Casella di testo:

Cars

Frasa

 

Saetta che non possiede molti amici, è la persona troppo narcisistica che proprio per il suo voler decidere tutto da sola, allontana da sé il prossimo. E il non possedere dei fari concreti, è un’allegoria del narcisista che non ha discernimento nel percepire il mondo circostante con una visione realistica. Non a caso, un fanciullo che ha dovuto edificare da solo la propria identità, perché non ha avuto supporto e aiuto dai propri familiari, con il passare del tempo farà germogliare nel proprio intimo, un sentimento di onnipotenza narcisistica, che gli farà osservare il mondo circostante da…

 

 

CARS

 

Le macchine fanno una gara chiamata Piston Cup. Saetta McQueen proferisce che vuole lavorare da solo, e non ascolta il consiglio che gli viene dato nel cambiare le gomme. Infine Saetta, nel corso della gara, buca le gomme: Opera scritta dalla Divina Sapienza del 24 Marzo 2004: “Se tu non vuoi non forzo la tua volontà, la tua debolezza diverrà insostenibile perché da solo nulla puoi fare, occorre il Mio Aiuto. Quale bimbetto può dire alla madre: Non ho bisogno di te, faccio da solo? - Certo nessuno farebbe questo, nessuno direbbe tali parole. Il piccolo dice alla madre col suo pianto: Ho bisogno di te, aiutami- Figli cari, consideratevi tutti come bimbetti e chiamateMi, non desidero altro che venirvi incontro ed accogliervi tutti, tutti, proprio tutti tra le Mie Braccia”. Saetta è la persona che durante la propria esistenza terrena (corsa di auto), si rifiuta di chiedere sostegno ed aiuto a Dio. E così facendo, respinge e rigetta i consigli elargiti dallo Spirito Santo, il quale cerca di ammonire le persone sui pericoli che ognuno deve affrontare nella vita terrena. Insomma, molte volte noi esseri umani pensiamo di bastare a noi stessi, e con presunzione rifiutiamo gli amorevoli inviti di Gesù di agire con amore, prudenza, fede, temperanza e giustizia. Ed ecco che Saetta che buca le gomme, è l’individuo che avendo ripudiato i consigli e suggerimenti provenienti da Dio, precipita nel peccato. E come ormai sappiamo con discernimento, chi pecca allontana da sé il Signore, e di conseguenza percepisce nel proprio intimo una sensazione di disagio e solitudine; anche se all’apparenza sembra che tutto scorra liscio come l’olio. Le stesse medesime sensazioni che sperimenta Saetta, nel comprendere di essere solo e senza amici. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 28 Giugno 2006: “…non sia più in pena l’anima tua per coloro che soffrono avendo rifiutato il Mio Amore, essi gemono nella solitudine che hanno voluto: questa è la loro scelta che Io rispetto”.

 

 

Nel versante analitico, Saetta è un’allegoria del fanciullo che nel percorso personale di crescita psichica, ha dovuto formarsi e svilupparsi senza un aiuto proveniente da figure familiari amorevoli ed empatiche. Difatti, sovente si dimentica che il bambino non ha solo necessità di cibo fisico, ma ha altresì bisogno di “cibo e nutrimento” mentale e affettivo. Dare il latte e la pappa al fanciullo e poi non donargli attenzione, benevolenza o comprensione, predispone il bambino ad una crescita mentale deviante e deformata. Tra i molteplici meccanismi difensivi che il fanciullo può mettere in atto, sussiste il meccanismo difensivo del voler supplire alle carenze affettive, mediante un potenziamento del proprio Io decisionale; che consiste nel voler fare tutto da solo, senza ascoltare i consigli di altre persone. Questo proprio perché il bimbo per poter sopravvivere ad un ambiente ostile e colmo di deprivazioni affettive, sviluppa il proprio potere decisionale in maniera esasperata, il quale finisce per sostituire la figura del genitore malevolo od emotivamente assente. Nel lungometraggio animato questo avvenimento psichico, ci viene descritto da Saetta che si propone di fare tutto da solo. Donald Winnicott “La Famiglia e lo Sviluppo dell’Individuo” pag. 46: “È l’ambiente che fa sì che il fanciullo si sviluppi; e in difetto di idonee condizioni ambientali lo sviluppo personale del fanciullo non può aver luogo, ovvero sarà deformato”.

 

 

Saetta è vanitoso e non vuole che i componenti della sua squadra lo infastidiscono, mentre lo fotografano. Alla fine i componenti della sua squadra, se ne vanno via indignati: Lettera Efesini cap. 4 vers. 17-19: “Questo dunque dico io, e vi scongiuro nel Signore, di non vivere più come vivono i Gentili nella vanità della mente loro, che ottenebrati nell'intelligenza, sono fatti estranei alla vita di Dio, per l’ignoranza che è in loro per via dell'indurimento del loro cuore; essi, perduto ogni sentimento si sono dati alla dissolutezza, sì da operare ogni impurità nella loro cupidigia di possesso”. Saetta è un’immagine figurata dell’individuo vanitoso e tracotante, che opera ed agisce solo per avere beni materiali o per ottenere gli applausi delle folle. Questo evento sovente viene appreso già nella tenera età nel proprio habitat familiare, dove si scorgono genitori e educatori che spingono i fanciulli ad agire ed operare in conformità alle esigenze del mondo edonista e festaiolo. Questo lo possiamo riscontrare in ambienti familiari dove i genitori sgridano e puniscono i discendenti in maniera troppo coercitiva, e dove i figli sono costretti a prestare interesse ad eventi banali quanto velleitari, come feste e ricevimenti. Mentre gli stessi genitori non prestano attenzione alle virtù che possiedono i propri discendenti, né tantomeno alla preghiera. Figure genitoriali che senza indugio non si scompongono, quando percepiscono che i propri figli disertano i Sacramenti e la Chiesa. In conclusione, cosa ci aspettiamo da una generazione di individui che non sanno pregare, amare, ringraziare Dio dei doni ricevuti, perdonare, pazientare, sperare? La risposta la troviamo nei lugubri trafiletti di cronaca nera. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 14 Agosto 2006: “…la Mia Voce parla nel loro cuore, ma essi non ascoltano perché sono turbati e lontani da Me con la mente: pensano, pensano, ma non a Me; cercano, cercano, ma non il Mio Amore; inseguono le vanità del mondo, le sue follie, ecco, amata, perché non chiedono a Me; ecco perché non bussano alla Mia porta; non cercano, quindi non hanno. Ogni uomo è chiamato a fare le sue scelte ogni giorno per tutto l’arco della vita sua: quello che vuole ha. Se fa scelte assennate si trova poi a raccogliere buoni frutti, se fa scelte stolte raccoglie la rovina”.

