionale che allontana da sé il versante spirituale, crea un vuoto interiore; il quale provoca una sensazione interna di disagio, ansia, privazione. Essenze negative che spingono l’Io a ricercare un sostituto e un surrogato di Dio. Ecco che la persona comincia a ricercare nel sesso, nella droga, nell’idolatria, o nei piaceri mondani ciò che possa ricolmare questo vuoto spirituale. Maria Simma “Fateci Uscire da Qui!!” pag. 84: “Che cosa succede e in che modo sono compromesse le persone, quando si trascura la parte spirituale? – Se quella parte di loro così vitale resta inattiva, la persona inconsapevolmente cerca un appiglio, una dipendenza che agisca da surrogato. È allora che si diventa facile preda della droga, dell’alcol, del sesso, del denaro, del potere, della posizione sociale; è allora che si diventa seguace di qualche guru che promette pace ed appagamento, ma che non dice loro di essere in comunione con gli spiriti del male”.

Al contempo, il Daimon che muta forma solo nei fanciulli e fanciulle, simboleggia la vivacità, dinamicità e benevolenza, che possiedono le persone umili e che seguono gli insegnamenti evangelici. Come ha dichiarato Gesù nei Vangeli, il vero cristiano sa essere prudente come la serpe e semplice come le colombe. In altre parole, gli individui umili (fanciulli e bimbi) che seguono con verità e giustizia i dieci comandamenti, i Sacramenti e le virtù, riescono ad essere elastici (Daimon che muta forma) di fronte alle intemperie della vita; ed altresì riescono a discernere con migliore veridicità, ciò che gli accade. S. Matteo cap. 10 vers. 16: “Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi. Siate sempre prudenti come i serpenti, e semplici come le colombe”. Quindi gli animali Daimon dei fanciulli e bimbi che mutano e si evolvono, raffigurano il vero credente, il quale sa essere astuto come una serpe per evitare i vizi, le insidie di Satana e dei suoi schiavi, ma sa altrettanto divenire colomba di pace e amore, con i bisognosi ed i sofferenti. Il tutto deve naturalmente essere condito con una cospicua dose di umiltà.

Al contrario, gli adulti che non sanno più mutare il loro Daimon, sono un emblema di coloro che si credono più “grandi” e migliori del prossimo: i superbi e vanagloriosi. E proprio per questo motivo, i superbi hanno una mentalità chiusa, repressa, ristretta e limitata; il loro pensiero è di sentirsi superiori agli altri, di prevalere sul prossimo, e non sanno essere caritatevoli né tantomeno empatici verso chi soffre. Ed altresì i vanagloriosi e i boriosi, rimangono imperterriti nei loro giudizi e pensieri privi di verità ed amore. In breve, sono privi di elasticità mentale, e non vogliono riconoscere di poter a volte sbagliare giudizio. Ecco che la loro anima (Daimon) non sa adattarsi alle necessità del momento, come i loro cuori induriti che rimangono radicati nel peccato e nella disobbedienza ai dieci comandamenti.

 

 

Nel versante analitico, il Daimon che soffre esattamente come il suo proprietario, simboleggia il “Vero Sé” di una persona che soffre se viene inibito, frustrato o mistificato. Con l’aggravante che mentre la memoria delle sofferenze patite con il tempo viene dimenticata o comunque attenuata, intimamente ed inconsciamente il ricordo dei patimenti rimane attivo e produce sull’Io della persona, effetti deleteri a lungo termine. Bruno Bettelheim “Un Genitore quasi Perfetto” pag. 87: “I desideri molto intensi che rimuoviamo per proteggerci dal bisogno di metterli in atto, continuano a esercitare la loro pressione nell’inconscio, e con forza ancora maggiore, dato che ora la nostra mente razionale non può più esercitare alcun controllo su di essi”. In altre parole, se un fanciullo viene costretto a modificare la propria reale personalità (Daimon), con il passare del tempo dimenticherà di aver compiuto questo processo psichico mistificatorio; mentre inconsciamente questa divisione interna produrrà delle problematiche psicologiche. Ad esempio, la persona mistificata, può essere provvista di un carattere schivo o inibito, può divenire troppo aggressivo, oppure avere problemi di memoria, bulimia, schizofrenia e altro ancora. Pietro Lombardo: “L’inibizione è un problema che tutti abbiamo vissuto quando ci siamo lasciati manovrare dagli altri, ed abbiamo impedito al nostro “Vero Sé” di esprimersi”.

Mentre i Daimon dei bimbi che possono cambiare forma, poiché non si sono stabilizzati, simboleggiano il “Vero Sé” di quanti ancora sono liberi di esprimere se stessi con semplicità e dinamicità. Il mutare forma dei Daimon difatti, esprime proprio un senso di indipendenza interiore, di vivacità e dinamismo; entità essenziali per coloro che sono realmente liberi di esprimere se stessi, senza costrizioni educative troppo restrittive o rigide. Tutto ciò si contrappone agli adulti, i quali sovente hanno dovuto nel corso del tempo, creare una corazza caratteriale mistificatoria, che li fa essere irremovibili, ostinati, inflessibili e privi di semplicità e schiettezza. Questo evento nel racconto, lo si osserva dal Daimon degli adulti, che si stabilizza senza poter mutare forma. Pietro Lombardo: “I bambini passano dal riso al pianto in pochi secondi, perché non hanno ancora dei processi di mistificazione. Quando incominciano a trattenere, reprimere, ad avere paura, timore, vergogna, rossori, inibizione o troppa aggressività, ecco che incominciano ad essere mistificati, per cui non sono più in contatto con il principio di libera espressione di sé”.

 

 

I mondi sono collegati tra loro dalla Luce chiamata Polvere. Gli Accademici hanno inventato un aletiometro, che altro non è che una Bussola d’Oro che mostra tutto ciò che è nascosto. Ma il potere regnante, detenuto dai Magisterium, temendo qualsiasi verità oltre la propria, ha cercato di distrugge questi strumenti; proibendo altresì ogni accenno alla Polvere: I mondi che sono collegati tra loro dalla Luce chiamata Polvere, effigiano le persone che sono tutte collegate tra loro da Dio. Difatti il Signore è Onnipresente ovunque, sia sulla Terra che oltre. Da quanto appena enunciato, possiamo comprendere come tutti gli esseri umani, siano sotto lo sguardo amoroso di Dio. e quindi siamo tutti inondanti dai meravigliosi donativi dello Spirito Santo (Luce chiamata Polvere): timor di Dio, fortezza, intelletto, scienza, sapienza, pietà e buon consiglio.

Gli Accademici sono un’allegoria delle anime sacerdotali, le quali sono le dispensatrici dei doni provenienti dalla Santissima Trinità. Ed ecco che lo strumento chiamato aletiometro o Bussola d’Oro, effigia il meraviglioso dono della Sapienza che proviene dallo Spirito Santo. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 1 Settembre 2008: “…implorate spesso lo Spirito Santo, perché vi illumini e vi guidi (Bussola d’Oro) nel compimento della Volontà Divina”. Non è forse il dono della Sapienza, che ci fa comprendere le verità nascoste? Esattamente come opera ed agisce la Bussola d’Oro, con la protagonista del racconto. A conti fatti, lo Spirito Santo proprio come una meravigliosa bussola, ci indica la strada da seguire e i pericoli da evitare. Ma naturalmente per avere i doni dello Spirito Santo, occorre essere umili, esattamente come Lyra, la bambina del racconto; ed altresì necessita pregare, essere virtuosi e prendere i Sacramenti. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 9 Agosto 2008: “…fate spesso la consacrazione allo Spirito Santo: Egli verrà in voi come Fuoco d’Amore, come Potenza, come Luce (Luce chiamata Polvere) fulgidissima. Vi chiedo, figli, in questo momento difficile e pesante, di invocare più volte al giorno lo Spirito Santo con le preghiere che la Chiesa vi ha insegnato (Veni Sanctus Spiritus ecc…). Se lo Spirito opera in voi, potete fare cose stupende nel mondo e non cadete nel sottile inganno del nemico infernale”.

I detentori del potere, il Magisterium, che hanno cercato di distruggere tutte le Bussole d’Oro del loro mondo, simboleggiano il potere politico corrotto, i plutocrati, i razionalisti, le persone amorali e ribelli ai dieci comandamenti ed i superbi di tutti i tempi, i quali cercano in tutti i modi di distruggere le verità (Bussola d’Oro) rivelate da Dio e dai suoi profeti (Lyra); e cercano altresì di annichilire ogni verità che proviene dallo Spirito Santo (Luce chiamata Polvere). Non è forse questa, la realtà che viviamo quotidianamente? Basta osservare le feste cristiane come vengono confinate o sostituite da feste pagane. I crocifissi vengono tolti dalle scuole e dagli ospedali. La religione la si vuole relegare ad un fatto privato. I Santi e Profeti vengono calunniati e derisi (vedi Padre Pio e Maria Valtorta…). Le apparizioni mariane vengono contrastate, e coloro che sono i depositari dei meravigliosi concetti e verità della vergine Maria, vengono considerati dei mistificatori. Nelle scuole si è abolita l’ora di religione. Nelle famiglie non si prega più. E si potrebbe continuare all’infinito… Insomma, proprio come ci viene ampiamente descritto nel racconto, coloro che detengono il potere temporale, i superbi, gli avari, i lussuriosi, gli irosi, i massoni, gli invidiosi e i servi di Satana, cercano di allontanare la “Luce chiamata Polvere” dello Spirito Santo, per poter agire in maniera indisturbata nel compiere opere inique e blasfemie. In questo modo credono di distruggere il pensiero di Dio, nella mente e nei cuori dell’intera umanità.

 

I mondi che sono collegati tra loro dalla Luce chiamata Polvere, simboleggiano i “mondi” interiori di un bambino, i quali sono collegati tra loro dall’amore che il genitore ha per il discendente. Amore che si esplica mediante atti e parole colme di serenità, giustizia, misericordia, benevolenza e protezione. Mentre l’Aletiometro o Bussola d’Oro, è un’allegoria del “Vero Sé” dell’individuo, il quale proprio come la bussola del racconto, dice sempre la verità su ciò che la persona è realmente. Pietro Lombardo: “Il nostro “Vero Sé” è la parte più intima e sacra della nostra personalità. Quando siamo nati ciascuno di noi aveva dentro il suo piccino, fragile e tenero “VERO SÈ”, vivo più che mai in tutta la sua integrità e purezza. Questo piccolo “Vero Sé” è la parte più sensibile, il nucleo profondo, la zona più segreta della nostra identità”. Le persone del Magisterium che cercano di distruggere la Bussola d’Oro, perché temono qualsiasi verità che non sia la propria, ci fa intravedere come alcuni genitori cerchino di distruggere ed annichilire la vera personalità dei propri figli, per il semplice motivo che agognano possedere un discendente che segua le loro direttive sempre e comunque. Invero, un educatore (signora Coulter) superbo, egoista e castrante, nel figlio non vedrà un essere unico ed irripetibile, ma solo un essere da plasmare, sagomare e rifinire a piacimento. Ecco che allora per raggiungere questo scopo, il genitore cercherà di dominare e reprimere tutto ciò che si contrappone a questo modello interiorizzato di bimbo ideale e “perfetto”. A questo punto il fanciullo rischia di perdere la propria reale identità (Bussola d’Oro), le proprie caratteristiche peculiari e soggettive, e viene soppressa la sua spontaneità ed autenticità (distruzione della Bussola d’Oro). Pietro Lombardo: “Purtroppo ogni divieto ad esprimersi nella loro spontaneità ed autenticità, ogni soppressione al loro desiderio di conoscere e di mettersi alla prova, va a ledere una piccola parte di questa potenzialità straordinaria; ed è proprio in questo continuo soffocare, proibire, rimproverare, pretendere la perfezione, che il loro “Vero Sé” (Bussola d’Oro) viene sistematicamente “castrato”.

