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Fiordistella

Frasa

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La fiaba ci indica la strada da seguire, se vogliamo risolvere questo problema psichico. Occorre innanzitutto entrare nella “stanza proibita” del nostro inconscio, e recuperare le emozioni rimosse (quadro della donna che piange); poi necessita distruggere le “barriere” (Barriera di Gemme) delle difese psichiche ed affrontare le proprie emozioni nascoste (maschera di Fiordiloto). Solo allora avremo ritrovato la nostra unicità, e sapremo inglobare in maniera equilibrata e consapevole, tutte le emozioni e ricordi negativi rimossi. Si verrà a costruire così una nuova personalità (Fiordistella) più forte, dinamica e serena…

 

 

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Se volete leggere la fiaba completa,

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 Fiordistella.

 

Il principe dell’impero di Doranzica chiamato Averoro, è alla ricerca del grande amore. Ma sebbene tutte le fanciulle del suo regno sono ai suoi piedi, nel suo cuore avverte che il loro interesse è più rivolto alla sua posizione di principe, che ad un reale sentimento d’amore: Il principe Averoro è la persona che nonostante viva nel lusso e nelle comodità, percepisce nel proprio intimo un vuoto esistenziale. Un vuoto che proviene dal profondo di se stesso, una sensazione di privazione e disagio, che deriva dalla propria anima. Difatti come ripetuto numerose altre volte, la nostra anima è alla continua ricerca del suo creatore: Dio. L’anima ha sete e fame di Dio, e per questo motivo spinge l’Io razionale, a ricercare l’eterno amore. E quindi il principe Averoro che non si accontenta delle svolazzanti donzelle del suo regno, che gli cascano ai piedi come pere cotte, è un’allegoria della persona che non si lascia avvinghiare dalle tentazioni del senso, ma al contrario comincia a capire che la sua anima necessita di qualcosa di più grande, veritiero e profondo: Dio. In altre parole, tutti quelli che pensano di riempire  il proprio vuoto esistenziale, mediante il sesso, il cibo, i beni temporali, il denaro, il potere o il gioco, in realtà prima o poi, si troveranno al punto di partenza; insomma si sentiranno svuotati e colmi di depressione ed ansia. In ultima analisi, la favola ci suggerisce di prendere coscienza che un vuoto spirituale, non si può colmare mediante un bene o piacere temporale. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 11 Novembre 2008: “…la mente umana non fa che pensare, pensare, pensare, ma non come possa salvare la propria anima e l’altrui, pensa a come accumulare beni, gloria umana, come meglio trascorrere il tempo in vanità ed insulsaggini di ogni genere”.

 

 

Nel versante analitico, il principe Averoro che ricerca affannosamente l’amore della sua vita, è un emblema della persona che è alla ricerca della propria reale personalità. Invero, a volte si comincia a prendere coscienza che una delle cause che conducono una persona ad avere relazioni affettive sbagliate, risiede nell’aver dato al prossimo un'immagine errata e distorta di se stessi. Un’immagine che non corrisponde alla propria realtà interiore. Quando una persona ha edificato nel corso della propria vita un “Falso Sé”, ecco che anche le persone con cui si relaziona, sono attratte da questa maschera dorata che si espone con noncuranza. Ma con il passare del tempo, l’individuo con una personalità fittizia, comincia a comprendere che c’è qualcosa che non va, che quelle relazioni affettive così deludenti, ambigue, poco affettuose e insincere, non corrispondono al proprio ideale. In altri termini, a volte la persona nel rapporto relazionale con il prossimo, comprende di aver edificato una sovrastruttura di falsità e menzogne. Occorre quindi recuperare la propria reale identità, per poter vivere con sincerità la propria esistenza e le proprie relazioni intime e sociali. Pietro Lombardo: “Essere chiusi su di sé a spirale per difendersi. Da qui può avvenire la ricerca di sé, che è il momento dell’evoluzione”.

Il timore che avverte il principe Averoro, nel non sapere con certezza se le donzelle del suo regno lo amano o meno, simboleggia l’individuo che avverte nel proprio intimo, ansia ed inquietudine. Dobbiamo rammentare che la nostra mente inconscia, possiede una sua memoria e una propria intelligenza. E sono proprio queste due entità mentali, che suggeriscono all’Io razionale, se esiste un determinato pericolo. Ad esempio, se un bambino ha avuto un rapporto difficile con la madre, da adulto quando si troverà a scegliere la propria futura moglie, percepirà nel proprio intimo un certo disagio, un’ansia quasi impercettibile, proverà altresì disturbi fisici di vario tipo. Questi sono tutti segnali e indicazioni che provengono dalla memoria inconscia, i quali avvertono l’Io razionale che si sta per compiere un atto “rischioso”. Ecco che alcuni uomini od alcune donne per evitare l’unione coniugale, cominciano a dichiarare che il matrimonio è la tomba dell’amore, che il rito nuziale è solo un contratto e via dicendo. Queste, ed altre simili dichiarazioni, sono un chiaro meccanismo difensivo proveniente dalla memoria inconscia. Meccanismo difensivo chiamato razionalizzazione; dove si cerca una scusa plausibile ed accettabile, per evitare le sofferenze e patimenti vissuti nel passato. Dusty Miller: “La paziente deve essere aiutata ad avvertire quel che il suo corpo le comunica, in relazione alla paura. A volte l’unico indizio di una paura inconscia, che si sta cercando di aggirare, è un certo dolore fisico, una nausea, la tachicardia, il respiro affannoso: qualcosa che il corpo sa, ma che il cervello si rifiuta di ammettere”.

È interessante aggiungere, che le persone che vivono con un “Falso Sé”, quando si sposano o hanno relazioni affettive, generano nei loro partner sensazioni e sentimenti discordanti. Ad esempio, una moglie che sposa un marito dolce e sereno, poi con il passare del tempo, scopre che il marito è perennemente prepotente e scostante. Ecco che il partner ad un certo punto della relazione, si ritrova con una persona completamente diversa, da quella che aveva conosciuto all’inizio. Riassumendo, a volte si comincia a prendere coscienza che una delle cause che conducono una persona ad avere relazioni affettive sbagliate, risiede nell’aver dato un'immagine errata e distorta di se stessi. Un’immagine che non corrisponde alla propria realtà interiore.

 

                  

 

Il principe Averoro, mentre passeggia con il suo cavallo, in una enorme ed imponente foresta, intravede un piccolo e cicciotello Elfo chiamato Elpidio. E il principe lo sente parlottare di una bellissima Ninfa che vive oltre l’enorme Barriera di Gemme, che si erge lì vicino: Il principe Averoro che sente parlare di una meravigliosa Ninfa, è l’individuo che inizia a comprendere che dietro le apparenze di un mondo sommerso nell’edonismo (Barriera di Gemme), esiste un’anima (Ninfa). Una meravigliosa e sublime anima, che vive al di là della nostra consapevolezza razionale, effigiata nella fiaba dall’enorme Barriera di Gemme. Invero, nessun essere umano ha la capacità di scorgere con i sensi carnali, la propria anima; poiché essendo un’essenza spirituale, l’anima rimane invisibile a tutto ciò che è materiale. Ma con la “visuale” della Fede e seguendo gli insegnamenti elargiti con tanto amore da Gesù, da Maria santissima e dai profeti di tutti i tempi, possiamo assaporare e percepire che dentro il nostro cuore, al di là della nebulosa “foresta” dell’inconscio, ed al di là dell’enorme “barriera” del razionalismo, esiste e sussiste una meravigliosa anima (Ninfa) che attende di essere trovata dal nostro Io (Principe Averoro).

 

              

 

Il principe Averoro che scopre che oltre una Barriera di Gemme si trova una meravigliosa Ninfa, simboleggia la persona che mediante un’analisi interiore con il consiglio di amici, parenti o psicologi empatici (Elfo Elpidio), comprende di avere innalzato delle “barriere mentali” per nascondere la propria vera identità (Ninfa). Invero, queste “barriere mentali” a volte sono formate da tutti quei condizionamenti a cui uno è sottoposto nell’infanzia nel proprio habitat familiare, dalla società, dagli amici, dalle aspettative del prossimo e così via. La conseguenza di questo evento psichico, costringe la persona a reprimere le proprie vere emozioni e sentimenti, relegandoli e rinchiudendoli oltre la “barriera” dell’inconscio. Mentre nello stesso tempo, si evolvono e si innalzano false interpretazioni della realtà; le quali con il passare del tempo, divengono parte integrante della propria personalità e del proprio mondo interiore. Pietro Lombardo: “Quando impariamo a soffocare, reprimere parti di noi stessi (Ninfa), che vengono oscurate perché proviamo vergogna per aver manifestato rabbia, gelosia, ecc. è come se andassimo a creare una barriera (Barriera di Gemme) alla libera manifestazione. Si instaura un’inibizione che è all’origine di tante sofferenze della nostra esistenza umana. Attraverso questo potente condizionamento, perdiamo la libertà di sperimentare il mondo così come viene, e cominciamo a sperimentarlo attraverso dei filtri selettivi (Barriera di Gemme) creati dall’estensione o dal ritrarsi dell’amore esterno”.

 

        

 

L’enorme e possente Barriera di Gemme è talmente alta ed imponente, che nemmeno le dozzine di cavalieri che ogni anno si ripromettono di oltrepassarla, sono riusciti a tanto. E non solo, poiché nessuno sa esattamente cosa si trova al di là di quella possente barriera: I cavalieri che ogni anno cercano di oltrepassare la Barriera di Gemme e che poi falliscono nella loro impresa, simboleggiano tutti coloro che si sforzano di credere nell’esistenza di un’anima solo con le loro misere forze e senza l’aiuto di Dio, dei Sacramenti, della preghiera e delle virtù. Scienziati, sapientoni, guru, artisti, professori, politici, i “potenti” della terra e via dicendo, sono come cavalieri corazzati” di razionalismo, che inutilmente cercano di sfidare Dio cercando invano le verità del soprannaturale… in cose prettamente terrene. Ma occorre ricordare che per scoprire l’esistenza dell’anima, le armature e le armi del razionalismo e dell’eresia… non servono. Per oltrepassare la “barriera” della verità, occorre umiltà ed altresì necessita avvicinarsi alla sapienza che fuoriesce dallo Spirito Santo. In parole povere, esiste una barriera interiore che si chiama razionalismo, che ci impedisce di avvistare con chiarezza la verità. Verità che risiede nel fatto che ognuno di noi possiede un'anima (Ninfa), e che solo con una dose di umiltà e Fede, si riesce a percepirla. Esattamente come solo il “piccolo” elfo Elpidio, riesce ad oltrepassare la Barriera di Gemme. Dove la piccola statura dell’elfo, indica che solo gli umili, riconoscono ed avvertono di possedere un'anima.

I molteplici cavalieri che agognano oltrepassare l’imponente Barriera di Gemme, sono altresì un’allegoria dei vizi e delle persone perfide e maligne, che cercano di penetrare nel cuore di coloro che amano Gesù e le virtù. In altre parole, Dio nella sua infinita misericordia, pone un limite a coloro che bramano far crollare nel baratro del peccato, i veri credenti. Non ci dobbiamo difatti meravigliare del fatto che il Signore non prova le persone al di là delle proprie forze e possibilità. Maria Valtorta “I Quaderni del 1950” pag. 273: “Il mondo e Satana potranno odiarti ma fino al limite (Barriera di Gemme) che Io ho messo, alto, insuperabile come il muro da te visto nel sogno. Essi al di là, nel loro rumoroso, caotico mondo, sporco di tutte le concupiscenze, seminato di tutte le più tossiche eresie… tu al di qua, nel deserto di questo prato che non ha che serenità e povertà semplice e fiorita di erba vergine di corruzioni”.

 

      

 

Le persone mistificate poiché hanno poca stima di se stesse, coloro che sin dall’infanzia sono stati abituati a temere tutto ciò che si trova al di fuori del proprio habitat familiare, e che quindi non sono riusciti a sviluppare un sano e corretto rapporto e relazione con il prossimo, rischiano di sviluppare una sorta di “barriera psichica”. Questa barriera mentale, può sorgere e formarsi per evitare stati di angoscia troppo forti per un Io debole, e che non ha potuto accrescere le proprie difese mentali in maniera equilibrata. Insomma, le motivazioni che permettono a questo evento di edificarsi, sono molteplici; comunque tra le altre motivazioni possiamo descriverne alcune. Ad esempio, un fanciullo che ha vissuto in un ambiente dove non gli era permesso di relazionare con altri fanciulli in attività di gioco, crescendo rischia di non sviluppare in maniera dinamica ed equilibrata, le proprie difese psichiche, le qualità giuste che gli permettono di relazionarsi con il prossimo, e le risorse interne. Questo avviene allorquando i genitori sono troppo ansiosi e apprensivi, temendo che al figlio possa accadere qualcosa di brutto, e per questo motivo si tende a tenerlo lontano dai presunti guai e pericoli. Un altro esempio abbastanza eloquente, ci conduce a quei bambini che essendo continuamente messi a tacere dai loro familiari, ogni qualvolta esprimono un’opinione e un pensiero, vengono così assiduamente svalutati e umiliati che crescendo non sono più in grado di sviluppare la propria autostima. Stima di sé, che viene così rinchiusa dalla “barriera” chiamata inconscio. Queste persone invero, percepiscono di non essere ben accolte quando sono se stesse, e quindi innalzano delle barriere psichiche per paura di venire ancora feriti dal prossimo; esattamente come è avvenuto nel loro doloroso passato, da parte di figure genitoriali glaciali e senza cuore. Pietro Lombardo: “A volte siamo succubi della vergogna, ci sentiamo indegni, ci sentiamo di non poter ricevere affetto, ci vergogniamo di esistere, vorremmo nasconderci, far finta di non esserci, vorremmo chiuderci in un bunker (Barriera di Gemme), in una sorta di solitudine silenziosa, invisibile, attraverso cui nessuno possa venire a toccarci o a prenderci”. Come possiamo ben comprendere, coloro che hanno creato queste barriere mentali, faranno fatica a relazionare con il prossimo. Difatti a volte è realmente faticoso avere rapporti equilibrati e sereni, con persone che hanno innalzato una sorta di “muro mentale”. La sensazione che si prova, è la medesima sensazione che sperimentano i cavalieri della favola, quando si trovano di fronte alla maestosa “Barriera di Gemme”; la quale diviene un ostacolo impenetrabile.

 

      

 

Il principe Averoro decide di chiedere aiuto alla sua vecchia amica fattucchiera, la simpaticissima Logofrena; la quale gli dona una pozione magica che possiede il dono di trasformarlo in uno scattante delfino. Ma purtroppo il sortilegio dura solo per poco tempo, dopodiché bisogna bere l’antidoto, altrimenti il principe corre il rischio di rimanere per sempre un delfino: La fattucchiera Logofrena è un’allegoria di un Sacerdote buono che dona al credente, i Sacramenti. Nella favola quindi, il principe Averoro che prende la pozione che lo trasforma in un delfino, simboleggia il credente che quando prende i Sacramenti, si unisce in maniera più intima a Gesù. Questa unione con Gesù ci viene raffigurata dal principe che diviene un delfino. Riflettiamo… non è forse Gesù che viene spesso raffigurato come un pesce? Ed ecco che coloro che con amore ed umiltà pregano, sono virtuosi e prendono i Sacramenti, divengono “agili e scattanti” nella spiritualità. Ed ancora… esattamente come un delfino riesce a vivere sia in superficie che nelle immensità dell’oceano, così il vero credente riesce a districarsi nel mondo materiale, senza per questo perdere il contatto con il mondo spirituale, raffigurato nella fiaba, dal delfino che vive nelle profonde “acque” della Grazia.

 

 

Tutti a volte nella vita abbiamo provato ad essere qualcun’altro, o per gioco o per scherzo. Tuttavia, se un bambino è costretto nel proprio habitat familiare ad agire e pensare in maniera diversa da ciò che avverte intimamente, o non è coerente con la propria identità, rischia di rimanere invischiato nella falsa personalità. Ecco che il principe Averoro che diviene per poco tempo delfino, è proprio l’immagine figurata di questo evento psichico. Difatti il principe Averoro sa bene che può rimanere delfino (falsa personalità) solo per poco tempo, altrimenti rimarrà sempre con la forma del simpatico cetaceo.