 

 

Ecco che il fanciullo che ha dovuto sviluppare un Io eccessivamente indipendente, crescendo rischia di divenire narcisista. E con un temperamento narcisista si rischia di non prestare ascolto ad amici, parenti o persone con cui si lavora. Ed altresì quando si crea e forma una famiglia, non si presta ascolto e considerazione alle esigenze psichiche e morali dei propri partner e dei propri figli. Invero, anche i discendenti possono essere utilizzati come propri e veri “strumenti” per accrescere la propria autostima; senza tener conto della loro sensibilità e soggettività. Ed ecco educatori che vestono i figli come fossero manichini impagliati, oppure che li condizionano a comportarsi in maniera troppo formale, a rischio di farli divenire dei fantocci. Pietro Lombardo: “Queste famiglie possono essere ossessionate dalle buone maniere e insegnare senza tregua ai loro membri a comportarsi bene, educatamente, a fare buona impressione e dunque in questa famiglia non c’è la possibilità di esercitare il proprio diritto di critica, di diversità, di libertà”. E per corollario a queste disposizioni, ecco spuntare fuori le sgridate, botte e impetuosità di ogni genere. Come possiamo ben immaginare, questo comportamento ostile può condurre le persone ad allontanarsi emotivamente e psicologicamente dalle figure familiari. Esattamente come Saetta quando si allontana dal suo manager; il quale presta più attenzione al denaro che Saetta gli fa guadagnare, che alle sue esigenze morali, spirituali e psichiche. Pietro Lombardo: “Ci sono persone che ricercano cose materiali, denaro… nella speranza che possano dar loro un senso di valore. Altre, diventate genitori, nella relazione usano i figli per soddisfare i loro bisogni narcisistici; cercano di avere dai propri bambini quell’amore e quell’ammirazione straordinaria, che non hanno potuto avere dai genitori originali”.

 

 

Gli amici di Saetta asseriscono che gli serve un caposquadra ed un team, poiché non può vincere senza tutto ciò: Gli amici di Saetta sono i veri credenti che suggeriscono, a quanti rimangono immersi nel proprio egoismo ed orgoglio, che non si può percorrere la via del bene, dell’equità e della giustizia, se non ci si fa aiutare dal Signore, dai suoi insegnamenti e dai Sacramenti. Come Gesù ha espresso nei Vangeli, senza il suo aiuto noi esseri umani non possiamo produrre frutti di vita eterna. Invero, la gara che compie Saetta, è la “gara” della vita terrena, dove per vittoria si intende il raggiungimento del Paradiso; è quindi necessario adoperare tutti gli strumenti che Gesù ci ha saggiamente e amorevolmente devoluto, per vincere il combattimento contro i vizi, le passioni e le tentazioni. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 11 Maggio 2008: “Io, Io, Dio, lascio fare, spesso non intervengo, l’uomo deve giungere, attraverso la sua esperienza, deve giungere a capire che, senza di Me fatica molto, si affanna molto, corre molto, ma non conclude, si trova, alla fine, nelle mani un pugno di polvere”.

 

 

Saetta è la persona che prende le proprie decisioni, senza tener conto del parere ed opinioni del prossimo. Questo atteggiamento altamente narcisistico, può condurre l’individuo a percepire il mondo circostante sulla base delle proprie percezioni ed esigenze soggettive; escludendo a priori qualunque altra realtà che non si conformi con i propri desideri ed aspirazioni egoistiche. Come possiamo ben presagire, un atteggiamento del genere provoca una deformazione e deturpazione della realtà. Il lungometraggio in ultima analisi, ci permette di prendere coscienza del fatto che è necessario e doveroso prima di prendere una decisione, confrontarsi con consapevolezze e conoscenze elargite da altre persone. Confrontarsi con quanti hanno un’esperienza maggiore di noi; insomma occorre valutare le informazioni che si possiedono, e con quelle che detengono altre persone. In altre parole, come riscontrato da numerosi studiosi, la nostra mente spesso elabora le informazioni mediante un apparato mentale totalmente personale, che può decifrare ed interpretare gli eventi e circostanze della propria esistenza, in maniera soggettiva e non oggettiva. E così, a volte capita che noi esseri umani deformiamo le informazioni ricevute, ed altresì le reprimiamo nell’apparato mnemonico inconscio. Questo evento psichico avviene soprattutto se le informazioni che riceviamo, sono dolorose o negative. John Bowlby “Attaccamento e Perdita” pag. 74: “…l’informazione che ha maggior probabilità di venire esclusa, è quella di tipo tale da aver provocato in passato nella persona interessata, una sofferenza più o meno accentuata”. In ultima analisi, per avere un’informazione più ampia e aderente alla verità, occorre ascoltare coloro che detengono altre informazioni, che sono divergenti dalle nostre. In questo modo ogni decisione che si prende, sarà più completa, precisa e più aderente alla realtà. Pietro Lombardo: “È molto importante avere questa visione di tipo sociologico, in cui dichiariamo che c’è questa crisi paterna, questa crisi del ruolo del padre. È stato messo in crisi il principio stesso dell’autorità, affermando il diritto dell’individuo ad affermarsi in termini soggettivi, senza avere un riscontro oggettivo della propria affermazione. Il riscontro oggettivo è l’altra sponda, dove c’è una libertà dall’altra parte dovrebbe esserci la responsabilità, perché la libertà non può mai essere slegata o dissociata dalla responsabilità”.

 

 

Si deve fare uno spareggio, tra i tre primi arrivati in ex-aequo. Saetta comprende di non avere molti amici. Inoltre Saetta non possiede dei fari veri, ma ha dei fari posticci: 1a S. Giovanni cap. 1 vers. 5-7: “Ora l'annunzio, che da Lui abbiamo udito e trasmettiamo a voi, è questo: che Dio è luce e in Lui non vi sono tenebre. Se diremo di aver società con Lui e camminiamo nelle tenebre, mentiamo e non mettiamo in pratica la verità. Se invece camminiamo nella luce, come anch'egli è nella luce, abbiamo società scambievole, e il sangue di Gesù Cristo suo Figliuolo ci purifica da ogni peccato”. Saetta che possiede dei fari posticci, è un’allegoria della persona che non possiede nel proprio cuore, la luce proveniente dallo Spirito Santo; e che quindi vive la propria esistenza nelle tenebre del peccato e della disobbedienza a Dio. E quando non si possiede un vero e reale discernimento della realtà che ci circonda, ecco che ogni evento che si compie lo si percepisce e avverte in maniera imprecisa ed abbozzata. Prendiamo come esempio il dolore. Di fronte a questo scoglio, la mente umana geme e si flette verso la disperazione. Solitamente i patimenti sono vissuti con asprezza e paura. Senza pensare che sovente proprio nel dolore, le persone iniziano a divenire più misericordiose nei riguardi del prossimo, e cominciano a sviluppare l’empatia. Insomma, senza la luce che proviene da Dio, siamo come talpe che ricercano la verità in essenze erronee e colme di razionalismo, ed altresì percepiamo la realtà in maniera monocromatica e senza sfumature. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 18 Novembre 2007: “Amata sposa, se il momento è forte e la fatica del vivere cresce, non temere, per chi Mi appartiene ci sono le Mie Forze, c’è la Mia Luce che rischiara la strada. Perché tremi sapendo che nel Mio Cuore tutto troverai ciò che serve?”.

