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Cars Frasa |
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Saetta che non possiede molti
amici, è la persona troppo narcisistica che proprio per il suo voler decidere
tutto da sola, allontana
da sé il prossimo.
E il non possedere dei fari concreti, è un’allegoria
del narcisista che non ha discernimento nel
percepire il mondo circostante
con una visione realistica. Non a caso, un fanciullo
che ha dovuto edificare da solo la propria identità,
perché non ha avuto supporto e aiuto dai propri familiari,
con il passare del tempo farà germogliare nel proprio
intimo, un sentimento
di onnipotenza narcisistica, che gli farà osservare
il mondo circostante
da… |
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CARS Le macchine fanno una gara chiamata Piston Cup. Saetta McQueen proferisce che vuole lavorare da solo, e non
ascolta il consiglio che gli viene dato nel cambiare
le gomme. Infine Saetta, nel corso della gara, buca le gomme:
Opera scritta dalla Divina Sapienza del 24 Marzo 2004: “Se tu non vuoi non
forzo la tua volontà, la tua debolezza diverrà insostenibile perché da solo nulla puoi fare, occorre il Mio Aiuto.
Quale bimbetto può dire alla madre: Non ho bisogno di te, faccio da solo? -
Certo nessuno farebbe questo, nessuno direbbe tali
parole. Il piccolo dice alla madre col suo pianto: Ho bisogno di te, aiutami-
Figli cari, consideratevi tutti come bimbetti e chiamateMi,
non desidero altro che venirvi incontro ed accogliervi tutti, tutti, proprio
tutti tra le Mie Braccia”. Saetta
è la persona che durante la propria esistenza terrena (corsa di auto), si rifiuta di chiedere sostegno ed aiuto a Dio. E così facendo, respinge e rigetta i consigli elargiti
dallo Spirito Santo, il quale cerca di ammonire le persone sui pericoli che ognuno deve affrontare nella vita terrena. Insomma, molte volte noi esseri
umani pensiamo di bastare a noi stessi, e con presunzione rifiutiamo gli
amorevoli inviti di Gesù di agire con amore, prudenza, fede, temperanza e
giustizia. Ed ecco che Saetta che buca le gomme, è l’individuo che avendo
ripudiato i consigli e suggerimenti provenienti da Dio, precipita nel peccato.
E come ormai sappiamo con discernimento, chi pecca
allontana da sé il Signore, e di conseguenza percepisce nel proprio intimo
una sensazione di disagio e solitudine; anche se all’apparenza sembra che
tutto scorra liscio come l’olio. Le stesse medesime sensazioni che sperimenta Saetta, nel comprendere di essere solo e senza
amici. Opera scritta dalla Divina
Sapienza del 28 Giugno 2006: “…non sia più in pena l’anima
tua per coloro che soffrono avendo rifiutato il Mio
Amore, essi gemono nella solitudine che hanno voluto: questa è la loro scelta che Io rispetto”.