 

            

 

Fiordiloto, conosciuta anche come la terribile Maga Nera, da molteplici anni è alla ricerca della metà di uno specchio fatato, che le permette di rimuovere la stupenda ma terribile maschera d’oro, che le copre il viso. Difatti nel corso degli anni, Fiordiloto è venuta a conoscenza che solo riunendo lo specchio fatato in suo possesso, con la metà mancante… riuscirà a togliersi quell’odiata maschera: Fiordiloto è un’immagine figurata della persona che vive la sua esistenza terrena, basandosi colo sulla soddisfazione dei propri desideri egoistici. E la maschera dorata che le copre il viso, effigia proprio i beni temporali, i piaceri carnali e la triplice concupiscenza, i quali anche se all’apparenza sembrano entità buone e soddisfacenti (oro della maschera), in realtà coprono e mascherano la vera essenza della persona: la propria spiritualità. Difatti i viziosi, i disubbidienti ai dieci comandamenti, gli edonisti ed i razionalisti, rivestono e foderano la verità, con menzogne affascinanti, apparentemente giuste ed esteriormente logiche, con l’intento di abbonire e quietare la propria coscienza. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 10 Giugno 2005: “…chi opera il male odia la luce e cerca il buio per nascondersi (maschera dorata). Ancora un poco e poi si completerà la divisione come avvenne tra gli angeli, essi si divisero in due schiere: quelle docili ed obbedienti, quelle ribelli ed indocili; anche allora ci fu un tempo per scegliere che finì e la scelta fatta rimase per sempre”.

Fiordiloto che cerca in tutti i modi di togliersi la maschera dorata, è l’individuo che avendo spezzato lo “specchio” della verità, percepisce nel proprio intimo un turbamento e un’angoscia, che non riesce a comprendere. Non è forse così che vivono tutti coloro che ricercano l’oggettività, rifiutando tuttavia le verità evangeliche? Proviamo a scrutare gli scienziati del nostro tempo… i quali con affanno e agitazione, si sono impossessati delle conoscenze più profonde e immense, ma nonostante tutto questo… gli manca sempre un qualcosa per riempire i vuoti della loro scienza e conoscenza. Ad esempio, chi ha creato il mondo e l’universo? La loro risposta contempla il fantasioso e lugubre Big Bang. Chi ha creato l’uomo? Un’evoluzione dalla scimmia. E così facendo, questi studiosi del nulla, cercano le conoscenze della creazione e i misteri dell’universo, in essenze prettamente materiali. Esattamente come Fiordiloto ricerca la metà dello specchio (verità) in luoghi lontani, senza mai trovare la parte dello specchio mancante. Ed allora, cosa ci suggerisce la favola? Che per ritrovare la verità (specchio mancante), occorre riempire i vuoti mancanti con le verità bibliche espresse dai profeti. Altrimenti le conoscenze in mano ai presunti sapienti della Terra… saranno frammentate, mozzate, scomposte, scisse e non complete; esattamente come lo specchio frammentato che tiene in mano la Maga Fiordiloto.

 

     

 

La Maga Nera Fiordiloto è la persona che non ha potuto sviluppare correttamente la propria identità, la quale è stata costretta a scindersi e frammentarsi nel corso degli anni. Questa frammentazione dell’identità è evidenziata dallo specchio che la Maga Nera tiene in suo possesso; uno specchio diviso a metà, esattamente come la sua interiorità ed identità distorta, alterata ed incompleta. In altre parole, quando un bambino non ha avuto modo di specchiarsi con equilibrio ed amore nelle figure genitoriali, ecco che fa fatica a sviluppare correttamente e in maniera bilanciata, la propria personalità e soggettività. Margaret Mahler “Le Psicosi Infantili” pag. 32: “Il metodo primario di formazione dell’identità, consiste in un rispecchiarsi reciproco durante la fase simbiotica. Questo rispecchiarsi narcisistico, reciproco e libidico, rinforza la delineazione dell’identità (specchio) …una specie di fenomeno di eco”.

Pietro Lombardo: “Non è un caso, che tutti i bambini che hanno subìto il senso dell’abbandono del crollo di un ponte, soffrano per essere stati trascurati e devono trovare un modo per soddisfare la necessità di legami. Qui si crea il “Falso Sé”, per ottenere approvazione, briciole d’affetto, compatimento, frammenti di riconoscimento. Progettano un comportamento che non è più reale. Le maschere (maschera dorata di Fiordiloto) sono infinite, e così crediamo di poter ricevere qualcosa”. Ecco spiegato il perché Fiordiloto possiede una maschera dorata; insomma, il fanciullo che non è stato accolto ed amato dai suoi educatori, ecco che può sviluppare ed accrescere una doppia personalità, meglio nota come “Falso Sé”. Questo “Falso Sé” è una “maschera dorata” che il bimbo sostituisce al proprio “Vero Sé”, il quale rimane imbrigliato ed imprigionato dietro la “barriera” dell’inconscio. Esattamente come la Ninfa del Lago vive dietro la Barriera di Gemme. In ultima analisi, la maschera dorata del “Falso Sé”, viene edificata dal fanciullo per poter avere briciole di affetto e comprensione dai propri familiari. Con tutto ciò, rimane sempre nell’intimo della persona, un’enorme dose di angoscia per non poter esprimere se stessa con semplicità e serenità. Questo evento lo percepiamo nella fiaba, dalla Maga Nera Fiordiloto la quale, colma di rabbia e sofferenza, cerca in tutti i modi di togliersi la maschera dorata. Pietro Lombardo: “Una maschera è una forma di comportamento obbligato, adottato nell’infanzia come sistema per difenderci dai ponti che si spezzano. Sono queste maschere che ci portano la malattia dell’anima e del corpo. Solo il “Vero Sé” ha la saggezza di ravvivare il fuoco, del nostro sacro sé”.

 

            

 

La saggia lumaca Sagsa, consigliera di Fiordiloto, ha il privilegio di osservare la Maga Nera quando cerca con tutte le sue forze di togliersi quell’odiata maschera. Finanche una volta Fiordiloto, nel tentativo di rimuovere la tanto odiata maschera, come gocce di fuoco rovente su una lamina di acciaio, ha lasciato rotolare copiose lacrime su quella ripugnante maschera: La lumaca Sagsa effigia la pazienza e saggezza che possiede Dio, nei riguardi dei viziosi e in coloro che non credono in Lui. Difatti se ci riflettiamo, il Signore attende con calma e mansuetudine tutti quelli che al presente, sono disobbedienti e immersi nei vizi; esattamente come il buon Padre della parabole del figliol prodigo, attende con amore e pazienza il figlio tornare a casa. E non è forse Dio, il quale è onnipresente ovunque nel mondo ed oltre, che osserva i suoi figli soffrire e patire, proprio perché disobbediscono alla verità e al suo amore? Naturalmente molti diranno… conosco persone viziose che sono appagate, compiaciute e festanti. È tutto vero… ma solo all’apparenza. Poiché al di là della facciata e maschera dorata che la persona viziosa e razionalista espone in pubblico, intimamente è triste, sola, tormentata, vuota ed angosciata. Esattamente come la Maga Nera Fiordiloto, la quale nonostante viva in un sontuoso castello, cerca disperatamente di togliersi la maschera dorata. Mentre le lacrime della Maga Nera Fiordiloto, sono le medesime lacrime che sgorgano dall’anima che rimane schiavizzata ed assoggettata da un Io sregolato e vizioso. Un’anima che nei meandri dell’inconscio, urla e soffre per essere separata dal suo Creatore e dal suo amore eterno: Dio. E anche se, razionalmente o con i nostri sensi corporali, non sentiamo o percepiamo questo intimo dolore, lo avverte e percepisce Dio… e ne ha pietà. E per questo motivo che il Signore cerca con amore e sapienza, di farci recuperare lo specchio della verità, che la nostra anima ricerca con tanto affanno.

È altrettanto vero che ognuno di noi ha scritto nel proprio cuore, le leggi d’amore che Dio ci ha donato nei dieci comandamenti; ma ecco che intimamente, alcuni individui decidono se seguirli o meno. E la maschera dorata della Maga Fiordiloto, simboleggia il modo in cui un Io protervo ed egoista, cerca di rimuovere e dimenticare i dieci comandamenti dal “viso” della verità. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 7 Gennaio 2009: “Figli amati, le Leggi di Dio sono scritte a lettere di fuoco in ogni cuore, nessuno può dire di non conoscerle; non le conosce chi non vuole farlo (Maga Fiordiloto), ma mente (maschera dorata) a sé stesso ed agli altri”.

Opera scritta dalla Divina Sapienza del 18 Giugno 2007: “Madre amatissima, chiediamo a Gesù, con la Tua intercessione, sempre più Luce per riconoscere l’inganno e smascherare l’ingannatore. Vedo, amatissima Madre, che i progetti dell’astuto serpente spesso vanno in porto proprio a causa della sua sottile arte d’ingannare”. La Maga Fiordiloto simboleggia altresì coloro che si sono uniti al perfido serpente infernale: Satana; per poter guadagnare fama, denaro, sesso, piaceri illeciti ed altro ancora. Eccoli tutti agghindati come novelli re e regine, con le loro ricchezze illecite, il loro potere a servizio del male, con i cuori che serpeggiano i vizi più blasfemi. Giocondi di una contentezza apparente, artefatta, abominevole. Sogghignano dietro alle loro maschere dorate, mentre la loro anima languisce nei meandri dell’Inferno. Sì. Inferno. Quell’Inferno che inizia in un cuore ribelle a Dio, e che poi continua nell’eternità, nell’altro Inferno… quello eterno. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 1 Maggio 2006: “…uomini iniqui operano senza posa dietro una maschera irriconoscibile”.

 

    

 

La Maga Nera Fiordiloto che con ogni mezzo cerca di togliersi la maschera dorata, ci rammenta che la persona che ha un “Falso Sé”, non può recuperare la propria reale identità, solo ed esclusivamente con le proprie forze razionali. Ma per riuscire a mutare questa falsa personalità (maschera dorata), l’individuo ha bisogno di compiere un lavoro interiore, mediante conoscenze psicologiche, ricordi rimossi portati alla luce, la rielaborazione delle esperienze e traumi vissuti nel passato ed infine mediante l’aiuto di persone empatiche ed amorevoli. Pietro Lombardo: “Tutto ciò che non viene elaborato, trasformato non svanisce nell’aria ma ritorna come un fantasma all’interno del sistema, rimane incistato dentro di noi, e queste cisti possono diventare dei tumori che distruggono la crescita armonica, non solo del figlio, ma anche del genitore”. Alcuni si domanderanno… ma come mai la persona mistificata prima indossa una maschera, e poi la vuole togliere? Semplice, la maschera del “Falso Sé” si sviluppa nella tenera età, per difendere e proteggere l’Io del fanciullo, dagli attacchi distruttivi di genitori castranti, superbi e privi di amore. Crescendo, questa falsa personalità, diviene sempre più vigorosa e vorace, fino a soppiantare del tutto la vera personalità; quindi la persona divenuta adulta si ritrova non solo con una personalità fittizia, ma altresì con tutta una serie di meccanismi difensivi costruiti ed edificati nell’infanzia. Ecco il nascere e il sorgere dell’angoscia, del senso di castrazione mentale, del comportarsi in maniera diametralmente opposta a ciò che si percepisce nel proprio intimo. Tutte sofferenze, deviazioni ed angosce psichiche, che fanno capire all’individuo mistificato, di avere qualcosa che non va. Al contempo, l’individuo si trova di fonte ad una “barriera” invalicabile, formata da interiorizzazioni razionali; questo proprio perché sono intervenuti sistemi difensivi inconsci. Occorre quindi entrare nel proprio inconscio, e recuperare le motivazioni che hanno spinto un piccolo fanciullo, a creare una barriera psichica (Barriera di Gemme) così imponente.

Oltre al resto, è bene asserire che sovente le frustrazioni, sofferenze e patimenti vissuti nell’infanzia, vengono rimossi; il tutto per non sperimentare di continuo, sentimenti di angoscia, desolazione ed inquietudine. Ma se questo processo psichico difensivo si protrae per lungo tempo, crescendo l’individuo può innalzare e creare, un senso di megalomania nei riguardi degli altri. Senso di superiorità che serve per evitare di sentirsi inferiore agli altri. In sostanza, gli individui con un senso di inferiorità, proprio come Fiordiloto, rischiano di mettersi una “maschera dorata” (oro: senso di superiorità) per non esprimere e per negare il proprio dolore interiore (Fiordiloto che piange, nel tentativo di togliersi la maschera), ed il proprio senso di inferiorità (Ninfa rinchiusa dietro alla Barriera di gemme). Alice Miller: “Ogni dittatore nega la sofferenza provata da bambino, e cerca di dimenticarla facendo ricorso alla megalomania. Tuttavia, l’inconscio registra nelle cellule del corpo l’intera storia, e arriva il giorno in cui spinge la persona a confrontarsi con la propria verità (specchio)”.

 

                  

 

Giunto sul bordo del lago, il principe Averoro con decisione sorseggia la pozione magica; e in pochi istanti il principe si trasforma in un dinamico e guizzante delfino. Dopodiché con estrema rapidità, si tuffa all’interno del lago, seguendo di nascosto il piccolo elfo Elpidio: Quando ci nutriamo con umiltà e Fede dei Sacramenti (pozione magica) che Dio ci ha donato, ecco che la Grazia santificante scorre nelle nostre vene spirituali, offrendoci i doni provenienti dallo Spirito Santo. Donativi che ci aiutano ad avere la forza di resistere alle tentazioni ed alle nostre cattive inclinazioni, oltre ad elargirci l’intelletto di penetrare nelle “profonde acque” della sapienza (principe-delfino che entra nelle profondità del lago). Ed è proprio questo aspetto che la favola ci vuole esporre con naturalezza. Di esempi nel corso della Storia ne abbiamo numerosi. Prendiamo ad esempio San Paolo, il quale dopo essersi convertito, si è trasformato in un agile e forte “delfino” della Fede; riuscendo a condurre interi popoli, verso le realtà celesti. Il tutto esclusivamente dopo essersi convertito, nutrito della santa Eucaristia e dopo essersi battezzato. Invero, Il rigido e intransigente Saulo (Principe Averoro) si è trasformato nel dinamico e flessibile Paolo (delfino); in altri termini in una persona umile, colma di fede, speranza, caritatevole. Altresì capace di penetrare nelle profondità del “lago” della sapienza divina, traendone gemme di incalcolabile valore per tutta l’umanità. Cosa che non sarebbe avvenuta se fosse rimasto Saulo, il persecutore dei cristiani. Questo evento ci viene evidenziato nella fiaba dal principe Averoro, che da semplice uomo… è divenuto un guizzante delfino.