 

Per fortuna rimane una Bussola d’Oro; e una sola persona è in grado di leggerla, precisamente una bambina orfana di nome Lyra. Difatti il maestro del college, dona a Lyra la Bussola d’Oro. La Bussola d’Oro dice sempre la verità, e fa percepire le cose come stanno. Le persone del Magisterium regolano le cose, dicendo alla gente cosa fare, mentre alla signora Coulter piace fare quello che vuole: Il maestro del college, che dona alla piccola Lyra la Bussola d’Oro, è un’immagine figurata di Dio che dona agli umili (Lyra), i donativi che provengono dallo Spirito Santo. Non è infatti lo Spirito Santo che elargisce i suoi sette doni, a coloro che lo seguono con verità ed amore? Se ci riflettiamo, tutto ciò che conosciamo riguardo a Dio, lo abbiamo ricevuto attraverso i suoi strumenti: i Profeti, Santi, martiri, anime vittime, semplici ed umili cristiani oltre alle anime amorose di Dio. Tutti effigiati nel racconto, dalla piccola ed umile Lyra. Insomma, solo coloro che sono piccoli, umili, amorosi verso Dio ed il prossimo, possono essere i depositari delle conoscenze e verità elargite dal Signore. Esattamente come solo la piccola ed umile Lyra, può leggere la Bussola d’Oro. Francoise “Gesù Cristo rivela ai suoi, ciò che è la massoneria” pag. 12: “Ma ora, sto per inviare Io i Miei piccoli (Lyra), quelli che mi sono cari, che diranno la verità (Bussola d’Oro) dovunque li invierò. Mi sono fedeli e rispettano la Mia legge; Mi amano al di sopra di tutto e non Mi offendono; sono puri, e già santi poiché Io li santifico con la Mia Presenza”.

Il Magisterium e la signora Coulter, proprio per le loro caratteristiche simili nel voler fare quello che vogliono e che smaniano e desiderano comandare il prossimo, simboleggiano il potere politico e le persone superbe. Categorie che non possono leggere e comprendere la Bussola d’Oro, proprio perché si comportano in antitesi alle leggi morali colme di amore e verità, elargite dallo Spirito Santo. Ecco spiegato uno dei motivi del perché molti popoli fanno la guerra tra loro; in sostanza questi plutocrati essendo privi della “bussola” della Fede e dell’amore, cercano ed agognano il potere umano ed i beni temporali, i quali sono divenuti per loro delle divinità, messe al posto del vero Dio. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 19 Aprile 2005: “…in ogni parte della terra ci sono guerre ed incomprensioni, gli uomini politici sono uno contro l’altro armati, fanno a gara per avere più potere, più beni, più vantaggi, spesso a scapito dei più miseri (Lyra) che non sanno come difendersi”. Ed ancora… ecco chiarire alla nostra mente come mai molti giovani sono spaesati, impauriti e privi di moralità; avendo genitori (signora Coulter) privi di Fede, umiltà, vero amore ed empatia, è logico che non riescono a trasmettere al prossimo la via giusta da seguire per divenire persone oneste ed equilibrate. Difatti solo con la “bussola” della Fede, si può seguire il retto sentiero della verità e dell’amore.

 

 

La Bussola d’Oro che può essere interpretata e spiegata solo dalla fanciulla di nome Lyra, ci ricorda che i fanciulli sanno percepire con migliore intensità e accuratezza i messaggi inconsci del prossimo; e soprattutto dei loro genitori. I bambini hanno uno stretto contatto con le sensazioni, desideri ed emozioni che possiedono nel loro intimo; questo avviene perché ancora non sono ripieni e rigurgitanti di condizionamenti sociali o familiari, e percepiscono quindi la realtà con maggiore correttezza e veridicità. Naturalmente non sanno esprimere tutto ciò con i ragionamenti sofisticati o la dialettica elaborata di un adulto, ma riescono a comprendere con precisione se sono veramente amati dai propri familiari; percepiscono altresì se ci sono delle crisi tra i coniugi, e sanno avvertire i messaggi impliciti riguardo ad un gesto o ad una determinata affermazione. Tutto questo sentire ed avvertire (Bussola d’Oro) anche le cose non dette o presentate, è collegato al desiderio che hanno i fanciulli, di amare ed essere amati. John Welwood “Amore Perfetto, Relazioni Imperfette” pag. 138: “Il desiderio è come l’ago di una bussola che ci dirige magneticamente verso la fonte dell’amore, mentre l’umiltà è l’apertura che invita l’amore (Luce chiamata Polvere) a scorrere dentro di noi”.

La Bussola d’Oro è anche un emblema del “Vero Sé”, il quale quando non è mistificato e manipolato, sa percepire la realtà con una limpidezza e lucidità eccezionali. Ma ecco che il racconto ci suggerisce che a volte queste percezioni, possono essere modificate ed alterate se gli adulti (Magisterium e signora Coulter) servi dell'orgoglio ed egoismo, cercano di spingere i discendenti a modificare o plasmare la loro reale ed effettiva personalità. D’altro canto i discendenti con genitori inflessibili e coercitivi, rischiano di formare un “Falso Sé”, capace di conformarsi agli insegnamenti iniqui dei familiari. Ma facendo questo, i bambini smarriscono la “bussola” della verità, per capitombolare nei miasmi della menzogna. Pietro Lombardo: “Il “Falso Sé” si forma quando non si esprime ciò che realmente si sente, si prova, si desidera; e così si devia la costruzione di chi si è veramente. In definitiva, la maschera è il tentativo che ognuno di noi fa, per diventare bello agli occhi degli altri”. In altri termini, alcuni educatori intransigenti e totalitari, cercano di reprimere la vitalità e spontaneità dei fanciulli, perché le loro idee e ragionamenti non collimano con le loro aspettative. E addirittura cercano di nascondere la realtà, mediante menzogne e battute ironiche. In questo modo i figli possono perdere quel contatto con la parte più vera di se stessi (Bussola d’Oro), e smarriscono altresì la fiducia e stima nel prossimo. Pietro Lombardo: “Un buon sacerdote (maestro del college che dona la bussola a Lyra), un buon terapeuta, un buon amico, un buon insegnante è colui che mette la persona che ha davanti, nelle condizioni di divenire consapevole, di sperimentare quanto in realtà è bloccata nel cammino della fede, nel cammino psicologico, nel cammino dell’affettività amicale, nel cammino dell’apprendimento scolastico”.

La signora Coulter che asserisce con arroganza che a lei piace fare quello che vuole, è la persona adulta che pensa di essere libera e svincolata da condizionamenti e influenze esterne; e non comprende che nel suo intimo, soggiace una piccola fanciulla che ha smarrito la “bussola” del “Vero Sé”, poiché ha dovuto sostituire la propria identità, con un “Falso Sé”. Questa in sintesi è la condizione della persona che razionalmente pensa di essere libera di manifestare se stessa come vuole, ma che in realtà altro non è che una persona mistificata, e che vive la sua esistenza sotto la deformante maschera del “Falso Sé”.

 

Un amico di Lyra di nome Roger, viene preso in giro dai suoi coetanei. Il bimbo viene inseguito da fanciulli gyziani; uno di loro si chiama Billy. Lyra salva Roger e dice a Billy che riuscirà a rubare una toga, per riscattare il suo amico: Roger e Billy effigiano i due versanti che ognuno di noi possiede. Roger è il versante spirituale che tende verso Dio, la giustizia, l’equità e l’amore. Mentre al contrario Billy è il versante istintuale, che ricerca i piaceri mondani e segue le proprie passioni e concupiscenze. Lyra in questo contesto narrativo, illustra un Io che deve decidere da che parte stare; che deve cercare di conciliare e mediare tra queste due forze tra loro discordanti. La toga che serve a Lyra per riscattare Roger, è un emblema della “veste spiritualeche occorre indossare, per far parte del banchetto celeste: il Paradiso. E naturalmente per portare a termine questo fulgido traguardo, occorre perseverare nel bene e nell’equità, per tutta la vita terrena. In altre parole, il lungometraggio ci suggerisce che per raggiungere la patria celeste, non basta conseguire alcune vittorie, ma necessita rimanere saldi nella Fede e nelle virtù, fino alla fine dei nostri giorni terreni. Solo allora avremo la veste (toga) legittima, per vivere nelle beatitudini celesti.

 

 

Sotto il profilo analitico, i due amici di Lyra effigiano i due versanti che possediamo nel nostro intimo: il versante razionale e quello sensibile ed intuitivo. A mediare tra questi due versanti, c’è l’Io della persona. Da quanto appena espresso, ecco che Lyra è un Io che deve far fronte e cercare di conciliare tra loro gli impulsi razionali e quelli istintuali, effigiati da Roger e Billy. Pietro Lombardo: “Sintetizzando, possiamo dire che l’emisfero sinistro si occupa della logica, della razionalità e quello destro dell’intuizione, della creatività, delle immagini”. La toga che Lyra vuole prendere, raffigura altresì il momento della maturità, che porta con sé (purtroppo non sempre) la capacità di mediare tra queste due forze opposte.

 

          

 

Lyra quando sente sopraggiungere altre persone, si nasconde in un armadio. Così Lyra è in grado di scorgere uno del Magisterium, che cerca di avvelenare suo zio, Lord Asriel. Ma Lyra salva lo zio: Come si può salvare una persona (Lord Asriel), dal “veleno” dell’eresia e del razionalismo? Ci si può salvare dal razionalismo e edonismo, se si nasconde nel proprio cuore (armadio), l’umiltà e la Fede; entrambe effigiate nel racconto dalla piccola Lyra e dal suo animale Daimon. Propriamente come hanno fatto i Santi, i veri credenti, i veri sacerdoti e i profeti di tutti i tempi, per salvaguardare la Fede, la speranza, la carità e le altre virtù, occorre avere un cuore umile, paziente e fiducioso in Dio e nelle sue promesse evangeliche. Il tutto deve essere supportato dalla preghiera e dai Sacramenti, altrimenti si rischia di “bere” nel calice dei vizi… il veleno infernale del razionalismo, edonismo e nichilismo. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 1 Marzo 2007: “Ti offro i Meriti Tuoi, Quelli della Madre, per avere da Te le Grazie che servono ad allontanare dal mondo la serpe maledetta che sta assordando col suo sibilo e sta avvelenando col suo veleno”.