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Saetta è vanitoso e
non vuole che i componenti della sua squadra lo infastidiscono, mentre lo
fotografano. Alla fine i componenti della sua
squadra, se ne vanno via indignati: Lettera
Efesini cap. 4 vers. 17-19: “Questo
dunque dico io, e vi scongiuro nel Signore, di non vivere più come vivono i
Gentili nella vanità della mente loro, che ottenebrati nell'intelligenza,
sono fatti estranei alla vita di Dio, per l’ignoranza che è in loro per via
dell'indurimento del loro cuore; essi, perduto ogni sentimento si sono dati
alla dissolutezza, sì da operare ogni impurità nella loro cupidigia di
possesso”. Saetta è un’immagine figurata dell’individuo vanitoso e
tracotante, che opera ed agisce solo per avere beni materiali o per ottenere
gli applausi delle folle. Questo evento sovente viene
appreso già nella tenera età nel proprio habitat familiare, dove si scorgono
genitori e educatori che spingono i fanciulli ad agire ed operare in
conformità alle esigenze del mondo edonista e festaiolo. Questo lo possiamo riscontrare in ambienti familiari dove i genitori
sgridano e puniscono i
discendenti in maniera troppo coercitiva, e dove i figli sono costretti a
prestare interesse ad eventi banali quanto velleitari, come feste e ricevimenti. Mentre
gli stessi genitori non prestano attenzione alle virtù che possiedono i
propri discendenti, né tantomeno alla preghiera. Figure
genitoriali che senza indugio non si scompongono, quando percepiscono che i
propri figli disertano i Sacramenti e la Chiesa. In conclusione, cosa
ci aspettiamo da una generazione di individui che
non sanno pregare, amare, ringraziare Dio dei doni ricevuti, perdonare,
pazientare, sperare? La risposta la troviamo nei lugubri trafiletti di
cronaca nera. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 14 Agosto 2006: “…la Mia
Voce parla nel loro cuore, ma essi
non ascoltano perché sono turbati e lontani da Me con la mente: pensano,
pensano, ma non a Me; cercano, cercano, ma non il Mio Amore; inseguono le vanità del
mondo, le sue follie, ecco, amata, perché non chiedono a Me; ecco
perché non bussano alla Mia porta; non cercano, quindi non hanno. Ogni
uomo è chiamato a fare le sue scelte ogni giorno per tutto l’arco della vita
sua: quello che vuole ha. Se fa
scelte assennate si trova poi a raccogliere buoni
frutti, se fa scelte stolte raccoglie la rovina”.
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Gli amici di Saetta asseriscono che gli serve un caposquadra ed un team, poiché non può vincere senza tutto
ciò: Gli amici di Saetta sono i veri credenti che
suggeriscono, a quanti rimangono immersi nel proprio egoismo ed orgoglio, che
non si può percorrere la via del bene, dell’equità e della giustizia, se non
ci si fa aiutare dal Signore, dai suoi insegnamenti e dai Sacramenti. Come Gesù ha espresso nei Vangeli, senza il suo aiuto noi esseri umani non
possiamo produrre frutti di vita eterna. Invero, la gara che compie
Saetta, è la “gara” della vita terrena, dove per vittoria si intende il raggiungimento del Paradiso; è quindi
necessario adoperare tutti gli strumenti che Gesù ci ha saggiamente e
amorevolmente devoluto, per vincere il combattimento contro i vizi, le
passioni e le tentazioni. Opera scritta
dalla Divina
Sapienza del 11
Maggio 2008: “Io, Io, Dio, lascio fare,
spesso non intervengo, l’uomo deve giungere, attraverso la sua esperienza,
deve giungere a capire che, senza di Me fatica molto, si affanna molto, corre molto, ma non conclude, si trova, alla fine, nelle mani un pugno di polvere”.
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Si deve fare uno spareggio, tra i tre primi arrivati in
ex-aequo. Saetta comprende di non avere molti amici. Inoltre Saetta non possiede dei fari veri, ma ha dei fari
posticci: 1a S. Giovanni cap. 1 vers. 5-7: “Ora l'annunzio, che da Lui abbiamo udito e trasmettiamo a voi, è questo: che Dio è luce e in Lui
non vi sono tenebre. Se diremo di aver società con
Lui e camminiamo nelle tenebre, mentiamo e non mettiamo in pratica la verità.
Se invece camminiamo nella luce, come anch'egli è nella luce, abbiamo società
scambievole, e il sangue di Gesù Cristo suo Figliuolo
ci purifica da ogni peccato”. Saetta che possiede dei fari posticci, è
un’allegoria della persona che non possiede nel proprio cuore, la luce proveniente
dallo Spirito Santo; e che quindi vive la propria esistenza nelle tenebre del
peccato e della disobbedienza a Dio. E quando non si possiede un vero e reale
discernimento della realtà che ci circonda, ecco che ogni evento che si
compie lo si percepisce e avverte in maniera
imprecisa ed abbozzata. Prendiamo come esempio il dolore. Di
fronte a questo scoglio, la mente umana geme e si flette verso la disperazione.