 

 

Saetta che non possiede molti amici, è la persona troppo narcisistica che proprio per il suo voler decidere tutto da sola, allontana da sé il prossimo. E il non possedere dei fari concreti, è un’allegoria del narcisista che non ha discernimento nel percepire il mondo circostante con una visione realistica. Non a caso, un fanciullo che ha dovuto edificare da solo la propria identità, perché non ha avuto supporto e aiuto dai propri familiari, con il passare del tempo farà germogliare nel proprio intimo, un sentimento di onnipotenza narcisistica, che gli farà osservare il mondo circostante da una sola prospettiva soggettiva, escludendo a priori qualunque coinvolgimento di altre persone, soprattutto nel momento che deve valutare o prendere una decisione. E la persona che vuole adocchiare la realtà confinante esclusivamente valutandola con i propri mezzi percettivi, inevitabilmente smarrisce la realtà dei fatti. Riassumendo, per comprendere con discernimento ed autenticità gli eventi della vita, occorre non solo il nostro pensiero soggettivo, ma necessita verificare le informazioni ricevute con l’aiuto di familiari, amici e studiosi di cui ci si può fidare. Al contrario, rischiamo di percepire una realtà distorta, monocromatica e priva di qualsiasi vero discernimento. Pietro Lombardo: “Il discernimento è il riconoscere il bene dal male, e il saper riconoscere tutto ciò che mi costruisce come essere fedele a me stesso; allora mi dilato, mi riempio di ogni bene! Mi costruisco sulla roccia, la roccia in scalfibile dell’essere autentici. Nessuno potrà mai scalfire la nostra autenticità”.

 

 

Saetta dichiara al suo camion da rimorchio chiamato Mack, di non riposare fino alla destinazione prestabilita; nonostante egli sia stanco. Il tutto per arrivare prima dei concorrenti. Infine Saetta viene sbattuto fuori nell’autostrada: A volte proprio come Saetta, compiamo gesti ed azioni che riteniamo importanti, solo per crederci superiori e migliori del prossimo; e così tutto il nostro tempo lo investiamo in lavori, studi ed esperienze complesse e faticose. Una vita impegnatissima e colma di eventi mondani, solo per il gusto e piacere interiore di sentirci dire dal prossimo che siamo abili, degli studiosi e dei gran lavoratori. Il tempo intanto scorre veloce… e non abbiamo prestato alcuna attenzione alle esigenze della nostra anima, la quale attende nei meandri dell’inconscio, un gesto di attenzione ed amore. Ecco che nasce e germoglia la stanchezza del vivere, e si percepisce un vuoto esistenziale che non si capisce da dove provenga. Alcune persone cominciano ad avere problemi psichici, a sentirsi svuotati e a disperare. In questi casi occorre volgere il proprio sguardo interiore a Dio, alla preghiera e ai Sacramenti. Altrimenti nessun evento mondano, nessuna laurea, nessun lavoro gratificante che sia, ci faranno sentire appagati e pacificati.

Opera scritta dalla Divina Sapienza del 13 Maggio 2008: “Figli, chi si vuole tenere lontano dalla luce e brancola nel buio, certo inciampa e cade, colui che invece vive nella luce vede dove procedere e non cade. Dio è Luce, Dio vuole donare la Sua Luce ad ogni uomo; perché, figli amati, perché in così grande numero rifiutate il Suo Dono?”. Saetta che precipita dal suo camion, è la persona che priva della luce che proviene dallo Spirito Santo, sprofonda nel peccato, nell’eresia e nell’errore. Ed ecco che la luce della Grazia santificante scompare, e la persona rimane sola con se stessa, nel buio profondo del proprio egoismo e superbia. Un buio caliginoso che fa percepire una strana sensazione di solitudine e vuoto interiore. Tutte sensazioni che a volte conducono le persone a divenire assetate di sesso o droghe, per placare ed allontanare queste sensazioni sgradevoli. Teresa d’Avila “Il Castello Interiore” pag. 216: “È per noi molto importante, sorelle, non figurarci la nostra anima come qualcosa di oscuro. Ordinariamente crediamo che non esista altra luce se non quella che vediamo materialmente, e siccome l’anima è invisibile, immaginiamo che in essa vi sia una certa oscurità. È così per le anime che non sono in Grazia, ve lo confesso, e non per difetto del Sole di giustizia, che è in esse come datore dell’essere, ma per l’incapacità in cui si trovano di ricevere la luce”.

 

                  

 

Saetta che obbliga il suo camion da rimorchio di non riposare, è un’immagine figurata della persona narcisistica, che compie sforzi mentali notevoli per mandare avanti la propria struttura psichica. In parole povere, coloro che non hanno stima di se stessi e che hanno sviluppato una personalità fittizia e non conforme alla loro reale identità, utilizzano una notevole quantità di energia mentale per mantenere lo status quo della loro personalità irreale. Ecco spiegato uno dei motivi del perché alcuni individui, si spossano facilmente e si sentono perennemente sotto stress.

Saetta che cade fuori dal camion, è l’individuo che ha una bassa stima di se stesso, e che quindi pressato da circostanze esterne troppo gravose, cade in uno stato di angoscia e nevrosi. In pratica esce fuori dallastrada” della positività, e si sente depresso, solo e con poca fiducia in se stesso e nelle proprie facoltà. Difatti nel lungometraggio si può osservare come il menager di Saetta sia distante, freddo e privo di vero amore per Saetta. Mentre al contrario il manager è incentrato solo ed esclusivamente dal successo di Saetta; esattamente come un genitore egoista e vanaglorioso, utilizza il figlio come fosse un “utensile” da predisporre a suo piacimento; senza considerare le emozioni, esigenze psichiche ed emozionali del figlio. In questo modo il fanciullo cresce con una poca stima di se stesso, ed è portato a rigettare tutto ciò che il genitore egoista asserisce e dichiara. In conseguenza di ciò, ecco che il discendente proverà nei futuri rapporti interpersonali, stati di ansia, insicurezza e poca fiducia nel prossimo. In aggiunta, il fanciullo cresciuto in un ambiente familiare ostile e di rifiuto, crescendo devierà dalla retta ed equa “strada” della crescita personale, e rischierà di modellare un “Falso ”, una personalità fittizia ed irreale, che non corrisponde minimamente alla concreta personalità dell’individuo. Pietro Lombardo: “Se mia madre mi valorizzava, ha creato in me una dose d autostima e riconoscimento positivo, che è diventata come una riserva nei momenti di carestia. Se invece i genitori, maestri (menager di Saetta) ecc. hanno dato carezze negative, ci si sente immeritevoli di amore e stima. Oppure ci si sente presi in giro, e non si crede che il prossimo dica la verità; c’è il rigetto della positività. Tutto ciò ci fa comprendere che in queste persone, sono entrate delle sostanze tossiche che avvelenano la nostra identità, rendendola inadeguata”.

 

 

Infine Saetta giunge in una piccola cittadina chiamata Radiator Springs, e distrugge parte dell'asfalto stradale. Saetta tra le altre cose, conosce Cricketto un simpatico camion: Opera scritta dalla Divina Sapienza del 29 Marzo 2008: “Eletti, figli tanto amati, Dio vi ha scelti ad uno ad uno per una grande missione nel mondo; non voi avete scelto Dio, ma Egli ha scelto voi e vi ha posti nel mondo come le sentinelle del mattino che operano attivamente al servizio di Dio e dei fratelli. Capite, figli cari, quale sublime missione Dio vi ha dato?”. Saetta che distrugge parte della strada di Radiator Springs, raffigura l’individuo che è privo di Fede, e che nel corso della propria esistenza terrena, distrugge in sé la Grazia (strada); che altro non è che l’unione con Dio. Ed altresì Saetta è la persona che annienta le aspettative e la missione (strada), che Dio gli ha donato. Non dobbiamo difatti dimenticare, che il Signore ha per ognuno di noi un progetto di amore, che si dispiega e manifesta mediante i donativi che ci ha elargito sin dalla nascita. Donativi che altro non sono che le facoltà e peculiarità che possediamo, come l’intelletto, i doni fisici – morali e spirituali inerenti il nostro lavoro, il tempo, la salute, la famiglia e società in cui viviamo. In sostanza, se la persona accetta di buon grado di seguire i piani di amore che Dio gli ha concesso, ecco che si possono compiere opere meravigliose che portano in noi e nel prossimo… pace, crescita, benessere e amore. Al contrario, se ci rifiutiamo di seguire le amorevoli aspettative e progetti che Dio ha su di noi, porteremo in noi e nell’ambiente in cui viviamo… desolazione, corruzione, disperazione, depravazione e falsità; tutte essenze negative simboleggiate nel lungometraggio animato, da Saetta che distrugge la strada. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 3 Maggio 2008: “Figli cari, se Dio vi ha scelto ad uno ad uno, chiamandovi per nome, vi dà ciò che serve per compiere la vostra missione. Siate forti in Dio, coraggiosi in Dio, pensate alle grandi cose che fecero i santi; forse che tanto fecero con le loro sole forze? Non fu Dio ad operare con Potenza in loro? Se Dio sceglie per una missione, sempre Egli guida per portarla a pieno compimento”.