 

Lyra che salva lo zio dall’avvelenamento, ci evidenzia come il “Vero Sé” (Lyra), cerchi in tutti i modi di non permettere che una persona divenga schiava e vittima delle menzogne di quanti cercano di sviare e corrompere la propria individualità. Lyra che si trova all’interno dell’armadio, evidenzia il fatto che il “Vero Sé” pur essendo “internato” nell’inconscio, è pienamente attivo e consapevole dei tranelli e trabocchetti che persone costrittive e perverse (uomo del Magisterium che cerca di avvelenare lo zio), compiono per svilire o sottostimare la propria individualità. Questo evento ci pone l’attenzione su un fatto molto importante e rilevante: a volte il nostro Io (zio della bimba, Lord Asriel) non si accorge delle strumentalizzazioni e castrazioni psichiche a cui è sottoposto da perenti, familiari e dalla società (tutti simboleggiati dall’uomo del Magisterium). Questo perché il fanciullo non ha ancora potuto edificare un apparato psichico ottimale, in grado di proteggersi da tali strumentalizzazioni mentali.

 

          

 

Lord Asriel, lo zio di Lyra, spiega a quelli del Magisterium, che una strana Luce scende dal cielo; e conferma che è la Polvere. La Polvere fluisce dentro la persona attraverso il suo Daimon; dopodiché Lord Asriel dichiara che la Polvere deriva da altri mondi sconosciuti. Lord Asriel viene dichiarato eretico, da uno del Magisterium: Opera scritta dalla Divina Sapienza del 27 Ottobre 2008: “Eletti, amici cari, splendete nel mondo come stelle che hanno la Mia Luce (luce chiamata Polvere), il Mio Splendore; Io, Io, Gesù, vi dono sempre più Luce, illuminate il cammino di chi incontrate, ognuno che vi vede capisca che siete Miei nel cuore e nella mente”. La Polvere che viene descritta come una luce che scende dal cielo, è una metafora dell’amore di Dio, il quale scende dal Paradiso per inondare con il suo tenero abbraccio, tutto il genere umano. E come si comunica Gesù, con le persone? Attraverso la sua anima; illustrata nel racconto dai Daimon. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 14 Marzo 2006: Figli amati, Gesù parla all’anima (Daimon) di ogni uomo, la Sua Voce non tace mai, è come una soave melodia che non cessa mai. Occorre, però, che l’orecchio del cuore sia ben attento, più lo è e meglio sente e più capisce”.

Mentre Lord Asriel che viene dichiarato eretico da uno del Magisterium, è il vero credente che viene criticato, calunniato e deriso, da coloro che seguono con arroganza le proprie passioni, il potere, i vizi e l’edonismo imperante.

È interessante aggiungere che la diversa forma animale che possiedono i Daimon, simboleggia la diversità di come una persona accoglie le molteplici luci sapienziali (luce chiamata Polvere) che provengono da Dio. Ecco che la piccola Lyra che ha un Daimon simpatico, umile e veritiero, è un emblema dell’anima umile di una persona che sa cogliere i suggerimenti (luce chiamata Polvere) provenienti dal Signore. Al contrario della signora Coulter, la quale avendo un’anima ribelle, aggressiva e superba (Daimon a forma di scimmia) non riesce a cogliere i suggerimenti, ispirazioni e benevolenze che provengono dallo Spirito Santo.

Non possiamo concludere questo attraente discorso, senza tener presente che la meravigliosa Luce che scende dal cielo chiamata Polvere, simboleggia altresì la Grazia che Dio dona a tutti coloro che la desiderano. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 27 Ottobre 2008: “…ti ho detto che alcuni, sulla terra, che a Me si sono aperti presto (Daimon che accoglie la Polvere), godono già un anticipo delle Mie Delizie ed attendono il compimento del tempo. Vi sono però quelli che sono chiusi a Me (signora Coulter) e non colgono perciò le Grazie (Luce chiamata Polvere) che dono in abbondanza, questi soffrono e se non si aprono in fretta, continueranno a soffrire anche di più nel tempo”. Tuttavia, le grazie che Dio dona a tutta l’umanità, devono essere accolte,liberamente dalla persona; altrimenti se le grazie che il Signore ci elargisce vengono rifiutate, l’individuo rimane privo dei donativi di Dio. Ecco come è possibile che l’essere umano, diventi una belva feroce con se stesso, con il prossimo e con Dio. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 31 Ottobre 2008: “Guai a coloro (signora Coulter) che lasciano scendere le Grazie (Luce chiamata Polvere), senza coglierle subito, esse sono sempre proporzionate al bisogno e vanno colte tutte per la salvezza dell’anima”. Questa circostanza di rilevanza fondamentale, ci viene descritta dal Daimon che possiedono le persone. Per cui, come descritto precedentemente, Lyra che ha un Daimon equo, simpatico, sensibile, altruista e generoso, effigia la persona che accoglie le grazie di Dio, e la fa fruttificare. Ad esempio quando Lyra desidera aiutare i suoi due amichetti, evento che ci dimostra come l’anima-Daimon di un individuo umile e amorevole, sa accogliere nel suo cuore i suggerimenti e le grazie di amore, sapienza, carità e perdono, che provengono da Dio (Luce chiamata Polvere). Al contrario, se una persona possiede un’anima-Daimon corrotta dalla superbia, invidia, egoismo, avidità… ecco che l’anima diviene refrattaria alla grazia-Polvere che proviene da Dio. Fatto descritto nel racconto, dalla scimmia-Daimon della signora Coulter. Difatti come ricorderemo, la scimmia-Daimon al solo sentir parlare della Polvere, diviene aggressiva ed irosa; esattamente come le persone che odiano Dio, non vogliono sentir parlare di amore, verità, giustizia, empatia, pace e altruismo.

 

      

 

Ogni evento, circostanza, verità, esperienza, avvenimento e conoscenza che sperimentiamo ed interiorizziamo, viene passata e filtrata mediante le proprie credenze e cognizioni interiori. A questo punto possiamo ben immaginare che coloro che hanno una personalità equa, sincera, semplice, ottimista, equilibrata, fiduciosa e bilanciata, osserveranno gli eventi della vita con saggezza, discernimento e prudenza. Mentre tutti quelli che hanno un’identità fittizia, una personalità superba, egoista o che possiedono problematiche psichiche irrisolte, percepiranno gli eventi e le realtà della vita, in maniera distorta, irreale, non congrua, alterata. Ecco spiegato uno dei motivi del perché le persone reagiscono ad un determinato evento, in maniera diversa, differente e a volte discordante. Questa circostanza, nel racconto, ci viene evidenziata dalle forme diversificate dei Daimon che possiedono le persone. Ad esempio il Daimon di Lyra, effigia un animaletto gradevole, saggio, prudente e previdente. Al contrario il Daimon della signora Coulter, è una scimmia; simbolo di una personalità che cerca di “scimmiottare” ed emulare le aspettative degli altri, senza un vero senso critico soggettivo.

 

      

Lord Asriel vuole scoprire questi mondi sconosciuti, e per compiere questa traversata chiede un finanziamento al Concilium. Lord Asriel proferisce che il Concilium ha sfidato il Magisterium, proprio perché parla della Luce chiamata Polvere: Lord Asriel che per scoprire i mondi sconosciuti chiede aiuto al Concilium, è il vero credente che per compiere il lungo percorso della Fede e delle virtù, chiede aiuto alla Chiesa (Concilium). Non a caso, dobbiamo rammentare che per sviluppare la propria fede, umiltà, speranza, giustizia, prudenza e amore per Dio e per il prossimo, occorre il soccorso di Dio. Come? Mediante la preghiera, i Sacramenti e gli insegnamenti evangelici. Al contrario, se abbiamo desiderio di fare da soli, dopo un po’ di tempo ci sentiremo sopraffatti dalla stanchezza spirituale, dall’apatia, e ricadremo nei vizi. Non scordiamo che a causa del peccato originale, l’essere umano non possiede più l’integrità fisica, psichica e soprattutto spirituale, che avevano i nostri progenitori Adamo ed Eva.

Per concludere, il Magisterium che si oppone agli insegnamenti del Concilium, illustra tutti coloro che, discepoli del potere e della triplice concupiscenza, cercano in tutti i modi di ostacolare quanti seguono con amore e verità, Gesù e i suoi insegnamenti.

 

Lord Asriel è la persona che ricerca la propria identità, il proprio “Vero Sé”. E per realizzare e portare a termine questa faticosa e lunga “traversata” psichica, chiede aiuto e sostegno alle proprie risorse interne; simboleggiate dai fondi che provengono dal Concilium. Tuttavia chi ricerca la propria individualità, deve sapere che ci sono comunque nel proprio intimo, delle forze avverse a questo cambiamento, che altro non sono che tutte quelle idee, preconcetti, meccanismi difensivi o false credenze introiettate sin dalla tenera età; tutte simboleggiate dal Magisterium. Invero, il “Falso Sé” che si è formato e configurato solitamente nell’infanzia, non vuole andarsene ed essere sostituito dal “Vero Sé”. Questo perché il “Falso ” si è formato per resistere agli attacchi psichici, deprivazioni affettive e molteplici sofferenze, compiute dai propri familiari. In altre parole, il “Falso Sé” ha costruito nel corso degli anni tutta una “rete mentale” colma di meccanismi difensivi, ragionamenti e giudizi, per far star meglio il proprio Io. Ecco che coloro che cercano di ritrovare la propria identità, devono sapere che esiste un nemico interno (Magisterium), che cerca in ogni modo di rovinare questa “traversata” psichica.

 

 

Gli Ingoiatori sono persone che rubano i bambini, e danno caccia soprattutto ai bimbi poveri, agli orfani ed ai bimbi servi: Gli Ingoiatori sono un emblema degli schiavi di Satana, dei ribelli alle leggi d’amore istituite da Dio nei cuori di tutta l’umanità. Il compito di questi individui, è di accrescere nel mondo il razionalismo, le eresie, di coprire di menzogne le verità rivelate da Dio, di spaventare i credenti, di perseguitare chi possiede il dono della Fede, di far insuperbire gli umili, di riempire le menti delle persone di relativismo e edonismo. S. Matteo cap. 10 vers. 28: “Non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l'anima; temete piuttosto coloro (Ingoiatori) che possono far perdere nella Geenna e anima e corpo”. Ecco che queste persone inique, cercano di corrompere i poveri con il denaro (bimbi poveri del racconto); altresì cercano di traviare coloro che possiedono una fede debole o che hanno problemi psichici (bimbi orfani del racconto), imbottendoli di nozioni errate e menzognere; ed infine cercano di allontanare sempre di più dalla fede e dalla verità, tutti coloro (bimbi servi) che seguono e tallonano i beni temporali o il proprio Io. In parole povere, questi individui schiavi di Satana, cercano di “rubare” l’anima delle persone, esattamente come gli Ingoiatori, cercano di staccare il Daimon dai fanciulli rapiti. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 29 Settembre 2005: “…se ci sono gli angeli protettori, ci sono però anche quelli tentatori, i servi di satana (Ingoiatori) sono in gran numero ed operano attivamente. Madre Dolcissima, aiutaci a non farci sedurre dal male, l’arte del nemico infernale è sottile”.