Solitamente i patimenti sono vissuti con asprezza e paura. Senza pensare che
sovente proprio nel dolore, le persone iniziano a divenire
più misericordiose nei riguardi del prossimo, e cominciano a
sviluppare l’empatia. Insomma, senza la luce che proviene da Dio, siamo come
talpe che ricercano la verità in essenze erronee e colme di razionalismo, ed
altresì percepiamo la realtà in maniera monocromatica e senza sfumature. Opera
scritta dalla Divina Sapienza del 18
Novembre 2007: “Amata sposa, se il momento è forte e la fatica del vivere cresce, non
temere, per chi Mi appartiene ci sono le Mie Forze, c’è la Mia Luce che rischiara la strada.
Perché tremi sapendo che nel Mio Cuore tutto troverai ciò che serve?”.
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Saetta dichiara
al suo camion da rimorchio chiamato Mack, di non riposare
fino alla destinazione prestabilita; nonostante egli sia stanco. Il tutto per
arrivare prima dei concorrenti. Infine Saetta viene sbattuto fuori
nell’autostrada: A volte proprio come Saetta, compiamo gesti ed azioni che
riteniamo importanti, solo per crederci superiori e migliori del prossimo; e
così tutto il nostro tempo lo investiamo in lavori, studi ed esperienze
complesse e faticose. Una vita impegnatissima e colma di eventi
mondani, solo per il gusto e piacere interiore di sentirci dire dal prossimo
che siamo abili, degli studiosi e dei gran lavoratori. Il tempo intanto
scorre veloce… e non abbiamo prestato alcuna attenzione
alle esigenze della nostra anima, la quale attende nei meandri dell’inconscio, un gesto
di attenzione ed amore. Ecco che nasce e germoglia la stanchezza del vivere,
e si percepisce un vuoto esistenziale che non si capisce da dove provenga.
Alcune persone cominciano ad avere problemi psichici, a sentirsi svuotati e a
disperare. In questi casi occorre volgere il proprio sguardo interiore a Dio, alla preghiera e ai Sacramenti. Altrimenti nessun evento mondano, nessuna laurea, nessun
lavoro gratificante che sia, ci faranno sentire appagati e pacificati. Opera scritta dalla Divina
Sapienza del 13 Maggio 2008: “Figli,
chi si vuole tenere lontano dalla luce e brancola nel buio, certo
inciampa e cade, colui che invece vive nella
luce vede dove procedere e non cade. Dio è Luce, Dio vuole donare la Sua Luce
ad ogni uomo; perché, figli amati, perché in così grande
numero rifiutate il Suo Dono?”. Saetta che precipita dal suo camion, è la
persona che priva della luce che proviene dallo Spirito Santo, sprofonda nel
peccato, nell’eresia e nell’errore. Ed ecco che la luce della
Grazia santificante scompare, e la persona rimane sola con se stessa, nel
buio profondo del proprio egoismo e superbia. Un buio caliginoso che fa percepire una strana
sensazione di solitudine e vuoto interiore. Tutte
sensazioni che a volte conducono le persone a divenire assetate di sesso o
droghe, per placare ed allontanare queste sensazioni sgradevoli. Teresa d’Avila “Il Castello Interiore” pag. 216:
“È per noi molto importante, sorelle, non figurarci
la nostra anima come qualcosa di oscuro. Ordinariamente crediamo che non
esista altra luce se non quella che vediamo
materialmente, e siccome l’anima è invisibile, immaginiamo
che in essa vi sia una certa oscurità. È così per le anime che non sono in Grazia, ve lo confesso, e non per difetto del Sole di
giustizia, che è in esse come datore dell’essere, ma
per l’incapacità in cui si trovano di ricevere la luce”.
