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Fiordistella
Frasa
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La
fiaba
ci indica la strada da seguire, se vogliamo
risolvere questo problema psichico. Occorre
innanzitutto entrare nella “stanza proibita” del nostro inconscio,
e recuperare le emozioni rimosse
(quadro della donna che piange); poi necessita
distruggere le “barriere”
(Barriera di Gemme) delle difese psichiche
ed affrontare le proprie emozioni
nascoste (maschera di Fiordiloto). Solo allora avremo ritrovato la nostra unicità,
e sapremo inglobare in maniera equilibrata e consapevole,
tutte le emozioni e ricordi negativi rimossi. Si
verrà a costruire così una nuova personalità
(Fiordistella)
più forte, dinamica e serena…
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Se volete leggere la fiaba completa,
potete klikkare QUI.
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Fiordistella. 

Il principe dell’impero di Doranzica chiamato Averoro, è alla
ricerca del grande amore. Ma sebbene tutte le fanciulle del suo regno sono ai
suoi piedi, nel suo cuore avverte che il loro interesse è più rivolto alla
sua posizione di principe, che ad un reale sentimento d’amore: Il
principe Averoro è la persona che nonostante viva nel lusso e nelle comodità,
percepisce nel proprio intimo un vuoto esistenziale. Un vuoto che
proviene dal profondo di se stesso, una sensazione di privazione e disagio,
che deriva dalla propria anima.
Difatti come ripetuto numerose altre volte, la nostra anima è alla continua
ricerca del suo creatore: Dio. L’anima ha sete e fame di Dio, e per questo motivo
spinge l’Io razionale, a ricercare l’eterno amore. E quindi il principe Averoro che non
si accontenta delle svolazzanti donzelle del suo regno, che gli cascano ai piedi come pere
cotte, è un’allegoria della persona che non si lascia avvinghiare dalle tentazioni del senso, ma al contrario comincia a capire che la sua anima
necessita di qualcosa di più grande, veritiero e profondo: Dio. In altre
parole, tutti quelli che pensano di riempire
il proprio vuoto esistenziale, mediante il sesso, il cibo, i beni temporali, il denaro, il potere o il gioco, in realtà prima o
poi, si troveranno al punto di partenza; insomma si sentiranno svuotati e
colmi di depressione ed ansia. In ultima analisi, la favola ci suggerisce
di prendere coscienza che un vuoto spirituale, non si può colmare mediante un
bene o piacere temporale. Opera scritta dalla Divina Sapienza
del 11 Novembre 2008: “…la mente
umana non fa che pensare, pensare, pensare, ma non come possa salvare la propria anima e l’altrui, pensa a come accumulare beni, gloria
umana, come meglio trascorrere il tempo in vanità ed insulsaggini di ogni
genere”.

Nel versante
analitico, il principe Averoro che ricerca affannosamente l’amore della sua vita,
è un emblema della persona che è alla ricerca della propria reale personalità.
Invero, a volte si comincia a prendere coscienza che una delle cause che
conducono una persona ad avere relazioni affettive sbagliate, risiede
nell’aver dato al prossimo un'immagine errata e distorta di se stessi.
Un’immagine che non corrisponde alla propria realtà interiore. Quando una
persona ha edificato nel corso della propria vita un “Falso Sé”, ecco che anche le persone con cui si relaziona, sono
attratte da questa maschera dorata che si espone con noncuranza. Ma con il passare del tempo, l’individuo con una personalità fittizia,
comincia a comprendere che c’è qualcosa che non va, che quelle relazioni
affettive così deludenti, ambigue, poco affettuose e insincere, non corrispondono
al proprio ideale. In altri termini, a volte la persona nel rapporto
relazionale con il prossimo, comprende di aver edificato una sovrastruttura di falsità e menzogne. Occorre quindi recuperare la propria reale
identità, per poter vivere con sincerità la propria esistenza e le proprie
relazioni intime e sociali. Pietro Lombardo: “Essere chiusi su di sé a spirale
per difendersi. Da qui può avvenire la ricerca di sé, che è
il momento dell’evoluzione”.
Il
timore che avverte il principe Averoro, nel non sapere con certezza se le
donzelle del suo regno lo amano o meno, simboleggia l’individuo che avverte
nel proprio intimo, ansia ed inquietudine. Dobbiamo rammentare che la nostra
mente inconscia, possiede una sua memoria e una propria intelligenza. E sono
proprio queste due entità mentali, che suggeriscono all’Io razionale, se esiste un
determinato pericolo. Ad esempio, se un bambino ha avuto un rapporto
difficile con la madre, da adulto quando si troverà a scegliere la propria
futura moglie, percepirà nel proprio intimo un certo disagio, un’ansia quasi
impercettibile, proverà altresì disturbi fisici di vario tipo. Questi sono
tutti segnali e indicazioni che provengono dalla memoria
inconscia, i quali avvertono l’Io razionale che si sta per compiere un atto “rischioso”. Ecco
che alcuni uomini od alcune donne per evitare l’unione coniugale, cominciano
a dichiarare che il matrimonio è la tomba dell’amore, che il rito nuziale è
solo un contratto e via dicendo. Queste, ed altre simili dichiarazioni, sono
un chiaro meccanismo difensivo proveniente dalla memoria inconscia.
Meccanismo difensivo chiamato razionalizzazione; dove
si cerca una scusa plausibile ed accettabile, per evitare le sofferenze e
patimenti vissuti nel passato. Dusty
Miller: “La paziente deve essere aiutata ad
avvertire quel che il suo corpo le comunica, in relazione alla paura. A volte l’unico indizio di una paura inconscia, che si
sta cercando di aggirare, è un certo dolore fisico, una nausea, la
tachicardia, il respiro affannoso: qualcosa che il corpo sa, ma che il
cervello si rifiuta di ammettere”.
È
interessante aggiungere, che le persone che vivono con un “Falso Sé”,
quando si sposano o hanno relazioni affettive, generano nei loro partner
sensazioni e sentimenti discordanti. Ad esempio, una moglie che sposa un
marito dolce e sereno, poi con il passare del tempo, scopre che il marito è
perennemente prepotente e
scostante. Ecco che il partner ad un certo punto della relazione, si ritrova
con una persona completamente diversa, da quella che aveva conosciuto
all’inizio. Riassumendo, a volte si comincia a prendere coscienza che una
delle cause che conducono una persona ad avere relazioni affettive sbagliate,
risiede nell’aver dato un'immagine errata e
distorta di se stessi. Un’immagine che non
corrisponde alla propria realtà interiore.
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 Il
principe Averoro, mentre passeggia con il suo cavallo, in
una enorme ed imponente foresta, intravede un piccolo e cicciotello Elfo chiamato
Elpidio. E il principe lo sente parlottare di una
bellissima Ninfa che vive oltre l’enorme Barriera
di Gemme, che si erge lì vicino: Il principe Averoro che sente parlare
di una meravigliosa Ninfa, è l’individuo che inizia a comprendere che dietro
le apparenze di un mondo sommerso nell’edonismo (Barriera di Gemme), esiste
un’anima (Ninfa). Una meravigliosa e sublime anima, che
vive al di là della nostra consapevolezza razionale, effigiata nella fiaba
dall’enorme Barriera di Gemme. Invero, nessun essere umano ha
la capacità di scorgere con i sensi carnali, la propria anima; poiché essendo
un’essenza spirituale, l’anima rimane invisibile a tutto ciò che è materiale.
Ma con la “visuale” della Fede e seguendo gli insegnamenti
elargiti con tanto amore da Gesù, da Maria santissima e dai profeti di tutti
i tempi, possiamo assaporare e percepire che dentro il nostro cuore, al di là
della nebulosa “foresta” dell’inconscio, ed al di là dell’enorme
“barriera” del razionalismo, esiste e sussiste una meravigliosa anima (Ninfa) che
attende di essere trovata dal nostro Io (Principe Averoro).

Il principe Averoro che scopre che oltre una Barriera di Gemme si trova
una meravigliosa Ninfa, simboleggia la persona che mediante un’analisi interiore
con il consiglio di amici, parenti o psicologi empatici (Elfo Elpidio),
comprende di avere innalzato delle “barriere
mentali” per nascondere la propria
vera identità (Ninfa). Invero, queste “barriere mentali” a volte sono
formate da tutti quei condizionamenti a cui uno è sottoposto nell’infanzia
nel proprio habitat familiare, dalla società, dagli amici, dalle aspettative del prossimo e così via. La
conseguenza di questo evento psichico, costringe la persona a reprimere le
proprie vere emozioni e sentimenti, relegandoli e rinchiudendoli oltre la
“barriera” dell’inconscio. Mentre nello stesso tempo, si evolvono e si
innalzano false interpretazioni della realtà; le quali con il passare del
tempo, divengono parte integrante della propria personalità e del proprio
mondo interiore. Pietro
Lombardo: “Quando impariamo a soffocare, reprimere parti
di noi stessi (Ninfa), che vengono oscurate perché proviamo vergogna per aver
manifestato rabbia, gelosia, ecc. è come se andassimo a creare una barriera
(Barriera di Gemme) alla libera manifestazione. Si instaura un’inibizione che
è all’origine di tante sofferenze della nostra esistenza umana. Attraverso
questo potente condizionamento, perdiamo la libertà di sperimentare il mondo
così come viene, e cominciamo a sperimentarlo attraverso dei filtri selettivi
(Barriera di Gemme) creati dall’estensione o dal ritrarsi dell’amore esterno”.
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L’enorme
e possente Barriera di Gemme è talmente alta ed imponente, che
nemmeno le dozzine di cavalieri che ogni anno si ripromettono di
oltrepassarla, sono
riusciti a tanto. E non solo, poiché nessuno sa esattamente cosa si trova al
di là di quella possente barriera: I cavalieri che ogni anno cercano di
oltrepassare la Barriera di Gemme e che poi falliscono nella loro
impresa, simboleggiano tutti coloro che si sforzano di credere nell’esistenza
di un’anima solo con le loro misere forze e senza
l’aiuto di Dio, dei Sacramenti, della preghiera e delle virtù. Scienziati,
sapientoni, guru, artisti, professori, politici, i “potenti” della terra e
via dicendo, sono come cavalieri “corazzati” di razionalismo, che
inutilmente cercano di sfidare Dio cercando invano le verità del
soprannaturale… in cose prettamente terrene. Ma occorre ricordare che per
scoprire l’esistenza dell’anima, le armature e le armi del razionalismo e
dell’eresia… non servono. Per oltrepassare la “barriera” della verità,
occorre umiltà ed altresì necessita avvicinarsi alla
sapienza che fuoriesce dallo Spirito Santo. In parole povere, esiste una
barriera interiore che si chiama razionalismo, che ci
impedisce di avvistare con chiarezza la verità. Verità che risiede nel fatto
che ognuno di noi possiede un'anima (Ninfa), e che solo con una dose di
umiltà e Fede, si riesce a percepirla. Esattamente come solo il “piccolo” elfo
Elpidio, riesce ad oltrepassare la Barriera di Gemme. Dove la piccola statura
dell’elfo, indica che solo gli umili,
riconoscono ed avvertono di possedere un'anima.
I
molteplici cavalieri che agognano oltrepassare l’imponente Barriera di Gemme,
sono altresì un’allegoria dei vizi e delle persone perfide e maligne, che
cercano di penetrare nel cuore di coloro che amano Gesù e le virtù. In altre
parole, Dio nella sua infinita misericordia, pone un limite a
coloro che bramano far crollare nel
baratro del peccato, i veri credenti. Non ci dobbiamo difatti meravigliare
del fatto che il Signore non prova le persone al di là delle proprie forze e
possibilità. Maria Valtorta “I Quaderni del 1950” pag. 273: “Il mondo e Satana
potranno odiarti ma fino al limite (Barriera di Gemme) che Io ho messo, alto, insuperabile come il muro da te
visto nel sogno. Essi al di là, nel loro rumoroso, caotico mondo, sporco di
tutte le concupiscenze, seminato di tutte le più tossiche eresie… tu al di
qua, nel deserto di questo prato che non ha che serenità e povertà semplice e fiorita di erba vergine di
corruzioni”.

Le
persone mistificate poiché hanno poca stima di se
stesse, coloro che sin dall’infanzia sono stati abituati a temere tutto ciò che si trova al di fuori
del proprio habitat familiare, e che quindi non sono riusciti a sviluppare un
sano e corretto rapporto e relazione con il prossimo, rischiano di sviluppare
una sorta di “barriera psichica”.
Questa barriera mentale, può sorgere e formarsi per evitare stati di angoscia
troppo forti per un Io debole, e che non ha potuto accrescere le proprie difese
mentali in maniera equilibrata. Insomma, le motivazioni che permettono a
questo evento di edificarsi, sono molteplici; comunque tra le altre
motivazioni possiamo descriverne alcune. Ad esempio, un fanciullo che ha
vissuto in un ambiente dove non gli era permesso di relazionare con altri
fanciulli in attività di gioco, crescendo rischia di non sviluppare in maniera
dinamica ed equilibrata, le proprie difese psichiche, le qualità giuste che
gli permettono di relazionarsi con il prossimo, e le risorse interne. Questo
avviene allorquando i genitori sono troppo ansiosi e apprensivi,
temendo che al figlio possa accadere qualcosa di brutto, e per questo motivo
si tende a tenerlo lontano dai presunti guai e pericoli. Un altro
esempio abbastanza eloquente, ci conduce a quei bambini che essendo
continuamente messi a tacere dai loro familiari, ogni
qualvolta esprimono un’opinione e un pensiero, vengono così assiduamente
svalutati e umiliati che
crescendo non sono più in grado di sviluppare la propria autostima. Stima
di sé, che viene così rinchiusa dalla “barriera” chiamata inconscio. Queste
persone invero, percepiscono di non essere ben accolte quando sono se stesse,
e quindi innalzano delle barriere psichiche per
paura di venire ancora feriti dal prossimo; esattamente come è avvenuto nel
loro doloroso passato, da parte di figure genitoriali glaciali e senza cuore.
Pietro Lombardo: “A volte siamo succubi della vergogna, ci
sentiamo indegni, ci sentiamo di non poter ricevere affetto, ci vergogniamo
di esistere, vorremmo nasconderci, far finta di non esserci, vorremmo
chiuderci in un bunker (Barriera di Gemme), in una
sorta di solitudine silenziosa, invisibile, attraverso cui
nessuno possa venire a toccarci o a prenderci”. Come possiamo ben comprendere, coloro che hanno creato queste
barriere mentali, faranno fatica a relazionare con il prossimo. Difatti a
volte è realmente faticoso avere rapporti equilibrati e sereni, con persone
che hanno innalzato una sorta di “muro
mentale”. La sensazione che si prova, è la
medesima sensazione che sperimentano i cavalieri della favola, quando si
trovano di fronte alla maestosa “Barriera di Gemme”;
la quale diviene un ostacolo impenetrabile.
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Il principe
Averoro decide di chiedere aiuto alla
sua vecchia amica fattucchiera, la simpaticissima Logofrena; la quale gli dona una pozione magica che
possiede il dono di trasformarlo in uno scattante delfino. Ma
purtroppo il sortilegio dura solo per poco tempo, dopodiché bisogna bere
l’antidoto, altrimenti il principe corre il rischio di rimanere per sempre un
delfino: La fattucchiera Logofrena è un’allegoria di un Sacerdote buono che dona al
credente, i Sacramenti. Nella favola quindi, il principe Averoro che prende
la pozione che lo trasforma in un delfino, simboleggia il credente che quando
prende i Sacramenti, si unisce in maniera più intima a Gesù. Questa
unione con Gesù ci viene raffigurata dal principe che diviene un delfino.
Riflettiamo… non è forse Gesù che viene spesso raffigurato come un pesce? Ed ecco
che coloro che con amore ed umiltà pregano, sono virtuosi e prendono i
Sacramenti, divengono “agili e
scattanti” nella spiritualità. Ed
ancora… esattamente come un delfino riesce a vivere sia in superficie che
nelle immensità dell’oceano, così il vero
credente riesce a districarsi nel
mondo materiale, senza per questo perdere il contatto con il mondo
spirituale, raffigurato nella fiaba, dal delfino che vive nelle profonde
“acque” della Grazia.
      