È altresì interessante notare, che il principe Averoro che segue il piccolo elfo Elpidio nel lago, è un’immagine figurata del vero credente che comprende che per seguire le virtù e i dieci comandamenti, deve seguire la più ostica delle virtù: l’umiltà. Evidenziata dalla fiaba, dalla piccola statura dell’elfo Elpidio. Difatti, se la superbia e l’orgoglio agguantano ed afferrano un cuore, ecco che la persona comincia a credersi superiore a Dio ed al prossimo. Ad esempio, il superbo, quando ha una sua idea e una sua opinione, crede fermamente che tutte le idee ed opinioni che provengono da Dio e dal prossimo, sono tutte inferiori e meno elevate della sua. Ecco spiegato il motivo del perché il superbo disubbidisce ai dieci comandamenti e non segue le virtù; egli crede di essere nel vero, mentre tutti gli altri sbagliano o sono nell’errore. In definitiva, il superbo è un cieco spirituale, e persino razionale. Non a caso, quando siamo di fronte ad un orgoglioso e borioso, non è possibile dialogare con franchezza e semplicità, poiché il superbo troverà sempre dei ragionamenti colmi di citazioni, riferimenti, esposizioni ed argomentazioni pseudo scientifiche, che contribuiscono, alla sua mente colma di vanità ed arroganza, nel giustificare le sue opinioni erronee. In altre parole, il superbo utilizza le conoscenze acquisite, la propria intelligenza, il proprio carisma e non ultima… la propria razionalizzazione degli eventi, come stampelle che tengono in piedi il suo edificio colmo di concetti ed opinioni soggettive. Insomma, il superbo è un mistificatore della realtà, sia verso se stesso, verso il prossimo, e soprattutto verso Dio. Ecco spiegato il motivo del perché Dio parla e si confida agli umili di tutti i tempi, e non ai superbi. Esattamente come dice il Magnificat… Dio ha innalzato gli umili, e ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore…

    

 

Il principe Averoro che per seguire l’elfo diviene un delfino, simboleggia la persona che comprende che a volte per entrare nelle “profondità” della conoscenza (lago), occorre staccarsi dai rigidi schemi mentali interiorizzati nel passato. E che quindi occorre divenire empatici, cercando di comprendere anche le realtà non del tutto consone ai nostri pensieri soggettivi. La dinamicità del delfino, è proprio un’allegoria della “dinamicità mentale”, che deve possedere la persona che desidera accogliere ed approfondire, la propria interiorità.

È altrettanto interessante annotare, che il principe che diviene delfino è la persona che sa bene che per comprendere alcune realtà, occorre una certa elasticità mentale. In altre parole, proprio come il principe, comprendendo che per vivere in un habitat colmo di acqua deve mutare forma, la persona elastica e flessibile sa bene che per raggiungere una sapienza e conoscenza maggiore, deve per certi aspetti, estraniarsi da preconcetti e restrizioni mentali acquisite nel passato. Esempio visualizzato da molteplici scienziati e studiosi di tutti i tempi, i quali per progredire nelle loro conoscenze e consapevolezze, a volte sono stati costretti a prendere le distanze dai loro precedenti studi e credenze.

 

         

 

Il principe Averoro cerca di intrufolarsi in un tetro tunnel, ma ecco che improvvisamente spunta un enorme polipo guardiano, chiamato Posio. L’enorme e possente polipo, lo attacca con determinazione, cercando di impedirgli l’accesso al tunnel. E così, dopo un rapido combattimento, il principe Averoro riesce a svincolarsi dai serpentini tentacoli di Posio, riuscendo ad attraversare il tunnel: Opera scritta dalla Divina Sapienza del 11 Dicembre 2007: “Egli deve fare forza su se stesso per vincere le passioni che lo inducono al male, al peccato, per tutta la sua vita dura il combattimento spirituale contro le forze del male, questo è, ma se l’anima si addestra presto, la fatica per vincere le sue passioni diviene sempre minore”. Non scordiamo che ogni qualvolta compiamo un’azione equa ed onesta, giunge repentinamente il nostro eterno nemico: Satana (polipo Posio); il quale cerca di impedirci di compiere atti benevoli, di accedere alle verità evangeliche e di sviluppare la nostra spiritualità. Ma è altrettanto vero che se rimaniamo saldi nelle virtù, nell'obbedienza ai dieci comandamenti e prendiamo con Umiltà e Fede i Sacramenti (pozione magica), ecco che dopo un breve combattimento… riusciremo a sconfiggere il serpente infernale. In altre parole, occorre compiere un combattimento spirituale contro forze avverse a Dio ed alla nostra anima. Questo combattimento interiore, avviene su diversi fronti. In definitiva, occorre combattere contro le nostre passioni, le nostre cattive inclinazioni, contro le tentazioni di Satana e i suoi schiavi, contro il razionalismo imperante e contro le eresie. Questo evento ci viene evidenziato nella fiaba, dal principe Averoro (ognuno di noi) che con forza, tenacia e determinazione, lotta contro il terribile ed enorme polipo Posio. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 4 Giugno 2007: “Come vedi, nessuno può avere salvezza senza fatica. L’uomo, ogni uomo (principe Averoro), deve affrontare un combattimento spirituale (polipo Posio) che è più o meno duro nel tempo”.

 

      

 

Pietro Lombardo: “Questo è un esempio estremo di come i nostri vari “Falsi Sé”, si formino quale risultato di un trauma emotivo o di una violenza fisica; di come cioè la nostra natura cerchi di organizzarsi nella difesa, perché altrimenti non ce la farebbe a sopravvivere”. Il principe Averoro è un Io che cerca in tutti i modi di ritrovare la propria reale identità, e che cerca altresì di eliminare il proprio “Falso Sé”. Ma ecco che quando si entra nel “tunnel” del nostro inconscio (lago), cominciamo a ritrovare improvvisamente alcuni ostacoli psichici (polipo Posio), che altro non sono che i meccanismi difensivi, edificati ed innalzati nell’infanzia. Difese psichiche che come espresso precedentemente, sono state costruite per proteggersi da sentimenti di angoscia. Difatti, sono proprio queste difese psichiche edificate nell’infanzia, come ad esempio la rimozione, la negazione, la razionalizzazione, che hanno tutta la forza e determinazione di difendere l’Io dagli attacchi di angoscia. Ecco che la persona avverte nel proprio intimo, che il cercare di spodestare queste barriere mentali edificate nell’infanzia, non è un’impresa facile, poiché la nostra memoria inconscia non conosce passato e presente. In altre parole, la memoria inconscia non si rende conto minimamente che sono passati molteplici anni da quando sono state innalzate le difese psichiche; ecco uno dei motivi del perché queste forze psichiche, deputate a difendere l’Io da angosce e deprivazioni, sono così forti ed imponenti anche dopo che sono passati numerosi anni dalla loro edificazione. Pietro Lombardo: “L’unico prezzo da pagare nel vivere secondo queste difese, è che ci congelano nel nostro passato, e non ci permettono di andare avanti nella nostra evoluzione personale, nella nostra maturazione, nel raggiungimento della nostra autonomia, nella possibilità di esternare liberamente e pienamente… tutto l’enorme bagaglio delle nostre potenzialità”.

 

 

Il principe Averoro con sua enorme sorpresa, scorge un paesaggio meraviglioso. Infatti si possono ammirare fiori e piante mai viste prima, per non parlare dei numerosi volatili multicolori che sfrecciano beati tra i poliedrici rami in fiore. Ma la cosa che lo colpisce maggiormente, è nello scorgere al centro del lago, un bellissimo castello a forma di fiore appena sbocciato: Quando sconfiggiamo il male e rifuggiamo i vizi e le tentazioni di Satana, ecco che scopriamo il meraviglioso mondo spirituale che Gesù e i profeti ci hanno enunciato con tanto amore e verità. L’anima si scopre divenire un meraviglioso castello, circondato dai numerosi “fiori” delle virtù, dai possenti “alberi” della sapienza, dai “frutti” delle buone opere e dai fantastici “colori” della verità. E che dire di quella serenità e pacificazione interiore, che si sperimenta quando la coscienza tace i suoi morsi e ululi di colpa, al nostro Io? In realtà, quando una persona ha compiuto il suo dovere di vero credente o ha trovato dimora nella giustizia e verità, ecco che il suo cuore diviene un meraviglioso paesaggio simile ad un paradiso. Tutto ciò è possibile grazie a Dio, il quale penetra il cuore degli umili e virtuosi, donando la sua pace ed il suo amore. Teresa d’Avila “Il Castello Interiore” pag. 37: “…possiamo considerare la nostra anima, come un castello fatto di un solo diamante o di un tersissimo cristallo, dove sono molte dimore, come molte ve ne sono in cielo. Infatti, se ci riflettiamo bene, sorelle, l’anima del giusto non è altro che un paradiso dove il Signore dice di avere le sue delizie”.

 

            

 

Il principe Averoro è l’individuo che comprende che per ritrovare la propria reale identità e per ristrutturare il proprio “Vero Sé”, deve recuperare tutti quei ricordi, esperienze e memorie del passato; e per raggiungere questo scopo, accede nel tortuoso “tunnel” della memoria inconscia, superando le insidie che provengono dai “tentacoli” dei meccanismi difensivi. Ma ecco che dopo aver superato tante insidie ed ostacoli, l’Io recupera e scorge il meraviglioso “castello” e paesaggio del “Vero Sé”. Difatti molto spesso, quando si reprime la propria vera personalità, si limitano con essa anche le proprie capacità emotive e psichiche, le proprie attitudini e le “fragranze” della verità.

 

      

 

Il principe Averoro torna nella sua forma umana, e incuriosito comincia ad esplorare quel luogo così inusitato. Improvvisamente incontra la Ninfa del Lago chiamata Fata Esthel: È naturale che nel preciso momento in cui siamo immersi nelle virtù e nell’obbedienza ai dieci comandamenti, riusciamo a percepire la nostra anima (Fata Esthel). In breve, con gli occhi della Fede si comincia a curare e proteggere l’essenza più preziosa che abbiamo, l’anima. Ecco spiegato il perché i veri credenti, seguendo le indicazione di Gesù e Maria Santissima, iniziano a pregare con fervore, a pentirsi dei propri peccati mediante il sacramento della Riconciliazione, a nutrirsi della santa Eucaristia e a seguire le virtù. Il tutto per aiutare a crescere e vivificare la propria anima e quella del prossimo. Esatto… anche quella del nostro prossimo. Perché mediante il nostro esempio edificante, le preghiere e i sacrifici che offriamo a Dio per la salvezza delle anime del prossimo, diveniamo persone che sanno aiutare e sostenere chi ancora si trova lontano dalla verità. E naturalmente solo coloro che conoscono l’esistenza di un’anima, cominciano a compiere questi meravigliosi atti d’amore. Propriamente come solo il principe Averoro ha potuto curare e proteggere la Ninfa del Lago, solo dopo aver oltrepassato lo “steccato” (Barriera di Gemme) del razionalismo e relativismo.

 

            

 

Il principe Averoro è un Io che dopo numerose difficoltà, ha ritrovato la sua essenza più vera e profonda: il proprio “Vero Sé” (Ninfa del Lago). E il mondo meraviglioso che circonda la Ninfa, è un’allegoria di tutte quelle risorse psichiche della persona, che per così tanto tempo sono state “congelate” e represse nel proprio inconscio; il tutto per paura di essere mal giudicati, criticati e derisi dai propri familiari. Ecco in cosa consiste la persona: in un’enorme, grandiosa, unica e meravigliosa unicità e soggettività. Uno stupendo paesaggio che non è paragonabile o simile a nessun’altro. E purtroppo bisogna considerare, che alcuni educatori vogliono conformare l’unicità dei loro figli, alle direttive e schemi comportamentali esposti dalla società e dalla cultura imperante. La fiaba quindi ci pone una semplice domanda… non è meglio lasciare che i propri figli esprimano la loro unicità e singolarità? Il meraviglioso paesaggio della loro unicità, si può sviluppare solo se li lasciamo essere ciò che sono, se permettiamo al piccolo seme di mettere radici nel “bosco” della verità, se abbeveriamo le fronde dei nostri figli con l’autenticità e l'accettazione di ciò che realmente sono. Educare non significa castrare la personalità dei discendenti, ma significa lasciare che la loro personalità divenga libera da schemi comportamentali troppo coercitivi, e lasciare esprimere il loro “Vero Sé” mediante l’amore e l’accettazione di ciò che essi sono.

 

            

 

Il principe Averoro rimane sorpreso nel costatare che Fata Esthel rischia di morire, se solo oltrepassa la Barriera di Gemme. Questo è dovuto al fatto che la Ninfa non può provare od avvertire emozioni troppo forti, se non con la conseguenza di una morte veloce e repentina: All’inizio della conversione di una persona, occorre tener presente che la Fede appena sbocciata e ritrovata, ha bisogno di tempo per incrementarsi, stabilizzarsi, rafforzarsi, evolversi e crescere, prima di poter affrontare prove più dure. In altri termini, quando si è vissuti per anni immersi nel peccato, nelle concupiscenze e nell’errore, le capacità dell’Io e la sua versatilità nelle verità spirituali, si sono indebolite e sfibrate; per questo motivo non appena si è ritrovata la virtù della Fede e ci si è convertiti, occorre del tempo per rinfrancarsi dagli errori compiuti. Esattamente come quando si rimodella e cambia un appartamento, occorre prima di tutto far pulizia delle cose vecchie, poi necessita ridipingere l’appartamento ed infine riempirlo con nuovi mobili e suppellettili. Lo stesso evento è paragonabile alla nostra crescita spirituale. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 1 Settembre 2004: “Il Signore grande e potente è tornato, è sulla soglia, cambiate, mettete giudizio, lasciate la vita dissoluta e rimettetevi a lavorare per ripulire la casa divenuta indegna”.

In questo contesto, la Barriera di Gemme rappresenta la divisione tra il versante spirituale e quello razionale. Ecco che l’individuo che da poco ha ritrovato la Fede in Dio, non può affrontare le insidie del mondo, se non dopo aver rafforzato le proprie virtù. In breve, sarebbe un atto di imprudenza, voler credere di essere sicuri di affrontare un mondo ostile e colmo di razionalismo, eresie, menzogne, vizi e peccati, senza una salda convinzione e perseveranza in ciò in cui si crede.

 

 

Pietro Lombardo: “Quando i bambini si sentono dire: Non essere così emotivo o così timido - anche qui viene invalidato il loro sentimento. L’inibizione del sentimento, il blocco del sentimento crea uno stato di obnubilamento, cioè uno stato di stordimento, in maniera tale che l’unico modo che la persona ha di andare avanti… è di negare la presenza del sentimento; e qui nasce la mistificazione”. Fata Esthel che rischia di morire se prova dei sentimenti forti, è la persona mistificata che sin dalla tenera età, non gli è stato consentito di esprimere con semplicità e veridicità le proprie emozioni, sentimenti o ideologie. In altre parole, se un genitore non presta ascolto alle emozioni, giudizi, opinioni e sentimenti del discendente, quest'ultimo rischia di svilirsi, deprezzarsi, sottovalutarsi e non riesce più a riconoscere ed a differenziare i propri reali pensieri ed opinioni, da quelli degli altri. In questo caso, il fanciullo comincia a non tenere conto di ciò che avviene nel proprio intimo, percependo i propri concetti, pensieri, opinioni ed emozioni, come entità astratte, astruse, non buone, e quindi non sa dare delle risposte adeguate ai propri bisogni interiori. Questo evento produce sfiducia in se stessi, confusione, rabbia, delusione, ansia, fragilità. Altresì può scaturire una paura o timore di poter far del male a se stessi o al prossimo, se questi sentimenti ed emozioni, vengono esposti o messi in luce. Esattamente come Fata Esthel teme di morire, se esprime i propri sentimenti. Pietro Lombardo: “Questo è il caso di una donna che da bambina aveva imparato a compiacere sempre le richieste dei propri genitori, a non esprimere ciò che realmente provava dentro di sé. I suoi bisogni venivano messi in cantina (stanza proibita della Ninfa)), in attesa di poter essere accolti in sala da pranzo; e la cantina si riempiva sempre di più di questi - pacchi bisogno. Lei non poteva provare ciò di cui veramente aveva bisogno, non poteva volere ciò che intimamente sentiva, aveva imparato ad essere sempre disponibile con gli altri e mai per se stessa, e dunque nel corso del tempo… a perder di vista se stessa”.

 

         

 

La ninfa Fata Esthel e il principe si innamorano perdutamente. Dopodiché Averoro, tornato dalla fattucchiera Logofrena, gli racconta per filo e per segno tutto quello che ha vissuto. Ma i due non si accorgono, che appollaiato su una finestra mezza aperta… li sta udendo Ibris, il perfido pipistrello spia della Maga Nera: Il principe che si innamora perdutamente della ninfa Fata Esthel, è l’Io di una persona che si “innamora” del proprio versante spirituale. Ed ecco che Averoro che si confida con Logofrena, spiegandogli l’amore che ha trovato per la ninfa, è la persona che cerca di avvicinarsi ai Sacramenti ed alle virtù, con l’intento di perseverare in questo amore verso Dio e la propria spiritualità ritrovata. Al contempo, il sibillino pipistrello Ibris, effigia Satana ed i suoi accoliti, i quali aspettano il momento giusto per farci ricadere nel peccato, nelle eresie e nella mondanità.