Saetta che
obbliga il suo camion da rimorchio di non riposare, è un’immagine figurata
della persona narcisistica, che compie sforzi mentali notevoli per mandare
avanti la propria struttura psichica. In parole
povere, coloro che non hanno stima di se
stessi e che hanno sviluppato una personalità fittizia e non conforme alla
loro reale identità, utilizzano una notevole quantità di energia mentale per mantenere lo status quo della loro personalità
irreale. Ecco spiegato uno dei motivi del perché alcuni individui, si
spossano facilmente e si sentono perennemente sotto stress. Saetta che cade fuori dal
camion, è l’individuo che ha una bassa stima di se
stesso, e che quindi pressato da circostanze esterne troppo gravose, cade in
uno stato di angoscia e nevrosi. In pratica esce fuori
dalla “strada” della positività, e si sente depresso, solo e con
poca fiducia in se stesso e nelle proprie facoltà. Difatti nel lungometraggio
si può osservare come il menager di Saetta sia distante, freddo
e privo di vero amore per Saetta. Mentre al contrario il
manager è incentrato solo ed esclusivamente dal successo di Saetta;
esattamente come un genitore egoista e vanaglorioso, |
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Saetta che giunto a Radiator Springs distrugge parte
dell’asfalto stradale, è la persona che avendo vissuto in un ambiente
familiare disfunzionale e privo di vero amore, comprende di aver annichilito
la propria “strada” personale, il proprio diritto ad esistere come
persona unica ed irripetibile. In breve, anche se in
maniera inconscia, la persona mistificata e che ha dovuto
costruire un “Falso Sé”, comprende nel proprio intimo di non essere completo
e di non aver realizzato appieno le proprie facoltà e potenzialità
soggettive. Ecco che interiormente
aumenta ed accresce della rabbia e del disagio, rivolti sia verso se stessi che verso
il prossimo.
Oltre al resto, occorre aggiungere che le persone che
non seguono il percorso d’amore che Dio gli ha indicato, rischiano di
rovinare e distruggere con solo se stessi… ma anche
il prossimo. Ad esempio, un genitore che non va a Messa
e che non prega, spingerà i discendenti a divenire individui che non sanno
cosa significhi essere casti, benevoli, misericordiosi, sinceri,
caritatevoli, temperanti, prudenti. Esattamente come ha agito Saetta, questi
genitori distruggono se stressi e le possibilità al prossimo, di realizzare i
progetti ed aspettative che Dio ha in serbo per loro. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 20 Maggio 2008: “L’uomo
superbo non nuoce a Dio Altissimo, perché a Lui nulla si può aggiungere e
nulla togliere, essendo Perfetto in Sé Stesso, il superbo è colui che nuoce a sé stesso: egli va sulla strada dura della rovina sua e talora del suo prossimo”. |
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Privati della vera “strada”, che altro
non è che un’allegoria del proprio “Vero Sé”, ecco che tutta la vita diventa
distorta e si cominciano a compiere opere non
adeguate alle proprie attitudini e
abilità. Per esempio, un figlio che
per accontentare e non deludere le aspettative genitoriali, diventa un
avvocato, mentre interiormente desiderava fare il pasticcere, inevitabilmente
con il passare del tempo il lavoro da avvocato gli diventa stressante, troppo
laborioso ed inappagante. E si va al lavoro con scarsa fiducia, con una rabbia repressa,
ed altresì si rischia di divenire nevrotici, scostanti, irritabili; e non si compie il proprio dovere con quella attenzione ed empatia verso il prossimo, che
bisognerebbe avere in casi delicati e spesso dolorosi, come chi deve
assistere persone che necessitano di aiuto non solo giuridico ma emotivo.
Saetta è la
persona che comprende che deve riedificare e rimodellare la propria identità
(strada), la quale a causa di carenze
affettive e traumi
infantili, si è sviluppata in maniera distorta e alterata. Per questo motivo
Saetta chiede aiuto a Doc, immagine figurata di un bravo terapeuta, un amico,
un santo sacerdote o un familiare comprensivo, che
mediante un rapporto empatico e la propria esperienza personale, riesce a scorgere
le problematiche della persona e a risolverle. Pietro Lombardo: “È importante nei
traumi morali, fisici o psichici, costruire dei legami e condividere la propria vulnerabilità, con
persone che ci capiscono”. E
difatti Saetta mediante i consigli di Doc, riesce a comprendere cosa fare per superare la
curva sferrata (problematiche psichiche). Esattamente come un buon terapeuta riesce a far
capire all’analizzato, le cause che hanno cagionato e determinato dei
traumi, e a come superarli. Pietro Lombardo: “Spesso non vediamo la possibilità di costruire una strada, che ci
permette di uscire da una mappa interiore formata nell’infanzia, da altre
persone. Occorre costruire la propria strada personale, senza essere influenzati da modelli o aspettative negative e inesatte, introiettate nel passato.