Tutti a volte nella
vita abbiamo provato ad essere qualcun’altro, o per gioco o per
scherzo. Tuttavia, se un bambino è costretto nel proprio habitat familiare ad
agire e pensare in maniera diversa da ciò che avverte intimamente, o non è
coerente con la propria identità, rischia di rimanere invischiato nella falsa personalità.
Ecco che il principe Averoro che
diviene per poco tempo delfino, è proprio l’immagine figurata di questo
evento psichico. Difatti il principe Averoro sa bene che può rimanere delfino (falsa personalità)
solo per poco tempo, altrimenti rimarrà sempre con la forma del simpatico cetaceo.
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Fiordiloto, conosciuta anche come la terribile Maga Nera, da
molteplici anni è alla ricerca della metà di uno specchio fatato,
che le permette di rimuovere la stupenda ma terribile maschera d’oro, che le copre
il viso. Difatti nel corso degli anni, Fiordiloto è venuta a conoscenza che
solo riunendo lo specchio fatato in suo possesso, con la metà mancante…
riuscirà a togliersi quell’odiata maschera:
Fiordiloto è un’immagine figurata della persona che vive la sua esistenza
terrena, basandosi colo sulla soddisfazione dei propri desideri egoistici. E
la maschera dorata che le copre il viso, effigia proprio i beni
temporali, i piaceri carnali e la triplice concupiscenza, i quali anche se all’apparenza sembrano entità buone
e soddisfacenti (oro della maschera), in realtà coprono e mascherano la
vera essenza della persona: la propria spiritualità. Difatti i viziosi, i disubbidienti ai dieci
comandamenti, gli edonisti ed i razionalisti, rivestono e foderano la verità, con menzogne affascinanti, apparentemente giuste ed
esteriormente logiche, con l’intento di abbonire e quietare la propria
coscienza. Opera scritta dalla Divina
Sapienza del 10 Giugno 2005: “…chi
opera il male odia la luce e cerca il buio per nascondersi (maschera dorata). Ancora un poco e poi si completerà
la divisione come avvenne tra gli angeli, essi si divisero in due schiere:
quelle docili ed obbedienti, quelle ribelli ed indocili; anche allora ci fu
un tempo per scegliere che finì e la scelta fatta rimase per sempre”.
Fiordiloto che
cerca in tutti i modi di togliersi la maschera
dorata, è l’individuo che avendo
spezzato lo “specchio” della verità, percepisce nel proprio intimo un turbamento e
un’angoscia, che non riesce a comprendere. Non è forse così che vivono tutti
coloro che ricercano l’oggettività, rifiutando tuttavia le verità
evangeliche? Proviamo a scrutare gli scienziati del nostro tempo… i quali con
affanno e agitazione, si sono impossessati delle conoscenze più profonde e
immense, ma nonostante tutto questo… gli manca sempre un qualcosa per
riempire i vuoti della loro scienza e conoscenza. Ad esempio, chi ha
creato il mondo e l’universo? La loro risposta contempla il fantasioso e
lugubre Big Bang. Chi ha creato l’uomo? Un’evoluzione dalla scimmia. E così
facendo, questi studiosi del nulla, cercano le conoscenze della creazione e i
misteri dell’universo, in essenze prettamente materiali.
Esattamente come Fiordiloto ricerca la metà
dello specchio (verità) in luoghi lontani, senza mai trovare la parte dello
specchio mancante. Ed allora, cosa ci suggerisce la favola? Che per ritrovare
la verità (specchio mancante), occorre riempire i vuoti mancanti
con le verità bibliche espresse dai profeti. Altrimenti le conoscenze in mano
ai presunti sapienti della Terra… saranno frammentate, mozzate, scomposte, scisse e non complete;
esattamente come lo specchio frammentato
che tiene in mano la Maga Fiordiloto.

La Maga Nera Fiordiloto è la persona che non ha potuto sviluppare correttamente
la propria identità, la quale è stata costretta a scindersi e frammentarsi nel
corso degli anni. Questa frammentazione dell’identità è evidenziata dallo specchio che la
Maga Nera tiene in suo possesso; uno specchio diviso a metà, esattamente come
la sua interiorità ed identità distorta,
alterata ed incompleta. In altre parole, quando un bambino non ha avuto modo
di specchiarsi con equilibrio ed amore nelle figure genitoriali, ecco
che fa fatica a sviluppare correttamente e in maniera bilanciata, la propria
personalità e soggettività. Margaret
Mahler “Le
Psicosi Infantili” pag. 32: “Il metodo primario di formazione dell’identità,
consiste in un rispecchiarsi reciproco durante la fase simbiotica. Questo
rispecchiarsi narcisistico, reciproco e libidico, rinforza la delineazione dell’identità (specchio)
…una specie di fenomeno di eco”.
Pietro Lombardo: “Non è un caso, che tutti i bambini che hanno subìto il senso
dell’abbandono del crollo di un ponte, soffrano per essere stati trascurati e
devono trovare un modo per soddisfare la necessità di legami. Qui si crea il
“Falso Sé”, per ottenere approvazione, briciole d’affetto,
compatimento, frammenti di riconoscimento. Progettano un comportamento che
non è più reale. Le maschere (maschera dorata di Fiordiloto) sono infinite, e così
crediamo di poter ricevere qualcosa”.
Ecco spiegato il perché Fiordiloto possiede una maschera dorata;
insomma, il fanciullo che non è stato accolto ed amato dai suoi educatori,
ecco che può sviluppare ed accrescere una doppia
personalità, meglio nota come “Falso Sé”.
Questo “Falso Sé” è una “maschera dorata” che il bimbo sostituisce al proprio
“Vero Sé”, il quale rimane imbrigliato ed imprigionato dietro la “barriera”
dell’inconscio. Esattamente come la Ninfa del Lago vive dietro la Barriera di
Gemme. In ultima analisi, la maschera dorata del “Falso Sé”, viene edificata
dal fanciullo per poter avere briciole
di affetto e comprensione dai propri
familiari. Con tutto ciò, rimane sempre nell’intimo della persona, un’enorme
dose di angoscia per non poter esprimere se stessa con semplicità e serenità.
Questo evento lo percepiamo nella fiaba, dalla Maga Nera Fiordiloto la
quale, colma di rabbia e sofferenza, cerca in tutti i modi di togliersi la
maschera dorata. Pietro
Lombardo: “Una maschera è una forma di comportamento obbligato,
adottato nell’infanzia come sistema per difenderci dai ponti che si spezzano.
Sono queste maschere che ci portano la malattia dell’anima e del corpo.
Solo il “Vero Sé” ha la saggezza di ravvivare il fuoco, del nostro sacro sé”.
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La saggia lumaca Sagsa, consigliera di
Fiordiloto, ha il privilegio di osservare la Maga Nera quando cerca con tutte
le sue forze di togliersi
quell’odiata maschera. Finanche una volta Fiordiloto, nel tentativo di
rimuovere la tanto odiata maschera, come gocce di fuoco rovente su una lamina
di acciaio, ha lasciato rotolare copiose lacrime su quella ripugnante maschera: La lumaca Sagsa effigia la
pazienza e saggezza che possiede Dio, nei riguardi dei viziosi
e in coloro che non credono in Lui. Difatti se ci riflettiamo, il Signore
attende con calma e mansuetudine tutti quelli che al presente, sono
disobbedienti e immersi nei vizi; esattamente come il buon Padre della
parabole del figliol prodigo, attende con amore e pazienza il figlio tornare a
casa. E non è forse Dio, il quale è onnipresente ovunque nel mondo ed oltre,
che osserva i suoi figli soffrire e patire, proprio perché disobbediscono alla verità e al suo amore?
Naturalmente molti diranno… conosco persone viziose che sono appagate,
compiaciute e festanti. È tutto vero… ma solo all’apparenza. Poiché al di là della facciata e maschera dorata
che la persona viziosa e razionalista espone in pubblico, intimamente è
triste, sola, tormentata, vuota ed angosciata. Esattamente come la Maga Nera
Fiordiloto, la quale nonostante viva in un sontuoso castello, cerca
disperatamente di togliersi la maschera dorata. Mentre le lacrime della Maga
Nera Fiordiloto, sono le medesime lacrime che sgorgano dall’anima che rimane
schiavizzata ed assoggettata da un Io sregolato e vizioso. Un’anima che nei
meandri dell’inconscio, urla e soffre per essere separata dal suo Creatore e
dal suo amore eterno: Dio. E anche se, razionalmente o con i nostri sensi
corporali, non sentiamo o percepiamo questo intimo dolore, lo avverte e
percepisce Dio… e ne ha pietà. E per questo motivo che il Signore cerca con
amore e sapienza, di farci recuperare lo specchio della verità, che la nostra anima ricerca con tanto affanno.
È altrettanto vero che ognuno di noi ha scritto nel
proprio cuore, le leggi d’amore che Dio ci ha donato nei dieci comandamenti;
ma ecco che intimamente, alcuni individui decidono se seguirli o meno. E la
maschera dorata della Maga Fiordiloto, simboleggia il modo in cui un Io protervo ed
egoista, cerca di rimuovere e dimenticare i dieci comandamenti dal “viso” della
verità. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 7 Gennaio 2009:
“Figli amati, le Leggi di Dio sono scritte a lettere di fuoco in ogni cuore,
nessuno può dire di non conoscerle; non le conosce chi non vuole farlo (Maga
Fiordiloto), ma mente (maschera dorata) a sé stesso ed agli altri”.
Opera scritta dalla Divina
Sapienza del 18 Giugno 2007: “Madre amatissima, chiediamo a Gesù,
con la Tua intercessione, sempre più Luce per riconoscere l’inganno e smascherare
l’ingannatore. Vedo, amatissima Madre, che i progetti dell’astuto serpente
spesso vanno in porto proprio a causa della sua sottile arte d’ingannare”. La Maga Fiordiloto
simboleggia altresì coloro che si sono uniti al perfido serpente infernale:
Satana; per poter guadagnare fama, denaro, sesso, piaceri illeciti ed altro
ancora. Eccoli tutti agghindati come novelli re e regine, con le loro ricchezze
illecite, il loro potere a servizio del male, con i cuori che serpeggiano i
vizi più blasfemi. Giocondi di una contentezza apparente, artefatta,
abominevole. Sogghignano dietro alle loro maschere
dorate, mentre la loro anima languisce
nei meandri dell’Inferno. Sì. Inferno. Quell’Inferno che inizia in un cuore ribelle a Dio, e
che poi continua nell’eternità, nell’altro Inferno… quello eterno. Opera scritta dalla Divina Sapienza
del 1 Maggio 2006: “…uomini iniqui operano senza
posa dietro una maschera irriconoscibile”.
La Maga Nera Fiordiloto che
con ogni mezzo cerca di togliersi la maschera dorata, ci rammenta che la
persona che ha un “Falso Sé”, non può recuperare la propria reale identità, solo
ed esclusivamente con le proprie forze razionali. Ma per riuscire a mutare
questa falsa personalità (maschera
dorata), l’individuo ha bisogno di
compiere un lavoro interiore, mediante conoscenze psicologiche, ricordi
rimossi portati alla luce, la rielaborazione delle esperienze e traumi
vissuti nel passato ed infine mediante l’aiuto di persone empatiche ed
amorevoli. Pietro Lombardo: “Tutto ciò che non viene elaborato,
trasformato non svanisce nell’aria ma ritorna come un fantasma all’interno del sistema, rimane
incistato dentro di noi, e queste cisti possono diventare dei tumori che
distruggono la crescita armonica, non solo del figlio, ma anche del
genitore”. Alcuni si domanderanno… ma come mai la persona mistificata prima
indossa una maschera, e poi la vuole togliere? Semplice, la maschera del “Falso Sé” si
sviluppa nella tenera età, per difendere e proteggere l’Io del fanciullo,
dagli attacchi distruttivi di genitori castranti, superbi e privi di amore.
Crescendo, questa falsa personalità, diviene sempre più vigorosa e vorace,
fino a soppiantare del tutto la vera personalità; quindi la persona
divenuta adulta si ritrova non solo con una personalità fittizia, ma altresì
con tutta una serie di meccanismi
difensivi costruiti ed edificati
nell’infanzia. Ecco il nascere e il sorgere dell’angoscia, del senso di
castrazione mentale, del comportarsi in maniera diametralmente opposta a ciò
che si percepisce nel proprio intimo. Tutte sofferenze, deviazioni ed angosce
psichiche, che fanno capire all’individuo mistificato, di avere qualcosa che
non va. Al contempo, l’individuo si trova di fonte ad una “barriera”
invalicabile, formata da interiorizzazioni razionali; questo proprio perché
sono intervenuti sistemi difensivi inconsci. Occorre quindi entrare nel proprio inconscio, e recuperare le motivazioni che hanno spinto un piccolo fanciullo,
a creare una barriera psichica (Barriera di Gemme) così imponente.
Oltre al resto, è bene asserire che sovente le frustrazioni,
sofferenze e patimenti vissuti nell’infanzia, vengono rimossi; il
tutto per non sperimentare di continuo, sentimenti di angoscia, desolazione
ed inquietudine. Ma se questo processo psichico difensivo si protrae per
lungo tempo, crescendo l’individuo può innalzare e creare, un senso di
megalomania nei riguardi degli altri. Senso di superiorità che serve per evitare di sentirsi inferiore agli
altri. In sostanza, gli individui con un senso di inferiorità, proprio come
Fiordiloto, rischiano di mettersi una “maschera
dorata” (oro: senso di superiorità) per
non esprimere e per negare il proprio dolore interiore (Fiordiloto che
piange, nel tentativo di togliersi la maschera), ed il proprio senso di
inferiorità (Ninfa rinchiusa dietro alla Barriera di gemme). Alice Miller: “Ogni dittatore nega la sofferenza provata da bambino, e cerca di
dimenticarla facendo ricorso alla megalomania. Tuttavia, l’inconscio registra nelle cellule del
corpo l’intera storia, e arriva il giorno in cui spinge la persona a confrontarsi con la propria verità
(specchio)”.
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Giunto
sul bordo del lago, il principe Averoro con
decisione sorseggia la pozione magica; e in pochi istanti il principe si
trasforma in un dinamico e guizzante delfino.
Dopodiché con estrema rapidità, si tuffa all’interno del lago, seguendo di
nascosto il piccolo elfo Elpidio: Quando ci nutriamo con umiltà e Fede dei Sacramenti
(pozione magica) che Dio ci ha donato, ecco che la Grazia santificante scorre
nelle nostre vene spirituali, offrendoci i doni provenienti dallo Spirito
Santo. Donativi che ci aiutano ad avere la forza di resistere alle
tentazioni ed alle nostre cattive inclinazioni, oltre ad elargirci l’intelletto di
penetrare nelle “profonde acque” della sapienza (principe-delfino che entra
nelle profondità del lago). Ed è proprio questo aspetto che la favola ci
vuole esporre con naturalezza. Di esempi nel corso della Storia ne abbiamo
numerosi. Prendiamo ad esempio San Paolo, il
quale dopo essersi convertito, si è trasformato in un agile e forte “delfino” della
Fede; riuscendo a condurre interi popoli, verso le realtà celesti. Il tutto
esclusivamente dopo essersi convertito, nutrito della santa Eucaristia e dopo
essersi battezzato. Invero, Il rigido e
intransigente Saulo (Principe Averoro) si è trasformato nel dinamico e
flessibile Paolo (delfino); in altri termini in una persona
umile, colma di fede, speranza, caritatevole.
Altresì capace di penetrare nelle profondità del “lago” della sapienza divina,
traendone gemme di incalcolabile valore per tutta l’umanità. Cosa che non
sarebbe avvenuta se fosse rimasto Saulo, il persecutore dei cristiani. Questo
evento ci viene evidenziato nella fiaba dal principe Averoro, che da
semplice uomo… è divenuto un guizzante delfino.
È
altresì interessante notare, che il principe Averoro che
segue il piccolo elfo Elpidio nel lago, è un’immagine
figurata del vero credente che comprende che per seguire
le virtù e i dieci comandamenti, deve seguire la più ostica delle virtù: l’umiltà. Evidenziata
dalla fiaba, dalla piccola statura dell’elfo Elpidio. Difatti, se la
superbia e l’orgoglio agguantano ed afferrano un cuore, ecco che la persona
comincia a credersi superiore a Dio ed al prossimo. Ad esempio, il superbo,
quando ha una sua idea e una sua opinione, crede fermamente che tutte le idee
ed opinioni che provengono da Dio e dal prossimo, sono
tutte inferiori e meno elevate della sua. Ecco spiegato il motivo del perché
il superbo disubbidisce ai dieci comandamenti e non
segue le virtù; egli crede di essere nel vero, mentre tutti gli altri
sbagliano o sono nell’errore. In definitiva, il superbo è un cieco spirituale, e
persino razionale. Non a caso, quando siamo di fronte ad un orgoglioso e
borioso, non è possibile dialogare con franchezza e semplicità, poiché il
superbo troverà sempre dei ragionamenti colmi di citazioni, riferimenti,
esposizioni ed argomentazioni pseudo scientifiche, che contribuiscono, alla
sua mente colma di vanità ed arroganza, nel
giustificare le sue opinioni erronee. In altre parole, il superbo utilizza le
conoscenze acquisite, la propria intelligenza, il proprio carisma e non
ultima… la propria razionalizzazione degli eventi, come stampelle che
tengono in piedi il suo
edificio colmo di concetti ed opinioni soggettive.
Insomma, il superbo è un mistificatore della
realtà, sia verso se stesso, verso il prossimo, e soprattutto verso Dio. Ecco
spiegato il motivo del perché Dio parla e si confida agli umili di
tutti i tempi, e non ai superbi. Esattamente come dice il Magnificat… Dio ha
innalzato gli umili, e ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore…