 

 

Saetta che giunto a Radiator Springs distrugge parte dell’asfalto stradale, è la persona che avendo vissuto in un ambiente familiare disfunzionale e privo di vero amore, comprende di aver annichilito la propria “strada” personale, il proprio diritto ad esistere come persona unica ed irripetibile. In breve, anche se in maniera inconscia, la persona mistificata e che ha dovuto costruire un “Falso ”, comprende nel proprio intimo di non essere completo e di non aver realizzato appieno le proprie facoltà e potenzialità soggettive. Ecco che interiormente aumenta ed accresce della rabbia e del disagio, rivolti sia verso se stessi che verso il prossimo.

 

 

Sally convince il giudice della cittadina di Radiator Springs, a far si che Saetta ripari i danni fatti alla strada. Difatti senza la strada, tutta la cittadina si fermerebbe, impedendo alle persone di lavorare: A volte accade che ci piovono addosso sofferenze e disagi senza un’apparente motivo; ma chi ha la luce interiore dello Spirito Santo, sa bene che le prove della vita hanno molteplici funzioni. I patimenti non servono solo a salvare le anime nostre e dei nostri cari, ma vengono utilizzate da Dio per espiare gli errori e mancanze compiute sia da noi, che dal prossimo. Il tutto per evitare od attenuare i fuochi ardenti del Purgatorio. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 12 Novembre 2005: “…anche la giustizia umana sottomette colui che sbaglia ad una pena proporzionata all’errore commesso, capisca, quindi, ognuno, che deve sempre riparare al suo errore ed accettare con pazienza la prova alla quale Io, per Amore, lo sottopongo”.

Oltre al resto, occorre aggiungere che le persone che non seguono il percorso d’amore che Dio gli ha indicato, rischiano di rovinare e distruggere con solo se stessi… ma anche il prossimo. Ad esempio, un genitore che non va a Messa e che non prega, spingerà i discendenti a divenire individui che non sanno cosa significhi essere casti, benevoli, misericordiosi, sinceri, caritatevoli, temperanti, prudenti. Esattamente come ha agito Saetta, questi genitori distruggono se stressi e le possibilità al prossimo, di realizzare i progetti ed aspettative che Dio ha in serbo per loro. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 20 Maggio 2008: “L’uomo superbo non nuoce a Dio Altissimo, perché a Lui nulla si può aggiungere e nulla togliere, essendo Perfetto in Sé Stesso, il superbo è colui che nuoce a sé stesso: egli va sulla strada dura della rovina sua e talora del suo prossimo”.

 

 

Privati della vera “strada”, che altro non è che un’allegoria del proprio “Vero Sé”, ecco che tutta la vita diventa distorta e si cominciano a compiere opere non adeguate alle proprie attitudini e abilità. Per esempio, un figlio che per accontentare e non deludere le aspettative genitoriali, diventa un avvocato, mentre interiormente desiderava fare il pasticcere, inevitabilmente con il passare del tempo il lavoro da avvocato gli diventa stressante, troppo laborioso ed inappagante. E si va al lavoro con scarsa fiducia, con una rabbia repressa, ed altresì si rischia di divenire nevrotici, scostanti, irritabili; e non si compie il proprio dovere con quella attenzione ed empatia verso il prossimo, che bisognerebbe avere in casi delicati e spesso dolorosi, come chi deve assistere persone che necessitano di aiuto non solo giuridico ma emotivo.

 

 

Dopo le prime riluttanze, nel sapere di dover ricostruire la strada che ha rovinato, Saetta scommette con Doc che se vince una gara, Saetta finirà di riparare la strada. Saetta vuole riuscire a fare la curva sullo sferrato. Doc gli elargisce dei suggerimenti per superare la curva. Infine Saetta segue il consiglio di Doc, e riesce a superare la curva: Opera scritta dalla Divina Sapienza del 7 Novembre 2005: “Figli, il Regno di Dio è per gli arditi, solo gli arditi possono ottenerLo. Siate tutti arditi ed operosi specialmente in questo tempo nel quale pochi sono gli attivi per il servizio di Dio e molti i freddi che non si impegnano. Vi sta a cuore la sorte dei fratelli, spronate, aiutate, consigliate quelli che se ne stanno indifferenti nella più grande pigrizia e si illudono di ottenere tutto, dando niente”. Doc è un’immagine figurata di un buon Sacerdote, un amico o familiare, i quali cercano di far capire alla persona priva di Fede, che occorre riparare agli errori compiuti mediante un’azione concreta, che consiste non solo nel rimediare alle rovine compiute, ma altresì chiedere perdono a Dio con umiltà. Naturalmente il perdono a Dio consiste in una vera contrizione del cuore, e nell’accostarci al Sacramento della Confessione. L’evento interessante è il fatto che Doc riesce a convincere Saetta esclusivamente dopo che quest’ultimo non è riuscito a compiere una pericolosissima curva, mentre Doc c’è riuscito con facilità e destrezza. Da quanto appena espresso, possiamo asserire che l’esempio dei veri cristiani deve essere coerente con ciò che viene pronunciato a parole. È difatti inutile dire di amare Gesù e Maria, se poi detestiamo il prossimo, siamo viziosi, egoisti, lussuriosi, irosi e via dicendo. Il prossimo si converte non solo con le preghiere e sacrifici, ma anche con i comportamenti che possiedono i cristiani nell'essere coerenti verso i dieci comandamenti e le virtù. Non scordiamoci che i Sacerdoti dell’epoca di Gesù, erano considerati dei sepolcri imbiancati, sinonimo di incoerenza e ipocrisia. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 30 Gennaio 2006: “…questi uomini non sono graditi a Me e, quando Mi chiederanno qualcosa, non saranno esauditi: tristi, se ne andranno, riflettendo sul loro comportamento! Ogni giorno, chiamo l’uomo a fare delle scelte; quanti sono coloro che sono coerenti, nel farle? Dicono di essere Miei -cristiani-, fanno le scelte dei pagani ed adducono scuse di ogni genere. Amata sposa, costoro lacerano il Mio Cuore e non avranno parte alla Mia Festa”.