 

Gli Ingoiatori sono un’allegoria dei pensieri negativi interiorizzati riguardo se stessi, il proprio valore personale e la propria stima. Non a caso, i genitori castranti, troppo severi, ingiusti, egoisti e superbi, cercano in tutti i modi di svilire i comportamenti, pensieri e atteggiamenti dei figli. Questi educatori invece di aiutare i discendenti ad aprirsi alla vita con semplicità, sensibilità, sincerità e amore, delimitano e serrano le menti dei fanciulli con botte, umiliazioni, ragionamenti colmi di razionalità esasperata e menzogne. Il risultato è che questi bambini per non perdere l’affetto e protezione dei propri familiari, rigettano lontano da sé la propria reale individualità (Daimon), sostituendola con una fittizia ed alterata. Crescendo, questi fanciulli possono divenire persone colme di paure, fobie, ansie, risentimenti ed essere altresì incapaci di percepire gli eventi della vita in maniera equilibrata. Ed ancora, possono sviluppare una scarsa stima di se stessi al punto da dipendere dal giudizio del prossimo, anche per compiere semplici decisioni. In altre parole, sono persone che hanno perso la “bussola” del proprio “Vero Sé”, e sono precipitati nel baratro del “Falso Sé”. John Welwood “Amore Perfetto, Relazioni Imperfette” pag. 106: “Facendoci dubitare della nostra bontà fondamentale e così negando la verità di chi siamo, la vergogna paralizzante fa congelare e chiudere il nostro sistema nervoso. Dal momento che il sentimento del “cattivo sé” è così doloroso, facciamo del nostro meglio per allontanarlo. Così, come per il cattivo altro, anche l’immagine del “cattivo sé” cade nell’inconscio, condizionandoci in forme automatiche su cui abbiamo scarso controllo”.

 

        

 

La signora Coulter proferisce a Lyra che il re degli orsi Ragnar, desidera un Daimon tutto per lui, poiché loro non hanno un Daimon. E il re vuole considerarsi una persona. La signora Coulter vuole Lyra come assistente per andare al nord: Il re degli orsi Ragnar, è la persona che pur vivendo nel peccato e nei vizi, comprende intimamente di avere qualcosa che non va. Sente i rimorsi della coscienza, la quale gli suggerisce che vivendo nel peccato e nella disobbedienza ai dieci comandamenti, rischia di perdere l’anima (Daimon) per sempre. Questo evento mostrato del racconto, ci sprona a comprendere sempre meglio ciò che realizza lo Spirito Santo nei cuori di tutti noi esseri umani: ritrovare la propria spiritualità e il sorriso di Dio. Difatti il Signore proprio come un buon pastore, ricerca la pecorella smarrita, cioè il peccatore indurito, per riportarlo nell’ovile dell’amore. Dio non si comporta come tutti noi, che non appena percepiamo che qualcuno non la pensa come noi, lo abbandoniamo o denigriamo. Gesù cerca in tutti i modi di spronarci a tornare a Lui, mediante anche suggerimenti (Luce chiamata Polvere) alla nostra anima (Daimon) ed alla nostra coscienza. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 10 Ottobre 2008: “…fino all’ultimo cerco di salvare, fino all’ultimo istante di vita chiamo, ma, ti dico: che il cuore, ormai divenuto una pietra dura, non palpita più, diviene sordo al Mio Richiamo e cieco ai Miei Segni. Non sono Io, Io, Gesù, Che abbandono le anime, ma esse, ormai, inaridite per le scelte sbagliate, esse abbandonano Me, Dio, straziandoMi il Cuore”.

Oltre al resto, il re degli orsi Ragnar, è l’individuo che aspira a divenire credente; tuttavia non per amore di Dio e del prossimo, ma solo per aumentare il proprio amor proprio e vanità. Questo lo possiamo capire dalle azioni che egli ha compiuto, che sono prive di amore e misericordia; come quando ha ucciso il Re, avvelenandolo. Questo evento ci rammenta i crocifissori di Gesù che si inginocchiavano di fronte a Lui, ma non prima di averlo deriso ed avergli messo in testa una corona di spine. In sostanza… esistono, purtroppo, falsi cristiani e falsi sacerdoti, che anche se all’apparenza sembrano lodare, amare, seguire gli insegnamenti evangelici, nel loro profondo lo odiano e lo scherniscono. Il tutto mediante atti di vanagloria, egoismo, e mancanza d’amore per il prossimo. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 20 Ottobre 2008: “…l’uomo che non bada alle Mie Leggi, scritte nel suo cuore, costui va verso la sua rovina anche se continua a dire …Signore, Signore; non si salva chi pronuncia soltanto il Mio Nome, ma chi fa la Mia Volontà.

 

 

Le persone del Magisterium tramano di nascosto, e dicono che il Concilium ha dato i fondi a Lord Asriel, e che se egli proverà che esistono altri mondi, verranno contraddetti secoli di insegnamenti e ci saranno sempre dei liberi pensatori. Dopodiché asseriscono che i dottori a Bolvangar sono sul punto di perfezionare l'inoculazione, contro gli effetti della Polvere. Le persone del Magisterium vogliono proteggere i loro figli dall'influenza della Polvere, prima che i loro Daimon si stabilizzino. Educando così una generazione che non mette in discussione la loro autorità: Le persone del Magisterium, sono un chiaro emblema dei razionalisti e plutocrati, che cercano in tutti i modi di far tacere le verità evangeliche; proprio perché temono di essere contraddetti dalla rettitudine che scaturisce dalla parola di Dio (Luce chiamata Polvere). Se ci riflettiamo, coloro che seguono il male, l’odio, la lussuria e il potere, sanno bene che solo nella menzogna, nel nascondimento e quindi nell’ignoranza del popolo, possono continuare a svolgere le loro losche trame, intrighi e bramosie. Ecco perché molteplici regimi totalitari (Magisterium) nel corso dei secoli, hanno perseguitato la Chiesa, i cristiani e i religiosi (Concilium).

Il processo dell'inoculazione che separa i bambini dai loro Daimon, simboleggia il modo in cui questi servi dei vizi e del razionalismo, desiderano agire per eliminare la Fede nei popoli e nelle Nazioni. In definitiva, coloro che detengono il potere politico in maniera superba ed egoistica, per far sì che le loro Nazioni perdano la Fede, cercano di educare le persone sin dalla loro tenera età, mediante nozioni e false teorie, che supportano ed avvallano le concezioni razionalistiche colme di relativismo. Ecco che nei libri di “scienza”, si legge con noncuranza che l’essere umano non è una creazione di Dio, ma un essere che si è evoluto dopo una lunga e tortuosa serie di passaggi. Ecco che la scienza umana, priva di verità divina, insegna ai nostri figli che tutti noi veniamo dalle scimmie. Sempre sui libri di scuola si studiano nozioni sui tiranni di tutti i tempi, sulle loro conquiste, i loro tesori, le loro opere artistiche imponenti. E non si pone abbastanza l’accento su come ed in che modo, questi eroi del nulla, hanno potuto compiere le loro “poderose” imprese. Desideriamo la verità? Eccola! I possenti della terra hanno compiuto le loro poderose “conquiste”, mediante l’uccisione di migliaia di innocenti, soprusi, menzogne, persecuzioni e via dicendo. Al contempo, non si pone alcuna indicazione sulle innumerevoli opere edificanti realizzate dai cristiani e dai sacerdoti, come ad esempio la costruzione di scuole per tutti e non solo per i ricchi. Invero, lo sviluppo della sapienza, conoscenza, dell’arte, della vera filosofia, della pedagogia ed altro ancora, è stato portato avanti con umiltà e amore, dai veri seguaci di Cristo. Pensiamo ad esempio al grande filosofo Sant’Agostino, a San Giovanni Bosco o San Tommaso d’Aquino, e moltissimi altri ancora. Senza spargimento di sangue, ma armati di carità, questi “soldati” dell’amore, hanno donato all’umanità tesori di sapienza e fede insuperabili. Al contrario, i servi del razionalismo e dell’edonismo, come ci suggerisce il racconto, cercano in tutti i modi di separare (togliere il Daimon dai fanciulli) gli influssi benefici dello Spirito Santo (Luce chiamata Polvere) dalle nuove generazioni. Il tutto per farli divenire persone prive di vera libertà e verità; con l’intento di manipolarli meglio.

 

      

 

Le persone del Magisterium che si contrappongono alle idee espresse dal Concilium, simboleggiano i genitori colmi di orgoglio ed individualismo che cercano di allontanare dai figli la verità espressa da psicologi, amici, parenti, studiosi, sacerdoti empatici (tutti simboleggiati dalle persone del Concilium). In definitiva, i familiari (signora Coulter) che condizionano i comportamenti e pensieri dei propri figli (Lyra), cercano con menzogne e maltrattamenti di mutare la personalità dei propri ragazzi (signora Coulter che strapazza il Daimon della piccola Lyra). E logicamente desiderano altresì evitare che i fanciulli vengano a contatto con coloro che detengono la verità, e che si sforzano di aiutare i discendenti a divenire persone equilibrate, sincere e libere da condizionamenti mentali. Alice Miller: “Probabilmente ciascun bambino maltrattato deve adottare lo stesso comportamento, se vuole sopravvivere. Deve interpretare diversamente le proprie percezioni, e sforzarsi di individuare un gesto di benevolenza là dove qualsiasi osservatore esterno, vedrebbe soltanto un crimine palese. Il bambino non ha scelta: se non ha presso di sé alcun Testimone soccorrevole ed è in completa balìa dei suoi persecutori, è costretto a rimuovere”.

L’inoculazione che divide il Daimon dal fanciullo, non permettendogli di avere contatti con la Luce chiamata Polvere, è una metafora di ciò che desiderano i genitori castranti nei riguardi dei loro figli. Difatti questi educatori mediante frasi acide, botte, umiliazioni, concetti ironici, deprivazioni affettive e altro ancora, cercano di recidere il “Vero Sé” (Daimon) del fanciullo (Lyra), sostituendolo con un “Falso Sé”; il quale non è più in contatto con la “Luce-Polvere” della verità ed autenticità. Ecco che in questi casi si chiama “educazione”, ciò che in realtà altro non è che castrazione mentale. E i discendenti privi della loro reale personalità ed identità (Daimon), cominceranno a seguire ciecamente le direttive dei familiari, senza un reale senso critico e privi di un sano discernimento (privi della Bussola d’Oro). Pietro Lombardo “Crescere per Educare” pag. 102: “Una madre che troppo insistentemente si adopera nel rituale delle mille raccomandazioni, su come il figlio debba comportarsi in ambito sociale, poiché teme le brutte figure, rischia di accentrare l’aspetto puramente formale dell’educazione. Dare importanza alla forma e non alla sostanza dell’educazione, significa trascurare l’educazione ai valori”.