Il
principe Averoro che per seguire l’elfo diviene un delfino,
simboleggia la persona che comprende che a volte per entrare nelle “profondità”
della conoscenza (lago), occorre staccarsi dai rigidi schemi
mentali interiorizzati nel passato. E che quindi occorre divenire
empatici, cercando di comprendere anche le realtà non del tutto consone ai
nostri pensieri soggettivi. La dinamicità del
delfino, è proprio un’allegoria della “dinamicità mentale”, che
deve possedere la persona che desidera accogliere ed approfondire, la propria
interiorità.
È altrettanto
interessante annotare, che il principe che diviene delfino è la
persona che sa bene che per comprendere alcune realtà, occorre una certa elasticità
mentale. In altre parole, proprio come il principe, comprendendo che
per vivere in un habitat colmo di acqua deve mutare forma, la persona
elastica e flessibile sa bene che per raggiungere una sapienza e
conoscenza maggiore, deve per certi aspetti, estraniarsi da preconcetti e
restrizioni mentali acquisite nel passato. Esempio visualizzato da molteplici scienziati e studiosi di
tutti i tempi, i quali per progredire nelle loro conoscenze e consapevolezze,
a volte sono stati
costretti a prendere le distanze dai loro precedenti studi e credenze.
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Il principe Averoro cerca di intrufolarsi in un tetro tunnel, ma ecco che
improvvisamente spunta un enorme polipo guardiano, chiamato Posio. L’enorme e
possente polipo, lo attacca con determinazione, cercando di impedirgli
l’accesso al tunnel. E così, dopo un rapido combattimento, il principe
Averoro riesce a svincolarsi dai serpentini tentacoli di Posio, riuscendo ad
attraversare il tunnel: Opera scritta dalla Divina Sapienza del 11
Dicembre 2007: “Egli deve fare
forza su se stesso per vincere le passioni che lo inducono al male, al peccato, per tutta la sua vita dura il combattimento spirituale contro le forze del male, questo è, ma se l’anima si
addestra presto, la fatica per vincere le sue passioni diviene sempre minore”. Non scordiamo che ogni qualvolta
compiamo un’azione equa ed onesta,
giunge repentinamente il nostro eterno nemico: Satana (polipo
Posio); il quale cerca di impedirci di compiere atti benevoli, di accedere
alle verità evangeliche e di sviluppare la nostra spiritualità. Ma è
altrettanto vero che se rimaniamo saldi nelle virtù, nell'obbedienza ai dieci
comandamenti e prendiamo con Umiltà e Fede i Sacramenti (pozione magica),
ecco che dopo un breve combattimento… riusciremo a sconfiggere il serpente
infernale. In altre parole, occorre compiere un combattimento spirituale contro forze
avverse a Dio ed alla nostra anima. Questo combattimento interiore, avviene
su diversi fronti. In definitiva, occorre combattere contro le nostre
passioni, le nostre cattive inclinazioni, contro le tentazioni di Satana e i
suoi schiavi, contro il razionalismo imperante e contro le eresie. Questo
evento ci viene evidenziato nella fiaba, dal principe Averoro (ognuno di noi)
che con forza, tenacia e determinazione, lotta contro il terribile ed enorme polipo Posio.
Opera scritta dalla Divina Sapienza del 4 Giugno 2007:
“Come vedi, nessuno può avere salvezza senza fatica. L’uomo, ogni uomo
(principe Averoro), deve affrontare un combattimento spirituale (polipo Posio) che
è più o meno duro nel tempo”.

Pietro Lombardo: “Questo è un esempio estremo di come i nostri vari “Falsi Sé”, si
formino quale risultato di un trauma
emotivo o di una violenza fisica; di
come cioè la nostra natura cerchi di organizzarsi nella difesa, perché altrimenti non ce la farebbe a sopravvivere”. Il principe Averoro è un Io
che cerca in tutti i modi di ritrovare la propria reale identità, e che cerca
altresì di eliminare il proprio “Falso
Sé”. Ma ecco che quando si entra nel “tunnel” del nostro inconscio (lago), cominciamo a ritrovare
improvvisamente alcuni ostacoli psichici (polipo Posio),
che altro non sono che i meccanismi difensivi, edificati ed innalzati
nell’infanzia. Difese psichiche che come espresso precedentemente, sono state
costruite per proteggersi da sentimenti di angoscia. Difatti, sono proprio
queste difese psichiche edificate nell’infanzia, come ad esempio la rimozione,
la negazione, la razionalizzazione, che hanno tutta la forza e determinazione
di difendere l’Io dagli attacchi di angoscia. Ecco che la persona avverte nel
proprio intimo, che il cercare di spodestare queste barriere mentali
edificate nell’infanzia, non è un’impresa facile, poiché la nostra memoria inconscia
non conosce passato e presente. In altre parole, la memoria inconscia non si
rende conto minimamente che sono passati molteplici anni da quando sono state
innalzate le difese psichiche; ecco uno dei motivi del perché queste forze psichiche, deputate a difendere l’Io da angosce e deprivazioni,
sono così forti ed imponenti anche dopo che sono passati numerosi anni dalla loro
edificazione. Pietro
Lombardo: “L’unico prezzo da pagare nel vivere secondo queste difese, è che ci
congelano nel nostro passato, e non ci permettono di andare avanti nella nostra
evoluzione personale, nella nostra maturazione, nel raggiungimento della
nostra autonomia, nella possibilità di esternare liberamente e pienamente…
tutto l’enorme bagaglio delle nostre potenzialità”.
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Il
principe Averoro con sua enorme sorpresa, scorge un paesaggio
meraviglioso. Infatti si possono ammirare fiori e piante mai viste prima, per
non parlare dei numerosi volatili multicolori che sfrecciano beati tra i
poliedrici rami in fiore. Ma la cosa che lo colpisce maggiormente, è nello
scorgere al centro del lago, un bellissimo castello a forma
di fiore appena sbocciato: Quando sconfiggiamo il male e rifuggiamo i vizi e
le tentazioni di Satana, ecco che scopriamo il meraviglioso mondo spirituale
che Gesù e i profeti ci hanno enunciato con tanto amore e verità. L’anima si
scopre divenire un meraviglioso castello,
circondato dai numerosi “fiori” delle virtù, dai possenti “alberi” della
sapienza, dai “frutti” delle buone opere e dai fantastici “colori” della
verità. E che dire di quella serenità e pacificazione interiore, che si
sperimenta quando la coscienza tace i suoi morsi e ululi di colpa, al nostro
Io? In realtà, quando una persona ha compiuto il suo dovere di vero credente
o ha trovato dimora nella giustizia e verità, ecco che il suo cuore diviene
un meraviglioso paesaggio simile
ad un paradiso. Tutto ciò è possibile grazie a Dio, il quale penetra il cuore
degli umili e virtuosi, donando la sua pace ed il suo amore. Teresa d’Avila “Il Castello Interiore” pag. 37: “…possiamo
considerare la nostra anima, come un castello fatto di
un solo diamante o di un tersissimo cristallo, dove sono molte dimore, come
molte ve ne sono in cielo. Infatti, se ci riflettiamo bene, sorelle, l’anima
del giusto non è altro che un paradiso dove il
Signore dice di avere le sue delizie”.

Il
principe Averoro è l’individuo che comprende che per ritrovare
la propria reale identità e per ristrutturare il proprio “Vero Sé”,
deve recuperare tutti quei ricordi, esperienze e memorie del passato; e per
raggiungere questo scopo, accede nel tortuoso “tunnel” della
memoria inconscia, superando le insidie che provengono dai “tentacoli” dei
meccanismi difensivi. Ma ecco che dopo aver superato tante insidie ed
ostacoli, l’Io recupera e scorge il meraviglioso “castello” e
paesaggio del “Vero Sé”. Difatti molto spesso, quando si reprime
la propria vera personalità, si limitano con essa anche le proprie capacità
emotive e psichiche, le
proprie attitudini e le “fragranze” della verità.

Il
principe Averoro torna nella sua forma umana, e incuriosito
comincia ad esplorare quel luogo così inusitato. Improvvisamente incontra la Ninfa
del Lago chiamata Fata Esthel: È naturale che nel
preciso momento in cui siamo immersi nelle virtù e nell’obbedienza ai dieci
comandamenti, riusciamo a percepire la nostra anima (Fata Esthel).
In breve, con gli occhi della Fede si comincia a curare e proteggere
l’essenza più preziosa che abbiamo, l’anima. Ecco spiegato il perché i veri
credenti, seguendo le indicazione di Gesù e Maria
Santissima, iniziano a pregare con fervore, a pentirsi dei propri
peccati mediante il sacramento della Riconciliazione, a
nutrirsi della santa Eucaristia e a seguire le virtù. Il
tutto per aiutare a crescere e vivificare la propria anima e quella del
prossimo. Esatto… anche quella del nostro prossimo. Perché mediante il nostro
esempio edificante, le preghiere e i sacrifici che offriamo a Dio per la salvezza delle anime del
prossimo, diveniamo persone che sanno aiutare e sostenere chi ancora si trova
lontano dalla verità. E naturalmente solo coloro che conoscono l’esistenza di
un’anima, cominciano a compiere questi meravigliosi atti d’amore.
Propriamente come solo il principe Averoro ha
potuto curare e proteggere la Ninfa del Lago, solo
dopo aver oltrepassato lo “steccato”
(Barriera di Gemme) del razionalismo e relativismo.

Il principe Averoro è un Io che dopo numerose difficoltà, ha
ritrovato la sua essenza più vera e profonda: il proprio “Vero Sé” (Ninfa
del Lago). E il mondo meraviglioso che circonda la Ninfa, è un’allegoria di
tutte quelle risorse psichiche della persona, che
per così tanto tempo sono state
“congelate” e represse nel proprio inconscio; il tutto per paura
di essere mal giudicati, criticati e derisi dai propri familiari. Ecco in cosa
consiste la persona: in un’enorme, grandiosa, unica e meravigliosa unicità e
soggettività. Uno stupendo paesaggio che non è paragonabile o simile a nessun’altro. E
purtroppo bisogna considerare, che alcuni educatori vogliono conformare
l’unicità dei loro figli, alle direttive e schemi comportamentali esposti
dalla società e dalla cultura imperante. La fiaba
quindi ci pone una semplice domanda… non è meglio lasciare che i propri figli
esprimano la loro unicità e singolarità? Il meraviglioso paesaggio della
loro unicità, si può sviluppare solo se li lasciamo essere ciò che
sono, se permettiamo al piccolo seme di mettere radici nel “bosco” della verità, se
abbeveriamo le fronde dei nostri figli con l’autenticità e l'accettazione
di ciò che realmente sono. Educare non significa castrare la personalità dei
discendenti, ma significa lasciare che la loro personalità divenga libera da
schemi comportamentali troppo coercitivi, e lasciare esprimere il loro “Vero Sé”
mediante l’amore e l’accettazione di ciò che essi sono.
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Il
principe Averoro rimane sorpreso nel costatare che Fata
Esthel rischia di morire, se solo oltrepassa la Barriera di Gemme.
Questo è dovuto al fatto che la Ninfa non può provare od avvertire emozioni troppo forti,
se non con la conseguenza di una morte veloce
e repentina: All’inizio della conversione di una persona, occorre tener
presente che la Fede appena sbocciata e ritrovata, ha bisogno di tempo per
incrementarsi, stabilizzarsi, rafforzarsi, evolversi e crescere, prima di poter affrontare prove più
dure. In altri termini, quando si è vissuti per anni immersi nel peccato,
nelle concupiscenze e nell’errore, le capacità dell’Io e la
sua versatilità nelle verità spirituali, si sono indebolite e sfibrate;
per questo motivo non appena si è ritrovata la virtù della Fede e ci si è
convertiti, occorre del tempo per rinfrancarsi dagli errori compiuti.
Esattamente come quando si rimodella e cambia un appartamento, occorre prima
di tutto far pulizia delle cose vecchie, poi necessita ridipingere
l’appartamento ed infine riempirlo con nuovi mobili e suppellettili. Lo
stesso evento è paragonabile alla nostra
crescita spirituale. Opera scritta dalla Divina Sapienza del 1
Settembre 2004: “Il Signore grande
e potente è tornato, è sulla soglia, cambiate,
mettete giudizio, lasciate la vita dissoluta e rimettetevi a lavorare per ripulire
la casa divenuta indegna”.
In
questo contesto, la Barriera di Gemme rappresenta la divisione tra il versante
spirituale e quello razionale. Ecco che l’individuo
che da poco ha ritrovato la Fede in Dio, non può affrontare le insidie del
mondo, se non dopo aver rafforzato le proprie virtù. In breve, sarebbe un
atto di imprudenza, voler credere di essere sicuri di
affrontare un mondo ostile e colmo di razionalismo, eresie, menzogne, vizi e
peccati, senza una salda convinzione e perseveranza in ciò
in cui si crede.

Pietro Lombardo: “Quando i bambini si sentono dire: Non essere così emotivo o così timido
- anche qui viene invalidato il loro sentimento. L’inibizione del sentimento,
il blocco del sentimento crea uno stato di
obnubilamento, cioè uno stato di stordimento, in maniera tale che l’unico
modo che la persona ha di andare avanti… è di negare la presenza del sentimento; e qui nasce la mistificazione”. Fata Esthel che rischia di morire se prova dei sentimenti
forti, è la persona mistificata che sin dalla tenera età, non gli è stato consentito di
esprimere con semplicità e veridicità le proprie emozioni, sentimenti o
ideologie. In altre parole, se un genitore non presta ascolto alle emozioni,
giudizi, opinioni e sentimenti del discendente, quest'ultimo rischia di
svilirsi, deprezzarsi, sottovalutarsi e non riesce più a riconoscere ed a differenziare i propri reali pensieri ed opinioni, da quelli degli
altri. In questo caso, il fanciullo comincia a non tenere conto di ciò che
avviene nel proprio intimo, percependo i propri concetti, pensieri, opinioni ed
emozioni, come entità astratte, astruse, non buone, e quindi non sa dare
delle risposte adeguate ai propri bisogni interiori. Questo evento produce sfiducia in se
stessi, confusione, rabbia, delusione, ansia, fragilità. Altresì può
scaturire una paura o timore di poter far del male a se stessi o al prossimo,
se questi sentimenti ed emozioni, vengono esposti o messi in luce.
Esattamente come Fata Esthel teme di morire, se esprime i propri sentimenti. Pietro Lombardo: “Questo è il caso di una donna che da bambina aveva imparato a
compiacere sempre le richieste dei propri genitori, a non esprimere
ciò che realmente provava dentro di sé. I suoi bisogni venivano messi in
cantina (stanza proibita della Ninfa)), in attesa di poter essere accolti in
sala da pranzo; e la cantina si riempiva sempre di più di questi - pacchi
bisogno. Lei non poteva provare ciò di cui veramente aveva bisogno, non
poteva volere ciò che intimamente
sentiva, aveva imparato ad essere
sempre disponibile con gli altri e mai per se stessa, e dunque nel corso del
tempo… a perder di vista se stessa”.