 

         

 

Fata Esthel simboleggia altresì la persona insicura, che trovandosi di fronte ad un ostacolo o difficoltà, cerca riparo e certezze in coloro che paiono forti e protettivi. Naturalmente questo evento può produrre nel corso del tempo, un attaccamento al prossimo, troppo resistente che crea una sorta di dipendenza. Occorre ritrovare fiducia e sicurezza in se stessi e nelle proprie risorse interne, altrimenti si possono avere eccessive aspettative verso coloro che detengono maggiore sicurezza. Pietro Lombardo “Il Ponte” pag. 32: “Quanto più siamo insicuri dentro, e tanto più abbiamo bisogno di sicurezze esterne. È per questo motivo che ci possiamo aggrappare ad un lavoro o ad una relazione”.

 

      

Mentre il pipistrello spia Ibris racconta alla Maga Nera, ciò che ha udito, la metà dello specchio fatato che Fiordiloto tiene in mano, comincia a lampeggiare saette e folgori da tutte le parti. La Maga Nera Fiordiloto, incuriosita da questo singolare evento, decide di avviarsi verso il regno di Doranzica: Fiordiloto oltre a raffigurare la persona di Satana, effigia altresì il versante razionale, legato ai piaceri mondani ed alla triplice concupiscenza, che possediamo tutti noi esseri umani. Non a caso, la maschera dorata della Maga Nera Fiordiloto, ci fa comprendere come inconsciamente, un versante celato alla nostra consapevolezza, fa di tutto per ricondurci alla vita del passato, colma e ripiena di falsi piaceri, folleggiamenti mondani e malcostumi. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 12 Novembre 2004: “…tutti presi dalla materialità dimenticano lo spirito, vivono come bruti senz’anima che rispondono soltanto ai loro istinti. L’uomo materiale, infatti, non capisce quello spirituale, l’uomo spirituale pensa alle cose del Cielo e vola nell’Orizzonte Infinito, quello materiale è come un uccello dalle ali tarpate: non vola, striscia sulla terra e si nutre di polvere”.

 

       

 

Fiordiloto che possiede uno specchio frammentato, è l’individuo non coeso e con un Io frammentato, che non riesce a ritrovare la propria reale identità. A volte capita che non ci si rende conto del motivo profondo o del perché si compiono determinate scelte. È come se una parte della persona prendesse delle decisioni, senza che un altro versante della persona se ne accorga. Questo dualismo decisionale altamente contraddittorio, esprime e fa intravedere che esiste una identità scissa (specchio frammentato), e che quindi occorre ritrovare le cause che hanno portato la persona a scindere la propria identità. Pietro Lombardo: “La distorsione è un filtro che deforma la visione della realtà, come quando ci specchiamo in uno specchio concavo o convesso, e la nostra immagine non corrisponde più alla realtà di ciò che siamo”.

 

      

 

La ninfa Fata Esthel è ormai decisa ad oltrepassare la possente Barriera di Gemme, con l’intento di raggiungere il suo amato Principe. E siccome non sa come fare per annientare la barriera, chiede aiuto alla sua amica civetta Panora; la quale saggiamente ricorda alla Ninfa che l’elfo Elpidio tiene sempre un’antica chiave, accostata ai suoi pantaloni. È forse la chiave che permette di entrare nella stanza proibita, situata nelle profonde viscere del castello?: Fata Esthel è il versante spirituale di un individuo, che cerca affannosamente di rompere lo “steccato” (Barriera di Gemme) del razionalismo, per poter riemergere ed affiorare alla coscienza dell’Io. Anche se all’apparenza i razionalisti ed i gaudenti, sembrano tutti indaffarati a svolgere le loro mansioni colme di facezie mondane, nel loro intimo la loro anima (Fata Esthel) cerca di riaffiorare alla coscienza, mediante suggerimenti e consigli. Ma naturalmente la nostra anima, da sola non riesce ad oltrepassare la muraglia di false nozioni che l’Io ha innalzato ed introiettato. Ed ecco che allora viene in soccorso lo Spirito Santo (la civetta Panora) con la sua Sapienza, conoscenza e buon consiglio. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 3 Gennaio 2009: “…l’uomo, senza Dio nel cuore e nella mente, nulla può fare, nulla concludere, ma se egli ha Dio in sé ed è pronto a fare la Sua Volontà, può molto con la Forza di Dio, comprende molto con la Sapienza di Dio, può compiere le più grandi meraviglie”. E cosa consiglia lo Spirito Santo, all’anima? Di afferrare la “chiave” che apre la porta della verità. Non è forse nella Bibbia che si legge… la verità vi renderà liberi? D’altronde essendo tutti noi stati creati da Dio, è lampante ed è evidente, che le tracce di questa creazione si trovano nel nostro intimo più profondo. In altre parole, inconsciamente sappiamo tutti di essere stati creati da Dio, e di avere ricevuto dal Signore tutti i nostri donativi fisici, spirituali e psichici. Occorre solo entrare in noi stessi, e recuperare quei ricordi rimossi… nella “stanza proibita” del nostro inconscio.

 

                

 

Quando si comprende di avere problematiche psichiche irrisolte, occorre cercare l’aiuto di conoscenze psicologiche (civetta Panora) che servono per accedere alla “stanza proibita” dell’inconscio. La “chiave giusta che apre le porte del nostro inconscio, è formata da tutte quelle conoscenze psicologiche che ci serbano memoria che a volte i ricordi che si possiedono, altro non sono che memorie idealizzate di figure che in passato ci hanno fatto soffrire, o hanno impedito la piena realizzazione di una identità. Ed allora, esattamente come agisce Fata Esthel, occorre seguire la saggia “civetta della conoscenza, per poi appropriarsi della “chiave” giusta che permette di aprire la “stanza proibita” del nostro inconscio. Alice Miller “Il Bambino Inascoltato” pag. 259: “Ma si può anche ben capire che in casi particolarmente gravi, l’adulto non serbi alcun ricordo della sua infanzia, o ne abbia solo dei ricordi idealizzati, perché il bambino di allora non poteva, da solo, sopportare quella verità”.

 

      

 

La Maga Nera Fiordiloto con tutto il suo esercito, si avvicina al regno di Doranzica. E al suo passare, non manca di depredare e razziare le cittadelle che hanno la sfortuna di trovarsi sul suo cammino. Per questa ragione, il principe Averoro ritarda il suo sospirato ritorno, dalla sua amata Fata Esthel: La Maga Fiordiloto che razzia tutto ciò con cui viene a contatto, ci rammenta che quando siamo schiavi del peccato, dei beni temporali e dell’eresia, altro non facciamo che distruggere in noi e nell’ambiente in cui viviamo… le virtù, la pace, la verità, la serenità, il vero amore e via dicendo. Proviamo a fare un esempio… coloro che sono schiavi del denaro, cosa compiono di buono? Poco o nulla. Poiché proprio per arraffare più beni temporali, sfruttano il prossimo e lo utilizzano come mezzo o merce di scambio, per raggiungere i loro biechi scopi egoistici. Esattamente come fanno alcune banche che utilizzano ed esercitano le loro conoscenze e i loro beni temporali, per far crollare le borse e derubare coloro che si sono affidati a loro. I lussuriosi non utilizzano forse il corpo del loro prossimo, per servire il loro “despota” interiore, chiamato lussuria? Quanti amano il potere sfrenato, con sono disposti a compiere guerre e diatribe, per poter raggiungere i loro obiettivi? Ecco che tutti coloro che sono schiavi e servi della triplice concupiscenza, non possono aiutare la loro anima (Fata Esthel) a distruggere la “barriera” dell’orgoglio e del loro egoismo.

Il principe Averoro che ritarda nel tornare dalla ninfa a causa di Fiordiloto, simboleggia altresì l’Io di un individuo che immerso nei piaceri mondani, nei vizi e folleggiamenti edonistici, si sente attratto verso il suo versante carnale (Fiordiloto) e rigetta ed allontana da sé il versante spirituale (Ninfa del Lago). Maria Valtorta “I Quaderni del 1945-50” pag. 403: “…occorre ricordare che nell’uomo è la creatura carnale (Maga Fiordiloto) e spirituale (Fata Esthel), e che l’uomo (Principe Averoro) ha il libero arbitrio, il quale serve sempre la parte più forte. Ora se uno indebolisce coi vizi e peccati la sua anima, certo sarà che essa divenga debole mentre si irrobustirà la parte animale che soverchierà la più debole sino ad ucciderla”.

 

              

Fiordiloto che al suo passaggio distrugge luoghi e cittadine, è la persona che possiede un carattere astioso, nevrotico e a volte violento. Una delle cause di questo modo di comportarsi, risiede nel modo in cui un fanciullo ha cercato di integrare la collera che provava in alcuni momenti della propria infanzia. In altre parole, la collera e la rabbia sin dalla tenera età devono essere elaborate, mediante l’aiuto ed i consigli genitoriali; ma se questi sentimenti di rabbia ed astio vengono repressi con troppa coercizione, o non vengono compresi, ecco che il bimbo non riesce a trovare un giusto equilibrio tra le proprie forze positive (Fata Esthel) e quelle negative (Maga Fiordiloto). Il bambino cerca così di mostrare esteriormente sempre e comunque atteggiamenti di sottomissione e di pazienza, rigettando sempre e comunque qualsiasi forma di nervosismo e irascibilità. Così facendo, la collera e l’astio accumulati nel corso del tempo, rischiano di aumentare ed incrementare… fino a trovare una valvola di sfogo nei momenti meno opportuni. In altri casi, il bimbo divenuto adulto, rischia di divenire un individuo che biasima e condanna il prossimo per un nonnulla. Alice Miller “La Persecuzione del Bambino” pag. 57: “Chiunque riesca a comprendere e a integrare la propria collera come parte di sé, non sarà mai un violento. Avverte il bisogno di colpire gli altri, soltanto chi (Maga Fiordiloto) non riesce a comprendere la propria rabbia, dato che non gli è stato consentito, quand’era bambino, di acquisire familiarità con tale sentimento che egli non ha mai potuto vivere come una parte di sé, visto che nell’ambiente che lo circondava, ciò era assolutamente impensabile”.

La malignità di Fiordiloto simboleggia altresì l’individuo che essendo stato tormentato o abusato da piccolo, crescendo consapevolmente o meno, cerca di sfogare le proprie frustrazioni, tormenti e risentimenti repressi, contro il prossimo. Alice Miller “Le Vie della Vita” pag. 73: “Oggi invece, lo so fin troppo bene, una donna (Maga Fiordiloto) che tormenta insensatamente i figli con questi sistemi educativi, è stata a sua volta tormentata”.

 

                            

Fata Esthel insieme alla sua amica Panora e al panda Ludi, scendono le tortuose scale del castello, fino a raggiungere una piccola porticina antica. La ninfa con titubanza la apre con la chiave, e scorge un’antica madia con numerosi cassetti. Ma non solo, poiché vi trova altresì un antico dipinto, che effigia una giovane fanciulla che piange. La ninfa chiede a Panora che cosa sono quelle gocce di rugiada, che rotolano dalle gote della giovane dama. Panora prontamente le risponde che sono delle lacrime, che solitamente fuoriescono quando ci si sente tristi. Ma naturalmente Fata Esthel non essendo mai stata triste, non comprende con esattezza tutto ciò: Fata Esthel è un versante spirituale che inizia a capire che la lontananza da Dio, porta con sé solitudine e tristezza, proprio perché l’anima si trova separata dal suo Creatore a causa di un Io protervo ed egoista. Ma naturalmente l’individuo che è ripieno di orgoglio e che sguazza nei vizi, non si accorge minimamente della sua situazione spirituale interiore. Insomma, coloro che sono schiavi dei vizi, dell’edonismo o dell’egoismo, cercano di nascondere a se stessi mediante la “maschera dorata” dei piaceri terreni, che nel proprio intimo (stanza proibita) la loro anima (dama del dipinto) fa rotolare amare lacrime. Ed oltretutto le persone immerse nei peccati, per non percepire la propria anima sofferente e la propria spiritualità frammentata e distorta, hanno creato ed innalzato un’enorme “barriera” colma di menzogne, razionalità e falsità; tutto ciò per non cogliere ed avvertire la propria realtà interiore. È proprio per questo motivo, che tutti i veri credenti devono pregare Gesù, Maria i santi ed angeli, che Dio possa donare a tutti i miscredenti e viziosi, la sapienza (civetta Panora) necessaria per recuperare la Fede e le virtù.

 

              

 

Fata Esthel che comprende cosa significa essere triste, solo dopo aver visto il dipinto nella stanza proibita, è un’immagine figurata della persona che per lunghissimi anni ha dovuto reprimere le proprie emozioni, sentimenti, disagi, tristezze, indignazioni e via dicendo. Il tutto a causa di un ambiente familiare rigido e coercitivo, che ha impedito e scoraggiato il fanciullo ad essere se stesso e ad esprimere le proprie emozioni con coraggio, serenità, chiarezza. Purtroppo è triste asserirlo… ma molte volte i genitori credono di sapere tutto sui loro figli, solo perché li hanno messi al mondo; pensano di conoscere cosa i discendenti pensano e credono. Ma è proprio vero il contrario. Difatti, quando ci sono bambini che piangono per una delusione scolastica, per la morte di un animale, per un’amicizia finita, per un primo amore che ha deluso, per una ferita dopo una caduta… alcuni genitori sgridano i figli, asserendo che le loro emozioni di pianto e sofferenza, non sono degne di essere espresse. Li si denigra, scredita, svilisce e biasima, solo per il fatto di aver espresso un’emozione. E addirittura li si rimprovera, per aver aperto il cuore al variegato mondo delle emotività e della sofferenza. Il tutto affermando con arroganza e poca sensibilità, che l’esprimere emozioni di pianto e di sofferenza, è un atto di debolezza da eliminare e nascondere. Ecco che la maschera dorata di Fiordiloto, comincia a formarsi ed a coprire il “viso” innocente, sensibile e veritiero del “Vero Sé” del discendente. E poi ci si lamenta che i giovani sono violenti e asociali? Certamente che sono così. Chi gli ha imposto ed insegnato a coprire e mascherare la loro sensibilità, empatia e fragilità, con la “dorata” maschera dell’odio? In definitiva, molti educatori non sanno ascoltare i propri discendenti, ma al contempo li si induce a perdere il contatto con la loro parte più vera e profonda: la loro sensibilità; la quale rischia di venire rimossa nei meandri dell’inconscio (dama che piange, nascosta nella stanza proibita), proprio perché non è stata accolta con amore e comprensione dai propri genitori. Crescendo il fanciullo comprenderà che esprimere le proprie emozioni non è corretto, e così si sforzerà di divenire una persona dura, fredda, scostante, insensibile, altera (proprio come Fiordiloto). Ma occorre rammentare, che le emozioni represse, non sono cancellate e scomparse dalla mente dell’individuo, anzi… proprio queste emozioni che sono state rimosse… continuano a vivere ed agire a livello latente; e possono sfogarsi e fuoriuscire in maniera distorta ed alterata, causando disagi a se stessi ed al prossimo. Invero, proprio come Fiordiloto è costretta a portare una maschera, così la persona che reprime e controlla le proprie emozioni, è costretta a divenire una figura di ghiaccio, insensibile e priva di emozioni. Ma occorre rammentare che l’energia psichica colma di rancore, risentimento, insoddisfazione ed emozioni represse, continua a svolgere la sua funzione distruttiva. In altri termini, esattamente come Fiordiloto distrugge i paesi che incontra nel suo cammino, così l’individuo represso, non avvertendo le proprie emozioni e motivazioni inconsce, non comprende nemmeno il prossimo e quindi rischia di divenire rigido, freddo calcolatore quando si trova a relazionare con gli altri. Ecco spiegato uno dei motivi del perché alcuni individui, non riescono ad essere empatici e cordiali quando si trovano di fronte alla sofferenza del prossimo. Avendo rigettato e rifiutato le proprie emozioni e sentimenti… non pervengono a capire le sensazioni e sofferenze del prossimo. Pietro Lombardo: “Non ama mostrare i suoi sentimenti… pensa che siano fuori luogo. Chi non è abituato ad esprimere i suoi sentimenti, sempre più riterrà inadeguato poterli esprimere. Si autoconvince che i suoi sentimenti non potrebbero mai essere capiti, accolti, accettati. Crea una visione distorta (maschera dorata) della realtà, ed una sensazione di abbandono che porterà ad estendere questa sensazione, a tutte le relazioni umane”.