A volte le strade tracciate da altri sono errate”. |
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Cricketto che
sogna un giorno di volare su un elicottero, è il versante spirituale
dell’individuo, che aspira ed agogna nel profondo del proprio cuore, di volteggiare
nelle altezze della spiritualità. Mentre Saetta è un Io che finalmente ascolta i consigli e suggerimenti della propria anima, e
cerca mediante il proprio libero arbitrio, di raggiungere questo meraviglioso
traguardo.
Cricketto che
riesce ad andare all’indietro grazie all’aiuto dei suoi specchietti
retrovisori, è un emblema della persona che essendo riuscita a formare e
sviluppare un’identità equilibrata, riesce nei momenti di difficoltà e nelle traversie
(andare all’indietro) della vita, a superarle con agevolezza e destrezza. Cosa ancora non possibile a Saetta, il quale ancora non possiede
gli specchietti retrovisori.
In effetti Cricketto che con facilità riesce ad
eseguire favolose manovre di retromarcia, è l’individuo che nella propria
infanzia è riuscito a rispecchiarsi in maniera ottimale, con le proprie figure
genitoriali. In effetti non solo il fanciullo ha
bisogno di figure genitoriali con cui identificarsi, ma ha anche necessità di
educatori che sappiano rispettare la sua soggettività. Margaret Mahler “Le Psicosi Infantili” pag. 32: “Il metodo primario di
formazione dell’identità, Mentre Cricketto che ha desiderio di volare su un
elicottero, ci evidenzia il fatto che in realtà in
questo contesto narrativo, Cricketto è l’essenza più profonda della persona
mistificata, la quale osservando coloro che sono se stessi e che possiedono
una vera personalità, aspira in futuro di divenire libero (volare) da
imposizioni mentali e da una personalità
fittizia. Questo evento
avviene anche in maniera del tutto inconscia. In sostanza, quanti non sono riusciti
ad evolvere con equilibrio e libertà espressiva la propria reale identità, inconsapevolmente desiderano
volare nelle altezze della autenticità e della spontaneità. |
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La strada circondata da alberi mostrata
da Sally a Saetta, illustra l’anima di una persona, che mostra al proprio Io,
la meravigliosa “strada” della sapienza Divina e delle virtù; le quali
producono una sensazione interiore di contentezza e pacificazione, che
nessun’altra cosa mondana può elargire.
Suor Gesualda “Santa Gemma Galgani” pag. 206: “Quegli alberi sono le altre virtù, e l’albero più alto e maestoso
è la santa umiltà”. Maria Valtorta “Quadernetti” pag. 105: “Maria,
a te non fu data la fonte di
Massabielle come a Bernardette, la fonte del miracolo per tutte le malattie
dell’uomo. Ma ti è stata data la Parola divina, e la Parola divina è cascata che sana le malattie più
pericolose dell’uomo: quelle dello spirito, quelle che più insidiano il Regno
di Dio nel mondo e nei cuori”. La meravigliosa fonte che i nostri due eroi
intravedono lungo il cammino, è un emblema dell’acqua spirituale che
proviene dal cuore di Gesù. Fonte inesauribile per chi ascolta la parola di Dio e la mette in
pratica. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 7 Marzo 2008: “Capisco
sempre meglio il significato di questa sublime frase; se l’uomo si lascia
condurre da Te, attinge solo alla Tua Sorgente
di Acqua Pura
e Limpidissima, non beve l’acqua tossica delle cisterne che il nemico mette
sul suo cammino. Ti chiedo, Dolce Amore, Ti supplico: spariscano tutti i
falsi seguaci del Tuo nemico astuto ed ognuno possa attingere soltanto
l’Acqua Limpida e Pura che sgorga dalla Tua Fonte Inesauribile”. Il luogo chiamato “Strada
Madre” che al momento è desolato,
simboleggia un cuore privo della Grazia, che proprio perché non vivificato
dalle virtù e dai Sacramenti, rimane sconfortato e manchevole della linfa
vitale che proviene dallo Spirito Santo. Invero, Sally è un’anima che
suggerisce e riferisce al proprio Io (Saetta), che nonostante la ricchezza e
la fama raggiunte, non si sente felice e che
desidera tornare a vivere immersa nell’amore di Dio.