La ninfa
Fata Esthel e il principe si innamorano
perdutamente. Dopodiché Averoro, tornato dalla fattucchiera Logofrena, gli racconta
per filo e per segno tutto quello che ha vissuto. Ma i due non si accorgono,
che appollaiato su una finestra mezza aperta… li sta udendo Ibris, il
perfido pipistrello spia della
Maga Nera: Il principe
che si innamora perdutamente della ninfa Fata Esthel, è l’Io di una persona
che si “innamora” del proprio versante spirituale. Ed
ecco che Averoro che si confida con Logofrena, spiegandogli l’amore che ha
trovato per la ninfa, è la persona che
cerca di avvicinarsi ai Sacramenti ed alle virtù, con l’intento di
perseverare in questo amore verso Dio e la propria spiritualità ritrovata. Al
contempo, il sibillino pipistrello Ibris,
effigia Satana ed i suoi accoliti, i quali aspettano il momento giusto per
farci ricadere nel
peccato, nelle eresie e nella mondanità.
Fata
Esthel simboleggia altresì la persona insicura, che
trovandosi di fronte ad un ostacolo o difficoltà, cerca riparo e certezze in
coloro che paiono forti e protettivi. Naturalmente questo evento può produrre
nel corso del tempo, un attaccamento al prossimo, troppo resistente che crea
una sorta di dipendenza. Occorre ritrovare fiducia e sicurezza in se stessi e nelle proprie risorse interne, altrimenti si possono avere eccessive aspettative verso coloro che detengono maggiore
sicurezza. Pietro Lombardo “Il Ponte” pag. 32: “Quanto più siamo insicuri dentro,
e tanto più abbiamo bisogno di sicurezze esterne. È
per questo motivo che ci possiamo aggrappare ad un lavoro o ad una relazione”.
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Mentre il pipistrello spia Ibris racconta
alla Maga Nera, ciò che ha udito, la metà dello specchio fatato
che Fiordiloto tiene in mano, comincia a lampeggiare saette e folgori
da tutte le parti. La Maga Nera Fiordiloto, incuriosita da questo
singolare evento, decide di avviarsi verso il regno di Doranzica: Fiordiloto oltre
a raffigurare la persona di Satana, effigia altresì il versante razionale,
legato ai piaceri mondani ed alla triplice concupiscenza, che possediamo tutti noi esseri umani. Non a caso, la maschera dorata della Maga Nera Fiordiloto, ci fa
comprendere come inconsciamente, un versante celato alla nostra
consapevolezza, fa di tutto per ricondurci alla vita del passato, colma e
ripiena di falsi piaceri, folleggiamenti mondani e malcostumi. Opera scritta
dalla Divina Sapienza del 12 Novembre 2004: “…tutti presi dalla materialità dimenticano lo spirito, vivono come bruti senz’anima che rispondono soltanto
ai loro istinti. L’uomo materiale, infatti, non capisce quello spirituale,
l’uomo spirituale pensa alle cose del Cielo e vola nell’Orizzonte Infinito,
quello materiale è come un uccello dalle ali tarpate: non vola, striscia sulla terra e si nutre di polvere”.
Fiordiloto che possiede
uno specchio frammentato, è l’individuo non coeso e con un Io frammentato, che
non riesce a ritrovare la propria reale identità. A volte capita che non ci
si rende conto del motivo profondo o del perché si compiono determinate
scelte. È come se una parte della persona prendesse delle decisioni, senza che un altro versante della persona se ne accorga.
Questo dualismo decisionale altamente contraddittorio, esprime e fa intravedere che esiste una identità scissa
(specchio frammentato), e che quindi occorre ritrovare le cause che hanno
portato la persona a scindere la propria identità. Pietro Lombardo: “La distorsione è un filtro che deforma la visione della realtà, come quando ci specchiamo in
uno specchio concavo o convesso, e la nostra immagine non corrisponde
più alla realtà di ciò che siamo”.

La ninfa
Fata Esthel è ormai decisa ad oltrepassare la possente
Barriera di Gemme, con l’intento di raggiungere il suo amato Principe. E
siccome non sa come fare per annientare la barriera, chiede aiuto alla sua
amica civetta Panora; la quale saggiamente ricorda alla Ninfa
che l’elfo Elpidio tiene sempre un’antica chiave,
accostata ai suoi pantaloni. È forse la chiave che permette di entrare nella stanza
proibita, situata nelle profonde viscere del castello?: Fata Esthel è
il versante spirituale di un individuo, che cerca affannosamente di rompere
lo “steccato”
(Barriera di Gemme) del razionalismo, per poter riemergere ed affiorare alla
coscienza dell’Io. Anche se all’apparenza i razionalisti ed i gaudenti,
sembrano tutti indaffarati a svolgere le loro mansioni colme di facezie
mondane, nel loro intimo la loro anima (Fata
Esthel) cerca di riaffiorare alla coscienza, mediante suggerimenti e
consigli. Ma naturalmente la nostra anima, da sola non riesce ad oltrepassare
la muraglia di false nozioni che l’Io ha innalzato ed introiettato. Ed ecco
che allora viene in soccorso lo Spirito Santo (la civetta
Panora) con la sua Sapienza, conoscenza e buon consiglio. Opera
scritta dalla Divina Sapienza del 3 Gennaio 2009: “…l’uomo, senza Dio nel cuore e nella
mente, nulla può fare, nulla concludere, ma se egli ha Dio in sé ed è pronto
a fare la Sua Volontà, può molto con la Forza di Dio, comprende molto con la Sapienza di
Dio, può compiere le più grandi meraviglie”. E cosa consiglia lo Spirito Santo,
all’anima? Di afferrare la “chiave” che
apre la porta della verità. Non è forse nella Bibbia che si legge… la
verità vi renderà liberi? D’altronde essendo tutti noi stati creati da Dio, è
lampante ed è evidente, che le tracce di questa creazione si trovano nel
nostro intimo più
profondo. In altre parole, inconsciamente sappiamo tutti di essere stati
creati da Dio, e di avere ricevuto dal Signore tutti i nostri donativi fisici,
spirituali e psichici. Occorre solo entrare in noi stessi, e recuperare quei ricordi rimossi…
nella “stanza proibita” del nostro inconscio.

Quando si comprende di avere problematiche psichiche irrisolte,
occorre cercare l’aiuto di conoscenze psicologiche (civetta Panora) che servono per accedere alla “stanza proibita”
dell’inconscio. La “chiave” giusta che
apre le porte del nostro inconscio, è formata da tutte quelle conoscenze
psicologiche che ci serbano memoria che a volte i ricordi che si possiedono,
altro non sono che memorie idealizzate di figure che in passato ci hanno
fatto soffrire, o hanno impedito la piena realizzazione di una identità. Ed
allora, esattamente come agisce Fata Esthel, occorre
seguire la saggia “civetta” della
conoscenza, per poi appropriarsi della “chiave” giusta che permette di aprire
la “stanza proibita” del nostro inconscio. Alice Miller “Il Bambino Inascoltato” pag.
259: “Ma si può anche ben capire che in casi particolarmente gravi, l’adulto
non serbi alcun
ricordo della
sua infanzia, o ne abbia solo dei ricordi idealizzati, perché il bambino di allora non
poteva, da solo, sopportare quella verità”.
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La Maga Nera Fiordiloto con tutto il suo esercito, si avvicina al regno di
Doranzica. E al suo passare, non manca di depredare e razziare le cittadelle che hanno la sfortuna di
trovarsi sul suo cammino. Per questa ragione, il principe Averoro ritarda
il suo sospirato ritorno, dalla sua amata Fata Esthel: La Maga Fiordiloto che razzia tutto ciò con cui viene
a contatto, ci rammenta che quando siamo schiavi del peccato, dei beni
temporali e dell’eresia, altro non facciamo che distruggere in noi e
nell’ambiente in cui viviamo… le virtù, la pace, la verità, la serenità, il
vero amore e via dicendo. Proviamo a fare un esempio… coloro che sono schiavi del denaro, cosa compiono di buono? Poco o nulla. Poiché proprio
per arraffare più beni temporali, sfruttano il prossimo e lo utilizzano come
mezzo o merce di scambio, per raggiungere i loro biechi scopi egoistici.
Esattamente come fanno alcune banche che utilizzano ed esercitano le loro conoscenze e i
loro beni temporali, per far crollare le borse e derubare coloro che si sono
affidati a loro. I lussuriosi non utilizzano forse il corpo del loro
prossimo, per servire il loro “despota” interiore, chiamato lussuria? Quanti amano il potere sfrenato,
con sono disposti a compiere guerre e diatribe, per poter raggiungere i loro
obiettivi? Ecco che tutti coloro che sono schiavi e servi della triplice
concupiscenza, non possono aiutare la loro anima (Fata Esthel) a distruggere
la “barriera” dell’orgoglio e del loro egoismo.
Il principe
Averoro che ritarda nel tornare dalla
ninfa a causa di Fiordiloto, simboleggia altresì l’Io di un individuo che immerso
nei piaceri mondani, nei vizi e folleggiamenti edonistici, si sente attratto
verso il suo versante carnale (Fiordiloto) e rigetta ed allontana da sé il
versante spirituale (Ninfa del Lago). Maria Valtorta “I Quaderni del 1945-50” pag. 403: “…occorre ricordare che nell’uomo è
la creatura carnale (Maga Fiordiloto) e spirituale (Fata Esthel), e che l’uomo
(Principe Averoro) ha il libero arbitrio, il quale serve sempre la parte più
forte. Ora se uno indebolisce coi vizi e peccati la sua anima, certo sarà che
essa divenga debole mentre si irrobustirà la parte animale che soverchierà
la più debole sino ad ucciderla”.

Fiordiloto che
al suo passaggio distrugge luoghi e cittadine, è la persona che possiede un carattere astioso, nevrotico e a volte violento. Una delle cause
di questo modo di comportarsi, risiede nel modo in cui un fanciullo ha
cercato di integrare la collera che provava in alcuni momenti della propria infanzia.
In altre parole, la collera e la rabbia sin dalla tenera età devono essere elaborate,
mediante l’aiuto ed i consigli genitoriali; ma se questi sentimenti di rabbia
ed astio vengono repressi con troppa coercizione, o non vengono compresi,
ecco che il bimbo non riesce a trovare un giusto equilibrio tra le proprie
forze positive (Fata Esthel) e quelle negative (Maga
Fiordiloto). Il bambino cerca così di
mostrare esteriormente sempre e comunque atteggiamenti di sottomissione e di
pazienza, rigettando sempre e comunque qualsiasi forma di nervosismo e
irascibilità. Così facendo, la collera e l’astio accumulati nel
corso del tempo, rischiano di aumentare ed incrementare… fino a trovare una
valvola di sfogo nei momenti meno opportuni. In altri casi, il bimbo divenuto
adulto, rischia di divenire un individuo che biasima e condanna il prossimo
per un nonnulla. Alice
Miller “La
Persecuzione del Bambino” pag. 57: “Chiunque riesca a comprendere e a
integrare la propria collera
come parte di sé, non sarà mai un violento. Avverte
il bisogno di colpire gli altri, soltanto chi (Maga Fiordiloto) non riesce a
comprendere la propria rabbia, dato che non gli è stato consentito, quand’era bambino, di acquisire
familiarità con tale sentimento che egli non ha mai potuto vivere come una
parte di sé, visto che nell’ambiente che lo circondava, ciò era assolutamente
impensabile”.
La malignità di Fiordiloto simboleggia altresì l’individuo che essendo stato
tormentato o abusato da piccolo, crescendo consapevolmente o meno, cerca di sfogare
le proprie frustrazioni, tormenti e risentimenti repressi, contro il
prossimo. Alice
Miller “Le Vie
della Vita” pag. 73: “Oggi invece, lo so fin troppo bene, una
donna (Maga Fiordiloto) che tormenta
insensatamente i figli con questi sistemi educativi, è stata a sua volta tormentata”.
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Fata Esthel
insieme alla sua amica Panora e al panda Ludi, scendono le tortuose scale del castello, fino a raggiungere
una piccola porticina antica. La ninfa con titubanza la apre con la chiave, e
scorge un’antica madia con numerosi cassetti. Ma non solo, poiché vi trova
altresì un antico dipinto, che effigia una giovane fanciulla che piange. La ninfa
chiede a Panora che cosa sono quelle gocce di rugiada, che rotolano dalle
gote della giovane dama. Panora prontamente le risponde che sono delle
lacrime, che solitamente fuoriescono quando ci si sente tristi. Ma
naturalmente Fata Esthel non essendo mai stata triste, non comprende con
esattezza tutto ciò: Fata Esthel è un versante spirituale che inizia a capire che la lontananza da Dio, porta con sé solitudine e tristezza,
proprio perché l’anima si trova separata dal suo Creatore a causa di un Io
protervo ed egoista. Ma naturalmente l’individuo che è ripieno di orgoglio e
che sguazza nei vizi, non si accorge minimamente della sua situazione
spirituale interiore. Insomma, coloro che sono schiavi dei vizi,
dell’edonismo o dell’egoismo, cercano di nascondere a se stessi mediante la “maschera dorata”
dei piaceri terreni, che nel proprio intimo (stanza proibita) la loro anima (dama del
dipinto) fa rotolare amare lacrime. Ed oltretutto le persone immerse nei peccati, per non
percepire la propria anima sofferente e la propria spiritualità frammentata e
distorta, hanno creato ed innalzato un’enorme “barriera” colma
di menzogne, razionalità e falsità; tutto ciò per non cogliere ed avvertire
la propria realtà interiore. È proprio per questo motivo, che tutti i veri
credenti devono pregare Gesù, Maria i santi ed angeli, che Dio possa donare a tutti i miscredenti e viziosi, la sapienza
(civetta Panora) necessaria per recuperare la Fede e le virtù.