 

          

La signora Coulter dice a Lyra che è meglio non parlare della Luce chiamata Polvere. Lyra e il suo Daimon notano che quando la signora Coulter parla della Polvere, il suo Daimon a forma di scimmia diviene violento. Infine, Lyra scopre che la signora Coulter fa parte degli Ingoiatori: La signora Coulter è un genitore privo di Fede, che suggerisce alla figlia (Lyra) che è meglio non parlare di Gesù (Luce chiamata Polvere) e dei suoi insegnamenti. Questo evento avviene nella nostra epoca storica scristianizzata e secolarizzata, dove gli amorevoli insegnamenti evangelici vengono disprezzati, derisi ed evitati. Naturalmente questa scristianizzazione ha radici profonde proprio negli ambienti familiari, dove i genitori prestano attenzione allo studio e sport dei loro figli, non tenendo conto che anche l’anima (Daimon) dei discendenti ha bisogno di nutrimento (Luce chiamata Polvere). Ecco una delle ragioni del perché i giovani divengono lussuriosi, avari, mentitori, violenti, disubbidienti, viziosi, asociali e colmi di problemi psichici. In altre parole, i discendenti che provengono da famiglie razionaliste e prive di amore verso Gesù, rischiano di disconnettersi dalla loro anima e dal loro versante spirituale (Daimon), esattamente come avviene all’amico di Lyra che si chiama Billy; il quale proprio dopo aver perso il suo Daimon (anima), diviene apatico, fragile e privo di memoria. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 31 Ottobre 2008: “Chi confida in sé stesso è sempre ansioso, perché deve riconoscere la sua debolezza e la sua fragilità di essere umano, ma chi si fida di Dio è come colui che ha costruito sulla roccia che mai può franare: è sicuro di restare nella sua casa”.

Il Daimon-scimmia della signora Coulter che diviene violento quando si parla della Polvere, raffigura la persona priva di Fede e di amore verso Dio, la quale ha sostituito nel proprio cuore l’immagine di Dio con la bestia per eccellenza: Satana. E guarda caso il Daimon della signora Coulter ha le fattezze di una scimmia. E non è forse Satana definito spesse volte, la scimmia di Dio? Questo proprio perché Satana in passato, ha voluto proclamare se stesso pari e simile a Dio. Esattamente come le scimmie, sono simili agli esseri umani nel loro aspetto esteriore. Da quanto appena espresso, ecco che il Daimon della signora Coulter che diviene violento quando si parla della Luce chiamata Polvere, altro non è che la figura interiorizzata di Satana, che si arrabbia quando si parla di Gesù e delle virtù. In sostanza, Satana dona i suoi sentimenti colmi di odio e negatività verso tutto ciò che ha a che fare con Dio, a coloro che intimamente lo seguono (signora Coulter). Ecco spiegato uno dei motivi del perché alcune persone, all’avvicinarsi di luoghi consacrati, si sentono nervosi e colmi di intima ira.

 

 

Margaret Mahler “Le Psicosi Infantili” pag. 40: “…con una madre narcisista che era molto seducente, ma che poteva accettare Charlie soltanto se poteva considerarlo come un’estensione del suo Sé narcisistico. Non aveva alcuna considerazione per il bambino, come individuo con i suoi propri diritti”. La signora Coulter è un’immagine figurata del genitore narcisista ed accentratore, che non appena scorge e percepisce che il discendente prova ed esprime sentimenti e opinioni differenti dalle sue, comincia a discriminare i pensieri del fanciullo con frasi altere e comportamenti dispotici. Il fanciullo (Lyra), crescendo in questo ambiente privo di rispetto verso la propria personalità, avrà sempre più timore di esprimere con naturalezza i propri sentimenti e le proprie opinioni. Così facendo nell’intimo della persona avverrà una scissione interiore, dove una parte cercherà di trovare uno sfogo delle proprie facoltà, pensieri ed opinioni, mentre un altro versante cercherà di impedire che tutto ciò possa accadere. Questa guerra interiore può provocare disturbi del linguaggio, mal di testa, nevrosi, dissociazioni mentali, bulimia e via di seguito. Alice Miller “Il Bambino Inascoltato” pag. 61: “In molti casi nei quali la madre si era sforzata per intenti educativi di instillare nel bambino, sin dal primo giorno, la paura di esprimere sentimenti, tali sforzi sono stati talmente coronati dal successo, da rimanere efficaci per decenni. Individui che hanno ricevuto tanto precocemente e in modo tanto efficace, questo tipo di “educazione”, per tutta la vita dovranno evitare i sentimenti e farli vivere all’occorrenza alle persone del loro ambiente – inclusi i loro stessi figli”.

La paura che possiede la signora Coulter nel percepire i cambiamenti del Daimon di Lyra, sono i medesimi timori di un genitore autoritario e dispotico nel vedere il proprio figlio avere idee e concetti dissimili dai propri. Ecco che il Daimon-scimmia della signora Coulter che si arrabbia quando si parla della Polvere, simboleggia proprio l’astio interiore che sovrasta la mente dei genitori superbi e repressivi, quando il discendente parla di eventi colmi di verità, amorevolezza e schiettezza. Fabiola de Clercq “Donne Invisibili” pag. 116: “Oggi mia madre si agita intorno a me, vagamente intimorita dai miei cambiamenti. Non condivide niente di quello che mi riguarda: la mia attività, le mie amicizie, la mia vita privata. Non tollera, mia madre, che io esista al di fuori di lei, che pensi e scelga in modo diverso dal suo. Come altre madri, vive le mie scelte come un affronto, un tradimento alle sue aspettative, un’opposizione ai suoi insegnamenti, al suo modello femminile”.

 

      

Lyra fugge via dalla signora Coulter, per salvare i suoi amici Roger e Billy. Lyra viene salvata dai gyziani dall’attacco di alcuni Ingoiatori. Lord Faa il Re dei gyziani, è amico dello zio della bimba. Gli Ingoiatori hanno preso Billy, che è un gyziano: Lyra che fugge via dalla signora Coulter, è la persona che si rifiuta di seguire le regole razionalistiche e prive di Fede dei propri genitori. Il tutto per ricercare il proprio versante spirituale (Roger e Billy) che non ha potuto svilupparsi e ampliarsi con correttezza, proprio a causa dei cattivi insegnamenti ricevuti. Gli Ingoiatori che cercano di derubare i bambini, altro non sono che gli schiavi di Satana, che cercano in tutti i modi di eliminare dalla mente delle persone, il ricordo di Dio (Luce chiamata Polvere). Tutto ciò attraverso i pensieri razionalistici e privi di amore e verità. Allo stesso tempo, gli Ingoiatori simboleggiano anche i vizi, i quali in ogni momento cercano di far breccia in un cuore, per sostituirsi alle virtù.

Mentre il Re dei gyziani che salva Lyra, è un’immagine figurata dei veri credenti e dei buoni sacerdoti, che mediante atti caritatevoli e consigli colmi di amore e verità, cercano di condurre le persone a recuperare l’amore di Dio e del prossimo.

 

 

Lyra effigia la persona che comprende che, per salvare la propria interiorità, deve staccarsi da tutti quei concetti e nozioni errate e colme di affermazioni menzognere, che gli sono state impartite da familiari (signora Coulter) troppo superbi e coercitivi. Difatti è molto difficile riuscire a risolvere le proprie problematiche psichiche e comportamentali, se si vive ancora accanto a coloro che hanno cercato per tutta una vita, di distruggere ed annichilire la propria reale personalità (Daimon). Non scordiamo che anche se abbiamo cominciato ad apprendere alcune verità riguardo la nostra interiorità, siamo troppo deboli per poter rispondere adeguatamente alle mistificazioni, influenze negative e condizionamenti, di coloro che ci hanno represso con le loro attitudini malsane e le loro razionalizzazioni ripiene di menzogne. Per recuperare la propria identità insomma, necessita vivere in un ambiente psicologicamente tranquillo e sereno.

Lyra e i gyziani si dirigono al nord, per salvare i bambini. Lyra sulla nave conosce Serafina Pekkala, regina del clan delle streghe del lago Enara, la quale dice che i bimbi rapiti vengono portati a Bolvangar e che ci vorrà tutto il suo coraggio: 1a Tessalonicesi cap. 2 vers. 1-2: “Voi ben sapete, o fratelli, che la nostra venuta non è stata vana, ma avendo patito e ricevuto oltraggi, come sapete a Filippi, pure abbiamo preso coraggio nel nostro Dio di parlare il Vangelo di Dio, pur con tanta preoccupazione”. Serafina Pekkala è un’allegoria di un buon genitore, che cerca di infondere coraggio e Fede al discendente; il tutto aiutandolo a percepire le difficoltà della vita con occhi colmi di verità e amore. Serafina Pekkala è altresì un’allegoria di Maria Santissima, la quale aiuta e soccorre tutti coloro che con umiltà pregano e cercano di vivere una vita virtuosa. E non è forse Maria Santissima colei che nel corso dei secoli, ha ingaggiato una lotta estenuante contro Satana? Ed ancora… non è forse Maria Santissima, che da duemila anni cerca in ogni modo di infondere nei suoi figli… amore, verità, prudenza, fede, carità, speranza e coraggio? Ecco che Maria Santissima (Serafina Pekkala) in numerosi luoghi del mondo, ha parlato con semplici ed umili fanciulli (Lyra), donandogli e infondendogli coraggio e sapienza. Esattamente come è avvenuto a Garabandal, Fatima, Lourdes, Medjugorje e tanti altri luoghi nel mondo. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 14 Aprile 2008: “Sapete che la salvezza di molti peccatori dipende anche da voi? Ricordate ciò che dissi ai piccoli di Lourdes? Molti peccatori si perdono perché non c’è chi preghi e si sacrifichi per loro. I piccoli, Giacinta e Francesco, con Lucia (Lyra), capirono bene il significato delle Mie Parole, e fecero tanti sacrifici e tante preghiere per la salvezza dei peccatori”.

Serafina Pekkala che possiede un Daimon-volatile chiamato Kaisa, ci rammenta che Maria Santissima è sempre sostenuta, amata e ispirata dallo Spirito Santo con i suoi sette donativi. Difatti non è lo Spirito Santo, sovente raffigurato come una meravigliosa e purissima Colomba (Daimon-volatile)?

 

       

 

Serafina Pekkala effigia una buona madre, che cerca di aiutare la propria figlia a recuperare se stessa, e di conseguenza a soccorrere quanti ancora non sono riusciti a ricostruire e riedificare la propria identità. Ed ancora, Lyra che si affida a Serafina Pekkala, è la persona mistificata e con una identità frammentata, che comprende che per ristrutturare se stessa e la propria personalità, deve necessariamente trovare un sostituto (Serafina Pekkala) di quella figura materna (signora Coulter) che è stata per anni la matrice della demolizione di se stessa. Invero, a volte necessita una figura di riferimento che aiuta la persona mistificata a ricomporre la propria identità. Questo perché la persona ha bisogno non solo di espellere i concetti negativi introiettati nell’infanzia, ma ha necessità di integrare e identificarsi con figure positive, che le diano coraggio, speranza, forza. Esattamente ciò che compie Serafina Pekkala, nei riguardi della piccola Lyra.