Saetta e Sally che corrono
spensierati nella strada circondata da meravigliosi boschi e cascate, è
un’allegoria dell’individuo che finalmente riesce a percepire cosa sia il
proprio “Vero Sé”; ed altresì percepisce di possedere delle risorse
interiori non sviluppate ed ancora tutte da scoprire e rivalutare. Difatti quando un bimbo è costretto a
formare una personalità fittizia, con l’intento di conformarsi e modellarsi
ai desideri egoistici degli educatori, ecco che anche le proprie qualità ed
attributi interiori (luogo chiamato: Strada
Madre) vengono
trascurati e non sviluppati. Per comprendere appieno questo
aspetto, proviamo a fare un semplice esempio. Un padre che desidera
avere un figlio avvocato, farà di tutto perché il proprio figlio
si laurei in Legge; ed inciterà il discendente con atti e discorsi incentrati
su questo argomento. Il figlio magari non è portato per divenire un avvocato,
ma al contrario aspira a divenire un pittore; ed allora per accontentare il
padre e per evitare umiliazioni e derisioni, il giovane comincerà a studiare
Legge. Il tutto senza prestare
attenzione, al suo meraviglioso dono interiore di artista del
pennello. Con il passare del tempo, il giovane proverà delle sensazioni di
disagio e di irrequietezza, nel non aver seguito il
suo vero e reale desiderio di divenire un artista. Pietro Lombardo: “La motivazione trainante nelle famiglie caotiche è quella d’imparare
a compiacere, dove l’amore è basato sul bisogno e sulla fame
emotiva. Per cui io ti amo o ho bisogno di essere amato per bisogno e per
fame di emozioni, per cui tu sei una persona che
diventa un oggetto, un’aspirina che mi dà la possibilità di togliermi il
mio malessere. Non c’è il riconoscimento dell’altro come tale, ma il
riconoscimento dell’altro come strumento che va a riempire una mia fame un mio bisogno”. È allora necessario entrare in se
stessi (valle colma di alberi boschivi) e recuperare
quella identità smarrita durante il percorso di crescita, rinvenendo altresì
le proprie facoltà e peculiarità. Bruno
Bettelheim “Il Mondo Incantato” pag. 93: “Il bosco…
simboleggia il luogo dove l’oscurità interiore viene
affrontata e superata, dove è risolta l’incertezza sulla propria identità, e dove
l’individuo comincia a comprendere chi vuole essere. …fin dall’antichità la
foresta quasi impenetrabile dove ci perdiamo, ha
simboleggiato l’oscuro, nascosto, quasi impenetrabile mondo del nostro
inconscio”. In altre parole, il lungometraggio animato ci evidenzia
il fatto che per essere pienamente realizzati, occorre seguire la “Strada Madre” che altro
non è che quel meraviglioso desiderio di realizzare se stessi nella propria
individualità. E occorre liberarsi di tutto ciò che si è contrapposto a
questa realizzazione personale, come ad esempio l’aver formato un “Falso Sé”, che
non corrisponde alle proprie aspettative ma a quelle
degli educatori, amici, conoscenti, insegnanti e via dicendo. Ed è innegabile che quando si realizzano appieno le
proprie facoltà e potenzialità, si sviluppa inevitabilmente la stima personale,
e quindi sopraggiunge una serenità e pacificazione interiore, esattamente
come ha proferito Sally nel preciso momento che ha abbandonato la città colma
di falsità, per giungere nel meraviglioso paesaggio straripante di cascate e
alberi. Pietro
Lombardo: “È importante comprendere che la nostra condizione umana
è questa unione di meravigliosa positività, e
contemporaneamente di limiti e di fragilità. Questa è la realtà. Questa
dovrebbe essere l’autoimmagine reale. Quando le persone riescono a integrare questi due aspetti, mettendo in luce l’aspetto
positivo e dunque nutrendo una sana stima di sé, ecco che la persona diventa un albero che
cresce e si riempie di frutti copiosi”. |
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Prima che il fanciullo avesse
edificato un “Falso Sé” (autostrada) la personalità del bambino (la |
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Saetta scopre che Doc ha lasciato le corse poiché ha
subìto un incedente, e tutti lo hanno abbandonato per seguire il “pivello” del momento. Saetta asserisce
che lui non è come queste persone. Doc gli enuncia… ti sei mai preoccupato di qualcuno
che non fossi tu?: Doc è l’individuo che ha