Fata Esthel che comprende
cosa significa essere triste, solo dopo aver visto il dipinto nella stanza
proibita, è un’immagine figurata della persona che per lunghissimi anni ha
dovuto reprimere le proprie emozioni, sentimenti, disagi, tristezze, indignazioni e via
dicendo. Il tutto a causa di un ambiente familiare rigido e coercitivo, che
ha impedito e scoraggiato il fanciullo ad essere se stesso e ad esprimere le
proprie emozioni con coraggio, serenità, chiarezza. Purtroppo è triste asserirlo… ma molte volte i genitori credono
di sapere tutto sui loro figli, solo perché li hanno messi al mondo; pensano
di conoscere cosa i discendenti pensano e credono. Ma è proprio vero il
contrario. Difatti, quando ci sono bambini che
piangono per una delusione scolastica, per la morte di un animale, per
un’amicizia finita, per un primo amore che ha deluso, per una ferita dopo una
caduta… alcuni genitori sgridano i figli, asserendo che le loro emozioni di pianto e sofferenza, non sono degne di essere espresse. Li si
denigra, scredita, svilisce e biasima, solo per il fatto di aver espresso
un’emozione. E addirittura li si rimprovera, per aver aperto il cuore al
variegato mondo delle emotività e della sofferenza. Il tutto affermando con
arroganza e poca sensibilità, che l’esprimere emozioni di
pianto e di sofferenza, è un atto di debolezza da eliminare e nascondere.
Ecco che la maschera dorata di Fiordiloto, comincia a formarsi ed a coprire il
“viso” innocente, sensibile e veritiero del “Vero Sé” del
discendente. E poi ci si lamenta che i giovani sono violenti e asociali?
Certamente che sono così. Chi gli ha imposto ed insegnato a coprire e mascherare la
loro sensibilità, empatia e fragilità, con la “dorata” maschera dell’odio? In
definitiva, molti educatori non sanno ascoltare i propri discendenti, ma al
contempo li si induce a perdere il contatto con la loro parte più vera e
profonda: la loro sensibilità; la quale rischia di venire rimossa nei meandri
dell’inconscio (dama che piange, nascosta nella stanza proibita), proprio perché non è
stata accolta con amore e comprensione dai propri genitori. Crescendo il
fanciullo comprenderà che esprimere le proprie emozioni non è corretto, e
così si sforzerà di divenire una persona dura, fredda, scostante,
insensibile, altera (proprio come Fiordiloto). Ma occorre rammentare, che le emozioni represse,
non sono cancellate e scomparse dalla mente dell’individuo, anzi… proprio
queste emozioni che sono state rimosse… continuano a vivere ed agire a
livello latente; e possono sfogarsi e fuoriuscire in maniera distorta ed
alterata, causando disagi a se stessi ed al prossimo. Invero, proprio come Fiordiloto è
costretta a portare una maschera, così la persona che reprime e controlla le proprie
emozioni, è costretta a divenire una figura di ghiaccio, insensibile e priva
di emozioni. Ma occorre rammentare che l’energia psichica colma di rancore,
risentimento, insoddisfazione ed emozioni represse, continua a svolgere la
sua funzione distruttiva. In altri termini, esattamente come Fiordiloto
distrugge i paesi che incontra nel suo cammino, così l’individuo represso,
non avvertendo le proprie emozioni e motivazioni inconsce, non comprende nemmeno
il prossimo e quindi rischia di divenire rigido,
freddo calcolatore quando si trova a relazionare con gli altri. Ecco
spiegato uno dei motivi del perché alcuni individui, non riescono ad essere
empatici e cordiali quando si trovano di fronte alla sofferenza del prossimo.
Avendo rigettato e rifiutato le proprie emozioni e sentimenti… non pervengono
a capire le sensazioni e sofferenze del prossimo. Pietro Lombardo: “Non ama mostrare
i suoi sentimenti… pensa che siano fuori luogo. Chi non è abituato
ad esprimere i suoi sentimenti, sempre più riterrà inadeguato poterli esprimere. Si autoconvince
che i suoi sentimenti non potrebbero mai essere capiti, accolti, accettati.
Crea una visione distorta (maschera dorata) della realtà, ed una sensazione
di abbandono che porterà ad estendere questa sensazione, a tutte le relazioni
umane”.
Riassumendo, Fata
Esthel effigia tutti coloro che quando
si trovano di fronte a persone che piangono, soffrono od esprimono se stesse
con serenità, non le capiscono e non le comprendono. Questo perché sin dalla
tenera età, sono stati costretti
a reprimere i propri sentimenti ed emozioni. È bene allora
ricordare ai genitori, di saper ascoltare i propri figli quando piangono,
quando sentono l’amarezza della solitudine, quando cercano di esprimere un loro disagio. Questo saper ascoltare, è un
atto di amore, affetto e calore, che servirà a sviluppare e ad
accrescere la sensibilità, l’empatia, la comprensione dei discendenti, sia
verso se stessi che verso il prossimo. Pietro Lombardo: “Quando una
persona è integra, automaticamente è sana. L’integrità psicologica non è che
la possibilità di una persona di esprimere ciò che sente,
ciò che è in totale liberta nel rispetto di valori e nel rispetto dell’altro”.
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Dopodiché, la Ninfa Fata
Esthel sempre più incuriosita, apre
uno dei cassetti della madia… e scorge uno specchio diviso a metà. E nel momento stesso che Fata Esthel lo
prende in mano, una grande energia magica scaturisce dallo specchio colpendola in pieno. Infine
tutti comprendono che quell'energia fatata ha reso la Ninfa del Lago una vera fata, in
grado di compiere magie mirabolanti: Opera scritta dalla Divina Sapienza
del 15 Novembre 2008: “Capite il
significato del tempo e cogliete l’istante per operare fruttuosamente per la
salvezza della vostra anima e di
quella altrui. Sì, figli amati, con la
preghiera ardente e col sacrificio potete fare molto per le anime, vi prego,
figli cari e tanto amati, siate attivi al servizio di Dio e dei fratelli,
siate attivi ed avrete un grande premio quale mai immaginate”. Fata Esthel è il versante spirituale
di una persona, che grazie all’intercessione delle preghiere e sacrifici
(chiave) del prossimo (Elfo Elpidio), riceve gli aiuti e le grazie
soprannaturali che servono per risvegliare e rafforzare la propria
spiritualità (Fata Esthel che recupera l’energia magica, che la rende fata).
Opera scritta dalla Divina Sapienza del 13 Novembre 2008: “Mio adorato Signore, l’uomo
è forte solo se Tu, Dio, gli dai una scintilla
della Tua Forza (energia fatata), è sapiente solo se gli dai una stilla
della Tua Infinita Sapienza, vede bene solo se gli dai un raggio della Tua
Luce, come può pensare di procedere nella foresta intricata del mondo senza
di Te?”. Ma questo evento può giungere
altresì, quando la persona comincia a guardarsi dentro, e scorgere così di
non essere veramente a posto con la propria coscienza, a causa dei peccati
compiuti. Ed ecco che Fata Esthel che intravede nel cassetto uno specchio diviso
a metà, è l’individuo che
nel pentimento scorge di aver spezzato il legame con Dio e con la Grazia che da lui proviene.
E questo atto di umiltà e consapevolezza dei propri limiti, errori e peccati,
è un primo passo per il ritorno di Dio nel cuore della persona. E
naturalmente chi si pente dei peccati compiuti, mediante il sacramento della Confessione,
ritrova la Grazia smarrita con il peccato, e con essa ritrova la forza che
proviene dallo Spirito Santo. Questo evento nella favola, lo ravvisiamo da
Fata Esthel che ritrova i suoi poteri di fata.

Pietro
Lombardo: “Una buona terapia dovrebbe
aiutarci a recuperare e utilizzare i nostri poteri (poteri di fata
ritrovati da Fata Esthel) di adulto, perché tutti abbiamo dentro di noi un sé
adulto, saggio, sano; una parte che rimane pulita da tutta la contaminazione
che riceviamo durante la nostra esistenza, ed è in grado di guarire la parte
ferita”. Fata Esthel che solo dopo aver preso in mano lo specchio spezzato
recupera le sue potenzialità di fata, è la persona che solo dopo aver fatto
un’analisi interiore (Fata Esthel che entra nella stanza proibita), comprende di
possedere un’identità frammentata (specchio diviso in due), e di aver
represso per lunghi anni le proprie emozioni. E grazie a questa
consapevolezza, riesce a ritrovare le proprie risorse interne (poteri di fata), che sono state segregate per così
tanto tempo, nell’inconscio. Invero, la persona che ritrova ricordo delle
proprie emozioni represse, incomincia a
slegare e liberare le proprie forze psichiche, le quali dovevano tenere nascoste
le emozioni e i ricordi penosi. E quindi, quando queste energie
psichiche vengono liberate, la persona
può tranquillamente esprimere le proprie emozioni e sentimenti, senza il
timore di essere criticata e derisa dai propri familiari. Fabiola de Clercq “Donne
Invisibili” pag. 32: “Riconoscere che provare rabbia è
legittimo, poiché rende possibile comunicare i sentimenti di rancore, senza
tuttavia mettere in discussione l’amore nei confronti di figure
indispensabili alla propria sopravvivenza
fisica ed emotiva”.
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Fata Esthel decide così di distruggere la Barriera di Gemme,
mediante i poteri di fata che gli sono stati elargiti dallo specchio fatato. Ma
nonostante gli innumerevoli tentativi, non riesce nemmeno a scalfirla. L’elfo
Elpidio impietositosi, dichiara alla Ninfa che la barriera può essere
distrutta, solo da una lacrima: Opera scritta dalla Divina Sapienza del 11
Settembre 2008: “Amati figli, tutto
posso fare se Mi aprite il cuore, tutto perché Dio Me lo concede, ma la barriera
insuperabile resta sempre: la libertà umana. L’uomo può fare la sua scelta,
questo è il Dono di Dio: poter scegliere tra il Bene ed il male, se sceglie
la via del Bene può avere tutto, già
un anticipo di Paradiso sulla terra, se sceglie il male perde anche quello
che ha e si avvia alla sua completa rovina”.
Fata Esthel che non riesce ad annientare la Barriera di Gemme, ci
suggerisce che per abbattere l’enorme “barriera” del peccato, occorre uno
sforzo ininterrotto e costante della nostra volontà, unita naturalmente
agli aiuti spirituali concessi da Dio a tutti noi. Questi aiuti spirituali sono la
preghiera, i Sacramenti, gli atti di bontà, la lontananza dai vizi. Opera scritta
dalla Divina Sapienza del 16 Agosto 2008:
“…per la quantità di Grazie che scendono in questo grande momento
storico, già ogni uomo dovrebbe essersi svegliato dal suo torpore, gli uomini
della terra, in gran parte, non si impegnano a capire, non colgono le Grazie
che scendono copiose, la loro volontà è la barriera davanti alla quale Mi fermo”.
Fata Esthel che
infine comprende che per distruggere la Barriera di Gemme occorre versare una
lacrima, ci rammenta che il Sacramento della Confessione deve
essere seguito da un sincero e veritiero pentimento interiore (lacrime della
Ninfa), nell’aver offeso Dio con i nostri peccati e ribellioni.
La Barriera di
Gemme effigia
altresì uno dei meccanismi mentali che la persona tiepida e lontana da Dio,
mette in atto per giustificare i propri peccati, errori e mancanze. Questo
meccanismo mentale è la razionalizzazione. Ad esempio coloro che non vanno a Messa la Domenica,
compiono un peccato mortale; ma ecco che per giustificare a se
stessi che non è un peccato, cominciano ad affermare che sono stanchi poiché hanno lavorato tutta la
settimana, che basta andare a Messa una volta all’anno e via dicendo. Questi
sono tutti mezzucci e bassi espedienti colmi di menzogna, per legittimare la
propria pigrizia spirituale, e continuare ad agire con egoismo e superbia. John Leary nel messaggio del 10 Ottobre
2008: “I Tiepidi che vanno a Messa
occasionalmente, razionalizzano il tutto asserendo che non è
peccato. Tutti loro presto divengono freddi con Me, poiché non ricevono la
Mia Sacra Comunione degnamente”.

Fata Esthel che
nonostante i suoi innumerevoli sforzi non riesce a distruggere la Barriera di Gemme,
simboleggia la persona che desidera ritrovare la propria identità, abbattendo
le sovrastrutture psichiche e mentali che si contrappongono a questo fulgido
traguardo. Ma ecco che la fiaba ci espone una verità spesso non accolta con serenità: per far precipitare e capitolare i propri apparati
psichici difensivi, occorre tirar fuori dal proprio cuore e dal proprio
intimo, i ricordi ed emozioni rimossi. Questo evento ci viene evidenziato da Fata Esthel che per distruggere la Barriera di
Gemme, deve versare una lacrima. Non a caso, molte volte i blocchi psichici, le ansie,
nevrosi, psicosi e via dicendo, altro non sono che ricordi ed emozioni penose
che sono state rimosse. Ed allora bisogna sciogliere i lacci di quella
energia psichica, che tiene legati ed annodati tali ricordi ed emozioni,
colmi di aggressività, paura, rabbia, vergogna, solitudine ed ansia.
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Ancora una volta la saggia civetta Panora, corre in aiuto della ninfa, e mentre le svolazza intorno,
le suggerisce di pensare intensamente al suo amato Principe Averoro. A quelle
penose parole, Fata Esthel inizia per la prima volta a provare nel suo intimo un
sentimento lacerante… quello della tristezza. E poco dopo, una languida e furtiva lacrima le
scende sulla gota destra. Il meraviglioso castello sul lago, crolla come
tanti petali spazzati via da un vento furioso. I fiori, le piante e tutto
quello che si trova nei dintorni, si secca repentinamente. E per finire…
anche la grandiosa Barriera di Gemme, si sgretola come neve al sole: Per raggiungere un
pentimento vero e duraturo dei peccati che abbiamo compiuto, ci viene in
soccorso la sapienza di Dio (civetta Panora).
Sapienza che ci suggerisce che se non ci pentiamo dal profondo del cuore dei
peccati compiuti, non rivedremo mai più il “principe” celeste: Gesù. E la
tristezza che afferra il cuore di Fata Esthel, è la prova lampante che la
persona che si è veramente pentita degli errori e peccati compiuti,
incomincia ad amare veramente Gesù dal profondo del proprio cuore, e che
vuole e desidera tornare da Lui. E la Barriera
di Gemme che inesorabilmente crolla, è una
metafora del cedimento e caduta di tutte quelle sovrastrutture mentali colme
di razionalismo, eresie e menzogne; che per tanto tempo la persona ha
edificato nel proprio intimo, con l’intento di costringersi a credere che
fare il male non comporta un castigo e una separazione da Dio. Asserzioni false che
crollano nel preciso momento in cui si è fatto un atto di umiltà e di amore,
nei riguardi di Gesù e della propria anima (donna del dipinto che piange). In altre parole, la fiaba ci tiene a ricordare, che
anche se abbiamo fatto e compiuto peccati enormi e giganteschi, non dobbiamo
pensare che Gesù non ci perdona. Occorre seguire ciò che ci enuncia il Vangelo,
e cioè che Dio ci assolve dei nostri peccati; ma occorre pentirsi con
sincerità mediante il Sacramento della Confessione. Ed allora Dio distruggerà ed annichilirà per sempre
tutti i nostri peccati, proprio come l’imponente Barriera di Gemme si è
distrutta in un baleno.
Per concludere, la distruzione del meraviglioso
castello della Ninfa, è altresì un emblema di coloro che costruiscono ed
edificano progetti senza chiedere aiuto a Dio. Ed ecco che con il passare del
tempo, i progetti e piani colmi di
arroganza e superbia… si sgretolano fino a crollare miseramente. Questo evento lo possiamo rammentare
dalla distruzione della Torre di Babele, la quale era stata costruita da uomini superbi. Opera
scritta dalla Divina Sapienza del 1 Dicembre 2008:
“…l’uomo superbo va in rovina perché egli non è bastante a sé stesso e,
senza di Me, Dio, nulla può fare. Lo capiscano, questo, tutti i superbi della terra. Chi, infatti, non raccoglie con
Me disperde, chi non costruisce la sua casa col Mio Aiuto, ma fa da solo per superbia, mai
l’abiterà perché essa presto crollerà”.

Il timore di soffrire che prova Fata Esthel, può
derivare anche da esperienze del passato non proprio positive. Ad esempio, una
ragazza che è rimasta scottata da una relazione amorosa, cercherà di non
ripetere la stessa triste esperienza. Si cerca allora di reprimere i propri
sentimenti, allorquando si presenta un’altra occasione di relazione
affettiva. Pietro Lombardo: “Bruciatura affettiva: esempio… una persona soffre a livello affettivo o
rimane scottato in una relazione affettiva, se è molto forte il dolore…
succede che la persona crea una generalizzazione o idea generica sull’amore,
e sul fatto che tutte le persone
dell’altro sesso si comporteranno nello stesso modo. Questo principio di generalizzazione fa sì che le persone non sono più disponibili a nuove
esperienze, perché hanno paura di soffrire”. E per superare questo evento traumatico,
occorre recuperare le proprie forze ed energie
psichiche, e riflettere su un fatto
importante: che le ferite e sofferenze che si sperimentano nel corso della
vita, possiedono anche degli aspetti positivi. Questi aspetti positivi li possiamo descrivere come uno sviluppo della propria empatia,
comprensione verso i dolori del prossimo, intendimento dei propri limiti e
debolezze, uno sviluppo della maturità personale, disillusione di poter
trovare il partner perfetto, e via dicendo. In poche
parole, quando ci si trova di fronte alla sofferenza, non bisogna rinchiudersi in se stessi, creando una
“Barriera di Gemme” che ci separa dal mondo dei sentimenti; ma occorre vivere la sofferenza come un momento di crescita interiore,
in grado di spalancarci la porta del cuore verso orizzonti sapienziali, conoscitivi
ed empatici, che mai avremmo sperato di comprendere e possedere. Invero,
proprio come Fata Esthel che solo dopo aver ritrovato i suoi sentimenti
repressi, è riuscita a recuperare i suoi poteri di fata, così la persona che
riesce a far vivere la propria sofferenza come un’esperienza di vita e di crescita personale,
riesce a recuperare e sviluppare le proprie capacità affettive, intellettuali, conoscitive ed empatiche;
rimanendo libera da condizionamenti imposti dalla società o dal prossimo.
Studiosa Carolina nel libro “Tutto o Niente” pag. 61: “Inoltre, chi è
circondato da pensieri negativi, attrae a sua volta altri pensieri dello
stesso tipo. Chi invece riconosce in sé l’energia
vitale, crea pensieri affini, uguali alla
natura di quest’energia e attira a sé circostanze positive. Il suo pensiero
diventa quindi trasparente, vitale, costruttivo e veramente forte; egli
riesce ad esprimere se stesso attraverso i
suoi pensieri, riesce ad uscire fuori da se
stesso: allora è felice, è libero”.
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L’elfo Elpidio è triste, sapendo che la ninfa entro breve, dovrà morire. Difatti
il cuore fragile della ninfa, non può resistere alle forti emozioni. Ma
tutto ciò alla ninfa non importa, quello a cui ora pensa… è di incontrare
almeno per un’ultima volta, il suo amato principe Averoro: Quando si recupera
la propria spiritualità, rimane sempre una parte di noi che resta incollata
al peccato ed ai vizi. L’elfo Elpidio in questo contesto narrativo, simboleggia un Io che
ricorda alla propria anima
(Fata Esthel), che se segue Gesù e i dieci comandamenti, dovrà rinunciare ai beni temporali ed ai caduchi
godimenti che provengono dai vizi. Difatti bisogna smettere di avere rapporti
sessuali al di fuori del matrimonio, occorre non rubare, non mentire, essere
misericordiosi, prudenti, e necessita non attaccarsi ai beni temporali come a degli idoli. Ma ecco che la
persona veramente decisa e convinta di seguire la verità, Gesù e l’amore, non
si turba di perdere i beni
temporali ed i godimenti carnali, e continua a perseverare nell’arduo ma al
tempo stesso meraviglioso, cammino verso la santità.
          