 

 

Saetta è la persona che comprende che deve riedificare e rimodellare la propria identità (strada), la quale a causa di carenze affettive e traumi infantili, si è sviluppata in maniera distorta e alterata. Per questo motivo Saetta chiede aiuto a Doc, immagine figurata di un bravo terapeuta, un amico, un santo sacerdote o un familiare comprensivo, che mediante un rapporto empatico e la propria esperienza personale, riesce a scorgere le problematiche della persona e a risolverle. Pietro Lombardo: “È importante nei traumi morali, fisici o psichici, costruire dei legami e condividere la propria vulnerabilità, con persone che ci capiscono”. E difatti Saetta mediante i consigli di Doc, riesce a comprendere cosa fare per superare la curva sferrata (problematiche psichiche). Esattamente come un buon terapeuta riesce a far capire all’analizzato, le cause che hanno cagionato e determinato dei traumi, e a come superarli. Pietro Lombardo: “Spesso non vediamo la possibilità di costruire una strada, che ci permette di uscire da una mappa interiore formata nell’infanzia, da altre persone. Occorre costruire la propria strada personale, senza essere influenzati da modelli o aspettative negative e inesatte, introiettate nel passato. A volte le strade tracciate da altri sono errate”.

 

 

 

 

Cricketto riesce ad andare in retromarcia, grazie a degli specchietti retrovisori. Cricketto enuncia a Saetta che un giorno gli piacerebbe volare su un elicottero; Saetta gli promette che lo aiuterà a realizzare il suo sogno: Opera scritta dalla Divina Sapienza del 20 Dicembre 2005: “Figli amati, certo che il dragone opera per ingannare, ma voi, figli, sapete quale è la strada da seguire, non può cadere colui che la segue perché la Luce di Dio illumina il cammino del credente. Figli amati, la preghiera sia la vostra forza; i Sacramenti la Guida per avere la sapienza, il discernimento, il consiglio”. Cricketto che riesce ad andare in retromarcia grazie a degli specchietti retrovisori, è un’allegoria della persona che possiede il dono del discernimento, e proprio per questo riesce a scorgere ed esaminare la realtà che lo circonda con precisione e capacità critica. Insomma, Cricketto è l’individuo che quando si trova di fronte a delle problematiche esistenziali, morali o psicologiche, riesce a districarsi tra le varie tematiche proprio perché si rivolge a Dio, mediante la preghiera, i Sacramenti e seguendo i suggerimenti evangelici. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 24 Maggio 2008: “…lo sai, perché negli intimi colloqui l’ho a te rivelato, che colui che tutto Mi appartiene ottiene in Dono un particolare discernimento che sa distinguere il vero dal falso, chi ritiene vero il falso e falso il vero è nella confusione e la confusione non viene certo da Me”.

Cricketto che sogna un giorno di volare su un elicottero, è il versante spirituale dell’individuo, che aspira ed agogna nel profondo del proprio cuore, di volteggiare nelle altezze della spiritualità. Mentre Saetta è un Io che finalmente ascolta i consigli e suggerimenti della propria anima, e cerca mediante il proprio libero arbitrio, di raggiungere questo meraviglioso traguardo.

 

 

Cricketto che riesce ad andare all’indietro grazie all’aiuto dei suoi specchietti retrovisori, è un emblema della persona che essendo riuscita a formare e sviluppare un’identità equilibrata, riesce nei momenti di difficoltà e nelle traversie (andare all’indietro) della vita, a superarle con agevolezza e destrezza. Cosa ancora non possibile a Saetta, il quale ancora non possiede gli specchietti retrovisori. In effetti Cricketto che con facilità riesce ad eseguire favolose manovre di retromarcia, è l’individuo che nella propria infanzia è riuscito a rispecchiarsi in maniera ottimale, con le proprie figure genitoriali. In effetti non solo il fanciullo ha bisogno di figure genitoriali con cui identificarsi, ma ha anche necessità di educatori che sappiano rispettare la sua soggettività. Margaret Mahler “Le Psicosi Infantili” pag. 32: “Il metodo primario di formazione dell’identità, consiste in un rispecchiarsi reciproco durante la fase simbiotica. Questo rispecchiarsi narcisistico, reciproco e libidico, rinforza la delineazione dell’identità con un ingrandimento e una reduplicazione, una specie di fenomeno di eco”.

Mentre Cricketto che ha desiderio di volare su un elicottero, ci evidenzia il fatto che in realtà in questo contesto narrativo, Cricketto è l’essenza più profonda della persona mistificata, la quale osservando coloro che sono se stessi e che possiedono una vera personalità, aspira in futuro di divenire libero (volare) da imposizioni mentali e da una personalità fittizia. Questo evento avviene anche in maniera del tutto inconscia. In sostanza, quanti non sono riusciti ad evolvere con equilibrio e libertà espressiva la propria reale identità, inconsapevolmente desiderano volare nelle altezze della autenticità e della spontaneità.

 

 

Saetta scopre che Doc si chiama Hudson Hornet, ed è stato per ben tre volte un grande campione di Piston Cup. Sally porta Saetta a fare un giro nei dintorni della cittadina di Radiator Springs, e insieme corrono felici in una strada circondata da alberi e da una meravigliosa cascata. Dopodiché giungono nel luogo d'incontro più famoso della Strada Madre, e Sally afferma che prima di giungere in quella cittadina, era un avvocato ricco e famoso; ma non era felice. Sally inoltre aggiunge che non è tornata nella sua città, perché si è innamorata del meraviglioso paesaggio di quel luogo; e infine dichiara che non sanno quello che si perdono, coloro che non frequentano quel luogo: Doc che ha vinto in passato per ben tre volte la Piston Cup, simboleggia il vero credente che ha avuto vittorie spirituali nella propria vita, proprio perché ha seguito la Santissima Trinità (tre vittorie della Piston Cup). Non a caso, tutti coloro che vivono sotto lo guardo amorevole di Dio e dei suoi insegnamenti, anche nelle avversità della vita, nelle vittorie come nelle sconfitte, non perdono mai la speranza e la sicurezza che un giorno raggiungeranno serenità e pace, insieme a Dio. Proviamo ad osservare l comportamenti dei Santi e Profeti di tutti i tempi, e scopriremo che nella gioia come nel dolore, non hanno mai perso la Fede e Speranza in Dio.

La strada circondata da alberi mostrata da Sally a Saetta, illustra l’anima di una persona, che mostra al proprio Io, la meravigliosa “strada” della sapienza Divina e delle virtù; le quali producono una sensazione interiore di contentezza e pacificazione, che nessun’altra cosa mondana può elargire. Suor Gesualda Santa Gemma Galgani” pag. 206: “Quegli alberi sono le altre virtù, e l’albero più alto e maestoso è la santa umiltà”.

Maria Valtorta “Quadernetti” pag. 105: “Maria, a te non fu data la fonte di Massabielle come a Bernardette, la fonte del miracolo per tutte le malattie dell’uomo. Ma ti è stata data la Parola divina, e la Parola divina è cascata che sana le malattie più pericolose dell’uomo: quelle dello spirito, quelle che più insidiano il Regno di Dio nel mondo e nei cuori”. La meravigliosa fonte che i nostri due eroi intravedono lungo il cammino, è un emblema dell’acqua spirituale che proviene dal cuore di Gesù. Fonte inesauribile per chi ascolta la parola di Dio e la mette in pratica. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 7 Marzo 2008: “Capisco sempre meglio il significato di questa sublime frase; se l’uomo si lascia condurre da Te, attinge solo alla Tua Sorgente di Acqua Pura e Limpidissima, non beve l’acqua tossica delle cisterne che il nemico mette sul suo cammino. Ti chiedo, Dolce Amore, Ti supplico: spariscano tutti i falsi seguaci del Tuo nemico astuto ed ognuno possa attingere soltanto l’Acqua Limpida e Pura che sgorga dalla Tua Fonte Inesauribile”.