 

    

Lyra in un porto incontra Lee Scoresby, che è un aeronauta che vola con un pallone volante. Lee dice che la bimba, per compiere la sua impresa, ha bisogno di lui e di un orso corazzato. L'orso si chiama Iorek, e lavora come scaricatore di porto e beve whisky. L’orso Iorek dice che non ha più l'armatura, e per questo non può andare in guerra: Il personaggio di Lee Scoresby effigia la figura di Dio, il quale suggerisce al vero credente, che per realizzare pienamente la volontà di Dio, occorre impegnarsi nelle virtù, nella preghiera e nell’accogliere con umiltà e benevolenza i Sacramenti. In questo modo si rafforzerà la propria Fede e le altre virtù, illustrate nel racconto dalla figura dell’orso Iorek. Infatti in questo ambito narrativo, l’orso Iorek che è indebolito dal bere e dalla privazione della propria armatura, simboleggia la persona che non è ancora pronta per il combattimento spirituale, proprio perché si trova sommersa nei beni temporali (bere whisky) e nei vizi. Lettera Efesini cap. 6 vers. 10-12: “Del resto, fratelli, siate forti nel Signore e nel potere della forza di lui. Rivestitevi dell'armatura di Dio per potere affrontare le insidie del diavolo, poiché non è la nostra lotta col sangue e colla carne, ma contro i dominatori del mondo delle tenebre, contro gli spiriti maligni (Ingoiatori)”. Insomma, per sconfiggere le eresie, le insidie di Satana e dei suoi accoliti, per ripararsi dalle intemperie della vita, per non perdere la speranza nei momenti dove il dolore ci afferra con le sue unghie acuminate, per sfuggire le occasioni di peccato… cosa occorre fare? Non possiamo certo pensare di combattere tutto ciò, con le sole nostre misere forze. In questi casi è necessario un aiuto soprannaturale. E per ricevere questo aiuto, necessita assolutamente ricorrere alla preghiera ed ai Sacramenti. Ed ecco che allora lo Spirito Santo (Luce chiamata Polvere) ci infonderà la sua forza (armatura dell’Orso Iorek), il suo intelletto e la sua sapienza. In questo modo, nessun nemico potrà scalfire la nostra integrità spirituale. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 7 Febbraio 2008: “Pensate, riflettete: potete andare contro un nemico forte e ben armato, senza difesa di alcun genere? Contro un nemico forte serve un’armatura forte. Figli amati, l’armatura è la preghiera ardente e profonda, il digiuno dal peccato, la frequenza ai Sacramenti, questa è la vostra armatura, davanti a questa il nemico fugge e non ha potere”.

 

 

 

Lee Scoresby raffigura un buon terapeuta, un amico sincero, un parente empatico, che suggerisce alla persona con una identità frammentata, di rafforzare le proprie difese interiori (armatura) e la propria identità. Il tutto per cercare di superare le problematiche psichiche e non solo, ma anche per cercare di vivere con serenità ed equilibrio, la propria esistenza. Difatti quando si possiede un’identità frammentata o si ha poca stima di sé, gli eventi della vita divengono problemi insormontabili, e addirittura si rischia di deformare la realtà in maniera negativa e deleteria, sia riguardo se stessi che riguardo al prossimo. Ad esempio, alcune persone con scarsa stima di sé, possono percepire nel prossimo, negli amici, nel datore di lavoro e via dicendo, dei nemici da affrontare, e quindi si utilizza l’arma dell’aggressività e della incomunicabilità verbale. I confini della realtà divengono sfocati e nebulosi; esattamente come una persona ebbra, vede il mondo che lo circonda. Evento effigiato dall’orso Iorek, il quale beve whisky e fa dei lavori al di sotto delle sue potenzialità; il tutto proprio perché ha perso la sua armatura… simbolo evidente di una corazza psichica forte e dinamica, che gli è venuta a mancare. In altri termini, il fanciullo che ha vissuto in un ambiente familiare disponibile, benevolo ed equilibrato, nel corso del tempo riuscirà a formarsi un’armatura psichica ottimale, che lo aiuterà ad affrontare con equilibrio e forza, le lotte e battaglie della vita. Al contrario, il bimbo diverrà una persona insicura, fragile, sfiduciata e con molteplici problematiche di ordine psicologico.

 

 

L’orso Iorek dichiara che l’armatura di un orso è la sua anima, ed è insostituibile. L’orso Iorek dice che è un esiliato e che ha perso l’armatura in un combattimento. Lyra dopo aver consultato la Bussola d’Oro, enuncia all’orso che lei sa dove si trova l’armatura, e che glie l’hanno tolta con l’inganno. Infine, l’orso Iorek riprende la sua armatura e si unisce a Lyra: L’armatura spirituale che si possiede, è strettamente congiunta all’anima della persona, proprio perché l’anima insieme al proprio Io, hanno ardentemente desiderato riceverla dal Signore. E senza armatura spirituale, non si può combattere il male in noi e nel mondo. La figura dell’orso Iorek ci suggerisce che a volte tutti noi, negli scontri e “combattimenti” con il peccato e le proprie passioni, possiamo anche perdere l’armatura spirituale. Difatti, anche se a volte abbiamo avuto l’armatura dallo Spirito Santo e che quindi eravamo in Grazia, se cediamo alle lusinghe della triplice concupiscenza, cioè se sprofondiamo nella lussuria, nell’avarizia o nella superbia, ecco che lo Spirito Santo si allontana da noi, con tutti i suoi donativi. La conseguenza di questo evento è tragica… poiché si perde l’armatura spirituale. Al contempo, Lyra che sa dove si trova l’armatura, è l’anima che suggerisce al proprio Io (orso Iorek), che per ritrovare l’armatura spirituale, occorre accostarsi al meraviglioso Sacramento della Riconciliazione. Dove lo Spirito Santo, per gli infiniti meriti conquistati da Gesù sulla Croce, ci ridona la Grazia e i suoi sette doni.

 

 

Quando un individuo (orso Iorek) perde il contatto con la propria essenza interiore (Lyra), non ha più la capacità di difendersi e proteggersi (Iorek che ha perso la sua armatura). In altre parole, la persona che ha smarrito la propria identità e soggettività, per poi sostituirla con una personalità fittizia, diviene psicologicamente debole e rischia di non avere opinioni proprie, e di conseguenza di sottostare e dipendere dal prossimo. A conti fatti, la persona con una bassa stima di se stessa, resta priva di autorevolezza, poiché è sprovvista di basi psichiche solide (effigiate nel racconto dall’armatura dell’orso Iorek). Pietro Lombardo: “La persona invisibile si curva su di sé, non sa difendersi, non ha strumenti di autodifesa (orso Iorek privo della sua armatura). A questi soggetti bisogna insegnare, a livello psicologico, a diventare aggressivi, ad acquisire capacità di lottare”.

Lyra che ribadisce all’orso Iorek che l’armatura glie l’hanno tolta con l’inganno, ci rammenta che la persona che ha una falsa personalità, è stata indotta e costretta a costruire un “Falso Sé” perché è stata indotta in errore ed ingannata dai propri educatori. Dusty Miller: “Manipolazioni intenzionali della realtà e pratica della bugia nell’esperienza comunicativa con i genitori, inducono la bambina (Lyra) a formarsi pian piano un “Falso Io”. …nelle famiglie “malate” la bambina impara a non aver bisogno di ciò che i genitori (signora Coulter) non possono darle: sviluppa cioè un “Falso Io” con bisogni diversi, negando i suoi veri desideri persino con se stessa”. Difatti i genitori che modellano e costringono i discendenti a divenire persone con una individualità fittizia e snaturata, hanno raggiunto questo “traguardo” mediante falsi concetti imposti ai figli. Per finire, l’orso Iorek che ritrova la sua armatura e si unisce alla piccola Lyra, rappresenta la persona che dopo aver compiuto un impegnativo ma altrettanto efficace lavoro interiore, e dopo aver preso coscienza del suo stato psichico alterato, riesce a ritrovare il suo equilibrio e giunge così a ricomporre, non senza fatica, la sua reale personalità.

In una catapecchia Lyra ritrova il suo amico Billy, ma privo del suo Daimon, poiché è stato interciso. In sostanza, gli Ingoiatori staccano il Daimon dai bambini. Billy è quindi disconnesso da se stesso, e non riconosce l’amica Lyra: Billy è un’allegoria di coloro che essendo in peccato mortale, rimangono “disconnessi” dalla loro anima (Daimon), dal loro versante spirituale. In altre parole, il racconto ci fa comprendere come i vizi (Ingoiatori), sono la causa della separazione dell’anima (Daimon) da Dio (Luce chiamata Polvere). Questo perché nel peccato mortale la persona perde la Grazia santificante, che altro non è che l’unione della propria anima con Dio. Questa disgiunzione dall’anima con Dio, rende l’individuo disconnesso dalla verità rivelata dal Signore; e di conseguenza la persona non sa più distinguere cosa sia giusto e cosa sia errato compiere (Billy che non riconosce l’amica Lyra). Ecco spiegato il perché coloro che compiono atti abominevoli, non hanno grandi rimorsi di coscienza e si credono nel giusto. Naturalmente più gravi e profondi sono i peccati portati a termine, e più questa distanza tra Dio e l’anima, si fa ampia e profonda.

 

            

 

Pietro Lombardo: “Se avessimo un bambino geniale dal punto di vista intellettivo e un contesto ambientale, relazione in cui questa intelligenza viene in qualche modo imbrigliata, soffocata o distorta, avremmo un bambino (Billy) che non è in grado di ottenere i risultati desiderati, anzi a volte potrebbe apparire incapace d’apprendere”. Billy che privato del suo Daimon si ritrova spaesato, disorientato e che non riconosce nemmeno la sua amica Lyra, effigia il bambino che è stato dai suoi familiari represso, inibito e di conseguenza rimane estraniato, nella sua essenza più profonda e vera: nel suo “Vero Sé”. Insomma, come espresso numerose volte, il fanciullo che nel suo habitat familiare, non ha potuto esprimere la propria reale personalità ed individualità, crescendo rischia di divenire un individuo privo di personalità e di carattere, in balia dei sentimenti ed esigenze degli altri. In breve, diviene una persona che non sa riconoscere se stessa o il proprio “Vero Sé”; esattamente come Billy non riconosce l’amica Lyra. Pietro Lombardo: “…nel momento in cui l’educazione fa sì che i sentimenti, i pensieri i desideri, i bisogni del bambino vengano costantemente controllati, misurati, repressi o coartati, è chiaro che questi bambini impareranno ad essere dei mutilati della loro realtà più profonda, e impareranno a non essere se stessi. Pur di ricevere un briciolo di accettazione e di considerazione, impareranno ad accordarsi sui bisogni e sui desideri dell’adulto e non terranno conto della loro soggettiva individualità, unica e irripetibile”.