Il timore che possiede l’elfo
Elpidio per la sua cara amica Fata
Esthel, è il medesimo timore che sovrasta la mente di coloro che cercano di
ritrovare se stessi e la propria reale identità: paura di perdere il controllo
della propria rabbia, relegata nell’inconscio; e di far riemergere le sofferenze
e patimenti sperimentati nell’infanzia. Alcuni si chiederanno… ma da dove
deriva la rabbia che possiede la persona che sta ritrovando se stessa?
La collera e l’astio relegati nell’inconscio, scaturiscono e si formano ogni
qualvolta il bimbo si è sentito privato
dell’affetto dei genitori, oppure che è stato costretto a subìre umiliazioni,
violenze e vessazioni. Invero, tutte queste frustrazioni, deprivazioni
affettive, angherie e cattiverie, producono inevitabilmente rabbia e rancore.
Ma il vero problema non è la produzione della rabbia da parte dei fanciulli,
ma di non poterla esprimere in maniera corretta e semplice, mediante atti verbali.
Proviamo ad immaginare un bambino che vive con genitori autoritari e
dispotici; come può il fanciullo esprimere la propria rabbia e risentimento, senza scatenare
ulteriori violenze, disapprovazioni, incomprensioni e ritorsioni, da parte degli adulti?
Ecco che il bimbo è costretto e forzato a reprimere e rimuovere
sentimenti di dolore, astio, collera. Emozioni molto
forti che vengono relegate nel “magazzino” dell’inconscio (stanza proibita). Ma come possiamo
immaginare, queste emozioni non scompaiono con il passare del tempo, ma al
contrario divengono sempre più mordaci e possenti, cercando nel corso del
tempo, un modo per esprimersi e sfogarsi. Ad esempio i sintomi che la
persona mette in atto e sperimenta, sono un metodo che utilizza la mente
inconscia, per sfogare i sentimenti repressi e per far capire all’Io della
persona, che deve fare qualcosa
per risolvere le problematiche del passato. In altre parole, è un modo come
un altro, per proteggere se stessi dalla paura
inconscia di poter ferire coloro che
si ama. Comunemente, i sintomi
sopraccitati si esprimono mediante stati di ansia, fobie, dolori allo
stomaco, mal di testa, nevrosi, atti impulsivi incontrollati, cambiamenti di
umore inaspettati e via dicendo.
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Fiordiloto
giunta vicino alle macerie della Barriera di Gemme, ordina ad Elpidio di cedergli
la metà dello specchio fatato che tiene in mano. E per indurlo a compiere
quel gesto, la Maga Nera colpisce l’elfo con un doloroso raggio di magia, A
questo punto Fata Esthel, malgrado il crescente malore che prova al cuore, si decide di combattere contro la perfida Fiordiloto: Opera scritta dalla Divina Sapienza
del 17 Agosto 2008: “Dio
adorabile, l’uomo del presente deve combattere contro le dure forze del male,
questo combattimento spirituale è necessario per la
salvezza dell’anima”. Fata Esthel
che decide di combattere contro Fiordiloto, è un’immagine figurata della
persona convertita che comprende che per rimanere salda nelle virtù e
nell’amore per Gesù, deve combattere contro le proprie cattive inclinazioni, contro Satana
e le eresie del mondo edonista. La favola ci vuole rammentare che il nostro
più acerrimo nemico, si trova dentro di noi: è il nostro Io. E per
vincere questo avversario interiore, che si aggrappa con tutte le sue forze
ai piaceri malsani che provengono dai vizi, occorre l’aiuto di Dio. Il tutto
mediante la preghiera, le opere eque ed i
Sacramenti. Opera scritta dalla Divina
Sapienza del 6 Agosto 2008: “Figli cari e tanto amati, i tempi
sono duri e difficili nel presente più ancora che nel passato ed
il combattimento spirituale richiede
energie e vigore, ma pensate che Gesù faccia mancare ciò che serve per
affrontarlo? Figli del mondo, apritevi a Dio, il Suo Giogo è lieve e facile
da portare, non fatevi gravare
da pesi insopportabili dal Suo nemico”.

Fata Esthel che decide di combattere contro la perfida Fiordiloto, è la persona frammentata che inizia a comprendere che possiede un nemico interiore che non gli consente
di raggiungere il proprio equilibrio, né tantomeno la possibilità di
recuperare la propria reale identità. Questo avversario interiore è il “Falso Sé”, la
personalità fittizia che si è costruita ed edificata nell’infanzia, con lo
scopo di proteggere l’integrità psichica del fanciullo non amato e
maltrattato.
Tra le molteplici paure inconsce, possiamo evidenziarne
una molto particolare: la paura di separarsi dal genitore interiorizzato. Sovente chi ha molestato
e non amato il fanciullo è proprio il genitore, il quale rimane comunque la
persona più amata ed importante per
il fanciullo. Ecco che nel preciso momento in cui una persona frammentata e
con problemi psichici, cerca di guarire e ritrovare la propria reale
identità, avverte inconsciamente la sensazione che per recuperare se stessa…
rischia di perdere quel sostegno genitoriale
interiorizzato; e quindi fa in modo di
rimanere in uno stato di frammentazione e dipendenza dai propri sintomi. Dusty Miller: “La donna autolesionista non
solo teme che la rivelazione possa separarla dal violatore reale, ma è
succube di una paura
inconscia e
molto più forte: il racconto della violenza subìta potrebbe allontanare il violatore interiorizzato, minacciando una definitiva
perdita dell’Io”.

Intanto il terrificante conflitto di magia tra Fiordiloto e Fata Esthel,
prosegue… ma con sorpresa di tutti i presenti, si capisce chiaramente, che
nessuna delle due riesce a prevalere sull’altra. Inaspettatamente lo specchio fatato
che tiene in mano l'Elfo, sguscia dalle sue piccole mani e si mette
magicamente a volteggiare in aria. E anche l’altra metà dello specchio che si
trova nello scrigno tenuto dalla lumaca Sagsa, trasvola nell’aria fino ad unirsi con
l’altra metà: La battaglia spirituale non può essere vinta dal versante
spirituale, se non ci si accosta ai Sacramenti. In definitiva, il Signore se percepisce che ci impegniamo a resistere agli attacchi che
provengono dal nostro versante istintuale, il quale agogna farci precipitare
nei vizi, ecco che Dio ci infonde la sua forza per mezzo dello Spirito Santo.
E lo specchio che si riunisce, simboleggia il ritrovato equilibrio
spirituale dopo un umile pentimento, compiuto per mezzo del Sacramento della Riconciliazione.
Evento che riporta nell’intimo della persona pentita, la ricostruzione della
verità, la quale torna a rispecchiarsi negli insegnamenti e nella sapienza elargita da Dio.
In altre parole, mentre prima del pentimento e sommersi nei vizi e peccati,
la persona viveva una verità scissa, frammentata e priva di
quelle conoscenze e realtà celesti, dopo il pentimento ecco che l’individuo
ritrova la verità nella sua completezza e integrità (specchio che si ricompone). Se ci riflettiamo, tutti
gli esseri umani dicono di possedere la verità. Tutti pretendono di essere
nel vero; dagli scienziati, ai politici, dai sapientoni ai datori di lavoro. Ma in realtà senza l’ispirazione
che proviene dallo Spirito Santo, tutti hanno solo un piccolo frammento di
verità; esattamente come Fiordiloto che tiene in mano uno specchio diviso in
due. Ecco che allora la fiaba ci suggerisce che per raggiungere le altezze della conoscenza, verità e sapienza,
occorre chiedere umilmente aiuto a Dio: l’Unico a detenere e possedere la verità. Ed
allora anche la creatura più ignorante, può divenire un depositario delle gemme sapienziali,
elargite dallo Spirito Santo.

Lo specchio diviso in due che si ricongiunge, effigia l’identità
frammentata di una persona, che dopo un duro lavoro interiore e una intima
battaglia con le forze psichiche
opposte (Maga Fiordiloto), ritorna ad unirsi
e divenire un’identità
coesa (specchio che si
ricompone); ritrovando il proprio equilibrio interiore.
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Improvvisamente la maschera d’oro di Fiordiloto, piano… piano… si scioglie in mille e più filamenti;
lasciando intravedere il suo bellissimo volto… il quale è sorprendentemente identico al viso
di Fata Esthel. La Ninfa del Lago e Fiordiloto rimangono a fissarsi
sbalordite, nel constatare che i loro visi sono simili in tutto, tranne che
nel colore dei capelli: Cadute le catafratte del razionalismo (maschera d’oro
che si scioglie), il Signore per mezzo dello
Spirito Santo, ci fa avvertire cosa ci ha procurato il peccato: una deformazione della nostra vera essenza interiore.
Invero, la persona che ha ritrovato la Fede, inizia con il passare del tempo, a capire che il
peccato non solo deforma l’anima rendendola mostruosa e avversa al bene, ma
che seguendo il peccato si creano ed edificano tutta una serie di menzogne e
falsità, riguardo alla verità delle cose. Espressamente come la Maga Nera
copre il suo viso con una maschera
dorata, così il peccatore maschera e
ricopre le sue azioni viziose e peccaminose, con una serie di menzogne e
razionalismi che lo inducono a continuare a peccare. Questo procedimento si
chiama razionalizzazione; che altro non è che un modo come un altro, per giustificare i propri errori e peccati. Difatti la
persona che razionalizza i suoi comportamenti viziosi, asserisce: …tanto non
c’è niente di male. Mentre con la Fede ritrovata, ecco che le maschere
edificate da un Io goloso di piaceri mondani, vengono a crollare, e si comincia
a comprendere come l’orgoglio e l’egoismo, non hanno fatto altro che
deformare la percezione che si ha della verità.
Le due dame che si guardano stupite nel constatare che
posseggono un volto simile, ci dimostra come ciò che avviene ad ognuno di noi,
può capitare a tutte le persone nel mondo. In altre parole, le
persone che hanno recuperato la Fede e l’amore per Dio, cominciano a
comprendere sempre più chiaramente, che non bisogna criticare chi precipita
nel peccato e nella disubbidienza ai dieci comandamenti, perché siamo tutti peccatori e
tutti abbiamo bisogno dell’aiuto di Dio. Se giudichiamo severamente chi pecca, in realtà critichiamo
noi stessi. Quindi occorre avere
misericordia e amore per quanti cedono ai vizi e alle passioni; e invece di
biasimarli occorre pregare per loro. Insomma, come dice una famosa canzone di
Umberto Tozzi… gli altri siamo noi.

Fata Esthel che si confronta con la Maga Fiordiloto,
è la persona che sapendo di aver avuto delle problematiche psicologiche, e
quindi di aver innalzato nell’infanzia delle barriere psichiche per
difendersi dalle numerose angosce e deprivazioni affettive, finalmente si
trova faccia a faccia con il proprio versante rimosso, le proprie sofferenze
che erano rimaste latenti. Ed ecco che la maschera del “Falso Sé” comincia a crollare,
lasciando il posto ad una realtà più profonda e veritiera riguardo se stessi,
i propri limiti e le proprie angosce. In altre parole, quando facciamo
crollare le barriere mentali che abbiamo innalzato nel nostro intimo,
costituite tra l’altro da molteplici meccanismi difensivi, ecco che
riscopriamo chi siamo veramente. Fiordiloto e Fata Esthel
che si fissano stupefatte, sono i due versanti di una persona che finalmente hanno modo di comunicare
tra loro. Infatti, se un bambino per motivi familiari, è stato costretto a
rinnegare una parte di sé, ha formato una scissione interna, una divisione
della propria personalità. E quindi il versante istintuale, creativo e ricco
di energie psichiche, è rimasto nascosto al versante razionale; il quale si è dovuto adeguare agli schemi
comportamentali dei genitori e della società. Quindi dopo un’analisi
interiore, la persona è in grado di riscoprire e liberare il proprio “Vero Sé”, le
proprie qualità, le proprie peculiarità
soggettive ed energie mentali, che per lunghi anni sono state costrette a
rimanere occultate nei meandri dell’inconscio.
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Pochi istanti dopo, le due dame si sentono attratte una
verso l’altra da una forza magica incredibile, della quale non riescono a
fare resistenza. Sia Fiordiloto che Fata Esthel, cercano di opporsi a questa forza prodigiosa,
mediante i loro enormi poteri magici… ma invano. Parte del corpo di
Fiordiloto si congiunge inesorabilmente, a quello di Fata Esthel, fino a
formare una meravigliosa ed unica figura: FIORDISTELLA: Fata Esthel effigia il versante spirituale,
mentre Fiordiloto il versante istintuale. La Grazia santificante che proviene dal Signore, ci
illumina sulla nostra interiorità, facendoci capire che il bene e il male
sono in ognuno di noi come due forze che si contrappongono. E mediante il libero arbitrio che Dio
ci ha donato, ognuno di noi deve decidere se seguire la via istintuale o
quella spirituale. Maria Valtorta “I Quaderni del 1945-50” pag.
395: “Senza l’anima l’uomo sarebbe una creatura animale guidata dall’istinto
e dalle doti naturali. Senza il corpo l’uomo sarebbe una creatura spirituale
con doti soprannaturali d’intelligenza, volontà e grazia come gli angeli.
Dio, al capolavoro del creato, rappresentato dall’uomo, in cui sono unite le due creature,
animale e spirituale”. A questo punto è bene comprendere,
che non esistono persone solo buone o
solo cattive. Tutti noi esseri umani abbiamo queste due disposizioni e
tendenze, verso un’estremità o
verso quella opposta. Ecco che la persona che si pavoneggia per essere virtuosa, rischia di far
emergere il suo lato oscuro, che
comprende la superbia.
Mentre il peccatore che è immerso nei vizi, può fuoriuscire dal
suo stato di peccato, semplicemente pentendosi e ritrovando una vita
retta e virtuosa. Riassumendo, la vita terrena è un campo di battaglia tra il
versante razionale e quello spirituale. Il regolatore di tutto ciò… rimane il
nostro libero
arbitrio.

Pietro Lombardo
“Crescere per Educare” pag. 91: “Uno stato di consapevolezza
legato a forti emozioni e impressioni sensitive, a volte è in grado di
risvegliare una nuova coscienza e di modificare il proprio modo di
pensare e di vivere, ma il più delle
volte si esaurisce in proporzione alla personale risonanza emotiva”. Fata
Esthel che si congiunge a Fiordiloto formando una nuova dama chiamata Fiordistella, è
un’allegoria della persona che ha finalmente ritrovato la propria reale identità, mediante l’integrazione di tutti quei sentimenti,
ricordi, esperienze ed emozioni che aveva rimosso ed allontanato dalla
propria consapevolezza. Alcuni pensano che scoprire la propria ombra, sia
esclusivamente un atto maligno… ma la realtà è molto più vasta e policroma. È
proprio il fatto di nascondere a se stessi di possedere un versante negativo e maligno, che conduce
la persona a credersi migliore degli altri, e divenire così perfida e
cattiva. Difatti le persone che mascherano (maschera dorata di Fiordiloto) il
proprio versante istintuale e i
propri difetti, sotto una maschera
dorata, non hanno la forza di opporsi
coscientemente contro le proprie cattive inclinazioni,; e allo stesso tempo
non riescono ad opporsi alle forze negative mediante il proprio Io cosciente.
In altri termini, se si occulta o nega a se stessi un’emozione negativa… questa
stessa emozione negativa non scompare, ma prende sempre più forza poiché non
c’è un’attività razionale che la elabori e che quindi la trasformi in maniera
equilibrata. Facciamo un esempio chiarificatore. Se un individuo rimuove una
rabbia che possiede verso il proprio padre, questo ricordo unito alla forza
negativa ad esso collegato,
viene rimosso nell’inconscio.
Il risultato è che coscientemente l’Io della persona crede di amare il
proprio padre, ma a livello inconscio… questo sentimento negativo
non essendo stato elaborato mediante il proprio Io… prende vigore cominciando
ad ingrandirsi ed ampliarsi. I danni possono essere questi: …si proietta su
altre figure e persone, la propria rabbia repressa, senza che l’Io razionale
se ne renda conto. Ecco che la persona può provare odio verso il proprio
datore di lavoro, verso la polizia, verso il coniuge o i propri figli. La fiaba ci indica la strada da seguire, se vogliamo risolvere
questo problema psichico. Occorre innanzitutto entrare nella “stanza proibita”
del nostro inconscio, e recuperare le emozioni rimosse (quadro della donna
che piange); poi necessita distruggere le “barriere” (Barriera di Gemme) delle difese psichiche ed
affrontare le proprie emozioni nascoste (maschera di Fiordiloto). Solo allora
avremo ritrovato la nostra unicità, e sapremo inglobare in maniera
equilibrata e consapevole, tutte le emozioni e ricordi negativi rimossi. Si
verrà a costruire così una nuova personalità (Fiordistella)
più forte, dinamica e serena. Pietro Lombardo: “S’impara ad acquisire maggiore obiettività e
distacco dagli eventi emotivamente intensi. Significa crearsi la pelle psichica,
una protezione, una zona di mediazione tra gli eventi esterni e il mondo
interno. La persona crea dei filtri e non si fa più invadere dalle alte maree, non si fa
più deprimere dalle basse maree, non si fa più condizionare dal giudizio
degli altri. Significa aver
finalmente creato un proprio equilibrio (Fiordistella), distacco emotivo, che non significa
non provare emozioni ma vuol dire non
lasciarsi travolgere dalle emozioni. Questo è un obiettivo che devono
raggiungere soprattutto le donne, che spesso si lasciano invadere dalle emozioni”.
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Alle ulteriori richieste di chiarimento da parte della fata Fiordistella,
sia Sagsa che l’elfo Elpidio si ripropongono di riferirle tutto, dopo aver liberato
il regno di Doranzica dai guardiani della ormai ex Maga Nera. E così,
dopo aver liberato Averoro, Logofrena e
tutti i regnanti di Doranzica, si mettono a raccontare il motivo
dell’avvenuta trasformazione di Fiordistella: La liberazione di Logofrena,
Averoro e degli abitanti e regnanti di Doranzica, simboleggiano le virtù e le
energie positive della persona, che vengono finalmente liberate, dopo che
l’individuo si è pentito ed ha ritrovato la sua dimensione di persona
credente e virtuosa. In questo modo tutto quello che sembrava ed appariva come negativo, viene rivalutato e visto sotto una luce nuova, quella
della Grazia. A conti fatti, la favola ci suggerisce che quando
siamo immersi nei vizi e nel peccato, tutto ciò che è buono e virtuoso ci
appare sfuocato, distorto e negativo; perché l’Io ha cercato di trasformare l’orrenda verità in modo che apparisse più bella e stimolante. Il tutto
facendo apparire i peccati come entità giuste e piacevoli oltre che
appetibili. Ad esempio, un individuo che è soggiogato dal vizio della lussuria, asserirà con
certezza e sollecitudine, che tradire la propria moglie fa bene al suo
rapporto di coppia. Mentre è proprio vero
il contrario.