scoperto per esperienza personale, come siamo noi esseri umani: egoisti. Benedetto XVI
“Spe Salvi” pag. 75: “La verità e la giustizia devono stare al di sopra della mia comodità ed incolumità fisica, altrimenti
la mia stessa vita diventa menzogna. …l’amore non può affatto esistere senza questa rinuncia anche
dolorosa a me stesso, altrimenti diventa puro egoismo e, con
ciò, annulla se stesso come tale”. Tutto questo ci viene
esposto dal fatto che Doc era considerato un eroe delle corse, ma appena ha
avuto un incidente ecco che le folle hanno rivolto la loro attenzione ad un altro vittorioso. Questa triste e desolante
esperienza, la possiamo sperimentare tutti noi. Ad esempio quante volte una
persona dichiara eterno amore ad un’altra, per poi abbandonarla dopo una
crisi o una piccola contrarietà? Ecco i divorzi e le
separazioni che portano dolore e patimento a figli e genitori.
Insomma, anche se è dura da accettare, noi esseri umani non sappiamo
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Dopo che ha finito di
ricostruire la strada, Saetta chiede aiuto agli abitanti della cittadina di Radiator Springs, per
cambiare le gomme e altri componenti della propria carrozzeria: Saetta che ha ricostruito
la strada, è la persona che mediante un sincero ed umile pentimento si è
Confessato, e così gli è stata ridonata la
Grazia santificante. È a questo punto che l’individuo comprende che non è al
centro dell’universo, ma una persona che ha bisogno di aiuto
da Dio per vincere la battaglia Dopo che si sono comprese le motivazioni del perché una personalità non è
riuscita a svilupparsi in maniera equilibrata, ecco che si cerca di ricostruire la
propria identità (Saetta che cambia le gomme e altri componenti
della sua carrozzeria), con l’aiuto di terapeuti, amici o familiari (amici di
Saetta).
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Quando si è ristabilita la propria reale identità e
soggettività (Saetta che ha ricostruito la strada e la carrozzeria), tutto
l’apparato psichico torna a illuminarsi (luci al neon) e le tenebre del
“Falso Sé” cominciano a dileguarsi. |
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Saetta torna alla gara e pensa
sempre a dove è stato; infine scopre che i suoi amici della
cittadina di Radiator Springs, sono li per aiutarlo.
E così i suoi amici diventano la sua squadra. E
Saetta nella gara riesce ad andare all'indietro con agilità, grazie agli specchietti
retrovisori che ha installato: Maria Valtorta “I Quaderni del 1944” pag. 596: “I miei santi, dal seno beatifico
della contemplazione, non cessano un momento di operare per voi che siete ancora raminghi
nell’esilio, ed è una grande gioia per essi quando
un mio sorriso ordina loro di venire fra voi a beneficarvi e a ricondurvi al
Bene”. Non possiamo certo pensare che i
nostri parenti, amici e beneficati in questa vita terrena, ci abbandonino
quando lasciano questa Terra di prova. Invero, i
nostri cari defunti non
si scordano di noi quando si allontanano dalla Terra, ma mediante
suppliche e preghiere a Dio, ci seguono con amore e fedeltà. In poche parole,
diventano come la squadra di Saetta, nell’aiutarci a superare le difficoltà
della vita, ed a rimanere saldi nei propositi inerenti le
virtù. Oltre al resto, i nostri cari defunti, ci aiutano a
resistere agli attacchi dei nostri nemici spirituali, come i demoni e i suoi
accoliti. Ecco che Saetta che proprio grazie agli specchietti
retrovisori che ha posizionato, riesce a vedere anche quando corre in senso contrario, ci evidenzia il
fatto che i nostri cari defunti, nel momento delle difficoltà e delle
tentazioni, ci soccorrono facendoci scorgere i pericoli e difficoltà che ci sovrastano. In altre
parole, ci aiutano ad avere discernimento nei momenti bui della nostra vita
terrena. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 7 Dicembre 2007: “Io, Io, Dio, dono intelletto e discernimento a
chi vuole sapere e conoscere, dono una Stilla della
Mia Sapienza per capire, questo opero per chi si fida di Me, per chi è aperto
al Mio Amore. L’uomo guidato da Me non precipita nel buio della solitudine,
non cade nella disperazione, capisce che è guidato nel cammino della sua vita
dall’Amore”.