Riassumendo, Fata Esthel effigia tutti coloro che quando si trovano di fronte a persone che piangono, soffrono od esprimono se stesse con serenità, non le capiscono e non le comprendono. Questo perché sin dalla tenera età, sono stati costretti a reprimere i propri sentimenti ed emozioni. È bene allora ricordare ai genitori, di saper ascoltare i propri figli quando piangono, quando sentono l’amarezza della solitudine, quando cercano di esprimere un loro disagio. Questo saper ascoltare, è un atto di amore, affetto e calore, che servirà a sviluppare e ad accrescere la sensibilità, l’empatia, la comprensione dei discendenti, sia verso se stessi che verso il prossimo. Pietro Lombardo: “Quando una persona è integra, automaticamente è sana. L’integrità psicologica non è che la possibilità di una persona di esprimere ciò che sente, ciò che è in totale liberta nel rispetto di valori e nel rispetto dell’altro”.

 

                          

 

Dopodiché, la Ninfa Fata Esthel sempre più incuriosita, apre uno dei cassetti della madia… e scorge uno specchio diviso a metà. E nel momento stesso che Fata Esthel lo prende in mano, una grande energia magica scaturisce dallo specchio colpendola in pieno. Infine tutti comprendono che quell'energia fatata ha reso la Ninfa del Lago una vera fata, in grado di compiere magie mirabolanti: Opera scritta dalla Divina Sapienza del 15 Novembre 2008: “Capite il significato del tempo e cogliete l’istante per operare fruttuosamente per la salvezza della vostra anima e di quella altrui. Sì, figli amati, con la preghiera ardente e col sacrificio potete fare molto per le anime, vi prego, figli cari e tanto amati, siate attivi al servizio di Dio e dei fratelli, siate attivi ed avrete un grande premio quale mai immaginate”. Fata Esthel è il versante spirituale di una persona, che grazie all’intercessione delle preghiere e sacrifici (chiave) del prossimo (Elfo Elpidio), riceve gli aiuti e le grazie soprannaturali che servono per risvegliare e rafforzare la propria spiritualità (Fata Esthel che recupera l’energia magica, che la rende fata). Opera scritta dalla Divina Sapienza del 13 Novembre 2008: “Mio adorato Signore, l’uomo è forte solo se Tu, Dio, gli dai una scintilla della Tua Forza (energia fatata), è sapiente solo se gli dai una stilla della Tua Infinita Sapienza, vede bene solo se gli dai un raggio della Tua Luce, come può pensare di procedere nella foresta intricata del mondo senza di Te?”. Ma questo evento può giungere altresì, quando la persona comincia a guardarsi dentro, e scorgere così di non essere veramente a posto con la propria coscienza, a causa dei peccati compiuti. Ed ecco che Fata Esthel che intravede nel cassetto uno specchio diviso a metà, è l’individuo che nel pentimento scorge di aver spezzato il legame con Dio e con la Grazia che da lui proviene. E questo atto di umiltà e consapevolezza dei propri limiti, errori e peccati, è un primo passo per il ritorno di Dio nel cuore della persona. E naturalmente chi si pente dei peccati compiuti, mediante il sacramento della Confessione, ritrova la Grazia smarrita con il peccato, e con essa ritrova la forza che proviene dallo Spirito Santo. Questo evento nella favola, lo ravvisiamo da Fata Esthel che ritrova i suoi poteri di fata.

 

        

 

Pietro Lombardo: “Una buona terapia dovrebbe aiutarci a recuperare e utilizzare i nostri poteri (poteri di fata ritrovati da Fata Esthel) di adulto, perché tutti abbiamo dentro di noi un sé adulto, saggio, sano; una parte che rimane pulita da tutta la contaminazione che riceviamo durante la nostra esistenza, ed è in grado di guarire la parte ferita”. Fata Esthel che solo dopo aver preso in mano lo specchio spezzato recupera le sue potenzialità di fata, è la persona che solo dopo aver fatto un’analisi interiore (Fata Esthel che entra nella stanza proibita), comprende di possedere un’identità frammentata (specchio diviso in due), e di aver represso per lunghi anni le proprie emozioni. E grazie a questa consapevolezza, riesce a ritrovare le proprie risorse interne (poteri di fata), che sono state segregate per così tanto tempo, nell’inconscio. Invero, la persona che ritrova ricordo delle proprie emozioni represse, incomincia a slegare e liberare le proprie forze psichiche, le quali dovevano tenere nascoste le emozioni e i ricordi penosi. E quindi, quando  queste energie psichiche vengono liberate, la persona può tranquillamente esprimere le proprie emozioni e sentimenti, senza il timore di essere criticata e derisa dai propri familiari. Fabiola de Clercq “Donne Invisibili” pag. 32: “Riconoscere che provare rabbia è legittimo, poiché rende possibile comunicare i sentimenti di rancore, senza tuttavia mettere in discussione l’amore nei confronti di figure indispensabili alla propria sopravvivenza fisica ed emotiva”.

 

                

 

Fata Esthel decide così di distruggere la Barriera di Gemme, mediante i poteri di fata che gli sono stati elargiti dallo specchio fatato. Ma nonostante gli innumerevoli tentativi, non riesce nemmeno a scalfirla. L’elfo Elpidio impietositosi, dichiara alla Ninfa che la barriera può essere distrutta, solo da una lacrima: Opera scritta dalla Divina Sapienza del 11 Settembre 2008: “Amati figli, tutto posso fare se Mi aprite il cuore, tutto perché Dio Me lo concede, ma la barriera insuperabile resta sempre: la libertà umana. L’uomo può fare la sua scelta, questo è il Dono di Dio: poter scegliere tra il Bene ed il male, se sceglie la via del Bene può avere tutto, già un anticipo di Paradiso sulla terra, se sceglie il male perde anche quello che ha e si avvia alla sua completa rovina”. Fata Esthel che non riesce ad annientare la Barriera di Gemme, ci suggerisce che per abbattere l’enorme “barriera” del peccato, occorre uno sforzo ininterrotto e costante della nostra volontà, unita naturalmente agli aiuti spirituali concessi da Dio a tutti noi. Questi aiuti spirituali sono la preghiera, i Sacramenti, gli atti di bontà, la lontananza dai vizi. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 16 Agosto 2008: “…per la quantità di Grazie che scendono in questo grande momento storico, già ogni uomo dovrebbe essersi svegliato dal suo torpore, gli uomini della terra, in gran parte, non si impegnano a capire, non colgono le Grazie che scendono copiose, la loro volontà è la barriera davanti alla quale Mi fermo”.

Fata Esthel che infine comprende che per distruggere la Barriera di Gemme occorre versare una lacrima, ci rammenta che il Sacramento della Confessione deve essere seguito da un sincero e veritiero pentimento interiore (lacrime della Ninfa), nell’aver offeso Dio con i nostri peccati e ribellioni.

La Barriera di Gemme effigia altresì uno dei meccanismi mentali che la persona tiepida e lontana da Dio, mette in atto per giustificare i propri peccati, errori e mancanze. Questo meccanismo mentale è la razionalizzazione. Ad esempio coloro che non vanno a Messa la Domenica, compiono un peccato mortale; ma ecco che per giustificare a se stessi che non è un peccato, cominciano ad affermare che sono stanchi poiché hanno lavorato tutta la settimana, che basta andare a Messa una volta all’anno e via dicendo. Questi sono tutti mezzucci e bassi espedienti colmi di menzogna, per legittimare la propria pigrizia spirituale, e continuare ad agire con egoismo e superbia. John Leary nel messaggio del 10 Ottobre 2008: “I Tiepidi che vanno a Messa occasionalmente, razionalizzano il tutto asserendo che non è peccato. Tutti loro presto divengono freddi con Me, poiché non ricevono la Mia Sacra Comunione degnamente”.

 

                      

 

Fata Esthel che nonostante i suoi innumerevoli sforzi non riesce a distruggere la Barriera di Gemme, simboleggia la persona che desidera ritrovare la propria identità, abbattendo le sovrastrutture psichiche e mentali che si contrappongono a questo fulgido traguardo. Ma ecco che la fiaba ci espone una verità spesso non accolta con serenità: per far precipitare e capitolare i propri apparati psichici difensivi, occorre tirar fuori dal proprio cuore e dal proprio intimo, i ricordi ed emozioni rimossi. Questo evento ci viene evidenziato da Fata Esthel che per distruggere la Barriera di Gemme, deve versare una lacrima. Non a caso, molte volte i blocchi psichici, le ansie, nevrosi, psicosi e via dicendo, altro non sono che ricordi ed emozioni penose che sono state rimosse. Ed allora bisogna sciogliere i lacci di quella energia psichica, che tiene legati ed annodati tali ricordi ed emozioni, colmi di aggressività, paura, rabbia, vergogna, solitudine ed ansia.

 

                    

 

Ancora una volta la saggia civetta Panora, corre in aiuto della ninfa, e mentre le svolazza intorno, le suggerisce di pensare intensamente al suo amato Principe Averoro. A quelle penose parole, Fata Esthel inizia per la prima volta a provare nel suo intimo un sentimento lacerante… quello della tristezza. E poco dopo, una languida e furtiva lacrima le scende sulla gota destra. Il meraviglioso castello sul lago, crolla come tanti petali spazzati via da un vento furioso. I fiori, le piante e tutto quello che si trova nei dintorni, si secca repentinamente. E per finire… anche la grandiosa Barriera di Gemme, si sgretola come neve al sole: Per raggiungere un pentimento vero e duraturo dei peccati che abbiamo compiuto, ci viene in soccorso la sapienza di Dio (civetta Panora). Sapienza che ci suggerisce che se non ci pentiamo dal profondo del cuore dei peccati compiuti, non rivedremo mai più il “principe” celeste: Gesù. E la tristezza che afferra il cuore di Fata Esthel, è la prova lampante che la persona che si è veramente pentita degli errori e peccati compiuti, incomincia ad amare veramente Gesù dal profondo del proprio cuore, e che vuole e desidera tornare da Lui. E la Barriera di Gemme che inesorabilmente crolla, è una metafora del cedimento e caduta di tutte quelle sovrastrutture mentali colme di razionalismo, eresie e menzogne; che per tanto tempo la persona ha edificato nel proprio intimo, con l’intento di costringersi a credere che fare il male non comporta un castigo e una separazione da Dio. Asserzioni false che crollano nel preciso momento in cui si è fatto un atto di umiltà e di amore, nei riguardi di Gesù e della propria anima (donna del dipinto che piange). In altre parole, la fiaba ci tiene a ricordare, che anche se abbiamo fatto e compiuto peccati enormi e giganteschi, non dobbiamo pensare che Gesù non ci perdona. Occorre seguire ciò che ci enuncia il Vangelo, e cioè che Dio ci assolve dei nostri peccati; ma occorre pentirsi con sincerità mediante il Sacramento della Confessione. Ed allora Dio distruggerà ed annichilirà per sempre tutti i nostri peccati, proprio come l’imponente Barriera di Gemme si è distrutta in un baleno.

Per concludere, la distruzione del meraviglioso castello della Ninfa, è altresì un emblema di coloro che costruiscono ed edificano progetti senza chiedere aiuto a Dio. Ed ecco che con il passare del tempo, i progetti e piani colmi di arroganza e superbia… si sgretolano fino a crollare miseramente. Questo evento lo possiamo rammentare dalla distruzione della Torre di Babele, la quale era stata costruita da uomini superbi. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 1 Dicembre 2008: “…l’uomo superbo va in rovina perché egli non è bastante a sé stesso e, senza di Me, Dio, nulla può fare. Lo capiscano, questo, tutti i superbi della terra. Chi, infatti, non raccoglie con Me disperde, chi non costruisce la sua casa col Mio Aiuto, ma fa da solo per superbia, mai l’abiterà perché essa presto crollerà”.

 

                  

 

Il timore di soffrire che prova Fata Esthel, può derivare anche da esperienze del passato non proprio positive. Ad esempio, una ragazza che è rimasta scottata da una relazione amorosa, cercherà di non ripetere la stessa triste esperienza. Si cerca allora di reprimere i propri sentimenti, allorquando si presenta un’altra occasione di relazione affettiva. Pietro Lombardo: “Bruciatura affettiva: esempio… una persona soffre a livello affettivo o rimane scottato in una relazione affettiva, se è molto forte il dolore… succede che la persona crea una generalizzazione o idea generica sull’amore, e sul fatto che tutte le persone dell’altro sesso si comporteranno nello stesso modo. Questo principio di generalizzazione fa sì che le persone non sono più disponibili a nuove esperienze, perché hanno paura di soffrire”. E per superare questo evento traumatico, occorre recuperare le proprie forze ed energie psichiche, e riflettere su un fatto importante: che le ferite e sofferenze che si sperimentano nel corso della vita, possiedono anche degli aspetti positivi. Questi aspetti positivi li possiamo descrivere come uno sviluppo della propria empatia, comprensione verso i dolori del prossimo, intendimento dei propri limiti e debolezze, uno sviluppo della maturità personale, disillusione di poter trovare il partner perfetto, e via dicendo. In poche parole, quando ci si trova di fronte alla sofferenza, non bisogna rinchiudersi in se stessi, creando una “Barriera di Gemme” che ci separa dal mondo dei sentimenti; ma occorre vivere la sofferenza come un momento di crescita interiore, in grado di spalancarci la porta del cuore verso orizzonti sapienziali, conoscitivi ed empatici, che mai avremmo sperato di comprendere e possedere. Invero, proprio come Fata Esthel che solo dopo aver ritrovato i suoi sentimenti repressi, è riuscita a recuperare i suoi poteri di fata, così la persona che riesce a far vivere la propria sofferenza come un’esperienza di vita e di crescita personale, riesce a recuperare e sviluppare le proprie capacità affettive, intellettuali, conoscitive ed empatiche; rimanendo libera da condizionamenti imposti dalla società o dal prossimo. Studiosa Carolina nel libro “Tutto o Niente” pag. 61: “Inoltre, chi è circondato da pensieri negativi, attrae a sua volta altri pensieri dello stesso tipo. Chi invece riconosce in sé l’energia vitale, crea pensieri affini, uguali alla natura di quest’energia e attira a sé circostanze positive. Il suo pensiero diventa quindi trasparente, vitale, costruttivo e veramente forte; egli riesce ad esprimere se stesso attraverso i suoi pensieri, riesce ad uscire fuori da se stesso: allora è felice, è libero”.

 

                

L’elfo Elpidio è triste, sapendo che la ninfa entro breve, dovrà morire. Difatti il cuore fragile della ninfa, non può resistere alle forti emozioni. Ma tutto ciò alla ninfa non importa, quello a cui ora pensa… è di incontrare almeno per un’ultima volta, il suo amato principe Averoro: Quando si recupera la propria spiritualità, rimane sempre una parte di noi che resta incollata al peccato ed ai vizi. L’elfo Elpidio in questo contesto narrativo, simboleggia un Io che ricorda alla propria anima (Fata Esthel), che se segue Gesù e i dieci comandamenti, dovrà rinunciare ai beni temporali ed ai caduchi godimenti che provengono dai vizi. Difatti bisogna smettere di avere rapporti sessuali al di fuori del matrimonio, occorre non rubare, non mentire, essere misericordiosi, prudenti, e necessita non attaccarsi ai beni temporali come a degli idoli. Ma ecco che la persona veramente decisa e convinta di seguire la verità, Gesù e l’amore, non si turba di perdere i beni temporali ed i godimenti carnali, e continua a perseverare nell’arduo ma al tempo stesso meraviglioso, cammino verso la santità.