Quando la persona
mistificata ritrova la propria verità
interiore e la propria identità, comincia gradualmente a rilasciare ed
abbandonare tutti i meccanismi
difensivi edificati nel passato. Questo evento
psichico, porta con sé un’intima sensazione di tranquillità e serenità. Tutto
ciò ci viene evidenziato nella favola, dal regno
di Doranzica che viene liberato dalle perfide milizie della Maga Nera.
 
Il racconto dell’elfo inizia così: …c’erano una volta due grandi e potentissimi maghi, con
l’unica anomalia di non prestare molta attenzione alla loro unica figlia,
chiamata Fiordistella. Con tutto ciò, non era raro sentirli gridare frasi
del tipo… “Fiordistella non fare la cattiva, altrimenti non ti vogliamo più bene!”: I familiari che non prestano molta attenzione all’educazione di
Fiordistella, sono un emblema di quei genitori che non educano e non
insegnano ai propri figli a pregare, ad andare a Messa e ad essere virtuosi.
Tutti incentrati su se stessi, questi educatori divengono essi stessi degli dèi, ai quali i
figli devono assoggettarsi. Al contempo i discendenti crescendo, non avendo
il supporto della preghiera e dei Sacramenti, divengono fragili e viziosi. È
altrettanto importante appuntare, che l’amore dei genitori verso i figli,
deve essere un amore incondizionato e non assoggettato ad un determinato comportamento del
discendente. Esattamente come Dio ama tutta l’umanità,
indipendentemente se siamo buoni o cattivi. Se ciò non avviene, ecco che i figli
impareranno che si deve amare il prossimo solo se compie azioni e opere considerate buone, altrimenti
va odiato. Ma Gesù nel Vangelo ci dice e ci dimostra con i fatti, che
occorre amare tutti, buoni o cattivi. Cosa ci suggerisce allora la fiaba? Che
i genitori di Fiordistella
si sono messi al di sopra di Dio;
decidendo essi stessi cosa sia giusto e cosa no. E la piccola Fiordistella,
pensando che l’amore dei genitori è una specie di merce da scambiare
con altra merce, fugge di casa con il Rubino Smeraldo. La morale è semplice… l’amore si
deve donare sempre e comunque, non è una merce da scambiare con altra
mercanzia. Di esempi per comprendere questo evento, ce ne sono molteplici. Ma
tra gli altri, possiamo comprendere il perché alcune religioni fondamentaliste invece di amare il prossimo, lo percepiscono come un nemico da reprimere o
annientare. Questo avviene proprio perché questi fondamentalisti hanno
imparato sin dall’infanzia, ad accettare e amare chi compie opere simili alle
loro, ed odiare e perseguitare tutti coloro che la pensano diversamente.

I genitori che asseriscono di
dare amore ai loro figli solo se fanno i buoni, spingono i discendenti a sviluppare un senso di colpa enorme e quasi insopportabile.
Invero, la paura di perdere l’amore dei familiari è talmente angosciante, che
il bimbo può decidere inconsapevolmente di scindere la propria personalità in
due. In pratica, il fanciullo produce una personalità vivace, allegra ed
ubbidiente (Fata Esthel), ed un’altra oscura, cattiva e malevola (Maga Fiordiloto). Mentre i genitori che amano in
maniera incondizionata i propri figli, cercano con le buone maniere, il
dialogo, con calma ed empatia, di spiegare ciò che è sbagliato o giusto compiere.
Così facendo il bimbo non si trova costretto a scindere se stesso, ma al
contrario cerca di sviluppare la propria positività, mediante l’elaborazione
e modifica degli atti negativi. Pietro Lombardo: “Questo senso di
colpa nasce dal problema dell’amore
condizionato, che dice: Io ti voglio bene a
condizione che tu faccia, dica, ti comporti, secondo le mie aspettative”. 
La piccola Fiordistella che si trova impaurita di fronte alla possibilità che
i suoi genitori la privino del loro affetto e amore, è un'immagine figurata
dei fanciulli che imparano a seguire le direttive dei loro familiari non per
aver elaborato ed interiorizzato una determinata verità, ma per paura e timore
di una perdita affettiva. Questo spinge il bambino a reprimere se stesso, a
rinnegare parti di sé che non corrispondono ai voleri e richieste degli
educatori. Ecco così innalzarsi la maschera del “Falso Sé” (maschera dorata della Maga Nera) che
sostituisce il “Vero Sé”, il quale viene relegato dietro le “muraglie”
(Barriera di Gemme) dell’inconscio. Pietro Lombardo: “Tutte le
sensazioni d’impotenza che possiamo provare, hanno la propria origine nell’infanzia. Spesso da bambini (Fiordistella) siamo rimasti
esposti all’ingiustizia, siamo rimasti privi di aiuto, di sostegno
psicologico, di sostegno morale. Per esempio i bambini si sentono impotenti
se vedono i genitori litigare, o
se vedono la nonna litigare con la mamma
o lo zio con il papà”.
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Una sera, dopo aver subìto un’ulteriore ed immeritato
rimprovero, Fiordistella decide di fuggire da casa, portando con sé la cosa più preziosa che i
suoi genitori possedevano: il meraviglioso e potente Rubino Smeraldo: Ecco spiegato uno dei motivi del perché molti
educatori divengono acidi, prepotenti, violenti, falsi, ingannatori, superbi
e trattano i figli con superficialità ed arroganza: manca la preghiera e
l’amore per Dio. E Fiordistella che fugge via con il Rubino Smeraldo, è un figlio
che sa bene nel proprio intimo, che la cosa più preziosa per i propri
genitori, risiede nei beni
temporali, nella posizione sociale, nel far bene i compiuti a scuola. Si
viene così a creare una distanza
emotiva tra il figlio e il genitore,
che ci viene evidenziata da Fiordistella che fugge da casa. A questo
riguardo, è bene considerare il fatto che alcuni genitori continuano
insistentemente a ripetere… come mai mio figlio segue cattive compagnie, ruba, disubbidisce, si droga, è violento? La risposta
è semplice… che modello di vita e di spiritualità avete donato ai vostri figli? Cosa scorgono in voi genitori, i vostri “amati” discendenti? La risposta è semplice… I figli vedono
che voi educatori aspirate ad una buona posizione sociale, che tallonate il
successo per farvi lodare dal prossimo, che siete affamati di lussuria e
sporcizia, scorgono le vostre falsità, la vostra ingiustizia, i vostri
biasimi verso il prossimo, i vostri silenzi quando si deve difendere il più
debole. In breve, i figli assimilano come spugne ciò che si vive nell’habitat familiare.
Potete forse ingannare voi stessi, ma non loro e nemmeno Dio. E senza nutrimento spirituale, senza regole di vita, senza donare
importanza alle virtù, all’amore a Dio… non ci si deve meravigliare se
crescendo, i discendenti prendano strade colme di odio, violenza e fanatismo.
Esattamente come nella favola del pifferaio, i figli seguono il pifferaio magico
dei vizi, poiché i genitori sono
tutti “indaffarati” a tallonare i beni temporali e i vizi.

Fiordistella che
scappa da casa e ruba il Rubino Smeraldo, è un figlio che vive in un ambiente
familiare negativo, coercitivo e privo di amore. E naturalmente, come spiegato altre volte, il fanciullo per proteggersi dalle aggressioni psicologiche,
fisiche e morali, di educatori violenti ed egoisti, mette in atto tutta una
serie di apparati difensivi. In questo caso, ci viene presentato il meccanismo
difensivo della fuga e rimozione.
Ad esempio, da adulti se non si è
risolto questo problema psicologico,
la persona ogniqualvolta proverà emozioni affettive per un partner, avvertirà
nel proprio intimo una
sensazione di disagio del tipo… ti voglio bene ma scappo via.
Questo proprio perché la persona inconsciamente, ha timore di rimanere invischiata
in un rapporto affettivo profondo, maturo e duraturo; poiché teme di essere
ancora ferita e lesa dal prossimo. Proprio come è accaduto nel passato.
Naturalmente, essendo state
rimosse le cause di questo evento, la persona fa fatica ad uscire da questo labirinto mentale,
composto da molteplici
meccanismi difensivi.
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E così la piccola Fiordistella, pur se con un po’ di inquietudine nel cuore, si avviò
verso le smisurate regioni montuose, dove viveva il
potentissimo ed inquietante Oskurjo… lo Sciamano
della Luna Nera: La favola ci espone con veridicità, cosa avviene quando un
fanciullo non possiede genitori ed educatori che con amore e verità, lo aiutano a scoprire ed amare Gesù,
la preghiera ed i Sacramenti: …il
bimbo lentamente ma inesorabilmente, rischia di cadere nel lato oscuro del
proprio sé più profondo, e quindi nelle mani di Satana (sciamano Oskurjo).
In altre parole, è inutile mandare a catechismo un bambino, se poi nella
famiglia lo stesso bimbo scorge i propri genitori che non vanno a Messa, che
sono viziosi e non pregano. Gli educatori sono un modello molto importante per i discendenti, i quali si
specchiano in loro, più che per quello che dicono… per quello che fanno.

La piccola Fiordistella che si dirige dallo sciamano, raffigura l’inizio del
processo di mistificazione e di comparsa dei meccanismi difensivi, che il
fanciullo mette in atto per proteggere il proprio Io dalle violenze
psichiche, abusi o deprivazioni affettive,
sperimentate nel proprio habitat familiare. Tutto questo
naturalmente, avviene in maniera
del tutto inconsapevole. Queste esperienze psichiche totalmente inconsce, ci vengono visualizzate nella favola
dal nome dello sciamano, il quale ci viene descritto come lo sciamano
della luna nera. Difatti, “luna nera” simboleggia proprio qualcosa di oscuro, nascosto…
tipiche descrizioni dell’inconscio.

Lo sciamano Oskurjo appena vide la bambina, le chiese che cosa fosse
venuta a fare in un luogo così remoto e sperduto. Fiordistella
rispose che desiderava, mediante un portentoso sortilegio, divenire una bambina buona;
eliminando quella parte malvagia che i genitori non apprezzavano.
Fiordistella voleva divenire buona, poiché era desiderosa di ricevere
quell’affetto e amore, che tanto agognava. Detto questo, consegnò allo
sciamano il favoloso “Rubino Smeraldo” che aveva sottratto ai suoi genitori: Jesper Juul “Il Bambino è Competente” pag. 17: “Fin dalla nascita i
bambini sono persone complete,
cioè sono sociali, collaborativi e pronti a comunicare. Queste qualità non
sono frutto di insegnamenti, sono
innate. D’altra parte, perché queste
qualità si sviluppino, i bambini hanno bisogno di vivere con adulti che si
comportino in maniera da rispettarne e modellarne il comportamento sociale e umano”. Un fanciullo possiede, anche se non del tutto sviluppate,
tutte le risorse interne, psichiche ed intellettive per affrontare il mondo
circostante. In breve, alcuni educatori credono erroneamente che i fanciulli siano delle “tabule
rase” dove occorre riporre ed
immettere dati ed informazioni. Ma la realtà è ben diversa. Probabilmente, i
bambini non sanno verbalizzare in maniera corretta ed edulcorata la realtà in
cui vivono, ma a livello inconscio sanno comprendere
perfettamente le dinamiche psichiche e
sociali, di quanti vivono accanto a loro. Da quanto appena enunciato, ecco
che Fiordistella è la persona che sin dalla tenera età, ha capito con
chiarezza che ciò che maggiormente ha valore per i genitori, è il potere, il
denaro, l’aspetto esteriore, il comportamento che appare al prossimo,
l’essere esteriormente buoni; tutti comportamenti e pensieri effigiati nella fiaba dallo “stupefacente” Rubino Smeraldo. E naturalmente crescendo, il bimbo cercherà di
sviluppare queste prerogative e caratteristiche, per cercare di ottenere
l’approvazione e l’interesse dei genitori. Il tutto anche se queste essenze
non sono veramente importanti, ma al contrario sono illusorie, superficiali se non del tutto
distruttive per il versante spirituale della persona. Invero, i genitori
privi di Fede e amore verso Dio, in realtà spingono i propri figli nelle mani
di Satana, del peccato, dei vizi e delle concupiscenze, tutti
effigiati dallo sciamano Oskurjo. Non ci crediamo? Basta osservare i valori che
possiedono i giovani del
nostro periodo storico. Vanno forse in Chiesa?
Pregano? Sono virtuosi? Prendono i Sacramenti? La risposta è… NO. Ma ecco che
al contrario, sono tutti indaffarati a comprare telefonini multicolori e con molteplici funzioni, a vestirsi
con abiti firmati, a girare il mondo alla ricerca del luogo più IN del
momento, a seguire il gruppo Pop più elettrizzante, a cibarsi di gustose
prelibatezze culinarie, ad assaporare l’ultimo spinello, a parlare con gli
amici dell’ultima donna portata a letto, e via dicendo. Ecco che, per tutti i
nostri giovani, le essenze considerate preziose (Rubino Smeraldo) dai genitori, sono divenute le priorità da seguire
con affanno. In altri termini, i
giovani senza una salda e vera direzione
morale e spirituale, sono in balia delle onde del razionalismo, aberrazione, edonismo, consumismo, nichilismo. Le
nuove generazioni hanno imparato dai loro “cari genitori” che il “Rubino
Smeraldo” del potere, del sesso, del denaro, dell’egoismo e superbia, sono
entità da seguire e da
accogliere con determinazione ed a qualunque costo. E non si rendono conto,
che questi figli divengono carne da macello, in mano a Satana (Sciamano
Oskurjo).