Billy simboleggia altresì la persona che a causa dei traumi e deprivazioni affettive patite nell’infanzia, ha rimosso il suo dolore e ciò che lo ha provocato; rigettando il tutto nei meandri dell’inconscio. Questo evento se all’inizio porta alla persona una certa pacificazione, nel corso del tempo può causare gravi disturbi al carattere ed alla psiche. Questo avviene poiché i ricordi rimossi sono strettamente collegati alle emozioni negative ed ai patimenti sperimentati nel passato. E questi sentimenti ed emozioni rimosse, cercano di ritornare all’Io cosciente, per poter essere definitivamente risolte. In ultima analisi, i sentimenti repressi come la rabbia, l’ira, il risentimento, la sofferenza patita o le angoscia sperimentate, non devono essere recise dalla nostra coscienza. Difatti solo una elaborazione mentale consapevole, è in grado di attenuare ed eliminare queste forze psichiche negative e deleterie. Al contrario, queste forze psichiche colme di negatività, se vengono continuamente circoscritte o represse nell’inconscio, producono effetti devastanti su tutta la personalità dell’individuo (Billy). Alice Miller “La Persecuzione del Bambino” pag. 232: “Non è il trauma in sé a far ammalare, come ho già sottolineato più volte, bensì la disperazione inconscia, rimossa e desolata dovuta al fatto che non sia consentito dare espressione alle sofferenze patite, e che non sia permesso né mostrare né vivere sentimenti di rabbia, ira, umiliazione, disperazione, impotenza, tristezza”.

 

 

Lyra viene rapita e condotta dal re degli orsi Ragnar. Lyra dice di essere il Daimon dell’orso Iorek, e dichiara che se il re sconfigge l’orso Iorek, Lyra diventerà il suo Daimon: Per recuperare la Grazia perduta (Lyra), occorre che il versante spirituale (orso Iorek) della persona, sconfigga interiormente il versante razionale (il re orso Ragnar) che è legato ai piaceri mondani ed alle concupiscenze. Tutto questo è alla portata del nostro libero arbitrio, il quale deve decidersi se seguire i dieci comandamenti o se rigettarli.

 

                

 

La persona mistificata che possiede un “Falso Sé”, per ritrovare la propria reale identità, deve non solo recuperare memoria dei propri vissuti angosciosi e delle proprie carenze e deprivazioni affettive vissute nel passato, ma deve detronizzare il proprio “Falso Sé” (re degli orsi Ragnar). Solo in questo modo la persona riuscirà a riavere contatto con la propria essenza più vera, effigiata nel racconto dalla piccola Lyra.

 

           

 

Lyra scopre che il re orso Ragnar per salire al potere, ha avvelenato il suo predecessore. Dopodiché ha sfidato l’orso Iorek in un corpo a corpo. Infine, i due orsi si affrontano; e Iorek vince: Il precedente Re che si è fatto avvelenare da Ragnar, simboleggia la persona che ha perso la propria anima per il semplice motivo che si è fatta irretire, ed avvelenare il cuore dalle subdole seduzioni di Satana e dei vizi. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 22 Agosto 2008: “…molte anime si perdono perché rifiutano il Mio Aiuto, lasciano il Mio Cibo per nutrirsi del veleno che porge il Mio terribile nemico”. Il racconto ci vuole chiarire un concetto fondamentale… la nostra esistenza terrena, altro non è che una prova per ognuno di noi. La prova consiste nel comprendere se preferiamo seguire Gesù, oppure Satana. Se desideriamo le virtù o i vizi, l’amore oppure l’odio, il perdono o la vendetta. A noi la scelta.

Mentre Iorek che riesce a sconfiggere il re orso Ragnar, è una metafora che ci suggerisce che allorquando ci siamo rivestiti dell’armatura che proviene dallo Spirito Santo, possiamo indubbiamente sconfiggere le nostre tendenze viziose, le nostre passionalità, le tentazioni di Satana e le numerose eresie che ci circondano. Il premio della vittoria? Rimanere in eterno con Gesù.

 

 

Il re degli orsi Ragnar che per salire al potere ha avvelenato il padre dell’orso Iorek, è una raffigurazione del genitore autoritario e castrante, che per dominare il figlio, ha cercato di renderlo debole e arrendevole; il tutto mediante un’educazione severa, calunnie, ordini perentori ed ingiusti, non ascoltando le asserzioni dei discendenti, denigrando i pensieri dei fanciulli, oppure penalizzandoli severamente in ogni piccolo errore o mancanza. Così facendo, il genitore dispotico e autoritario, ha reso il discendente una persona che non sa prendere decisioni da sola, e che rimane assoggettata e servile verso i decreti sostenuti dal prossimo. In breve, crescendo questi fanciulli rischiano di divenire individui arrendevoli e plasmabili dalla società, da politici corrotti e menzogneri, dalle sètte, dai guru, da falsi amici, dalle false ideologie di alcuni scienziati e via discorrendo. Alice Miller “Le Vie della Vita” pag. 172: “Riguardo ai guru di alcune sette: …avevano imparato soltanto come far regredire le persone nei sentimenti del bambino sprovveduto e, operando sulla base di questa esperienza, hanno poi anche appreso come, grazie alla regressione, sia possibile dominare gli individui. E questo per loro è stato sufficiente. Da quel momento in poi hanno agito automaticamente, seguendo i modelli – appresi nell’infanzia – dei loro educatori”.

 

              

 

Lyra arriva alla stazione sperimentale, e una guardia gli dice che loro aiutano i bambini a crescere. Lyra ritrova il suo amico Roger, il quale ribadisce che dopo l'operazione non dovranno più preoccuparsi della Polvere: Naturalmente coloro che seguono il razionalismo e l’edonismo (guardia della stazione sperimentale), credono che la religione cristiana sia un’invenzione del passato, per tenere buoni i bambini e per abbonire gli anziani o i creduloni. Queste persone ritengono che lo staccarsi dalle credenze cristiane (staccarsi dal Daimon), sia un evento di crescita, di sviluppo e progresso. E per compiere questo evento, cercano in tutti i modi di insegnare ai bimbi le nozioni scientifiche conformi all’evoluzionismo, che altro non è che una teoria blasfema che ritiene che l’essere umano non è stato creato da Dio, ma da una monocellula che si è sviluppata nel corso del tempo. John Leary nel messaggio dell’11 Settembre 2008: “È bene sapere che Dio Padre ha creato la terra, l’uomo, e tutto ciò che si trova sulla terra. …la Bibbia contiene le Mie parole ispirate, e la Creazione dovrebbe essere insegnata nelle scuole. Sono gli ateisti che combattono contro la verità della Creazione, poiché loro non credono in Dio”. In altre parole, si cerca di insegnare ai giovani che le verità rivelate nella Bibbia, altro non sono che bazzecole per acquietare gli animi ribelli. I risultati di tutto ciò li possiamo percepite tutti… si incrementa nel mondo la violenza nei popoli e nei giovani, le persone divengono dei depravati, aumentano gli omicidi e i suicidi, si utilizzano sempre di più le droghe e gli alcolici, i bambini vengono usati per “sfamare” le fami del senso, le donne vengono visualizzate come prodotti da commerciare, i poveri vengono allontanati dalle città, gli ammalati vengono soppressi con l’eutanasia perché non servono più, gli anziani vengono isolati in sdolcinate infrastrutture cittadine, le donne come novelle arpie… uccidono i propri figli nel loro grembo. E che dire dei proprietari di negozi, che per difendere le loro fallaci proprietà… divengono assassini a sangue freddo? Ecco cosa diviene l’essere umano se viene privato della Fede, verità, umiltà, dell’amore e di Dio: una bestia feroce che sbrana e divora il prossimo. È veramente questo… ciò che desideriamo diventare? Maria Valtorta “I Quaderni del 1945” pag. 341: “E l’uomo, l’uomo attuale, farnetica sulle linee somatiche e sugli angoli zigomatici, e non volendo ammettere un Creatore, perché troppo superbo per poter riconoscere di essere stato fatto, ammette la discendenza dai bruti! Per potersi dire: “Noi, da soli, ci siamo evoluti da animali a uomini”. Si degrada, si autodegrada, per non volersi umiliare davanti a Dio. E discende. Oh! se discende! Ai tempi della prima corruzione ebbe di animale l’aspetto. Ora ne ha il pensiero ed il cuore, e la sua anima, per sempre più profondo connubio col male, ha preso il volto di Satana (Daimon scimmia della signora Coulter) in troppi”.

 

               

 

Alcuni genitori e educatori pensano che per divenire “adulti”, i bambini devono mettere da parte la loro sensibilità, unicità, fantasia e creatività. Per questi educatori il piangere e l’esprimere emozioni (Daimon che muta forma nei fanciulli), è un atto di infantilismo ed altresì puerile. Ma la realtà dei fatti non corrisponde a queste asserzioni. Il bambino che viene ripetutamente sgridato e umiliato solo per il semplice motivo che esprime se stesso, le proprie emozioni, sentimenti o la propria creatività, rischia di separare la propria sensibilità dal suo versante razionale. Il rischio è che crescendo il fanciullo diviene una persona troppo razionale, severa, intransigente, autoritaria, intollerante e priva di scrupoli. In altri termini, avviene un estraniamento interiore tra il versante razionale e quello emotivo. I risultati? Ecco gli adulti che non sanno donare un atto di affetto al loro coniuge, politici tutti ingessati con vestiti affini… che parlano e si comportano come cloni, persone dure di cuore che avendo eliminato la propria sensibilità… perseguitano coloro che esprimono i propri sentimenti ed emozioni, genitori che divengono refrattari ad ogni comportamento empatico e socievole dei fanciulli. E cosa dire di coloro, che hanno l’intimo dono della creatività? Proviamo a immaginare quanti ballerini, musicisti, scrittori e cantanti, non hanno potuto esprimere pienamente e spontaneamente le loro facoltà intrinseche. Questo perché hanno vissuto in ambienti familiari castranti e coercitivi, che hanno fatto di tutto per spezzare ed eliminare il loro “Daimon” la loro creatività… relegandola nei meandri dell’inconscio. Riassumendo… Billy, che dopo aver perso il suo Daimon è divenuto apatico e privo di personalità, effigia proprio tutti coloro che sono stati obbligati a reprimere se stessi, i loro donativi, la loro creatività, unicità e la loro sensibilità.