Il luogo chiamato “Strada Madre” che al momento è desolato, simboleggia un cuore privo della Grazia, che proprio perché non vivificato dalle virtù e dai Sacramenti, rimane sconfortato e manchevole della linfa vitale che proviene dallo Spirito Santo. Invero, Sally è un’anima che suggerisce e riferisce al proprio Io (Saetta), che nonostante la ricchezza e la fama raggiunte, non si sente felice e che desidera tornare a vivere immersa nell’amore di Dio.

 

 

Saetta che segue i suggerimenti di Doc, ci illumina sul fatto che quando non si ha avuto una figura di riferimento positiva, è possibile per il fanciullo trovare una figura sostitutiva. Il tutto per recuperare ed interiorizzare un modello di riferimento, che con il tempo va a colmare il vuoto lasciato dalle figure genitoriali negative.

Saetta e Sally che corrono spensierati nella strada circondata da meravigliosi boschi e cascate, è un’allegoria dell’individuo che finalmente riesce a percepire cosa sia il proprio “Vero Sé”; ed altresì percepisce di possedere delle risorse interiori non sviluppate ed ancora tutte da scoprire e rivalutare. Difatti quando un bimbo è costretto a formare una personalità fittizia, con l’intento di conformarsi e modellarsi ai desideri egoistici degli educatori, ecco che anche le proprie qualità ed attributi interiori (luogo chiamato: Strada Madre) vengono trascurati e non sviluppati. Per comprendere appieno questo aspetto, proviamo a fare un semplice esempio. Un padre che desidera avere un figlio avvocato, farà di tutto perché il proprio figlio si laurei in Legge; ed inciterà il discendente con atti e discorsi incentrati su questo argomento. Il figlio magari non è portato per divenire un avvocato, ma al contrario aspira a divenire un pittore; ed allora per accontentare il padre e per evitare umiliazioni e derisioni, il giovane comincerà a studiare Legge. Il tutto senza prestare attenzione, al suo meraviglioso dono interiore di artista del pennello. Con il passare del tempo, il giovane proverà delle sensazioni di disagio e di irrequietezza, nel non aver seguito il suo vero e reale desiderio di divenire un artista. Pietro Lombardo: “La motivazione trainante nelle famiglie caotiche è quella d’imparare a compiacere, dove l’amore è basato sul bisogno e sulla fame emotiva. Per cui io ti amo o ho bisogno di essere amato per bisogno e per fame di emozioni, per cui tu sei una persona che diventa un oggetto, un’aspirina che mi dà la possibilità di togliermi il mio malessere. Non c’è il riconoscimento dell’altro come tale, ma il riconoscimento dell’altro come strumento che va a riempire una mia fame un mio bisogno”. È allora necessario entrare in se stessi (valle colma di alberi boschivi) e recuperare quella identità smarrita durante il percorso di crescita, rinvenendo altresì le proprie facoltà e peculiarità. Bruno Bettelheim “Il Mondo Incantato” pag. 93: “Il bosco… simboleggia il luogo dove l’oscurità interiore viene affrontata e superata, dove è risolta l’incertezza sulla propria identità, e dove l’individuo comincia a comprendere chi vuole essere. …fin dall’antichità la foresta quasi impenetrabile dove ci perdiamo, ha simboleggiato l’oscuro, nascosto, quasi impenetrabile mondo del nostro inconscio”. In altre parole, il lungometraggio animato ci evidenzia il fatto che per essere pienamente realizzati, occorre seguire la “Strada Madre” che altro non è che quel meraviglioso desiderio di realizzare se stessi nella propria individualità. E occorre liberarsi di tutto ciò che si è contrapposto a questa realizzazione personale, come ad esempio l’aver formato un “Falso Sé”, che non corrisponde alle proprie aspettative ma a quelle degli educatori, amici, conoscenti, insegnanti e via dicendo. Ed è innegabile che quando si realizzano appieno le proprie facoltà e potenzialità, si sviluppa inevitabilmente la stima personale, e quindi sopraggiunge una serenità e pacificazione interiore, esattamente come ha proferito Sally nel preciso momento che ha abbandonato la città colma di falsità, per giungere nel meraviglioso paesaggio straripante di cascate e alberi. Pietro Lombardo: “È importante comprendere che la nostra condizione umana è questa unione di meravigliosa positività, e contemporaneamente di limiti e di fragilità. Questa è la realtà. Questa dovrebbe essere l’autoimmagine reale. Quando le persone riescono a integrare questi due aspetti, mettendo in luce l’aspetto positivo e dunque nutrendo una sana stima di sé, ecco che la persona diventa un albero che cresce e si riempie di frutti copiosi”.

 

 

Sally ribadisce che in passato, prima della costruzione dell’autostrada, le macchine passavano per la cittadina di Radiator Springs; e da allora la cittadina è sempre peggiorata: Opera scritta dalla Divina Sapienza del 7 Maggio 2004: “Sposa cara, che uso si fa della scienza? Sempre contro di Me, si fa ciò che è contro le Mie Leggi. Come si usa la nuova tecnologia? Anch’essa è un mezzo per fare il male e non per compiere il Bene”. Da quando è giunta la rivoluzione industriale e lo sviluppo sempre crescente della tecnologia (costruzione dell’autostrada), è diminuita nel mondo la Fede. Difatti se ci riflettiamo, l’essere umano ha raggiunto una conoscenza di alcune realtà, molto più profonda e vasta di quanta ce ne sia stata nei millenni precedenti. E la vasta conoscenza, unita al benessere sempre maggiore, ha portato l’umanità a credersi la depositaria di ogni verità. In breve, l’intero genere umano adesso pensa di poter fare a meno di Dio, poiché si avverte autonomo ed indipendente. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 21 Novembre 2007: “Sempre gli uomini sono stati col cuore attaccati alla terra, ma, nel presente, con la moderna tecnologia, le cose sono peggiorate: l’uomo è immerso nella realtà terrena tanto da scordare che è un pellegrino frettoloso sulla terra e deve raggiungere il Cielo, la sua vera patria. Capisco che, nella gioia e nel benessere, l’uomo si scorda di Te, Amore Infinito, si ricorda solo nel dolore; crede di essere eterno sulla terra, serve sempre un forte ammonimento per risvegliarsi dal suo sonno”.

 

 

Prima che il fanciullo avesse edificato un “Falso Sé” (autostrada) la personalità del bambino (la cittadina di Radiator Springs) era colma di vitalità e serenità. Proviamo a riflettere… nel lungometraggio ci viene detto che l'autostrada è stata costruita per velocizzare l’arrivo delle macchine verso altri luoghi. E non è forse un genitore privo di vero amore e rispetto per il figlio, che gli dichiara di sviluppare alcune caratteristiche piuttosto che altre? La vera educazione consiste nell’aiutare i discendenti a sviluppare le caratteristiche personali, e non a sviluppare le aspettative del genitore frustrato. Altrimenti la vera personalità del discendente diverrà come la cittadina di Radiator Springs, la quale è rimasta abbandonata e quindi non ha potuto svilupparsi correttamente; propriamente come la vera personalità del discendente, che se non è aiutata dalle figure genitoriali a svilupparsi con equità ed amore, diventerà una personalità spoglia, instabile, misera e sguarnita.