Saetta è la
persona che avendo ritrovato la propria reale identità, ha
recuperato tutte le proprie risorse e potenzialità soggettive (amici di Radiator Springs),
e quindi è in grado di superare le difficoltà della vita (gara) con
vigore, sollecitudine ed armonia. |
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Saetta nel pit-stop viene velocemente aiutato dalla
sua squadra; gli altri rivali rimangono senza fiato: Coloro che non credono in Dio, rimangono senza fiato nel
vedere i veri credenti superare le difficoltà e i disagi della vita con
serenità, forza e determinazione. Non stiamo forse tutti noi a bocca aperta,
nell’osservare i comportamenti e prodezze dei grandi Santi? Possiamo
ben dire che al loro fianco avevano Dio, Maria santissima, gli angeli e i santi, i quali li soccorrevano e
sostenevano nel dolore e nelle numerose prove.
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Pietro Lombardo “Il Ponte” pag. 14: “L’empatia è una modalità
di ascolto che favorisce la comprensione dell’altro, attraverso un’immersione
nella propria soggettività. Per poter comunicare in modo adeguato, la prima
abilità da sviluppare è quella dell’ascolto”. Saetta che aiuta un concorrente,
è la persona che avendo ritrovato finalmente se stessa e la propria reale
identità, riesce ad aiutare il prossimo nelle sue difficoltà ed incertezze.
Difatti se non si sono risolti i propri
problemi psichici ed esistenziali, non è facile prestare aiuto e soccorrere il prossimo, perché ci si sente
inetti, inibiti e si è tutti bloccati sui propri problemi. Naturalmente
questo non significa che una persona non voglia
aiutare il prossimo, ma piuttosto è interiormente bocciata. Insomma, chi ha
ricevuto nella propria infanzia solitudine, disprezzo, irrisione, delusione e
vuoto, non potrà che elargire le medesime entità al
prossimo. A meno che la persona, ad un certo punto della
propria esistenza, non riesca a compiere un lavoro
interiore che gli permetta di recuperare le risorse e facoltà non
sviluppate. Studiosa
Carolina “Tutto o Niente” pag. 155: “Se dentro di te
senti un vuoto invece dell’amore, se in te non
vi è che solitudine e disperazione, che cosa puoi dare? Solo
solitudine, paura, disperazione. Vuol forse dire amare? No di certo. Chi si avvicina ad
una persona coinvolgendola nei propri stati negativi, la distrugge invece di
amarla”. Per concludere, proprio come ha agito
Saetta, gli individui che hanno avuto delle deprivazioni affettive e che però nel corso del tempo
sono riuscite e lenire e guarire le proprie sofferenze e patimenti,
possiedono una capacità empatica
molto più vasta e profonda, di quanti non hanno avuto tali tormenti. Ecco che
allora si riuscirà a porgere aiuto con maggior vigore ed empatia, a
quanti hanno vissuto i medesimi patimenti. |
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La folla fischia il vincitore. Infine Saetta rifiuta lo
sponsor più conveniente, per rimanere con lo sponsor che lo ha lanciato:
Saetta è la persona che finalmente ha compreso che il denaro e la fama, non sono entità che portano
gioia e serenità nel cuore. Saetta ha inteso dal profondo di se stesso che l’amore, la misericordia e l’amicizia, sono essenze che non
solo donano gioia al prossimo, ma che elargiscono nel
proprio intimo, serenità e pacificazione.
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Frasa. |
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