 

 

I guardiani prendono Lyra, e la portano nella stanza dell’intervento per l’intercisone. La signora Coulter ferma l’intervento. Dopodiché la signora Coulter dichiara che i bimbi sono ammalati dalla Polvere; e che la Polvere dona cattivi pensieri e sentimenti tristi. Ma esiste un modo per fermare la Polvere, fare un taglio a togliere il Daimon dai bimbi: La signora Coulter in questo ambito, raffigura la persona serva di Satana e dei vizi, che desidera corrompere il prossimo (Lyra), ma senza coercizioni troppo cruente. In altre parole, la signora Coulter desidera che a Lyra non venga tolto il suo Daimon, ma che sia essa stessa a trasformarlo in un Daimon violento e brutale, come quello che possiede la stessa signora Coulter. Difatti il Daimon della signora Coulter, è una scimmia astuta e furente, simbolo dell’anima di un individuo seguace della concupiscenza triplice e di Satana. Ed ecco che gli accoliti del serpente infernale, desiderano corrompere le anime del prossimo, facendole divenire ribelli, superbe e invidiose; il tutto senza apparenti costrizioni… ma mediante sollecitazioni e incoraggiamenti tali da spingere il prossimo a considerarsi esso stesso un essere superiore a chiunque altro, e che non ha bisogno di Dio. Questo triste evento lo possiamo notare e rilevare, dalla signora Coulter che chiama la meravigliosa Luce che discende dal cielo… con la parola “polvere”. Cioè di un qualcosa di fastidioso, inutile, sgradevole e quindi da spazzare via e da eliminare. E come possiamo facilmente immaginare, l’anima così salda e perseverante nell’iniquità, rischia di grosso; poiché la sua radicalità e fermezza nel male, la indica come una possibile anima persa per sempre. Questo evento ci appare ancora più chiaro, dalle frasi sibilline e contorte che la signora Coulter esprime alla piccola Lyra. Difatti la signora Coulter che asserisce con sfrontatezza, che la Polvere rende le persone tristi e ammalate, simboleggia l’individuo servo di Satana, che per convincere il prossimo a divenire simile a lui, dichiara che lo Spirito Santo (Luce chiamata Polvere) è un’entità che porta tristezza e malumore. Non sono forse queste le identiche frasi contorte che dichiarano i gaudenti e i maliziosi? Insomma, questi individui colmi di odio e razionalismo, ci continuano a ribadire che se seguiamo Dio e i suoi insegnamenti, non si può più godere il sesso, non si può rubare il prossimo, non si può più mentire, imbrogliare, essere prepotenti e via dicendo. Serve aggiungere altro?

 

 

La signora Coulter che dice a Lyra che per fermare gli effetti della Polvere, occorre togliere il Daimon dai fanciulli, è il genitore accentrato su se stesso, egoista e superbo, che sa bene che per rendere il figlio inoffensivo ed obbediente ai suoi voleri e comandi, deve distaccarsi dalla sua reale personalità (Daimon). E come giustificano a se stessi ed al prossimo, questo evento traumatico? Dichiarano con insolenza e tracotanza, che privi della loro personalità, i bambini divengono più allegri e felici. Mentre la verità è proprio il contrario, difatti crescendo i fanciulli castrati psicologicamente, divengono persone con problemi psichici enormi. In parole povere, se un fanciullo si estranea dal proprio “Vero Sé” (Daimon), diviene apatico, inerte ed insensibile alle esigenze e bisogni personali e del prossimo; diventa altresì uno zimbello in mano al coniuge, ai superiori, conoscenti o compagni di lavoro. Ed infine, le persone mistificate non riescono ad avere un libero scambio con il prossimo, mediante le proprie risorse psichiche interne; in aggiunta divengono fragile preda degli attacchi di panico, fobie, ansie, nevrosi, psicosi e quant’altro. Pietro Lombardo “Il Ponte” pag. 28: “Non accettare una parte di sé comporta l’estraniamento di tale elemento, che, come un espulso dal suo territorio, continuerà a lottare per fare rientro. Occorre sapersi accettare, incontrando la nostra – zona d’ombra – la parte ferita della nostra esistenza. L’integrazione fa sì che un individuo costruisca la sua personalità attorno ad un nucleo sano, il suo “Vero Sé”.

 

      

 

La signora Coulter dice di essere la madre di Lyra, mentre il padre è lord Asriel. Dopodiché Lyra dona alla signora Coulter una scatola. La donna, pensando che nella scatola si trova la Bussola d’Oro, la apre… e viene punta da un insetto meccanico che la fa addormentare. Lyra fugge via: La signora Coulter che apre la scatola e viene punta da un insetto meccanico, è la persona che rifiuta gli insegnamenti divini, ma che tuttavia si illude che nel proprio cuore (scatola) ci siano essenze positive e benevole. Ma come possiamo pensare che chi rifiuta Dio, possa avere nel proprio cuore… sentimenti di verità, amore, temperanza, carità, perdono, purezza e pace? Ecco che il sonno che afferra la mente della signora Coulter, è il torpore spirituale e la cecità mentale, che abbranca quanti mettono il proprio Io al posto di Dio. L’insetto meccanico effigia altresì Satana, il quale se scorge un cuore privo di amore per Dio e per il prossimo, instilla il suo veleno micidiale. Un veleno che intorpidisce e confonde la mente dei suoi schiavi. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 19 Ottobre 2008: “Se uno (signora Coulter) rifiuta Me, Dio, diviene schiavo del Mio nemico (insetto meccanico) che si prende gioco di lui, entra nel suo cuore (scatola) e lo rende di pietra, entra nella sua mente e la confonde tutta. Guai all’uomo che si è lasciato asservire da questo terribile padrone!”. È altresì interessante aggiungere, che nel racconto ci viene detto che all’interno dell’insetto meccanico, si trova uno spirito maligno. Lo stesso avvenimento avviene a coloro che fanno permanere nel loro cuore (scatola), i pensieri colmi di razionalismo, eresie, menzogne, egoismo; in realtà ognuno di questi eventi, è come un insetto meccanico che porta con sé nel proprio intimo, una particella di Satana. Non a caso Satana, essendo intelligentissimo e furbissimo, utilizza le parole e concetti colmi di menzogna, aberrazione, individualismo, razionalismo ed eresie, per penetrare nei cuori delle persone e confonderli; naturalmente con l’intento di far perdere la Fede e le virtù, a quanti seguono le sue asserzioni maligne. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 18 Febbraio 2007: “…questa Umanità presente deve svegliarsi dal suo torpore, il pungiglione del nemico (insetto meccanico) ha agito su molti e continua a farlo, l’uomo nel torpore (signora Coulter) non sente, non vede che le cose del suo tiranno, è uno stolto che non capisce e neppure vuole capire”.

Per finire, come sovente esposto nei precedenti articoli, se si rifiutano le luci sapienziali dello Spirito Santo (Luce chiamata Polvere), non si può pretendere di possedere la luce di Dio, la quale come una Bussola (Bussola d’Oro) ci indica la strada più giusta e corretta da seguire, per raggiungere il Paradiso.

 

                    

 

I genitori (signora Coulter) che cercano in tutti i modi di plasmare i figli (Lyra) come fossero burattini, in realtà hanno un cuore (scatola) “spento” …che dorme. Tutto ciò è avvenuto perché il razionalismo, i preconcetti, le false credenze introiettate (insetto meccanico), li hanno resi schiavi delle loro idee fallaci. Quindi non è facile per i figli (Lyra), esporre le proprie osservazioni e verità a quanti non sanno avere il discernimento necessario ed empatia, per capire ed immedesimarsi nel prossimo. Sostanzialmente, ci sono persone che tengono nella “scatola” del proprio cuore, la bussola della verità, dell’amore, dell’empatia. Altre che tengono segregate nel loro cuore, gli orribili “insetti meccanici” del razionalismo, della menzogna, dell’invidia, egoismo e superbia.

 

 

Lyra manomette il macchinario, e i bimbi fuggono via. L’orso Iorek viene in loro aiuto, contro i guardiani ed i loro Daimon lupi. Anche le streghe li aiutano a fuggire via. Lyra si dirige con i suoi amici, dal padre: Quando si ha compreso di essere stati ingannati da Satana e dai suoi accoliti, ecco che si devono allontanare tutte le eresie e menzogne immagazzinate nella nostra memoria. Questo evento lo percepiamo da Lyra che distrugge il macchinario che divide i bimbi dai Daimon. E non ci deve meravigliare che Satana ed i suoi servi, vedendo che cerchiamo di rifiutare le loro menzogne, comincino a perseguitarci e calunniarci (guardiani e i loro lupi Daimon). In questi momenti, occorre pregare Maria santissima ed i nostri angeli e santi protettoti, i quali ci verranno subitamente in soccorso. Nel racconto vengono tutti effigiati dalle figure delle streghe e dell’orso Iorek. Mentre Lyra che si dirige da suo padre, ci ricorda che dopo aver allontanato i vizi e le eresie, occorre volgere la nostra attenzione al Padre celeste: Dio.

Per sconfiggere il “Falso Sé” edificato nel corso della propria vita, occorrono molteplici aiuti e sostegni. È conveniente innanzitutto prendere coscienza di ciò che ci è avvenuto nel passato, recuperare le armature psichiche (armatura dell’orso Iorek) e mentali abbandonate, armarsi delle cognizioni psichiche (Bussola d’Oro) necessarie per abbattere la false personalità, una forte dose di buona volontà, persone amiche ed empatiche (streghe, Lee Scoresby, orso Iorek) che ci aiutano a riscoprire i veri valori ed a sviluppare una corretta identificazione. Necessita anche ritrovare la propria reale identità (Daimon) assopita nell’inconscio, e naturalmente distruggere le impalcature mentali (macchinario che divide i bimbi dal loro Daimon) colme di menzogne, che abbiamo assimilato nel passato.

 

 

Il Magisterium desidera controllare tutti, sia nel loro mondo che negli altri mondi. Al contrario, Lyra conferma che devono aiutare i bimbi senza Daimon: E mentre i ribelli a Dio desiderano assoggettare il prossimo ai loro pensieri colmi di razionalismo ed aberrazione, ecco che tutti coloro (Lyra e i suoi amici) che seguono con amore ed umiltà Gesù (Luce chiamata Polvere), aspirano ad aiutare il prossimo nel ritrovare la Fede e le virtù. Con l’intento di ristabilire un equilibrio interiore, tra l’Io e la propria anima (Daimon).

 

 

Il Magisterium raffigura le persone che con tutti i mezzi, cercano di controllare il prossimo, proprio perché non hanno una loro reale personalità ed identità. E come abbiamo espresso precedentemente, quando non si possiede un “Vero Sé”, si diviene privi di difese psichiche adeguate, e quindi si diventa fragili e sospettosi di tutto e di tutti. Questa gracilità interiore, si cerca di dominarla costringendo il prossimo a comportarsi in modo conforme alle proprie aspettative e desideri personali. Pietro Lombardo: “Più noi siamo bloccati dal senso di colpa e dal bisogno di controllare, meno saremo liberi e capaci di trovare la nostra identità più profonda”.

I bambini senza Daimon come abbiamo visto, illustrano i fanciulli privi di una reale identità. Questo è avvenuto proprio a causa di genitori che hanno fatto di tutto per reprimere i reali sentimenti, pensieri ed emozioni dei propri discendenti. Carl Rogers “Un Modo di Essere” pag. 189: “Gli spontanei sentimenti di un bambino, le sue attitudini reali, sono stati così spesso disapprovati dai suoi genitori (signora Coulter) e da altri, che egli ha finito con l’introiettare questo stesso orientamento, e col sentire che le sue reazioni spontanee e il Sé che egli concretamente è, costituiscono una persona che nessuno potrebbe amare”. In questo contesto, ecco che Lyra che vuole aiutare i bimbi senza Daimon, è la persona che desidera aiutare quanti non hanno una reale identità, a trovarne una. Invero, Lyra è la persona che è riuscita a recuperare memoria delle sofferenze, patimenti e deprivazioni affettive vissute nella propria infanzia, e con tutte le sue forze e conoscenze, cerca di aiutare coloro che stanno sperimentando ciò che lei ha vissuto.

 

Frasa.