 

                     

 

Saetta scopre che Doc ha lasciato le corse poiché ha subìto un incedente, e tutti lo hanno abbandonato per seguire il “pivello” del momento. Saetta asserisce che lui non è come queste persone. Doc gli enuncia… ti sei mai preoccupato di qualcuno che non fossi tu?: Doc è l’individuo che ha scoperto per esperienza personale, come siamo noi esseri umani: egoisti. Benedetto XVI “Spe Salvi” pag. 75: “La verità e la giustizia devono stare al di sopra della mia comodità ed incolumità fisica, altrimenti la mia stessa vita diventa menzogna. …l’amore non può affatto esistere senza questa rinuncia anche dolorosa a me stesso, altrimenti diventa puro egoismo e, con ciò, annulla se stesso come tale”. Tutto questo ci viene esposto dal fatto che Doc era considerato un eroe delle corse, ma appena ha avuto un incidente ecco che le folle hanno rivolto la loro attenzione ad un altro vittorioso. Questa triste e desolante esperienza, la possiamo sperimentare tutti noi. Ad esempio quante volte una persona dichiara eterno amore ad un’altra, per poi abbandonarla dopo una crisi o una piccola contrarietà? Ecco i divorzi e le separazioni che portano dolore e patimento a figli e genitori. Insomma, anche se è dura da accettare, noi esseri umani non sappiamo amare ed essere fedeli con coerenza e perseveranza. Il lungometraggio animato ci vuole suggerire che confidare troppo negli esseri umani e in noi stessi, può essere un errore, poiché non riusciamo ad essere coerenti e fedeli ai propositi enunciati. Ecco che allora è utile chiedere soccorso a Colui che è sempre restato fedele ai suoi propositi e dichiarazioni: Dio. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 22 Maggio 2008: “Guai all’uomo che confida nell’uomo, costui assomiglia ad uno storpio che si appoggia ad un altro più storpio di lui, assomiglia ad un cieco che vuole farsi guidare da un altro cieco: la rovina sarà per entrambi. Perché confidare in un misero bisognoso di tutto quando si può avere aiuto dal Re dei re? Io, Io, Gesù, sono il Re dei re”.

 

 

Ecco la paura che possiede il bambino se non segue le direttive dei familiari, l’essere abbandonato per un fratellino o sorellina, le qui azioni corrispondono alle richieste ed aspettative genitoriali. È inutile negarlo o far finta che non esista questa realtà: alcuni educatori hanno delle preferenze su un figlio piuttosto che un altro. Sovente questa predilezione è costituita dal poter rispecchiarsi in alcune funzioni e qualità del discendente, che guarda caso, corrispondono alle richieste del familiare. Ecco che una madre che ama la cucina, presterà più attenzione e rispetto verso la figlia che sa preparare il pasto, piuttosto che l’altra figlia che non ama cucinare. La bambina a cui non è prestata attenzione, sentirà nel proprio intimo il senso dell’abbandono, e può sviluppare dell’astio verso l’altra sorella; oppure può modificare la propria personalità, divenendo una brava cuoca solo per il fatto di ricevere attenzioni e cure dalla madre. Come possiamo immaginare, la bimba in questione ha modificato e rettificato una parte essenziale della propria personalità e dei propri gusti soggettivi. Il sentimento di abbandono che sperimenta Doc, nonostante sia adulto, è la medesima percezione di abbandono che sperimentano coloro che hanno dovuto subìre angherie e ingiustizie dai propri familiari, i quali non hanno considerato la soggettività dei figli. E come possiamo immaginare, questa sensazione di disagio, solitudine e negatività, si ripercuoterà anche nel futuro dei discendenti, con rapporti interpersonali e affettivi colmi di problematiche.

 

 

Dopo che ha finito di ricostruire la strada, Saetta chiede aiuto agli abitanti della cittadina di Radiator Springs, per cambiare le gomme e altri componenti della propria carrozzeria: Saetta che ha ricostruito la strada, è la persona che mediante un sincero ed umile pentimento si è Confessato, e così gli è stata ridonata la Grazia santificante. È a questo punto che l’individuo comprende che non è al centro dell’universo, ma una persona che ha bisogno di aiuto da Dio per vincere la battaglia spirituale (corsa). E con l’infusione dello Spirito Santo nel cuore, ecco che si percepisce il prossimo (cittadini di Radiator Springs) come fratelli non solo da aiutare ed amare, ma che possono altresì sostenerci e darci una mano, nel nostro sviluppo spirituale (amici di Saetta che gli ricostruiscono la carrozzeria). E così facendo involontariamente, si diventa più solidi e forti nell’affrontare nuove battaglie e nuove sfide.

 

Dopo che si sono comprese le motivazioni del perché una personalità non è riuscita a svilupparsi in maniera equilibrata, ecco che si cerca di ricostruire la propria identità (Saetta che cambia le gomme e altri componenti della sua carrozzeria), con l’aiuto di terapeuti, amici o familiari (amici di Saetta).

 

             

 

Nella cittadina di Radiator Springs finalmente aggiustano i neon; e così la cittadina torna ad essere illuminata da mille colori. Infine Saetta viene rintracciato dal suo agente: La cittadina di Radiator Springs che torna ad illuminarsi, è un’allegoria della persona che dopo aver ritrovato la Fede e l’amore per Dio, torna a risplendere della luce proveniente dallo Spirito Santo. La persona si ristabilisce spiritualmente e comincia a voler riparare gli errori compiuti (strada e carrozzeria di Saetta), ed altresì agogna donare la propria luce interiore al prossimo; esattamente come farà Saetta quando torna nella grande città. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 24 Novembre 2007: “Certo, dove accadono i fatti più terrificanti Tu non sei presente, il cuore è lontano da Te e la mente non ha la Tua Luce, vanno in rovina coloro che hanno rifiutato il Tuo Amore Meraviglioso”.

 

 

Quando si è ristabilita la propria reale identità e soggettività (Saetta che ha ricostruito la strada e la carrozzeria), tutto l’apparato psichico torna a illuminarsi (luci al neon) e le tenebre del “Falso Sé” cominciano a dileguarsi.

 

 

Saetta torna alla gara e pensa sempre a dove è stato; infine scopre che i suoi amici della cittadina di Radiator Springs, sono li per aiutarlo. E così i suoi amici diventano la sua squadra. E Saetta nella gara riesce ad andare all'indietro con agilità, grazie agli specchietti retrovisori che ha installato: Maria Valtorta “I Quaderni del 1944” pag. 596: “I miei santi, dal seno beatifico della contemplazione, non cessano un momento di operare per voi che siete ancora raminghi nell’esilio, ed è una grande gioia per essi quando un mio sorriso ordina loro di venire fra voi a beneficarvi e a ricondurvi al Bene”. Non possiamo certo pensare che i nostri parenti, amici e beneficati in questa vita terrena, ci abbandonino quando lasciano questa Terra di prova. Invero, i nostri cari defunti non si scordano di noi quando si allontanano dalla Terra, ma mediante suppliche e preghiere a Dio, ci seguono con amore e fedeltà. In poche parole, diventano come la squadra di Saetta, nell’aiutarci a superare le difficoltà della vita, ed a rimanere saldi nei propositi inerenti le virtù. Oltre al resto, i nostri cari defunti, ci aiutano a resistere agli attacchi dei nostri nemici spirituali, come i demoni e i suoi accoliti. Ecco che Saetta che proprio grazie agli specchietti retrovisori che ha posizionato, riesce a vedere anche quando corre in senso contrario, ci evidenzia il fatto che i nostri cari defunti, nel momento delle difficoltà e delle tentazioni, ci soccorrono facendoci scorgere i pericoli e difficoltà che ci sovrastano. In altre parole, ci aiutano ad avere discernimento nei momenti bui della nostra vita terrena. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 7 Dicembre 2007: “Io, Io, Dio, dono intelletto e discernimento a chi vuole sapere e conoscere, dono una Stilla della Mia Sapienza per capire, questo opero per chi si fida di Me, per chi è aperto al Mio Amore. L’uomo guidato da Me non precipita nel buio della solitudine, non cade nella disperazione, capisce che è guidato nel cammino della sua vita dall’Amore”.