Fiordistella è il
figlio che per ricevere affetto ed approvazione dai propri educatoti, cerca
di modificare la propria personalità in un’altra personalità fittizia ed
irreale. E per far questo, costringe il proprio “Vero Sé”
(Rubino Smeraldo) a nascondersi nei meandri dell’inconscio. Difatti il “Vero Sé” è la
parte più preziosa ed importante che possiede la persona, ed è
l’essenza fondamentale della propria identità ed individualità. Ma questa
essenza così importante e preziosa, sovente non viene compresa, capita ed accettata dai
genitori. Questo proprio perché alcuni educatori superbi ed egoisti, non
sanno percepire il valore
intrinseco dei loro discendenti, le preziose risorse
interne che uno possiede, la propria visone personale del mondo, le
proprie energie, capacità, semplicità, spontaneità. Invero, alcuni genitori
superbamente, vogliono decidere loro stessi cosa è importante per i figli, e così facendo distruggono la loro
vera essenza e la loro dignità di persone. Pietro Lombardo: “Sono i genitori a decidere con chi può stare
il figlio, a scegliere gli amici, il corso di studi... I comportamenti
vengono considerati giusti o sbagliati, buoni o cattivi, non
esistono vie di mezzo… o è bianco o è nero. Questi bambini, una volta
cresciuti, tendono a ripetere gli stessi schemi rigidi dei
genitori. E a loro volta incominciano a controllare tutto,
non si permettono l’espressione della loro fragilità. La fragilità è
negata (Fata Esthel imprigionata dietro la Barriera
di Gemme), imparano cioè a non essere fedeli alla loro sensibilità più profonda.
È come se queste persone fossero tenute sempre sotto controllo da un occhio
che le giudica continuamente, e che impedisce loro di poter manifestare la meravigliosa
fonte della loro autenticità”.
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Lo sciamano
Oskurjo avvisò la bimba del pericolo che
avrebbe corso, nel voler diventare solo ed esclusivamente buona. Ma
Fiordistella fu irremovibile nella sua richiesta. Oskurjo allora
preparò un enorme sortilegio, aiutato dai due suoi fedeli inservienti, che
altro non erano che l’Elfo Elpidio e la
lumaca Sagsa. Dall’energia che scaturì dalle sue mani,
lo sciamano divise Fiordistella in due bambine identiche,
dissimili solo per il colore dei capelli; una dai capelli neri e l’altra dai capelli
biondi: Quando si sceglie uno stile di vita, in sostanza si sceglie la strada
da seguire, e si mettono in moto in maniera quasi automatica, tutte le
risorse della persona per
seguire questo itinerario. Ecco che Fiordistella che si
divide in due persone, è l’individuo che avendo scelto la via dell’edonismo,
del potere, egoismo e superbia, dona forza al proprio versante razionale ed
istintuale, indebolendo così il proprio versante spirituale. Avviene
esattamente come nella favola, una scissione interna, dove
il versante istintuale (Maga Fiordiloto), si
scinde e si contrappone al versante spirituale (Fata
Esthel).
In ultima analisi, possiamo comprendere chiaramente che
Satana agisce con forza e distruzione, sulle menti e sui cuori che vivono una
vita dissoluta, nel peccato e nell’eresia. Mentre nulla può fare, se la
persona si riveste della Grazia di Dio, mediante i Sacramenti, la preghiera e le
virtù. Opera scritta dalla Divina
Sapienza del 18 Novembre 2008: “Il nemico può molto lì dove c’è ribellione e
freddezza; è l’uomo, con la sua indocilità, che gli permette di agire con
grande forza. Se gli uomini seguissero e amassero le Mie Leggi, se fossero
docili ed obbedienti, egli non potrebbe agire ed operare, la forza gliela
offre l’indocilità umana”.

Dusty Miller: “Per questa bambina, l’obiettivo primario è quello di fuggire dal
trauma, cosa che fa dissociandosi”. Fiordistella è l’immagine figurata dei fanciulli che a causa di abusi
fisici, psichici o traumi familiari, cercano di fuggire e di lenire le loro
sofferenze, dissociandosi. In sostanza, proprio come Fiordistella
viene divisa in due bambine differenti, così il bambino che subisce traumi
intensi, scinde in due parti la propria personalità; una delle quali essendo
collegata a ricordi ed emozioni penose, viene rimossa nei meandri
dell’inconscio (maschera dorata, della Maga Fiordiloto). Pietro Lombardo: “Dobbiamo divenire consapevoli delle nostre diverse personalità,
dei nostri diversi stati dell’Io, quelli che sono in luce e anche quelli che
sono in ombra, in modo da poter vivere la nostra vita come una personalità
unica, senza disperderci in quella specie di guerra interiore che nasce dalla
divisione”. In altre parole, il bimbo
cerca di rimuovere tutte quelle esperienze traumatizzanti e dolorose, vissute
nel proprio habitat familiare, ma non solo… poiché per
sopravvivere alle dure sofferenze patite, cerca di creare una personalità
cattiva e negativa di sé (Maga Fiordiloto), che raccoglie non solo i ricordi
negativi ma altresì che si identifica con il genitore cattivo. Il tutto
mediante il meccanismo psichico dell’introiezione ed
identificazione con l’aggressore. Questo versante della personalità scissa, ha la
triplice funzione di dimenticare
le sofferenze sperimentate, di inglobare gli atteggiamenti negativi e distruttivi
dell’educatore perfido, ed infine di imbrigliare e nascondere nell’inconscio la propria aggressività e
rancore verso i carnefici. Al contempo, l’altra personalità (Fata Esthel) cerca di vivere nel mondo cosciente in maniera
apparentemente tranquilla, come se nulla fosse successo. Ed ecco che i
fanciulli che hanno ricevuto abusi nel proprio ambente familiare, all’apparenza, proprio come la
ninfa del lago Fata Esthel, paiono bimbi senza problemi, educati e sereni. Ma ad un osservatore
attento, apparirà subito chiaro che il fanciullo è fragile, insicuro, privo
di forza mentale, mutevole nelle decisioni, triste. Questa falsa personalità
permette al bimbo, che ha subito traumi, di sopravvivere all’ambiente sociale
e familiare in maniera apparentemente equilibrata. Pietro Lombardo: “Dentro di noi nascono le divisioni, c’è una parte che aspira al bene e un’altra che fa il
male, e spesso la parte che fa il male non è altro che la conseguenza di
questo Io mistificato nell’infanzia, che ostacola l’affermarsi e il germogliare della
parte vera”. La persona che ha dovuto
dividere e scindere la propria personalità, ha compiuto tutto ciò per avere un briciolo di
amore e considerazione dai genitori, per eliminare il senso di colpa che
scaturisce dal sentirsi peccaminosa, fuori posto, annullata. Tutte sensazioni
sviluppate e a volte introiettate,
dal comportamento maligno dei familiari; i quali colpevolizzano i figli per non essere come loro li desiderano.
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Dopodiché lo sciamano fece uscire da un enorme pentolone, una meravigliosa ma inquietante maschera d’oro, la quale
si posò sul viso della bambina dai capelli neri. Nel frattempo la piccola fanciulla,
mentre piangeva impaurita, fu ribattezzata dallo sciamano, Fiordiloto. Di
seguito, senza provare alcuna emozione nel vedere Fiordiloto cercare di
strapparsi dal viso la maschera dorata, lo sciamano Oskurjo in un luogo molto
distante, creò con della lava fumante, un enorme castello per la piccola Fiordiloto: Perché i
peccati, i vizi e le aberrazioni,
sono così tallonate da interi popoli e Nazioni? Semplice, perché Satana (sciamano) li rende
appetibili e attraenti, mediante
la “maschera dorata” delle menzogne ed eresie. Invero, chi segue l’aborto in
realtà uccide una persona inerme,
che non può difendersi ed esprimere la sua opinione in merito. Ma le madri ed
i medici carnefici che compiono questo gesto sconsiderato, come lo giustificano? Asserendo con
noncuranza, che l’aborto è un atto
di libertà ed emancipazione della donna, Insomma, un diritto. Questo esempio
ci dimostra come Satana offre una razionalizzazione e una giustificazione (maschera dorata),
per far conseguire un omicidio ad una madre. Ed ancora… che cosa asseriscono
alcuni scienziati, per
giustificare l’uccisione di molteplici embrioni? Che servono per aiutare a curare alcune malattie. E
così mascherano con una lamina dorata, delitti ed omicidi di massa. Sì proprio così. Perché uccidere gli
embrioni, equivale ad uccidere
delle persone. Visto e considerato che ogni embrione è una persona dotata di anima. Ecco
perché l’essere umano non può essere considerato come il depositario della
verità, proprio perché noi esseri umani alteriamo e trasformavamo la verità a seconda delle nostre esigenze personali, dei nostri
bisogni egoistici e delle false ideologie del momento.
Lo sciamano Oskurjo che costruisce un luogo infernale per la piccola Fiordiloto, ci
rammenta che tutti coloro che seguono la via dell’edonismo, dei vizi e della
ribellione ai dieci comandamenti, si costruiscono con le loro mani il loro
futuro destino, nei meandri dell’inferno. Il tutto sotto la giurisdizione del
loro padre putativo: Satana (sciamano Oskurjo).

Pietro Lombardo:
“Questa sofferenza che nasce dal dolore dell’abbandono, del poco
amore, della mancanza di rispetto, del non
ascolto, della non condivisione,
spinge tutta la nostra persona a porre un rimedio al male, rimovendone al
più presto le cause”. La maschera d’oro che porta la piccola
Fiordiloto, ci dimostra come uno dei versanti della personalità multipla,
detiene rimosse nell’inconscio i ricordi penosi, le interiorizzazioni dei familiari
cattivi e le tensioni psichiche colme di aggressività e rabbia. In altre
parole, esattamente come la maschera
dorata copre il viso di Fiordiloto,
così la rimozione tiene nascosto all’Io della persona, tutto ciò che gli
può procurare timore, angoscia e sofferenza. Naturalmente è bene aggiungere
che queste due personalità, non sempre vengono tenute separate dall’Io;
questo proprio perché a volte
l’energia psichica che serve per dividere queste due personalità, non riesce
a reprimere a sufficienza uno dei due versanti. Ecco che allora a volte una
delle due personalità emerge, mentre l’altra viene momentaneamente rimossa. Quesito lo possiamo esaminare da alcune persone, che in un
determinato momento sono buone, generose, pacifiche, disponibili… mentre in
un altro momento sono aggressive, indocili, arroganti, senza scrupoli. Un
altro motivo del cambio improvviso e repentino della doppia personalità,
risiede nelle varie e diverse problematiche che una persona affronta nella
vita di tutti i giorni. Ad esempio, in alcuni casi la persona utilizza la
personalità “buona” quando riesce
a districarsi con naturalezza in alcuni compiti semplici e comuni. Ma quando sopraggiungono esperienze di vita
penose o troppo difficoltose, rischiando di riattivare i ricordi del passato
rimossi, l’Io, per difendersi da sentimenti di angoscia, improvvisamente fa
fuoriuscire la personalità “negativa” ed autoritaria. Personalità negativa, chiamata anche
“ombra”, che cerca con aggressività e
veemenza, di allontanare o risolvere le problematiche emerse. Pietro Lombardo: “Il non sentire questo amore e il bisogno di averlo, lo porta spesso
alla mistificazione della sua realtà più profonda. Si crea una falsa identità,
sia per allontanare il pericolo di perdere la persona amata a causa della
propria rabbia, sia per evitare il grande senso di colpa che nasce
automaticamente, quando si è arrabbiati con chi si ama. Così, per compiacere
il mio genitore, sono costretto a rinunciare ad esprimere ciò che realmente
provo, e a crearmi un “Falso Sé”.
Bruno Bettelheim “Un Genitore quasi Perfetto” pag.
172: “Quasi tutti noi ci rendiamo conto di avere fatto nostre molte delle
qualità che ci piacciono dei nostri genitori, mentre non siamo consapevoli di
avere interiorizzato anche gli aspetti negativi (Maga Fiordiloto) del loro atteggiamento
verso di noi; di esserci cioè identificati anche con quegli aspetti”. Un altro aspetto importante che fuoriesce da questo
evento di divisione di Fiordistella in due bambine, ci rammenta che a volte
le azioni negative compiute dai propri familiari, vengono interiorizzate inconsciamente
(maschera di Fiordiloto), e se la persona che ha subito traumi e violenze nel
proprio habitat familiare, non risolve queste problematiche, rischia di ripeterle e
riproporle nei riguardi dei propri figli. Dusty Miller: “I rapporti con la famiglia d’origine, risentono
sempre di tale interiorizzazione distorta. Poiché si è identificata
eccessivamente sia col genitore violatore, sia con la persona non-protettiva che avrebbe dovuto difenderla;
la donna non è in grado di vedere che le sue attuali relazioni con loro sono
sempre le stesse, e continua a interiorizzare le cattive azioni, idee o comunicazioni
provenienti dai suoi genitori, perpetuando i modelli del trauma infantile”.
La Maga Fiordiloto è un’allegoria di quelle persone che essendo state
insultate, non amate, non protette, umiliate e violate dai propri familiari,
crescendo imparano a reprimere le proprie vere emozioni, la propria progettualità e
unicità, dietro una muraglia di razionalizzazioni. In altre parole,
l’individuo chiude dietro il muro del proprio inconscio, la propria
fragilità, le proprie emozioni più vere, la propria semplicità e naturalezza.
Il tutto per potersi proteggere dagli attacchi esterni del familiari aggressivi e
perfidi. Ma naturalmente se si cerca di eliminare la propria fragilità ed emotività, non si fa altro che
esasperare la propria rabbia ed aggressività. Ecco perché alcune persone
sembrano prive di sentimenti e di empatia verso il prossimo, in realtà questi
aspetti del loro carattere li hanno soffocati e repressi.
Proprio come la piccola Fiordistella ha voluto rinchiudere la dolce e onesta Ninfa del lago
dietro una barriera, e lasciare libera la maga Fiordiloto di esprimere
sentimenti di rabbia ed ira. Pietro Lombardo: “I bambini si sentono impotenti quando
vengono insultati, aspramente rimproverati, picchiati. Contro questa brutale forza psicologica,
il bambino è impotente, non ha alcuna
chance, alcuna possibilità; allora nasce una rabbia impotente
che lo porta a doversi chiudere davanti
a qualsiasi dolore, il tutto per poter vivere”.
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Dopo aver completato il castello, Oskurjo con una smorfia
di compiacimento, dichiarò alla bambina bionda, ribattezzata Fata Esthel, che
ormai sarebbe stata buona per sempre; difatti non avrebbe più conosciuto né
dolore né tristezze. Ma siccome era divenuta troppo fragile e
sensibile, avrebbe potuto vivere solo in un ambiente nel quale tutti i
sentimenti tristi e dolorosi, non potevano esistere. Per questa ragione, lo Sciamano subitamente diede origine alla
portentosa “Barriera di Gemme”, creata attraverso le numerose lacrime che
sgorgavano come un fiume in piena, dalla piccola Fiordiloto: Lo sciamano Oskurjo che crea
la “Barriera di Gemme” e vi rinchiude la piccola Fata Esthel, è un’allegoria
di Satana, il quale congiunto all’Io di una persona, serra e chiude la
propria coscienza. Il tutto per non sentire la propria coscienza, che
urla la verità. In altri termini, la Barriera di Gemme altro non è che una “barriera” di menzogne,
argomentazioni false e razionalizzazioni, che servono per far tacere la
coscienza. Ecco spiegato il motivo del perché coloro che compiono opere
inique, omicidi, lussurie ed atti aberranti, vivono con apparente serenità e
calma. In realtà, questi individui portano una “maschera dorata”, che ricopre la loro impudicizia, ingiustizia
e malvagità. Maria Valtorta “I Quaderni del 1945-50” pag.
402: “In verità molti che strozzano col capestro dei vizi e dei peccati la loro anima, dopo averla fatta schiava di
Satana (sciamano Oskurjo) al quale si sono alleati. La strozzano
definitivamente per non sentirla più gridare e piangere
ricordando che il Male non è lecito e che vi è un castigo per chi lo compie.
Sono, costoro, coloro che da figli di Dio tornano creature-uomo per la
perdita della Grazia e da uomo divengono poi demone, ché l’uomo separato dal
Bene è vilucchio che si abbarbica, per reggersi, al Male”.

Il bambino che per compiacere ed assecondare i genitori, è costretto a reprimere una
parte di sé e della propria identità, inevitabilmente reprime e annienta
numerose facoltà personali. E così la sensibilità, i bisogni personali e le
proprie facoltà intrinseche, vengono tutte represse e confinate
nell’inconscio. E naturalmente questa “barriera
psichica” costringe la persona a
utilizzare un eccesso di forza mentale, la quale è necessaria per reprimere
così tante e numerose facoltà, emozioni angoscianti e ricordi. Ecco che le lacrime della
piccola Fiordiloto, simboleggiano le lacrime che il fanciullo versa inconsciamente, poiché è costretto a reprimere la propria reale
identità e le proprie facoltà intrinseche.
E naturalmente, come possiamo bene immaginare, nel
preciso momento in cui si reprime e rimuove un versante della propria reale
personalità, si diviene più fragili, destrutturati ed instabili. In |