 

  

 

Il timore che possiede l’elfo Elpidio per la sua cara amica Fata Esthel, è il medesimo timore che sovrasta la mente di coloro che cercano di ritrovare se stessi e la propria reale identità: paura di perdere il controllo della propria rabbia, relegata nell’inconscio; e di far riemergere le sofferenze e patimenti sperimentati nell’infanzia. Alcuni si chiederanno… ma da dove deriva la rabbia che possiede la persona che sta ritrovando se stessa? La collera e l’astio relegati nell’inconscio, scaturiscono e si formano ogni qualvolta il bimbo si è sentito privato dell’affetto dei genitori, oppure che è stato costretto a subìre umiliazioni, violenze e vessazioni. Invero, tutte queste frustrazioni, deprivazioni affettive, angherie e cattiverie, producono inevitabilmente rabbia e rancore. Ma il vero problema non è la produzione della rabbia da parte dei fanciulli, ma di non poterla esprimere in maniera corretta e semplice, mediante atti verbali. Proviamo ad immaginare un bambino che vive con genitori autoritari e dispotici; come può il fanciullo esprimere la propria rabbia e risentimento, senza scatenare ulteriori violenze, disapprovazioni, incomprensioni e ritorsioni, da parte degli adulti? Ecco che il bimbo è costretto e forzato a reprimere e rimuovere sentimenti di dolore, astio, collera.  Emozioni molto forti che vengono relegate nel “magazzino” dell’inconscio (stanza proibita). Ma come possiamo immaginare, queste emozioni non scompaiono con il passare del tempo, ma al contrario divengono sempre più mordaci e possenti, cercando nel corso del tempo, un modo per esprimersi e sfogarsi. Ad esempio i sintomi che la persona mette in atto e sperimenta, sono un metodo che utilizza la mente inconscia, per sfogare i sentimenti repressi e per far capire all’Io della persona, che deve fare qualcosa per risolvere le problematiche del passato. In altre parole, è un modo come un altro, per proteggere se stessi dalla paura inconscia di poter ferire coloro che si ama. Comunemente, i sintomi sopraccitati si esprimono mediante stati di ansia, fobie, dolori allo stomaco, mal di testa, nevrosi, atti impulsivi incontrollati, cambiamenti di umore inaspettati e via dicendo.

 

                        

 

Fiordiloto giunta vicino alle macerie della Barriera di Gemme, ordina ad Elpidio di cedergli la metà dello specchio fatato che tiene in mano. E per indurlo a compiere quel gesto, la Maga Nera colpisce l’elfo con un doloroso raggio di magia, A questo punto Fata Esthel, malgrado il crescente malore che prova al cuore, si decide di combattere contro la perfida Fiordiloto: Opera scritta dalla Divina Sapienza del 17 Agosto 2008: “Dio adorabile, l’uomo del presente deve combattere contro le dure forze del male, questo combattimento spirituale è necessario per la salvezza dell’anima”. Fata Esthel che decide di combattere contro Fiordiloto, è un’immagine figurata della persona convertita che comprende che per rimanere salda nelle virtù e nell’amore per Gesù, deve combattere contro le proprie cattive inclinazioni, contro Satana e le eresie del mondo edonista. La favola ci vuole rammentare che il nostro più acerrimo nemico, si trova dentro di noi: è il nostro Io. E per vincere questo avversario interiore, che si aggrappa con tutte le sue forze ai piaceri malsani che provengono dai vizi, occorre l’aiuto di Dio. Il tutto mediante la preghiera, le opere eque ed i Sacramenti. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 6 Agosto 2008: “Figli cari e tanto amati, i tempi sono duri e difficili nel presente più ancora che nel passato ed il combattimento spirituale richiede energie e vigore, ma pensate che Gesù faccia mancare ciò che serve per affrontarlo? Figli del mondo, apritevi a Dio, il Suo Giogo è lieve e facile da portare, non fatevi gravare da pesi insopportabili dal Suo nemico”.

 

      

 

Fata Esthel che decide di combattere contro la perfida Fiordiloto, è la persona frammentata che inizia a comprendere che possiede un nemico interiore che non gli consente di raggiungere il proprio equilibrio, né tantomeno la possibilità di recuperare la propria reale identità. Questo avversario interiore è il “Falso Sé”, la personalità fittizia che si è costruita ed edificata nell’infanzia, con lo scopo di proteggere l’integrità psichica del fanciullo non amato e maltrattato.

Tra le molteplici paure inconsce, possiamo evidenziarne una molto particolare: la paura di separarsi dal genitore interiorizzato. Sovente chi ha molestato e non amato il fanciullo è proprio il genitore, il quale rimane comunque la persona più amata ed importante per il fanciullo. Ecco che nel preciso momento in cui una persona frammentata e con problemi psichici, cerca di guarire e ritrovare la propria reale identità, avverte inconsciamente la sensazione che per recuperare se stessa… rischia di perdere quel sostegno genitoriale interiorizzato; e quindi fa in modo di rimanere in uno stato di frammentazione e dipendenza dai propri sintomi. Dusty Miller: “La donna autolesionista non solo teme che la rivelazione possa separarla dal violatore reale, ma è succube di una paura inconscia e molto più forte: il racconto della violenza subìta potrebbe allontanare il violatore interiorizzato, minacciando una definitiva perdita dell’Io”.

 

              

 

Intanto il terrificante conflitto di magia tra Fiordiloto e Fata Esthel, prosegue… ma con sorpresa di tutti i presenti, si capisce chiaramente, che nessuna delle due riesce a prevalere sull’altra. Inaspettatamente lo specchio fatato che tiene in mano l'Elfo, sguscia dalle sue piccole mani e si mette magicamente a volteggiare in aria. E anche l’altra metà dello specchio che si trova nello scrigno tenuto dalla lumaca Sagsa, trasvola nell’aria fino ad unirsi con l’altra metà: La battaglia spirituale non può essere vinta dal versante spirituale, se non ci si accosta ai Sacramenti. In definitiva, il Signore se percepisce che ci impegniamo a resistere agli attacchi che provengono dal nostro versante istintuale, il quale agogna farci precipitare nei vizi, ecco che Dio ci infonde la sua forza per mezzo dello Spirito Santo. E lo specchio che si riunisce, simboleggia il ritrovato equilibrio spirituale dopo un umile pentimento, compiuto per mezzo del Sacramento della Riconciliazione. Evento che riporta nell’intimo della persona pentita, la ricostruzione della verità, la quale torna a rispecchiarsi negli insegnamenti e nella sapienza elargita da Dio. In altre parole, mentre prima del pentimento e sommersi nei vizi e peccati, la persona viveva una verità scissa, frammentata e priva di quelle conoscenze e realtà celesti, dopo il pentimento ecco che l’individuo ritrova la verità nella sua completezza e integrità (specchio che si ricompone). Se ci riflettiamo, tutti gli esseri umani dicono di possedere la verità. Tutti pretendono di essere nel vero; dagli scienziati, ai politici, dai sapientoni ai datori di lavoro. Ma in realtà senza l’ispirazione che proviene dallo Spirito Santo, tutti hanno solo un piccolo frammento di verità; esattamente come Fiordiloto che tiene in mano uno specchio diviso in due. Ecco che allora la fiaba ci suggerisce che per raggiungere le altezze della conoscenza, verità e sapienza, occorre chiedere umilmente aiuto a Dio: l’Unico a detenere e possedere la verità. Ed allora anche la creatura più ignorante, può divenire un depositario delle gemme sapienziali, elargite dallo Spirito Santo.

 

                          

 

Lo specchio diviso in due che si ricongiunge, effigia l’identità frammentata di una persona, che dopo un duro lavoro interiore e una intima battaglia con le forze psichiche opposte (Maga Fiordiloto), ritorna ad unirsi e divenire un’identità coesa (specchio che si ricompone); ritrovando il proprio equilibrio interiore.

 

                              

 

Improvvisamente la maschera d’oro di Fiordiloto, piano… piano… si scioglie in mille e più filamenti; lasciando intravedere il suo bellissimo volto… il quale è sorprendentemente identico al viso di Fata Esthel. La Ninfa del Lago e Fiordiloto rimangono a fissarsi sbalordite, nel constatare che i loro visi sono simili in tutto, tranne che nel colore dei capelli: Cadute le catafratte del razionalismo (maschera d’oro che si scioglie), il Signore per mezzo dello Spirito Santo, ci fa avvertire cosa ci ha procurato il peccato: una deformazione della nostra vera essenza interiore. Invero, la persona che ha ritrovato la Fede, inizia con il passare del tempo, a capire che il peccato non solo deforma l’anima rendendola mostruosa e avversa al bene, ma che seguendo il peccato si creano ed edificano tutta una serie di menzogne e falsità, riguardo alla verità delle cose. Espressamente come la Maga Nera copre il suo viso con una maschera dorata, così il peccatore maschera e ricopre le sue azioni viziose e peccaminose, con una serie di menzogne e razionalismi che lo inducono a continuare a peccare. Questo procedimento si chiama razionalizzazione; che altro non è che un modo come un altro, per giustificare i propri errori e peccati. Difatti la persona che razionalizza i suoi comportamenti viziosi, asserisce: …tanto non c’è niente di male. Mentre con la Fede ritrovata, ecco che le maschere edificate da un Io goloso di piaceri mondani, vengono a crollare, e si comincia a comprendere come l’orgoglio e l’egoismo, non hanno fatto altro che deformare la percezione che si ha della verità.

Le due dame che si guardano stupite nel constatare che posseggono un volto simile, ci dimostra come ciò che avviene ad ognuno di noi, può capitare a tutte le persone nel mondo. In altre parole, le persone che hanno recuperato la Fede e l’amore per Dio, cominciano a comprendere sempre più chiaramente, che non bisogna criticare chi precipita nel peccato e nella disubbidienza ai dieci comandamenti, perché siamo tutti peccatori e tutti abbiamo bisogno dell’aiuto di Dio. Se giudichiamo severamente chi pecca, in realtà critichiamo noi stessi. Quindi occorre avere misericordia e amore per quanti cedono ai vizi e alle passioni; e invece di biasimarli occorre pregare per loro. Insomma, come dice una famosa canzone di Umberto Tozzi… gli altri siamo noi.

 

                

Fata Esthel che si confronta con la Maga Fiordiloto, è la persona che sapendo di aver avuto delle problematiche psicologiche, e quindi di aver innalzato nell’infanzia delle barriere psichiche per difendersi dalle numerose angosce e deprivazioni affettive, finalmente si trova faccia a faccia con il proprio versante rimosso, le proprie sofferenze che erano rimaste latenti. Ed ecco che la maschera del “Falso Sécomincia a crollare, lasciando il posto ad una realtà più profonda e veritiera riguardo se stessi, i propri limiti e le proprie angosce. In altre parole, quando facciamo crollare le barriere mentali che abbiamo innalzato nel nostro intimo, costituite tra l’altro da molteplici meccanismi difensivi, ecco che riscopriamo chi siamo veramente. Fiordiloto e Fata Esthel che si fissano stupefatte, sono i due versanti di una persona che finalmente hanno modo di comunicare tra loro. Infatti, se un bambino per motivi familiari, è stato costretto a rinnegare una parte di sé, ha formato una scissione interna, una divisione della propria personalità. E quindi il versante istintuale, creativo e ricco di energie psichiche, è rimasto nascosto al versante razionale; il quale si è dovuto adeguare agli schemi comportamentali dei genitori e della società. Quindi dopo un’analisi interiore, la persona è in grado di riscoprire e liberare il proprio “Vero Sé”, le proprie qualità, le proprie peculiarità soggettive ed energie mentali, che per lunghi anni sono state costrette a rimanere occultate nei meandri dell’inconscio.

 

  

 

Pochi istanti dopo, le due dame si sentono attratte una verso l’altra da una forza magica incredibile, della quale non riescono a fare resistenza. Sia Fiordiloto che Fata Esthel, cercano di opporsi a questa forza prodigiosa, mediante i loro enormi poteri magici… ma invano. Parte del corpo di Fiordiloto si congiunge inesorabilmente, a quello di Fata Esthel, fino a formare una meravigliosa ed unica figura: FIORDISTELLA: Fata Esthel effigia il versante spirituale, mentre Fiordiloto il versante istintuale. La Grazia santificante che proviene dal Signore, ci illumina sulla nostra interiorità, facendoci capire che il bene e il male sono in ognuno di noi come due forze che si contrappongono. E mediante il libero arbitrio che Dio ci ha donato, ognuno di noi deve decidere se seguire la via istintuale o quella spirituale. Maria Valtorta “I Quaderni del 1945-50” pag. 395: “Senza l’anima l’uomo sarebbe una creatura animale guidata dall’istinto e dalle doti naturali. Senza il corpo l’uomo sarebbe una creatura spirituale con doti soprannaturali d’intelligenza, volontà e grazia come gli angeli. Dio, al capolavoro del creato, rappresentato dall’uomo, in cui sono unite le due creature, animale e spirituale”. A questo punto è bene comprendere, che non esistono persone solo buone o solo cattive. Tutti noi esseri umani abbiamo queste due disposizioni e tendenze, verso un’estremità o verso quella opposta. Ecco che la persona che si pavoneggia per essere virtuosa, rischia di far emergere il suo lato oscuro, che comprende la superbia. Mentre il peccatore che è immerso nei vizi, può fuoriuscire dal suo stato di peccato, semplicemente pentendosi e ritrovando una vita retta e virtuosa. Riassumendo, la vita terrena è un campo di battaglia tra il versante razionale e quello spirituale. Il regolatore di tutto ciò… rimane il nostro libero arbitrio.

 

Pietro Lombardo “Crescere per Educare” pag. 91: “Uno stato di consapevolezza legato a forti emozioni e impressioni sensitive, a volte è in grado di risvegliare una nuova coscienza e di modificare il proprio modo di pensare e di vivere, ma il più delle volte si esaurisce in proporzione alla personale risonanza emotiva”. Fata Esthel che si congiunge a Fiordiloto formando una nuova dama chiamata Fiordistella, è un’allegoria della persona che ha finalmente ritrovato la propria reale identità, mediante l’integrazione di tutti quei sentimenti, ricordi, esperienze ed emozioni che aveva rimosso ed allontanato dalla propria consapevolezza. Alcuni pensano che scoprire la propria ombra, sia esclusivamente un atto maligno… ma la realtà è molto più vasta e policroma. È proprio il fatto di nascondere a se stessi di possedere un versante negativo e maligno, che conduce la persona a credersi migliore degli altri, e divenire così perfida e cattiva. Difatti le persone che mascherano (maschera dorata di Fiordiloto) il proprio versante istintuale e i propri difetti, sotto una maschera dorata, non hanno la forza di opporsi coscientemente contro le proprie cattive inclinazioni,; e allo stesso tempo non riescono ad opporsi alle forze negative mediante il proprio Io cosciente. In altri termini, se si occulta o nega a se stessi un’emozione negativa… questa stessa emozione negativa non scompare, ma prende sempre più forza poiché non c’è un’attività razionale che la elabori e che quindi la trasformi in maniera equilibrata. Facciamo un esempio chiarificatore. Se un individuo rimuove una rabbia che possiede verso il proprio padre, questo ricordo unito alla forza negativa ad esso collegato, viene rimosso nell’inconscio. Il risultato è che coscientemente l’Io della persona crede di amare il proprio padre, ma a livello inconscio… questo sentimento negativo non essendo stato elaborato mediante il proprio Io… prende vigore cominciando ad ingrandirsi ed ampliarsi. I danni possono essere questi: …si proietta su altre figure e persone, la propria rabbia repressa, senza che l’Io razionale se ne renda conto. Ecco che la persona può provare odio verso il proprio datore di lavoro, verso la polizia, verso il coniuge o i propri figli. La fiaba ci indica la strada da seguire, se vogliamo risolvere questo problema psichico. Occorre innanzitutto entrare nella “stanza proibita” del nostro inconscio, e recuperare le emozioni rimosse (quadro della donna che piange); poi necessita distruggere le “barriere” (Barriera di Gemme) delle difese psichiche ed affrontare le proprie emozioni nascoste (maschera di Fiordiloto). Solo allora avremo ritrovato la nostra unicità, e sapremo inglobare in maniera equilibrata e consapevole, tutte le emozioni e ricordi negativi rimossi. Si verrà a costruire così una nuova personalità (Fiordistella) più forte, dinamica e serena. Pietro Lombardo: “S’impara ad acquisire maggiore obiettività e distacco dagli eventi emotivamente intensi. Significa crearsi la pelle psichica, una protezione, una zona di mediazione tra gli eventi esterni e il mondo interno. La persona crea dei filtri e non si fa più invadere dalle alte maree, non si fa più deprimere dalle basse maree, non si fa più condizionare dal giudizio degli altri. Significa aver finalmente creato un proprio equilibrio (Fiordistella), distacco emotivo, che non significa non provare emozioni ma vuol dire non lasciarsi travolgere dalle emozioni. Questo è un obiettivo che devono raggiungere soprattutto le donne, che spesso si lasciano invadere dalle emozioni”.