 

 

Saetta è la persona che avendo ritrovato la propria reale identità, ha recuperato tutte le proprie risorse e potenzialità soggettive (amici di Radiator Springs), e quindi è in grado di superare le difficoltà della vita (gara) con vigore, sollecitudine ed armonia.

 

 

Saetta nel pit-stop viene velocemente aiutato dalla sua squadra; gli altri rivali rimangono senza fiato: Coloro che non credono in Dio, rimangono senza fiato nel vedere i veri credenti superare le difficoltà e i disagi della vita con serenità, forza e determinazione. Non stiamo forse tutti noi a bocca aperta, nell’osservare i comportamenti e prodezze dei grandi Santi? Possiamo ben dire che al loro fianco avevano Dio, Maria santissima, gli angeli e i santi, i quali li soccorrevano e sostenevano nel dolore e nelle numerose prove.

 

 

Improvvisamente uno degli avversari di Saetta, chiamato il RE, sbanda. Saetta, ricordandosi di ciò che è successo al suo amico Doc, torna indietro ed aiuta l’avversario a finire la corsa: Ricordandosi di quanto Gesù ha sofferto per tutti noi sul legno duro della Croce, occorre rammentarsi di aiutare e soccorrere tutti coloro che al momento si trovano nei travagli della vita, o che sono sprofondati nel peccato. Per cui meno critiche e severi ammonimenti, e più carità e misericordia per i nostri fratelli e sorelle che si trovano in difficoltà. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 24 Maggio 2008: “Madre amata, ci inviti ad offrire le nostre fatiche quotidiane che si aggiungono alla preghiera ardente, ecco quello che vogliamo fare sempre, possa il nostro amore aiutare le anime gelide a scaldarsi e donarsi a Dio”.

 

 

Pietro Lombardo “Il Ponte” pag. 14: “L’empatia è una modalità di ascolto che favorisce la comprensione dell’altro, attraverso un’immersione nella propria soggettività. Per poter comunicare in modo adeguato, la prima abilità da sviluppare è quella dell’ascolto”. Saetta che aiuta un concorrente, è la persona che avendo ritrovato finalmente se stessa e la propria reale identità, riesce ad aiutare il prossimo nelle sue difficoltà ed incertezze. Difatti se non si sono risolti i propri problemi psichici ed esistenziali, non è facile prestare aiuto e soccorrere il prossimo, perché ci si sente inetti, inibiti e si è tutti bloccati sui propri problemi. Naturalmente questo non significa che una persona non voglia aiutare il prossimo, ma piuttosto è interiormente bocciata. Insomma, chi ha ricevuto nella propria infanzia solitudine, disprezzo, irrisione, delusione e vuoto, non potrà che elargire le medesime entità al prossimo. A meno che la persona, ad un certo punto della propria esistenza, non riesca a compiere un lavoro interiore che gli permetta di recuperare le risorse e facoltà non sviluppate. Studiosa Carolina “Tutto o Niente” pag. 155: “Se dentro di te senti un vuoto invece dell’amore, se in te non vi è che solitudine e disperazione, che cosa puoi dare? Solo solitudine, paura, disperazione. Vuol forse dire amare? No di certo. Chi si avvicina ad una persona coinvolgendola nei propri stati negativi, la distrugge invece di amarla”. Per concludere, proprio come ha agito Saetta, gli individui che hanno avuto delle deprivazioni affettive e che però nel corso del tempo sono riuscite e lenire e guarire le proprie sofferenze e patimenti, possiedono una capacità empatica molto più vasta e profonda, di quanti non hanno avuto tali tormenti. Ecco che allora si riuscirà a porgere aiuto con maggior vigore ed empatia, a quanti hanno vissuto i medesimi patimenti.

 

 

La folla fischia il vincitore. Infine Saetta rifiuta lo sponsor più conveniente, per rimanere con lo sponsor che lo ha lanciato: Saetta è la persona che finalmente ha compreso che il denaro e la fama, non sono entità che portano gioia e serenità nel cuore. Saetta ha inteso dal profondo di se stesso che l’amore, la misericordia e l’amicizia, sono essenze che non solo donano gioia al prossimo, ma che elargiscono nel proprio intimo, serenità e pacificazione.

 

 

Saetta riesce a far volare l’amico Cricketto su un elicottero, Dopodiché Saetta dirige la sua scuderia nella cittadina di Radiator Springs, e si fidanza con Sally. La cittadina di Radiator Springs, torna ad essere frequentata: Saetta che riesce a far volare il simpatico amico Cricketto, è un’allegoria della persona che ha ritrovato la propria spiritualità. Come asserito altre volte, la persona che possiede il meraviglioso dono della Fede, comincia a percepire le essenze mondane come inutili, logore e superficiali; mentre inizia a prestare attenzione alla preghiera, ai Sacramenti, alla parola di Dio. Tutte essenze meravigliose che portano l’anima alle altezze della conoscenza sempre più approfondita, dell’amore di Dio. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 27 Maggio 2008: “L’uomo con Te nel cuore e nella mente, vola come un’aquila, il suo volo è potente e sicuro, certo raggiungerà la meta”. Basta osservare i santi, i profeti, le anime vittime, i veri credenti e veri sacerdoti, per comprendere dai loro sguardi, dai loro gesti e dalle loro parole, che ormai non vivono più sulla Terra, ma sono come immersi nel volo ascendente delle altezze eterne (Cricketto che vola). Opera scritta dalla Divina Sapienza del 12 Gennaio 2008: “Figli cari e tanto amati, pensate con serenità al futuro e non siate ansiosi di conoscere, Dio Stesso vi dirà ciò che serve conoscere e nasconderà ciò che non deve essere conosciuto. Chi serve Gesù con cuore sincero di che deve temere? Non è forse sulle Ali del suo Signore, chi ama, come Dio, le Sue creature? E che può accadere senza il Suo Consenso o senza il Suo Volere?”.

 

 

La persona che ha ritrovato il proprio “Vero ”, avendo ristabilito il proprio equilibrio interiore, vola nelle altezze della verità e della gioia. Ed ecco che coloro (Saetta) che si trovano bene con se stessi, riescono infine anche ad aiutare, offrire e portare gioia al prossimo (Cricketto). Opera scritta dalla Divina Sapienza del 31 Maggio 2008: “Se avete pace nel cuore potete darla, se avete gioia nel cuore potete offrirla agli altri; il mondo desidera la pace, ma chi non l’ha nel cuore non può darla agli altri”.

 

Frasa.