 

 

Alle ulteriori richieste di chiarimento da parte della fata Fiordistella, sia Sagsa che l’elfo Elpidio si ripropongono di riferirle tutto, dopo aver liberato il regno di Doranzica dai guardiani della ormai ex Maga Nera. E così, dopo aver liberato Averoro, Logofrena e tutti i regnanti di Doranzica, si mettono a raccontare il motivo dell’avvenuta trasformazione di Fiordistella: La liberazione di Logofrena, Averoro e degli abitanti e regnanti di Doranzica, simboleggiano le virtù e le energie positive della persona, che vengono finalmente liberate, dopo che l’individuo si è pentito ed ha ritrovato la sua dimensione di persona credente e virtuosa. In questo modo tutto quello che sembrava ed appariva come negativo, viene rivalutato e visto sotto una luce nuova, quella della Grazia. A conti fatti, la favola ci suggerisce che quando siamo immersi nei vizi e nel peccato, tutto ciò che è buono e virtuoso ci appare sfuocato, distorto e negativo; perché l’Io ha cercato di trasformare l’orrenda verità in modo che apparisse più bella e stimolante. Il tutto facendo apparire i peccati come entità giuste e piacevoli oltre che appetibili. Ad esempio, un individuo che è soggiogato dal vizio della lussuria, asserirà con certezza e sollecitudine, che tradire la propria moglie fa bene al suo rapporto di coppia. Mentre è proprio vero il contrario.

 

                

 

Quando la persona mistificata ritrova la propria verità interiore e la propria identità, comincia gradualmente a rilasciare ed abbandonare tutti i meccanismi difensivi edificati nel passato. Questo evento psichico, porta con sé un’intima sensazione di tranquillità e serenità. Tutto ciò ci viene evidenziato nella favola, dal regno di Doranzica che viene liberato dalle perfide milizie della Maga Nera.

 

 

Il racconto dell’elfo inizia così: …c’erano una volta due grandi e potentissimi maghi, con l’unica anomalia di non prestare molta attenzione alla loro unica figlia, chiamata Fiordistella. Con tutto ciò, non era raro sentirli gridare frasi del tipo… “Fiordistella non fare la cattiva, altrimenti non ti vogliamo più bene!”: I familiari che non prestano molta attenzione all’educazione di Fiordistella, sono un emblema di quei genitori che non educano e non insegnano ai propri figli a pregare, ad andare a Messa e ad essere virtuosi. Tutti incentrati su se stessi, questi educatori divengono essi stessi degli dèi, ai quali i figli devono assoggettarsi. Al contempo i discendenti crescendo, non avendo il supporto della preghiera e dei Sacramenti, divengono fragili e viziosi. È altrettanto importante appuntare, che l’amore dei genitori verso i figli, deve essere un amore incondizionato e non assoggettato ad un determinato comportamento del discendente. Esattamente come Dio ama tutta l’umanità, indipendentemente se siamo buoni o cattivi. Se ciò non avviene, ecco che i figli impareranno che si deve amare il prossimo solo se compie azioni e opere considerate buone, altrimenti va odiato. Ma Gesù nel Vangelo ci dice e ci dimostra con i fatti, che occorre amare tutti, buoni o cattivi. Cosa ci suggerisce allora la fiaba? Che i genitori di Fiordistella si sono messi al di sopra di Dio; decidendo essi stessi cosa sia giusto e cosa no. E la piccola Fiordistella, pensando che l’amore dei genitori è una specie di merce da scambiare con altra merce, fugge di casa con il Rubino Smeraldo. La morale è semplice… l’amore si deve donare sempre e comunque, non è una merce da scambiare con altra mercanzia. Di esempi per comprendere questo evento, ce ne sono molteplici. Ma tra gli altri, possiamo comprendere il perché alcune religioni fondamentaliste invece di amare il prossimo, lo percepiscono come un nemico da reprimere o annientare. Questo avviene proprio perché questi fondamentalisti hanno imparato sin dall’infanzia, ad accettare e amare chi compie opere simili alle loro, ed odiare e perseguitare tutti coloro che la pensano diversamente.

I genitori che asseriscono di dare amore ai loro figli solo se fanno i buoni, spingono i discendenti a sviluppare un senso di colpa enorme e quasi insopportabile. Invero, la paura di perdere l’amore dei familiari è talmente angosciante, che il bimbo può decidere inconsapevolmente di scindere la propria personalità in due. In pratica, il fanciullo produce una personalità vivace, allegra ed ubbidiente (Fata Esthel), ed un’altra oscura, cattiva e malevola (Maga Fiordiloto). Mentre i genitori che amano in maniera incondizionata i propri figli, cercano con le buone maniere, il dialogo, con calma ed empatia, di spiegare ciò che è sbagliato o giusto compiere. Così facendo il bimbo non si trova costretto a scindere se stesso, ma al contrario cerca di sviluppare la propria positività, mediante l’elaborazione e modifica degli atti negativi. Pietro Lombardo: “Questo senso di colpa nasce dal problema dell’amore condizionato, che dice: Io ti voglio bene a condizione che tu faccia, dica, ti comporti, secondo le mie aspettative”.

La piccola Fiordistella che si trova impaurita di fronte alla possibilità che i suoi genitori la privino del loro affetto e amore, è un'immagine figurata dei fanciulli che imparano a seguire le direttive dei loro familiari non per aver elaborato ed interiorizzato una determinata verità, ma per paura e timore di una perdita affettiva. Questo spinge il bambino a reprimere se stesso, a rinnegare parti di sé che non corrispondono ai voleri e richieste degli educatori. Ecco così innalzarsi la maschera del “Falso Sé” (maschera dorata della Maga Nera) che sostituisce il “Vero Sé”, il quale viene relegato dietro le “muraglie” (Barriera di Gemme) dell’inconscio. Pietro Lombardo: “Tutte le sensazioni d’impotenza che possiamo provare, hanno la propria origine nell’infanzia. Spesso da bambini (Fiordistella) siamo rimasti esposti all’ingiustizia, siamo rimasti privi di aiuto, di sostegno psicologico, di sostegno morale. Per esempio i bambini si sentono impotenti se vedono i genitori litigare, o se vedono la nonna litigare con la mamma o lo zio con il papà”.

 

      

 

Una sera, dopo aver subìto un’ulteriore ed immeritato rimprovero, Fiordistella decide di fuggire da casa, portando con sé la cosa più preziosa che i suoi genitori possedevano: il meraviglioso e potente Rubino Smeraldo: Ecco spiegato uno dei motivi del perché molti educatori divengono acidi, prepotenti, violenti, falsi, ingannatori, superbi e trattano i figli con superficialità ed arroganza: manca la preghiera e l’amore per Dio. E Fiordistella che fugge via con il Rubino Smeraldo, è un figlio che sa bene nel proprio intimo, che la cosa più preziosa per i propri genitori, risiede nei beni temporali, nella posizione sociale, nel far bene i compiuti a scuola. Si viene così a creare una distanza emotiva tra il figlio e il genitore, che ci viene evidenziata da Fiordistella che fugge da casa. A questo riguardo, è bene considerare il fatto che alcuni genitori continuano insistentemente a ripetere… come mai mio figlio segue cattive compagnie, ruba, disubbidisce, si droga, è violento? La risposta è semplice… che modello di vita e di spiritualità avete donato ai vostri figli? Cosa scorgono in voi genitori, i vostri “amati” discendenti? La risposta è semplice… I figli vedono che voi educatori aspirate ad una buona posizione sociale, che tallonate il successo per farvi lodare dal prossimo, che siete affamati di lussuria e sporcizia, scorgono le vostre falsità, la vostra ingiustizia, i vostri biasimi verso il prossimo, i vostri silenzi quando si deve difendere il più debole. In breve, i figli assimilano come spugne ciò che si vive nell’habitat familiare. Potete forse ingannare voi stessi, ma non loro e nemmeno Dio. E senza nutrimento spirituale, senza regole di vita, senza donare importanza alle virtù, all’amore a Dio… non ci si deve meravigliare se crescendo, i discendenti prendano strade colme di odio, violenza e fanatismo. Esattamente come nella favola del pifferaio, i figli seguono il pifferaio magico dei vizi, poiché i genitori sono tutti “indaffarati” a tallonare i beni temporali e i vizi.

 

Fiordistella che scappa da casa e ruba il Rubino Smeraldo, è un figlio che vive in un ambiente familiare negativo, coercitivo e privo di amore. E naturalmente, come spiegato altre volte, il fanciullo per proteggersi dalle aggressioni psicologiche, fisiche e morali, di educatori violenti ed egoisti, mette in atto tutta una serie di apparati difensivi. In questo caso, ci viene presentato il meccanismo difensivo della fuga e rimozione. Ad esempio, da adulti se non si è risolto questo problema psicologico, la persona ogniqualvolta proverà emozioni affettive per un partner, avvertirà nel proprio intimo una sensazione di disagio del tipo… ti voglio bene ma scappo via. Questo proprio perché la persona inconsciamente, ha timore di rimanere invischiata in un rapporto affettivo profondo, maturo e duraturo; poiché teme di essere ancora ferita e lesa dal prossimo. Proprio come è accaduto nel passato. Naturalmente, essendo state rimosse le cause di questo evento, la persona fa fatica ad uscire da questo labirinto mentale, composto da molteplici meccanismi difensivi.

 

 

E così la piccola Fiordistella, pur se con un po’ di inquietudine nel cuore, si avviò verso le smisurate regioni montuose, dove viveva il potentissimo ed inquietante Oskurjo… lo Sciamano della Luna Nera: La favola ci espone con veridicità, cosa avviene quando un fanciullo non possiede genitori ed educatori che con amore e verità, lo aiutano a scoprire ed amare Gesù, la preghiera ed i Sacramenti: …il bimbo lentamente ma inesorabilmente, rischia di cadere nel lato oscuro del proprio sé più profondo, e quindi nelle mani di Satana (sciamano Oskurjo). In altre parole, è inutile mandare a catechismo un bambino, se poi nella famiglia lo stesso bimbo scorge i propri genitori che non vanno a Messa, che sono viziosi e non pregano. Gli educatori sono un modello molto importante per i discendenti, i quali si specchiano in loro, più che per quello che dicono… per quello che fanno.

 

        

 

La piccola Fiordistella che si dirige dallo sciamano, raffigura l’inizio del processo di mistificazione e di comparsa dei meccanismi difensivi, che il fanciullo mette in atto per proteggere il proprio Io dalle violenze psichiche, abusi o deprivazioni affettive, sperimentate nel proprio habitat familiare. Tutto questo naturalmente, avviene in maniera del tutto inconsapevole. Queste esperienze psichiche totalmente inconsce, ci vengono visualizzate nella favola dal nome dello sciamano, il quale ci viene descritto come lo sciamano della luna nera. Difatti, “luna nera simboleggia proprio qualcosa di oscuro, nascosto… tipiche descrizioni dell’inconscio.

 

                  

 

Lo sciamano Oskurjo appena vide la bambina, le chiese che cosa fosse venuta a fare in un luogo così remoto e sperduto. Fiordistella rispose che desiderava, mediante un portentoso sortilegio, divenire una bambina buona; eliminando quella parte malvagia che i genitori non apprezzavano. Fiordistella voleva divenire buona, poiché era desiderosa di ricevere quell’affetto e amore, che tanto agognava. Detto questo, consegnò allo sciamano il favoloso “Rubino Smeraldo” che aveva sottratto ai suoi genitori: Jesper Juul “Il Bambino è Competente” pag. 17: “Fin dalla nascita i bambini sono persone complete, cioè sono sociali, collaborativi e pronti a comunicare. Queste qualità non sono frutto di insegnamenti, sono innate. D’altra parte, perché queste qualità si sviluppino, i bambini hanno bisogno di vivere con adulti che si comportino in maniera da rispettarne e modellarne il comportamento sociale e umano”. Un fanciullo possiede, anche se non del tutto sviluppate, tutte le risorse interne, psichiche ed intellettive per affrontare il mondo circostante. In breve, alcuni educatori credono erroneamente che i fanciulli siano delle “tabule rase” dove occorre riporre ed immettere dati ed informazioni. Ma la realtà è ben diversa. Probabilmente, i bambini non sanno verbalizzare in maniera corretta ed edulcorata la realtà in cui vivono, ma a livello inconscio sanno comprendere perfettamente le dinamiche psichiche e sociali, di quanti vivono accanto a loro. Da quanto appena enunciato, ecco che Fiordistella è la persona che sin dalla tenera età, ha capito con chiarezza che ciò che maggiormente ha valore per i genitori, è il potere, il denaro, l’aspetto esteriore, il comportamento che appare al prossimo, l’essere esteriormente buoni; tutti comportamenti e pensieri effigiati nella fiaba dallo “stupefacente” Rubino Smeraldo. E naturalmente crescendo, il bimbo cercherà di sviluppare queste prerogative e caratteristiche, per cercare di ottenere l’approvazione e l’interesse dei genitori. Il tutto anche se queste essenze non sono veramente importanti, ma al contrario sono illusorie, superficiali se non del tutto distruttive per il versante spirituale della persona. Invero, i genitori privi di Fede e amore verso Dio, in realtà spingono i propri figli nelle mani di Satana, del peccato, dei vizi e delle concupiscenze, tutti effigiati dallo sciamano Oskurjo. Non ci crediamo? Basta osservare i valori che possiedono i giovani del nostro periodo storico. Vanno forse in Chiesa? Pregano? Sono virtuosi? Prendono i Sacramenti? La risposta è… NO. Ma ecco che al contrario, sono tutti indaffarati a comprare telefonini multicolori e con molteplici funzioni, a vestirsi con abiti firmati, a girare il mondo alla ricerca del luogo più IN del momento, a seguire il gruppo Pop più elettrizzante, a cibarsi di gustose prelibatezze culinarie, ad assaporare l’ultimo spinello, a parlare con gli amici dell’ultima donna portata a letto, e via dicendo. Ecco che, per tutti i nostri giovani, le essenze considerate preziose (Rubino Smeraldo) dai genitori, sono divenute le priorità da seguire con affanno.  In altri termini, i giovani senza una salda e vera direzione morale e spirituale, sono in balia delle onde del razionalismo, aberrazione, edonismo, consumismo, nichilismo. Le nuove generazioni hanno imparato dai loro “cari genitori” che il “Rubino Smeraldo” del potere, del sesso, del denaro, dell’egoismo e superbia, sono entità da seguire e da accogliere con determinazione ed a qualunque costo. E non si rendono conto, che questi figli divengono carne da macello, in mano a Satana (Sciamano Oskurjo).

 

 

Fiordistella è il figlio che per ricevere affetto ed approvazione dai propri educatoti, cerca di modificare la propria personalità in un’altra personalità fittizia ed irreale. E per far questo, costringe il proprio “Vero ” (Rubino Smeraldo) a nascondersi nei meandri dell’inconscio. Difatti il “Vero Sé” è la parte più preziosa ed importante che possiede la persona, ed è l’essenza fondamentale della propria identità ed individualità. Ma questa essenza così importante e preziosa, sovente non viene compresa, capita ed accettata dai genitori. Questo proprio perché alcuni educatori superbi ed egoisti, non sanno percepire il valore intrinseco dei loro discendenti, le preziose risorse interne che uno possiede, la propria visone personale del mondo, le proprie energie, capacità, semplicità, spontaneità. Invero, alcuni genitori superbamente, vogliono decidere loro stessi cosa è importante per i figli, e così facendo distruggono la loro vera essenza e la loro dignità di persone. Pietro Lombardo: “Sono i genitori a decidere con chi può stare il figlio, a scegliere gli amici, il corso di studi... I comportamenti vengono considerati giusti o sbagliati, buoni o cattivi, non esistono vie di mezzo… o è bianco o è nero. Questi bambini, una volta cresciuti, tendono a ripetere gli stessi schemi rigidi dei genitori. E a loro volta incominciano a controllare tutto, non si permettono l’espressione della loro fragilità. La fragilità è negata (Fata Esthel imprigionata dietro la Barriera di Gemme), imparano cioè a non essere fedeli alla loro sensibilità più profonda. È come se queste persone fossero tenute sempre sotto controllo da un occhio che le giudica continuamente, e che impedisce loro di poter manifestare la meravigliosa fonte della loro autenticità”.

 

 

Lo sciamano Oskurjo avvisò la bimba del pericolo che avrebbe corso, nel voler diventare solo ed esclusivamente buona. Ma Fiordistella fu irremovibile nella sua richiesta. Oskurjo allora preparò un enorme sortilegio, aiutato dai due suoi fedeli inservienti, che altro non erano che l’Elfo Elpidio e la lumaca Sagsa. Dall’energia che scaturì dalle sue mani, lo sciamano divise Fiordistella in due bambine identiche, dissimili solo per il colore dei capelli; una dai capelli neri e l’altra dai capelli biondi: Quando si sceglie uno stile di vita, in sostanza si sceglie la strada da seguire, e si mettono in moto in maniera quasi automatica, tutte le risorse della persona per seguire questo itinerario. Ecco che Fiordistella che si divide in due persone, è l’individuo che avendo scelto la via dell’edonismo, del potere, egoismo e superbia, dona forza al proprio versante razionale ed istintuale, indebolendo così il proprio versante spirituale. Avviene esattamente come nella favola, una scissione interna, dove il versante istintuale (Maga Fiordiloto), si scinde e si contrappone al versante spirituale (Fata Esthel).

In ultima analisi, possiamo comprendere chiaramente che Satana agisce con forza e distruzione, sulle menti e sui cuori che vivono una vita dissoluta, nel peccato e nell’eresia. Mentre nulla può fare, se la persona si riveste della Grazia di Dio, mediante i Sacramenti, la preghiera e le virtù. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 18 Novembre 2008: “Il nemico può molto lì dove c’è ribellione e freddezza; è l’uomo, con la sua indocilità, che gli permette di agire con grande forza. Se gli uomini seguissero e amassero le Mie Leggi, se fossero docili ed obbedienti, egli non potrebbe agire ed operare, la forza gliela offre l’indocilità umana”.

 

               

 

Dusty Miller: “Per questa bambina, l’obiettivo primario è quello di fuggire dal trauma, cosa che fa dissociandosi”. Fiordistella è l’immagine figurata dei fanciulli che a causa di abusi fisici, psichici o traumi familiari, cercano di fuggire e di lenire le loro sofferenze, dissociandosi. In sostanza, proprio come Fiordistella viene divisa in due bambine differenti, così il bambino che subisce traumi intensi, scinde in due parti la propria personalità; una delle quali essendo collegata a ricordi ed emozioni penose, viene rimossa nei meandri dell’inconscio (maschera dorata, della Maga Fiordiloto). Pietro Lombardo: “Dobbiamo divenire consapevoli delle nostre diverse personalità, dei nostri diversi stati dell’Io, quelli che sono in luce e anche quelli che sono in ombra, in modo da poter vivere la nostra vita come una personalità unica, senza disperderci in quella specie di guerra interiore che nasce dalla divisione”. In altre parole, il bimbo cerca di rimuovere tutte quelle esperienze traumatizzanti e dolorose, vissute nel proprio habitat familiare, ma non solo… poiché per sopravvivere alle dure sofferenze patite, cerca di creare una personalità cattiva e negativa di sé (Maga Fiordiloto), che raccoglie non solo i ricordi negativi ma altresì che si identifica con il genitore cattivo. Il tutto mediante il meccanismo psichico dell’introiezione ed identificazione con l’aggressore. Questo versante della personalità scissa, ha la triplice funzione di dimenticare le sofferenze sperimentate, di inglobare gli atteggiamenti negativi e distruttivi dell’educatore perfido, ed infine di imbrigliare e nascondere nell’inconscio la propria aggressività e rancore verso i carnefici. Al contempo, l’altra personalità (Fata Esthel) cerca di vivere nel mondo cosciente in maniera apparentemente tranquilla, come se nulla fosse successo. Ed ecco che i fanciulli che hanno ricevuto abusi nel proprio ambente familiare, all’apparenza, proprio come la ninfa del lago Fata Esthel, paiono bimbi senza problemi, educati e sereni. Ma ad un osservatore attento, apparirà subito chiaro che il fanciullo è fragile, insicuro, privo di forza mentale, mutevole nelle decisioni, triste. Questa falsa personalità permette al bimbo, che ha subito traumi, di sopravvivere all’ambiente sociale e familiare in maniera apparentemente equilibrata. Pietro Lombardo: “Dentro di noi nascono le divisioni, c’è una parte che aspira al bene e un’altra che fa il male, e spesso la parte che fa il male non è altro che la conseguenza di questo Io mistificato nell’infanzia, che ostacola l’affermarsi e il germogliare della parte vera”. La persona che ha dovuto dividere e scindere la propria personalità, ha compiuto tutto ciò per avere un briciolo di amore e considerazione dai genitori, per eliminare il senso di colpa che scaturisce dal sentirsi peccaminosa, fuori posto, annullata. Tutte sensazioni sviluppate e a volte introiettate, dal comportamento maligno dei familiari; i quali colpevolizzano i figli per non essere come loro li desiderano.

 

Dopodiché lo sciamano fece uscire da un enorme pentolone, una meravigliosa ma inquietante maschera d’oro, la quale si posò sul viso della bambina dai capelli neri. Nel frattempo la piccola fanciulla, mentre piangeva impaurita, fu ribattezzata dallo sciamano, Fiordiloto. Di seguito, senza provare alcuna emozione nel vedere Fiordiloto cercare di strapparsi dal viso la maschera dorata, lo sciamano Oskurjo in un luogo molto distante, creò con della lava fumante, un enorme castello per la piccola Fiordiloto: Perché i peccati, i vizi e le aberrazioni, sono così tallonate da interi popoli e Nazioni? Semplice, perché Satana (sciamano) li rende appetibili e attraenti, mediante la “maschera dorata” delle menzogne ed eresie. Invero, chi segue l’aborto in realtà uccide una persona inerme, che non può difendersi ed esprimere la sua opinione in merito. Ma le madri ed i medici carnefici che compiono questo gesto sconsiderato, come lo giustificano? Asserendo con noncuranza, che l’aborto è un atto di libertà ed emancipazione della donna, Insomma, un diritto. Questo esempio ci dimostra come Satana offre una razionalizzazione e una giustificazione (maschera dorata), per far conseguire un omicidio ad una madre. Ed ancora… che cosa asseriscono alcuni scienziati, per giustificare l’uccisione di molteplici embrioni? Che servono per aiutare a curare alcune malattie. E così mascherano con una lamina dorata, delitti ed omicidi di massa. Sì proprio così. Perché uccidere gli embrioni, equivale ad uccidere delle persone. Visto e considerato che ogni embrione è una persona dotata di anima. Ecco perché l’essere umano non può essere considerato come il depositario della verità, proprio perché noi esseri umani alteriamo e trasformavamo la verità a seconda delle nostre esigenze personali, dei nostri bisogni egoistici e delle false ideologie del momento.

Lo sciamano Oskurjo che costruisce un luogo infernale per la piccola Fiordiloto, ci rammenta che tutti coloro che seguono la via dell’edonismo, dei vizi e della ribellione ai dieci comandamenti, si costruiscono con le loro mani il loro futuro destino, nei meandri dell’inferno. Il tutto sotto la giurisdizione del loro padre putativo: Satana (sciamano Oskurjo).

 

      

 

Pietro Lombardo: “Questa sofferenza che nasce dal dolore dell’abbandono, del poco amore, della mancanza di rispetto, del non ascolto, della non condivisione, spinge tutta la nostra persona a porre un rimedio al male, rimovendone al più presto le cause”. La maschera d’oro che porta la piccola Fiordiloto, ci dimostra come uno dei versanti della personalità multipla, detiene rimosse nell’inconscio i ricordi penosi, le interiorizzazioni dei familiari cattivi e le tensioni psichiche colme di aggressività e rabbia. In altre parole, esattamente come la maschera dorata copre il viso di Fiordiloto, così la rimozione tiene nascosto all’Io della persona, tutto ciò che gli può procurare timore, angoscia e sofferenza. Naturalmente è bene aggiungere che queste due personalità, non sempre vengono tenute separate dall’Io; questo proprio perché a volte l’energia psichica che serve per dividere queste due personalità, non riesce a reprimere a sufficienza uno dei due versanti. Ecco che allora a volte una delle due personalità emerge, mentre l’altra viene momentaneamente rimossa. Quesito lo possiamo esaminare da alcune persone, che in un determinato momento sono buone, generose, pacifiche, disponibili… mentre in un altro momento sono aggressive, indocili, arroganti, senza scrupoli. Un altro motivo del cambio improvviso e repentino della doppia personalità, risiede nelle varie e diverse problematiche che una persona affronta nella vita di tutti i giorni. Ad esempio, in alcuni casi la persona utilizza la personalità “buona” quando riesce a districarsi con naturalezza in alcuni compiti semplici e comuni.  Ma quando sopraggiungono esperienze di vita penose o troppo difficoltose, rischiando di riattivare i ricordi del passato rimossi, l’Io, per difendersi da sentimenti di angoscia, improvvisamente fa fuoriuscire la personalità “negativa” ed autoritaria. Personalità negativa, chiamata anche “ombra”,  che cerca con aggressività e veemenza, di allontanare o risolvere le problematiche emerse. Pietro Lombardo: “Il non sentire questo amore e il bisogno di averlo, lo porta spesso alla mistificazione della sua realtà più profonda. Si crea una falsa identità, sia per allontanare il pericolo di perdere la persona amata a causa della propria rabbia, sia per evitare il grande senso di colpa che nasce automaticamente, quando si è arrabbiati con chi si ama. Così, per compiacere il mio genitore, sono costretto a rinunciare ad esprimere ciò che realmente provo, e a crearmi un Falso Sé”.

Bruno Bettelheim “Un Genitore quasi Perfetto” pag. 172: “Quasi tutti noi ci rendiamo conto di avere fatto nostre molte delle qualità che ci piacciono dei nostri genitori, mentre non siamo consapevoli di avere interiorizzato anche gli aspetti negativi (Maga Fiordiloto) del loro atteggiamento verso di noi; di esserci cioè identificati anche con quegli aspetti”. Un altro aspetto importante che fuoriesce da questo evento di divisione di Fiordistella in due bambine, ci rammenta che a volte le azioni negative compiute dai propri familiari, vengono interiorizzate inconsciamente (maschera di Fiordiloto), e se la persona che ha subito traumi e violenze nel proprio habitat familiare, non risolve queste problematiche, rischia di ripeterle e riproporle nei riguardi dei propri figli. Dusty Miller: “I rapporti con la famiglia d’origine, risentono sempre di tale interiorizzazione distorta. Poiché si è identificata eccessivamente sia col genitore violatore, sia con la persona non-protettiva che avrebbe dovuto difenderla; la donna non è in grado di vedere che le sue attuali relazioni con loro sono sempre le stesse, e continua a interiorizzare le cattive azioni, idee o comunicazioni provenienti dai suoi genitori, perpetuando i modelli del trauma infantile”.

La Maga Fiordiloto è un’allegoria di quelle persone che essendo state insultate, non amate, non protette, umiliate e violate dai propri familiari, crescendo imparano a reprimere le proprie vere emozioni, la propria progettualità e unicità, dietro una muraglia di razionalizzazioni. In altre parole, l’individuo chiude dietro il muro del proprio inconscio, la propria fragilità, le proprie emozioni più vere, la propria semplicità e naturalezza. Il tutto per potersi proteggere dagli attacchi esterni del familiari aggressivi e perfidi. Ma naturalmente se si cerca di eliminare la propria fragilità ed emotività, non si fa altro che esasperare la propria rabbia ed aggressività. Ecco perché alcune persone sembrano prive di sentimenti e di empatia verso il prossimo, in realtà questi aspetti del loro carattere li hanno soffocati e repressi. Proprio come la piccola Fiordistella ha voluto rinchiudere la dolce e onesta Ninfa del lago dietro una barriera, e lasciare libera la maga Fiordiloto di esprimere sentimenti di rabbia ed ira. Pietro Lombardo: “I bambini si sentono impotenti quando vengono insultati, aspramente rimproverati, picchiati. Contro questa brutale forza psicologica, il bambino è impotente, non ha alcuna chance, alcuna possibilità; allora nasce una rabbia impotente che lo porta a doversi chiudere davanti a qualsiasi dolore, il tutto per poter vivere”.

 

     

 

Dopo aver completato il castello, Oskurjo con una smorfia di compiacimento, dichiarò alla bambina bionda, ribattezzata Fata Esthel, che ormai sarebbe stata buona per sempre; difatti non avrebbe più conosciuto né dolore né tristezze. Ma siccome era divenuta troppo fragile e sensibile, avrebbe potuto vivere solo in un ambiente nel quale tutti i sentimenti tristi e dolorosi, non potevano esistere. Per questa ragione, lo Sciamano subitamente diede origine alla portentosa “Barriera di Gemme”, creata attraverso le numerose lacrime che sgorgavano come un fiume in piena, dalla piccola Fiordiloto: Lo sciamano Oskurjo che crea la “Barriera di Gemme” e vi rinchiude la piccola Fata Esthel, è un’allegoria di Satana, il quale congiunto all’Io di una persona, serra e chiude la propria coscienza. Il tutto per non sentire la propria coscienza, che urla la verità. In altri termini, la Barriera di Gemme altro non è che una “barriera” di menzogne, argomentazioni false e razionalizzazioni, che servono per far tacere la coscienza. Ecco spiegato il motivo del perché coloro che compiono opere inique, omicidi, lussurie ed atti aberranti, vivono con apparente serenità e calma. In realtà, questi individui portano una “maschera dorata”, che ricopre la loro impudicizia, ingiustizia e malvagità. Maria Valtorta “I Quaderni del 1945-50” pag. 402: “In verità molti che strozzano col capestro dei vizi e dei peccati la loro anima, dopo averla fatta schiava di Satana (sciamano Oskurjo) al quale si sono alleati. La strozzano definitivamente per non sentirla più gridare e piangere ricordando che il Male non è lecito e che vi è un castigo per chi lo compie. Sono, costoro, coloro che da figli di Dio tornano creature-uomo per la perdita della Grazia e da uomo divengono poi demone, ché l’uomo separato dal Bene è vilucchio che si abbarbica, per reggersi, al Male”.

 

     

 

Il bambino che per compiacere ed assecondare i genitori, è costretto a reprimere una parte di sé e della propria identità, inevitabilmente reprime e annienta numerose facoltà personali. E così la sensibilità, i bisogni personali e le proprie facoltà intrinseche, vengono tutte represse e confinate nell’inconscio. E naturalmente questa “barriera psichica” costringe la persona a utilizzare un eccesso di forza mentale, la quale è necessaria per reprimere così tante e numerose facoltà, emozioni angoscianti e ricordi. Ecco che le lacrime della piccola Fiordiloto, simboleggiano le lacrime che il fanciullo versa inconsciamente, poiché è costretto a reprimere la propria reale identità e le proprie facoltà intrinseche.

E naturalmente, come possiamo bene immaginare, nel preciso momento in cui si reprime e rimuove un versante della propria reale personalità, si diviene più fragili, destrutturati ed instabili. In